ACTA bye bye ?!

maggio 31, 2012 alle 5:55 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Dopo aver scritto ai parlamentari italiani che siedono presso la Commissione del Parlamento europeo LIBE per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni,  JURI giuridica, la Commissione ITRE per l’industria, la ricerca e l’energia  chiedendo loro di rigettare il Trattato internazionale ACTA, che mira a rafforzare la tutela dei diritti di proprietà intellettuale a discapito dei diritti dei consumatori e delle libertà fondamentali dei cittadini, saluto con grande soddisfazione il voto negativo da parte di tutte e tre le Commissioni.

Si tratta di una grande vittoria per i consumatori e i cittadini europei.

Attenzione però, un bocciatura netta ma non definitiva, il prossimo passaggio importante sarà il voto presso la Commissione sul Commercio Internazionale, previsto per il il 21 giugno, mentre il voto definitivo presso il Parlamento Europeo in sessione plenaria, dovrebbe tenersi entro luglio.

Per come si sono messe le cose oggi, le probabilità che il Trattato ACTA ha di essere approvato sono ormai fortunatamente molto scarse.

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Nomine nuovi vertici AGCOM: in bocca al lupo a Fulvio Sarzana

maggio 31, 2012 alle 12:44 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, INTERNET, POLITICA, PROPRIET INTELLETTUALE, TELECOMUNICAZIONI | Lascia un commento
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Apprendo molto favorevolmente che Assoprovider e altre associazioni aderenti a Confcommercio propongono al Parlamento di scegliere i nuovi Commissari AGCOM tra questi due candidati: Stefano Quintarelli e Fulvio Sarzana. Bene, ottimo! Mi chiedo però perchè non entrambi ?!

Rispetto a Stefano Quintarelli ho già speso i miei due cents di convinto endorsement e da allora ho potuto notare, con estrema soddisfazione, come tale candidatura tra dichiarazioni di supporto in Rete da parte di comuni cittadini a quelle di numerosi parlamentari e diversi stakeholders, di strada ne abbia fatta veramente parecchia e sarebbe quindi veramente un peccato se la Politica non ne terrà conto. 

Se poi, oltre al Quinta, come è assolutamente opportuno che sia, vi saranno anche giuristi tra i nuovi Commissari, allora a mio avviso non debbono essere attempati Consiglieri di Stato, ma persone che, in primis, conoscano approfonditamente e abbiano passione per la Rete e quindi siano in grado di comprendere e affrontare, nella loro diversità, le fattispecie giuridiche che vanno diffondendosi in questo mondo nient’affatto “virtuale” e anzi sempre più “reale”, a dispetto di come continuano spesso a dipingerlo i media “tradizionali” ed alcuni politici “analogici”.

Fulvio quindi potrebbe essere in tale ottica un buon Commissario AGCOM. Voglio ricordare come uno dei dossier importanti che il nuovo Consiglio AGCOM erediterà dal precedente sarà quello relativo al diritto d’autore in Rete e se è vero che, grazie alle energie spese in tal senso da parte di un ristretto gruppo di “attivisti digitali” tra i quali spiccava per il supporto e la competenza giuridica messa a disposizione proprio Fulvio Sarzana, alla fine il regolamento assurdo, liberticida e obsoleto proposto dal vecchio Consiglio non ha visto la sua luce, rimane tuttavia un grosso lavoro da fare per creare/adattare le nuove regole contemperando adeguatamente i diritti degli utenti e la salvaguardia della libertà d’espressione abilitata da Internet con i legittimi interessi dei right owners.

Mi sembra che su questo e altri dossier Fulvio Sarzana sarebbe una garanzia per noi consumatori e avrebbe tutte le carte in regola per contribuire con professionalità a che l’AGCOM imbocchi la giusta direzione. In bocca al lupo Sarzy!

