Dedicata a tutti quelli che …

novembre 24, 2011 alle 4:58 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 2 commenti
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Era ora ! C’è un Giudice a Lussemburgo …

Il copyright non è über alles, finalmente qualcuno l’ha scritto chiaramente, e non è stato un Giudice di Pace o un Tribunale qualsiasi di periferia bensì il Giudice più autorevole in Europa, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea: il copyright è un diritto che va contemperato con altri diritti pariordinati e/o sovraordinati come il diritto ad intraprendere di altri soggetti, il diritto alla privacy, la libertà di espressione etc etc

E’ veramente un gran giorno, ne parlano più in dettaglio gli amici Fulvio Sarzana, Stefano Quintarelli (e Inno Genna), Guido Scorza, Luca De Biase e, immagino, tanti altri … Ma ci sarà tempo per analizzare la sentenza, per il momento da parte mia vorrei semplicemente fare un gesto di liberazione musicale:

Dedicata a Sarkozy, dedicata ai Commissari M&M …

dedicato a tutti quelli che

sono allo sbando

dedicato a tutti quelli che

non hanno avuto ancora niente

e sono ai margini da sempre

dedicato a tutti quelli che

stanno aspettando

dedicato a tutti quelli che

rimangono dei sognatori

per questo sempre più da soli

E ora, anche in Italia, voltiamo pagina per favore, lasciamo da parte l’assurdo accanimento sull’enforcement e riprendiamo la “parte buona” della bozza di delibera AGCOM sul diritto d’autore in Rete, quella che guarda allo sviluppo del mercato legale, come chiedevo qualche tempo fa nel video qui sotto, siamo ancora in tempo …. 

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Il vizietto dei commissari M&M e la loro personalissima visione in materia di diritto d’autore in Rete

novembre 24, 2011 alle 1:01 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 6 commenti
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Come sanno i 5 o 6 lettori di questo blog, l”ultima volta che lo hanno fatto avevo rivolto loro un cortese invito caduto probabilmente nel nulla se è vero che con questo nuovo articolo, sempre su Milano Finanza, i Commissari M&M ritornano, come solo loro sanno fare, sul tema del diritto d’autore in Rete.

Questa volta c’è chi, molto più autorevolmente di me, ha commentato con queste sacrosante considerazioni:  

 Passi la grossolanità del ragionamento, passi il fatto che giusto ieri il vicepresidente della Commissione Europea Neelie Kroes ha sostenuto a nome dell’Europa l’esatto contrario, passi anche il tenero sfogo letterario con citazioni di Carducci, Alfieri e Abramo Lincoln. Ma se per una volta Antonio Martusciello e Stefano Mannoni potessero dilettarci con i loro ragionamenti a nome proprio e fuori dalle loro prerogative istituzionali, sarebbe cosa opportuna e gradita. Per lo meno per rispetto nei confronti dei tanti cittadini come me che non si sentono minimamente rappresentati dalle loro parole

Da parte mia, molto più sinteticamente, dedico ai simpatici Commissari M&M un secondo e, a questo punto, definitivo invito …

Tariffe di terminazione: la decisione di AGCOM non risponde alle nostre richieste e a quelle della Commissione europea, la battaglia continua

novembre 18, 2011 alle 11:17 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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Nonostante si arriverà a 0,98 centesimi nel luglio 2013 anzichè nel gennaio 2015, la decisione presa ieri da AGCOM  non risponde adeguatamente alle nostre richieste e a quelle della Commissione europea.

Viene infatti posticipata di sei mesi la prima riduzione delle tariffe di terminazione che rimarranno così, anche dopo il 1° gennaio 2012 a 5,3 centesimi, non solo le più alte d’Europa ma ben superiori al quel primo taglio proposto dalla stessa AGCOM a 4,1 centesimi, notificato a Bruxelles e giudicato insufficiente dalla Commissione europea.

Per fare un confronto, al primo gennaio 2012 le tariffe di terminazione in Francia saranno di 1,5 centesimi di euro, quelle in Gran Bretagna  di 1,96. Soltanto a partire da luglio 2012 le riduzioni in Italia inizieranno a diventare più consistenti. Troppo tardi.

