Canone RAI, bufale che non aiutano ad elevare il rispetto dei diritti degli utenti

gennaio 9, 2014 alle 7:05 pm | Pubblicato su - Class Action vs RAI, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | Lascia un commento
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Rai

Sta girando in rete, anche su testatate giornalistiche, una vera e propria bufala relativa ad una supposta sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo che avrebbe come effetto di rendere illegittimo il canone Rai.

Al di là del sussulto circa la assoluta assenza di capacità di fact checking rispetto a chi continua a far circolare questa notizia, posto che la sentenza non è stata semplicemente travisata ma purtroppo non esiste affatto, avendo combattuto una battaglia seria contro RAI quando ha violato palesemente i diritti degli utenti, lasciatemi dire che queste cose non aiutano.

Piuttosto, visto che questa tassa c’è, e finchè non sarà abolita, occorrerebbe pretendere subito e al più presto che il Parlamento modifichi il Contratto di Servizio per consentire ai cittadini che pagano il canone di poter far valere i loro diritti, mi sembra il minimo.

Vi consiglio la lettura del seguente articolo di Altroconsumo:

Come ogni gennaio che si rispetti, anche quest’anno impazza (complice la rete) il tormentone sul canone Rai. Chi ne chiede l’abolizione, chi vorrebbe caricarne l’importo sulla bolletta della luce, in modo da farlo pagare a tutti gli italiani, e chi, senza troppe remore, semplicemente non lo paga. Ma, al di là delle discussioni, una cosa è certa: se possiedi un apparecchio televisivo devi sborsare il denaro che serve a sostenere i canali della televisione pubblica nazionale. In pratica, perché scatti l’obbligo del pagamento è sufficiente possedere un qualsiasi dispositivo potenzialmente in grado di ricevere il segnale dall’antenna tv.

Quelle notizie prive di fondamento

A sostegno della causa per boicottare il canone, in rete si moltiplicano notizie del tutto infondate su provvedimenti volti a legittimare l’evasione. Secondo alcune di queste, esisterebbe una sentenza della Corte europea dei diritti umani che si sarebbe espressa sull’illegittimità della tassa. Mettiamoci l’anima in pace perché, come ha precisato l’Agenzia delle entrate, si tratta di una notizia falsa e priva di qualsiasi fondamento. Al contrario, con una decisione del 2009, la Corte ha affermato la piena legittimità della sua riscossione. Quindi, se possiedi un apparecchio adattabile o in grado di ricevere programmi radiotelevisivi, sei tenuto al pagamento del Canone entro il 31 gennaio 2014.

Quando è possibile non pagarlo

Se in casa non hai la tv, ma solo la radio, il canone Rai non è dovuto. Stessa cosa se possiedi un pc, un tablet o uno smartphone: paradossalmente, anche se vengono utilizzati per vedere i canali Rai tramite internet non sono soggetti alla tassa. Nel caso di seconda casa, il canone non raddoppia: l’abbonamento per l’abitazione principale consente di possedere anche altri apparecchi, senza sovrapprezzi. È possibile chiedere l’annullamento del canone se, per esempio, ti trasferisci in una casa di riposo: basta indicare, nella comunicazione, i dati della casa di riposo e la data di inizio della degenza. L’esenzione spetta a chi possiede questi tre requisiti: chi ha compiuto i 75 anni entro il termine di pagamento del canone (31 gennaio 2014, in questo caso), convive solamente con il coniuge e, conteggiando anche il reddito del coniuge, ha un reddito annuo lordo non superiore a 6.713,98 euro.

Come dare la disdetta

Sei un abbonato Rai e hai deciso di voler sfuggire legalmente al pagamento del canone? La disdetta non è un’operazione semplice ed è prevista solo in questi tre casi:

  • Comunichi all’Agenzia delle entrate (Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio territoriale di Torino 1 Sportello S.A.T. Casella postale 22 – 10121 Torino), tramite raccomandata a.r., il mancato possesso di apparecchi televisivi (in seguito a furto, rottamazione, incendio…),
  • Segnali la cessione degli apparecchi in grado di ricevere il segnale televisivo, indicando le generalità del nuovo proprietario,
  • Richiedi all’Agenzia delle entrate (Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio territoriale di Torino 1 Sportello S.A.T. Casella postale 22 – 10121 Torino) il suggellamento (chiusura tramite appositi involucri) degli apprecchi, in modo da risultare inutilizzabili. Questa operazione costa 5,16 euro per ogni apparecchio da suggellare.

