Netta e limpida presa di posizione dell’ex Commissario D’Angelo contro il regolamento Agcom sul diritto d’autore

agosto 21, 2013 alle 9:54 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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Leggo con piacere su Il Fatto Quotidiano questa netta e limpida presa di posizione da parte di Nicola D’Angelo in merito alla proposta di Regolamento sul diritto d’autore che l’Autorità ha messo in consultazione.

L’auspicio è che in Via Isonzo il parere di uno dei migliori e più preparati ex Commissari AGCOM sia tenuta in doverosa considerazione.

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Nomine AGCOM, primo step verso la trasparenza ma ora non fermiamoci qui

maggio 23, 2012 alle 8:31 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | Lascia un commento
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Si tratta indubbiamente di un primo grandissimo successo della campagna vogliamotrasparenza promossa dalla Open Media Coalition, quoto in questo, nel fargli i miei complimenti, Guido Scorza 

È una vittoria storica della società civile e un passo importante nella giusta direzione da parte del Parlamento, la decisione appena assunta dalla Conferenza dei capi-gruppo della Camera dei Deputati di rinviare le votazioni per le nomine dei membri del Garante Privacy e dell’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni previste per domani, fissando, contestualmente un termine – quello del primo giugno – per la raccolta di tutte le candidature e l’invio a tutti i parlamentari dei curricula dei candidati.

Siamo ancora lontani dall’accoglimento della richiesta di trasparenza nel processo d nomina dei membri e dei presidenti delle Authority che, ormai da settimane, decine di associazioni in rappresentanza di centinaia di migliaia di cittadini rivolgono alle istituzioni ma il Parlamento, per la prima volta nella storia del nostro Paese, ha rinunciato a nomine al buio e senza candidature “ufficiali” e accettato l’idea che alle nomine si proceda solo dopo aver raccolto le candidature di tutti quanti ritengano di essere in possesso dei necessari requisiti e sulla base dell’esame dei curricula.

Ma ora, a mio avviso, dobbiamo essere ambiziosi e proprio in forza e sulla base del successo ottenuto non possiamo permetterci di fermarci a questo primo e importantissimo risultato, si tratta solo di un primo step verso la trasparenza, quoto in questo il Commissario Agcom Nicola D’Angelo

Non per volere a tutti i costi fare il bastian contrario ma trasparenza nelle nomine non vuol dire solo curricula. Certo si tratta di un riusultato importante e già provare una competenza non é passaggio di poco conto. Questione centrale resta comunque quella di conoscere, seppure in linea di principio, cosa pensano i candidati su temi fondamentali nell’attività dei prossimi anni delle Autorità.

Dobbiamo allora subito insistere perché ci sua una vera e propria audizione pubblica in parlamento dei candidati ognuno dei quali presenti la sua vision su come intenderà svolgere l’incarico quale commissario o, a maggior ragione, come presidente e poi si sottoponga alle domande che gli verranno poste. Personalmente avrei numerose domande ma, per quanto riguarda i candidati all’AGCOM, mi risulterebbe gia sufficiente cominciare ad esempio a sapere almeno:

A) come intendono i candidati dipanare lo snodo della rete di nuova generazione e sbloccare, nell’interesse generale, il collo di bottiglia dell’ex monopolista perché qui pare assurdo che si intenda perseguire gli obiettivi dell’ Agenda digitale con la rete in rame!
 
B) come intendono i candidati approcciare la questione sul diritto d’autore in rete, insisterebbero, come fallimentarmente ha fatto il precedente Consiglio Agcom, a volersi sostituire al Parlamento in assenza di una norma che dia all’Autorità prerogative piene per un intervento regolamentare? E, soprattutto continuerebbero a sostenere un approccio obsoleto e repressivo che non contempera adeguatamente i diritti degli utenti e la salvaguardia della libertà d’espressione abilitata da Internet?
 

