Nomine AGCOM, primo step verso la trasparenza ma ora non fermiamoci qui

Mag 23, 2012 alle 8:31 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | Lascia un commento
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Si tratta indubbiamente di un primo grandissimo successo della campagna vogliamotrasparenza promossa dalla Open Media Coalition, quoto in questo, nel fargli i miei complimenti, Guido Scorza 

È una vittoria storica della società civile e un passo importante nella giusta direzione da parte del Parlamento, la decisione appena assunta dalla Conferenza dei capi-gruppo della Camera dei Deputati di rinviare le votazioni per le nomine dei membri del Garante Privacy e dell’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni previste per domani, fissando, contestualmente un termine – quello del primo giugno – per la raccolta di tutte le candidature e l’invio a tutti i parlamentari dei curricula dei candidati.

Siamo ancora lontani dall’accoglimento della richiesta di trasparenza nel processo d nomina dei membri e dei presidenti delle Authority che, ormai da settimane, decine di associazioni in rappresentanza di centinaia di migliaia di cittadini rivolgono alle istituzioni ma il Parlamento, per la prima volta nella storia del nostro Paese, ha rinunciato a nomine al buio e senza candidature “ufficiali” e accettato l’idea che alle nomine si proceda solo dopo aver raccolto le candidature di tutti quanti ritengano di essere in possesso dei necessari requisiti e sulla base dell’esame dei curricula.

Ma ora, a mio avviso, dobbiamo essere ambiziosi e proprio in forza e sulla base del successo ottenuto non possiamo permetterci di fermarci a questo primo e importantissimo risultato, si tratta solo di un primo step verso la trasparenza, quoto in questo il Commissario Agcom Nicola D’Angelo

Non per volere a tutti i costi fare il bastian contrario ma trasparenza nelle nomine non vuol dire solo curricula. Certo si tratta di un riusultato importante e già provare una competenza non é passaggio di poco conto. Questione centrale resta comunque quella di conoscere, seppure in linea di principio, cosa pensano i candidati su temi fondamentali nell’attività dei prossimi anni delle Autorità.

Dobbiamo allora subito insistere perché ci sua una vera e propria audizione pubblica in parlamento dei candidati ognuno dei quali presenti la sua vision su come intenderà svolgere l’incarico quale commissario o, a maggior ragione, come presidente e poi si sottoponga alle domande che gli verranno poste. Personalmente avrei numerose domande ma, per quanto riguarda i candidati all’AGCOM, mi risulterebbe gia sufficiente cominciare ad esempio a sapere almeno:

A) come intendono i candidati dipanare lo snodo della rete di nuova generazione e sbloccare, nell’interesse generale, il collo di bottiglia dell’ex monopolista perché qui pare assurdo che si intenda perseguire gli obiettivi dell’ Agenda digitale con la rete in rame!
 
B) come intendono i candidati approcciare la questione sul diritto d’autore in rete, insisterebbero, come fallimentarmente ha fatto il precedente Consiglio Agcom, a volersi sostituire al Parlamento in assenza di una norma che dia all’Autorità prerogative piene per un intervento regolamentare? E, soprattutto continuerebbero a sostenere un approccio obsoleto e repressivo che non contempera adeguatamente i diritti degli utenti e la salvaguardia della libertà d’espressione abilitata da Internet?
 

Ci sarebbero tante altre domande ma cominciamo da queste, voi cosa vorreste sapere dai candidati? Chiediamoglielo adesso che quando saranno stati nominati risulterà inesorabilmente troppo tardi …

Le Commissioni VII e VIII del Senato invitino domani il Presidente Calabrò a fare un passo indietro e a rispettare le prerogative del Parlamento

luglio 20, 2011 alle 4:52 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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In vista dell’audizione di domani del Presidente dell’Agcom Corrado Calabrò alle Commissioni VII e VIII del Senato in seduta congiunta, Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo, Assonet, Assoprovider e Studio Legale Sarzana inviano ai Senatori questa lettera 

Nel provvedimento posto in consultazione Agcom attribuisce a se stessa una competenza generalizzata in materia di diritto d’autore tanto sotto il profilo oggettivo che sotto quello soggettivo, andando ben al di là di quanto è stato alla stessa demandato dal c.d. Decreto Romani.

Se già il Decreto Romani si era spinto oltre quanto la direttiva comunitaria che era chiamato a recepire imponesse, vi è da dire che appare pericoloso che un’Autorità amministrativa decida di spostare ancora più avanti la propria linea di azione senza una chiara copertura normativa.