Tra fibra, interessi di Telecom Italia e interesse del Paese

maggio 30, 2012 alle 2:25 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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L’intervista di Mucchetti a Bernabè oggi sul Corriere mi stimola un paio di considerazioni:

Partiamo dal vectoting:  l’utilizzo di questa tecnologia potrebbe certo dare la parvenza che gli obiettivi dell’Agenda Digitale possano essere raggiunti, ma evita di mettere giù fibra. Cosa vogliamo, modernizzare il Paese o fare finta che abbiamo raggiunto degli obiettivi?! E, inoltre, da quello che ho capito – leggasi questo post del Quinta senza tralasciare i relativi commenti – il vectoring, nella tecnologia attualmente disponibile, non consente il sub loop unbundling e, di fatto, sarebbe dunque in palese violazione della regolamentazione vigente a meno di non ipotizzare vacanze regolatorie a mio avviso non auspicabili, anche perchè il rischio di una rimonopolizzazione nel passaggio alla fibra è dietro l’angolo … se mi sbaglio mi corigerete  

Su una cosa mi sembra invece condivisibile quanto dice Bernabè: “un accordo sarebbe più efficace e impegnerebbe meno capitali” non mi risulta tuttavia che non ci siano state almeno corresponsabilità da parte di Telecom Italia per il fatto che quell’accordo, a valle degli inconcludenti tentativi di mediazione da parte del vecchio governo, non sia stato mai raggiunto. In ogni caso l’idea della network competition andrebbe messa definitivamente in pensione, ben venga quindi se ora Telecom ci ha ripensato! il passaggio alla fibra va fatto su UNA SOLA RETE D’ACCESSO anche perchè gira e rigira alla fine della fiera la pagheremo noi, o come utenti o come tax payers, quindi mi sembra il minimo chiedere efficienza e scelte sostenibili. 

Ricordiamoci, infine, che in realtà, gli incumbents – e non parlo solo di Telecom Italia – non hanno mai fatto una rete. La rete fissa in rame è stata costruita dalla Stato, mentre quella mobile è stata remunerata con la terminazione mobile. Con la fibra si troverebbero per la prima volta ad investire in una rete! Ecco perchè ritengo che, in assenza di una forte politica industriale imposta agli incumbent dal Governo e dalla Commissione europea andremmo veramente poco lontano.

In conclusione, direi che la ricetta per cucinare le fibre non ha un ingrediente unico, ce ne possono essere diversi, ma alcuni devono assolutamente essere evitati: tra quelli da evitare il vectoring – per i motivi espressi sopra – e un prezzo del rame troppo alto e/o gonfiato, che è come il parmigiano sul sugo di pesce – su questo ho già detto più ampiamente qui – Tra gli ingredienti invece da mettere: rete di accesso unica, basta con la platform competition, switch-off  regolato, open acces, fondi pubblici quando occorre.

A scanso di equivoci voglio ribadire ancora una volta che gli interessi di Telecom Italia e dei suoi azionisti sono a mio avviso legittimi ma confliggono con l’interesse generale che dovrebbe essere considerato prevalente e al di sopra di essi, se è vero – come è vero – che l’aumento della penetrazione della banda larga e la posa della fibra possono abilitare, da una parte, una democrazia più partecipata e moderna e, dall’altra, quello sviluppo economico e quindi quella crescita considerevole del PIL tali da assumere una funzione anticiclica in questo momento di crisi, pare indubbio che l’interesse generale dovrebbe prevalere su quello legittimo ma a breve termine e tutto rivolto su se stessi di investitori e incumbent.

Fisso-mobile: AGCOM eserciti subito i suoi poteri di vigilanza sull’aumento delle tariffe di Telecom Italia

maggio 29, 2012 alle 7:11 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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Della questione ho già detto in questo precedente post, ma ora vale la pena concentrarsi sul punto 48 della Delibera 621/11/CONS, che recita come segue:

V.48 L’Autorità, inoltre, al fine di verificare se ed in quale misura le riduzioni delle tariffe di terminazione si riflettano sui prezzi praticati all’utenza finale, ribadisce e sottolinea quanto già stabilito con la delibera n. 284/10/CONS, riguardo la necessità di proseguire nell’attività di monitoraggio dei prezzi dei servizi fisso-mobile praticati da Telecom Italia, riservandosi di azionare i poteri regolamentari e di vigilanza di cui dispone, qualora dovessero emergere elementi di criticità sotto il profilo della concorrenza e della tutela del consumatore”.