Ci sarebbero tante altre domande ma cominciamo da queste, voi cosa vorreste sapere dai candidati? Chiediamoglielo adesso che quando saranno stati nominati risulterà inesorabilmente troppo tardi …

Il Commissario AGCOM D’Angelo a palle incatenate contro i luddisti del copyright

gennaio 22, 2012 alle 11:49 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 3 commenti
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 Grande post del Commissario AGCOM D’Angelo: Sopa all’amatriciana

Perchè il Governo ha dato parere favorevole all’emendamento Fava alla legge comunitaria 2011 sulla responsabilità dei fornitori di servizi di hosting? Perché si a questa specie di Sopa all’amatriciana? Perchè si sono liberalizzati solo i diritti connessi? Cui prodest? Probabilmente ai soliti noti, già individuati negli ultimi mesi di aspro conflitto. Chi pensava che il pericolo fosse passato si sbagliava. Tanti, troppi fronti sono aperti in Italia e in Europa (ho già dato notizia di quello che vuol fare il Commissario Barnier). Ed allora, dove sono i nostri politici, dove i campioni della denuncia. Agli Americani si possono fare molte critiche ma non quella di avere un parlamento e un governo chiuso a quello che dicono i cittadini, soprattutto in rete.

Che dire ? l’emendamento Fava – di più qui Scialdone in merito – non mi preoccupa più di tanto considerata la sua sciatteria, penso e spero non possa passare, ma certo non c’è mai fine al peggio eh. Circa la liberalizzazione dei diritti connessi, bene ! ma in sede di conversione il decreto Monti deve allargare anche alla SIAE come sollecita giustamente Agorà Digitale e come, nel mio piccolo, chiedevo da tempo. Quello che mi preoccupa di più è in realtà il Commissario Barnier, per maggiori info si legga qui Sarazana spero che in sede comunitaria si levino voci autorevoli e molto più ragionevoli e si trovino quindi i giusti anticorpi.

Grande dunque Commissario D’Angelo! noi ci siamo, solo una cosa: sull’amatriciana doveva almeno citarmi non vorrei essere costretto a difendere il mio diritto d’autore 😉

 

Tariffe di terminazione: anche il Commissario AGCOM D’Angelo a favore di un taglio netto

ottobre 5, 2011 alle 6:24 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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Mentre si avvicina il momento cruciale della decisione definitiva da parte di AGCOM sulla questione delle tariffe di terminazione mobile – vale a dire il pedaggio che un operatore di telecomunicazioni paga per instradare una comunicazione telefonica presso una rete mobile, al fine di permettere ai propri abbonati di chiamare un numero cellulare – sempre più voci autorevoli si allineano alle richieste di Altroconsumo in favore di una loro netta riduzione.

Oltre al Presidente dell’Antitrust Catricalà di cui avevo già detto ora è la volta del Commissario AGCOM Nicola D’Angelo che, come è possibile vedere nel video qui sopra – se ne trovo uno di qualità migliore lo cambio – in un servizio andato in onda l’altro ieri al Tg2 non usa mezzi termini: “Occorre andare ad una riduzione marcata proprio nell’interesse dei consumatori e delle famiglie”.

Bene ! Nelle prossime settimane penso proprio che occorrerà impegnarsi ancora di più su questa partita per fare comprendere all’opinione pubblica e alle Istituzioni quanto sia importante ottenere una decisione adeguata da parte dell’Autorità sulle tariffe di terminazione mobile, il cui meccanismo di funzionamento rimane ancora purtroppo difficile da comprendere per molti.

Come riferivo in questo precedente post:

Altroconsumo ha chiesto alla Commissione europea di intervenire per fare in modo che l’AGCOM riveda la propria proposta e, in particolare, adotti un percorso di riduzione di tali tariffe molto più rigoroso e in linea con le migliori pratiche europee, senza attendere il gennaio 2012 per introdurre i primi tagli. Qui la lettera di Altroconsumo.

