Preservare la Neutralità della Rete: la Commissione europea lancia una nuova consultazione

luglio 23, 2012 alle 3:06 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, TELECOMUNICAZIONI | 4 commenti
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 Queste le parole con le quali il Commissario Neelie Kroes ha accompagnato oggi il lancio della nuova consultazione volta a preservare la Neutralità della Rete:

Today there is a lack of effective consumer choice when it comes to internet offers. I will use this consultation to help prepare recommendations that will generate more real choices and end the net neutrality waiting game in Europe. Input from this consultation will help turn BEREC’s findings into practical recommendations.

Con la nuova consultazione, che fa seguito per l’appunto alle preoccupanti risultanze dell’analisi del BEREC, la Commissione intende raccogliere da tutte le parti interessate, non solo providers e telco ma anche consumatori, input relativi a:
– la gestione del traffico Internet, compresa la gestione della congestione, e questioni di privacy;
– la trasparenza, in particolare per quanto riguarda le prestazioni effettive di Internet (velocità e qualità) e le restrizioni all’accesso a Internet;
– la possibilità per i consumatori di cambiare operatore;
-I problemi relativi alla interconnessione Internet tra gli operatori di rete.

Il documento di consultazione si trova qui , da notare che, giusto una settimana fa, il BEUC – l’Organizzazione europea dei  Consumatori  – aveva scritto alla Commissaria Kroes esortandola a proporre una regolamentazione specifica per sancire il principio della Net Neutrality nel diritto comunitario come questione di priorità dimostrando seria preoccupazione per la situazione rappresentata dai risultati dell’inchiesta svolta dal BEREC.

Nella lettera del BEUC si legge:

We were all waiting for the facts and now we have them. To provide only but a few examples, it is alarming to see that one in every two Europeans may not have the option to use Voice-Over-IP services on their mobile broadband service, that two in three Europeans may be subject to illegitimate discriminations on their Internet connection due to their Internet Service Provider’s (ISP) commercial decision to focus resources on specialized services, or that many ISPs are prioritizing specific content as a general practice and especially during peak times.

E ancora:

BEREC admits that the findings only provide a partial view of the practices across Europe, therefore the abuses of net neutrality may be far worse than announced. BEREC’s findings provide clear evidence that urgent legislative action is necessary in order to ensure that all ISPs are offering open, neutral broadband services to access the Internet to all European consumers.

E, infine:

In fact, BEREC findings prove that a very significant percentage of European consumers are already in the situation where their choice for a neutral access is rather limited, if not inexistent. There is a considerable risk that the situation will worsen and violations of the net neutrality principle will become even more common practice than they are today.

Speriamo che questa nuova consultazione non risulti essere un modo per prendere ancora tempo, non dimentichiamo che la Neutralità della Rete è uno dei principi fondamentali di Internet che ha permesso di migliorare in modo significativo la partecipazione dei cittadini nella società, l’accesso alla conoscenza e alla diversità, promuovendo l’innovazione, la crescita economica e la partecipazione democratica.

Cara Kroes: così imho non si favoriscono gli investimenti in fibra

luglio 16, 2012 alle 9:04 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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Partendo dall’assunto, spero almeno questo incontestabile, che gli incumbent (Telecom in Italia) non sono necessariamente benefattori dell’umanità, ma imprese commerciali che perseguono legittimamente un utile, rimango molto negativamente colpito dal recente policy statement del Commissario all’Agenda Digitale Neelie Kroes che mi sembra purtroppo aver rivisto alcune delle posizioni espresse precedentemente in tema di investimenti in banda larga. 

Sarò certo ripetitivo e monotono ma, se mi svoraremunerano il rame perchè mai io incumbent dovrei investire in fibra ?  Non sono però l’unico a vederla in questo modo, mi sembrano sulla stessa lunghezza d’onda:

Stefano Quintarelli

Con questo discorso il Commissario Kroes ha mandato un messaggio agli incumbents: da oggi e fino al 2020 la rete in rame (quella costruita all’epoca con soldi pubblici, che è deprezzata, che non richiede ulteriori investimenti significativi, e i cui servizi tendenzialmente competono anche con quelli in fibra) avrà un ritorno fisso wholesale di 9 Euro per i prossimi 8 anni.

La domanda che sembra sorgere spontanea è: Quale incumbent si metterà ora a fare piani per smantellare la rete e sostituirla in fibra ?

