Impasse dell’incumbent sulla NGN e fenomeni rivoluzionari, o eversivi? a voi la scelta …

ottobre 27, 2010 alle 2:00 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 2 commenti
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A leggere di questa iniziativa rimango in effetti, come Stefano Quintarelli, un pò basito:

Libera il tuo comune dal monopolio e dal digital divide Pensavo di averle viste tutte…
Comuni Liberi.

Chissa’ perche’ mi viene in mente l'”elisir d’amore”..

psst psst.. municipalita’, forse ci sono un certo numero di regole che dovreste conoscere, prima di beccarvi qualche causa..
un buon bigino lo fa l’autorita’ spagnola (in italia la regolamentazione e’ simile)

Premetto che mi mancano molti dettagli, ma la cosa – mutatis mutandis – non sembra molto diversa, nei suoi aspetti rivoluzionari o eversivi – a seconda dei punti di vista – da quella proposta da Assoprovider che mi accennava ieri Dino Bortolotto e di cui si può leggere più nel dettaglio qui NGAN Considerazioni operative per l’implementazione RAPIDA ed ECONOMICA (low cost) della “casa con la coda”

Ora, sperando che Dino e Stefano possano cogliere l’occasione di questo mio piccolo post per spiegare meglio il loro punto di vista, mi limito qui a considerare come iniziative di questo tipo (rivoluzionarie o eversive, a voi la scelta) sicuramente mettono in chiara evidenza l’impasse dell’incumbent sulla questione del passaggio alla fibra, impasse ovviamente che diventa un problema del Paese tutto. Altra piccolissima considerazione: proprio perchè sono convinto che il passaggio alla fibra sia una questione da approcciare in termini di sistema Paese, forse il pregio unico di queste iniziative sta solo, o quasi, nel mettere un pungolo perchè qualcosa si muova …. ma non voglio sbilanciarmi troppo in quanto veramente, per una volta, mi piacerebbe molto sapere cosa ne pensate voi.

PS: per Stefano: in Elisir d’Amore alla fine comunque Dulcamara trionfa e … con un bel gruzzoletto 😉

PS: un’icona dell’impasse sulla NGN è stato ieri il fenomeno di quasi transustanziazione del Presidente della Cassa Depositi e Prestiti Bassanini in occasione del bel convegno organizzato da AIIP ma solo chi era lì forse mi può capire, Dario se metti online i video del convegno possono capire tutti 😉

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Switch Off in Lombardia: se hai problemi chiama Altroconsumo

ottobre 25, 2010 alle 4:32 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TV | Lascia un commento
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Non vedevo l’ora di utilizzare sul mio blog questo slogan qui a sinistra che mi ha sempre fatto morire da ridere per la sua assurdità … comunque cercando di recuperare un pò di serietà: Comunicazione di servizio – se hai problemi con lo switch off chiama Altroconsumo al n. verde  800.088.265:
Sintonizziamoci – in Lombardia è in arrivo lo switch off

Da oggi, 25 ottobre, la Lombardia è interessata dal cosiddetto switch off: il passaggio definitivo dalla tv analogica a quella digitale. Adiconsum, Altroconsumo e Movimento Consumatori, con il patrocinio della Regione Lombardia, promuovono una campagna informativa rivolta a ragazzi delle scuole di secondo grado e adulti, con l’obiettivo di fornire loro strumenti utili per gestire come soggetti attivi la transizione verso il nuovo scenario tecnologico televisivo. La campagna rientra nel progetto Sintonizziamoci – La tv digitale senza (troppi) problemi.

Diversi gli strumenti gratuiti a disposizione dei cittadini:

  • il numero verde 800.088.265 in funzione dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00, dal lunedì al venerdì dal 25 ottobre al 26 novembre.
  • una brochure che i cittadini lombardi potranno trovare presso le sedi delle associazioni, su carta, e su formato elettronico sui siti internet delle tre associazioni. La brochure sarà distribuita durante gli incontri informativi in tutta la Regione e in diversi punti vendita della grande distribuzione.

E’ già possibile verificare, comune per comune, le date del passaggio delle varie emittenti dalle trasmissioni analogiche a quelle digitali sul sito www.decoder.comunicazioni.it.

