AGCOM e diritto d’autore: un quadro di insieme sullo stato dell’arte del dossier

novembre 12, 2013 alle 7:03 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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AGCOML’acceso dibattito sulla proposta di Regolamento AGCOM in materia di diritto d’autore online si è fino ad ora prevalentemente concentrato sulla questione inerente la sussistenza o meno in capo all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni dei poteri necessari a deliberare in materia. Da una parte si sono schierati coloro che ritengono, sulla base di un’interpretazione estensiva dell’articolo 32-bis D.lgs 177/2005 introdotto dal c.d. Decreto Romani nonchè del Dlgs 70 del 2003, di attuazione in Italia della Direttiva sul commercio elettronico, che AGCOM possa allargarsi a regolamentare un procedimento di enforcement del diritto d’autore anche per quanto concerne le reti di comunicazione elettronica, dall’altra quelli che, al contrario – come il sottoscritto – considerano a dir poco claudicante tale legittimazione, che dovrebbe invece ritenersi limitata quanto all’oggetto allo specifico settore dei media audiovisi, ed in riferimento, quanto all’ambito soggettivo, solo ed esclusivamente ai fornitori di servizi media audiovisivi.

 Continua a leggere su Consumatori Diritti e Mercato questo mio articolo nel quale ho cercato di fare un quadro di insieme dello stato dell’arte del dossier, ovviamente si tratta di una visione di parte, ma dalla parte buona 😉 

Di questo ed altro parleremo peraltro a questa conferenza al Senato giovedì: Dialogo sulla Libertà di Informazione  

AGCOM e diritto d’autore in Rete – come abbiamo fatto a non capire? è tutto un gioco, tutto uno scherzo, una burla, un divertissement …

luglio 27, 2011 alle 1:45 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Domani il Presidente Calabrò tornerà a riferire alle Commissioni VII e VIII del Senato in seduta congiunta circa l’ormai famigerata proposta AGCOM in materia di diritto d’autore in Rete. Su come sia andata la settimana scorsa ho già avuto modo di riferire qui e qui.

Pur sapendo che sarà un’impresa ardua superare il poliedrico Presidente che, in quanto ad ispirazione artistica, è notoriamente ben dotato (vedi video sopra), questa volta vorremmo omaggiarlo con un’opera  “La Rete, una Sinfonia”, composta di due parti:

•            I nostri “cinguettii” per la libertà della Rete Internet

•            Concerto per domande e risposte

Trovate maggiori informazioni sull’iniziativa, come aderire e supportarla sul sito di Agorà Digitale

Il fatto è che fino ad ora non avevamo compreso che è tutto un gioco, tutto uno scherzo, una burla, un divertissement … e avevamo quindi risposto alla prima consultazione con un pesante documento di trenta pagine infarcito di considerazioni giuridiche, economiche, persino sociologiche. Successivamente, ritenendo di non avere ancora approfondito a sufficienza le questioni aperte dalla proposta AGCOM, avevamo addirittura pubblicato un Libro bianco su diritto d’autore e diritti fondamentali nella rete Internet_ e, infine, in fretta e furia, in occasione dell’audizione della scorsa settimana, pur riservandoci di svolgere tutte le osservazioni più opportune e puntuali sulla proposta emendata di Agcom nei termini della nuova consultazione, avevamo colto l’occasione per esternare con questa lettera  le nostre preoccupazioni circa un articolato che rimane purtroppo gravemente lesivo delle prerogative del Parlamento.

Che errore ragazzi, come abbiamo fatto ad essere così stupidi, a non capire … fortunatamente ci ha pensato Lui ad aprirci gli occhi inserendo, ad arte, nell’ambito della sua performance al Senato della scorsa settimana questo messaggio in codice:

L’adozione del regolamento Agcom è stata preceduta da una vigilia carica come non mai di tensione, cui la rete ha dato voce amplificandola, in un fiume di commenti, cinguettii, grida di allarme, iniziative. Più megafono che piattaforma di discussione, se vogliamo essere obiettivi.

Ma sì, come avevamo fatto a con capirlo prima: è tutto un gioco, tutto uno scherzo, una burla, un divertissement … il Presidente Calabrò vuole giocare con noi, come potrebbe spiegarsi altrimenti che, come rilevato da Guido Scorza, nella  modulistica allegata allo schema di regolamento messo in consultazione da Agcom si prevede che le ragioni a supporto dell’illegittimità della pubblicazione di un contenuto così come le controdeduzioni a supporto della sua legittimità debbono essere fornite dagli interessati in “50 caratteri MAX”, meno di mezzo tweet ?!