Alessandro Longo

Dimentichiamoci di poter risparmiare sulla linea fissa, in futuro (telefonate e internet). I canoni non scenderanno o addirittura potrebbero aumentare ancora: la commissione europea ha annunciato oggi infatti che rinuncerà a premere per sconti sui prezzi all’unbundling. E’ una vittoria dei principali operatori, tra cui Telecom Italia, proprietari della rete in rame.

Il prezzo di unbundling è l’affitto che i concorrenti pagano a Telecom per usarne le linee su cui dare servizi all’utente finale. I rincari dell’unbundling dal 2007 a oggi hanno portato a un aumento dei canoni finali di circa 5 euro, secondo mie stime.

In passato la Commissione aveva minacciato tagli sull’unbundling, per sostenere gli investimenti nelle nuove reti. Oggi la svolta, anticipando i dettagli di una riforma delle regole Ue sulla banda larga che sarà approvata entro la fine dell’anno e che resterà in vigore “almeno fino al 2020″.

“Non ci sono prove evidenti che dimostrano che abbassare i prezzi del rame indurrebbe a piu’ investimenti nella banda larga superveloce”, ha detto il commissario Neelie Kroes.

S’impegna quindi a lasciare invariati i costi e anche a renderli più flessibili, a vantaggio dei proprietari della rete. Lo scambio qui è chiaro, nella mente di Kroes: facciamo aumentare i prezzi (un po’), per consentire ai principali operatori di costruire le nuove reti e quindi di aumentare la velocità finale

– e, ovviamente l’ECTA, the European Competitive Telecommunications Association

ECTA’s chairman Tom Ruhan said “we welcome and strongly support the approach to non-discrimination taken by Neelie Kroes. Abusive and discriminatory conducts of incumbent operators have a direct impact on consumers’ services and wallets. But we deeply regret the approach that Mrs Kroes is suggesting on price methodologies. As a result of this approach incumbents will not only be allowed to regain full monopolies on future networks, they will also be allowed to continue overcharging consumers and starving competitors on existing networks. This is a departure from the approach taken with the NGA Recommendation in 2010 and might take Europe back to the pre-liberalization era. The EU already lags behind other regions of the world when it comes to super fast broadband – an important enabler of economic growth – and these measures will set us further back”.

Come dicevo qualche post fa prendendo peraltro a prestito alcune considerazioni di Inno Genna, uno tra i massimi esperti del settore :

Ricordiamoci, infine, che in realtà, gli incumbents – e non parlo solo di Telecom Italia – non hanno mai fatto una rete. La rete fissa in rame è stata costruita dalla Stato, mentre quella mobile è stata remunerata con la terminazione mobile. Con la fibra si troverebbero per la prima volta ad investire in una rete! Ecco perchè ritengo che, in assenza di una forte politica industriale imposta agli incumbent dal Governo e dalla Commissione europea andremmo veramente poco lontano.

In conclusione, direi che la ricetta per cucinare le fibre non ha un ingrediente unico, ce ne possono essere diversi, ma alcuni devono assolutamente essere evitati: tra quelli da evitare il vectoring – per i motivi espressi sopra – e un prezzo del rame troppo alto e/o gonfiato, che è come il parmigiano sul sugo di pesce – su questo ho già detto più ampiamente qui – Tra gli ingredienti invece da mettere: rete di accesso unica, basta con la platform competition, switch-off  regolato, open acces, fondi pubblici quando occorre.

A scanso di equivoci voglio ribadire ancora una volta che gli interessi di Telecom Italia e dei suoi azionisti sono a mio avviso legittimi ma confliggono con l’interesse generale che dovrebbe essere considerato prevalente e al di sopra di essi, se è vero – come è vero – che l’aumento della penetrazione della banda larga e la posa della fibra possono abilitare, da una parte, una democrazia più partecipata e moderna e, dall’altra, quello sviluppo economico e quindi quella crescita considerevole del PIL tali da assumere una funzione anticiclica in questo momento di crisi, pare indubbio che l’interesse generale dovrebbe prevalere su quello legittimo ma a breve termine e tutto rivolto su se stessi di investitori e incumbent.

