Appello per una campagna elettorale trasparente e per una legislatura aperta alla Rete

gennaio 3, 2013 alle 11:02 am | Pubblicato su DIRITTO, INTERNET, POLITICA | 2 commenti
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Tv vs InternetHo sottoscritto con convinzione questo Appello a tutti i partiti, le liste e le coalizioni politiche:

Democrazia 2.0 

per una campagna elettorale trasparente e per una legislatura aperta alla Rete

Dateci un occhio e se anche voi, come i firmatari, siete convinti che il futuro del Paese passi anche attraverso la Rete e le sue straordinarie potenzialità di Democrazia, diffondete l’appello.

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I love Larry !

maggio 28, 2011 alle 4:30 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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Commento di Larry Lessig sull’eG8 via Quinta

 

Vista finalmente la puntata di Report di ieri sera, corro a consultare i consigli della Nasa per meglio capire come comportarmi in Rete …

aprile 12, 2011 alle 2:43 am | Pubblicato su - TV vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai ... un pò ci sei, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 2 commenti
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 Rispetto alla Rete dovremmo un pò tutti cercare di comprendere come funziona e come muta in continuazione e fluidità uno strumento e, ormai direi definitivamente un luogo, dove trascorriamo buona parte della giornata, dove viviamo emozioni, creiamo opportunità per noi e per altri, condividiamo idee, creiamo movimenti, dove aziende hanno fatto una grande fortuna in tempi rapidissimi traferendo molto valore agli utenti, dove succede anche che queste aziende o singoli individui possano assumere comportamenti scorretti e/o lesivi, come nel mondo reale, anche perchè Internet è e sarà sempre di più il mondo reale!

Si tratta di un fantastico percorso di conoscenza che va intrapreso con umiltà e grande curiosità senza la pretesa di possedere verità assolute o sparare sentenze, tantomeno bisognerebbe travisare le sentenze, peraltro discutibilissime, che hanno giudicato le cose della Rete, di certo quello che non si può fare è liquidare con grande superficialità l’analisi di uno strumento che sta comunque cambiando, e molto in meglio, il mondo.

Ho appena finito di vedere la puntata di Report dell’altra sera e mi è rimasto veramente l’amaro in bocca. Per carità capita sempre più spesso, soprattutto in alcuni talk show, di ascoltare in tv beceri luoghi comuni con sottofondo di tecnofobia dirompente relativi ai social network, in particolare Facebook, ma anche a Google, volti in realtà a demonizzare Internet nel suo tutto, ma da Report non me l’aspettavo.

I grandi giornalisti ma, soprattutto, le persone corrette quando sbagliano trovano il modo di rimediare, chissà che non capiti anche in questo caso … in Italia ci sarebbe un gran bisogno di parlare bene della Rete e a Report questo dovrebbero ben comprenderlo

E buona notte

Anch’io la voglio, voglio anch’io una Strategia Digitale per il Paese…

gennaio 30, 2011 alle 7:41 pm | Pubblicato su INTERNET | 3 commenti
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 … questo a fianco è l’appello pubblicato oggi sul Corriere della Sera, mi hanno chiesto di essere tra i primi 100 sottoscrittori e ho aderito molto volentieri.

Spero che l’iniziativa abbia il successo che merita, per aderire, partecipare e saperne di più: http://www.agendadigitale.org/ oppure su Facebook qui

Una proposta correttiva per il Codice di autodisciplina di Internet

maggio 18, 2010 alle 2:12 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 4 commenti
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L’ho già detto e lo ripeto, il “Codice di autodisciplina a tutela della dignità della persona su rete Internet” per come impostato è, a mio avviso, una emerita castroneria.

Poi Guido Scorza, con la sua solita chiarezza, ha avuto modo di approfondire ed è stato ripreso sulla stessa linea da Zambardino e Gilioli che vedono nel Codice Maroni/Romani (ma forse è più corretto chiamarlo Romani/Maroni) un nuovo tentativo del governo di imbavagliare la libertà di espressione in Rete.

Marco Scialdone ci ricorda che le previsioni del Codice sono in realtà già presenti nelle condizioni generali di servizio dei principali social network o delle piattaforme che ospitano UGC e che, quindi, si starebbe facendo tanto rumore per nulla, d’altra parte se non c’è nulla di diverso da quello che molti già fanno e, come rileva Guido Vetere 

… con esiti talvolta paradossali (su facebook: neofascisti tollerati, buontemponi censurati), talvolta comici (su iphone: la venere di botticelli giudicata pornografica) … Che senso ha sancire con un protocollo di intesa governativo una pratica già consolidata? Nella migliore delle ipotesi, non ne ha alcuno.