 

Ma sì, è un altro messaggio in codice che ci ha lanciato Calabrò mentre noi, giù testoni ad argomentare in punta di diritto, sull’illegittimità e l’incostituzionalità del regolamento, sulla sua contrarietà a norme e principi comunitari … come facevamo a non averlo capito ? è tutto un gioco, tutto uno scherzo, una burla, un divertissement …

E allora dai, amici, divertiamoci, partecipate anche voi a costruire questa gioiosa Opera “La Rete, una Sinfonia” il Presidente ne sarà ben felice, adora l’Arte, inviate anche voi i vostri “cinguettii” per la libertà della Rete Internet

Comincio a proporne un paio anch’io:

è tutto un gioco, tutto uno scherzo, una burla, un divertissement

Ooops, no, peccato, troppo lungo secondo i parametri AGCOM …

Questo notice and take down all’amatriciana è una porcata!

Eccolo, perfetto! 50 caratteri, se AGCOM concederà il beneficio di non computare gli spazi questo mezzo tweet potrebbe anche essere utilizzato come frase standard nei counter notice …

AGCOM e diritto d’autore: la confessione di Calabrò in versi

luglio 21, 2011 alle 6:43 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 4 commenti
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Scusate se torno di nuovo sul tema ma, nel frattempo, mi sono letto ed ascoltato con attenzione l’intera relazione odierna di Corrado Calabrò al Senato, vi sono in effetti dei passaggi salienti, virtuosismi fino al limite dell’equilibrismo che solo un personaggio poliedrico come il Presidente dell’AGCOM, dotato – tra le altre cose – di una finissima sensibilità poetica, avrebbe potuto reggere senza scadere di tono e di credibilità.

Si tratta veramente di un’opera d’arte, chapeau !

Consiglio anche a voi, se avete un attimo di tempo, e soprattutto se apprezzate l’arte, di leggere e ascoltare, poi, per favore, fatemi sapere cosa ne pensate, ci tengo  …

Solo giunti a pagina 14 della relazione troverete però la summa del Calabrò pensiero:

Combattere una battaglia con armi inadeguate conduce ad una sconfitta sicura, per di più con dispiego di energie, e, al contempo, avvalora il mantenimento di posizioni di retroguardia chiuse alla comprensione del fenomeno da contrastare. Sono sempre stato convinto che non si possa usare una mentalità ottocentesca, che andava bene per il cartaceo, per regolare, con giudizi di valore tipo vintage, un fenomeno, quale quello della pirateria digitale, in vertiginosa evoluzione tecnologica. Ma questo non può costituire una giustificazione per non fare.

Ecco che, con un vero colpo di genio, il Presidente Calabrò riesce a risolvere il suo dissidio interiore, quale giurista e alto funzionario di Stato, affidando al Calabrò poeta il compito di confessare in versi la cruda realtà.

Segue l’allegoria del Far web:

Che il principio della rete libera si risolva in un Far web, non è un esito degno di un Paese che creda nel diritto anziché nella sopraffazione del più svelto e del più spregiudicato.

Ma di questo ho già avuto modo di dire. Il seguito a giovedì prossimo, anche i Seantori sono stati infatti colpiti dal genio poetico del Presidente Agcom e lo vogliono riascoltare il 28 luglio …

Sommessamente ci permettiamo di suggerire loro, al termine della performance e dopo un lungo e caloroso applauso per l’Artista, di rispondere all’unisono: MORATORIA !

Agcom e diritto d’autore in Rete: consultazione pubblica, risposte segretate. L’Autorità si fermi !

luglio 4, 2011 alle 1:29 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 4 commenti
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Si è ormai detto tutto della proposta AGCOM che prevede un procedimento sommario in materia di diritto d’autore in Rete e dei motivi per i quali, se approvata nella forma in cui è stata messa in consultazione, rischierà di divenire molto pericolosa per la libertà d’espressione.

Una cosa però non è stata adeguatamente sottolineata o, forse, è semplicemente sfuggita ai vari commentatori. Potreste forse considerarla un’inezia, una pedanteria formale rispetto alle altre lesioni e ai gravi rischi sostanziali ai quali andiamo incontro, ma la forma è sostanza, in particolar modo per una Autorità Indipendente che voglia ancora fregiarsi di tale prerogativa.

Per quale motivo non sono ancora state pubblicate sul sito web dell’AGCOM le risposte e le osservazioni ricevute dai vari stakeholders sulla consultazione avviata con delibera 668/10/CONS ? Perchè? Qual’è il motivo di questa grave mancanza di trasparenza ?

L’Autorità non riteneva rilevante fare consocere all’opinione pubblica su quali basi, sulla base di quali sollecitazioni e commenti, ha deciso in fretta e furia – differentemente da quanto precedentemente programmato – di passare allo step successivo in piena estate mettendo all’ordine del giorno del Consiglio del 6 luglio l’approvazione di un articolato che, peraltro, il Presidente Calabrò nell’incontro di venerdì 24 giugno con la delegazione di Altroconsumo, Adiconsum, Assoprovider, Agorà Digitale, aveva riferito a Fulvio Sarzana, Luca Nicotra, Marco Scialdone , Giovanbattista Frontera e al sottoscritto sarebbe stato definitivo, senza alcuna ulteriore consultazione?