WiFi libero: l’abrogazione dell’art. 7 del decreto Pisanu non è all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri di domani

ottobre 22, 2010 alle 1:27 am | Pubblicato su - Libero WiFi, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 7 commenti
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Il Ministro Brunetta lunedì 18 ottobre ha dichiarato, come segnalavo qui, che

Il prossimo Consiglio dei ministri dovrebbe esaminare l’abrogazione dell’art. 7 della legge Pisanu sull’obbligatorieta’ del deposito dei dati anagrafici sulle reti wi-fi. Lo ha detto il ministro Renato Brunetta a Venezia a margine di un convegno sull’innovazione. ”Il ministro Maroni – ha spiegato Brunetta – si e’ detto disponibile e penso che dal prossimo Cdm si potra’ liberare la rete”.

Ora, allo stesso modo – mi limito semplicemente a fare il cronista – segnalo che il Consiglio dei Ministri di domani, a giudicare dall’ordine del giorno si occuperà di molte cose interessanti, tra le quali anche la tutela delle popolazioni ladina, mochena e cimbra della provincia di Trento e l’identificazione e registrazione dei suini, non vedo però alcuna traccia di qualcosa che possa anche lontanamente somigliare all’abrogazione dell’art. 7 della legge Pisanu …

Noto d’altra parte che Guido Scorza è più ottimista di me e da quasi per certo che in Consiglio dei Ministri si discuterà finalmente dell’abrogazione di questa norma assurda, certo al di là dell’ordine del giorno in Consiglio dei Ministri ci può sempre stare il fuori sacco o il colpo di teatro eh

Unbundling: faceva bene Calabrò ad avere eurotimori, la Kroes lo boccia sonoramente

ottobre 21, 2010 alle 5:17 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 2 commenti
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Lo dicevo che erano Ore cruciali a Bruxelles per l’assurdo aumento dell’unbundling italiota , a beneficio di chi non fosse addentro nella materia ricordo che le tariffe di unbundling sono quelle che i concorrenti di Telecom Italia devono versare all’ex monopolista per avere accesso alla rete.

Bene, oggi è un gran giorno amici miei: la Commissione europea ha rigettato infatti senza mezzi termini gli aumenti delle tariffe di unbundling richieste da Telecom e approvate da AGCOM, faceva dunque bene il Presidente Calabrò ad essere in preda ad eurotimori !  

L’aumento, approvato da AGCOM lo scorso 9 settembre, era stato aspramente criticato da Altroconsumo che si era rivolta alla Commissaria Kroes chiedendo, in una lettera del 23 settembre, una sua netta presa di posizione in senso contrario, in assenza della quale tali aumenti ingiustificati all’ingrosso avrebbero rischiato di pesare direttamente sulle tasche dei consumatori ribaltandosi sulle tariffe retail. Si ricorda che i rincari precedenti, stabiliti nel 2009 avevano, infatti, già comportato una maggiorazione del 10% sul canone residenziale di TI passato da 14,6 euro/mese a 16,08 euro/mese IVA inclusa.

L’attuale canone di unbundling è di 8,49 euro/mese (già aumentato nel 2009 dell’11% rispetto al prezzo del 2008 di 7,64 euro/mese) e secondo AGCOM dovrebbe passare nel 2010 a 8,70 euro/mese con effetto retroattivo – contro una media UE di 8,38 euro al mese- mentre per gli anni successivi (2011 e 2012) l’Autorità aveva deciso addirittura di applicare tariffe, rispettivamente di 9,14 e 9,48 euro/mese.

Nel bocciare sonoramente la decisione di AGCOM la Commissione  accoglie le richieste di Altroconsumo. A noi come alla Commissaria Kroes pare, infatti, poco plausibile l’argomentazione secondo cui l’aumento del canone di unbundling sia dovuto al cambiamento metodologico che non abbiamo mai contestato. Al contrario, proprio ipotizzando i costi di un operatore efficiente che gestisce una rete in rame di nuova costruzione in un mercato competitivo sarebbe molto più logico immaginare un calo dei prezzi all’ingrosso e non un incremento.

 L’aumento in realtà è dovuto a ben altri fattori che nulla hanno a che vedere con il modello, ovvero i costi di manutenzione della rete in rame e i costi amministrativi commerciali di vendita del doppino in rame agli altri operatori. I primi sono stabiliti partendo da un dato erroneo attestato su un tasso di guastabilità annuo irrealistico pari addirittura al 22,5% nonostante la stessa Telecom Italia abbia recentemente dichiarato che il tasso di guasto oggi registrato si attesti invece intorno al 12%. Immaginando poi una valorizzazione della rete che punti a massimizzare l’efficienza è facile sostenere che il tasso di guasto previsto debba tendere a diminuire e non certo ad aumentare.