Gli abbonati devono poter far valere i propri diritti

Nel corso del 2010, la Rai aveva arbitrariamente sospeso le trasmissioni di informazione pubblica. Noi abbiamo promosso una class action in difesa degli abbonati Rai, che si sono visti – di fatto – negare il diritto all’informazione. Dopo un travaglio burocratico di circa 3 anni, la nostra class action è stata respinta perché, sebbene sussistessero evidenti violazioni del contratto di servizio, secondo il Tribunale e la Corte d’Appello di Roma, gli abbonati non hanno alcun titolo per agire. Altroconsumo chiede a Governo e Parlamento di sanare questo assurdo giuridico modificando il contratto di servizio Rai, in modo che gli abbonati possano finalmente far valere i propri diritti in caso di inadempienze.

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TAR Lazio: RAI non poteva oscurare su Sky, alla buon ora !

luglio 12, 2012 alle 5:57 pm | Pubblicato su - Rai/Sky Tivù Sat, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 2 commenti
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A volte è veramente difficile gioire per il fatto che si aveva effettivamente ragione se, quando alla fine te la riconoscono, è passato troppo troppo tempo:

Sentenza del Tar: la Rai non può oscurare Sky<!–

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Il tribunale regionale del Lazio definisce illegittimo l’oscuramento Rai su Sky e accoglie il ricorso della tv satellitare contro la delibera dell’Agcom. Una decisione che anche noi auspicavamo.

 I canali Rai potranno di nuovo essere visti integralmente sulla piattaforma Sky. Il Tar del Lazio ha infatti annullato la delibera Agcom del 16 dicembre 2009 che legittimava l’oscuramento di alcuni programmi Rai sulla tv satellitare. Delibera che Sky aveva impugnato.

Il fatto
Criptando i programmi con un protocollo di codifica incompatibile con quello del decoder Sky, Rai e Mediaset avevano in pratica reso inaccessibile la propria programmazione a 5 milioni di utenti Sky, contravvenendo a nostro avviso alle regole della concorrenza. La Rai, inoltre, in quanto servizio pubblico, doveva ritenersi a maggior ragione tenuta a fornire questa prestazione. Anche se già in possesso di un decoder Sky, gli utenti sono stati costretti a mettere mano al portafogli una seconda volta per acquistare un decoder satellitare Tivùsat che permetteva l’accesso a tutta la programmazione Rai e Mediaset.
Proprio per evitare che la pratica degli oscuramenti continuasse, Altroconsumo aveva presentato ricorso contro la Rai presso il Tribunale di Roma. In quella sede però la tv di stato se la cavò grazie al provvidenziale aiuto dell’Agcom che con una delibera le dava ragione.

La decisione del Tar 
Il Tar ha deciso che la Rai dovrà essere vista integralmente anche su Sky. La decisione della tv di stato di impedire la visione integrale dei propri programmi agli utenti con decoder satellitare Sky, infatti, secondo il Tribunale costituisce una grave violazione degli obblighi di servizio pubblico previsti nel contratto di servizio. Non possiamo che essere d’accordo con la sentenza del Tar.

 La sentenza del TAR Lazio è leggibile qui
A leggere questi miei vecchi post ora viene in effetti un pò di rabbia:

Rottura Rai/Sky e nuova piattaforma Tivù Sat: forse il Santo che cercavamo è sul Colle più alto

Raiset vs Sky: il silenzio dell’Agcom è ormai assordante

Ma dove sono questi decoder Tivù Sat ?

RAI, must offer or not ?!

Altroconsumo porta RAI in Tribunale: inibitoria contro gli oscuramenti sul satellite

Oscuramenti sul satellite: povera Mamma RAI, l’hanno costretta a prostituirsi …

 Quest’ultimo post concludeva così:

Al di là delle questioni più prettamente giuridiche inerenti la violazione del Contratto di Servizio e del Testo Unico della radiotelevisione, già ampiamente discusse in questo blog e che ora si troverà a dover prendere in esame anche il Tribunale di Roma al quale Altroconsumo si è rivolto con un ricorso d’urgenza quello che viene spontaneamente da chiedersi, direi quasi d’impulso, è se Rai possa ancora considerarsi servizio pubblico.

