Equo compenso: la SIAE recita abusivamente tre parti in commedia, gli adeguamenti devono essere al ribasso

marzo 9, 2014 alle 3:48 pm | Pubblicato su - Equo Compenso, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Il dibattito sull’equo compenso è stato condotto sulla base di false rappresentazioni: la SIAE infatti recita abusivamente tre parti in commedia, quella di legislatore – ha scritto la bozza di decreto –, quella di beneficiaria – tratterrà fino a 10 milioni dei 200 di preteso aumento e, non paga, vorrebbe anche ergersi a interprete super partes spiegandoci che l’equo compenso non è una tassa e che non lo pagano i consumatori. Niente di più falso, speriamo che il Ministro Franceschini tenga invece in considerazione le legittime aspettative degli oltre 14.000 firmatari della petizione di Altroconsumo nel nuovo scenario tecnologico le copie private sono diminuite, non aumentate, pertanto l’aggiornamento dell’equo compenso deve essere al ribasso.

Ieri ho risposto così ad una intervista per Lastampa.it, il resto dell’articolo lo potete leggere qui

Equo Compenso, interessi legittimi a confronto: 500 illustri autori e artisti vs 14.000 cittadini meno noti ma altrettanto incazzati

marzo 4, 2014 alle 11:19 pm | Pubblicato su - Equo Compenso, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Si legge su questo sito di una petizione rivolta al Ministro Franceschini attraverso la quale 500 nomi illustri del mondo dello spettacolo, nonchè beneficiari diretti dei proventi da equo compenso per copia privata, chiedono che  «il nuovo ministro dei Beni culturali approvi con la massima urgenza l’adeguamento dell’equo compenso per copia privata».

Ora, il Ministro Franceschini sarà certamente stato reso edotto del fatto che Altroconsumo ha già avuto modo di contestare nel merito, nel metodo e nel quantum la legittimità nonchè l’opportunità di tali richieste di aggiornamenti tariffari anche e soprattutto per il fatto che l’equo compenso per copia privata esatto dai produttori e distributori di dispositivi elettronici finisce con l’essere riaddebitato ai consumatori finali, peraltro senza che questo sia evidenziato nello scontrino.

A fronte di quelle dei 500 illustri autori e artisti Franceschini troverà presso il Ministero dei Beni e le Attività Culturali, ivi depositate nel dicembre 2013, oltre 10.000 firme di persone, forse meno note, che hanno tuttavia supportato con altrettanta convinzione la petizione lanciata da Altroconsumo con la quale chiedevamo al precedente Ministro Massimo Bray di non aumentare l’equo compenso, e le cui adesioni hanno ora superato quota 14.000.

Ma, non solo, alla luce delle dichiarazioni chiaramente espresse da parte dell’ex Ministro Bray in occasione dell’audizione dello scorso 10 gennaio in merito alla apprezzabile scelta del suo Ministero di commissionare un’indagine ad hoc sulle abitudini dei consumatori per verificare se le c.d. copie private di opere musicali e cinematografiche siano davvero cresciute negli ultimi tre anni tanto da legittimare addirittura un aumento del c.d. equo compenso del 500% come pretenderebbe SIAE, rimaniamo ora francamente allibitii rispetto alla pressante richiesta di altri stakeholders di approvare il decreto con la massima urgenza senza attendere l’esito di tale indagine.

Pare infatti di tutta evidenza che tutti i soggetti portatori di interessi avranno, grazie all’iniziativa condivisa ed apprezzabile del Ministero dei Beni e le Attività Culturali, ulteriori importanti elementi istruttori sulla base dei quali poter esprimere la propria opinione in maniera più adeguatamente circostanziata. Se, ad esempio, all’esito di tale ricerca di mercato si confermasse – come sostiene Altroconsumo – che l’entità delle copie private sia diminuita e non aumentata, anche l’aggiornamento dell’equo compenso dovrebbe di conseguenza essere in diminuzione e non il contrario.

A scanso di ogni equivoco intendiamo ribadire che Altroconsumo non è affatto contraria a che autori ed editori e titolari dei diritti in generale possano vedersi riconosciuta una legittima e corretta remunerazione per le loro attività. Va tuttavia anche ricordato, per converso, che chi acquista musica e film legalmente da piattaforme online, paga già i diritti d’autore per poterne fruire (e fare copie) su un certo numero di supporti sulla base di una licenza: appare pertanto profondamente ingiusto che il consumatore debba pagare una tassa anche su questi stessi supporti, trovandosi così a pagare due volte.

