Voto su nomine AGCOM: ricordiamo l’art. 67 Costituzione

giugno 6, 2012 alle 9:57 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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Mentre stanno iniziando in Parlamento le votazioni per l’elezione dei Commissari AGCOM, voglio per l’ultima volta ricordare l’importante principio di cui all’articolo 67 della nostra Costituzione:


Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

Ci sarà poi tempo per commentare come è andata questa bruttissima vicenda nella quale i partiti, giunti veramente al lumicino della loro rappresentatività, hanno ciononostante ancora una volta voluto esercitare brutalmente tutto il loro potere, a mio modo di vedere, in modo eversivo rispetto al dettato costituzionale.

Parlamentari, ricordatelo, siete liberi!

Nomine nuovi vertici AGCOM: in bocca al lupo a Fulvio Sarzana

Mag 31, 2012 alle 12:44 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, INTERNET, POLITICA, PROPRIET INTELLETTUALE, TELECOMUNICAZIONI | Lascia un commento
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Apprendo molto favorevolmente che Assoprovider e altre associazioni aderenti a Confcommercio propongono al Parlamento di scegliere i nuovi Commissari AGCOM tra questi due candidati: Stefano Quintarelli e Fulvio Sarzana. Bene, ottimo! Mi chiedo però perchè non entrambi ?!

Rispetto a Stefano Quintarelli ho già speso i miei due cents di convinto endorsement e da allora ho potuto notare, con estrema soddisfazione, come tale candidatura tra dichiarazioni di supporto in Rete da parte di comuni cittadini a quelle di numerosi parlamentari e diversi stakeholders, di strada ne abbia fatta veramente parecchia e sarebbe quindi veramente un peccato se la Politica non ne terrà conto. 

Se poi, oltre al Quinta, come è assolutamente opportuno che sia, vi saranno anche giuristi tra i nuovi Commissari, allora a mio avviso non debbono essere attempati Consiglieri di Stato, ma persone che, in primis, conoscano approfonditamente e abbiano passione per la Rete e quindi siano in grado di comprendere e affrontare, nella loro diversità, le fattispecie giuridiche che vanno diffondendosi in questo mondo nient’affatto “virtuale” e anzi sempre più “reale”, a dispetto di come continuano spesso a dipingerlo i media “tradizionali” ed alcuni politici “analogici”.

Fulvio quindi potrebbe essere in tale ottica un buon Commissario AGCOM. Voglio ricordare come uno dei dossier importanti che il nuovo Consiglio AGCOM erediterà dal precedente sarà quello relativo al diritto d’autore in Rete e se è vero che, grazie alle energie spese in tal senso da parte di un ristretto gruppo di “attivisti digitali” tra i quali spiccava per il supporto e la competenza giuridica messa a disposizione proprio Fulvio Sarzana, alla fine il regolamento assurdo, liberticida e obsoleto proposto dal vecchio Consiglio non ha visto la sua luce, rimane tuttavia un grosso lavoro da fare per creare/adattare le nuove regole contemperando adeguatamente i diritti degli utenti e la salvaguardia della libertà d’espressione abilitata da Internet con i legittimi interessi dei right owners.

Mi sembra che su questo e altri dossier Fulvio Sarzana sarebbe una garanzia per noi consumatori e avrebbe tutte le carte in regola per contribuire con professionalità a che l’AGCOM imbocchi la giusta direzione. In bocca al lupo Sarzy!

Nomine AGCOM, primo step verso la trasparenza ma ora non fermiamoci qui

Mag 23, 2012 alle 8:31 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | Lascia un commento
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Si tratta indubbiamente di un primo grandissimo successo della campagna vogliamotrasparenza promossa dalla Open Media Coalition, quoto in questo, nel fargli i miei complimenti, Guido Scorza 

È una vittoria storica della società civile e un passo importante nella giusta direzione da parte del Parlamento, la decisione appena assunta dalla Conferenza dei capi-gruppo della Camera dei Deputati di rinviare le votazioni per le nomine dei membri del Garante Privacy e dell’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni previste per domani, fissando, contestualmente un termine – quello del primo giugno – per la raccolta di tutte le candidature e l’invio a tutti i parlamentari dei curricula dei candidati.