La Delibera 621/11/CONS, al punto 48, legittima dunque l’AGCOM ad intervenire. Sarebbe anche molto interessante conoscere cosa pensano in merito a questa fattispecie i candidati a divenire Presidente e/o Commissario AGCOM.

Continua a leggere l’articolo su Leggi Oggi

AGCOM taglia la terminazioni e Telecom che fa? aumenta le tariffe fisso-mobile !!! con tanto di marameo ai consumatori

maggio 23, 2012 alle 5:29 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 2 commenti
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Ricordate la storia delle tariffe di terminazione mobile ? Beh in questo articolo Tariffe di terminazione mobile: tra lobbying e regolazione potete ripercorrere le tappe precedenti che hanno portato, più o meno rocambolescamente, all’approvazione da parte di AGCOM, nel novembre 2011, di un nuovo piano di riduzione, con un primo consistente taglio a luglio 2012: da 5,3 centesimi a 2,5.

Bene, e i tanto attesi benefici per i consumatori in termini di conseguenti riduzione delle tariffe fisso-mobile? Col piffero signori, Telecom Italia fa marameo ai consumatori e addirittura aumenta il fisso-mobile, leggete qui di seguito l’analisi e le considerazioni di Altroconsumo:

Tariffe telefoniche da fisso a mobile. Dal 1 luglio Telecom Italia aumenta

Ignorati i tagli sulle tariffe di terminazione

Dopo i tagli alle tariffe di terminazione di 2,8 centesimi al minuto Telecom Italia ha annunciato le nuove tariffe in vigore dal 1 luglio 2012 per le chiamate dal fisso al mobile: non solo non è previsto alcun risparmio per il consumatore ma ci sarà addirittura un aumento medio della tariffa di 0,25 centesimi, secondo i calcoli di Altroconsumo.
L’associazione indipendente di consumatori denuncia oggi la scelta tariffaria di Telecom Italia in una lettera ad AGCOM, Antitrust e Commissione europea; le nuove tariffe non solo non trasferiscono il beneficio al consumatore finale, come richiesto dalla Commissione europea e auspicato dall’AGCOM che preannunciava un’azione di monitoraggio, ma crescono aumentando addirittura il costo del fisso-mobile.

Altroconsumo rilancia la petizione sul sito www.abbassalatariffa.it, chiedendo agli oltre 30.000 aderenti la campagna di riduzione dei costi della telefonia il supporto anche in questa fase: ottenuto il taglio delle tariffe di terminazione ora rivendichiamo quello del fisso-mobile.In linea di principio il nuovo posizionamento di TI è legittimo perché il settore non è regolamentato, tuttavia inficia i benefici che il consumatore avrebbe ottenuto seguendo la tendenza di rimodulazione tariffaria con un occhio alle medie di prezzi in Europa.

Telecom Italia posiziona l’asticella e anche gli altri operatori potrebbero adeguarsi. Se anche questi dovessero allinearsi sugli stessi prezzi si aprirebbe la strada per un’azione per violazione delle regole della concorrenza.Per Altroconsumo, le medie ponderate sulla base della frequenza delle chiamate effettuate verso ciascun operatore e negli orari peak e off peak da un profilo-tipo di utente portano a questo quadro:

tariffa fisso-mobile media al minuto attuale: 9,65 cent;

tariffa fisso-mobile media attesa: 6,85 cent;

nuova tariffa fisso-mobile Telecom: 9,90 cent.

La tariffa media attuale è più bassa di 0,25 cent rispetto alla nuova tariffa Telecom: ciò dimostra che le nuove tariffe fisso-mobile costano di più.