La nostra battaglia continua: Questa decisione di Agcom è motivo in più per continuare la raccolta di firme, già arrivate ad oltre 20.000 su www.abbassalatariffa.it Una volta che sarà pubblicata la Delibera valuteremo se impugnarla e, soprattutto, da luglio 2012 monitoreremo che ai tagli delle tariffe di terminazione corrisponda una adeguata riduzione delle elevatissime tariffe fisso-mobile a beneficio dei consumatori.

Tariffe di terminazione: in 20.000 chiedono ad AGCOM di tagliarle, domani la decisione

novembre 16, 2011 alle 6:58 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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In vista della decisione dell’AGCOM che molto probabilmente sarà presa nella riunione del Consiglio di domani, Altroconsumo ribadisce con una lettera a Corrado Calabrò che è necessaria una riduzione delle tariffe di terminazione mobile ben più netta e rapida di quella proposta precedentemente dalla stessa Authority. Questa volta le richieste di Altroconsumo trovano però rinnovato vigore sulla base delle oltre 20.000 adesioni già raccolte con la petizione lanciata meno di un mese fa sul sito www.abbassalatariffa.it

Le rivendicazioni di Altroconsumo sono in linea con quanto prescrive la Raccomandazione europea del maggio 2009 che ha chiesto ai Paesi membri di ridurre le tariffe di terminazione ad un livello di costo efficiente, identificato con 1 centesimo di euro al minuto, entro il 2012, come ribadito successivamente in una lettera del 23 luglio 2011, con la quale la Commissione Ue ha giudicato timide le proposte presentate dall’AGCOM, in quanto non in linea con la Raccomandazione.

Gli attuali valori della terminazione mobile in Italia sono del 50% superiori a quelli della media europea e con il percorso di riduzione proposto da Agcom il divario salirebbe ad oltre il 90%, cosa per noi francamente inaccettabile. Il successo straordinario della petizione su www.abbassalatariffa.it dimostra la bontà della nostra iniziativa ed il vivo interesse dei consumatori a supportarla.

Appaiono deboli le tesi di alcuni operatori di telefonia mobile, che hanno da poco acquistato nuove frequenze nella gara per l’LTE e che hanno fatto notare che non sarebbe certo questo il momento per ridurre loro gli introiti da terminazione mobile. Risulta difficile, infatti, arrivare a sostenere seriamente che non è opportuno eliminare una ormai annosa distorsione di mercato che produce sovvenzioni indirette a favore degli operatori mobili per il fatto contingente che gli stessi operatori hanno di recente deciso meritoriamente, ma comunque liberamente, di investire nelle nuove frequenze.

Appare altresì peculiare che gli ottimi risutati della pur legittima attività lobbistica che ha garantito agli operatori mobili un rallentamento dell’implementazione della Raccomandazione in Italia vengano interpretati come qualcosa sul quale si sia potuto o si possa ora fare un legittimo affidamento. In realtà doveva essere ben chiaro agli operatori, ancor prima della Raccomandazione, che le tariffe di terminazione sarebbero state ridotte sensibilmente. 

Infine, vi è l’argomento secondo il quale ridurre le tariffe di terminazione mobile non produrrà necessariamente vantaggi per i consumatori, ma avrà più semplicemente l’effetto di trasferire risorse dagli operatori mobili ad alcuni operatori del fisso. Questo è un punto cruciale, le elevate tariffe di terminazione mobile vengono ribaltate infatti dagli operatori sulla bolletta dei consumatori e pesano in particolar modo sulle elevatissime tariffe del fisso-mobile. L’iniziativa di Altroconsumo con la petizione è stata promossa ovviamente nell’interesse economico dei consumatori ad avere tariffe più basse e ove, quale effetto della decisione che auspichiamo, si spostasse invece la posizione di rendita dagli opertaori mobili a quelli fissi sarebbe per noi ovviamente una sconfitta.

Vi sono però tre considerazioni da fare:

1)    Innanzitutto se non si cominciano ad abbattere le tariffe di terminazione mobile non ci sarà mai alcun beneficio da trasferire al consumatore e, quindi, la battaglia sulla quale ci siamo impegnati risulta un passaggio necessario;

2)    In secondo luogo, l’asimmetria introdotta numerosi anni fa per mezzo delle tariffe di terminazione mobile a discapito degli operatori di telefonia fissa, con il ben noto obiettivo di aprire la concorrenza sul mobile e mettere a disposizione risorse per costruire le relative reti ha origine essenzialmente regolamentare, ed ora sempre a livello regolamentare si provvede giustamente all’eliminazione di questo beneficio che è diventato improprio ed obsoleto;