Appare dunque auspicabile che l’Agcom voglia sospendere il procedimento di adozione del provvedimento in materia di diritto d’autore, lasciando che sia più opportunamente il Legislatore ad adeguare tale disciplina al nuovo contesto tecnologico digitale allo scopo di favorire il mercato legale dei contenuti, di abbattere quelle barriere obsolete che ne impediscono lo sviluppo come, ad esempio, il monopolio SIAE di cui all’art. 180 l.d.a., e di rendere più facilmente esercitabili da parte dei consumatori le eccezioni al diritto d’autore nell’ottica del fair use.

Il nostro auspicio – scrivono le associazioni – è, dunque, che le Commissioni VII e VIII del Senato possano fare loro il prossimo 21 luglio la nostra richiesta di moratoria nei confronti di Agcom ringraziando il Presidente Calabrò per l’utile istruttoria svolta sinora ma significandogli altresì altrettanto chiaramente che, intendendo il Parlamento onorare le proprie prerogative democratiche nel disegnare i nuovi scenari del diritto d’autore in Rete, risulta inevitabile per l’Agcom il dover fare un passo indietro e desistere dal portare a termine la propria iniziativa regolamentare.

Le 10 domande della SIAE !

luglio 13, 2011 alle 10:32 am | Pubblicato su - Equo Compenso, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 9 commenti
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A pag. 28 del Corriere di oggi appare questo nuovo avviso a pagamento della SIAE e di Confindustria Cultura Italia: 

Pari dignità
10 domande e un invito

1. Perché il diritto d’autore, che fuori dalla rete è riconosciuto, in rete non deve essere remunerato?
2. Perché coloro che criticano il provvedimento AGCOM non criticano anzitutto il furto della proprietà intellettuale? Perché impedire la messa in rete di proprietà intellettuale acquisita illegalmente dovrebbe essere considerata una forma di censura?
3. Perché dovrebbe risultare ingiusto colpire chi illegalmente sfrutta il lavoro degli altri?
4. Perché si ritiene giusto pagare la connessione della rete, che non è mai gratis, ed ingiusto pagare i contenuti? E perché non ci si chiede cosa sarebbe la rete senza i contenuti?
5. Perché il diritto all’equo compenso viene strumentalmente, da alcuni, chiamato tassa? Perché non sono chiamate tasse i compensi di medici, ingegneri, avvocati, meccanici, idraulici, ecc.?
6. Perché Internet, che per molte imprese rappresenta una opportunità di lavoro, per gli autori e gli editori deve rappresentare un pericolo?
7. Perché nessuno si chiede a tutela di quali interessi si vuole creare questa contrapposizione (che semplicemente non esiste) tra autori e produttori di contenuti e utenti?
8. Perché dovremmo essere contro la libertà dei consumatori? Ma quale libertà? Quella di scegliere cosa acquistare ad un prezzo equo o quella di usufruirne gratis (free syndrome) solo perché qualcuno che l’ha “rubata” te la mette a disposizione?
9. Perché nessuno dice che l’industria della cultura occupa in Italia quasi mezzo milione di lavoratori e le società “over the top” al massimo qualche decina? E perché chi accusa l’industria culturale di essere in grave ritardo sulla offerta legale di contenuti, poi vuole sottrarci quelle risorse necessarie per continuare a lavorare e dare lavoro e per investire sulle nuove tecnologie e sul futuro?
10.Perché, secondo alcuni, non abbiamo il diritto di difendere il frutto del nostro lavoro, non possiamo avere pari dignità e dobbiamo continuare a essere “ figli di un Dio minore”?

L’invito
Auspichiamo che il regolamento AGCOM in quella che sarà la sua definitiva formulazione possa essere realmente efficace.
Non vogliamo sottrarci al dibattito e al confronto ma è necessario che le soluzioni vengano individuate, e al più presto.

Prometto che, appena mi riprendo, cercherò di fornire adeguate e puntuali risposte (Leggile ora qui). Frattanto vi ripropongo questi due video:

Diritto d’autore in Rete: continueremo ad aiutare l’AGCOM a fare bene il proprio mestiere

luglio 7, 2011 alle 9:33 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 7 commenti
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L’AGCOM ha diramato ieri sera un comunicato che riporto integralmente qui sotto, nel quale si dichiara che l’Autorità ha approvato uno “schema di regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”.