I CALCOLI DI ALTROCONSUMO: LE TARIFFE FISSO-MOBILE TELECOM
OPERATORE VERSO CUI SI CHIAMA TARIFFE ATTUALI TARIFFE ATTESE dal 1° luglio TARIFFE DAL 1° LUGLIO
peak off peak peak off peak
           
Tim 11.5 7.83 8.7 5.03 9.9
Tre 13.55 10.93 10.75 8.13 9.9
Vodafone 11.92 7.99 9.12 5.19 9.9
Wind 12.1 9.16 9.3 6.36 9.9

Mi raccomando firmate la petizione su www.abbassalatariffa.it noi non molleremo la presa, Altroconsumo è sempre abbastanza contraria ad interventi dirigistici e quindi vogliamo sperare che l’auspicata – ed ora ottenuta – riduzione delle tariffe di terminazione si traduca al più presto in un tangibile beneficio per i consumatori senza alcuna necessità di imposizioni calate dall’alto, ma se questo non avverrà naturalmente e grazie al libero gioco della concorrenza, oltre ad un intervento dell’Antitrust chiederemo anche quello dell’Agcom e/o della Commissione europea, volto ad imporre la traslazione dei benefici sui prezzi al dettaglio del fisso-mobile.

Nomine AGCOM, primo step verso la trasparenza ma ora non fermiamoci qui

maggio 23, 2012 alle 8:31 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | Lascia un commento
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Si tratta indubbiamente di un primo grandissimo successo della campagna vogliamotrasparenza promossa dalla Open Media Coalition, quoto in questo, nel fargli i miei complimenti, Guido Scorza 

È una vittoria storica della società civile e un passo importante nella giusta direzione da parte del Parlamento, la decisione appena assunta dalla Conferenza dei capi-gruppo della Camera dei Deputati di rinviare le votazioni per le nomine dei membri del Garante Privacy e dell’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni previste per domani, fissando, contestualmente un termine – quello del primo giugno – per la raccolta di tutte le candidature e l’invio a tutti i parlamentari dei curricula dei candidati.

Siamo ancora lontani dall’accoglimento della richiesta di trasparenza nel processo d nomina dei membri e dei presidenti delle Authority che, ormai da settimane, decine di associazioni in rappresentanza di centinaia di migliaia di cittadini rivolgono alle istituzioni ma il Parlamento, per la prima volta nella storia del nostro Paese, ha rinunciato a nomine al buio e senza candidature “ufficiali” e accettato l’idea che alle nomine si proceda solo dopo aver raccolto le candidature di tutti quanti ritengano di essere in possesso dei necessari requisiti e sulla base dell’esame dei curricula.

Ma ora, a mio avviso, dobbiamo essere ambiziosi e proprio in forza e sulla base del successo ottenuto non possiamo permetterci di fermarci a questo primo e importantissimo risultato, si tratta solo di un primo step verso la trasparenza, quoto in questo il Commissario Agcom Nicola D’Angelo

Non per volere a tutti i costi fare il bastian contrario ma trasparenza nelle nomine non vuol dire solo curricula. Certo si tratta di un riusultato importante e già provare una competenza non é passaggio di poco conto. Questione centrale resta comunque quella di conoscere, seppure in linea di principio, cosa pensano i candidati su temi fondamentali nell’attività dei prossimi anni delle Autorità.

Dobbiamo allora subito insistere perché ci sua una vera e propria audizione pubblica in parlamento dei candidati ognuno dei quali presenti la sua vision su come intenderà svolgere l’incarico quale commissario o, a maggior ragione, come presidente e poi si sottoponga alle domande che gli verranno poste. Personalmente avrei numerose domande ma, per quanto riguarda i candidati all’AGCOM, mi risulterebbe gia sufficiente cominciare ad esempio a sapere almeno:

A) come intendono i candidati dipanare lo snodo della rete di nuova generazione e sbloccare, nell’interesse generale, il collo di bottiglia dell’ex monopolista perché qui pare assurdo che si intenda perseguire gli obiettivi dell’ Agenda digitale con la rete in rame!
 
