AGCOM e diritto d’autore in Rete: stiamo tutelando l’interesse generale e aiuteremo l’Autorità a fare bene il proprio mestiere, bene avanti così (puntata n. 10)

giugno 30, 2011 alle 10:17 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 9 commenti
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Prima di passare all’argomento dell’ultimo dei dieci post che mi sono impegnato a scrivere per spiegare meglio i motivi per i quali, se approvata nella forma in cui è stata messa in consultazione, la Delibera dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che prevede un procedimento sommario rischierà di divenire molto pericolosa per la libertà d’espressione in Rete, voglio dire con molta fermezza che ritengo assolutamente deprecabile, senza alcuna distinzione, sia l’operato di chi nei giorni scorsi ha buttato giù il sito dell’Autorità www.agcom.it sia di chi ha invece abbattuto www.sitononraggiungibile.it spero proprio che i lettori di questo blog siano d’accordo con me. Ora entrambi i siti sono di nuovo online e questa è una buona notizia.

L’AGCOM pare invece essere caduta nella confusione più totale se il Commissario Mannoni alla domanda di Daniele Lepido: Il 6 luglio attuerete la delibera sul copyright oppure la rimetterete in consultazione pubblica? così risponde:

Circa la consultazione pubblica, questa non è un’opzione ma è una necessità perché l’autorità prima di adottare un regolamento con un articolato lo sottopone sempre a una consultazione della durata di 15 giorni. Quella che si è svolta finora è una consultazione su linee-guida, non su un testo con articoli puntuali. Quindi nessun blitz, ma come sempre rispetto scrupoloso delle procedure  

Peccato che il Presidente Calabrò solo venerdì scorso, sollecitato proprio su questo da Fulvio Sarzana, Luca Nicotra, Marco Scialdone , Giovanbattista Frontera e dal sottoscritto, a differenza di quanto espostoci dai funzionari nella precdente audizione, ci aveva detto che le consultazioni erano da ritenersi concluse e che l’AGCOM avrebbe quindi in tempi rapidi deciso. Per carità, bene, molto bene, anzi benissimo, cominciano evidentemente a scricchiolare quelle certezze che volevano apparire granitiche ma che tali probabilmente non erano …

Altro segnale di confusione è quello riportato in questo post del sempre puntuale Guido Scorza: il Commissario Martuscello oltre a continuare a sostenere la tesi assurda secondo la quale la delibera non sarebbe contraria agli interessi dei consumatori, da me già qui ampiamente confutata, avrebbe dichiarato che l’Autorità non ha mai inteso far durare il procedimento 5 giorni ma avrebbe, semmai, pensato a 150 mentre ora starebbe ridimensionando tale termine, lasciandolo comunque di molto superiore ai cinque giorni !!! …. bene, molto bene, delle due l’una: o il Commissario non si è neanche preso la briga di leggere il testo messo in consultazione dall’Autorità, che a pagina 15 recita come segue “L’Autorità, ricevuta la richiesta circostanziata di cui sopra, effettua una breve verifica in contraddittorio con le parti (titolare del diritto, gestore del sito, soggetto che ha effettuato la contro notifica) da concludere entro cinque giorni, o molto più semplicemente si stanno rimangiando tutto pian pianino, un pezzo alla volta

Ora, cari amici, io ve lo voglio dire forte e chiaro: stiamo avendo la meglio e stiamo avendo la meglio perchè sosteniamo le ragioni del diritto e della democrazia, siamo dalla parte giusta semplicemente perchè non siamo di parte, ma dalla parte dell’interesse generale e, proprio grazie alla Rete che vorrebbero imbavagliare, siamo sempre di più e otterremo il risultato.

Eh sì … l’interesse generale, quello che dovrebbe permeare tutto l’operato delle Istituzioni e dell’AGCOM, quale Autorità di garanzia in primis, un concetto che invece sembra indigesto al Commissario AGCOM Mannoni che, sempre in merito alla molto discussa e soprattutto discutibile Delibera sul diritto d’autore in Rete, così si è espresso ieri nell’intervista di cui sopra:

La dialettica tra interessi, visioni, lobbies è il sale della democrazia e la sostanza della regolazione. Non ci sono buoni e cattivi: solo ragioni prevalenti. Nel caso del copyright hanno ragioni da vendere tutti gli operatori dell’industria …

Faccio il lobbista nell’interesse dei consumatori da quasi dieci anni e quindi non mi scandalizza affatto che si parli in questi termini delle attività di lobbying che ritengo assolutamente legittime, anzi andrebbero regolamentate anche in Italia come lo sono già in altri Paesi anche al fine di distinguerle nettamente da attività invece illecite che non possono essere ad esse accomunate. Detto questo la dialettica tra interessi, visioni, lobbies è sicuramente importante anche se non può dirsi, in un sistema di democrazia rappresentativa come il nostro, il sale della democrazia, il sale della democrazia sta ancora in Parlamento dove dovrebbe infatti tornare anche il dibattito sul diritto d’autore in Rete ma, soprattutto,  la dialettica tra interessi, visioni, lobbies non può costituire la sostanza della regolazione. 