Per chi non vuole un’Agenda Digitale di rame …

maggio 20, 2012 alle 5:21 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 4 commenti
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Domani sarò a Bruxelles per questa Conferenza ell’ECTA ULTRA-FAST BROADBAND – POLICY AND PRACTICE. Sono stato invitato a parlare nel seguente Panel:

SESSION 2: ENABLING FIBRE ROLL-OUT: FINANCING AND DEMAND Equity investors have reacted strongly to proposals by the Commission to incentivise fibre roll-out through a proposed Recommendation on cost methodologies. Are their fears well-founded? Can the interests of shareholders and “the public” be reconciled?  

Chair: Anna Krzyżanowska, Head of Unit, Evaluation & Monitoring, DG Infso Unit C3, European Commission 

Stephen Howard, Head of Global Telecoms, Media & Technology Research, HSBC Bank Plc 

Stuart Gordon, Senior Analyst Telecoms, Berenberg Bank 

Bridget P. Cosgrave, Founder & President, EveryEuropeanDigital 

Marco Pierani, Head of Public Affairs, Altroconsumo and member of BEUC

Dr. Karl-Heinz Neumann, General Manager and Director, WIK Consult

 

Complice la giornata a dir poco autunnale nonchè il fatto che ho temporaneamente “parcheggiato” i miei due pargoli ad una festa di compleanno, sto ristudiacchiando la materia che, pur nella sua complessità, mi sembra abbia questa chiave di lettura: il mantenere elevato il prezzo del rame non è solo contrario agli interessi dei consumatori ma, soprattutto, in contrasto con l’interesse generale allo sviluppo della banda larga in quanto rischia di disincentivare l’investimento in fibra. Immagino che, al contrario, alcuni degli altri relatori della mia sessione sosterranno l’esatto contrario. E vabbè il confronto sarà utile anche per apprendere e approfondire i punti di vista altrui. Subito dopo è previsto un Keynote Speech della Commissaria Kroes, che, peraltro, qualche tempo fa si era già espressa sulla questione in termini non molto lontani dal mio punto di vista, vediamo un pò che dice domani, in ogni caso cercherà di twittarlo in seduta stante.

Personalmente comprendo bene che gli incumbent (e chi mette a loro disposizione i danari necessari) vogliano avere una certa dose di sicurezza sul ritorno dei loro investimenti in fibra ma, d’altra parte, la loro pretesa che sia mantenuto artificialmente elevato il prezzo del rame in modo che col margine garantito si possa investire in fibra mi sembra una cosa che non sta proprio in piedi, insomma chi ci garantisce che poi quel margine lo utilizzeranno per investire davvero in fibra? Più ci penso più rimango fermo sul mio punto di vista: Aumenti unbundling – domanda: se ti sovraremunerano la rete in rame perchè mai dovresti mettere giù la fibra ?

Come se ne esce allora?  In primis bisogna capire che il problema non è dato da Telecom Italia o dagli altri incumbent in giro per l’Europa, perchè anch’io mettendomi nei loro panni e avendo a disposizione una rete in rame, anzi l’unica rete che c’è, completamente ammortizzata sulla quale non devo più investire ma solo manutenere non andrei certo ad imbarcarmi in un complesso investimento per creare una nuova rete in fibra, con il rischio che questo comporterebbe in termini di ritorno nell’investimento ed una serie di altre dinamiche nelle relazioni con i competitors tutte da costruire da nuovo.

Il problema non è allora dato da Telecom Italia o dagli altri incumbents ma da coloro che dovrebbero trovare la forza e il coraggio – prima ancora che le modalità tecniche – per imporre nell’interesse generale scelte di politica industriale rilevantissime per il nostro futuro in Italia e in Europa.

A ben vedere, infatti, se è vero – come è vero – che l’aumento della penetrazione della banda larga e la posa della fibra possono abilitare, da una parte, una democrazia più partecipata e moderna e, dall’altra, quello sviluppo economico e quindi quella crescita considerevole del PIL tali da assumere una funzione anticiclica in questo momento di crisi, pare indubbio che l’interesse generale dovrebbe prevalere su quello legittimo ma a breve termine e tutto rivolto su se stessi di investitori e incumbent.

E allora, chi deve imporre queste scelte di politica industriale? La Commissione europea e i Governi nazionali in primis, altrimenti che ci stanno a fare? Le Autorità regolamentari, come l’AGCOM in Italia, dovranno poi invece occuparsi di implementarle, non di sostituirsi loro.