B) come intendono i candidati approcciare la questione sul diritto d’autore in rete, insisterebbero, come fallimentarmente ha fatto il precedente Consiglio Agcom, a volersi sostituire al Parlamento in assenza di una norma che dia all’Autorità prerogative piene per un intervento regolamentare? E, soprattutto continuerebbero a sostenere un approccio obsoleto e repressivo che non contempera adeguatamente i diritti degli utenti e la salvaguardia della libertà d’espressione abilitata da Internet?
 

Ci sarebbero tante altre domande ma cominciamo da queste, voi cosa vorreste sapere dai candidati? Chiediamoglielo adesso che quando saranno stati nominati risulterà inesorabilmente troppo tardi …

Per chi non vuole un’Agenda Digitale di rame …

maggio 20, 2012 alle 5:21 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 4 commenti
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Domani sarò a Bruxelles per questa Conferenza ell’ECTA ULTRA-FAST BROADBAND – POLICY AND PRACTICE. Sono stato invitato a parlare nel seguente Panel:

SESSION 2: ENABLING FIBRE ROLL-OUT: FINANCING AND DEMAND Equity investors have reacted strongly to proposals by the Commission to incentivise fibre roll-out through a proposed Recommendation on cost methodologies. Are their fears well-founded? Can the interests of shareholders and “the public” be reconciled?  

Chair: Anna Krzyżanowska, Head of Unit, Evaluation & Monitoring, DG Infso Unit C3, European Commission 

Stephen Howard, Head of Global Telecoms, Media & Technology Research, HSBC Bank Plc 

Stuart Gordon, Senior Analyst Telecoms, Berenberg Bank 

Bridget P. Cosgrave, Founder & President, EveryEuropeanDigital 

Marco Pierani, Head of Public Affairs, Altroconsumo and member of BEUC

Dr. Karl-Heinz Neumann, General Manager and Director, WIK Consult

 

Complice la giornata a dir poco autunnale nonchè il fatto che ho temporaneamente “parcheggiato” i miei due pargoli ad una festa di compleanno, sto ristudiacchiando la materia che, pur nella sua complessità, mi sembra abbia questa chiave di lettura: il mantenere elevato il prezzo del rame non è solo contrario agli interessi dei consumatori ma, soprattutto, in contrasto con l’interesse generale allo sviluppo della banda larga in quanto rischia di disincentivare l’investimento in fibra. Immagino che, al contrario, alcuni degli altri relatori della mia sessione sosterranno l’esatto contrario. E vabbè il confronto sarà utile anche per apprendere e approfondire i punti di vista altrui. Subito dopo è previsto un Keynote Speech della Commissaria Kroes, che, peraltro, qualche tempo fa si era già espressa sulla questione in termini non molto lontani dal mio punto di vista, vediamo un pò che dice domani, in ogni caso cercherà di twittarlo in seduta stante.

Personalmente comprendo bene che gli incumbent (e chi mette a loro disposizione i danari necessari) vogliano avere una certa dose di sicurezza sul ritorno dei loro investimenti in fibra ma, d’altra parte, la loro pretesa che sia mantenuto artificialmente elevato il prezzo del rame in modo che col margine garantito si possa investire in fibra mi sembra una cosa che non sta proprio in piedi, insomma chi ci garantisce che poi quel margine lo utilizzeranno per investire davvero in fibra? Più ci penso più rimango fermo sul mio punto di vista: Aumenti unbundling – domanda: se ti sovraremunerano la rete in rame perchè mai dovresti mettere giù la fibra ?

Come se ne esce allora?  In primis bisogna capire che il problema non è dato da Telecom Italia o dagli altri incumbent in giro per l’Europa, perchè anch’io mettendomi nei loro panni e avendo a disposizione una rete in rame, anzi l’unica rete che c’è, completamente ammortizzata sulla quale non devo più investire ma solo manutenere non andrei certo ad imbarcarmi in un complesso investimento per creare una nuova rete in fibra, con il rischio che questo comporterebbe in termini di ritorno nell’investimento ed una serie di altre dinamiche nelle relazioni con i competitors tutte da costruire da nuovo.