Poco importa se poi successivamente l’AGCOM, sempre più sotto pressione da parte dell’opinione pubblica, abbia fatto sapere che anche l’articolato che verrà portato al voto nel Consiglio del 6 luglio sarà poi messo di nuovo in consultazione, probabilmente per un periodo brevissimo peraltro …

La forma è sostanza per una Autorità Indipendente di Garanzia, cosa c’era scritto nelle osservazioni ricevute dai vari soggetti ed associazioni che hanno risposto alla consultazione? hanno tutte chiesto univocamente un’accelerazione del procedimento ? Sicuramente non lo hanno fatto  Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo, Assonet, Assoprovider e Studio Legale Sarzana e Associati che, come è possibile leggere qui hanno sin da allora chiesto al contrario con forza una moratoria, ma dubito che possano averlo fatto molti altri soggetti.

Allora perchè questa accelerazione? Perchè l’Autorità non pubblica le risposte alla consultazione ? Forse proprio perchè nessuno ha chiesto tale accelerazione rispondendo alla consultazione pubblica ? Se qualcuno formalmente l’ha chiesta, chi è stato ? Troppe domande inevase e, soprattutto, se una consultazione è pubblica non si vede per quale motivo le risposte debbano essere segretate e non siano invece ancora state rese disponibili con la più adeguata trasparenza sul sito dell’Autorità, La forma è sostanza per una Autorità Indipendente di Garanzia …

A questo punto, e a maggior ragione, chiediamo che dopodomani al Consiglio del 6 luglio non venga approvato alcun articolato, chiediamo una moratoria per le ragioni sostanziali esposte in questi mesi e, inoltre, anche perchè l’Autorità non ha reso evidente e trasparente a tutti gli stakeholders e all’opinione pubblica quali motivi, sulla base dell’analisi delle risposte ricevute nell’ambito della consultazione che aveva sollecitato, l’hanno spinta a questa repentina accelerazione.

Dopodomani anche per un aspetto formale, e la forma è sostanza per una Autorità che vuole ancora ritenersi Indipendente, non potrà essere approvato alcun articolato, non è infatti possibile passare allo step successivo dell’approvazione di un articolato senza aver dato precisa contezza, con evidenza pubblica, dell’espletamento dei necessari passaggi precedenti.

Frattanto la protesta sta montando in Internet, anche politici di primo piano, come il Presidente della Camera Fini e il Segretario del Partito Democratico Bersani si sono finalmente espressi molto criticamente mentre si stanno apprestando gli ultimi preparativi per la Notte della Rete in programma domani dalle 17,30 in poi a Roma e in diretta videostreaming, che promette di rivelarsi uno degli eventi più importanti degli ultimi anni per quanto concerne la libertà d’espressione In Internet.

Ci sarò in rappresentanza di Altroconsumo e sarò in buona compagnia a quanto pare, di seguito l’elenco di quanti hanno già confermato la loro presenza:

 

Olivero Beha, Rita Bernardini, Emma Bonino, Pippo Civati, Nicola D’Angelo, Juan Carlos de Martin, Tana de Zulueta, Antonio Di Pietro, Dario Fo, Giovanbattista Frontera, Alessandro Gilioli, Peter Gomez, Beppe Giulietti, Fabio Granata, Margherita Hack, Carlo Infante, Giulia Innocenzi, Ignazio Marino, Gianfranco Mascia, Gennario Migliore, Roberto Natale, Luca Nicotra, Leoluca Orlando, Flavia Perina, Marco Perduca, Marco Pierani, il Piotta, Donatella Poretti, Enzo Raisi, Franca Rame, Fulvio Sarzana, Marco Scialdone, Guido Scorza, Mauro Vergari, Carlo Verna, Vincenzo Vita, Vittorio Zambardino.

Per Maggiori info e aggiornamenti su La Notte della Rete qui

Per saperne di più sulla proposta AGCOM in materia di diritto d’autore in Rete, di seguito i dieci post che ho dedicato alla questione:

AGCOM e diritto d’autore in Rete: un notice and take down all’amatriciana (puntata n. 1) 

AGCOM e diritto d’autore in Rete: una procedura sproporzionata e carente di analisi di impatto economico (puntata n. 2) 