Non dovrebbe essere, in effetti, solo oggetto di un obbligo giuridico ma l’intrinseco portato del suo mandato quale Tv di Stato quello di diffondere la sua programmazione e renderla disponibile alla cittadinanza con ogni tecnologia e su tutte le piattaforme. A tal punto che impedire l’accesso alla propria programmazione a parte della cittadinanza, che peraltro continua a pagare il canone, in un momento già reso complicato per gli utenti dal passaggio al digitale terrestre con tutte le complicazioni e gli adeguamenti tecnologici che conseguono, appare un gesto contro natura da parte della RAI, molto simile al suicidio.

Chi scrive ritiene che possa e debba avere ancora un senso nel nostro Paese l’esistenza di una televisione di servizio pubblico, il fatto è che la stiamo perdendo e, soprattutto, non è certo di questo servizio pubblico che abbiamo bisogno nel nuovo scenario competitivo e tecnologico.

Uno dei commenti all’articolo de L’Espresso recita come segue: mamma rai, l’hanno costretta a prostituirsi …

Frequenze TV: capisco (anche se non condivido) Mediaset, chi mi spiega invece la posizione del PDL?

aprile 18, 2012 alle 2:43 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, TV | Lascia un commento
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Sulla vicenda beauty contest mi sono più volte espresso e quindi non avrei da aggiungere nulla di nuovo nel merito. Allo stesso modo, sulla notizia del ricorso da parte di Mediaset c’è veramente poco da dire, mi sembra più che legittimo che un’azienda che ritenga di essere stata lesa nei suoi interessi da un atto della Pubblica Amministrazione lo impugni, sta anche nella sua libertà ricorrere in giudizio anche solo semplicemente per  evidenziare la propria contrarietà nei confronti di una scelta – GIUSTISSIMA A MIO AVVISO – del Governo.

D’altra parte, leggendo le dichiarazioni di Confalonieri mi spingerei anche a ritenere che possano essere assolutamente in buona fede. E’ infatti più che mai comprensibile l’umano risentimento da parte dei vertici di un’azienda che ha visto fiorire il proprio business in lunghi periodi di complicità con il governo, fino al punto di ottenere – con la legge Gasparri – addirittura la cristallizzazione del duopolio televisivo anche con il passaggio al digitale a discapito della netta contrarietà della Commissione europea e la evidente lesione del mercato e dei diritti e interessi dei consumatori. Pare a me insomma assolutamente normale che Confalonieri ritenga ora la decisione del nuovo Governo di mettere all’asta l’assegnazione delle frequenze tv come “mosso da qualcosa di punitivo” nei confronti di Mediaset. Succede anche ai bambini – e si sa che gli anziani regrediscono a comportamenti simili – se gli togli il lecca lecca piangono e sbraitano, ma un pò di lecca lecca tocca lasciarlo anche agli altri e poi, troppo lecca lecca in prospettiva fa male anche a loro stessi no ? Sul mercato tocca imparare a starci con le proprie forze, no ?

Non è però in primis per questo motivo che ho scritto questo post, è in realtà tutt’altro il problema che mi assilla e che non riesco a comprendere, ho veramente bisogno del vostro aiuto. C’è qualcuno tra i miei tre o quattro lettori che – in grado di interpretare il sentito profondo del PDL – possa spiegarmi, in termini di interesse generale, le fortissime contrarietà espresse da questo partito all’emendamento governativo sul beauty contest ? E’ una domanda seria e, fino ad ora, non ho sentito – magari me la sono persa – la benchè minima argomentazione da parte degli esponenti del PDL che si sono espressi pubblicamente sul tema. Perchè sono contrari ? Perchè regalare a Mediaset (e Rai) le frequenze sarebbe preferibile ? Perchè questo è nell’interesse del Paese o, perlomeno, perchè dovrebbe essere nell’interesse di chi li ha votati e di chi forse in futuro vorrà ancora farlo ?

Attendo risposte, aiutatemi, grazie !