3) Quale conseguenza ritenere che gli operatori di telefonia fissa, una volta ridotte le terminazioni mobili, non trasferiranno i benefici ai loro clienti denota una visione molto pessimistica rispetto al livello di efficienza e competizione del mercato delle telecomunicazioni. Una volta riportate le tariffe di terminazione ai costi effettivi, come ci chiede l’Europa, la palla ritorna al mercato e se tutti gli operatori del fisso decidessero a quel punto di non ridurre le tariffe del fisso-mobile saremmo di fronte ad un’ipotesi di pratiche concordate lesive della concorrenza e degli interessi dei consumatori di cui dovrebbe seriamente occuparsi l’Autorità Antitrust.

Altroconsumo è sempre abbastanza contraria ad interventi dirigistici e quindi vogliamo sperare che l’auspicata riduzione delle tariffe di terminazione si traduca in un beneficio per i consumatori senza alcuna necessità di imposizioni calate dall’alto ma se questo non avverrà naturalmente e grazie al libero gioco della concorrenza oltra all’intervento dell’Antitrust dovremmo chiederne anche uno dell’AGCOM volto ad imporre la traslazione dei benefici sui prezzi al dettaglio del fisso-mobile.

La lettera inviata oggi da Altroconsumo ad AGCOM è leggibile per esteso qui

Per salvare l’Italia!

novembre 14, 2011 alle 3:15 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, POLITICA | 1 commento
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Altroconsumo scrive al Presidente del Consiglio incaricato Mario Monti esprimendo fiducia sul fatto che il nuovo Governo guidato dall’ex Commissario europeo possa essere in grado di proporre e attuare seriamente le misure necessarie a risollevare il nostro Paese dalla grave crisi politica, economica e finanziaria in cui è purtroppo caduto e che ha fortemente intaccato la fiducia, oltre che gli interessi, dei cittadini-consumatori.

Tali obiettivi richiedono scelte politiche coraggiose finalizzate a ridisegnare il profilo di un Paese innovativo, competitivo ed europeo, anziché, come troppo spesso è avvenuto sinora, conservatore, corporativo e localistico.

Le proposte che Altroconsumo ha sottoposto al Prof Monti si incentrano sui seguenti punti:

1.    Concorrenza e liberalizzazioni

Nel corso dell’attuale legislatura purtroppo le politiche di liberalizzazione hanno conosciuto una battuta d’arresto, addirittura abbiamo assistito per molti settori ad accenni di controriforme. Occorre abbattere le rendite di posizione, creare più concorrenza, fare rispettare adeguate regolamentazioni nel caso di presenza di monopoli naturali o di posizioni dominanti, tenere alto il profilo del cambiamento in settori chiave come libere professioni, carburanti, banche e assicurazioni, farmaci, commercio e grande distribuzione, trasporti. Per risollevarsi dall’attuale situazione di crisi il nostro sistema Paese deve diventare più competitivo a livello internazionale e la via principale per ottenere ciò è quella di eliminare le barriere anticoncorrenziali interne.

 2.    Banda larga e sviluppo digitale

L’aumento della penetrazione della banda larga può comportare una crescita considerevole del PIL. L’Europa del futuro sarà sempre più digitale, l’Italia è indietro e non può perdere il passo.  Nell’immediato dobbiamo affrontare la crisi ma questo non ci può esimere dal creare le condizioni per uno sviluppo sostenibile nel medio-lungo termine. Quello sul digitale e banda larga può essere un formidabile investimento anticiclico. L’accesso ad Internet a banda larga deve rientrare nel servizio universale ed essere inteso come bene comune al mantenimento ed allo sviluppo tecnologico del quale tutti gli operatori dovranno contribuire. Occorre creare la società della Rete sostenuta anche da fondi della Cassa Depositi e Prestiti e lanciare un grande ed ambizioso progetto di switch off dal rame alla fibra.