Siamo ancora lontani dall’accoglimento della richiesta di trasparenza nel processo d nomina dei membri e dei presidenti delle Authority che, ormai da settimane, decine di associazioni in rappresentanza di centinaia di migliaia di cittadini rivolgono alle istituzioni ma il Parlamento, per la prima volta nella storia del nostro Paese, ha rinunciato a nomine al buio e senza candidature “ufficiali” e accettato l’idea che alle nomine si proceda solo dopo aver raccolto le candidature di tutti quanti ritengano di essere in possesso dei necessari requisiti e sulla base dell’esame dei curricula.

Ma ora, a mio avviso, dobbiamo essere ambiziosi e proprio in forza e sulla base del successo ottenuto non possiamo permetterci di fermarci a questo primo e importantissimo risultato, si tratta solo di un primo step verso la trasparenza, quoto in questo il Commissario Agcom Nicola D’Angelo

Non per volere a tutti i costi fare il bastian contrario ma trasparenza nelle nomine non vuol dire solo curricula. Certo si tratta di un riusultato importante e già provare una competenza non é passaggio di poco conto. Questione centrale resta comunque quella di conoscere, seppure in linea di principio, cosa pensano i candidati su temi fondamentali nell’attività dei prossimi anni delle Autorità.

Dobbiamo allora subito insistere perché ci sua una vera e propria audizione pubblica in parlamento dei candidati ognuno dei quali presenti la sua vision su come intenderà svolgere l’incarico quale commissario o, a maggior ragione, come presidente e poi si sottoponga alle domande che gli verranno poste. Personalmente avrei numerose domande ma, per quanto riguarda i candidati all’AGCOM, mi risulterebbe gia sufficiente cominciare ad esempio a sapere almeno:

A) come intendono i candidati dipanare lo snodo della rete di nuova generazione e sbloccare, nell’interesse generale, il collo di bottiglia dell’ex monopolista perché qui pare assurdo che si intenda perseguire gli obiettivi dell’ Agenda digitale con la rete in rame!
 
B) come intendono i candidati approcciare la questione sul diritto d’autore in rete, insisterebbero, come fallimentarmente ha fatto il precedente Consiglio Agcom, a volersi sostituire al Parlamento in assenza di una norma che dia all’Autorità prerogative piene per un intervento regolamentare? E, soprattutto continuerebbero a sostenere un approccio obsoleto e repressivo che non contempera adeguatamente i diritti degli utenti e la salvaguardia della libertà d’espressione abilitata da Internet?
 

Ci sarebbero tante altre domande ma cominciamo da queste, voi cosa vorreste sapere dai candidati? Chiediamoglielo adesso che quando saranno stati nominati risulterà inesorabilmente troppo tardi …

Uno bravo per l’AGCOM: Stefano Quintarelli

Mag 13, 2012 alle 9:10 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, PROPRIET INTELLETTUALE, TELECOMUNICAZIONI | 12 commenti
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Di solito c’è sempre bisogno di un folle che, nei momenti più disperati, tiri fuori quella verità che è già lì sotto gli occhi di tutti, ma in molti non la notano per noncuranza o trasandatezza e in tanti altri non la vogliono proprio vedere.

Quel pazzo oggi voglio provare ad essere io e me ne assumo, come qualsiasi soggetto incapace di intendere e di volere, tutte le responsabilità.