Class Action Altroconsumo vs RAI: aderisci, più siamo, più contiamo !

maggio 3, 2011 alle 11:17 am | Pubblicato su - Class Action vs RAI, CONSUMATORI, DIRITTO | 2 commenti
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Nel corso del 2010, la RAI si è resa ripetutamente inadempiente rispetto agli obblighi prescritti dal Contratto di Servizio Pubblico di fornire un’informazione libera, obiettiva e corretta in favore di tutti coloro che hanno sottoscritto l’abbonamento RAI.

 Altroconsumo ha promosso una Azione Colletiva Risarcitoria (Class Action).

Class Action contro la Rai: violazione del contratto di servizio pubblico

Chi ha pagato il canone per il 2010 ha diritto a un risarcimento di 500 euro per il danno causato dai comportamenti della Rai. Per questo abbiamo promosso un’Azione Collettiva Risarcitoria contro la tv di Stato. Il 1 giugno si terrà la prima udienza .
Aderisci anche tu alla nostra Class Action

La Class Action di Altroconsumo contro Rai, oltra ad essere caratterizzata dall’elevato numero di possibili aderenti – potenzialmente tutti gli abbonati RAI – ha l’obiettivo di salvaguardare un diritto civile primario dal rango costituzionale quale è quello a un’informazione libera, plurale ed obiettiva. Interessi di parte, o meglio di una pluralità di soggetti offesi, come è normale che sia in tutte le azioni collettive, coincidono in questo particolare caso anche con l’interesse generale se, come ritiene Altroconsumo, appare ancora utile che nel nostro Paese continui a sussistere una tv di servizio pubblico, purché essa svolga adeguatamente tale importante mandato adempiendo correttamente alle obbligazioni prescritte dal contratto di servizio nonché dal contratto di abbonamento sottoscritto con ciascuno degli abbonati RAI.

Aderite, aderite, aderite, più siamo, più contiamo !

Una conferma formale all’adesione sarà necessaria successivamente alla verifica dell’ammissibilità dell’azione da parte del Tribunale.

In Italia puntate sullo Squalo, per salvare il vostro pluralismo ?!

aprile 5, 2011 alle 12:14 am | Pubblicato su - Rai/Sky Tivù Sat, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | Lascia un commento
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Da L’Espresso:

La scena risale a pochi giorni fa. Cornice internazionale: Bruxelles. Protagonisti il presidente dell’associazione Altroconsumo, Paolo Martinello, e un giornalista inglese che lo sta intervistando. Il cronista vuole risposte sul sistema televisivo italiano, e in particolare sul passaggio in corso dall’universo analogico a quello digitale. Martinello, quindi, inizia il suo ragionamento. Mettendo le cose in chiaro: “In Italia”, dice, “è essenziale che Sky partecipi alla gara per le frequenze del digitale terrestre”. Di più: “Rupert Murdoch”, spiega, “è un garante del pluralismo, un tassello imprescindibile nell’evoluzione democratica dei nostri media”. Al che il giornalista sgrana gli occhi. Smette di prendere appunti, e dopo un flash di stupore chiede: “Murdoch? Il magnate australiano? Puntate sullo Squalo, per salvare il vostro pluralismo?”. “Io stesso”, confida Martinello, “coglievo il paradosso delle mie parole. Ma non cambio idea: anche uno schiacciasassi alla Murdoch, da noi, è il benvenuto. Comunque sia, può limitare lo strapotere di Rai e Mediaset. E già questo è un successo, parlando di digitale…”.

Bella Paolo ! della cosa mi ero già occupato in questo post, leggete tutto l’articolo su L’Espresso, ne vale la pena

A strenua difesa del “compagno” Masi ;))

febbraio 23, 2011 alle 6:40 pm | Pubblicato su TV | Lascia un commento
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ma guarda un pò cosa tocca fare … addirittura difendere con convinzione Mauro Masi , e chi l’avrebbe mai pensato ? !