3.    Una macchina dello Stato più moderna ed efficiente

Accanto alla sempre più diffusa crisi di legittimazione della politica è crescente nell’opinione pubblica anche una notevole sfiducia nei confronti dell’operato della Pubblica Amministrazione. Molto dipende dal fatto che la trasparenza sull’impiego delle risorse risulta carente. Siamo, infatti, di fronte ad un problema di complessità della macchina dello Stato e anche ad una allocazione delle responsabilità non chiara. Quello che pesa maggiormente sul capo di ogni cittadino non è tanto il costo in sé della politica quanto la sua ormai cronica incapacità di prendere decisioni. Auspichiamo riforme che, a partire dai regolamenti parlamentari fino alla forma dello Stato, siano intese a favorire una maggiore efficienza, trasparenza e responsabilità. Occorre indirizzare la trasformazione dell’amministrazione della cosa pubblica verso la pratica dell’Open Government e introdurre forti elementi di produttività ed efficacia nella pubblica amministrazione e nel pubblico impiego a livello locale così come a livello centrale.

 4.    Equità Fiscale

L’incertezza del diritto è l’elemento che contraddistingue l’attuale sistema fiscale italiano. Negli ultimi anni troppi provvedimenti hanno creato confusione e inasprimento della tassazione senza che un criterio di equità e di rispetto dell’articolo 53 della Costituzione sia stato seguito. Occorrono misure strutturali che non impattino nuovamente sul potere d’acquisto delle fasce più deboli dei cittadini, deprimendo ancora di più consumi e mercati nell’ottica del rilancio dell’economia tutta. Considerata l’urgente necessità di riportare in ordine i nostri conti pubblici riteniamo infine percorribile la strada della tassa patrimoniale per patrimoni mobiliari e immobiliari superiori a 2 milioni di euro con opzione di sottoscrizione di titoli di debito pubblico per i soggetti passivi. Da ultimo ricordiamo come una seria lotta all’evasione fiscale e l’abbandono definitivo di condoni, sanatorie e sconti di pena  possa garantire al Paese l’osservanza delle norme fiscali da parte di tutti i contribuenti garantendo entrate certe e stabili nelle casse dello Stato.   

 Il documento integrale inviato oggi da Altroconsumo si trova qui

Ora basta cazzate, c’è da salvare il Paese. Forza Italia!

novembre 13, 2011 alle 12:02 am | Pubblicato su POLITICA | 1 commento
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Luca De Biase conclude così questo bel bel post di qualche giorno fa Mario Monti: una road map per gli italiani :

Oggi, le macerie sono culturali e la ricostruzione è morale, intellettuale, solidale. Quindi prima di tutto occorre riconoscerla, uscendo dalla fiction. Poi va definita una strada credibile e fondata empiricamente, con informazione trasparente perché si veda la ricostruzione. Infine si deve vedere una forma di progresso, che non sarà probabilmente solo quantitativo, ma soprattutto qualitativo: ambiente, relazioni sociali, profondità e opportunità culturali. Le nuove regole saranno legittimate da questa progettazione. Monti non sarà solo di fronte a un programma così vasto. Perché gli italiani quando capiscono come stanno le cose e vedono una strada anche impegnativa da prendere per i loro figli, per le persone che amano, per se stessi, riescono a unirsi e a superare difficoltà incredibili. Purtroppo queste fasi durano poco in Italia. Ma questa volta, in quelo poco tempo, dovranno impostare una prospettiva di lunga durata. L’Europa, in questo, sarà di grande aiuto. È tempo di conoscerla e riconoscerla. Imho.

Concordo su ogni singola parola, e allora dai, Forza Italia!

Lavoro flessibile e prospettive per gli under30. Faccia a faccia con Pietro Ichino

novembre 11, 2011 alle 6:28 pm | Pubblicato su DIRITTO, POLITICA | 1 commento
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Gli amici della Scuola d’Attualità di Oilproject, la più grande piattaforma online in Italia dedicata alla formazione e alla condivisione del sapere mi hanno chiesto se volevo embeddare anche su questo blog la loro videochat interattiva dedicata questa sera dalle ore 20.50 alle ore 21.50 al tema “Lavoro flessibile e prospettive per gli under30. Faccia a faccia con Pietro Ichino” 

Il tema è di interesse, ho accettato quindi con piacere, per cui potrete vedere anche qui la videochat aperta con Pietro Ichino, docente di Diritto del lavoro nell’Università statale di Milano e senatore per il Partito Democratico.

http://live.oilproject.org

Dimisioni Berlusconi sottoposte a condizione meramente potestativa = negozio giuridico nullo – updated

novembre 9, 2011 alle 1:07 am | Pubblicato su DIRITTO, POLITICA | 1 commento
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Premetto che – come ho già confessato ‘sta sera cercando conforto su Facebook – alla luce degli eventi degli ultimi mesi sento l’urgente necessità di trovare un codice interpretativo che mi consenta di decifrare l’oggi su una qualche base giuridica  in quanto, anche alla luce di un rapido ma approfondito ripasso di diritto costituzionale e di diritto comunitario e senza aver ovviamente tralasciato una rilettura attenta dei regolamenti parlamentari, rimango ancora confuso e infelice.