Va chiarito allora al più presto IMHO che l’accesso a Internet a banda larga, oltre a essere considerato un servizio universale, deve essere inteso anche come bene comune, al mantenimento e allo sviluppo tecnologico del quale tutti gli operatori (non solo in senso stretto quelli delle tlc, ma anche quelli che ci vendono i servizi sopra) dovranno contribuire.

Mah … vediamo che dice domani la Kroes, io intanto continuo a studiare, se voi avete qualche suggerimento, anche se la pensate in maniera diametralmente opposta da me, lasciate un commento, grazie!

La Comunicazione UE sulla Net Neutrality e i commenti del BEUC (update)

aprile 19, 2011 alle 2:41 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 1 commento
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La Commissione europea ha pubblicato oggi l’attesa Comunicazione sulla Neutralità della Rete, leggibile qui, qui invece il comunicato stampa della Commissione.

Il BEREC – l’Organismo dei Regolatori europei delle comunicazioni elettroniche – procederà nel prossimi mesi ad un più approfondito accertamento dei comportamenti degli operatori, dopodichè la Commissione potrebbe adottare ulteriori linee guida prima della fine del 2011.    

La Comunicazione fornisce ulteriori dettagli per quanto riguarda le diverse tipologie di traffic management da considerarsi illegittime e di quelle che possono invece ritenersi accettabili. Una cosa positiva è che la Commissione non affronta più solo il problema della trasparenza ma anche quello delle barriere allo switching.

Nel complesso imho la Commissione ha adottato un approccio alquanto attendista, la  Comunicazione in tal senso appare deludente, il dibattito sulla Neutralità della Rete rimane comunque apertissimo, a presto per maggiori dettagli.

Update: Sulla stessa linea il comunicato stampa a commento del BEUC:

Commission still not up to speed on Net Neutrality

Europe’s 350 million internet users were today disappointed by a second chance lost to secure the neutral nature and quality of service of the internet, in today’s European Commission communication on Net Neutrality.

The Net Neutrality principle asserts all internet data must be treated equally – irrespective of source, destination and type. It protects users against unfair ‘traffic management’ techniques by network providers, such as blocking, degradation or prioritisation of popular high-bandwidth online services e.g. voice calling1 and P2P file-sharing.

BEUC today regrets that the Commission has for now passed up the opportunity to adopt specific rules on Net Neutrality for the benefit of internet users. The fact finding exercise just announced will confirm the obvious: net neutrality is endangered and significant time has already been lost. The European Consumers’ Organisation is among many stakeholders calling for regulation at EU-level.

Different approaches by National Regulatory Authorities in EU countries, the increasing frequency of restrictions by operators, all combined with a lack of effective competition in the telecoms market, show the clear need for urgent EU action to ensure Net Neutrality in Europe.

Commenting, Monique Goyens, Director General of The European Consumers’ Organisation said:

“It’s an issue of huge importance for all Europe’s internet users. Transparency alone is a level of protection so thin as to be see-through. Web users need more than that to ensure the access and quality they pay for and should be getting are not discriminated against.

“The internet after all is about openness, choice and participation. If ISPs misuse their control of internet traffic, then these essential qualities are lost. This race of technological advances is high-speed and, to remain fair, requires a referee. The EU needs take on this role while giving national regulatory authorities the means to do the same.”

Neutralità della Rete: la Commissione UE avvia una consultazione

giugno 30, 2010 alle 6:08 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 2 commenti
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La consultazione è stata lanciata oggi, le risposte vanno trasmesse entro il 30 settembre, maggiori info qui. Va da sè che è molto importante fare sentire la voce dei consumatori.

In materia, vi ricordo l’articolo di Innocenzo Genna pubblicato su “Consumatori Diritti e Mercato” :

Internet e neutralità della rete

Innocenzo Genna – giurista, esperto di regolamentazione nel settore delle comunicazioni elettroniche

Il tema della Net Neutrality sconta miti ed incomprensioni sul funzionamento della rete Internet e, in particolare, la scarsa conoscenza delle pratiche di network management, le relative finalità ed effetti. Una più attenta analisi di tali pratiche può indirizzare il dibattito verso una dimensione costruttiva ed aiutare a distinguere i comportamenti delle telco utili o necessari per il miglior funzionamento della rete Internet da quelli che possono presentare profili di illiceità per gli utenti o effetti escludenti verso altri operatori.

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