AGCOM, come ogni altro Regolatore deve certo ascoltare le varie parti, i differenti stakeholders come si suol dire, ma alla fine deve applicare la legge interpretandola nell’interesse generale del Paese, non ci sono quindi interessi “particulari” – per dirla alla Guicciardi – che possono dirsi prevalenti, se questi non si sposano con l’interesse generale e, nel caso dell’attuale dibattito sul tema del copyright in Rete, caro Commissario Mannoni  le pretese della lobby dei right owners, benchè legittime, non solo non coincidono con l’interesse generale in quanto assecondarle significherebbe dover calpestare altri diritti pariordinati o, a mio avviso, sovraordinati, come la libertà d’espressione, il giusto processo etc etc ma, nel medio termine si riveleranno anche controproducenti rispetto agli interessi stessi dei loro rappresentati.

Nel post di soli cinque giorni fa dicevo che occorreva una grande mobilitazione, ebbene questa c’è stata, nel suo piccolo il gruppo su Facebook  Svegliati e reagisci Italia altrimenti il 6 luglio cala la censura !  che avevo aperto allora proprio in quest’ottica ha già più di 1300 membri, in Rete le iniziative di supporto sono innumerevoli e ce ne sono altre importanti in cantiere, abbiamo adesso altri 5 giorni, lotteremo fino all’ultimo ma abbiamo ora la consapevolezza che ce la possiamo fare.

Ricordatevi, stiamo aiutando l’Autorità a fare bene il proprio mestiere: nell’interesse generale !

Per approfondire e saperne di più, di seguito riporto le precedenti 9 puntate sul tema:

AGCOM e diritto d’autore in Rete: un notice and take down all’amatriciana (puntata n. 1) 

AGCOM e diritto d’autore in Rete: una procedura sproporzionata e carente di analisi di impatto economico (puntata n. 2) 

AGCOM e diritto d’autore in Rete: L’Autorità non può sostituirsi al Giudice Penale (puntata n. 3)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: in attesa di oscurare i siti l’Autorità comincia a tacitare i Commissari non allineati? (puntata n. 4)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: i “presunti” poteri sanzionatori dell’Autorità in materia di copyright (puntata n. 5)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: Palese incostituzionalità del procedimento di inibizione (puntata n. 6)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: appuntamento alla Camera il 14 giugno (puntata n. 7)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: uno sguardo alle proposte del TACD sarebbe gradito (puntata n. 8)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: su, svegliati e reagisci Italia altrimenti il 6 luglio cala la censura ! (puntata n. 9)

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AGCOM e diritto d’autore in Rete: su, svegliati e reagisci Italia altrimenti il 6 luglio cala la censura ! (puntata n. 9)

giugno 25, 2011 alle 7:31 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 12 commenti
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Ieri con Fulvio Sarzana, Luca Nicotra, Marco Scialdone e Giovanbattista Frontera abbiamo incontrato il Presidente dell’AGCOM Corrado Calabrò. Lo stato d’animo con il quale ci siamo recati all’incontro è stato ben descritto qui da Luca Nicotra

 … tra poche ore incontreremo Corrado Calabrò, Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, in un incontro congiunto delle associazioni promotrici dell’iniziativa sitononraggiungibile.it. … Con quale prospettive andiamo a questo incontro con Calabrò? È bene essere chiari. Abbiamo ormai la certezza che c’è la ferma volontà del consiglio dell’Autorità di portare fino in fondo il procedimento e che addirittura esiste il concreto rischio che il testo definitivo veda inasprirsi il meccanismo di censura previsto. Un incubo insomma …

Ed è andata proprio così, come riporta qui Fulvio Sarzana:

Nessuna concessione.  Nessun ripensamento. E’ questa la strada che l’AGCOM ha intrapreso nell’approvazione della Delibera sul diritto d’autore nella rete internet. La posizione dell’Autorità è stata spiegata oggi 24 giugno dal Presidente Corrado Calabrò in un incontro con  i rappresentanti della cd Società Civile che da subito  avevano assunto una posizione critica sugli aspetti della Delibera AGCOM ritenuti più  sensibili alla violazione di diritti costituzionali dei cittadini in rete.

