Bozza in materia di diritto d’autore e poteri speciali all’AGCOM: Il governo smentisca

marzo 30, 2012 alle 12:29 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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Voglio utilizzare le parole di un Commissario AGCOM, anzi il miglior Commissario AGCOM in carica per commentare quell’obbrobrio di bozza in materia di diritto d’autore che sarebbe stata attribuita al governo:

 

Spero solo che non sia vero Le mie più pessimistiche previsioni sul tema della libertà della rete si sono rivelate inadeguate rispetto a quello che sembra emergere da alcune indiscrezioni pubblicate dalla Stampa on line a proposito di una ipotesi di norma con cui il Governo conferirebbe poteri “speciali”all’Agcom in materia di repressione delle violazioni del copyright. Non puó essere vero; meglio: spero che non sia vero.

Non trovo altro da dire, se non auspicare che il Governo smentisca, e a più presto, la paternità di quel testo. Per chi volesse approfondire consiglio la lettura di Guido Scorza AGCOM, autorità una e trina? e Fulvio Sarzana La super Agcom e la Costituzione violata

Per chi volesse approfondire ulteriormente, rinvio ai dieci post che avevo dedicato alla discussa e discutibilissima iniziativa di Agcom in materia di diritto d’autore, ecco perchè il Governo non può/non deve legittimare a tempo scaduto e in maniera a dir poco rocambolesca nonchè molto pericolosa il notice and take down all’amatriciana di Agcom:

AGCOM e diritto d’autore in Rete: un notice and take down all’amatriciana (puntata n. 1) 

AGCOM e diritto d’autore in Rete: una procedura sproporzionata e carente di analisi di impatto economico (puntata n. 2) 

AGCOM e diritto d’autore in Rete: L’Autorità non può sostituirsi al Giudice Penale (puntata n. 3)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: in attesa di oscurare i siti l’Autorità comincia a tacitare i Commissari non allineati? (puntata n. 4)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: i “presunti” poteri sanzionatori dell’Autorità in materia di copyright (puntata n. 5)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: Palese incostituzionalità del procedimento di inibizione (puntata n. 6)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: appuntamento alla Camera il 14 giugno (puntata n. 7)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: uno sguardo alle proposte del TACD sarebbe gradito (puntata n. 8)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: su, svegliati e reagisci Italia altrimenti il 6 luglio cala la censura ! (puntata n. 9)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: stiamo tutelando l’interesse generale e aiuteremo l’Autorità a fare bene il proprio mestiere, bene avanti così (puntata n. 10)

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Vogliamo Trasparenza … mi sembra il minimo !

marzo 28, 2012 alle 9:14 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA | 1 commento
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E’ partita la campagna per la trasparenza delle nomine dei componenti del Consiglio di amministrazione della RAI, dei membri dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) e del Garante Privacy, che supporto – non solo come Altroconsumo – ma con convinzione anche personalmente – e invito a supportare:

Vogliamo Trasparenza

Una delle prime iniziative della neonata Open Media Coalition è stata inviare questa lettera ai segretari di partito, le domande che poniamo loro sono molto semplici:

1. Chi sono i candidati che il Suo partito ha proposto o sta per proporre?

2. Attraverso quale dinamica sono stati selezionati o verranno selezionati?

3. Perché il Suo partito non ha, sin qui, pubblicato l’elenco dei Vostri candidati?

4. Il Suo partito pubblicherà i nomi dei candidati o imporrà ai cittadini di attendere sino al giorno dopo la loro eventuale nomina per conoscerne i nomi?

5. Il Suo partito ritiene che la trasparenza nella nomina dei membri dell’Authority per le comunicazioni, dell’Authority per la privacy e del Consiglio d’Amministrazione della RAI sia una questione di democrazia?

Alfano, Bersani, Bocchino, Bossi, Cesa, Di Pietro, Loiero, Moffa, Pionati, Rutelli, Staderini … che rispondete ?