Eh sì perchè, secondo quanto riporta il Corriere.it, il Direttore Generale della RAI starebbe ora rischiando la poltrona per non essere riuscito ad impedire il duetto di Luca e Paolo a San Remo sulle note di Ti sputtanerò (vedi video sopra)

ROMALa Rai è imprevedibile. Nelle aziende tradizionali si allontana un top manager dopo un insuccesso. A viale Mazzini può capitare che il direttore generale rischi di dover traslocare dopo uno dei Festival di Sanremo di maggior successo di pubblico (e in parte anche di critica) degli ultimi tempi. Mauro Masi non dovrà fronteggiare nei prossimi giorni un problema legato agli ottimi ascolti Rai. Ma potrebbe pagare il prezzo del duetto del «Ti sputtane rò» cantato martedì 15 scorso da Luca e Paolo e interamente dedicato al duello politico Berlusconi-Fini («Ti sputtanerò, con certi filmini che darò alla Boccassini dove ci sei tu e le mostrerò donne sopra i cubi e ci metto pure Ruby e ti fotterò». «Ti sputtanerò, sarà un po’ il mio tarlo con la casa a Montecarlo dei parenti tuoi». «Ti sputtanerò, farò l’inventario con Noemi e la D’Addario dei festini tuoi»…)

Ma dico, con tutto quello che ha combinato Masi finora nella sua gestione della RAI è possibile mai che si possa pensare di mandarlo a casa per questo motivo ?

Da leggere con attenzione anche il resto dell’articolo: 

Silvio Berlusconi sarebbe andato su tutte le furie. Traccia visibile del malcontento del presidente del Consiglio, la gelida dichiarazione di Antonio Verro, consigliere di amministrazione Rai, vicinissimo a Berlusconi: «Una satira politica da televisione commerciale non adatta ad una platea così vasta ed eterogenea come quella del Festival che fa servizio pubblico. Il direttore generale mi ha dato rassicurazioni sul fatto che le questioni che in questi giorni hanno interessato la direzione artistica del Festival verranno portate all’attenzione del prossimo consiglio di amministrazione». Proprio quel passaggio, una richiesta esplicita di chiarimenti a Masi, prefigura il clima che si respirerà domani, giovedì in Consiglio di amministrazione. Chi è vicino a Berlusconi (secondo il tam tam di viale Mazzini si tratterebbe soprattutto del ministro Paolo Romani) avrebbe considerato l’episodio sanremese la goccia capace di far traboccare il vaso del malcontento verso Masi.

Ecco l’accusa del Pdl: ci dici di non riuscire a controllare Santoro perché c’è una sentenza del giudice, lo stesso problema c’è per Paolo Ruffini a Raitre ma non è possibile che tu non sia in grado di non far attaccare Berlusconi nemmeno a Sanremo e su Raiuno, rete filo-governativa per eccellenza. Masi ha smentito qualsiasi voce di sue possibili dimissioni. Ma secondo altri si sarebbe già aperta una caccia alla collocazione alternativa (Eni?) per il direttore generale. Si delinea il possibile identikit del suo successore che potrebbe corrispondere a Vincenzo Novari, amministratore delegato di 3 Italia. Comunque giovedì sarà un Consiglio Rai anomalo e senza maggioranza di centrodestra. Sulla testa di Angelo Maria Petroni e di Giovanna Bianchi Clerici pende la minaccia di una sanzione di 200 mila euro della Corte dei Conti per aver votato nell’agosto 2005 la nomina a direttore generale di Alfredo Meocci, incompatibile in quanto fresco ex membro dell’Autorità per le Telecomunicazioni. Finché non si sarà chiarito il nodo hanno fatto sapere che non parteciperanno ai lavori del Cda.

Francamente rimango allibito, non riesco neanche a mettere insieme un commento tanto sono frastornato, mi riservo di farlo quando mi riprenderò … segnalo solo una cosa, pur volendo mandarlo via gli avrebebro già trovato un’altra poltrona d’atterraggio all’ENI !!!!!!!!!!!!!!

Digitale terrestre: dopo lo switch off in Lombardia la situazione rimane critica

novembre 29, 2010 alle 6:36 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 3 commenti
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Come dicevo l’altro ieri, a casa mia dopo lo switch off la situazione del digitale terrestre era alquanto instabile e permane tale, a quanto pare è così anche a casa di tante altre famiglie in lombardia e nel nord italia:

Oltre 400 chiamate in poche ore ai telefoni di Altroconsumo.
Difficoltà a risintonizzare i canali, pessima ricezione del segnale, canali come La7 o Boing dissolti nell’etere; questo il contenuto delle segnalazioni di consumatori in difficoltà con lo switch off in Lombardia, Piemonte orientale, province di Parma e Piacenza

Il passaggio definitivo alla tv digitale doveva concludersi sulla carta il 26 novembre scorso, ma sono molti gli strascichi di tipo tecnico che di fatto impediscono al consumatore di vedere canali e programmi tv.