Nel confermare pertanto il nostro interesse a continuare a confrontarci in maniera costruttiva con il Ministro Franceschini, così come abbiamo già fatto con il Ministro Bray per quanto concerne il tema dell’equo compenso per copia privata, auspichiamo sin d’ora di poter essere invitati ad esprimere le nostre osservazioni sugli esiti della succitata indagine di mercato.

Iniquo Compenso: bene il Ministro Bray e anche Enzo Mazza – una proposta radicale: e se lo abolissimo? #nocopiaprivata

gennaio 13, 2014 alle 9:00 am | Pubblicato su - Equo Compenso, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Come riferisce qui Guido Scorza nella riunione di venerdì scorso il Ministro Bray ha annunciato che, prima di emanare il decreto di adeguamento dei prelievi su smartphone, tablet, computer, memorie etc etc per la odiosa tassa SIAE, il Ministero dei Beni e le Attività Culturali intende sviluppare un’indagine ad hoc sulle abitudini dei consumatori per verificare se le c.d. copie private di opere musicali e cinematografiche siano davvero cresciute negli ultimi tre anni tanto da legittimare addirittura un aumento del c.d. equo compenso del 500 % come pretenderebbe SIAE.

Si tratta di un’ottima notizia e di un primo risultato della petizione di Altroconsumo che ha già raccolto oltre 11.000 adesioni e che sollecito a continuare a firmare.

Ma le buone notizie non finiscono qui, nel corso della trasmissione Presi per il Web andata in onda domenica su Radio Radicale, il Presidente di FIMI, quindi certo non un acerrimo nemico dell’equo compenso considerate le ingenti revenues che il settore industriale che rappresenta ottiene attraverso questa tassa, ha dichiarato che:

a) – I 5,20 Euro per smatphones proposti da SIAE sono sicuramente troppi

b) – l’istituto dell’equo compenso é residuale e va sicuramente a ridursi nel prossimo futuro con la crescita del digitale

Si tratta di dichiarazioni tanto inattese quanto apprezzabili. Quello che continua a differenziare la mia posizione da quella di Enzo Mazza è che io penso che il futuro debba essere oggi, altrimenti non lo avremo più …. e che continuare a mantenersi sulla base di una tassa tarata su un contesto analogico, oltre ad essere ingiusto ed iniquo e a produrre una evidente doppia tassazione dei contenuti a danno dei consumatori, non fa bene neanche allo sviluppo dell’industria culturale che dovrebbe imparare a reggersi sulle propie gambe nel digitale.

A conclusione della trasmissione – per chi la vuole riascoltare qui la prima parte e qui la seconda dove intervengo anche io – i conduttori Marco Scialdone e Fulvio Sarzana hanno lanciato una proposta/provocazione a tutti i gruppi politici presenti in Parlamento chiedendo loro di liberarci dall’equo compenso, dichiarandosi disposti in cambio a rinunciare alla copia privata che, tanto, non esiste più per come definita nella legge sul diritto d’autore.

Per supportarla e farla circolare su twitter #nocopiaprivata

No al regalo di Natale alla SIAE con i nostri soldi. Firma l’appello di Altroconsumo al Ministro Bray contro l’iniquo compenso

dicembre 16, 2013 alle 5:15 pm | Pubblicato su - Equo Compenso, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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Cambiano i governi ma siamo ancora fermi alle gabelle medioevali che, oltre a pesare ingiustamente sulle tasche dei cittadini, deprimono lo sviluppo tecnologico di questo Paese sempre più povero e sempre meno illuminato.

Dopo il Ministro Bondi ora è la volta del Ministro Bray, il leitmotiv della iniqua Tassa SIAE quanto mai ingiustificata nel nuovo scenario digitale, che va sotto il nome grottesco di “equo compenso”, è però sempre lo stesso: “chi siete? quanti siete? cosa portate? Un Fiorino!!!”