Il problema non è allora dato da Telecom Italia o dagli altri incumbents ma da coloro che dovrebbero trovare la forza e il coraggio – prima ancora che le modalità tecniche – per imporre nell’interesse generale scelte di politica industriale rilevantissime per il nostro futuro in Italia e in Europa.

A ben vedere, infatti, se è vero – come è vero – che l’aumento della penetrazione della banda larga e la posa della fibra possono abilitare, da una parte, una democrazia più partecipata e moderna e, dall’altra, quello sviluppo economico e quindi quella crescita considerevole del PIL tali da assumere una funzione anticiclica in questo momento di crisi, pare indubbio che l’interesse generale dovrebbe prevalere su quello legittimo ma a breve termine e tutto rivolto su se stessi di investitori e incumbent.

E allora, chi deve imporre queste scelte di politica industriale? La Commissione europea e i Governi nazionali in primis, altrimenti che ci stanno a fare? Le Autorità regolamentari, come l’AGCOM in Italia, dovranno poi invece occuparsi di implementarle, non di sostituirsi loro.

Va chiarito allora al più presto IMHO che l’accesso a Internet a banda larga, oltre a essere considerato un servizio universale, deve essere inteso anche come bene comune, al mantenimento e allo sviluppo tecnologico del quale tutti gli operatori (non solo in senso stretto quelli delle tlc, ma anche quelli che ci vendono i servizi sopra) dovranno contribuire.

Mah … vediamo che dice domani la Kroes, io intanto continuo a studiare, se voi avete qualche suggerimento, anche se la pensate in maniera diametralmente opposta da me, lasciate un commento, grazie!

Sconfitta anche al TAR ora Apple si tolga definitivamente quel vizietto sulla garanzia

maggio 17, 2012 alle 4:28 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO | 3 commenti
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Con queste tre sentenze TAR Rg. 1512 (Apple Retail Italia) , Sentenza TAR Rg. 1515  (Apple Italia) , Sentenza TAR Rg. 1514 (Apple Sales International) il Tar Lazio ha definitivamente rigettato i ricorsi promossi dalla multinazionale della Mela accogliendo in pieno le richieste di Altroconsumo e dell’Antitrust.

Come precisa Altroconsumo:

solo per quanto riguarda Apple Sales International è stata accolta parzialmente la richiesta limitatamente all’ordine di modifica delle confezioni nella garanzia commerciale Apple Protection Plan, in parte rettificato. Confermata quindi la sanzione complessiva ad Apple di 900.000 euro per pratiche commerciali scorrette legata alla garanzia.
Si tratta di una grande vittoria per Altroconsumo e per l’Antitrust che avrà ripercussioni positive per tutti i consumatori anche fuori dai nostri confini nazionali.
E’ ancora pendente la nostra diffida preliminare a inibitoria, se Apple non si adeguerà subito alla decisione dell’Antitrust come confermata ora dalle sentenze del TAR procederemo con un’inibitoria davanti al Tribunale Civile. Anche per questo continuate intanto a raccontarci la vostra esperienza con la garanzia Apple attraverso l’apposito modulo sul nostro sito.

Uno bravo per l’AGCOM: Stefano Quintarelli

maggio 13, 2012 alle 9:10 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, PROPRIET INTELLETTUALE, TELECOMUNICAZIONI | 12 commenti
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Di solito c’è sempre bisogno di un folle che, nei momenti più disperati, tiri fuori quella verità che è già lì sotto gli occhi di tutti, ma in molti non la notano per noncuranza o trasandatezza e in tanti altri non la vogliono proprio vedere.

Quel pazzo oggi voglio provare ad essere io e me ne assumo, come qualsiasi soggetto incapace di intendere e di volere, tutte le responsabilità.