AGCOM e diritto d’autore in Rete: L’Autorità non può sostituirsi al Giudice Penale (puntata n. 3)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: in attesa di oscurare i siti l’Autorità comincia a tacitare i Commissari non allineati? (puntata n. 4)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: i “presunti” poteri sanzionatori dell’Autorità in materia di copyright (puntata n. 5)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: Palese incostituzionalità del procedimento di inibizione (puntata n. 6)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: appuntamento alla Camera il 14 giugno (puntata n. 7)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: uno sguardo alle proposte del TACD sarebbe gradito (puntata n. 8)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: su, svegliati e reagisci Italia altrimenti il 6 luglio cala la censura ! (puntata n. 9)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: stiamo tutelando l’interesse generale e aiuteremo l’Autorità a fare bene il proprio mestiere, bene avanti così (puntata n. 10)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: un notice and take down all’amatriciana (puntata n. 1)

aprile 15, 2011 alle 1:18 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 14 commenti
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Come noto, con gli amici di Adiconsum, Agorà Digitale, AssonetAssoprovider e Studio Legale Sarzana, oltra a lanciare l’iniziativa sitononraggiungibile abbiamo depositato un corposo documento con il quale contestiamo, sulla base di vari punti di diritto, il procedimento sommario proposto da Agcom in materia di diritto d’autore in Rete.

Ora, dopo le consultazioni con tutti gli stakeholders, l’Autorità dovrà tirare le sue conclusioni e siccome ritengo che la proposta AGCOM tocchi questioni cruciali non solo per il futuro dell’industria dei contenuti audiovisivi ma anche e soprattutto, sotto il profilo dell’interesse generale, per un equilibrato sviluppo economico, sociale, tecnologico e culturale del nostro Paese, ho deciso di dedicare dieci post per spiegare meglio i motivi per i quali, se approvata nella forma in cui è stata messa in consultazione, la delibera rischierà di divenire molto pericolosa per la libertà d’espressione in Rete

Questa prima puntata è intesa, in particolar modo, a sfatare la vulgata secondo la quale il procedimento proposto da Agcom sarebbe da apprezzare perchè, a differenza che ad esempio la HADOPI in Francia, qui si va contro i provider, non contro i consumatori! Questo hanno dichiarato alcuni Commissari AGCOM e sulla stessa linea si è espresso il Sottosegretario Giro nel fornire risposta scritta all’interpellanza presentata dall’On. Cassinelli: “Un procedimento che, peraltro, avviene senza il minimo coinvolgimento dell’utente privato”. Questo è un errore concettuale gravissimo, come ho già provato a spiegare al Senatore Napoli, Commissario AGCOM, vediamo perchè:

E’ proprio vero ! il procedimento sommario delineato dall’Autorità al paragrafo 3.5 della delibera 668/10/CONS avviene senza il minimo coinvolgimento dell’utente privato che pretermette completamente, sebbene esso sia necessariamente parte in causa soprattutto per quanto concerne le ipotesi di lesione nelle piattaforme di user generated contents. Si consideri, infatti, che la proposta avanzata dall’Autorità prevede, come indicato a pag. 15 del documento di consultazione, che i titolari dei diritti possano inviare un avviso di violazione del copyright al fornitore del servizio di media audiovisivo o al gestore del sito e che quest’ultimo “se la richiesta appare fondata, deve rimuovere il contenuto entro il termine di 48 ore dalla ricezione della richiesta, eventualmente – e non obbligatoriamente – contattando il soggetto che ha caricato il video”.

Di tal che i provider, visti anche i tempi ristrettissimi a disposizione, si guarderanno bene dal comunicare la contestazione all’utente, al contrario, molto più facilmente introdurranno clausole blindate nei contratti con gli utenti che consentiranno loro, anche in forza della Delibera, di esonerarsi da responsabilità e risolvere il contratto con gli utenti che abbiano ipoteticamente leso il diritto d’autore altrui.

Quale risultato, il consumatore non potrà fare valere i suoi diritti nell’ambito del successivo sommario contraddittorio che si svolegerà presso l’Autorità e avrà termine in 5 giorni.

Tale lacuna, oltre a discostare notevolmente la procedura ipotizzata dal notice and takedown statunitense al quale l’Autorità dichiara di ispirarsi, risulta ledere gravemente il fondamentale diritto di difesa e contraddittorio dell’utente ponendola in evidente conflitto con l’art 1 pragrafo 3 bis della Direttiva 2009/140/CE del 25 novembre 2009 che recita come segue:

“I provvedimenti adottati dagli Stati membri riguardanti l’accesso o l’uso di servizi e applicazioni attraverso reti di comunicazione elettronica, da parte degli utenti finali, devono rispettare i diritti e le libertà fondamentali delle persone fisiche, garantiti dalla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dai principi generali del diritto comunitario. Qualunque provvedimento di questo tipo riguardante l’accesso o l’uso di servizi e applicazioni attraverso reti di comunicazione elettronica, da parte degli utenti finali, che ostacolasse tali diritti o libertà fondamentali può essere imposto soltanto se appropriato, proporzionato e necessario nel contesto di una società democratica e la sua attuazione dev’essere oggetto di adeguate garanzie procedurali conformemente alla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e ai principi generali del diritto comunitario, inclusi un’efficace tutela giurisdizionale e un giusto processo. Tali provvedimenti possono di conseguenza essere adottati soltanto nel rispetto del principio della presunzione d’innocenza e del diritto alla privacy. Dev’essere garantita una procedura preliminare equa ed imparziale, compresi il diritto della persona o delle persone interessate di essere ascoltate, fatta salva la necessità di presupposti e regimi procedurali appropriati in casi di urgenza debitamente accertata conformemente alla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Dev’essere garantito il diritto ad un controllo giurisdizionale efficace e tempestivo.”