No al regalo di Natale alla SIAE. Firma l’appello di Altroconsumo al Ministro Bray

Un balzello di 3 e 4 euro sul prezzo di smartphone, tablet e computer (che si aggiunge a quello già esistente): in gran segreto sta per passare l’innalzamento della tassa sui dispositivi tecnologici destinato a ingrossare le casse della Siae. Firma la petizione per fermare questo balzello – continua a leggere qui sul sito di Altroconsumo

Le 10 domande della SIAE !

luglio 13, 2011 alle 10:32 am | Pubblicato su - Equo Compenso, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 9 commenti
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A pag. 28 del Corriere di oggi appare questo nuovo avviso a pagamento della SIAE e di Confindustria Cultura Italia: 

Pari dignità
10 domande e un invito

1. Perché il diritto d’autore, che fuori dalla rete è riconosciuto, in rete non deve essere remunerato?
2. Perché coloro che criticano il provvedimento AGCOM non criticano anzitutto il furto della proprietà intellettuale? Perché impedire la messa in rete di proprietà intellettuale acquisita illegalmente dovrebbe essere considerata una forma di censura?
3. Perché dovrebbe risultare ingiusto colpire chi illegalmente sfrutta il lavoro degli altri?
4. Perché si ritiene giusto pagare la connessione della rete, che non è mai gratis, ed ingiusto pagare i contenuti? E perché non ci si chiede cosa sarebbe la rete senza i contenuti?
5. Perché il diritto all’equo compenso viene strumentalmente, da alcuni, chiamato tassa? Perché non sono chiamate tasse i compensi di medici, ingegneri, avvocati, meccanici, idraulici, ecc.?
6. Perché Internet, che per molte imprese rappresenta una opportunità di lavoro, per gli autori e gli editori deve rappresentare un pericolo?
7. Perché nessuno si chiede a tutela di quali interessi si vuole creare questa contrapposizione (che semplicemente non esiste) tra autori e produttori di contenuti e utenti?
8. Perché dovremmo essere contro la libertà dei consumatori? Ma quale libertà? Quella di scegliere cosa acquistare ad un prezzo equo o quella di usufruirne gratis (free syndrome) solo perché qualcuno che l’ha “rubata” te la mette a disposizione?
9. Perché nessuno dice che l’industria della cultura occupa in Italia quasi mezzo milione di lavoratori e le società “over the top” al massimo qualche decina? E perché chi accusa l’industria culturale di essere in grave ritardo sulla offerta legale di contenuti, poi vuole sottrarci quelle risorse necessarie per continuare a lavorare e dare lavoro e per investire sulle nuove tecnologie e sul futuro?
10.Perché, secondo alcuni, non abbiamo il diritto di difendere il frutto del nostro lavoro, non possiamo avere pari dignità e dobbiamo continuare a essere “ figli di un Dio minore”?

L’invito
Auspichiamo che il regolamento AGCOM in quella che sarà la sua definitiva formulazione possa essere realmente efficace.
Non vogliamo sottrarci al dibattito e al confronto ma è necessario che le soluzioni vengano individuate, e al più presto.

Prometto che, appena mi riprendo, cercherò di fornire adeguate e puntuali risposte (Leggile ora qui). Frattanto vi ripropongo questi due video:

Equo compenso, istituito il tavolo ministeriale: i consumatori lasciati tra le nuvole ?!?!

giugno 22, 2010 alle 6:18 am | Pubblicato su - Equo Compenso, CONSUMATORI, DIRITTO, PROPRIET INTELLETTUALE | 3 commenti
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Sono a New York per una conferenza sul cloud computing (tornerò al più presto sul blog in merito a questo argomento di estremo interesse di cui si discute ancora troppo poco in Italia). Un pò a causa degli impegni, un pò per la differenza di fuso orario, un pò perchè nel poco tempo libero a disposizione cerco di visitare questa straordinaria città, riesco dunque a seguire con difficoltà al momento le cose che accadono in Italia, ma mi sono comunque imbattuto in questo straordinario esempio di incoerenza e carenza di sensibilità istituzionale che è il Decreto del presidente del consiglio dei ministri che istituisce un tavolo di lavoro tecnico per:

 “monitorare le dinamiche reali del mercato dei supporti e apparecchi interessati dal prelievo per copia privata e di formulare proposte ai fini dell’aggiornamento del decreto ministeriale di determinazione del compenso di cui all’articolo 71 septies della legge 22 aprile 1941 n. 633” (sic!)