Occorre ricordare che questa iniziativa del governo ha preso inizialmente le mosse, quale reazione a caldo, ai deprecabili fatti di Piazza Duomo del dicembre scorso e ai gruppi su Facebook e altri social network che avevano inneggiato al lancio della statuetta del duomo al Premier. Alcuni esponenti della maggioranza sull’onda dell’emozione più che su considerazioni adeguatamente riflettute, avevano auspicato misure speciali per contrastare i delitti di istigazione a delinquere e di apologia di reato commessi in Rete. 

Successivamente, avevamo appreso con soddisfazione che, all’esito della riunione indetta il 22 dicembre dal Ministro dell’Interno con alcuni rappresentanti delle società di connettività, servizi Internet e social network si era deciso di percorrere la strada dell’autoregolamentazione. Altroconsumo a quel punto  aveva chiesto formalmente ai ministri Maroni e Romani  di poter prendere parte ai lavori di predisposizione del codicie di autoregolamentazione : 

Altroconsumo ha già avuto modo, nel corso del 2009, nell’ambito della campagna “Diritto di Rete”, di argomentare la propria contrarietà rispetto a disegni di legge – fortunatamente mai approvati – che avrebbero rischiato di comprimere la libertà d’espressione, garantita dall’art. 21 della nostra Costituzione.

D’altra parte, rimane a nostro avviso giusto ed opportuno richiamare tutti alla responsabilità dei propri comportamenti anche in Rete e colpire gli eventuali abusi della libertà di manifestazione del pensiero ma deve in ogni caso rimanere l’autorità giurisdizionale ad ordinare la rimozione – anche in via cautelare – di contenuti da social networks, blog e siti Internet senza per questo oscurare intere piattaforme di comunicazione.

Sulla base di queste brevi e preliminari considerazioni, siamo a chiedere di poter prendere parte alle prossime riunioni del tavolo che lavorerà alla predisposizione di un codice di autoregolamentazione. Rimane, infatti, che oggetto di tale codice saranno per massima parte i c.d. user generated contents e che i protagonisti del web sono e saranno sempre di più gli utenti, sta ad essi agire con responsabilità anche in Rete ma, d’altra parte, anche alle loro legittime rappresentanze dovrebbe essere concesso di poter contribuire attivamente e in senso costruttivo alla discussione in atto.

Purtroppo non siamo mai stati invitati ma non è tanto questo il punto quanto che il Codice, così come pare sia stato strutturato e visibile nelle bozze che ha messo a disposizione  il Sole24Ore  presenta alcune palesi criticità. Prendiamo l’art. 3.1 lett. f), il cuore del Codice, secondo il quale gli operatori aderenti si impegnano a:

proporre testi contrattuali che facciano riferimento al presente Codice e alle Linee guida, e nei quali venga comunque espressamente prevista la possibilità di rimuovere eventuali contenuti illeciti o potenzialmente lesivi della dignità umana, immessi/pubblicati dai contraenti ovvero di risolvere il contratto, previa diffida qualora gli utenti pongano in essere comportamenti contrari alla legge, al presente Codice e alle linee guida

Ora, se è vero che Facebook e altre piattaforme di social network – a mio avviso interpretando il loro ruolo in maniera estensiva e sconfinando quasi a divenire veri e propri editori – hanno già oggi nelle rispettive condizioni generali clausole che consentono loro di rimuovere un contenuto immesso/pubblicato da un utente qualora lo ritengano lesivo di diritti di terzi o di norme imperative di legge, va da sè che ove esercitino effettivamente tali clausole si prendono tutte le responsabilità del caso e rischiano di essere chiamati a rispondere nei confronti dell’utente qualora successivamente, al vaglio dell’Autorità giudiziaria, si renda evidente che tali contenuti non erano affatto lesivi di alcunchè.

Con il Codice, non solo promosso dai Ministri Romani e Maroni ma da questi anche redatto, c’è invece un bel salto in avanti considerato che l’art. 3.1 eterointrodotto nelle condizioni generali degli aderenti rischierà di avere una portata che travalica evidentemente il mero regime privatistico. Si conderi, in tal senso, che il relativo Protocollo d’intesa tra Ministeri e Providers è da ritenersi in attuazione dell’art. 18 del Decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70 che, al comma 1, prevede quanto segue: Le associazioni o le organizzazioni imprenditoriali, professionali o di consumatori promuovono l’adozione di codici di condotta che trasmettono al Ministero delle attività produttive e alla Commissione Europea con ogni utile informazione sulla loro applicazione e sul loro impatto nelle pratiche e consuetudini relative al commercio elettronico. E, cosa ancor più rilevante, che per gli aderenti che non si comportino in linea con gli impegni stabiliti dal Codice – tra i quali quello di rimuovere tempestivamente i contenuti ritenuti lesivi – è prevista la sanzione dell’estromissione dal Codice stesso.