Il Governo di fatto non sta fornendo alcuna risposta concreta alla campagna vogliamotrasparenza con la quale non intendevamo fare la rivoluzione ma solo chiedere che, come in ogni Paese civile, ci fosse un confronto serio e alla luce del sole sulle persone che per merito, competenza e una forte visione sul futuro dovrebbero andare a servire lo Stato sedendo ai vertici dell’Agcom, quell’Autorità che avrà nei prossimi anni un ruolo fondamentale per mantenere il nostro Paese in carreggiata per quanto concerne uno sviluppo economico equilibrato e sostenibile grazie alla formidabile leva del digitale così come per garantire la pluralità dell’informazione nel nuovo contesto tecnologico e democratico.

Il Governo e i Partiti rimangono inerti rispetto a questa nostra semplice, civile, quanto cruciale richiesta; allora, prima che sia troppo tardi, possiamo provare a fare delle proposte dal basso.

I prossimi 7 anni cambieranno l’Italia più dei passati 10 e sarà un cambiamento plasmato da Internet. Non dalla telefonia, non dalla televisione e non dalla radio. Da Internet.

Le sfide sono enormi. Come scrive il Corriere delle Comunicazioni citando Calabrò:

In appena sette anni “Internet ha cambiato la faccia e la mentalità del mondo dei media”,  e si configura come “un cambio di paradigma” nella produzione di beni, servizi, cultura e del vivere civile. “Se lo si considera  ‘solo’ come nuova tecnologia se ne perde la portata deflagrante e rivoluzionaria”.

Non ci sono solo le frequenze, ma la fusione di Internet negli schermi delle TV domestiche. Non ci sono solo le tariffe di terminazione, ma la migrazione del traffico e dei ricavi da voce a dati. Non c’è solo la par condicio, ci sono i social media che diventano determinanti nella politica. Non c’è solo la tutela del copyright, ma nuove forme di libertà di espressione. Non ci sono solo gli operatori locali, ma lo sviluppo di piattaforme multinazionali integrate verticalmente. Non c’è solo la banda larga wireless, ma la rete di nuova generazione.

Internet è il nuovo backbone dell’industria, del commercio e dei media, su questo backbone c’è un mondo completamente nuovo da costruire e con le persone sbagliate l’Italia rischia di restare ancora più indietro.

Per questo sarebbe un danno se venissero presi in considerazione fedelissimi di partito che vengono premiati per la loro fedeltà o appartenenza; per questo non bastano attempati giuristi che abbiano una vaga idea del passato (di un passato che non c’è più) o macroeconomisti che fanno gli osservatori, e per di più da distanze siderali.

Servono persone che, oltre a dare garanzia di rispondere in primis all’interesse generale, conoscano Internet ed il mondo digitale, abbiano competenze e capacità dimostrate e, soprattutto, abbiano una visione del futuro tra mercato, tecnologia e società.

Secondo me servono persone come Stefano Quintarelli.

Le nomine AGCOM e la bocciofila Italia

Mag 9, 2012 alle 6:15 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA | Lascia un commento
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Come ho cercato di spiegare nel corso della conferenza stampa di Open Media Coalition alla Camera la scorsa settimana, con la campagna vogliamotrasparenza non intendevamo fare la rivoluzione ma solamente chiedere che, come in ogni Paese civile, ci fosse un confronto serio e alla luce del sole sulle persone che per merito, competenza e una forte visione sul futuro dovrebbero andare a servire lo Stato sedendo ai vertici dell’AGCOM, quell’Autorità che avrà nei prossimi anni un ruolo fondamentale per mantenere il nostro Paese in carreggiata per quanto concerne uno sviluppo economico equilibrato e sostenibile grazie alla formidabile leva del digitale così come per garantire la pluralità dell’nformazione nel nuovo contesto tecnologico e democratico.

Ebbene, vi devo invitare ora purtroppo a leggere questo articolo di Guido Scorza e, se non credete ai vostri occhi, a leggere e rileggere di nuovo la scarna lettera di risposta che trovate qui sopra con la quale il Governo, tramite il Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, quella trasparenza di fatto ce la nega. Ci scrivono infatti che, perlomeno in data 2 maggio, non era ancora stato avviato alcun procedimento per la nomina del nuovo Presidente AGCOM (in scadenza l’8 maggio) quindi non poteva esserci concesso alcun accesso agli atti.