Ora, il fatto che si parli di monitorare le “dinamiche reali” la dice già lunga su quanto irrealistiche fossero le considerazioni economiche alla base dell’emanazione del decreto Bondi, appare poi peculiare che, stanti le forti contestazioni sul decreto Bondi da parte dell’industria tecnologica e dei consumatori, si avvii ora questo tavolo pur in pendenza di un giudizio di illegittimità di fronte al TAR Lazio, (o forse in questo tavolo si cercherà di “aggiustare” anche la vertenza pendente al TAR?), risulta altresì rilevante ricordare come la Corte di Giustizia UE stia per pronunciarsi sulla normativa spagnola, per molti versi analoga a quella italiota, e che l’Avvocato Generale nel suo parere si sia già espresso in senso molto critico in linea con quelli che sono gli appunti che muovono le rappresentanze di industria e consumatori al decreto Bondi. Ma vi è di più, ebbene cari miei la relazione illustrativa al decreto Bondi, a firma del Capo dell’Ufficio Legislativo Mario Torsello, a pagina 12 recitava testualmente come segue:

“… è stata rilevata da più parti la necessità che alla determinazione del compenso per copia privata si accompagni la contestuale costituzione, su proposta del Ministero per i beni e le attività culturali, di un tavolo di lavoro permanente presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel quale siano rappresentati tutti i soggetti portatori degli interessi coinvolti dalla tematica in argomento, ivi compresi i consumatori“.

Sì avete capito bene, ivi compresi i consumatori, lo ripeto, ivi compresi i consumatori e, se non ci credete, la relazione illustrativa la trovate qui. Se siete capaci, indicatemi quindi un rappresentante dei consumatori tra i componenti del tavolo tecnico, così come nominati dal suddetto decreto: Mario Torsello, Ministero Beni e Attività Culturali; Elisa Grande, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Roberto Sambuco, Ministero dello Sviluppo Economico, Giorgio Assumma, SIAE, Paolo Ferrari, Confindustria Cultura Italia, Enzo Mazza, FIMI, Mario Gallavotti ANICA, Stefano Pileri, Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, Guidalberto Guidi, Confindustria ANIE, Mario Pissetti, ASMI, Maurizio Iorio, ANDEC.

Vale la pena di rilevare in conclusione, come ci rammenta giustamente Guido, che in Francia analoga Commissione a quella istituenda in Italia è costituita per 1/4 da rappresentanti di consumatori.

Domani (anzi oggi tra poche ore … è il fuso orario che mi frega !) si tiene la seconda udienza davanti al TAR Lazio sul procedimento promosso da aziende tecnologiche e di telecomunicazioni insieme ai consumatori per l’annullamento del Decreto Bondi, la speranza è sempre quella che ci sia un giudice anche a Roma e non solo a Berlino …

Una Tassa Malinconica: se la approvano chiedo sin d’ora lo 0,00001 % del prelievo, anch’io non me la passo tanto bene …

aprile 23, 2010 alle 10:22 am | Pubblicato su - Equo Compenso, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | Lascia un commento
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Malinconicamente ci risiamo, grandi grandi idee per l’innovazione del Paese: per risolvere la crisi dell’editoria tassiamo Internet !!!! dal Corriere.it di ieri:  Gli editori: crisi grave, riforma urgente Malinconico: «Mini tassa per chi naviga»