Ora, please, bando ai magheggi, l’Agcom deve prendere atto delle indicazioni della Commissione e rivedere i suoi calcoli, i consumatori sentitamente ringraziano la Commissaria Kroes

Secondo Bernabè la migrazione dal rame alla fibra comporterà un’inevitabile contrazione della forza lavoro … e forse fa anche diventare ciechi

ottobre 19, 2010 alle 5:46 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 2 commenti
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Pare che Bernabè nel corso di una audizione alla Camera tra le altre cose abbia dichiarato che:

“La migrazione dal rame alla fibra, come tutte le grandi innovazioni tecnologiche, comporterà nel tempo un’inevitabile contrazione della forza lavoro”. Ha detto Bernabè visto che le nuove reti saranno sempre di più automatizzate nella configurazione, gestione ed esercizio”.

Mi sento di aggiungere che, forse, se non si sta attenti e si esagera un pò troppo potrebbe anche far diventare ciechi … suvvia, suvvia, suvvia la forza lavoro di chi ? quale ? E’ mai possibile che non se ne trovi uno tra alti dirigenti d’azienda e politici che sia in grado di coniugare l’interesse particolare all’interesse generale guardando un pò più allo sviluppo di questo povero Paese non rimanendo fisso a rimirare i propri piedi fermissimi sulle posizioni di rendita ?

Update – cercherò di esprimere un pò più compiutamente, anche se in sintesi, il mio pensiero al fine di non dare luogo a più o meno voluti fraintendimenti: dunque è certamente vero che il tasso di guasto della fibra sarà molto molto minore di quello del rame, che la gestione della nuova rete sarà sicuramente sempre più automatizzata e che, quale conseguenza, ci sarà a regime bisogno di meno manutentori. Questo è vero ed è fuori di dubbio, tuttavia non penso che possa essere utilizzato come argomento valido per rallentare o mettere in dubbio il necessario passaggio alla fibra.

L’ho già detto più volte l’innovazione non significa rose e fiori per tutti, queste è insito nel concetto di disruptive technology e quindi, questo sì, ogniqualvolta, bisogna eventualmente mettere in campo risorse per l’impatto sociale del cambiamento, la tecnologia infatti abilita l’efficienza e rende di fatto obsoleti una serie di modelli di business, anche e soprattutto quelli che, per assurdo, trovano un punto di forza proprio nella diffusa inefficienza il cui peso viene scaricato sul mercato e, infine, sui consumatori, – vedi ad es. e direttamente correlata a questa la attualissima querelle sull’aumento dell’unbundling – ma l’innovazione tecnologica e, nel caso di specie, il passaggio alla fibra, apre anche incredibili nuove opportunità di business e, quindi, anche opportunità di lavoro, tanto da poter essere considerato uno dei più formidabili investimenti anticiclici in un momento di crisi economica.

Cosa può fare dunque l’industria? difendere le proprie posizioni di rendita o aprirsi al futuro. Cosa può fare la politica? Accompagnare e stimolare l’industria verso il futuro o proteggerla nel business del passato. La chiusura iniziale può essere comprensibile, ma insistere diventa preoccupante.

Quindi in conclusione, personalmente posso anche arrivare a comprendere gli argomenti che un’azienda, fortemente indebitata, possa avanzare in termini di richiesta di garanzie al regolatore e – un pò più impropriamente – al governo circa la remunerazione degli ingenti investimenti che comporta il passaggio alla fibra, posso anche comprendere le problematiche che si trova ad affrontare un governo, vincolato da una zavorra enorme come è quella del debito pubblico in Italia, quando deve mettere mano ad investimenti pubblici che, seppur strategici, hanno ovviamente il loro peso e debbono essere contemperati con altri altrettanto importanti.