Successivamente, la Commissione ci ha dato in sostanza ragione su tutta la linea e ha bacchettato sonoramente l’AGCOM, segnalando in particolare:

– Il ritardo nell’implementazione del valore LRIC richiamando l’Autorità al fatto che il glide path dovrebbe finire entro il 31/12/2012 e non il luglio 2015 come proposto da AGCOM;

– il fatto che i valori proposti per l’intero glide path sono troppo elevati ed al di fuori dell’orientamento al costo e media europea.

– Richiesta ad AGCOM di fissare un nuovo glide path entro il 31/12/2012 e limitando il numero di step.

– Richiesta di abolizione di asimmetria H3G.

La lettera della Commissione all’AGCOM si può leggere qui. Ora la palla passa all’AGCOM che speriamo tenga in adeguata considerazione i seri appunti mossile dalla Commissione. Per quanto si tratti di un costo pagato da operatore a operatore le tariffe di terminazione mobile hanno, infatti, un rilevante impatto anche per i consumatori finali, perché vengono normalmente ribaltate dagli operatori sulle tariffe al consumo. Non deve pertanto sorprendere che le tariffe di terminazione siano la principale causa dell’elevato costo delle telefonate da fisso a mobile.

PS: Colgo l’occasione per segnalare che l’ottimo Commissario Nicola D’Angelo, che chi segue questo blog sa quanto coraggiosamente si sia speso in favore delle posizioni dei consumatori e della libertà d’espressione sul dossier ancora pendente presso l’Autorità sul diritto d’autore in Rete, ha da poco aperto un suo blog personale, io l’ho aggiunto al mio blogrol qui di fianco e lo seguirò con piacere: Bravo Commissario !

AGCOM e diritto d’autore in Rete: Palese incostituzionalità del procedimento di inibizione (puntata n. 6)

maggio 20, 2011 alle 4:49 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 8 commenti
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Il sesto dei dieci post che ho promesso di dedicare a spiegare meglio i motivi per i quali, se approvata nella forma in cui è stata messa in consultazione, la Delibera dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che prevede un procedimento sommario rischierà di divenire molto pericolosa per la libertà d’espressione in Rete è dedicata a Marco Scialdone e alla sua ottima performance di ieri sera ad Anno Zero.

Non capita molto spesso che in TV venga dedicato spazio adeguato a questi temi e quindi il fatto che Santoro e soprattutto Giulia Innocenzi abbiano deciso di farlo, rende loro onore, Marco ha poi utilizzato lo slot a sua disposizione in modo ottimale,  con competenza e precisione, che infine Al Gore fosse lì a starlo a sentire annuendo non ha prezzo !

Dunque, veniamo al merito della puntata odierna, oggi vorrei concentrarmi sul profilo problematico dell’assenza di poteri cautelari in capo all’Autorità nel settore del diritto penale. Partiamo proprio dal procedimento di rimozione dei contenuti e di inibizione per i siti esteri delineato dal punto 3.5.3 della Delibera ai quali ha fatto riferimento Scialdone proprio all’inizio del suo intervento televisivo nel video che vedete qui sopra.

L’AGCOM non può esercitare poteri cautelari penali attributi nel nostro Ordinamento alla magistratura introducendo ulteriori forme di sequestro al di fuori di quelle già previste dal codice di procedura penale e, soprattutto, anche laddove si dovesse ritenere l’esistenza nel nostro Ordinamento di poteri cautelari extravagantes essi sarebbero attribuibili esclusivamente all’Autorità giudiziaria ordinaria.

Il riferimento, in particolare, va a quanto espresso al punto 4 del paragrafo 3.5. della Delibera dove si stabilisce che:

4. Adozione del provvedimento di ordine alla rimozione – Se l’Autorità, all’esito delle verifiche in contraddittorio, ritiene violata la normativa in tema di diritto d’autore, ordina senza ritardo al gestore del sito o al fornitore del servizio di media audiovisivo, anche per via telematica, l’immediata rimozione del materiale trasmesso in violazione …e possibilità, in casi estremi e previo contraddittorio, dell’inibizione del nome del sito web, ovvero dell’indirizzo IP, analogamente a quanto già avviene per i casi di offerta, attraverso la rete telematica, di giochi, lotterie, scommesse o concorsi in assenza di autorizzazione, ovvero per i casi di pedopornografia.