TASSA PER CHI NAVIGA – Al termine della presentazione del rapporto Malinconico ha poi formulato una proposta che farà probabilmente discutere: quella di una “mini tassa” per chi ha la connessione a internet e quindi si avvale dei contenuti anche editoriali della rete, che vada a sostegno del settore ancora in forte crisi. Nel sottolineare che in Germania si è seguita una strada analoga con la creazione di una «tassa sul computer», Malinconico dice che la Fieg non immagina una misura di questo tipo ma piuttosto «un prelievo di entità modesta, dal costo di un caffè al mese o giù di lì, per realizzare una dote di risorse che possa essere d’aiuto in questo frangente». Quindi «non una soluzione alla crisi, ma – spiega il presidente degli editori – una misura da adottare in modo transitorio». Una sorta di «strumento forfettario» per dare ossigeno al settore, che ancora attende una soluzione al problema dei contenuti editoriali utilizzati in rete dai motori di ricerca a partire da Google. «Di questo problema – ricorda Malinconico – si sta occupando la Commissione europea e in Italia l’Antitrust ha aperto un’istruttoria il cui termine però scade a ottobre e probabilmente sarà prorogato. Insomma si annunciano tempi lunghi per trovare un equilibrio con i motori di ricerca, 2-3 anni, e nel frattempo che facciamo?». Il tema dei contenuti editoriali sta molto a cuore agli editori: anche su internet «magari l’utente si va a cercare l’articolo invece che sul sito della testata su un motore di ricerca, così anche la pubblicità online raccolta dagli editori corre dei rischi». E di fronte al rischio che una tassa sulla ricerca di contenuti editoriali da parte di un utente della rete possa assumere profili di incostituzionalità, Malinconico replica che «normalmente su certi servizi ci sono oneri di sistema generali che vengono divisi. Si pensi alle bollette elettriche dove si paga anche per il costo delle centrali idroelettriche».

Tristezza, sgomento, rassegnazione, queste sono le sensazioni che provo al momento, c’è poco da aggiungere … se non che anche il riferimento alla tassa introdotta in Germania è oltremodo travisante, non è affatto vero che il governo tedesco abbia già introdotto una simile assurda misura vessatoria per i cittadini e contraria allo sviluppo dell’innovazione, come spiegavo meglio qui:    Mala tempora currunt … la Germania vuole tassare la Rete ?!?!? (update: non è vero)

A ben vedere un aspetto innovativo potrebbe però trovarsi nella proposta del Presidente della FIEG, appare infatti evidente che la nuova tassa non potrebbe chiamarsi equo compenso in quanto, come sanno bene i lettori di questo blog, tale impropria definizione è già occupata da altri, e ci lucra sopra la SIAE, ecco allora che, nome omen, proporei quello di: Tassa Malinconica

Chiedo sin d’ora, ad ogni modo, nella denegata ipotesi in cui il governo accogliesse veramente questa genialata malinconica di introdurre una levy su Internet, che uno 0,00001 % del prelievo sia donato anche a me, please, anch’io non me la passo tanto bene … anzi mi sento proprio male._

“Equo Compenso”: domani al TAR un fronte compatto quanto eterogeneo chiederà l’annullamento del decreto Bondi

aprile 12, 2010 alle 1:00 pm | Pubblicato su - Equo Compenso, CONSUMATORI, DIRITTO, PROPRIET INTELLETTUALE | 2 commenti
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Cari amici, come scrivevo due mesi e mezzo or sono, Il Decreto Bondi è attaccabile sia a Bruxelles che a Roma 

Ebbene, in febbraio abbiamo avviato la nostra azione a Bruxelles per violazione della normativa comunitaria sugli aiuti di Stato presso la DG Concorrenza ed ora completiamo il lavoro per quanto concerne la violazione del diritto amministrativo nazionale e, in particolare, lo sforamento evidente della riserva di legge in materia tributaria.

Domani, come si legge nel comunicato odierno di Altroconsumo avrà luogo presso il TAR Lazio la prima udienza del procedimento con il quale si chiede l’annullamento del Decreto Bondi. Vi farò sapere quali saranno gli esiti appena possibile, nel frattempo mi sembra il caso di evidenziare che l’udienza di domani sarà parecchio affollata, tra i ricorrenti si possono contare almeno una decina di imprese che operano nel settore tecnologico e della telefonia e – questo mi fa molto piacere rimarcarlo – Altroconsumo ha condiviso l’intervento ad adiuvandum con Cittadinanzattiva, Adiconsum, Movimento Difesa del Cittadino e Assoutenti .

Insomma, questo fronte tanto compatto quanto eterogeneo, rappresentativo sia delle aziende attive nell’ICT sia delle associazioni di consumatori, tutte accomunate dalla volontà di chiedere l’annullamento del Decreto Bondi dovrebbe forse bastare a fare passare la voglia di utilizzare l’arma dell’ironia a chi, come gli 8 moschettieri che gravitano intorno a Via della Letteratura aveva tentato, con un giochino di parole Altroconsumo = Altrinteressi tanto maldestro quanto forse involontariamente azzeccato, di commentare la nostra ferma contrarietà al Decreto Bondi.