La Delibera AGCOM, nella parte in cui prevede l’inibizione e la rimozione dei contenuti  è stata fortemente  stigmatizzata dalle  Organizzazioni di Consumatori, delle imprese dei diritti dei cittadini “digitali”  e che hanno intrapreso l’iniziativa  informativa e di mobilitazione www.sitononraggiungibile.it e che hanno provato ad esporre le ragioni dei cittadini on line  … Il Presidente Calabrò ha ritenuto di chiarire che la regolamentazione proposta dall’AGCOM, nelle forme conosciute è diventata improcrastinabile e che nei prossimi giorni ne verrà rilasciata ( ed approvata) la versione definitiva.

Prepariamoci dunque ad avere una Regolamentazione Amministrativa “di frontiera” come l’ha chiamata il Presidente Calabrò laddove la parola “frontiera” significherà per la prima volta in Europa la possibilità di inibire a cittadini italiani l’accesso a risorse web collocate fuori dal nostro Paese nonché la rimozione selettiva dei contenuti dei siti web anche privati presenti in Italia.

L’Italia avrà così il primato europeo della censura.

Marco Scialdone aggiunge giustamente:

Come prevedibile l’incontro si è rivelato totalmente inutile nel merito, ma assai utile per rafforzare il convincimento di aver intrapreso una battaglia giusta in punto di fatto e di diritto. Calabrò ha ammesso che l’Autorità si sta muovendo su un terrreno di frontiera, che non esistono equivalenti in ambito internazionale (l’Hadopi francese, ad esempio, ha un diverso impianto normativo alle spalle) e che l’Autorità non ha idea di quale sarà l’impatto quantitativo di questa delibera rispetto alla propria attività.

Tutte ragioni sufficienti per aderire alla richiesta di moratoria da noi avanzata tempo fa. Invece, come se nulla fosse, l’Autorità andrà avanti e, come chiarito da Calabrò, entro breve (probabilmente nelle prossime due o tre settimane) adotterà il provvedimento definitivo.

Appare, allora, a tutti evidente che qui non siamo più ad un livello tecnico-giuridico, ma squisitamente politico. Quando un’Autorità indipendente va avanti a prescindere e ben oltre quanto gli avrebbe imposto l’articolo 32 bis del D.lgs 177/2005 introdotto dal c.d. Decreto Romani, recuperando finanche una norma di 10 anni prima, l’articolo 182 bis lda (norma che, per inciso, nessuno ha mai interpretato come oggi l’autorità pretenderebbe di fare), per giustificare una propria traballante competenza in materia, quando succede tutto questo viene da chiedersi in chi o in che cosa in questo Paese si possa ormai confidare

Ora, la Delibera verrà approvata molto probabilmente  il 6 luglio, questi sono i loro piani, per parte nostra abbiamo sviluppato tutte le argomentazioni possibili sul piano giuridico, economico e sociale per contrastarla o, perlomeno, per cercare di attutirne gli aspetti più deleteri, tutto questo non è servito a nulla ? Forse … in realtà, e questo ci è apparso chiaro solo all’esito dell’incontro di ieri, non c’è alcuna argomentazione che avrebbe potuto scalfire questo must imposto all’Autorità e dal quale l’Autorità non si è voluta sottrarre, si trattava di un film già scritto altrove e il cui esito non è certo a lieto fine per l’interesse generale di questo povero Paese che perde a passo sempre più accelerato la sua credibilità in termini democratici. Leggete questo ultimo lungo post di Luca Nicotra, concordo … non avevamo capito bene che partita stavamo giocando e quali interessi stavamo cercando di contrastare …

Detto questo, abbiamo ancora 10 giorni, potremo dire di aver fatto la nostra parte solo se lotteremo fino all’ultimo, occorre una grossa mobilitazione, allora supportate l’iniziativa di Agorà Digitale  nel mio piccolo, per cercare di allargare la discussione ho appena aperto questo gruppo su Facebook  Svegliati e reagisci Italia altrimenti il 6 luglio cala la censura !  ogni altra idea è molto ben accetta …

Dopo il 6 luglio certo non ci daremo per vinti, andremo al TAR e chiederemo una procedura di infrazione alla Commissione europea ma possiamo ancora impedire che tutto questo avvenga: Svegliati Italia !