Quello che non sono disposto ad accettare è invece l’utilizzo di argomenti surrettizi che rivelano una contrarietà per principio ad ogni tipo di innovazione. D’altra parte una coerenza nel ragionamento di Telecom Italia però c’è: nel momento in cui chiede un aumento delle tariffe di unbundling la cui giustificazione nel modello di calcolo utilizzato deriva soprattutto dal fatto che la rete in rame è in sostanza un colabrodo e ha bisogno di costanti interventi di manutenzione giustamente – dal suo punto di vista di brevissimo respiro – dice occhio a insistere sulla rete in fibra che determinerebbe una contrazione della nostra forza lavoro. Al contrario, dal mio punto di vista di utente, invece di continuare a remunerare una rete in rame colaborodo e obsoleta preferisco contribuire al passaggio alla fibra che mi porterà un servizio migliore pur nella consapevolezza che i costi della nuova rete saranno per buona parte ribaltati alla fine su di me come utente e/o come tax payer, e allora bando alle ciance parliamo più nel dettaglio di questo e ai consumatori sia consentito di dire la loro.

In questo scenario c’è da chiedersi, come al solito, dove stia l’interesse generale, questa è la cartina di tornasole per prendere decisioni di rilevante portata, a mio avviso non c’è dubbio, una rete in fibra avrebbe effetti positivi per il Paese ne favorirebbe la competitività e, se può essere vero che ci potrà esserci una contrazione nel personale addetto attualmente alla manutenzione della rete in rame, in prospettiva questo dato negativo rimane un’inezia se comparato con le nuove prospettive di business e le opportunità di lavoro che si generanno nei nuovi distretti che avranno una connessione in fibra. Mi sembra quindi che la partita finisca 2 a 1, gli interessi degli utenti e l’interesse del Paese hanno la meglio sull’interesse – miope e a brevissimo termine – dell’incumbent. Resta da capire da che parte vogliono stare il Regolatore (AGCOM) e il Governo, con il passato o con il futuro ?

WiFi: Il ministro Maroni si è detto disponibile e penso che dal prossimo Cdm si potrà liberare la Rete – parola di Brunetta …

ottobre 19, 2010 alle 12:43 am | Pubblicato su - Libero WiFi, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 1 commento
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Ne Parlano anche Dario e StefanoANSA) – VENEZIA, 18 OTT

Il prossimo Consiglio dei ministri dovrebbe esaminare l’abrogazione dell’art. 7 della legge Pisanu sull’obbligatorieta’ del deposito dei dati anagrafici sulle reti wi-fi. Lo ha detto il ministro Renato Brunetta a Venezia a margine di un convegno sull’innovazione. ”Il ministro Maroni – ha spiegato Brunetta – si e’ detto disponibile e penso che dal prossimo Cdm si potra’ liberare la rete”.

Che dire … fusse che fusse la volta bbona ?!

Ore cruciali a Bruxelles per l’assurdo aumento dell’unbundling italiota

ottobre 14, 2010 alle 6:57 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 3 commenti
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Qualche giorno fa chiudevo questo post dicendo: 

Non resta che sperare che la Commissione europea – che lo ricordo deve esprimere ora un parere sull’aumento delle tariffe di unbundling approvato da AGCOM – e, soprattutto, la Commissaria Kroes, che sembra voler fare sul serio con l’Agenda Digitale, diano un chiaro stop a questa assurda manovra, glie ne saremmo veramente riconoscenti. E … forse è proprio per l’evidente insicurezza nell’attesa del vaglio europeo che Calabrò ha insolitamente traballato nelle sue ultime esternazioni rispetto all’unbundling … più che di Eurovisioni si tratta di Eurotimori ?!

Ora i nodi stanno per venire al pettine, il parere della Commissaria Kroes è atteso per il 21 ma sono queste le ore cruciali, c’è alta tensione a Bruxelles come si può capire dall’ articolo dell’European Voice anche perchè, come giustamente sostiene il BEUC, l’aumento dell’unbundling da parte di AGCOM potrebbe costituire un precedente negativo per tutti i consumatori europei se la Commissione non farà sentire forte la propria voce.

Commission faces crucial decision on telecoms charges

Italy’s telecoms regulator wants to increase wholesale charges for telecoms service providers.

The European Commission will next week face a test of its commitment to creating a competitive telecoms market in the EU.

On 21 October the Commission has to say whether it backs a decision by Italy’s telecoms regulator AGCOM to increase wholesale charges for telecoms service providers using the local loop.

AGCOM has approved an increase in the wholesale rate to €9.48 per month from 1 January 2012, up by 24% from the end of 2009.

The European Competitive Telecoms Association (ECTA), which represents new entrants to the telecoms market, is calling for the Commission to take action against such wholesale-price increases.