A quanto pare sono state accolte alcune delle osservazioni da noi mosse, rimangono altresì molti punti critci e, poichè il diavolo sta nei dettagli, rinvio ogni più puntuale considerazione giuridica al momento in cui ci sarà dato di leggere il testo dell’articolato.

Una cosa però è certa, si apre ora una ulteriore fase di consultazione di 60 giorni a partire dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della bozza di regolamento.  La formidabile mobilitazione della società civile che si è espressa soprattutto in Rete e grazie ad essa ha impedito che, in fretta e furia, potesse essere approvato un regolamento che metteva a rischio la libertà d’espressione.

Come dicevo qui, il nostro intento era quello di aiutare l’Autorità a fare bene il proprio mestiere per ora abbiamo evitato il peggio e continueremo su questa linea nell’interesse generale.

Un ringraziamento particolare va a tutti i blogger che hanno trasmesso lo streaming de la notte della Rete copio di seguito l’elenco da Metilparaben avremo ancora bisogno di voi e sappiamo che ci sarete, frattanto potete andare tranquillamente in ferie e nessuno potrà toccare i contenuti dei vostri blog, se ne riparla a settembre :

A tinkité, Aldo Bonaventura, Alessandro Gilioli, Alessandro Ronchi, Antenna parabolica, Appunti sul web, Architektóneuma, Attualizzando la foschia, Blandobass, Blog condiviso, Blog novel, Blogstreet, BlogWizzer, Borderbirds, Bresciapoint, Cave canem, Cawarfidae, C’è solo la strada, Cobalto slam, Comeunbonobo, Cooperator veritatis, Cronache, Da qui, messere, si domina la valle, Dario Bonacina, Demart81, Democratici Ome, Di me l’altra metà, Diario di bordo, Diario nascosto, Dino Brancia, Doctor Jonx, Download blog, Emergent, Epicuro 2000, Estate incantata, Estiqaatsi, Fanpage Tech, Fare Progresso, Firenze 5 Stelle, Foggia da vivere, Francesco Graniglia, Frankezze, Free Italy, From Italy with love, Fulvio Sarzana, Fuori onda blog, Gianfranco Mascia, Giulia Innocenzi, Gli appunti del Paz83, Guido Scorza, I diari dello scooter, Il blog di Jitsu Mu, Il bloggatore, Il popolo viola, Il veratro nero, Impressioni di un padre in divenire, Indipedia, Information society, Intellectual Fighters, Informazione senza filtro, iPadblogcafè, La banda dei broccoli, La bloggheide, La città invisibile, La rete in gabbia, La scatola di Allie, Laboratorio napoletano, L’angolo di Pierani, Le creazioni di Milena, Le parole dell’Assurda, Le stanze di Eva, Leonardo, Lettere dalla prigionia, Libero fischio, L’irritabile, L’isola dei cassintegrati, Louise Bonzoni, Luca Mengoni, Luca Nicotra, Luca Rinaldi, Luca Sappino, Lucio Colavero, Mammamsterdam, Marco Scialdone, Martina Ferrero, Mauro Carbonaro, Mauro Magnani, Mauro Vergari, Mazzate a 360°, Metilparaben, Microcosmos, Minerva Jones, MomyOne, Neuropolitik, Ninja Marketing, Notizie del futuro, Nuovo Ordine Sociale, PadPad, Pd Velano Olona, Pensare è gratis, Pico, Piero Ricca, Pietro Raffa, Pillole dal mondo, Pippo Civati, Ponti tibetani, Prossima Brescia, Prosumer Tech, Questione della decisione, Random blinking light, Riflessi, Rip, Ri-presa nella rete, Rossa innaturale, Rosy Battaglia, Scacciamennule, Scarabocchi di pensieri, Segnali di fumo, Software e consigli, Spazio Democratico, Stefano Minguzzi, Stop censura, Svolta a sinistra, Superciccia, Tafanus, The Ciuffi’s, Tr3nta, Trentotto secondi, Ubuntu look, Un altro inutile tumblr, Vanamonde, Ventidue passi d’amore e dintorni, Videoculture, Virginia Fiume, Vita di un io, Vittorio Zambardino, Volevo fare solo la photoeditor, Volontari per lo sviluppo, Vukicblog, Whole World Trip, Zanblog,