 Di seguito il link agli altri 8 post dedicati a spiegare meglio i motivi per i quali, se approvata nella forma in cui è stata messa in consultazione, la Delibera dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che prevede un procedimento sommario rischierà di divenire molto pericolosa per la libertà d’espressione in Rete:

d’autore in Rete:

AGCOM e diritto d’autore in Rete: un notice and take down all’amatriciana (puntata n. 1) 

AGCOM e diritto d’autore in Rete: una procedura sproporzionata e carente di analisi di impatto economico (puntata n. 2) 

AGCOM e diritto d’autore in Rete: L’Autorità non può sostituirsi al Giudice Penale (puntata n. 3)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: in attesa di oscurare i siti l’Autorità comincia a tacitare i Commissari non allineati? (puntata n. 4)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: i “presunti” poteri sanzionatori dell’Autorità in materia di copyright (puntata n. 5)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: Palese incostituzionalità del procedimento di inibizione (puntata n. 6)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: appuntamento alla Camera il 14 giugno (puntata n. 7)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: uno sguardo alle proposte del TACD sarebbe gradito (puntata n. 8)

Class Action RAI: prossima udienza 8 luglio, e siamo già oltre 42.000 !

giugno 23, 2011 alle 12:49 pm | Pubblicato su - Class Action vs RAI, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | Lascia un commento
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Nel video qui sopra trovate gli aggiornamenti sulla class action Rai all’esito dell’udienza di ieri.

Il grande supporto che abbiamo ricevuto, siamo gia oltre 42.000 ! rafforza la nostra azione collettiva e conferma la sua alta valenza civica, non ci meritiamo una tv di servizio pubblico finanziata con il canone che non rispetti i diritti primari dei cittadini ad un’informazione libera, plurale ed indipendente, è una questione di civiltà giuridica che va al di là e sta al di sopra del dibattito politico, è la nostra, la vostra battaglia!

Maggiori info qui sul sito di Altroconsumo.

Colgo l’occasione per ribadire che solo quando il Giudice – come auspichiamo – dichiarerà l’azione ammissibile, Altroconsumo contatterà tutti coloro che hanno manifestato l’intenzione di aderire per raccogliere la documentazione necessaria a confermare formalmente la loro adesione alla Class Action.

AGCOM e diritto d’autore in Rete: uno sguardo alle proposte del TACD sarebbe gradito (puntata n. 8)

giugno 23, 2011 alle 12:29 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 6 commenti
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Dopo le ultime intense vicende relative alla presentazione del Libro bianco su diritto d’autore e diritti fondamentali nella rete Internet e alle successive dichiarazioni polemiche dei Commissari Mannoni e Martusciello, riprendo il sequel dei dieci post che ho promesso di dedicare a spiegare meglio i motivi per i quali, se approvata nella forma in cui è stata messa in consultazione, la Delibera dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che prevede un procedimento sommario rischierà di divenire molto pericolosa per la libertà d’espressione in Rete.

Questa ottava puntata è dedicata alla Risoluzione del TACD – Trans Atlantic Consumer Dialogue – su concorrenza e copyright rilasciata ieri, in occasione del TACD Annual Meeting a Bruxelles.

Il TACD è un forum di associazioni di consumatori europee e statunitensi che sviluppa e concorda raccomandazioni congiunte nei confronti dell’amministrazione statunitense e di quelle europee al fine di promuovere in Europa e negli Stati uniti gli interessi dei consumatori. Bene, ieri abbiamo presentato e discusso con funzionari della Commissione europea e dell’Amministrazione americana questa Risoluzione  

Penso che uno sguardo al testo anche da parte dei Commissari AGCOM non sarebbe affatto tempo perso …

Resolution on Competition and Copyright

Introduction and Motivation
Creative individuals, communities and industries increasingly depend on innovation in the digital technology industry. Creative and digital technology industries are both characterised by dominant players, network effects and use of copyright. Copyright law and licensing should support innovative and competitive markets, driving and financially rewarding technological and creative innovation. However, copyright systems cannot always be assumed to do this, and the practices of copyright owners do not always support innovative and competitive markets. Therefore competition law and policy has a key role to play in maintaining competitive creative and digital technology markets as they seek to prevent abuse of dominant position and anti-competitive agreements.

The Transatlantic Consumer Dialogue (TACD) wants to see a digital economy characterised by competitive, dynamic and innovative markets to which consumers have meaningful access to a wide range of knowledge, information and cultural products on fair terms. We want to see a copyright culture that supports this by striking a fair balance between the rights of creators, investors and consumers. Consumers are also creators, such as when they use copyrighted works as part of their own political or cultural expression. Unfortunately the reality is that there are many barriers to innovation and competition in these markets including:

• Market dominance by a few very large companies with large market shares
• Lock-ins and high switching costs for consumers through proprietary standards, Digital Rights Management (DRM) and onerous contract terms
• Excessively restrictive copyright law provisions and excessively expansive enforcement provisions
• Restrictive and excessively costly copyright licensing processes by collecting societies

These barriers raise prices, reduce consumer choice, hinder market entry by small new innovative companies offering new business models and hamper the development of a competitive and innovative digital economy.
TACD calls upon the US and EU governments to:

• Actively enforce and ensure compliance with competition law in creative and digital technology markets
• Encourage the use of open standards through public procurement, standards development and regulation
• Ensure adequate and workable fair use exceptions and immunise them from DRM and contractual over-rides
• Create sufficient disincentives to the misuse of copyright enforcement procedures
• Introduce competition impact assessments for all proposed amendments to copyright law
• Require efficient licensing models including extended collective licensing and crossborder licensing
• Introduce effective supervision, governance, transparency and accountability of collecting societies

Continua a leggere qui la Risoluzione del TACD su competition e copyright

Di seguito invece le precedenti 7 puntate del sequel AGCOM e diritto d’autore in Rete:

AGCOM e diritto d’autore in Rete: un notice and take down all’amatriciana (puntata n. 1) 

AGCOM e diritto d’autore in Rete: una procedura sproporzionata e carente di analisi di impatto economico (puntata n. 2) 

AGCOM e diritto d’autore in Rete: L’Autorità non può sostituirsi al Giudice Penale (puntata n. 3)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: in attesa di oscurare i siti l’Autorità comincia a tacitare i Commissari non allineati? (puntata n. 4)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: i “presunti” poteri sanzionatori dell’Autorità in materia di copyright (puntata n. 5)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: Palese incostituzionalità del procedimento di inibizione (puntata n. 6)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: appuntamento alla Camera il 14 giugno (puntata n. 7)

Jacques Attali molto critico sulla campagna di promozione di Hadopi … ed altro

giugno 22, 2011 alle 11:17 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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Sa campagne de promotion fait d’Hadopi le sauveur de la création française. C’est exactement l’inverse pour Jacques Attali, qui rappelle que les artistes ont besoin de soutien, pas de censeurs.

Molto critico in questo articolo Jacques Attali sulla campagna promozionale dell’Hadopi, ma non solo … da leggere, di seguito incollo due passaggi a mio avviso illuminanti anche per quanto concerne il dibattito italiano sulla proposta AGCOM in tema di diritto d’auore in Rete:

[…] la création musicale […] n’est absolument pas pénalisée, au contraire, par sa mise à disposition sur Internet; ce qui est menacé, ce sont les revenus des maîtres de l’ancienne économie, qui osent se nommer encore les “majors” et ne font plus que recycler leurs catalogues ou inventer des vedettes éphémères. Il est même établi que les mélomanes qui téléchargent gratuitement de la musique ou l’écoutent en streaming sont aussi ceux qui achètent le plus de disques.[…]

[…] ce qui menace aujourd’hui la création en France, c’est non pas une hypothétique remise en question des droits d’auteur, mais des insuffisances bien plus profondes.[…]

En France, la création a besoin non pas de censeurs, mais de recruteurs.

PS: l’immagine sopra non fa ovviamente parte della campagna di promozione della Hadopi ma di una sua ficcante parodia

Quel vizietto di Apple sulla garanzia di conformità biennale

giugno 18, 2011 alle 11:48 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO | 3 commenti
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Altroconsumo ha segnalato all’Antitrust alcune pratiche commerciali scorrette da parte di Apple, omogenee su entrambi i canali di vendita – online e nei negozi a marchio Apple – che inducono il consumatore a ritenere di non essere tutelato in caso di difetti che si manifestino successivamente al primo anno d’acquisto dei prodotti, spingendolo con l’inganno ad acquistare un garanzia commerciale a pagamento. Qui la segnalazione per esteso, di seguito ulteriori dettagli dal sito di Altroconsumo    

Garanzia sui prodotti Apple: informazioni scorrette

L’articolo 130 del Codice del Consumo parla chiaro: sui prodotti acquistati in negozio o sul sito del produttore la garanzia per i difetti di fabbricazione è di due anni. Non è però quello che dice Apple ai suoi clienti, sia che questi vadano in negozio sia che acquistino iPad, iPhone e altri prodotti direttamente sul sito della mela. I commessi dei punti vendita Apple avvertono il cliente che i prodotti venduti sono coperti da una garanzia commerciale Apple della durata di un solo anno (omettendo di fornire informazioni sull’esistenza della garanzia di conformità) e propongono addirittura l’acquisto di una garanzia extra a pagamento per estendere la copertura per ulteriori 12 mesi. 

Poca chiarezza anche online
Anche sul sito di Apple, ci segnalano i nostri soci, la chiarezza non la fa da padrone. Se è vero che, nella sezione delle condizioni generali di vendita (non certo la sezione più in vista sul sito), viene indicato che la garanzia convenzionale si aggiunge a quella di legge per i consumatori (senza tuttavia specificarne termini e condizioni), nelle pagine che illustrano le caratteristiche dei prodotti (ben più visibili e accessibili all’utente) si legge che “prodotti e accessori sono coperti da una garanzia Hardware limitata ai difetti di fabbricazione per un anno dalla consegna”, senza fare cenno alla garanzia di conformità di due anni.