Ora, dal punto di vista legale la risposta non fa una grinza e si sentirà anche un pò un figo il burocrate che l’ha scritta pensando di farci in sostanza marameo. Ma, a ben vedere, quanto si asserisce nella lettera ufficiale del Governo nella sostanza non sta in piedi, a che gioco giochiamo ? Di per sè sarebbe infatti già una vergogna che 6 giorni prima della scadenza del mandato di una così importante Autorità, alla Presidenza del Consiglio non abbiano ancora affrontato – e di conseguenza non ci sia un fascicolo accessibile – la questione della nomina del nuovo presidente.  Ma anche ammesso e non concesso che stiano veramente così le cose non potevano allora attendere qualche altro giorno a risponderci? Ci potevano rispondere oggi, ad esempio, considerato che il mandato di Corrado Calabrò è terminato ieri, oggi il procedimento per la nomina del suo successore non può non essere stato avviato e quindi ci avrebbero dovuto dare accesso agli atti.

Il burocrate che ha firmato la lettera ci ha fatto dunque marameo e si sentirà molto molto intelligente e furbo ma, fosse solo per questo non varrebbe neanche la pena di scriverci su un post, il fatto più grave è che qui lo Stato se ne sta fregando dei cittadini e di rendere loro conto. Come dicevo nella conferenza stampa dell’altro giorno soprattutto nei passaggi storici, come quelli che stiamo vivendo, contraddistinti da una grave crisi economica, il rischio è che si mettano da parte e si dimentichino le basilari regole democratiche che dovrebbero condurre a prendere scelte importanti per il Paese, la crisi politica, la crisi della democrazia viene prima della crisi economica e forse siamo in una situazione di crisi economica anche e soprattutto a causa della crisi politica.

Insomma neanche nell’ambito di una bocciofila sarebbe permesso eleggere i propri vertici attraverso accordi che avvengono in segrete stanze e di cui si sapranno i risultati e i nomi dei prescelti solo a giochi fatti. Se fossimo soci della bocciofila protesteremmo certamente pretendendo maggiore trasparenza, di poter conoscere in precedenza i nomi dei candidati e di poter dire quindi la nostra sulle loro capacità, competenze e attaccamento ai colori sociali. Allo stesso modo non possiamo accettare che i vertici di una Autorità come AGCOM il cui ruolo è e sarà sempre più cruciale per la tenuta democratica del nostro Paese così come per l’auspicabile sviluppo economico nel settore delle comunicazioni elettoniche siano nominati con modalità così volgarmente carenti della benchè minima trasparenza.

Non stiamo chiedendo la luna, stiamo chiedendo cose basilari, non intendiamo sostituirci alle Istituzioni e alle forze politiche che debbono prendere determinate scelte, stiamo semplicemente cercando di ricordare loro di fare bene il loro mestiere, sveglia Cittadini, riprendiamoci i nostri Diritti, se non li esercitiamo non ce li riconosceranno più e un giorno, forse non lontano, non sapremo neanche più di esserne titolari.    

Quando, come sempre più spesso, si parla, e anche molto a sproposito di antipolitica bisogna ricordarsi che l’antipolitica nasce in realtà dalla cattiva politica, noi vorremmo semplicemente una politica che faccia il proprio mestiere e si prenda le proprie responsabilità, allora se si debbono nominare i nuovi vertici Agcom, vengono fuori i nomi da quelli che poi saranno tenuti a decidere e ci si confronti apertamente, noi chiediamo semplicemente che siano persone competenti e chiediamo che rispondano in primis all’interesse generale. Chiediamo forse troppo ?!

L’ultimo volo del Calabrone ?