Mi sembra utile rammentare– per inciso – in conclusione che alla succitata Direttiva, che fa parte del c.d. Telecoms Package, l’Italia dovrà dare attuazione entro il 25 maggio 2011, ecco dunque un altro rilevante motivo – a meno che non si voglia ancora una volta rischiare di fare approdare l’esito della nostra convulsa quanto contraddittoria attività di produzione normativa in sede comunitaria al vaglio di un probabile procedimento di infrazione -per il quale la sede naturale di ogni decisione in questa materia deve tornare necessariamente ad essere il Parlamento. Ma su questo tornerò più approfonditamente alla prossima puntata, a presto !

AGCOM e diritto d’autore: ecco perchè non dormo sonni tranquilli …

febbraio 3, 2011 alle 7:57 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Torno sulle spinose questioni che solleva il testo messo in consultazione da AGCOM in materia di diritto d’autore non solo per salutare con soddisfazione il successo che sta avendo la petizione condivisa con gli amici di Adiconsum, Agorà Digitale, Assonet e Assoprovider che, dopo soli tre giorni, si avvia verso le 3000 adesioni ma anche e soprattutto per chiarire un paio di questioni.

La cosa si rende necessaria a fronte dei rilievi mossi dall’amico Egenio Prosperetti che, essendo persona seria e preparata, merita risposte, per quanto possibile, adeguatamente motivate nel merito e oltretutto perchè il meme in Rete rischia di diffondersi … 

Punto 1: il termine per rispondere alla consultazione AGCOM è di 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale che mi risulta essere avvenuta il 3 gennaio, va da sè che i soggetti, come Altroconsumo, che hanno ritenuto opportuno lanciare una petizione per fare in modo che una fascia più ampia dell’opinione pubblica, oltre ai soli addetti ai lavori e ivi compresi i parlamentari, fossero resi edotti dei rischi che correremmo ove l’AGCOM approvasse definitivamente le proposte indicate nel documento di consultazione per quanto concerne l’enforcement, ovviamente invieranno all’Autorità un contributo formale nei termini previsti e chiederanno anche di essere auditi. Personalmente sto già lavorando alla redazione del documento e più leggo la parte della delibera che propone di introdurre un provvedimento sommario quanto antidemocratico a tutela della presunta lesione del diritto d’autore più i dubbi e le perplessità sulla sua legittimità nel nostro Ordinamento si infittiscono.

Punto 2: Nel merito, oltre a tutto quanto esposto nel testo della petizione http://sitononraggiungibile.e-policy.it/it/lettera-ai-parlamentari/ e a quanto opportunamente evidenziato da Fulvio Sarzana con un paio di post di cui consiglio la lettura: qui il primo qui il secondo    aggiungo che Agcom, a mio modo di vedere, ha un ulteriore piccolo problemino: il procedimento sommario ipotizzato dall’Autorità, molto ben dettagliato nel testo della consultazione, pretermette completamente il consumatore sebbene questo sia necessariamente parte in causa soprattutto per quanto concerne le iptesi di lesione nelle piattaforme ugc. Bene, personalmente ci vedo un conflitto grosso come una casa con l’art 1 pragrafo 3 bis della direttiva 2009/140/CE del 25 novembre 2009 – più volgarmente il telecoms package – al quale dovremo dare attuazione in Italia entro breve, ecco un altro motivo, e direi non da poco, per il quale la sede naturale per ogni decisione in materia deve tornare il Parlamento, a meno che non si voglia ancora una volta fare approdare le nostre assurdità nazionali in sede comunitaria con un probabile procedimento di infrazione.