Inaccettabili le richieste di pagamento
Queste comunicazioni e comportamenti scorretti, tanto online quanto nei negozi di marchio Apple, certo fanno pensare al consumatore di non essere tutelato in caso di difetti che si manifestano successivamente al primo anno dall’acquisto del prodotto, spingendoli con l’inganno ad acquistare una garanzia commerciale a pagamento. Dalle segnalazioni ricevute, peraltro, abbiamo riscontrato che in caso di richiesta di interventi successivi ai primi 12 mesi, i negozi Apple pretendono il pagamento della prestazione. Ribadiscono ancora una volta che la garanzia è prevista solamente per il primo anno.

Segnalazione al Garante
Per queste ragioni, abbiamo segnalato la cosa all’Atitrust, chiedendo all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di verificare la sussistenza di una pratica commerciale scorretta, di inibirne la continuazione e, una volta accertata, di applicare anche delle sanzioni. Nell’attesa, invitiamo i consumatori che intendono acquistare i prodotti Apple di insistere per far valere il proprio diritto alla garanzia di conformità di due anni e di continuare a segnalarci episodi che contrastano con quanto previsto dal Codice del Consumo.

Leggi qui un update

Un cortese invito ai Commissari AGCOM Mannoni e Martusciello

giugno 17, 2011 alle 4:37 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 8 commenti

I Commissari AGCOM Antonio Martusciello e Stefano Mannoni non fanno nomi ma, probabilmente, ci sono anch’io tra coloro che i due additano senza mezzi termini quali “arruffapopolo che indulgono in tirate di propaganda e disinformazione” oltre che  “moderni pirati dei Caraibi” solo ed in quanto, insieme ad esponenti della societa’ civile, esperti della materia ed un altro Commissario AGCOM, Nicola D’Angelo – che evidentemente non la pensa come loro – abbiamo civilmente esposto le nostre criticita’ circa la proposta AGCOM sul diritto d’auore in Rete in una recente conferenza stampa alla Camera e, con maggiore dovizia di particolari, in un apposito Libro bianco su diritto d’autore e diritti fondamentali nella rete Internet_ 

Mannoni e Martusciello dichiarano quanto segue: “ Una sbornia di demagogia e pressapochismo che lascia di stucco gli addetti ai lavori. Accademici e non. Troppi  arruffapopolo  indulgono in tirate di propaganda e disinformazione, nella malcelata speranza di raccogliere facili consensi presso un pubblico della rete pronto a drizzare le orecchie ogniqualvolta si paventino minacce alla propria autonomia. Gli argomenti farebbero arrossire uno studente del secondo anno di giurisprudenza.”

Ora, per quanto mi riguarda il secondo anno di Giurisprudenza, sono riuscito a concluderlo abbastanza positivamente e dopo la laurea ho anche avuto modo di approfondire con un LL.M. in European Business Law, almeno uno dei due Commissari invece, a quanto e’ dato rilevare dal CV presente sul sito dell’AGCOM, la laurea in Giurisprudenza non ce l’ha proprio … ma non e’ certo questo il punto, quello che fa rimanere piuttosto sgomenti e’ l’acrimonia con la quale due autorevoli esponenti di una Autorita’ indipendente, due persone alle quali noi tutti paghiamo un considerevole stipendio, si permettano di rispondere a civili critiche rispetto a un documento che e’ stato posto in consultazione dall’AGCOM stessa proprio per ricevere – questa e’ l’ironia della sorte – commenti e osservazioni …

C’e’ da rimanere senza parole ma andiamo nel merito, cosi’ continuano i due Commissari: “Sarebbe davvero curioso che una conquista della modernità giuridica, alla base della fortuna dell’economia e dell’inventiva europea  fosse ipotecata a cuor leggero in nome di una chiamata alle armi dei moderni pirati dei Caraibi. Bloggers e hackers di tutto il mondo unitevi. Non scherziamo.”