Peccato che la procedura di rimozione selettiva di singoli file su un sito web così delineata dall’AGCOM può essere adottata solo dall’Autorità Giudiziaria in occasione di un procedimento penale, cosi come l’inibizione a raggiungere determinati siti presenti all’estero può essere, come ha chiarito la Corte di Cassazione nel caso Pirate Bay, e solo come extrema ratio, anch’essa adottata solo dalla Magistratura. La sentenza numero 49437/2010, stabilisce infatti che:

sussistendo gli elementi del reato di cui all’articolo 171 ter comma 2 lettera a-bis) legge 633/41, il giudice può disporre il sequestro preventivo del sito web il cui gestore concorra nell’attività penalmente illecita di diffusione nella rete internet di opere coperte da diritto d’autore, senza averne diritto, richiedendo contestualmente che i provider del servizio di connessione internet escludano l’accesso al sito al limitato fine di precludere l’attività illecita.

Occorre infatti considerare in proposito che in questa specifica materia (della circolazione dei dati sulla rete informatica Internet) uno speciale potere inibitorio è assegnato all’autorità giudiziaria dagli articoli 14-16 D.lgs 9 aprile 2003, n. 70… (omissis) …La lettura congiunta di tali disposizioni consente di affermare che sussiste un potere inibitorio dell’Autorità giudiziaria penale avente il contenuto di un ordine ai provider dei servizi suddetti di precludere l’accesso alla rete informaticaInternet al solo fine di impedire la prosecuzione del reato di cui all’articolo 171-ter, comma 2, lett. a-bis) L.d.A.”diffusione di tali opere”.

La stessa Corte di Cassazione ha chiarito nella suddetta sentenza che:

Questo potere esercitabile anche in via d’urgenza deve, però, essere usato con «proporzionalità» in modo che non sia leso il diritto alla libertà di pensiero sancito dalla Costituzione.

L’Autorità, invece, con la norma proposta ordinerebbe a chi ha immesso l’opera nelle reti tematiche ovvero ha compiuto il reato di cui sopra, la rimozione, al di fuori di qualsiasi procedimento processualpenalistico di verifica dei presupposti della misura di commissione del reato e al di fuori di qualsiasi procedimento di riesame diretto, violando palesemente i precetti costituzionali.

In proposito, occorre anche osservare che la facoltà per le amministrazioni di adottare provvedimenti cautelari dotati di immediata efficacia è sancita, in linea generale, dall’articolo 7, comma 2 della legge n. 241/90, ma sempre in riferimento a fattispecie amministrative, mai per fatti-reato (o per ipotesi regolate dal codice civile e di procedura civile o per leggi speciali) per le quali, come è evidente, è competente ad emettere provvedimenti cautelari solo ed esclusivamente il giudice naturale di tali fattispecie ovvero un giudice civile e/o penale.

Rilevo infine che le misure che si intendono adottare accedono a fattispecie sanzionate penalmente e civilmente e non possono essere fatte rientrare (senza un apposita previsione normativa) nel novero delle sanzioni amministrative di natura afflittiva, quali sono le ipotesi di rimozione selettiva ed inibizione all’accesso mediante comunicazione ai provider di una lista di siti né a maggior ragione con un inibizione diretta a livello di IP o di DNS, che non sussistono all’interno della legge sul diritto d’autore e che non possono essere introdotte in via amministrativa senza una modifica esplicita a livello di norma primaria.