Con la sua azione Altroconsumo e le altre associazioni di consumatori tutelano infatti, senza ombra di dubbio l’interesse dei consumatori, cosa che tuttavia coincide nel caso di specie con l’interesse generale ad uno sviluppo moderno, equo e sostenibile del mercato dei contenuti digitali. Anche chi rimane tutto concentrato a tutelare il proprio interesse particolare a costo di risultare una zavorra ormai assurda ed obsoleta per lo sviluppo del Paese, dovrebbe ormai aver compreso che è giunta l’ora di lasciare gabelle inique e medioevali come quella dell’equo compenso alla storia o a film divertentissimi come Non ci resta che piangere. 

In questo scenario sarebbe peraltro un gesto apprezzabile e lungimirante da parte del Ministro Bondi sospendere l’efficacia del Decreto che porta il suo nome in attesa della decisione dei giudici amministrativi come gli ha esplicitamente chiesto l’Istituto per le Politiche dell’Innovazione per evitare che lo Stato e il suo fido doganiere medioevale (leggasi SIAE) possano trovarsi successivamente in diffcoltà di fronte ad una richiesta di restituzione dei fiorini ingiustamente raccolti._

Consumatori Diritti e Mercato: focus su Internet

aprile 9, 2010 alle 11:40 am | Pubblicato su - Equo Compenso, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE, TELECOMUNICAZIONI | Lascia un commento
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Segnalo il n. 1/2010 del quadrimestrale di Altroconsumo “Consumatori Diritti e Mercato” con un bel focus su Internet che ospita articoli su net neutrality, online privacy, online behavioural advertising etc etc. 

Preciso che quanto espresso in ogni singolo pezzo non coincide necessariamente con il punto di vista di Altroconsumo, la rivista serve infatti proprio a promuovere il dibattito e la conoscenza delle problematiche che interessano i cittadini consumatori anche presentando punti di vista differenti._

Di seguito, clickando sui link, trovate le sintesi degli articoli del Focus, per alcuni in pdf c’è anche la versione integrale, buona lettura !

Editoriale

Francesco Silva – Università degli Studi di Milano Bicocca

I grandi motori della recente trasformazione, che investe i modi di lavorare, di consumare e di comunicare sono la tecnologia digitale, Internet e, infine, Google, che hanno già modificato la percezione e l’uso di categorie fondamentali su cui fino a oggi si sono basati i comportamenti delle persone e le società: il tempo, lo spazio e lo scambio (di informazioni, oggetti ed emozioni).
In questo numero di CDM, come in quelli successivi, parleremo dei mutamenti in atto nei modelli di consumo e nei comportamenti dei consumatori.

 Internet e neutralità della rete

Innocenzo Genna – giurista, esperto di regolamentazione nel settore delle comunicazioni elettroniche

Il tema della Net Neutrality sconta miti ed incomprensioni sul funzionamento della rete Internet e, in particolare, la scarsa conoscenza delle pratiche di network management, le relative finalità ed effetti. Una più attenta analisi di tali pratiche può indirizzare il dibattito verso una dimensione costruttiva ed aiutare a distinguere i comportamenti delle telco utili o necessari per il miglior funzionamento della rete Internet da quelli che possono presentare profili di illiceità per gli utenti o effetti escludenti verso altri operatori.

 Internet e social network: alcune psicopatologie

Viviana Di Giovinazzo – Università degli Studi di Milano-Bicocca

I nuovi strumenti di comunicazione rappresentano un indubbio progresso. Fonte e veicolo di informazioni, essi ampliano l’accesso a elementi utili alla scelta dei prodotti, anche se non sempre la agevolano. Nel caso di Internet, a un aumento dell’offerta non segue necessariamente un aumento, bensì una diminuzione dell’utilità del consumatore, intesa come livello di benessere percepito.

 Google: i sistemi “aperti” sono vincenti

Jonathan Rosenberg – Google

Noi di Google crediamo che i sistemi aperti siano vincenti. Offrono maggiore innovazione, valore e libertà di scelta ai consumatori e permettono di creare un ecosistema dinamico, redditizio e competitivo per le aziende.

 Privacy: un concetto superato?