Insomma, sembra di poter dire che, attravreso modalità niente affatto democratiche, si stia tentando di mettere in capo ai provider prerogative (e responsabilità?) che oltre a non essere loro proprie e per le quali non hanno le necessarie capacità gestionali non sono comunque previste dalla legge vigente. Di tal che se domani, una volta che il Codice Romani/Maroni sarà in vigore, un provider aderente rimuovesse, in applicazione del Codice stesso, un contenuto immesso/pubblicato da un utente ritenendolo potenzialmente lesivo della dignità umana, incorrerebbe poi in responsabilità alcuna nei confronti dell’utente “censurato” ove successivamente, al vaglio dell’Autorità giudiziaria, si rendesse evidente che tale contenuto non era affatto lesivo di alcunchè? Ne dubito …

Non è un balzo in avanti da poco e non è esente da conseguenze nefaste, continuo a pensare che il Codice si rileverà semplicemente inutile, il male minore, ma certo nessuno ci assicura che invece non possa essere un giorno utilizzato per comprimere la libertà d’espressione in Rete.

La mia intenzione non è però quella di gridare al lupo e anzi, proprio con l’auspicio che non ve ne sia mai bisogno, propongo una piccola ma rilevante modifica al Codice secondo lo schema che segue:

– Il provider notifica all’utente che ravvisa nei contenuti da quest’ultimo immessi/pubblicati in Rete potenziali aspetti lesivi “della dignità umana” e che ove l’utente non accetti di rimuovere immediatamente tali contenuti lo comunicherà all’Autorità giudiziaria

– L’utente riconosce che i contenuti sono potenzialmente lesivi, questi ultimi sono immediatamente rimossi

– L’utente non riconosce che i contenuti sono potenzialmente lesivi e chiede, quindi, che non siano rimossi. I contenuti rimangono online e il provider comunica immediatamente all’Autorità giudiziaria l’ipotesi di lesione e quest’ultima decide in tempi rapidissimi

Che ne pensate ?

Questo è a mio avviso il massimo che si può scrivere in tale Codice di autoregolamentazione, nulla di più, altrimenti entrerebbe in evidente contrasto con l’art. 1 comma 3 della nuova Direttiva Quadro delle Comunicazioni Elettroniche che, per comodità, incollo di seguito con l’avvertenza che in essa si parla non solo di access to ma anche di use of services and applications through electronic communications networks:

Measures taken by Member States regarding end-users’ access to or use of services and applications through electronic communications networks shall respect the fundamental rights and freedoms of natural persons, as guaranteed by the European Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms and general principles of Community law.

Any of these measures regarding end-users’ access to or use of services and applications through electronic communications networks liable to restrict those fundamental rights or freedoms may only be imposed if they are appropriate, proportionate and necessary within a democratic society, and their implementation shall be subject to adequate procedural safeguards in conformity with the European Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms and general principles of Community law, including effective judicial protection and due process. Accordingly, these measures may only be taken with due respect for the principle of presumption of innocence and the right to privacy. A prior fair and impartial procedure shall be guaranteed, including the right to be heard of the person or persons concerned, subject to the need for appropriate conditions and procedural arrangements in duly substantiated cases of urgency in conformity with the European Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms. The right to an effective and timely judicial review shall be guaranteed.

Codice di autodisciplina a tutela della dignità della persona su rete Internet … a me me pare ‘na …

maggio 15, 2010 alle 6:33 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 1 commento
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So che rischierò di risultare alquanto impopolare ma devo proprio dirlo: secondo me il “Codice di autodisciplina a tutela della dignità della persona su rete Internet” per come impostato è una emerita castroneria.
Quando trovo un attimo di tempo vi dico anche perchè …

Consumatori Diritti e Mercato: focus su Internet

aprile 9, 2010 alle 11:40 am | Pubblicato su - Equo Compenso, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE, TELECOMUNICAZIONI | Lascia un commento
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Segnalo il n. 1/2010 del quadrimestrale di Altroconsumo “Consumatori Diritti e Mercato” con un bel focus su Internet che ospita articoli su net neutrality, online privacy, online behavioural advertising etc etc. 