COMUNICATO STAMPA

 Diritto d’autore: approvato schema di regolamento, 60 giorni per la consultazione

–      Nessuna inibizione dell’accesso ai siti Internet

–      Misure per la promozione legale e a costi ridotti dei contenuti digitali

–      Possibile ricorso al giudice in ogni fase della procedura

–      Siti esteri: prima il richiamo, poi segnalazione alla magistratura

–      Calabrò: “Eliminate ambiguità e  possibili criticità, ora confronto a tutto campo”

Il Consiglio dell”Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Corrado Calabrò, nella sua riunione odierna, ha approvato a larghissima maggioranza (7 voti a favore, un astenuto e uno contrario) uno “schema di regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”. Il provvedimento sarà sottoposto a consultazione pubblica, della durata di 60 giorni dalla sua  pubblicazione nella Gazzetta ufficiale, con l’obiettivo di acquisire tutte  le proposte e le osservazioni dei soggetti interessati e di consentire così un’occasione aggiuntiva di confronto puntuale  sul testo.

Lo schema di regolamento è stato infatti rielaborato a seguito della consultazione pubblica sui “lineamenti di provvedimento” che ha visto la partecipazione di 55 soggetti in rappresentanza, a vario titolo, delle diverse comunità e gruppi di interesse.

Il presidente Calabrò ha dichiarato: “Abbiamo messo a punto  un testo attentamente riconsiderato, dal quale sono state eliminate ambiguità e possibili criticità, fugando così qualsiasi dubbio sulla proporzionalità e sui limiti dei provvedimenti dell’Autorità e sul rapporto tra l’intervento amministrativo e i preminenti poteri dell’Autorità giudiziaria. L’articolato verrà ora sottoposto a una nuova consultazione pubblica che prevede un ampio termine per far pervenire osservazioni e suggerimenti. E’ nostra intenzione stimolare un dibattito approfondito e aperto a tutti i contributi e a tutte le voci della società civile, del mondo web e di quello produttivo, della cultura e del lavoro. In questo spirito ho anche dato

la mia disponibilità a un’audizione presso le competenti Commissioni parlamentari sullo schema di regolamento qualora il Parlamento lo ritenga opportuno“.

Lo schema del provvedimento si divide in due parti.

La prima è relativa alle misure da sviluppare per favorire l’offerta legale e la promozione effettiva dell’accesso ai contenuti da parte degli utenti, per il raggiungimento dei seguenti obiettivi:

–      promozione dell’offerta legale tramite l’individuazione di misure di sostegno allo sviluppo dei contenuti digitali e delle soluzioni idonee alla riduzione delle barriere normative;

–      elaborazione di codici di condotta dei gestori dei siti e dei fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici;

–      promozione di accordi tra produttori e distributori per la riduzione delle finestre di distribuzione, e la messa a disposizione di contenuti con modalità di acquisto semplificate e a costi contenuti;

–      promozione di accordi tra operatori volti a semplificare la filiera di distribuzione dei contenuti digitali relativi alle nuove modalità di sfruttamento favorendo l’accesso ai contenuti premium;

–      individuazione di criteri e procedure per l’adozione di accordi collettivi di licenza;

–      realizzazione di campagne di educazione alla legalità nella fruizione dei contenuti;

–      osservatorio per monitorare i miglioramenti della qualità e le riduzioni dei prezzi dell’offerta legale di contenuti digitali;

Tali obiettivi saranno perseguiti anche attraverso l’istituzione presso l’Autorità di un Tavolo tecnico al quale saranno invitati a partecipare tutte le categorie interessate e le associazioni di consumatori e utenti.

La seconda parte dello schema di regolamento contiene una serie di misure a tutela del diritto d’autore e si articola in due fasi: una relativa al procedimento dinanzi al gestore del sito, la seconda al procedimento dinanzi all’Autorità.