Mag 1, 2012 alle 9:39 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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Domani alle 11.30, in Senato (Palazzo della Minerva – Sala Capitolare) il Presidente dell’AGCOM, Corrado Calabrò, presenterà il bilancio di fine mandato.

Darei quindi ormai per scontato che il tanto discusso e discutibilissimo regolamento in materia di diritto d’autore non vedrà la luce sotto questo Consiglio, anche se, a dire il vero, c’è ancora chi teme una approvazione in extremis

“E verosimile pensare che sarei l’ultimo a saperlo – ironizza il commissario Agcom Nicola D’Angelo – viste le mie note posizioni contrarie al regolamento così come lo immagina l’Autorità, ma al momento l’approvazione del testo non risulta calendarizzato né giovedì 3 maggio, né lunedì 7 maggio, ultime due sedute prima dello scioglimento”.
Come spiega D’Angelo però “la possibilità che venga inserito all’ordine del giorno all’ultimo momento è più che verosimile, ma probabilmente avremo maggiori notizie a riguardo nel fine settimana”.

Luca Nicotra, segretario di Agorà Digitale, commenta con preoccupazione la notizia: “Mancano 2 riunioni all’Agcom il 3 e il 7 maggio e fino all’ultimo non sapremo se e quale sistema di censura verrà introdotto nel nome del diritto d’autore”.

Sarebbe veramente una pessima caduta di stile, stanti peraltro le grandi perplessità sulla legittimità del regolamento mosse non solo da noi soliti pirati ma anche dalla Commissione europea, se Calabrò si avventurasse ad approvarlo dopo aver celebrato con messa cantata la fine del suo settennato.

No, non penso proprio che si arriverà a tanto, c’è invece un’altra cosa, o forse due, che sarebbe legittimo attendersi da Calabrò nel discorso con il quale domani traccerà il quadro delle attività svolte dall’AGCOM nel corso del settennato 2005-2012 ripercorrendo i principali provvedimenti adottati dall’Autorità sotto la sua Presidenza (in questo sforzo di analisi – per inciso – a quanto pare coadiuvato dalla Fondazione Bordoni al costo di  10.427,67 più IVA – ma giusto per inciso! )

Da una parte, per quanto concerne il punto specifico del diritto d’autore, se fosse obiettivo e, pur lasciando una pesante eredità al prossimo Consiglio, volesse anche fornire una chiave di lettura e una possibile via d’uscita, dovrebbe a mio avviso consigliare al nuovo Presidente e ai nuovi Commissari di ascoltare le varie parti, i differenti stakeholders come si suol dire, ma alla fine di applicare la legge interpretandola nell’interesse generale del Paese. Non commetterebbero essi insomma in tal modo il suo stesso errore consistente nell’individuaree taluni interessi “particulari” – per dirla alla Guicciardi – come prevalenti, cosa alquanto iniqua considerato che questi non si sposano con l’interesse generale. E’ infatti di tutta evidenza come nel dibattito sul copyright in Rete le pretese della lobby dei right owners, benchè legittime, non solo non coincidono con l’interesse generale in quanto assecondarle significherebbe dover calpestare altri diritti pariordinati o meglio sovraordinati, come la libertà d’espressione, il giusto processo etc etc ma, nel medio termine si riveleranno anche controproducenti rispetto agli interessi stessi dei loro rappresentati.