Garanzia legale di conformità: Altroconsumo vs Apple: 1 – 0

marzo 23, 2012 alle 1:18 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO | 1 commento
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Faccio seguito al precedente post su questa battaglia  per aggiornarvi sul fatto che il TAR Lazio ha accolto ieri le richieste dell’Antitrust e di Altroconsumo, rigettando invece quelle avanzate da Apple Italia e Apple Retail Italia che chiedevano la sospensione del provvedimento Antitrust. E’ stata quindi confermata la sanzione ad Apple di 900.000 Euro complessivi comminata a dicembre dello scorso anno dall’Antitrust per pratiche commerciali scorrette legate alla garanzia.

Per quanto concerne invece la terza società del gruppo Apple con sede in Irlanda, Apple Sales International, anch’essa sanzionata dall’Antitrust, il TAR ha accolto la richiesta di sospensiva limitatamente alla modifica della confezione della garanzia Apple Care, decisa dall’Antitrust.

La prossima udienza sul merito davanti al TAR Lazio si terrà il 9 maggio. Qui le tre Ordinanze di ieri:

Apple Italia

Apple Retail Italia

Apple Sales International

Una sintesi in termini calcistici della vicenda potrebbe essere quindi, per il momento: Altroconsumo vs Apple 1 – 0 (se volete essere più precisi accetto anche un 2 -1), in termini sostanziali però per me è più di un 2 – 0. Sono anche consapevole certo che la battaglia è ancora solo ai suoi inizi, ma merita di essere comunque combattuta fino in fondo perchè sia finalmente rispettato un diritto primario del consumatore come quello alla garanzia biennale di conformità.

Pende ancora la diffida preliminare ad inibitoria di Altroconsumo nei confronti di Apple, insistiamo, confortati dalle decisioni del TAR, perchè la società della Mela modifichi al più presto i propri comportamenti illegittimi.

Quanto mi ispira il Presidente Calabrò !

marzo 22, 2012 alle 4:09 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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Leggendo l’intervento del Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabrò ieri in audizione in Senato ho avuto due ispirazioni musicali. La prima la vedete nel video qui sopra Mistero di Enrico Ruggeri, mandate a palla il volume insieme a me dai:

Cosa ci prende, cosa si fa quando si ama davvero?
Mistero!

Quando si chiede, quanto si da?
Quando si ama davvero?
Mistero!

Ma che voleva dire ieri Calabrò? E’ tornato a parlare del regolamento sul diritto d’autore online fortemente avversato non solo da esponenti della società civile ma anche contestato per vari aspetti dalla Commissione europea.

Ma che vuole fare, lo vuole approvare davvero? Mistero !

In realtà l’Agcom non è stata in grado di contemperare finora nella sua proposta i diritti primari e costituzionalmente garantiti di cittadini e utenti della Rete con quelli dei detentori dei diritti d’autore, appiattendosi sulle posizioni oltranziste ed obsolete di questi ultimi. Pare quindi assurdo che, a poco più di un mese dal termine del loro mandato, il Presidente Calabrò e i Commissari AGCOM tornino ad insistere sull’approvazione del regolamento sul diritto d’autore.

Pare assurdo sì, ma che vuole fare lo vuole approvare davvero? Mistero !

Sarai sincera? Dimmelo, dimmelo.
Sarai sincero?
Mistero!
Quando si chiede, quando si dà?
Quando si ama davvero?
Mistero!
Mistero!

Così hanno commentato le associazioni aderenti a SITONONRAGGIUNGIBILE (Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo, Assonet-Confesercenti, Assoprovider-Confommercio e Studio legale Sarzana) organizzatori della “NOTTE DELLA RETE” ed il movimento “La Rete dell’Innovazione”, l’associazione NetLeft, l’associazione “Rifondazione Italia per la Legalità”:

“Condividiamo la considerazione che la sede competente per l’argomento diritto d’autore sia il nostro Parlamento, eventualmente quello Europeo, come evidenziato anche da Calabrò in audizione, e chiediamo che Calabro e i vecchi Commissari, in evidente assenza di legittimazione, si facciano dunque  da parte senza tentare alcun colpo di coda e si apra subito un dibattito serio e trasparente nel Paese sulla nomina dei prossimi vertici AGCOM perché si possano finalmente mettere persone adeguate competenti e rispondenti all’interesse generale in queste cariche importantissime per lo sviluppo digitale e per la tutela della democrazia del nostro Paese”.