Nel ricordarvi le precedenti 5 puntate:

AGCOM e diritto d’autore in Rete: un notice and take down all’amatriciana (puntata n. 1) 

AGCOM e diritto d’autore in Rete: una procedura sproporzionata e carente di analisi di impatto economico (puntata n. 2) 

AGCOM e diritto d’autore in Rete: L’Autorità non può sostituirsi al Giudice Penale (puntata n. 3)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: in attesa di oscurare i siti l’Autorità comincia a tacitare i Commissari non allineati? (puntata n. 4)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: i “presunti” poteri sanzionatori dell’Autorità in materia di copyright (puntata n. 5)

E con la speranza di poter dedicare la puntata n. 7 ad una sempre più attesa risposta dell’AGCOM alla lettera aperta inviata al Presidente Calabrò più di una settimana fa da AltroconsumoAdiconsum, Agorà Digitale, AssonetAssoprovider FEMI (Federazione Media Indipendenti), Istituto per le Politiche dell’Innovazione e Studio Legale Sarzana in seguito alla peculiare rimozione del commissario Nicola d’Angelo dal ruolo di relatore del provvedimento in esame, vi auguro un buon weekend !

Il copyright non è über alles, altro che pirati … tuteliamo la democrazia !

febbraio 25, 2011 alle 9:25 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Ieri sono stato alla tavola rotonda “Un diritto d’autore per tutti” organizzata dall’Istituto per le Politiche per l’Innovazione, dalla Federazione FEMI e Nexa. Un dibattito indetto a margine della consultazione Agcom sulla nuova disciplina del diritto d’autore online.

E’ stata una giornata lunga, il dibattito intenso e a volte acceso magistralmente moderato da Guido Scorza  , ho molto apprezzato le parole del Commissario AGCOM Nicola D’angelo e del Senatore del PD Vincenzo Vita, l’intero evento si può rivedere in video qui  

Nello slot di 7 minuti consentiti a me come ai tanti altri relatori ovviamente non si può dire tutto, per chi ne volesse sapere di più della risposta formale alla consultazione AGCOM depositata insieme da Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo, Assonet, Assoprovider e Studio Legale Sarzana e Associati, di seguito ne incollo le premesse, buona lettura e fatemi sapere cosa ne pensate

 

CONSULTAZIONE PUBBLICA

SUI LINEAMENTI DI PROVVEDIMENTO CONCERNENTE L’ESERCIZIO DELLE COMPETENZE DELL’AUTORITA’ NELL’ATTIVITA’ DI TUTELA DEL DIRITTO D’AUTORE SULLE RETI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA

 

Osservazioni di

Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo, Assonet, Assoprovider

e Studio Legale Sarzana e Associati

 

Milano/Roma 24 febbraio 2011


 

Le questioni che sottengono l’esercizio delle competenze dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (di seguito “l’Autorità”) nell’attività di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica sono a nostro avviso cruciali non solo per il futuro dell’industria dei contenuti audiovisivi ma anche e soprattutto, sotto il profilo dell’interesse generale, per un equilibrato sviluppo economico, sociale, tecnologico e culturale del nostro Paese. Ringraziamo, pertanto, l’Autorità per l’opportunità concessaci di meglio esplicitare, nell’ambito di codesta consultazione, tutte le perplessità che nutriamo sui lineamenti di provvedimento proposti.

Stanti i diversi profili di possibile lesività delle prerogative del Parlamento e di conflitto con il vigente diritto comunitario, le presenti osservazioni vengono contestualmente inviate ai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica e al Commissario europeo per l’Agenda Digitale.

 1) Premessa

Con l’appello lanciato lo scorso 31 gennaio  (allegato n 1 con le 3750 adesioni a supporto raccolte sul sito www.sitononraggiungibile.it) le scriventi associazioni, prima ancora che sottoporre le loro risposte formali all’Autorità, hanno ritenuto opportuno rivolgersi all’opinione pubblica e al Parlamento indicando i gravi rischi insiti nel procedimento sommario a tutela del diritto d’autore, così come delineato al punto 3.5 della Delibera oggetto di questa consultazione che, ove definitivamente approvato in queste forme, introdurrebbe meccanismi tali da consentire all’Autorità di impedire – in modo automatico e prescindendo da qualsivoglia requisito di colpevolezza accertato dell’Autorità giudiziaria –  l’accesso ai siti posti fuori dal territorio italiano e di rimuovere contenuti sospettati di violare il diritto d’autore. In pratica, gli utenti potrebbero vedersi in tal modo sbarrato l’acceso a siti, blog, testate online o altre fonti informative che siano solo sospettate di aver violato la disciplina del diritto d’autore.