  • Nella prima fase, se riconosce che i diritti del contenuto oggetto di segnalazione sono effettivamente riconducibili al segnalante, il gestore del sito può rimuoverlo lui stesso entro 4 giorni, accogliendo la richiesta rivoltagli (notice and take down).
  • Nella seconda fase, qualora l’esito della procedura di notice and take down non risulti soddisfacente per una delle parti, questa potrà rivolgersi all’Autorità, la quale, a seguito di un trasparente contraddittorio della durata di 10 giorni, potrà impartire nei successivi 20 giorni (prorogabili di altri 15) un ordine di rimozione selettiva dei contenuti illegali o, rispettivamente, di loro ripristino, a seconda di quale delle richieste rivoltegli risulti fondata.
  • La procedura dinanzi all’Autorità è alternativa e non sostitutiva della via giudiziaria e si blocca in caso di ricorso al giudice di una delle parti. Inoltre, come tutti i provvedimenti dell’Agcom, anche le decisioni in materia di diritto d’autore potranno essere impugnati dinanzi al TAR del Lazio.
  • La procedura non riguarda (sulla base del principio del fair use):
    • i siti non aventi finalità commerciale o scopo di lucro;
    • l’esercizio del diritto di cronaca, commento, critica o discussione;
    • l’uso didattico e scientifico;
    • la riproduzione parziale, per quantità e qualità, del contenuto rispetto all’opera integrale che non nuoccia alla valorizzazione commerciale di questa.
  • La procedura non prevede alcuna misura di inibizione dell’accesso a siti internet ed è presidiata dalle seguenti garanzie:

–      non si rivolge all’utente finale, né interviene sulle applicazioni peer-to-peer;

–      non limita la libertà di espressione e di informazione, ma assicura piena garanzia dei diritti di cronaca, commenti, e discussione o di diffusione a fini didattici e scientifici, nonché ogni uso non lesivo del normale sfruttamento dei contenuti;

–      non lede alcuna garanzia di contraddittorio tra le parti coinvolte, prevedendo in tal senso tempi adeguati nell’interesse di tutte le parti coinvolte;

–      inoltre, differentemente da quanto avviene nella maggior parte dei Paesi europei, in caso di upload, l’upoloader riceverà l’avviso di notifica e potrà avviare la procedura di contro notifica.

Nel caso dei siti esteri, qualora, in esito all’attività istruttoria, l’Agcom richieda la rimozione dei contenuti destinati al pubblico italiano in violazione delle norme sul diritto d’autore e il sito non ottemperi alla richiesta, il caso verrà segnalato alla magistratura per i provvedimenti di competenza.

Roma, 6 luglio 2011

La notte della Rete

luglio 5, 2011 alle 10:42 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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Questo blog trasmette in diretta a partire dalle 17,30 il videostreaming de “La notte della Rete”
Chiediamo all’AGCOM una moratoria sulla delibera in materia di diritto d’autore in Rete perchè, se approvata nella forma in cui è stata messa in consultazione, rischierà di divenire molto pericolosa per la libertà d’espressione.

 


Online video chat by Ustream

Riproduci anche tu sul tuo blog l’evento. Basta embeddare il seguente blocco di codice:

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Nell’attesa, per maggiori informazioni sulla discussa e discutibilissima proposta AGCOM, puoi leggere di seguito i dieci post che ho dedicato alla questione:

AGCOM e diritto d’autore in Rete: un notice and take down all’amatriciana (puntata n. 1) 

AGCOM e diritto d’autore in Rete: una procedura sproporzionata e carente di analisi di impatto economico (puntata n. 2) 

AGCOM e diritto d’autore in Rete: L’Autorità non può sostituirsi al Giudice Penale (puntata n. 3)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: in attesa di oscurare i siti l’Autorità comincia a tacitare i Commissari non allineati? (puntata n. 4)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: i “presunti” poteri sanzionatori dell’Autorità in materia di copyright (puntata n. 5)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: Palese incostituzionalità del procedimento di inibizione (puntata n. 6)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: appuntamento alla Camera il 14 giugno (puntata n. 7)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: uno sguardo alle proposte del TACD sarebbe gradito (puntata n. 8)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: su, svegliati e reagisci Italia altrimenti il 6 luglio cala la censura ! (puntata n. 9)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: stiamo tutelando l’interesse generale e aiuteremo l’Autorità a fare bene il proprio mestiere, bene avanti così (puntata n. 10)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: i “presunti” poteri sanzionatori dell’Autorità in materia di copyright (puntata n. 5)

Mag 19, 2011 alle 7:50 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 9 commenti
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Mentre l’AGCOM, a una settimana dalla lettera aperta inviata al Presidente Calabrò da AltroconsumoAdiconsum, Agorà Digitale, AssonetAssoprovider FEMI (Federazione Media Indipendenti), Istituto per le Politiche dell’Innovazione e Studio Legale Sarzana, non si è ancora degnata di fornire una risposta alle suddette associazioni in seguito alla peculiare rimozione dal ruolo di relatore del provvedimento su Internet e diritto d’autore del commissario Nicola d’Angelo, procediamo con il quinto dei dieci post dedicati a spiegare meglio i motivi per i quali, se approvata nella forma in cui è stata messa in consultazione, la Delibera dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che prevede un procedimento sommario rischierà di divenire molto pericolosa per la libertà d’espressione in Rete.