Punto 3 – ci sarebbe anche da rispondere a FAPAV ma qui il discorso si fa un pò più lungo, abbiate pazienza: Internet e, ancora di più il web 2.0, hanno reso di fatto obsoleti una serie di modelli di business consolidati ma, per un altro verso, hanno aperto incredibili, nuove prospettive economiche e imprenditoriali. Colpita da questo classico esempio di disruptive technology, che cosa poteva fare l’industria dell’audiovisivo? Difendere le proprie posizioni di rendita o aprirsi al futuro: ha scelto la prima strada. Che cosa poteva fare la politica? Accompagnare e stimolare l’industria dell’audiovisivo verso il futuro o proteggerla nel business del passato. Ha scelto decisamente la seconda strada, anche perché, per molti aspetti, significava anche proteggere sé stessa. Quale risultato, negli ultimi dieci anni, nel corso dei quali abbiamo continuato a raccontarci che il solo problema della distribuzione dei contenuti online era costituito dalla pirateria telematica, all’insegna della sconfitta del diritto e del mercato, abbiamo assistito a un vero e proprio abuso della proprietà intellettuale. Questo abuso si è manifestato, da una parte, in forme eccessive di enforcement, invasive di altri diritti fondamentali, come la libertà di manifestazione del pensiero, il giusto processo, la privacy e l’accesso alla cultura e all’informazione, dall’altra nel forzoso mantenimento in vita di modelli di gestione collettiva dei diritti d’autore su base nazionale e, in quanto tali, oltre che antieconomici, apertamente lesivi dei principi del mercato interno e della concorrenza dell’Unione europea.

La chiusura iniziale poteva essere comprensibile, ma insistere rischia di diventare preoccupante: perseverare diabolicum est. E, tuttavia, ancora oggi si preferisce – per molti versi – guardare al futuro con gli occhi del passato pur di non mettere in discussione meccanismi palesemente assurdi e obsoleti nel nuovo scenario tecnologico, che hanno però il pregio di essere ben noti e, in quanto tali, di non mettere in discussione lo status quo.

Circa i dati sui cosiddetti danni da pirateria rinvio invece al video qui sopra.

Regolamento AGCOM sul diritto d’autore: gl’è tutto sbagliato, gl’è tutto da rifare!

dicembre 17, 2013 alle 5:48 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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agcom_ueAlla lettura del post con il quale l’amico Fulvio Sarzana rivela i contenuti delle osservazioni molto critiche, formulate ai sensi della Direttiva 34/98, dalla Commissione europea all’AGCOM circa l’ormai famigerato Regolamento in materia di diritto d’autore online, sono d’apprima trasalito e poi – una volta che mi sono ripreso – queste sono state le prime parole che – quasi la buon’anima di Bartali si fosse impossessato di me – ho proferito:

 gl’è tutto sbagliato, gl’è tutto da rifare

Con lo stesso accento toscano parlato ovviamente meglio di me, e sicuramente con maggiore autorevolezza, era stato, in realtà  già Matteo Renzi nel weekend a dichiarare in sostanza la premorienza del provvedimento dell’Autorità di Via Isonzo prima ancora che fosse pubblicato ufficialmente. Ora però, alla luce delle pesanti osservazioni della Commissione – non dell’ultimo dei pirati – che AGCOM non sembra aver tenuto in dovuta considerazione nel testo finale reso pubblico in estratto sul suo sito web, l’unica via d’uscita per Cardani & C sembra essere quella di evitare di procedere a pubblicare ufficialmente la delibera.

Come rileva correttamente Fulvio Sarzana la Commissione offre infatti una sola via d’uscita ad AGCOM nell’ultima frase del documento inviato alle Autorità italiane:

“Dato che il progetto di notifica è stato sottoposto a consultazione pubblica, la Commissione desidera ricordare alle autorità italiane l’obbligo di comunicare nuovamente un progetto a norma dell’articolo 8, paragrafo 1, comma 3 della direttiva 98/34/ce, qualora modifiche al progetto inizialmente modificato “ne alterino il campo di applicazione, ne abbrevino il calendario inizialmente previsto, aggiungano o rendano più rigorosi le specificazioni o i requisiti”.

Pare di tutta evidenza che AGCOM dovrà quindi come minimo ora procedere a rinotificare alla Commissione, ai sensi della Direttiva 98/34,  il testo modificato del regolamento approvato in seno al suo Consiglio in data 12 dicembre astenendosi ovviamente nel contempo dal pubblicarlo ufficialmente.

Si badi bene, come rileva Sarzana, il documento di osservazioni della Commissione “è  firmato dal Vicepresidente della Commissione Maros Sefcovic, Commissario alle relazioni istituzionali,  e  arriva alla rappresentanza diplomatica italiana di Bruxelles il 2 dicembre, per essere poi inoltrato al Governo Italiano, ma i canali diplomatici sono lunghi ed il documento arriva in realtà al Governo Italiano solo in questi giorni” si tratta dunque di osservazioni inviate formalmente dalla Commissione al Governo italiano, se pertanto AGCOM non ottempererà a quanto in esse precsritto ignorando i rilievi di Bruxelles sui diritti fondamentali (non bruscolini) e vorrà andare avanti comunque nell’approvazione potrà essere il nostro Governo a consigliarla vivamente a non farlo.