L’altra cosa che parrebbe lecito attendersi da Calabrò nel suo discorso di domani è una riflessione sulle caratteristiche che dovrebbe avere chi gli succederà per governare al meglio le sfide che attendono l’Agcom nel prossimo futuro in tema di pluralismo, libertà d’espressione, sviluppo equo e sostenibile dell’economia digitale nel nostro Paese. Secondo Calabrò basterà essere un riconosciuto ed esperto giurista nonchè sapersi muovere a proprio agio tra le insidiose sponde della complessa macchina amministrativa dello Stato per poter aspirare a quella ambita posizione? O forse non sarà il caso di trovare invece qualcheduno che possa vantare anche una approfondita conoscenza tecnologica, dei mercati del digitale, delle evoluzioni in corso nella Rete e nelle reti di comunicazione elettronica, del significato e dell’importanza del principio di neutralità, del significato e dell’importanza di una tutela dei consumatori nel dominio digitale non più tanto o solo intesa nel senso statico di tutela del soggetto inesorabilmente debole ma, in una chiave più moderna e dinamica, che guardi al riconoscimento dei suoi diritti come leva di promozione di un mercato più efficiente, innovativo e sostenibile ?

Mah … vedremo se e quanto sarà alto domani l’ultimo volo di Calabrò, a lui onori e oneri, io non riuscirò ad essere a Roma in mattinata, chi c’è twitta please ?

Risoluzione PD per la trasparenza delle nomine AGCOM e altre Autorità

aprile 26, 2012 alle 11:04 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA | 1 commento
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Ne parlavo giusto nel post di questa notte … ora il Gruppo PD nella Commissione Trasporti e Telecomunicazioni alla Camera con una Risoluzione sulle nomine delle Autorità intende impegnare il Governo 

a promuovere un confronto pubblico e trasparente con il Parlamento che preveda la presentazione dei curricula dei candidati alle Autorità di regolazione e controllo, delle specifiche audizioni atte a delineare la competenza e l’autonomia di ciascun candidato, al fine di effettuare una scelta propedeutica per la crescita dell’economia del Paese e per garantire la tutela dei diritti del consumatore; a favorire la scelta di personalità molto competenti in tutti i settori di intervento delle medesime Autorità, e non soltanto in campo giuridico-amministrativo, garantendone l’effettiva indipendenza, con rigorose incompatibilità sia in relazione alla politica ma anche alle grandi forze economiche del settore, evitando, quindi, situazioni di conflitto di interesse legati a incarichi ricoperti nella magistratura amministrativa – competente a giudicare sui ricorsi contro le decisioni delle Autorità – o nelle imprese – ora regolate e vigilate – e in politica. LOVELLI, META, GENTILONI, BOFFA, BONAVITACOLA, CARDINALE, GASBARRA, GINEFRA, LARATTA, MARTINO, MERLO, TULLO, VELO, ZAMPA .

Bene, bravi Gentiloni & C ! mi sembra tutto molto in linea con le richieste della campagna Vogliamo Trasparenza

Nomine AGCOM: la maggioranza prende tutto il cucuzzaro? sì ma quale maggioranza? e con quale trasparenza?

aprile 26, 2012 alle 12:56 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA | 1 commento
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Da piccole modifiche possono scaturire grandi cambiamenti per l’AGCOM: il Governo lo aveva previsto? bella quanto difficile domanda!

Altrettanto bello e stimolante è l’articolo con il quale Marco Orofino ci spiega perchè il Decreto Salva Italia, nel dimezzare da 8 a 4 il numero dei Commissari AGCOM, oltre ad incidere direttamente sulla composizione dell’Autorità ha anche indirettamente determinato una modifica sostanziale sia sul sistema di nomina dei Commissari sia sui processi decisionali dell’Autorità.

Ora, mettendo per un attimo da parte il secondo peraltro non irrilevante aspetto, viste le imminenti nomine dei nuovi vertici AGCOM è il primo punto che più preoccupa perchè, in sintesi, quale effetto incrociato del dimezzamento del numero dei Commissari e del contestuale mantenimento del meccanismo di nomina che prevede che ogni deputato e ogni senatore dovrà esprimere il proprio voto indicando due nominativi, si perderà quella sorta di ripartizione degli eletti tra maggioranza e opposizione e potrebbe darsi quale risultato finale che una maggioranza parlamentare possa eleggere tutti i commissari. Tutto il Cucuzzaro, insomma !