La richiesta di moratoria da noi avanzata è stata peraltro già accolta e condivisa in sede parlamentare da un’interpellanza urgente presentata alla Camera dei Deputati lo scorso 16 febbraio (allegato n. 2) e da una mozione presentata al Senato della Repubblica il 23 febbraio (allegato n. 3). Riteniamo ingiusto, inopportuno e inappropriato che l’Autorità possa pretendere di regolamentare direttamente ambiti che la Costituzione affida al potere legislativo e al potere giudiziario, che in altri Paesi dell’Unione europea sono stati oggetto di lunghe discussioni parlamentari e con un approccio che, peraltro, come evidenzieremo meglio di seguito, in sede comunitaria è stato nettamente rigettato.

Se è vero che il diritto d’autore e, più in generale, i diritti di proprietà intellettuale costituiscono, infatti, un cardine inamovibile del sistema culturale ed il loro rispetto rappresenta un’esigenza ineliminabile per garantire un adeguato sviluppo del patrimonio culturale, le misure di enforcement di tali diritti devono, tuttavia, sempre essere contemperate con il necessario ed irrinunciabile rispetto di altri diritti fondamentali dei cittadini prima ancora che dei consumatori ed utenti. Ci riferiamo, in particolare, alla libertà di manifestazione del pensiero (anche attraverso strumenti telematici), ad un processo celebrato dinanzi ad un’Autorità giurisdizionale nel rispetto del principio del contraddittorio nonché al diritto alla privacy, come ha inteso ribadire recentemente in forma prescrittiva il legislatore europeo a norma dell’articolo 1 pragrafo 3 bis della Direttiva 2009/140/CE del 25 novembre 2009.

A ben vedere è la stessa Autorità a porre nelle premesse del documento di consultazione in esame le seguenti apprezzabili dichiarazioni di principio: “Sul tema del diritto d’autore online si è sviluppato negli ultimi anni un ampio dibattito, focalizzato principalmente sulle misure più efficaci per contrastare il fenomeno. Tale approccio, che è sempre stato guidato dalla esigenza di tutelare l’”autore” dinanzi al “consumatore”, ha portato all’adozione, in diversi Paesi, di misure di contrasto fondate essenzialmente su divieti e sanzioni. Gli effetti pratici di un siffatto tipo di reazione, tuttavia, sono quantomeno dubbi. Sarebbe infatti opportuno individuare un modello di regolazione che poggi sull’attribuzione del giusto valore anche ai diritti dei consumatori di accedere ai contenuti online, contestualmente però, va da sé, sostenendo gli autori e le associazioni rappresentative dei loro interessi e i soggetti che veicolano i contenuti sul web. In questo senso, qualunque politica o intervento di contrasto della pirateria non può prescindere dalla coeva promozione di misure finalizzate a favorire l’offerta legale di contenuti accessibili ai cittadini: politiche che guardino ad uno solo di questi due aspetti sono destinate a fallire, come dimostra l’inefficacia delle misure tecniche di contrasto alla pirateria”.