Ad esempio non rinvengo nei Trattati europei su quale base giuridica si possa fondare la famosa lettera della BCE al governo italiano, tantomeno pare lecito che una sorta di direttorato franco-tedesco possa permettersi di dettare legge ad uno Stato membro, siamo fuori dalle regole e si rischia di mettere in seria discussione la sovranità quale elemento costitutivo del nostro Stato, ma non è (solo) su questo che vorrei concentrarmi ora.

Sempre in premessa sento anche la necessità di riaffermare che ho personalmente un grande rispetto per il Capo dello Stato e gli porto immensa riconoscenza per il difficile ruolo che sta cercando di svolgere nell’interesse generale in questi frangenti di grave crisi della nostra economia ma anche, e soprattutto, della nostra Democrazia.

Ciò detto, nonostante tutti i media parlino di dimissioni del Presidente del Consiglio, non posso esimermi da esprimere forti dubbi sull’esito del confronto tra il presidente Berlusconi e il Presidente della Repubblica Napolitano avvenuto a seguito del voto odierno alla Camera sul rendiconto e riassunto in questa nota del Quirinale

Il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato una volta compiuto l’adempimento dell’approvazione della Legge di Stabilità

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa sera in Quirinale il Presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi, accompagnato dal Sottosegretario dott. Gianni Letta. All’incontro ha partecipato il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Consigliere Donato Marra.

Il Presidente del Consiglio ha manifestato al Capo dello Stato la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto odierno alla Camera ; egli ha nello stesso tempo espresso viva preoccupazione per l’urgente necessità di dare puntuali risposte alle attese dei partner europei con l’approvazione della Legge di Stabilità, opportunamente emendata alla luce del più recente contributo di osservazioni e proposte della Commissione europea.

Una volta compiuto tale adempimento, il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato al Capo dello Stato, che procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione.

Ora, senza volermi qui addentrare in valutazioni politiche, a me sembra che ci sia qualcosa che non va in queste dimissioni prima ancora da un punto di vista prettamente giuridico. Inizialmente avevo pensato, infatti, a dimissioni sottoposte a termine di efficacia, una cosa già alquanto peculiare, ma in realtà vi è di più. Con il termine, infatti, siamo di fronte ad una certezza del verificarsi dell’avvenimento futuro e se è vero che nel caso di termine indeterminato non si sa precisamente il quando non sussite tuttavia alcun dubbio circa il suo avverarsi. Qui, invece, a ben vedere siamo di fronte a una condizione perchè allo stato l’approvazione della legge di stabilità è un avvenimento non solo futuro ma inevitabilmnete anche incerto. Nessuno ci può garantire oggi insomma che tale legge verrà infatti effettivamente approvata. 

Ma la cosa più grave è che la condizione posta da Silvio Berlusconi alle sue dimissioni è una condizione meramente potestativa in quanto consiste in un comportamento che lo stesso Berlusconi – in quanto presidente del Consiglio rappresentante dell’attuale governo – potrà tenere o meno a suo arbitrio. Va, infine, anche detto che se la condizione meramente potestativa fa dipendere l’assunzione di un obbligo, come nel caso di specie la rimessione del mandato nelle mani del Capo dello Stato, dalla mera volontà del proponente, non solo vizia la clausola contenente la condizione ma rende nullo l’intero negozio in quanto, come pare evidente, non si può prendere sul serio un vincolo che dipende dal capriccio dell’obbligato.

Ciò detto, forse le opposizioni per fare cadere l’attuale governo dovrebbero determinarsi a presentare una mozione di sfiducia ma qui entriamo nel campo politico e mi fermo.

Update: prima con un opportuno comunicato chiarificatore  e poi con la nomina a senatore a vita di Mario Monti      l’ottimo Presidente Napolitano oggi ha fatto capire, ove ve ne fosse bisogno, che non ci sta proprio a farsi fregare ed ha assestato un doppio colpo finale al governo Berlusconi. Volendo proseguire nella metafora contrattualistica l’accordo intercorso ieri non può più dirsi ora viziato da una condizione meramente potestativa ma, semmai caratterizzato da un termine sospensivo determinato e brevissimo 😉 … e ci voleva visto dove era arrivato lo spread.