Questa quinta puntata è dedicata a comprendere meglio quali siano gli effettivi poteri di AGCOM in materia di diritto d’autore:

Al fine di fondare i propri “presunti” poteri sanzionatori l’Autorità ritiene di aver ricevuto dall’art 182 bis della legge sul diritto d’autore il diritto di accertare, reprimere ( e evidentemente) inibire le condotte di chi immette file sospettati di violare il diritto d’autore nella rete telematica.

In particolare al punto 2.1 del documento di consultazione l’Autorità afferma “l’Autorità ritiene quindi che rientrino nella sua attività di vigilanza ai sensi dell’art. 182 bis le violazioni del diritto d’autore perpetrate attraverso l’attività di diffusione radiotelevisiva, nonché attraverso le reti degli operatori di telecomunicazione, e che ad essa perciò competano le azioni di tutela del diritto d’autore sui contenuti immessi nelle reti di comunicazione elettronica (tv, reti di tlc e internet).”

Ma l’Autorità va molto oltre queste presunte competenze di vigilanza divenendo il “motore” di un procedimento giudiziale “parallelo” che si svolge senza alcuna garanzia procedimentale e senza alcun controllo giurisdizionale, che – come abbiamo già detto nelle precedenti puntate – rischia di violare palesemente i diritti di difesa del cittadino e gli stessi principi di separazione dei poteri che sono alla base del nostro Stato di diritto.

Tutti i poteri attribuiti all’Autorità dall’art 182 bis della legge sul diritto d’autore, così come avviene per quanto già previsto dal Decreto Urbani, infatti, ivi compresi i poteri autonomamente interpretati dalla stessa Autorità, prevedono il necessario ricorso alla magistratura per l’eventuale accertamento di reati, senza la possibilità di alcuna valutazione discrezionale in ordine alla procedibilità in merito a tali reati e senza alcuna possibilità di istituzione di un meccanismo “parallelo” di attribuzione di responsabilità rispetto a quello già esercitato dal giudice. Ciò in virtù proprio di quanto richiamato dall’Autorità nel fondare il proprio “presunto” potere inibitorio.

L’art 182 bis, infatti, nell’evidenziare un potere di vigilanza congiunto tra SIAE e Autorità in tema di diritto d’autore prevede una possibile attività di vigilanza che si deve però attenere ai rigidi principi chiariti dalla stessa legge:

1) Qualora gli ispettori dell’Autorità o della SIAE riscontrino violazioni di legge devono necessariamente fare quanto previsto dall’art 182-ter, ovvero “ Gli ispettori, in caso di accertamento di violazione delle norme di legge, compilano processo verbale, da trasmettere immediatamente agli organi di polizia giudiziaria per il compimento degli atti previsti dagli articoli 347 e seguenti del codice di procedura penale»

2) nei casi previsti dallo stesso articolo 182 bis comma 3, la stessa norma adottata dall’Autorità per fondare il proprio potere inibitorio prevede che per poter effettuare la vigilanza (quindi prima di alcuna ipotesi di accertamento di eventuali reati che spetta al giudice) lo stesso accesso degli ispettori della SIAE e dell’Autorità presso le emittenti radiotelevisive, dunque presso coloro che dovrebbero essere i destinatari, secondo la corretta interpretazione del decreto Romani, della vigilanza, deve essere autorizzato dall’Autorità giudiziaria.

Dunque l’Autorità in virtù delle stesse norme da lei richiamate:

a) Non ha alcun potere di accertare condotte di immissione di file in rete, potere che spetta semmai agli organi di polizia giudiziaria, i quali dovranno riferire, in caso ritengano vi siano gli estremi della commissione di un reato, al pubblico ministero;

b) non ha ovviamente la possibilità di esercitare poteri inibitori o di cancellazione (“la rimozione selettiva” ) che sono ( nel caso) riservati dalla legge, in via esclusiva, al giudice penale.