La cosa pero’ è un pochino più complessa di come vorrebbero presentarla i due autorevoli Commissari, il copyright pone un privilegio in capo ai right owners, un vero e proprio monopolio sull’opera di cui detengono i diritti. Cari Commissari Mannoni e Martusciello, sapete perchè questo è permesso dalla legge? beh per consentire che l’autore sia adeguatamente remunerato certo, ma anche e soprattutto per favorire una maggiore diffusione possibile delle opere e, se vogliamo, più in generale della cultura e della conoscenza, questo era e dovrebbe essere il fine ultimo del copyright. Ora, è di tutta evidenza che Internet ha introdotto una sorta di cortocircuito nel sistema, di tal che il suddetto monopolio non si sposa più così bene con l’interesse generale alla diffusione delle opere e della cultura che, anzi, viene frenata proprio dai right owners con la loro pretesa di controllo totale. E’ in questo senso che, posta questa dissociazione, il diritto degli utenti, o direi meglio dei cittadini all’accesso alla cultura e all’informazione, a mio modo di vedere, debbono prevalere sull’abuso di copyright che rischia di divenire, nel nuovo scenario tecnologico, una mera pretesa protezionistica.

In realtà io non ho alcun problema a beccarmi dell’arruffapopolo dai Commissari M&M, figuriamoci! e non ricambio non conoscendoli adeguatamente per poter sentenziare in maniera speculare sulle loro persone, mi piacerebbe però che impiegassero un pò del loro prezioso tempo a leggere il Libro bianco che abbiamo scritto e poi magari, quando hanno finito, ne riparliamo.

Che ne dite Commissari M&M ? ci state ? d’altra parte e’ un lavoro che rientra nelle vostre mansioni quali Commissari AGCOM e il libro potrebbe agevolmente leggerlo anche uno studente del secondo anno di giurisprudenza, o anche del primo per chi non fosse arrivato ancora a quel punto nei propri studi.

Fuori del Palazzo e in Rete c’è vita, oggi un pò di Rete e un pò di futuro sono entrati e si sono fatti sentire nel Palazzo

giugno 14, 2011 alle 8:36 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 4 commenti
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Sono molto stanco ma soddisfatto, oggi è stata una gran bella giornata, non riesco adesso a raccogliere tutte le idee e gli stimoli che ne sono scaturiti, anche perchè mi parte l’aereo in pochi minuti, conto di farlo comunque nei prossimi giorni, per ora quello che mi rimane in testa è espresso nel titolo di questo post e nella foto qui sopra.

Qui intanto trovate il nostro Libro bianco su diritto d’autore e diritti fondamentali nella rete Internet_ mentre il video della nostra conferenza stampa odierna alla Camera, una sorta di controrelazione annuale sul diritto d’autore lo potete vedere e/o scaricare qui sul sito di Radio Radicale

Buona lettura e buona visione, fatemi sapere cosa ne pensate

Non mi resta che ringraziare Fulvio Sarzana, Marco Scialdone, Luca Nicotra, Mauro Vergari e tutti gli altri amici che hanno condiviso questa avventura, che non penso finisca qui … magari è la stanchezza che mi rende un pò visionario ma pensate cosa potrebbe significare un giorno avere un Commissario AGCOM espresso dagli utenti della Rete, dai cittadini digitali, da voi insomma, ne riparleremo …

AGCOM e diritto d’autore in Rete: appuntamento alla Camera il 14 giugno (puntata n. 7)

giugno 9, 2011 alle 12:14 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 7 commenti
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Con il settimo dei dieci post che ho promesso di dedicare a spiegare meglio i motivi per i quali, se approvata nella forma in cui è stata messa in consultazione, la Delibera dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che prevede un procedimento sommario rischierà di divenire molto pericolosa per la libertà d’espressione in Rete voglio semplicemente segnalarvi una data e un luogo:

14 giugno Camera dei deputati

Che succederà in tale data e in tale luogo? La Relazione Annuale dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni … sì anche … ma non intendevo quello, comunque fuochino … ci sarà dell’altro … cosa ?

Un aiutino lo forniscono gli amici Fulvio Sarzana: Il 14 giugno alla Camera dei deputati vi racconteremo le verità che rischiano di diventare non più raggiungibili.

Marco Scialdone: Tutto quello che non vi hanno mai raccontato sulla “pirateria”

e Luca Nicotra: La contro-relazione annuale sul diritto d’autore. Quello che l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni non dice

Ci sarò … I SWEAR !