L’altra ispirazione musicale? ah dimenticavo, non pùo essere che un altro grande classico: Fatti più in là de Le Sorelle Bandiera

Fatti in là fatti in là
fatti in là fatti in là
fatti più in là a a a a a a
amor

Altroconsumo, il BEUC e mezza Europa contro il vizietto di Apple sulla garanzia di conformità biennale

marzo 19, 2012 alle 11:04 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO | 6 commenti
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  Della questione ho già parlato qui nel blog. Ora, visto che Apple, nonostante la sanzione da parte dell’Antitrust, non pare avere alcuna intenzione a modificare il proprio comportamento scorretto e lesivo dei diritti dei consumatori alla garanzia di conformità biennale, Altroconsumo le ha inviato oggi una diffida preliminare ad inibitoria e così, allo stesso modo, anche 11 associazioni di tutta Europa, maggiori info qui sul sito di Altroconsumo:

La garanzia del venditore dura 24 mesi dalla data di acquisto del prodotto; Apple non esplicita nei punti vendita o nel sito in modo evidente l’applicazione della garanzia legale di conformità e propone invece il pacchetto Applecare protection plan, venduto come attivabile dopo un anno dall’acquisto del prodotto.

Le associazioni di consumatori in tutta Europa oggi inviano una diffida alla società affinché sospenda immeditamente il comportamento e si adegui alla norma europea.

 In Italia l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato il 21 dicembre 2011 ha sanzionato la Apple per pratica commerciale scorretta, comminando una multa di 900mila euro per non rispetto dell’art.130 del Codice del Consumo. Apple ha fatto ricorso contro il provvedimento ma nel frattempo ha proseguito nel non informare in modo esplicito i consumatori della copertura di due anni, norma valida in tutta Europa.

Altroconsumo ha raccolto in un dossier e in un video il comportamento scorretto dei venditori, visibile su http://www.altroconsumo.it/applegaranzia, chiamando a raccolta le associazioni dall’Olanda al Portogallo, dalla Spagna al Lussemburgo, dal Belgio alla Germania, grazie al BEUC, Bureau européen des association des consommateurs.

Commenta Paolo Martinello, presidente del BEUC e di Altroconsumo: “I leader di mercato sono credibili quando rispettano le norme e le leggi di tutela del consumatore, come la garanzia legale del prodotto. Apple non può sottrarsi alla norma europea presente nei diversi stati, ignorare le regole del gioco è miope e offusca la reputazione di un marchio”.

AGCOM: e se per una volta si mettessero le persone adeguate al posto giusto ?

marzo 16, 2012 alle 11:06 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, TELECOMUNICAZIONI | 3 commenti
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Luca De Biase torna sul tema del rinnovo dei vertici AGCOM, e fa bene:

l’Agcom è destinata a giocare un ruolo decisivo nello sviluppo – o nel blocco dello sviluppo – della mediasfera italiana. E potrà funzionare solo se nascerà con una cultura multistakeholder, cioè se sarà formata dopo un dibattito trasparente tra tutti i protagonisti, che mostri non solo le diverse posizioni di chi difende il sistema attuale e di chi lo rinnova, ma anche le forme di sinergia e simbiosi che i nuovi e i vecchi media possono sviluppare, a patto che l’apertura all’innovazione venga considerata prioritaria, facendo emergere le esigenze che i media devono soddisfare nell’ambito della cultura, dell’educazione, della qualità dell’informazione, della crescita economica e della libertà di espressione. Compatibiltà ed equilibrio, necessari nelle decisioni, si trovano solo mettendo tutti in grado di contare nell’elaborazione delle idee e rispettando tutte le istanze.