Ilsa Godlovitch, a director at ECTA, said it was time for a “crackdown on excessive wholesale charges”, so as to make broadband affordable and to meet ambitious targets for take-up of high-speed broadband.

One of the goals of the European Digital Agenda, agreed by EU governments in June, is for 50% of users to have access to broadband with a speed of 100 megabits a second.

Godlovitch said consumers would face higher prices and dominant firms would not invest in renewing copper networks if they were allowed to make “super-normal profits” from assets inherited from the days of telecoms monopolies. Wholesale charges for access to the local loop make up a major part of retail charges.

Setting a precedent

The European consumers’ association BEUC is also calling on the Commission to take action on the Italian regulator’s decision.

Kostas Rossoglou, legal officer at BEUC, said that the Italian regulator’s decision could “set a precedent in Europe allowing incumbent operators to continue to exploit revenues from the copper network, rather than investing in the roll-out of next-generation access networks”.

He said such practices would “further slow down take-up of broadband” and “undermine competition in the telecoms markets at the expense of European consumers”.

Rossoglou said allowing the Italian regulator’s decision to stand would “run contrary to the objectives of the Digital Agenda and the recently adopted Broadband Package”.

Many incumbent telecoms companies – former state-owned monopolies – argue that they need increases in wholesale charges in order to invest in new networks. But new entrants to the market argue that as long as incumbents continue to be allowed to increase wholesale charges, they are actually discouraged from upgrading their networks, as they can continue to make healthy profits from their existing copper assets.

Methodology

The Commission cannot veto the Italian regulator’s decision, but it could indicate that it does not agree with the decision or the method used to calculate the new rate.

National regulators are obliged to take “utmost account” of the Commission’s opinion. AGCOM has based the increase on a move to a methodology that involves the cost of building a new copper network today rather than the historical cost of the existing network.

Internet Chiama Italia 2010 … e chissà se l’Italia finalmente risponde?

ottobre 14, 2010 alle 4:10 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | Lascia un commento
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AIIP, Associazione Italiana Internet Provider organizza il prossimo 26 ottobre a Roma una intera giornata dedicata a temi cari a questo blog, si va dall’Agenda Digitale alla Rete di Nuova Generazione in fibra alla Neutralità della Rete. Su quest’ultimo argomento mi è stato chiesto di partecipare alla tavola rotonda del pomeriggio:

15.20 Tavola Rotonda: La gestione del traffico e il dibattito aperto sulla neutralità della rete;

Ne discutono:

Marco Fiorentino – vice Presidente – AIIP

Giovanni Calabro’ – Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato

Joy Marino – Presidente Mix

Bianca Maria Martinelli – Vodafone

Stefano Quintarelli – NNSquad Italia

Tiziana Talevi – Fastweb

Marco Pancini – Google Italia

Marco Pierani – Altroconsumo

Modera: Fabio Macaluso – It Media Consulting

16.20 Conclusioni a cura del Commissario Nicola D’Angelo

Ringrazio Dario Denni e Paolo Nuti per l’invito, l’evento si terrà a Roma presso la Sala del Tempio di Adriano a Piazza di Pietra, se siete nei paraggi e volete fare un salto l’accesso è gratuito ma occorre registrarsi qui mi dicono che ci sarà anche uno streaming.

PS: a proposito di net neutrality, dopo le dichiarazioni del Presidente Antitrust Catricalà avevo detto che gli avrei scritto, l’ho fatto in questo modo, se risponde ovviamente vi faccio sapere …

Catricalà si ravvede sulla società per la rete ngn ma sbaglia di grosso sulla net neutrality

ottobre 9, 2010 alle 6:16 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 2 commenti
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Il Presidente Catricalà ha recentemente detto due cose, da una parte si è ravveduto sulla società per la rete NGN (One network), ora è favorevole – bene, dall’altra si è espresso invece contro la Net Neutrality -male.

Speriamo che si ravveda presto anche su questo secondo argomento, mi sembra infatti che abbia preso una cantonata, come giustamente rileva Quintarelli:

Le implicazioni (anche antitrust) determinate da questioni tecnico-economiche dietro la generica affermazione “E’ giusto che i fornitori di contenuti più pesanti paghino di più la banda” sono maggiori di quanto gli possano avere prospettato..

Da parte mia aggiungo che oltre alle conseguenze sotto il profilo più strettamente antitrust una rete non neutrale ne avrebbe, e di pesanti, per quanto concerne la tutela dei consumatori, e anche questa è materia sulla quale l’Autorità presieduta da Catricalà, dopo l’implementazione in Italia della disciplina sulle pratiche commerciali scorrette, ha una diretta comptenza in chiave di public enforcement.