Sulla questione si interrogano non senza preoccupazione anche Stefano Quintarelli e il Commissario AGCOM Nicola D’Angelo che ricorda di aver segnalato questo problema da tempo e, nel sollecitare una urgente modifica legislativa, auspica quanto segue: 

Potrebbe intanto essere previsto un meccanismo di nomina dei commissari che preveda il voto favorevole dei due terzi delle commissioni sui candidati. Questi ultimi prima di essere votati dovrebbero essere sentiti ed interrogati in audizioni pubbliche presso le stesse commissioni (come capita in USA da parte del Congresso per le nomine alla FCC, la loro autorità per le comunicazioni).

Proposta assolutamente condivisibile e perorarata con forza dalla nostra campagna Vogliamo Trasparenza 

In realtà, per dirla tutta, non è che di per se la ripartizione degli eletti tra maggioranza e opposizione abbia fino a d ora garantito l’indipendenza dell’Autorità – che poi, come al solito, nel delineare il concetto di indipendenza si deve anche capire da chi e da che cosa – e in questo senso mi sembra si ponga anche Orofino. Con una buona dose di pragmaticità Stefano Quintarelli conclude il suo post dicendo che:

C’e’ un altro modo per garantire il pluralismo, quello di mettersi d’accordo tutti prima su tutto e ratificare in parlamento

Certo, sempre che si riesca a trovare il consenso e sempre che si conceda almeno precedentemente quel pizzico di trasparenza indicato nelle audizioni pubbliche dei candidati (mi sembra il minimo e non servirebbe neanche una legge …). Quello che mi sembra non rilevino invece nè Orofino, nè Stefano nè D’Angelo è che, stante l’attuale situazione politica, non è così scontanto che in Parlamento sulle nomine AGCOM si confermi la stessa maggioranza che sostiene l’attuale Governo, perchè se è vero che il nuovo Presidente AGCOM, stante la legislazione vigente, lo nominerà in sostanza Monti nulla toglie che, per quanto concerne invece gli altri quattro Commissari, si possa formare in Parlamento una maggioranza non necessariamente omogenea a quella di governo.

mumble mumble

Zeno Zencovich non va alla Presidenza dell’AGCOM

aprile 5, 2012 alle 2:04 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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Apprendo da questo comunicato del PD una buona notizia:

Agcom: nessun via libera Bersani

La notizia di stampa secondo la quale il segretario del Pd Pier Luigi Bersani avrebbe dato il via libera all’ indicazione di Zeno Zencovich al vertice dell’Agcom non ha fondamento.

Mi sembra che – anche se per ora solo in senso negativo – si stia cominciando a fare trasparenza sulle nomine ai vertici AGCOM, come era stato richiesto con forza dalla società civile. Adesso si facciano però i nomi delle persone che invece si intendono candidare seriamente. A mio avviso ce ne sarebbero in Italia di persone con le competenze, le professionalità e le caratteristiche adeguate a ricoprire quelle importanti posizioni. Perchè allora – come dicevo qualche post fa – per una volta, non vogliamo provare a fare in modo che la politica sia costretta a mettere le persone adeguate al posto giusto?

Se non ora quando ? Dipende anche molto da tutti noi.

L’ho già detto, ma sarà il caso di cominciare a ripeterlo spesso nei prossimi giorni, si tratta di un tema di fondamentale importanza per chi ci tiene al pluralismo, alla libertà d’espressione, allo sviluppo equo e sostenibile dell’economia digitale e all’interese generale.

E sia chiaro, a mio avviso non basta essere un riconosciuto esperto della materia per poter aspirare a quelle posizioni, occorre che chi si candida o viene candidato dica chiaro PRIMA qual’è il suo “programma” e che tutti i candidati abbiano quale unico mandato la salvaguardia dell’interesse generale e lo sviluppo democratico anche nel panorama digitale.

 

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