Il Governo di fatto non sta fornendo alcuna risposta concreta alla campagna vogliamotrasparenza con la quale non intendevamo fare la rivoluzione ma solo chiedere che, come in ogni Paese civile, ci fosse un confronto serio e alla luce del sole sulle persone che per merito, competenza e una forte visione sul futuro dovrebbero andare a servire lo Stato sedendo ai vertici dell’Agcom, quell’Autorità che avrà nei prossimi anni un ruolo fondamentale per mantenere il nostro Paese in carreggiata per quanto concerne uno sviluppo economico equilibrato e sostenibile grazie alla formidabile leva del digitale così come per garantire la pluralità dell’informazione nel nuovo contesto tecnologico e democratico.

Il Governo e i Partiti rimangono inerti rispetto a questa nostra semplice, civile, quanto cruciale richiesta; allora, prima che sia troppo tardi, possiamo provare a fare delle proposte dal basso.

I prossimi 7 anni cambieranno l’Italia più dei passati 10 e sarà un cambiamento plasmato da Internet. Non dalla telefonia, non dalla televisione e non dalla radio. Da Internet.

Le sfide sono enormi. Come scrive il Corriere delle Comunicazioni citando Calabrò:

In appena sette anni “Internet ha cambiato la faccia e la mentalità del mondo dei media”,  e si configura come “un cambio di paradigma” nella produzione di beni, servizi, cultura e del vivere civile. “Se lo si considera  ‘solo’ come nuova tecnologia se ne perde la portata deflagrante e rivoluzionaria”.

Non ci sono solo le frequenze, ma la fusione di Internet negli schermi delle TV domestiche. Non ci sono solo le tariffe di terminazione, ma la migrazione del traffico e dei ricavi da voce a dati. Non c’è solo la par condicio, ci sono i social media che diventano determinanti nella politica. Non c’è solo la tutela del copyright, ma nuove forme di libertà di espressione. Non ci sono solo gli operatori locali, ma lo sviluppo di piattaforme multinazionali integrate verticalmente. Non c’è solo la banda larga wireless, ma la rete di nuova generazione.

Internet è il nuovo backbone dell’industria, del commercio e dei media, su questo backbone c’è un mondo completamente nuovo da costruire e con le persone sbagliate l’Italia rischia di restare ancora più indietro.

Per questo sarebbe un danno se venissero presi in considerazione fedelissimi di partito che vengono premiati per la loro fedeltà o appartenenza; per questo non bastano attempati giuristi che abbiano una vaga idea del passato (di un passato che non c’è più) o macroeconomisti che fanno gli osservatori, e per di più da distanze siderali.

Servono persone che, oltre a dare garanzia di rispondere in primis all’interesse generale, conoscano Internet ed il mondo digitale, abbiano competenze e capacità dimostrate e, soprattutto, abbiano una visione del futuro tra mercato, tecnologia e società.

Secondo me servono persone come Stefano Quintarelli.

Le nomine AGCOM e la bocciofila Italia

maggio 9, 2012 alle 6:15 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA | Lascia un commento
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Come ho cercato di spiegare nel corso della conferenza stampa di Open Media Coalition alla Camera la scorsa settimana, con la campagna vogliamotrasparenza non intendevamo fare la rivoluzione ma solamente chiedere che, come in ogni Paese civile, ci fosse un confronto serio e alla luce del sole sulle persone che per merito, competenza e una forte visione sul futuro dovrebbero andare a servire lo Stato sedendo ai vertici dell’AGCOM, quell’Autorità che avrà nei prossimi anni un ruolo fondamentale per mantenere il nostro Paese in carreggiata per quanto concerne uno sviluppo economico equilibrato e sostenibile grazie alla formidabile leva del digitale così come per garantire la pluralità dell’nformazione nel nuovo contesto tecnologico e democratico.