A Palazzo Chigi c’è un altro inquilino che, sebbene con inflessione pisana, conosce altrettanto bene il toscano, Enrico Letta glie lo dica anche Lei una volta per tutte a Cardani, Posteraro & C:

 gl’è tutto sbagliato, gl’è tutto da rifare

Diritto d’autore: l’avvocato generale Villalón sottolinea indirettamente le inappropriatezze del Regolamento AGCOM

novembre 26, 2013 alle 7:00 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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E’ di tutta evidenza come le conclusioni dell’avvocato generale Pedro Cruz Villalón nel caso UPC Telekabel debbano indurre un ripensamento all’Agcom circa il testo di Regolamento notificato alla Commissione.

corte di giustiziaCome ci affatichiamo da tempo a sostenere non sussistono infatti nella proposta di Regolamento Agcom sufficienti esplicitazioni circa le misure da adottare caso per caso con la adeguata proporzionalità rispetto alle specifiche violazioni che l’Autoritá si troverebbe ad affrontare all’indomani dell’approvazione.

Manca inoltre nel testo proposto da Agcom anche la benché minima analisi dei costi e degli oneri che sarebbero addossati agli ISP, cosa che, sempre secondo l’avvocato generale Villalón, é compito che spetta ai giudici nazionali indicare e contemperare in ogni caso di specie, tanto più dovrebbe esserlo per un’Autorita amministrativa come Agcom che, al contrario, non ha mai voluto affrontare la questione, nonostante l’avessimo più volte richiamata a ciò.

Nel testo attuale del Regolamento non c’è alcuna traccia di tutto questo e non si comprende come potrebbe poi operare in concreto Agcom se non ha neanche posto i principi.

Le conclusioni odierne dell’avvocato generale Villalón confermano dunque le nostre preoccupazioni circa l’inappropriatezza del Regolamento che ora Agcom sarà costretta a modificare e a rimetere in consultazione – come espliciterà a breve anche la Commissione europea. La prospettiva che auspichiamo rimane in ogni caso il ritiro del Regolamento e la parlamentarizzazione della discussione in materia di diritto d’autore online.

In 31 scrivono alla Presidentessa della Camera Laura Boldrini per una riforma del diritto d’autore più equilibrata del regolamento AGCOM

ottobre 11, 2013 alle 8:38 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 7 commenti
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laura boldriniLettera Aperta alla Presidentessa della Camera dei Deputati On.le Laura Boldrini su Parlamento, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, e riforma del diritto d’autore

 

E, p.c. ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari alla Camera dei Deputati:

 

On.le Roberto Speranza, Partito Democratico

On.le Alessio Villarosa,  Movimento 5 Stelle

On.le Renato Brunetta, Popolo della Libertà

On.le Lorenzo Dellai, Scelta Civica per l’Italia

On.le Gennaro Migliore, Sinistra Ecologia e Libertà

On.le Pino Pisicchio, Misto

On.le Giancarlo Giorgetti, Lega Nord

On.le Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia

Milano/Roma  11 ottobre 2013

Onorevole Presidentessa,

 Con la presente siamo a sollecitare un Suo opportuno intervento volto a dirimere il potenziale conflitto istituzionale che verrebbe a crearsi tra il Parlamento e l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (di seguito AGCOM) ove quest’ultima adottasse in via definitiva, nelle prossime settimane, il Regolamento posto in consultazione sul diritto d’autore online in assenza di un previo intervento del Legislatore.

 Confidiamo nella Sua accorta sensibilità istituzionale affinchè, nell’interesse dei cittadini, vengano adeguatamente protette da perniciose prevaricazioni le prerogative del Parlamento in una materia – come quella della libertà d’espressione in Internet – che assume viepiù importanza cruciale per la nostra Democrazia.

 Le scriventi associazioni ed esponenti della società civile, pur rappresentando istanze ed interessi assai diversi tra loro, imprenditoriali, consumeristi, professionali e accademici, concordano, infatti, nel ritenere ingiusta, inopportuna ed inappropriata nel merito la procedura di repressione sul web proposta dall’AGCOM, senza il ricorso alla Magistratura, e nutrono serie perplessità circa la sussistenza di una sufficiente legittimazione in materia di diritto d’autore in capo a tale Autorità amministrativa stante la legislazione vigente.

 D’altra parte, alle nostre stesse conclusioni era infine addivenuto persino il precedente Presidente AGCOM, tanto da spingersi a richiedere informalmente al Governo una norma di interpretazione autentica che fornisse all’Autorità la legittimazione necessaria a procedere con l’approvazione del proposto Regolamento (Cfr Presentazione del Bilancio di mandato AGCOM 2005-2012).

 In progresso di tempo anche il nuovo Presidente AGCOM ha in varie occasioni ripetuto – non ultimo nel riferire in audizione alle Camere –che “ se il Parlamento intervenisse ad adottare una riforma della legge n. 633/1941 che tutela il diritto d’autore per adeguarla alla nuova realtà tecnologica e di mercato, AGCOM sarebbe lieta di cedere il passo”.