Emilie Barrau – Beuc
Sintesi a cura di Luisa Crisigiovanni

Sono in molti a pensare che il concetto di privacy su Internet sia da ritenersi superato. Studi recenti dimostrano al contrario che i consumatori europei – inclusi i giovani – prestano molta attenzione alla propria privacy sulla rete: l’82% dei giovani è particolarmente preoccupato del fatto che i propri dati vengano utilizzati senza che loro ne siano a conoscenza, il 75% che la propria identità sia ricostruita utilizzando informazioni prese da differenti fonti e il 69% che i propri comportamenti siano distorti.

 Online advertising winning and empowering consumers

Kimon Zorbas – IAB Europe
Sintesi a cura di Marco Pierani

In questo articolo si ospita il punto di vista dell’industria dell’Internet advertising estremamente favorevole allo sviluppo delle nuove tecniche di Online Behavioural Advertising. La pubblicità su internet permette al consumatore di accedere a informazioni relative a prodotti e servizi globali fornendo la possibilità di scelte più ampie rispetto a quanto successo in passato.

 Continuavano a chiamarlo “equo compenso”

Marco Pierani – Altroconsumo
Marco Bulfon – Altroconsumo

L’allargamento a tutti i dispositivi dotati di memoria del prelievo da parte della Siae – precedentemente applicabile ai soli cd, dvd vergini e masterizzatori – coniuga gli aspetti tipici della vessazione del consumatore e dell’intralcio allo sviluppo delle tecnologie e del mercato dei contenuti digitali. Nell’articolo si spiega perché quella introdotta da un decreto che guarda al futuro con gli occhi del passato è una nuova tassa iniqua e un aiuto di Stato.

 Internet, il mercato, i consumatori e le regole

Guido Scorza – Avvocato, Università degli Studi di Bologna, Università Luiss

Le attuali regole del diritto d’autore, dell’editoria e, più in generale, dell’informazione mostrano una sostanziale inadeguatezza rispetto al mutato contesto tecnologico, ma anche sociale ed economico determinato dalla rivoluzione digitale. Vi è, tuttavia, una forte resistenza al ripensamento di tali discipline giuridiche, vissute come l’ultimo baluardo per continuare a imporre vecchi modelli di business.

Banda larga: su tecnologia e innovazione si gioca il futuro del Paese

Antonello Busetto – Confindustria

Consumatori in cifre è una rubrica che propone un’analisi dei dati relativi a diversi mercati complessi, fornendone un’interpretazione utile a informare correttamente i consumatori.

Continuavano a chiamarlo “equo compenso”

aprile 2, 2010 alle 2:47 pm | Pubblicato su - Equo Compenso, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 4 commenti
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Alt! Chi siete? Cosa fate? Cosa Portate? … Sì, ma quanti siete?…un fiorino!!! Ricorderete sicuramente la surreale quanto esilarante gag valorizzata dal genio di due dei migliori comici italiani alle prese con un ottuso “doganiere” medioevale nel film Non ci resta che piangere. Benigni e Troisi, cittadini del ventesimo secolo, catapultati per uno scherzo del destino nel 1492 in un’Italia allora divisa in numerosi principati, ducati e staterelli ne passano di tutti i colori e, nel caso di specie, si trovano ad una frontiera, messa lì solo per succhiare danaro ai sudditi, vessati dal potere costituito.
Sembrerebbe una realtà lontana nel tempo di cui poter sorridere senza remore oggi nel 2010. Ebbene, le cose non stanno proprio in questo modo se è vero che, al lordo della più volte dichiarata – ma difficilmente attuabile – volontà politica di ridurre le aliquote IRPEF, continuano di fatto ad esistere in alcuni settori vere e proprie gabelle in tutto a questa comparabili ed anzi, a volte, senza alcun passaggio parlamentare ne viene addirittura allargata la portata ad opera di un governo che malgrado ciò continua a professarsi liberale. 
Un esempio recentissimo è quello dell’ormai famigerato Decreto Bondi …  continua qui

Questo l’incipit di un mio breve articolo su un tema più che noto ai frequentatori di questo blog ! che pubblica oggi Nel Merito

Buona lettura e, se avete voglia di approfondire la cosa, trovate l’articolo completo qui su Consumatori Diritti e Mercato  ._

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