Preciso che quanto espresso in ogni singolo pezzo non coincide necessariamente con il punto di vista di Altroconsumo, la rivista serve infatti proprio a promuovere il dibattito e la conoscenza delle problematiche che interessano i cittadini consumatori anche presentando punti di vista differenti._

Di seguito, clickando sui link, trovate le sintesi degli articoli del Focus, per alcuni in pdf c’è anche la versione integrale, buona lettura !

Editoriale

Francesco Silva – Università degli Studi di Milano Bicocca

I grandi motori della recente trasformazione, che investe i modi di lavorare, di consumare e di comunicare sono la tecnologia digitale, Internet e, infine, Google, che hanno già modificato la percezione e l’uso di categorie fondamentali su cui fino a oggi si sono basati i comportamenti delle persone e le società: il tempo, lo spazio e lo scambio (di informazioni, oggetti ed emozioni).
In questo numero di CDM, come in quelli successivi, parleremo dei mutamenti in atto nei modelli di consumo e nei comportamenti dei consumatori.

 Internet e neutralità della rete

Innocenzo Genna – giurista, esperto di regolamentazione nel settore delle comunicazioni elettroniche

Il tema della Net Neutrality sconta miti ed incomprensioni sul funzionamento della rete Internet e, in particolare, la scarsa conoscenza delle pratiche di network management, le relative finalità ed effetti. Una più attenta analisi di tali pratiche può indirizzare il dibattito verso una dimensione costruttiva ed aiutare a distinguere i comportamenti delle telco utili o necessari per il miglior funzionamento della rete Internet da quelli che possono presentare profili di illiceità per gli utenti o effetti escludenti verso altri operatori.

 Internet e social network: alcune psicopatologie

Viviana Di Giovinazzo – Università degli Studi di Milano-Bicocca

I nuovi strumenti di comunicazione rappresentano un indubbio progresso. Fonte e veicolo di informazioni, essi ampliano l’accesso a elementi utili alla scelta dei prodotti, anche se non sempre la agevolano. Nel caso di Internet, a un aumento dell’offerta non segue necessariamente un aumento, bensì una diminuzione dell’utilità del consumatore, intesa come livello di benessere percepito.

 Google: i sistemi “aperti” sono vincenti

Jonathan Rosenberg – Google

Noi di Google crediamo che i sistemi aperti siano vincenti. Offrono maggiore innovazione, valore e libertà di scelta ai consumatori e permettono di creare un ecosistema dinamico, redditizio e competitivo per le aziende.

 Privacy: un concetto superato?

Emilie Barrau – Beuc
Sintesi a cura di Luisa Crisigiovanni

Sono in molti a pensare che il concetto di privacy su Internet sia da ritenersi superato. Studi recenti dimostrano al contrario che i consumatori europei – inclusi i giovani – prestano molta attenzione alla propria privacy sulla rete: l’82% dei giovani è particolarmente preoccupato del fatto che i propri dati vengano utilizzati senza che loro ne siano a conoscenza, il 75% che la propria identità sia ricostruita utilizzando informazioni prese da differenti fonti e il 69% che i propri comportamenti siano distorti.

 Online advertising winning and empowering consumers

Kimon Zorbas – IAB Europe
Sintesi a cura di Marco Pierani

In questo articolo si ospita il punto di vista dell’industria dell’Internet advertising estremamente favorevole allo sviluppo delle nuove tecniche di Online Behavioural Advertising. La pubblicità su internet permette al consumatore di accedere a informazioni relative a prodotti e servizi globali fornendo la possibilità di scelte più ampie rispetto a quanto successo in passato.

 Continuavano a chiamarlo “equo compenso”

Marco Pierani – Altroconsumo
Marco Bulfon – Altroconsumo

L’allargamento a tutti i dispositivi dotati di memoria del prelievo da parte della Siae – precedentemente applicabile ai soli cd, dvd vergini e masterizzatori – coniuga gli aspetti tipici della vessazione del consumatore e dell’intralcio allo sviluppo delle tecnologie e del mercato dei contenuti digitali. Nell’articolo si spiega perché quella introdotta da un decreto che guarda al futuro con gli occhi del passato è una nuova tassa iniqua e un aiuto di Stato.

 Internet, il mercato, i consumatori e le regole

Guido Scorza – Avvocato, Università degli Studi di Bologna, Università Luiss

Le attuali regole del diritto d’autore, dell’editoria e, più in generale, dell’informazione mostrano una sostanziale inadeguatezza rispetto al mutato contesto tecnologico, ma anche sociale ed economico determinato dalla rivoluzione digitale. Vi è, tuttavia, una forte resistenza al ripensamento di tali discipline giuridiche, vissute come l’ultimo baluardo per continuare a imporre vecchi modelli di business.