Misure Anticrisi: Altroconsumo chiede al Parlamento banda larga, concorrenza e liberalizzazioni, equità fiscale

novembre 7, 2011 alle 5:47 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA | 3 commenti
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Mentre sta deflagrando con tutta evidenza la lacerante crisi politica che tanto ha pesato e peserà ancora sull’altrettanto grave crisi economica e finanziaria del nostro Paese, Altroconsumo ha ritenuto opportuno rivolgersi al Parlamento sottoponendo a politici di opposizione e maggioranza una serie di misure anticrisi:

Nell’imminenza del dibattito parlamentare sulle misure necessarie a risollevare il nostro Paese dalla grave crisi economica e finanziaria e per dare una risposta credibile ai mercati, Altroconsumo si rivolge a tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione, senza alcuna distinzione di sorta, perché vengano prese in seria considerazione alcune, a nostro avviso, fondamentali proposte.

Banda larga e sviluppo digitale
L’aumento della penetrazione della banda larga può comportare una crescita considerevole del Pil. L’Europa del futuro sarà sempre più digitale, l’Italia è indietro e non può perdere il passo. Nell’immediato dobbiamo affrontare la crisi, ma questo non ci deve fare abbandonare il progetto di creare le condizioni per uno sviluppo sostenibile nel medio-lungo termine. Quello sul digitale e banda larga può essere un formidabile investimento per uscire dal guado. L’accesso a Internet a banda larga, oltre a essere considerato un servizio universale, deve essere inteso anche come bene comune, al mantenimento e allo sviluppo tecnologico del quale tutti gli operatori dovranno contribuire. Occorre creare la società della Rete sostenuta anche da fondi della Cassa depositi e Prestiti e lanciare un grande e ambizioso progetto di passaggio da una rete oggi in rame a una in fibra ottica.

Concorrenza e liberalizzazioni
Nel corso dell’attuale legislatura purtroppo le politiche di liberalizzazione hanno conosciuto una battuta d’arresto, addirittura abbiamo assistito, per molti settori, persino ad accenni di controriforme. Occorre abbattere le rendite di posizione, creare più concorrenza, fare rispettare adeguate regolamentazioni in caso di monopolio o di posizioni dominanti; ma anche tenere alto il profilo del cambiamento in settori chiave come libere professioni, carburanti, banche e assicurazioni, farmaci, trasporti, commercio e grande distribuzione. Per risollevarsi dall’attuale situazione di crisi il nostro sistema Paese deve diventare più competitivo a livello internazionale, e la via principale perché ciò accada è quella di eliminare le barriere interne che ostacolano la concorrenza.

Equità fiscale
L’incertezza del diritto è l’elemento che contraddistingue l’attuale sistema fiscale italiano. Negli ultimi anni troppi provvedimenti hanno creato confusione e inasprimento della tassazione, senza che un criterio di equità e di rispetto dell’articolo 53 della Costituzione sia stato seguito. Occorrono misure strutturali che non impattino nuovamente sul potere d’acquisto delle fasce più deboli dei cittadini, deprimendo ancora di più consumi e mercati nell’ottica del rilancio di tutta l’economia. Considerata l’urgente necessità di riportare in ordine i nostri conti pubblici riteniamo infine percorribili alternativamente una delle seguenti misure patrimoniali: un’imposta ordinaria dell’1 per mille a carico del patrimonio totale delle persone fisiche o un’imposta straordinaria dell’1% sugli immobili il cui valore complessivo è superiore a 500.000 euro, oltre ad una seria lotta all’evasione fiscale.

Il documento completo inviato ai parlamentari è leggibile qui

Mangostano: a volte ritornano

novembre 7, 2011 alle 5:27 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO | 1 commento
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  Come è possibile leggere qui nel Bollettino Antitrust n. 41 del 31 ottobre, da pag. 36 in poi l’Antitrust ha aperto un nuovo fascicolo nei confronti di Xango per la reiterazione della pratica commerciale relativa al succo al mangostano, già dichiarata a suo tempo scorretta.

Sulla vicenda del Mangostano trovate parecchio nel mio blog . Questa è una nuova puntata.

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