I posti si sono ridotti nel nuovo Consiglio AGCOM, sono quattro i Commissari che dovranno essere nominati più un Presidente, ciononostante pare che tra politici trombati, aspiranti lacchè e persone anche dignitose ma senza le competenze e le qualità necessarie a Roma la coda arrivi già al raccordo anulare … e se, estraneandoci un attimo dal contesto, provassimo ad immaginare che, invece dell’AGCOM, ci si stia approcciando alla nomina dei nuovi vertici dell’FCC ?  A mio avviso ce ne sarebbero in Italia di persone con le competenze, le professionalità e le caratteristiche adeguate a ricoprire quelle importanti posizioni. Ecco allora che, spingendo ancora un pò più in là la nostra immaginazione, viene da chiedersi perchè, per una volta, non vogliamo provare a fare in modo che la politica sia costretta a mettere le persone adeguate al posto giusto?

Se non ora quando ? Dipende anche molto da tutti noi.

L’ho già detto ma sarà il caso di cominciare a ripeterlo spesso nei prossimi mesi, si tratta di un tema di fondamentale importanza per chi ci tiene al pluralismo, alla libertà d’espressione, allo sviluppo equo e sostenibile dell’economia digitale e all’interese generale.

Continuiamo a parlarne

Posizione molto critica e ragionata del BEUC contro ACTA

marzo 5, 2012 alle 6:48 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Sono di corsa e non riesco al momento a tradurla, mi sembra di poter dire che il pregio della posizione molto critica del BEUC su ACTA stia nell’approfondimento dell’analisi:

BEUC, The European Consumer Organisation calls upon the members of the European Parliament to reject the Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA). ACTA fails to provide a balance between the enforcement of Intellectual Property Rights and the fundamental rights of consumers. MEPs should reject ACTA for the following reasons:

 Lack of transparency: full access to the Treaty was officially granted in April of 2010 and only after the conclusion of agreement, while access to the accompanying documents remains restricted.

 Lack of accountability: ACTA has been negotiated outside existing international organisations and multilateral fora.

 Lack of public support: The failure to distinguish between organised criminal entities and individuals engaged in file-sharing for personal use creates not only a problem of proportionality, but also raises issues of ethics and risks eroding public support for IPR in general.

 Lack of balance: ACTA shifts the balance between the need for effective enforcement and the fundamental rights of users in favour of rights holders.

 Lack of compliance with the EU acquis: there are a number of provisions which raise doubts as to their compatibility with EU law:

–          Provisional measures: ACTA does not adhere to the procedural safeguards introduced in Directive 2004/48 on Enforcement of Intellectual Property Rights, namely: the right of the defendant to request a review of the decision; the possibility for the provisional measures to be revoked and the right of the defendant to be heard.

–          Damages: The criteria established by ACTA for the quantification of compensatory damages do not match the criterion of “appropriateness of the damages to the actual prejudice suffered” as introduced in Directive 2004/48.

–          Criminal sanctions: Criminal sanctions for IPR infringements have not been harmonised at EU level.

–          Scope of criminal sanctions: The definition of commercial scale is very broad and includes at least those acts carried out as commercial activities for direct or indirect economic advantage and also acts which aid or abet copyright infringements. There is no definition of indirect economic advantage or what to aid and abet means.

Fundamental rights: ACTA fails to guarantee the fundamental right to due process and the right to the presumption of innocence.

Disclosure of subscribers’ personal data: ACTA requires the disclosure of personal data of alleged subscribers, thus going beyond the scope of Article 8 of Directive 2004/48 on Enforcement of Intellectual Property Rights.

 Lack of compliance with 2003 inter-institutional agreement: According to the 2003 Inter-Institutional Agreement on better law-making, the European Commission is precluded from supporting self and co-regulatory mechanisms where fundamental rights are at stake. However, Article 27 of ACTA requires the signatory parties to promote cooperation within the business community to effectively address IPR infringements.

Qui la posizione completa di BEUC su ACTA, buona lettura !

L’equo compenso è una tassa iniqua ma va pagata: non ci resta che piangere?

marzo 5, 2012 alle 1:59 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Con una corposa quanto discutibile sentenza (anzi otto, ma tutte sostanzialmente uguali, dalla n. 2156 alla n. 2163 del 2 marzo 2012, leggibili su http://www.giustizia-amministrativa.it ) e dopo lunghissima attesa il TAR Lazio ha bocciato su tutta la linea gli svariati profili di illegittimità sollevati dai numerosi ricorrenti rispetto al famigerato Decreto Bondi con il quale il precedente ministro per i Beni e le attività culturali aveva esteso il prelievo da parte della SIAE del c.d. “equo compenso” per copia privata, prima applicabile solo a cd, dvd vergini e masterizzatori, su tutti i dispositivi dotati di memoria, compresi i cellulari, i decoder e le console per videogiochi.