Banda larga: su tecnologia e innovazione si gioca il futuro del Paese

Antonello Busetto – Confindustria

Consumatori in cifre è una rubrica che propone un’analisi dei dati relativi a diversi mercati complessi, fornendone un’interpretazione utile a informare correttamente i consumatori.

Liquidi Veloci Mobili … mica tanto (reloaded)

ottobre 16, 2009 alle 3:30 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE, TELECOMUNICAZIONI, TV | Lascia un commento
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liquidi veloci

 

Ritorno sul convegno del 6 ottobre Liquidi, veloci, mobili: contenuti digitali e risorse per la conoscenza del quale avevo pubblicato i miei appunti sparsi.

Ora potete vedere qui il video del mio intervento e qui trovate quelli di tutti gli altri relatori.

Nell’occasione Altroconsumo ha anche realizzato due interviste a Luca Barbareschi e Corrado Calabrò che trovate qui sotto, buona visione !

TV vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai … un pò ci sei (reloaded)

ottobre 14, 2009 alle 1:36 pm | Pubblicato su - TV vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai ... un pò ci sei, INTERNET, TV | 3 commenti
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Riprendo tutto quello che ho già detto qui con il carico da undici, anche perchè, riconosciamoglielo ! con il servizio che vedete qui sopra Emilio Fede e Rete4 hanno surclassato alla grande la puntata di Matrix che commentavo nel precedente post

Sul “sondaggio” finale poi … che dire: no comment

povera Italia

Telecom Package: il Parlamento europeo regge (per ora) sull’emendamento 138, il governo italiano vuole il graduated response alla francese

ottobre 13, 2009 alle 7:22 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE, TELECOMUNICAZIONI | 5 commenti
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BlackoutTPTorno sulla questione di cui avevo già parlato qui qualche post fa, per salutare favorevolmente il fatto che nella riunione di questa mattina il testo del Consiglio UE che intende emendare al ribasso l’originario emendamento 138 due volte approvato a larghissima maggioranza dal Parlamento europeo è stato giudicato negativamente.

Un bel segnale: il Parlamento UE regge nonostante pressioni con fuochi d’artificio vari, non ultimo il parere legale uscito fuori dal cilindro ieri di cui parla più ampiamente Scambio Etico e quindi il negoziato in seno al Comitato di conciliazione può andare avanti.

Ora, non sto qui a rifare tutta la storia, vi do solo un ulteriore spunto di riflessione, oggi abbiamo chiamato i due Membri italiani del Parlamento europeo che siedono nel Comitato di conciliazione, Patrizia Toia e Gianni Pittella per fare sentire loro il nostro supporto e per metterci a disposizione. Abbiamo parlato con i loro staff e li abbiamo trovati sul pezzo e abbastanza determinati.

Poi abbiamo chiamato anche la Rappresentanza Permanente del Governo Italiano a Bruxelles per capire, una volta per tutte, quale fosse la “nostra” posizione in merito alla procedura di conciliazione in corso sull’emendamento 138. Mi aspettavo risposte più interlocutorie e diplomatiche invece la posizione è netta e chiara: per il governo italiano l’emedamento 138 va modificato.

Questo introduce, a mio avviso, un elemento di riflessione sui tanti dibattiti, convegni etc etc che si tengono a livello nazionale su queste tematiche, dai quali sembrerebbe emergere una politica ondivaga del governo e della sua maggioranza. Ebbene, cari miei, non è così, la politica del governo almeno su un tema specifico è chiara e precisa, ed è favorevole ad introdurre forme di sanzione che prevedano la disconnessione da Internet per i navigatori sospettati di aver scaricato file protetti da diritto d’autore, senza l’intervento di un giudice. Tanto che l’Italia, insieme a Francia, Regno Unito e altri costituiscono quello zoccolo duro in seno al Consiglio UE che sta determinando questo pericoloso braccio di ferro con il Parlamento europeo.

A tutti coloro che hanno a cuore la Rete il consiglio è di rivolgere la propria attenzione nelle prossime settimane a Bruxelles e non alle diatribe inconcludenti di casa nostra perchè quello che si deciderà lì avrà ripercussioni dirette in Italia, facciamo dunque sentire il nostro supporto ai parlamentari europei in questa vicenda e chiediamo loro di mantenere il punto.

Infine, con la stessa schiettezza con la quale ci è stato chiesto di smettercela di strumentalizzare il Popolo della Rete, chiedo ai parlamentari italiani di maggioranza che seguono le questioni di Internet di riconoscere, per onestà intellettuale, che il Governo è in effetti a favore del graduated response giochiamo a carte scoperte please !

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