Ebbene, vi devo invitare ora purtroppo a leggere questo articolo di Guido Scorza e, se non credete ai vostri occhi, a leggere e rileggere di nuovo la scarna lettera di risposta che trovate qui sopra con la quale il Governo, tramite il Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, quella trasparenza di fatto ce la nega. Ci scrivono infatti che, perlomeno in data 2 maggio, non era ancora stato avviato alcun procedimento per la nomina del nuovo Presidente AGCOM (in scadenza l’8 maggio) quindi non poteva esserci concesso alcun accesso agli atti.

Ora, dal punto di vista legale la risposta non fa una grinza e si sentirà anche un pò un figo il burocrate che l’ha scritta pensando di farci in sostanza marameo. Ma, a ben vedere, quanto si asserisce nella lettera ufficiale del Governo nella sostanza non sta in piedi, a che gioco giochiamo ? Di per sè sarebbe infatti già una vergogna che 6 giorni prima della scadenza del mandato di una così importante Autorità, alla Presidenza del Consiglio non abbiano ancora affrontato – e di conseguenza non ci sia un fascicolo accessibile – la questione della nomina del nuovo presidente.  Ma anche ammesso e non concesso che stiano veramente così le cose non potevano allora attendere qualche altro giorno a risponderci? Ci potevano rispondere oggi, ad esempio, considerato che il mandato di Corrado Calabrò è terminato ieri, oggi il procedimento per la nomina del suo successore non può non essere stato avviato e quindi ci avrebbero dovuto dare accesso agli atti.

Il burocrate che ha firmato la lettera ci ha fatto dunque marameo e si sentirà molto molto intelligente e furbo ma, fosse solo per questo non varrebbe neanche la pena di scriverci su un post, il fatto più grave è che qui lo Stato se ne sta fregando dei cittadini e di rendere loro conto. Come dicevo nella conferenza stampa dell’altro giorno soprattutto nei passaggi storici, come quelli che stiamo vivendo, contraddistinti da una grave crisi economica, il rischio è che si mettano da parte e si dimentichino le basilari regole democratiche che dovrebbero condurre a prendere scelte importanti per il Paese, la crisi politica, la crisi della democrazia viene prima della crisi economica e forse siamo in una situazione di crisi economica anche e soprattutto a causa della crisi politica.

Insomma neanche nell’ambito di una bocciofila sarebbe permesso eleggere i propri vertici attraverso accordi che avvengono in segrete stanze e di cui si sapranno i risultati e i nomi dei prescelti solo a giochi fatti. Se fossimo soci della bocciofila protesteremmo certamente pretendendo maggiore trasparenza, di poter conoscere in precedenza i nomi dei candidati e di poter dire quindi la nostra sulle loro capacità, competenze e attaccamento ai colori sociali. Allo stesso modo non possiamo accettare che i vertici di una Autorità come AGCOM il cui ruolo è e sarà sempre più cruciale per la tenuta democratica del nostro Paese così come per l’auspicabile sviluppo economico nel settore delle comunicazioni elettoniche siano nominati con modalità così volgarmente carenti della benchè minima trasparenza.

Non stiamo chiedendo la luna, stiamo chiedendo cose basilari, non intendiamo sostituirci alle Istituzioni e alle forze politiche che debbono prendere determinate scelte, stiamo semplicemente cercando di ricordare loro di fare bene il loro mestiere, sveglia Cittadini, riprendiamoci i nostri Diritti, se non li esercitiamo non ce li riconosceranno più e un giorno, forse non lontano, non sapremo neanche più di esserne titolari.    

Quando, come sempre più spesso, si parla, e anche molto a sproposito di antipolitica bisogna ricordarsi che l’antipolitica nasce in realtà dalla cattiva politica, noi vorremmo semplicemente una politica che faccia il proprio mestiere e si prenda le proprie responsabilità, allora se si debbono nominare i nuovi vertici Agcom, vengono fuori i nomi da quelli che poi saranno tenuti a decidere e ci si confronti apertamente, noi chiediamo semplicemente che siano persone competenti e chiediamo che rispondano in primis all’interesse generale. Chiediamo forse troppo ?!

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