Nel frattempo se volete fare un piccolo ripasso potete leggere i precedenti 6 post in materia:

AGCOM e diritto d’autore in Rete: un notice and take down all’amatriciana (puntata n. 1) 

AGCOM e diritto d’autore in Rete: una procedura sproporzionata e carente di analisi di impatto economico (puntata n. 2) 

AGCOM e diritto d’autore in Rete: L’Autorità non può sostituirsi al Giudice Penale (puntata n. 3)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: in attesa di oscurare i siti l’Autorità comincia a tacitare i Commissari non allineati? (puntata n. 4)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: i “presunti” poteri sanzionatori dell’Autorità in materia di copyright (puntata n. 5)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: Palese incostituzionalità del procedimento di inibizione (puntata n. 6)

Oggi sono qui: I diritti dell’utente digitale – Seminario FUB a Roma

giugno 7, 2011 alle 6:42 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | Lascia un commento
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Sala Convegni Monte dei Paschi di Siena
Via Minghetti, 30/A – Roma

Agenda
Ore 10.00 Apertura:
Maria Luisa Sangiorgio, C.d.A. Fondazione Ugo Bordoni

Relazioni di base:
Francesco Sacco, Università Bocconi
Guido Scorza, Avvocato Studio Legale SR & Partners

Tavola Rotonda: Innovazione tecnologica, diritti e sviluppo del mercato

Coordina:
Mario Frullone, Direttore delle Ricerche Fondazione Ugo Bordoni

Partecipano:
Giorgia Abeltino, Google
Paolo Di Domenico, Vodafone
Mario Filipponi, Sky Italia
Francesco Nonno, Telecom Italia
Maurizio Pellegrini, Fondazione Ugo Bordoni
Marco Pierani, Altroconsumo
Mauro Vergari, Adiconsum

Interventi conclusivi:
Luigi Montuori, Autorità Garante della Privacy
Federico Flaviano, AGCOM

Ore 13.30 Cocktail

Per registrarsi:
seminaribordoni@fub.it

I nuovi ambienti digitali implicano cambiamenti di cui non si è visto che l’inizio. Da un lato i portali di e-commerce, la costituzione di luoghi virtuali come i social network e la condivisone di dati tramite cloud computing, dall’altro la possibilità di diffusione e fruizione di informazioni in modalità immateriale direttamente in rete, pongono la società e l’individuo di fronte a opportunità e rischi, di cui è difficile cogliere la portata.
Accanto ad una generazione di “nativi digitali”, che si muove con molto agio nel nuovo universo digitale, c’è una grande parte di cittadini, “immigrati digitali” o ancora estranei alla rete, che si ritiene inadeguata a operare nel nuovo mondo interattivo.
Per entrambe le categorie, notevoli sono i rischi derivanti nell’utilizzo dei nuovi mezzi tecnologici, se non si dà il giusto peso alle problematiche di sicurezza e soprattutto alle inevitabili implicazioni sulla privacy. È fondamentale, a questo proposito, che i cittadini possano operare con il giusto grado di fiducia verso tecnologie ormai divenute cruciali non solo per la crescita culturale e civile del Paese ma anche per un suo adeguato posizionamento nella competizione internazionale.
Molti concordano sull’esigenza di riaffermare nel mondo digitale i principi di privacy che, nel mondo convenzionale, regolano il rapporto tra utenti, fornitori di servizi ed erogatori di contenuti. Tuttavia, i modi di declinazione sul web di diritti e doveri di utenti e fornitori non sono univocamente identificabili. Inoltre, la Rete non ha frontiere e ogni tentativo di istituirne in corrispondenza del perimetro di domini nazionali si rivela di efficacia limitata, in assenza di orientamenti comuni transnazionali e internazionali. Internet è il grande luogo pubblico nella storia dell’umanità, dove però – come si sostiene da molte parti – occorre pervenire a una “carta globale dei diritti”, in grado di garantire al meglio tutti i soggetti, a prescindere dalla natura pubblica, privata o comune dell’ambiente digitale.
In special modo, si avverte da più parti la necessità di una nuova caratterizzazione di diritti per il consumatore, a fronte della comprensibile aspirazione dei soggetti economici a operare e produrre profitti in un contesto di mercato globale. In un Web 2.0 sempre più pervasivo e invasivo è necessario proteggere l’identità digitale dell’utente, limitare l’invadenza di comunicazioni non sollecitate anche mediante strumenti di tutela dell’anonimato, favorire il cosiddetto “diritto all’oblio” in rete.
Il Seminario avrà come relatori di base Guido Scorza – avvocato, docente in varie università e giornalista in materia di diritto di tecnologie dell’informazione – e Francesco Sacco – docente, coordinatore di ricerca all’Università Bocconi e consulente sui temi legati all’impatto dell’IT sulle strategie aziendali. Essi affronteranno – l’uno dal punto di vista giuridico, l’altro dal punto di vista economico – la questione dei diritti dell’utente digitale.
L’evento costituirà un’importante occasione di riflessione e di confronto sull’argomento da parte di imprese, istituzioni e rappresentanti dei consumatori, oltre ad un’opportunità per conoscere il forte impegno della Fondazione Bordoni in iniziative di alto interesse istituzionale a servizio e a tutela del cittadino nella sua dimensione di consumatore di servizi di comunicazione elettronica.

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