Molti gli abbonati di Mediaset Premium e Gallery che hanno segnalato di non esser riusciti a fruire della visione dei programmi per cui hanno pagato, anche da altre Regioni come Campania, Marche, Emilia Romagna.
Altroconsumo invita Mediaset a predisporre un bonus di risarcimento per i contenuti a pagamento non fruiti.
Sul fronte istituzionale l’associazione indipendente di consumatori chiede al ministro dello Sviluppo economico Romani di sensibilizzare tutti gli attori, in questa fase delicata di passaggio tecnologico, alla massima professionalità e tempestività nell’affiancare gli utenti di fronte alle difficoltà tecniche che possono incontrare.

Altroconsumo terrà aperto per tutta la settimana il numero verde 800.088.265 dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle ore 14,00 alle 17,00.

Ora, posso comprendere che lo switch off sia un passaggio complicato dal punto di vista tecnico ma mi sembra inaccettabile che, come consiglia il call center del ministero, l’unica via d’uscita per l’utente sia quella di stare lì a risintonizzare di tanto in tanto – dicono fino a metà dicembre ! – nella speranza che rispunti fuori quasi per miracolo qualche canale prima oscurato.

Peraltro, il fatto che lo switch off nel nord italia abbia ripercussioni negative su altre zone d’Italia già all digital (ad es campania, lazio etc etc) la dice lunga sull’instabilità di questa tecnologia a livello di sistema paese, per quanto riguarda l’Emilia considerate invece che lo switch off è oggi,  il che comporterà presumibilmente altri problemi …

Per quanto concerne i canali Mediaset premium, ci credo che la gente sia particolarmente arrabbiata, paga un tot al mese e dovrebbe stare lì a risintonizzare fino a metà dicembre nella speranza che riappaiano le partite (o i film) che ha pagato ?!?!? Mah … il fatto, invece, che chi non prende i canali Rai si lagni di meno è, a mio avviso, sintomo che purtroppo non ci attendiamo veramente più niente di buono dal broadcasting di stato … ma come? paghiamo un canone, si tratta di servizio pubblico, ci siamo nonostante questo sobbarcati il costo del decoder … e dovremmo stare lì a risintonizzare nella speranza che riappaia il segnale? qualcuno direbbe: neanche nello Zimbabwe …

La TV d’istate!!!!!!

maggio 31, 2010 alle 6:44 pm | Pubblicato su - Class Action vs RAI, CONSUMATORI, DIRITTO, LE POESIE DI NONNA SILVANA, TV | Lascia un commento
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L’altra sera, facendo zapping sul digitale terrestre alla ricerca (insoddisfatta) della tanto sbandierata proliferazione di canali e nuove offerte di intrattenimento televisivo, mi è capitato di cuccarmi i saluti di un paio di conduttori di programmi RAI di prima serata che, se tutto va bene, si rivedranno sul piccolo schermo non prima di fine settembre.

Ora, per carità, tutti hanno diritto alle meritate ferie dopo un lungo periodo di intenso lavoro, però c’è qualcosa che non mi torna … sarà forse l’invidia di chi, come la maggior parte dei comuni mortali, non fa ferie lunghe quattro mesi dai tempi delle scuole superiori ma, ciò che appare probabilmente più grave e critcicabile è che le trasmissioni “invernali” come al solito non saranno sostituite da altre di pari livello e qualità, o non saranno sostituite affatto, quella che si prospetta, come ogni anno, è invece un’altra estate di repliche sulle reti Rai.

Ecco allora che mi è sembrato opportuno rispolverare un’altra poesia in dialetto anconetano di Nonna Silvana, la mia mammina, che fa una proposta interessante:

La TV d’istate!!!!!! 

St’anu ò penzato de passà

l’istate in cità!

Mentre piàvo ‘sta decisiò

facevo conto che p’aiutame

a passà el tempu

c’era la televisiò!