In attesa della prossima puntata, ricordo, per chi le avesse perse, le precedenti quattro:

AGCOM e diritto d’autore in Rete: un notice and take down all’amatriciana (puntata n. 1) 

AGCOM e diritto d’autore in Rete: una procedura sproporzionata e carente di analisi di impatto economico (puntata n. 2) 

AGCOM e diritto d’autore in Rete: L’Autorità non può sostituirsi al Giudice Penale (puntata n. 3)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: in attesa di oscurare i siti l’Autorità comincia a tacitare i Commissari non allineati? (puntata n. 4)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: in attesa di oscurare i siti l’Autorità comincia a tacitare i Commissari non allineati? (puntata n. 4)

Mag 12, 2011 alle 3:30 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 12 commenti
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E’ una puntata speciale questa tra i dieci post che ho deciso di dedicare a spiegare meglio i motivi per i quali, se approvata nella forma in cui è stata messa in consultazione, la Delibera dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che prevede un procedimento sommario rischierà di divenire molto pericolosa per la libertà d’espressione in Rete.

Per chi non avesse già letto le prime tre puntate eccole qui:

AGCOM e diritto d’autore in Rete: un notice and take down all’amatriciana (puntata n. 1) 

AGCOM e diritto d’autore in Rete: una procedura sproporzionata e carente di analisi di impatto economico (puntata n. 2) 

AGCOM e diritto d’autore in Rete: L’Autorità non può sostituirsi al Giudice Penale (puntata n. 3)

Ma veniamo alla scottante questione odierna: mentre si attendeva che, dopo le consultazioni con tutti gli stakeholders, l’Autorità tirasse le sue conclusioni, giunge come fulmine a ciel sereno la notizia della rimozione dal ruolo di relatore del provvedimento su Internet e diritto d’autore del commissario Nicola d’Angelo, cioè proprio l’unico Commissario AGCOM che, cercando  di contemperare con competenza, trasparenza e correttezza gli interessi dei diversi stakeholders, aveva dimostrato – come si può ben intendere nel video che vedete sopra – di comprendere l’importanza e la legittimità delle nostre rivendicazioni attinenti il diritto dei cittadini ad una Rete libera, aperta, pluralista, in un contesto, lo stiamo capendo in questi giorni, molto difficile.

Con una lettera aperta inviata oggi al Presidente dell’AGCOM Corrado Calabrò AltroconsumoAdiconsum, Agorà Digitale, AssonetAssoprovider FEMI (Federazione Media Indipendenti), Istituto per le Politiche dell’Innovazione e Studio Legale Sarzana chiedono un incontro immediato per rappresentare le loro istanze a tutela della libertà in Internet e che, da subito, l’Autorità metta in atto forme di trasparenza che consentano di comprendere le scelte dell’AGCOM in tema di Internet e libertà di espressione che tutti i cittadini, nessuno escluso, hanno diritto di conoscere.

Riteniamo pertanto necessario che si provveda alla pubblicazione sul sito web dell’Autorità dei verbali, dei voti e delle posizioni espresse dai singoli consiglieri, e delle decisioni assunte in tema di diritto d’autore e reti telematiche anche se tali decisioni non siano state formalmente assunte con  Provvedimento finale.

Qui la lettera aperta al Presidente Calabrò sulla destituzione del Commissario D’Angelo

AGCOM e diritto d’autore in Rete: L’Autorità non può sostituirsi al Giudice Penale (puntata n. 3)

Mag 2, 2011 alle 2:02 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 12 commenti
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La lettura dell’articolo di Arturo di Corinto su repubblica.it relativo al G8 che, sotto l’egida del Presidente Sarkozy, sarà dedicato a Internet ha fatto correre anche a me, come a Vittorio Zambardino  e penso a molti altri, qualche brivido lungo la schiena.

Mi ha fatto però anche rammentare di una personale grave inadempienza relativa a cose di casa nostra non meno preoccupanti per quanto concerne questo settore, ovviamente il riferimento va al procedimento sommario proposto da Agcom in materia di diritto d’autore in Rete e alla mia promessa di dedicare dieci post per spiegare meglio i motivi per i quali, se approvata nella forma in cui è stata messa in consultazione, la Delibera dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni rischierà di divenire molto pericolosa per la libertà d’espressione in Rete.