E’ anche nostra salda convinzione che il diritto d’autore dovrebbe essere regolamentato in modo da garantire che nella sfera digitale ci sia il giusto equilibrio tra i diversi interessi, altrimenti da strumento di promozione della creatività e di nuovi contenuti esso diverrà un sistema di controllo e censura pervasivo e un ostacolo intollerabile all’accesso alla cultura e all’informazione. Purtroppo, però, con un salto logico di cui è difficile comprendere i motivi fondanti, alle pur apprezzabili ed equilibrate dichiarazioni di principio poste nell’incipit del documento di consultazione non fa seguito nel suo prosieguo alcuna proposta di azione concreta per quanto concerne la promozione del mercato legale e l’eliminazione delle barriere di natura contrattuale che ne rallentano lo sviluppo. Per questi aspetti l’Autorità si limita, con estrema timidezza, a svolgere considerazioni di massima astenendosi dall’ipotizzare misure prescrittive nonostante le prerogative conferitele dalla sua stessa legge istitutiva, in tema di concorrenza e tutela dei consumatori nel mercato delle comunicazioni elettroniche, le consentirebbero ampio spazio di manovra.

Una timidezza e una cautela tanto più incomprensibili e stridenti se confrontate con la stringente quanto invasiva proposta avanzata invece dall’Autorità al paragrafo 3.5 con misure prescrittive per quanto concerne l’ipotizzato procedimento sommario di tutela del diritto d’autore.

Per questo motivo, e nostro malgrado, di seguito approfondiremo in primis le ampie criticità di questa parte del documento di consultazione stanti i diversi profili di possibile lesività delle prerogative del Parlamento e di conflitto con il vigente diritto comunitario che esso solleva.

Per il Presidente AGCOM in vista del Consiglio di domani: a buon intenditor poche parole …

dicembre 17, 2010 alle 2:34 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 3 commenti
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Dunque, domani – anzi ormai oggi ! – il Consiglio AGCOM dovrebbe riunirsi per approvare tra l’altro un regolamento in materia di diritto d’autore che, a seguito delle bozze che sono circolate, ha già fatto molto discutere, da ultimo vedasi l’interessante botta e risposta tra il buon Commissario AGCOM D’Angelo e Enzo Mazza, presidente di FIMI, sul blog di Zambardino.

Ora, per carità, il testo che sarà forse approvato dopodomani andrà poi in consultazione per cui ci sarà tempo per commentare, inviare osservazioni etc etc tuttavia, poichè è sempre meglio prevenire invece di curare, mi limito a ricordare ad AGCOM che la DIRETTIVA 2009/140/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 25 novembre 2009  – più volgarmente il telecoms package – recante, tra l’altro, modifiche alla direttiva 2002/21/CE che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica introduce all’articolo 1 di quest’ultima il seguente paragrafo 3bis:

I provvedimenti adottati dagli Stati membri riguardanti l’accesso o l’uso di servizi e applicazioni attraverso reti di comunicazione elettronica, da parte degli utenti finali, devono rispettare i diritti e le libertà fondamentali delle persone fisiche, garantiti dalla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dai principi generali del diritto comunitario.

Qualunque provvedimento di questo tipo riguardante l’accesso o l’uso di servizi e applicazioni attraverso reti di comunicazione elettronica, da parte degli utenti finali, che ostacolasse tali diritti o libertà fondamentali può essere imposto soltanto se appropriato, proporzionato e necessario nel contesto di una società democratica e la sua attuazione dev’essere oggetto di adeguate garanzie procedurali conformemente alla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e ai principi generali del diritto comunitario, inclusi un’efficace tutela giurisdizionale e un giusto processo. Tali provvedimenti possono di conseguenza essere adottati soltanto nel rispetto del principio della presunzione d’innocenza e del diritto alla privacy. Dev’essere garantita una procedura preliminare equa ed imparziale, compresi il diritto della persona o delle persone interessate di essere ascoltate, fatta salva la necessità di presupposti e regimi procedurali appropriati in casi di urgenza debitamente accertata conformemente alla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Dev’essere garantito il diritto ad un controllo giurisdizionale efficace e tempestivo.

Cosa forse ancora più rilevante è che gli Stati membri sono tenuti a dare attuazione alla direttiva entro il 25 maggio 2011. A buon intenditor poche parole e, indubbiamente, il Presidente Calabrò è un intenditore …

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