ACTA bye bye ?!

maggio 31, 2012 alle 5:55 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Dopo aver scritto ai parlamentari italiani che siedono presso la Commissione del Parlamento europeo LIBE per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni,  JURI giuridica, la Commissione ITRE per l’industria, la ricerca e l’energia  chiedendo loro di rigettare il Trattato internazionale ACTA, che mira a rafforzare la tutela dei diritti di proprietà intellettuale a discapito dei diritti dei consumatori e delle libertà fondamentali dei cittadini, saluto con grande soddisfazione il voto negativo da parte di tutte e tre le Commissioni.

Si tratta di una grande vittoria per i consumatori e i cittadini europei.

Attenzione però, un bocciatura netta ma non definitiva, il prossimo passaggio importante sarà il voto presso la Commissione sul Commercio Internazionale, previsto per il il 21 giugno, mentre il voto definitivo presso il Parlamento Europeo in sessione plenaria, dovrebbe tenersi entro luglio.

Per come si sono messe le cose oggi, le probabilità che il Trattato ACTA ha di essere approvato sono ormai fortunatamente molto scarse.

Posizione molto critica e ragionata del BEUC contro ACTA

marzo 5, 2012 alle 6:48 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Sono di corsa e non riesco al momento a tradurla, mi sembra di poter dire che il pregio della posizione molto critica del BEUC su ACTA stia nell’approfondimento dell’analisi:

BEUC, The European Consumer Organisation calls upon the members of the European Parliament to reject the Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA). ACTA fails to provide a balance between the enforcement of Intellectual Property Rights and the fundamental rights of consumers. MEPs should reject ACTA for the following reasons:

 Lack of transparency: full access to the Treaty was officially granted in April of 2010 and only after the conclusion of agreement, while access to the accompanying documents remains restricted.

 Lack of accountability: ACTA has been negotiated outside existing international organisations and multilateral fora.

 Lack of public support: The failure to distinguish between organised criminal entities and individuals engaged in file-sharing for personal use creates not only a problem of proportionality, but also raises issues of ethics and risks eroding public support for IPR in general.

 Lack of balance: ACTA shifts the balance between the need for effective enforcement and the fundamental rights of users in favour of rights holders.

 Lack of compliance with the EU acquis: there are a number of provisions which raise doubts as to their compatibility with EU law:

–          Provisional measures: ACTA does not adhere to the procedural safeguards introduced in Directive 2004/48 on Enforcement of Intellectual Property Rights, namely: the right of the defendant to request a review of the decision; the possibility for the provisional measures to be revoked and the right of the defendant to be heard.

–          Damages: The criteria established by ACTA for the quantification of compensatory damages do not match the criterion of “appropriateness of the damages to the actual prejudice suffered” as introduced in Directive 2004/48.

–          Criminal sanctions: Criminal sanctions for IPR infringements have not been harmonised at EU level.

–          Scope of criminal sanctions: The definition of commercial scale is very broad and includes at least those acts carried out as commercial activities for direct or indirect economic advantage and also acts which aid or abet copyright infringements. There is no definition of indirect economic advantage or what to aid and abet means.

Fundamental rights: ACTA fails to guarantee the fundamental right to due process and the right to the presumption of innocence.

Disclosure of subscribers’ personal data: ACTA requires the disclosure of personal data of alleged subscribers, thus going beyond the scope of Article 8 of Directive 2004/48 on Enforcement of Intellectual Property Rights.

 Lack of compliance with 2003 inter-institutional agreement: According to the 2003 Inter-Institutional Agreement on better law-making, the European Commission is precluded from supporting self and co-regulatory mechanisms where fundamental rights are at stake. However, Article 27 of ACTA requires the signatory parties to promote cooperation within the business community to effectively address IPR infringements.

Qui la posizione completa di BEUC su ACTA, buona lettura !

ACTA, ma è legale ? No, assolutamente NO

febbraio 23, 2012 alle 2:12 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Sono felice, ma trovo, per altro verso, oltremodo peculiare che la Commissione europea chieda ora alla Corte di Giustizia se il Trattato ACTA è in contrasto con le norme comunitarie che tutelano i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini europei.

Nello strano lavoro che faccio mi capita spesso che a un certo punto mi chiedano secco: Ma è legale ? Io provo ad argomentare che il discorso deve essere più ampio, bisogna anche valutare se è opportuno, economicamente utile e sostenibile etc etc … ma l’interlocutore non ascolta e alla fine ritorna lì: sì sì ok, ma, comunque, è legale ?

Nel caso di specie è un pò la stessa cosa, anche la Commissione chiede in sostanza alla Corte di Giustizia: ma ACTA è legale ?! Ovviamente anche una risposta positiva non basterebbe a provare che il Trattato è giusto, buono, economicamente sostenibile, opportuno etc etc. L’aggravante nella domanda tardiva della Commissione è che essa stessa ha negoziato e poi firmato il Trattato senza prima consultare i cittadini, senza informare adeguatamente il Parlamento, e vabbè direte voi quisquillie, però che ora si svegli e chieda quasi ingenuamente alla Corte: ma è legale ? mi lascia un pochino di stucco.

Comunque, a scanso di equivoci, la risposta è chiaramente NO, no che non è legale e, in tal senso, molto più che le dichiarazioni del Commissario al Commercio Karel De Gucht, mi sono piaciute quella della Commissaria Viviane Reding:

(ANSA) – BRUXELLES, 22 FEB – ”La tutela del copyright non puo’ mai essere una giustificazione per eliminare la liberta’ di espressione o la liberta’ di informazione. Per questo motivo, l’opzione di bloccare internet non e’ mai da prendere in considerazione”. Lo ha indicato il Commissario Ue per la giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza, Viviane Reding, commentando la decisione della Commissione europea di adire la Corte di giustizia sull’accordo commerciale contro la contraffazione Acta. ”L’Acta non deve cambiare assolutamente l’attuale accordo raggiunto col pacchetto europeo Telecom nel 2009 – ha segnalato Reding – in cui e’ stata esclusa la ‘three strikes law”’ – che e’ la disposizione legislativa contenuta nella legge francese Hadopi per la tutela del copyright e porta fino alla disconnessione forzata dell’utente da Internet per chi scarica materiale tutelato da copyright. ”La proprieta’ intellettuale – ha detto Reding – e’ un diritto fondamentale riconosciuto nella carta europea dei diritti fondamentali, protegge gli autori di creazioni artistiche, ma questo non e’ un diritto fondamentale assoluto. L’Ue e’ a favore della liberta’ d’accesso a Internet, per la liberta’ d’espressione, per la liberta’ di informazione”. (ANSA).

Dunque il Trattato ACTA è evidentemente illegale, perchè in contrasto in vari punti con l’acquis comunitario, ma è anche inopportuno, antieconomico, assurdo, oscurantista, illiberale e per questo va rigettato con forza, se a tale scopo serve l’intervento della Corte di Giustizia ben venga.

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