Per chi non avesse già letto le prime due puntate eccole qui:

AGCOM e diritto d’autore in Rete: un notice and take down all’amatriciana (puntata n. 1) 

AGCOM e diritto d’autore in Rete: una procedura sproporzionata e carente di analisi di impatto economico (puntata n. 2) 

Bene tiremm innanz! anche perchè, dopo tutto lo sforzo fatto da Altroconsumo e dagli amici di Adiconsum, Agorà Digitale, AssonetAssoprovider e Studio Legale Sarzana, con l’iniziativa sitononraggiungibile  ma non solo, sarebbe un peccato lasciare andare tutto in cavalleria proprio adesso che, concluse le consultazioni, l’Autorità dovrà prendere una decisione.

L’intero procedimento sommario di enforcement del diritto d’autore in Rete, delineato dall’Autorità al punto 3.5 della Delibera  668/10/CONS , come si è detto, appare travalicare gli ambiti di competenza della stessa AGCOM in relazione
alle prerogative della magistratura ordinaria ponendo in luce anche un possibile conflitto di attribuzioni tra Poteri dello Stato.  Con la puntata del post di oggi intendo proprio cominciare a discutere dei poteri che “motu proprio” l’Autorità intende autoattribuirsi in una materia di esclusiva spettanza del giudice penale.

Le condotte sanzionate con il procedimento delineato dal pragrafo 3.5 della Delibera, ovvero l’immissione in rete di file protetti dal diritto d’autore, sono infatti già previste dalla legge come reato, si tratta delle fattispecie introdotte all’interno della legge sul diritto d’autore dalla legge 43/2005, ovvero il famigerato Decreto Urbani e, in particolare, della fattispecie prevista dal punto a-bis, dell’articolo 171, primo comma, della legge 22 aprile 1941, n.633, secondo cui: “Salvo quanto disposto dall’art. 171-bis e dall’articolo 171-ter è punito con la multa da euro 51 a euro 2.065 chiunque, senza averne diritto, a qualsiasi scopo e in qualsiasi forma: “a-bis) mette a disposizione del pubblico, immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un’opera dell’ingegno protetta, o parte di essa;”. E della fattispecie prevista dall’art 171 ter della stessa norma per chi esercita le attività suddette per scopo di lucro.

Come si ricorderà quelle norme, tra mille polemiche (e viva soddisfazione da parte delle Associazioni a tutela del diritto d’autore) avevano introdotto la responsabilità penale di chi carica contenuti sulla Rete senza averne l’autorizzazione del titolare. Paradossalmente quelle norme sembrano oggi una sorta di “garanzia” per chi carica file sulla Rete senza l’autorizzazione del titolare di diritti di proprietà intellettuale di ottenere un giusto processo e non una “sommaria” attribuzione di responsabilità da parte dell’Autorità. In virtù di tali norme l’immissione in rete di qualsiasi file coperto dal diritto d’autore, a scopo gratuito (o di lucro), costituisce reato ed è assoggettato alla giurisdizione esclusiva del giudice penale il quale dovrà valutare, secondo le forme e le garanzie previste dal codice di procedura penale, la condotta di colui che si ritiene aver immesso le opere su Internet.

L’Autorità “finge” invece di ignorare tale norma affermando al punto 3.5.1 della Delibera:

Ferma restando, infatti, l’azione di repressione, anche sul piano penale, dello sfruttamento a scopo di lucro di opere dell’ingegno, di appannaggio esclusivo della magistratura inquirente, il legislatore ha voluto introdurre meccanismi alternativi di prevenzione e reazione agli illeciti, che però devono essere basati su strumenti ragionevoli e proporzionati, contro chi consente di usufruire (anche solo per finalità meramente private), senza averne diritto, di opere creative.

Contrariamente a quanto affermato del tutto “atecnicmente” dall’Autorità non vi è tuttavia alcun riparto di giurisdizione tra giudice penale e la stessa Autorità che si basi sull’immissione in rete di file a titolo di lucro o a titolo gratuito e che sia tale da attribuire all’Autorità un potere di intervento nella materia del diritto d’autore in ambito penale. In entrambi i casi, sia nel caso in cui il file sia messo a disposizione su una qualsiasi piattaforma, come ad esempio Youtube, da un privato, cosi come lo stesso sia messo su Internet per scopo di lucro, è sempre la magistratura penale a dover accertare il fatto- reato e il tribunale penale a poter giudicare del fatto ed eventualmente a disporre sanzioni inibitorie di qualsiasi genere.

 L’Autorità Giurisdizionale Ordinaria, non già l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni …

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