Personalmente continuo a pensarla esattamente come avevo scritto qui e in vari post su questo blog ma una sentenza è una sentenza e, in quanto tale – prima di eventualmente impugnarla – va rispettata e allora va colto innanzitutto questo suo passaggio estremamente chiarificatore:

… non può che giungersi alla conclusione che il pagamento dell’equo compenso per copia privata, pur avendo una chiara funzione sinallagmatica e indennitaria dell’utilizzo (quanto meno potenziale) di opere tutelate dal diritto di autore, deve farsi rientrare nel novero delle prestazioni imposte, giacché la determinazione sia dell’an che del quantum è effettuata in via autoritativa e non vi è alcuna possibilità per i soggetti obbligati di sottrarsi al pagamento di tale prestazione fruendo di altre alternative. In questo senso, dunque, il profilo della imposizione è – per usare le parole della Corte – “prevalente”.

Non c’è dunque più dubbio alcuno, come sottolineano concordemente per questo aspetto sia Guido Scorza sia Marco Scialdone, l’equo compenso è una tassa e – aggiungo io – una tassa assolutamente iniqua.

Detto questo, riservandomi di tornare più ampiamente sulla questione, vorrei ora anche sottolineare che sono addirittura completamente d’accordo a metà con una parte del comunicato gongolatorio di SIAE ove si dice che:

Costituisce questo un grande riconoscimento di un giusto diritto di autori, editori, produttori, artisti interpreti esecutori a ricevere un compenso, seppur minimo, per la fruizione del lavoro creativo di tante persone ed imprese culturali, attraverso sistemi tecnologici di riproduzione che sempre più massicciamente ricevono successo commerciale proprio grazie alla loro illimitata capacità di riprodurre contenuti. Senza di essi, questi strumenti tecnologici non avrebbero un’anima.

Completamente d’accordo … ma con due caveat, dedicati più che alla SIAE al Governo Monti:

a) se l’equo compenso è, come accertato dal TAR Lazio – e ovviamente al lordo di un auspicabile ribaltamento di tale arresto – una tassa che dobbiamo comunque pagare, a prescindere dal compenso per le copie private e dalla sinallagmaticità, per sovvenzionare la sussitenza della creazione culturale in questo Paese, allora, e a maggior ragione, non si dovrebbe porre grossa come una cosa una questione di efficienza e di equità nella redistribuzione dei proventi agli aventi diritto ? Insomma, se dobbiamo proprio testardamente tenerci questo strano mostro monopolista a due teste, una pubblica una privata, e a tante mani, quale è SIAE, vogliamo perlomeno imporgli di operare con una qualche efficienza ?

b) per meglio esprimere il secondo caveat prendo in prestito, quale premessa, questa riflessione di De Biase:

Non c’è dubbio che la scelta di imporre forzosamente un sostegno collettivo (anche da parte di chi usa la memoria del computer per scopi che non sono la registrazione di opere soggette a copyright) agli editori attraverso la Siae, aiuta gli editori stessi nella fase di transizione attuale. Ma ne rallenta anche la tensione all’innovazione che li condurrebbe a riappropriarsi della leadership tecnologica. L’equilibrio che si forma in questo modo è relativamente sfavorevole all’innovazione e favorevole al mantenimento della tecnologia attuale. Ma logicamente conduce verso una situazione nella quale prevale un’interpretazione del lavoro editoriale come atività che la comunità sostiene piuttosto che come attività che si sostiene sul mercato.

Siamo sicuri che è questo il futuro che vogliamo? che cioè, stante anche l’attuale situazione economica, prevediamo di voler sostenere ad libitum al di fuori del mercato ed a scapito dell’innovazione tecnologica, con i contributi forzosi dei cittadini l’attività di autori ed editori in questo Paese ?  

Ministro Ornaghi se ci sei batti un colpo !

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