Che dire? Sulla questione net neutrality ho espresso il mio punto di vista qui sul blog più volte recentemente … lunedì provo ad inviare a Catricalà la netta  posizione che i consumatori europei hanno adottato con la risposta del BEUC  alla consultazione della Commissione europea. Magari può essere utile a fargli cambiare idea  …

Abrogazione art. 7 Decreto Pisanu: fusse che fusse la volta bbona ?!

ottobre 7, 2010 alle 3:54 pm | Pubblicato su - Libero WiFi, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 7 commenti
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Mi ha chiamato una giornalista di Help Consumatori per chiedere cosa ne pensassi dell’eventuale abrogazione dell’art. 7 del Decreto Pisanu … e che volete che ne pensi:

Help Consumatori ha approfondito la questione con Marco Pierani, responsabile Relazioni Istituzionali di Altroconsumo. Pierani è stato uno dei firmatari della Carta dei Cento per il libero WiFi, sottoscritta l’anno scorso prima della scadenza al 31 dicembre 2009 del Decreto da cento persone di diversa provenienza, da esponenti del mondo giornalistico e politico a imprenditori della rete. La Carta chiedeva già al Governo di abrogare l’articolo 7 del Decreto Pisanu.

“Il Decreto Pisanu – ha detto Pierani – nell’obbligo dell’identificazione dei soggetti che si connettono ad una connessione Wi-Fi cosiddetta libera, scade ogni anno. Ad oggi non c’è nessuno che dice che questa misura sia utile a contrapporre qualcosa al terrorismo. Purtroppo, però, ogni anno alla scadenza questa norma viene rinnovata. Quello che sta succedendo quest’anno credo sia in qualche modo più rilevante visto che ieri è stato presentato un disegno di legge bipartisan, a firma di Gentiloni, Lanzillotta e Barbareschi, che è il Presidente della Commissione Trasporti e Comunicazione. Si sta quindi muovendo qualcosa di più”.

“Purtroppo – ha aggiunto Pierani – sulla questione non si è ancora espresso il Ministro dell’Interno. Addirittura l’anno scorso l’autore della norma, cioè Pisanu stesso, ha detto che la norma non serve più a nulla. Essendo passati 5 anni dovremmo avere l’evidenza che questa misura abbia consentito un’identificazione di possibili terroristi che utilizzano il Wi-Fi. Neanche nel Patriot Act degli Stati Uniti, che contiene misure forti contro il terrorismo, c’è una norma del genere. Questa norma non è soltanto limitante nei confronti della libertà di accesso alla rete, ma limita anche lo sviluppo di Internet nel nostro Paese. Ricordo che anche il Ministro Brambilla aveva detto che questa norma danneggia il settore del turismo, nel momento in cui un turista straniero arriva in Italia e si aspetta di avere accesso libero alla rete e invece scopre di dover fare tutte queste identificazioni. Ci sono quindi una serie di argomentazioni a favore dell’eliminazione della norma”.

“L’anno scorso – ribadisce Pierani – accogliendo l’appello dei Cento per il libero Wi-Fi, l’onorevole Roberto Cassinelli (Pdl), aveva presentato un disegno di legge che non eliminava completamente l’articolo 7, ma permetteva l’identificazione tramite Sms e non tramite documento d’identità. Se anche questa volta questo Decreto viene prorogato, nonostante non ci sia più nessuno che lo sostiene, dobbiamo concludere che il nostro Parlamento, anche su queste questioni, non è in grado di produrre leggi utili. Essendo una norma prorogata di default c’è bisogno di un’altra norma e il nostro Parlamento è diventato ormai incapace di fare qualsiasi cosa. E questo è un problema strutturale. Ma il problema più pesante è che continua ad esserci un movimento trasversale, più o meno nascosto, che non è molto favorevole allo sviluppo di Internet. Anche Brunetta si è espresso a favore dell’abrogazione di questa norma. Manca solo la Lega”.

Una precisazione: Luca Barbareschi è Vicepresidente della Commissione Trasporti e Telecomunicazioni, Presidente è Mario Valducci. Anche Valducci tuttavia ha fatto sapere come la pensa, infatti è anche Presidente del Club delle Libertà 

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