Tuto rigolare …ò penzato

cun quel che costa l’abunamento

passerò qualche serata

davanti al televisore

in sciguro divertimento!

Ma però….

Quanto ò incominciato a cercà

un prugrama da guardà

me so nacorta

ch’era tuta roba da scartà!

C’erane filmi vechi

che ciavevane fatu vede

‘na muchia de volte….

repliche stra..replicate! 

Me so sentita cujonata

e senza mancu la pussibilità

de……prutestà!!

Cuscì ò penzato

che quanto m’ariverà

el buletì pé rinuvà l’abunamento

de risposta jé spedirò

le copie del vecchio pagamento!!!

Setembre  2009              Silvana Tittarelli Pierani

La RAI sta tentando il suicidio, salviamo la tv di servizio pubblico

marzo 15, 2010 alle 7:36 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 1 commento
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Il CdA Rai ha confermato oggi la propria assurda decisione del 1 marzo: viene così ribadito, nonostante la decisione del TAR Lazio di eliminare la mordacchia alle emittenti private , lo stop ai talk show sulle reti RAI in vista delle prossime elezioni. Questo malgrado le sollecitazioni pervenute dal Presidente dell’AGCOM Calabrò, dal Presidente della Commissione di Vigilanza Zavoli, dal suo stesso Presidente Garimberti e, non ultimo, dagli oltre 5000 cittadini che hanno dato la loro adesione alla petizione di Altroconsumo

Si tratta di una decisione gravemente lesiva del contratto di servizio pubblico attraverso la quale la maggioranza del Consiglio di Amministrazione RAI conferma la propria predisposizione autolesionistica volta al suicidio RAI.

Occorre agire per evitare che cali per sempre il sipario sul servizio pubblico televisivo di cui c’è ancora bisogno nel nostro Paese.

Il TAR Lazio elimina la mordacchia ai talk show per le emittenti private. Chiediamo un immediato ripristino della libertà di informazione anche per la RAI

marzo 12, 2010 alle 12:47 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 1 commento
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Importante novità nella intricata, assurda e tutta italiota questione relativa alla sospensione dei talk show nel periodo preelettorale per la quale – come vedete nel video sopra – ieri sono andato a manifestare, munito di megafono, il dissenso di Altroconsumo nella conferenza stampa “di strada” organizzata da Articolo 21 davanti alla RAI.

Dunque, ora il TAR Lazio sblocca giustamente la mordacchia alle emittenti private, rimane invece la censura per Porta a Porta, Annozero, L’ultima parola e Ballarò. E’ caduto, infatti, l’art 6 comma 2 della delibera Agcom per le Regionali 2010, ma rimane in piedi il Regolamento della Commissione di Vigilanza e, soprattutto la Delibera di auto-oscuramento del CdA Rai del 1 marzo che definire molto più realista del Re e autolesionista è forse eufemistico.

Siamo evidentemente al paradosso, ma forse, e speriamo al più presto, la decisione in via cautelare sul ricorso presentato da Altroconsumo iniseme a Cittadinanzattiva da parte del Tar Lazio metterà definitivamente a posto le cose. Di seguito il comunicato odierno di Altroconsumo 

Tar Lazio, stop alla sospensione dei programmi informativi per Mediaset, Sky e La7. Altroconsumo: ripristino informazione anche sul servizio pubblico
12-03-2010

I programmi informativi possono ora andare in onda su altre emittenti, come Mediaset, Sky e La7, ma non sul servizio pubblico, per il quale gli utenti pagano il canone.
Siamo al paradosso.

Il ricorso Altroconsumo contro la delibera RAI di sospensione dei programmi d’informazione in periodo prelettorale è ancora in piedi e sarà affrontato quanto prima al Tar Lazio in via cautelare.

Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo: “Gli utenti devono veder ripristinate le regole-base per poter essere informati in modo completo, obiettivo, imparziale e corretto dal servizio pubblico radiotelevisivo. La pluralità e diversità di fornitori di contenuti informativi, in concorrenza tra loro, sono alla base di uno stato civile”.

Continua la raccolta di firme per la petizione su www.altroconsumo.it a sostegno della richiesta di Altroconsumo di ripristino dei programmi d’informazione e in difesa dell’articolo 21 della Costituzione.

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