 Occorre dunque prendere favorevolmente atto che non solo nelle due ali del Parlamento, anche a fronte di tali stimoli, sono già stati presentati due disegni di legge (Cfr Atto Camera n. 1639 e Atto Senato n. 1066) e che altri parlamentari hanno preannunciato la presentazione di ulteriori disegni di legge ma, soprattutto, che lo scorso 25 settembre con una Delibera a Sua firma On. le Presidentessa è stata istituita presso la Camera dei Deputati una Commissione parlamentare di inchiesta, tra le altre cose, proprio in materia di pirateria elettronica e digitale.

 Non pare dunque sussistere alcun dubbio sul fatto che si stia finalmente avviando proprio quel dibattito parlamentare sollecitato dal Presidente AGCOM sul diritto d’autore online e che, per di più, in seno alla succitata Commissione di inchiesta potrà essere approntata sin dai prossimi mesi alla Camera una analisi indipendente sui cd danni da pirateria digitale nel nostro Paese.

 Oltre alla mancanza di legittimazione in capo all’AGCOM e ai rischi documentati circa i suoi effetti deleteri sulla libertà d’espressione in Rete, rimarcati da ultimo anche da due interrogazioni rivolte da Membri del Parlamento europeo alla Commissione (Interrogazioni On.le Rinaldi e On.li Toia/Berlinguer), l’emanando Regolamento AGCOM appare infatti inficiato dalla assoluta carenza di una preventiva analisi di impatto economico in termini di costi e benefici che – sebbene da più parti ripetutamente richiesta – l’Autorità non ha mai voluto avviare.

 Non solo, si consideri che a fronte di recenti decisioni della Giustizia Amministrativa AGCOM si troverà a dover gestire una importante mole di lavoro inerente i ricorsi per pratiche commerciali scorrette nel settore delle telecomunicazioni precedentemente di competenza dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, cosa che ci lascia francamente dubitare sulla possibilità che contestualmente AGCOM possa farsi carico anche del contenzioso che il Regolamento in materia di diritto d’autore farebbe confluire su di essa anzichè, più opportunamente, sulle sezioni specializzate per la proprietà intellettuale dei Tribunali Ordinari.

 Va, inoltre, ricordato che in questo momento, dopo le dimissioni del Commissario Maurizio Decina, il Consiglio AGCOM manca peraltro di uno dei suoi Membri e risulta pertanto squilibrato, cosa per la quale–lo sottolineiamo con urgenza – la Camera dei Deputati dovrebbe al più presto avviare procedure trasparenti per raccogliere candidature di alto profilo e prevedere l’audizione dei candidati.

E’ per tutte queste ragioni che siamo a chiederLe di  consentire la calendarizzazione della citata proposta di legge e di quelle che stanno per essere presentate, avviando così, con un formale dibattito parlamentare, anche la moratoria di fatto del Regolamento proposto da AGCOM.

 Come da tempo ci affatichiamo a sostenere solo in Parlamento, grazie alle più ampie prerogative consentite al Legislatore, può essere infatti adottata una riforma del diritto d’autore armonica, equa ed innovativa.

 Una riforma della legge n. 633/1941 che affronti, da una parte, con doveroso rigore la repressione delle violazioni a scopo di lucro anche attraverso strumenti quali il cd follow the money, che impedisce la monetizzazione delle grandi piattaforme di pirateria commerciale senza ricorrere né all’interdizione del servizio a livello DNS, che metterebbe a rischio la libertà d’espressione, né a forme di “rimozione selettiva” che richiederebbero il ricorso a tecniche di ispezione delle comunicazioni (Deep Packet Inspection) incompatibili con l’articolo 15 della Costituzione e ponga, dall’altro, le precondizioni più adeguate per sviluppare finalmente nel nostro Paese un mercato legale dei contenuti online senza dimenticare, infine, di precisare, dettagliare, riconoscere e promuovere i diritti dei consumatori nel nuovo contesto digitale.

 Appare ormai intollerabile che, complice un quadro normativo inadatto al mutato contesto tecnologico, l’emersione di nuove forme di linguaggio fatte non solo di parole ma anche di immagini, suoni, melodie, trovi nel diritto d’autore uno strumento che, lungi dal promuovere la creatività, ne impedisca in concreto la positiva estrinsecazione.

 Contemperare adeguatamente i diritti degli autori ed editori con i diritti di libertà degli utenti della Rete consentirebbe alle nuove generazioni di esprimersi nel linguaggio loro più congeniale ed al Paese di cogliere appieno le opportunità del digitale contribuendo così a restituire al mercato un settore dell’economia come quello dell’innovazione e della conoscenza che può fare dell’Italia un caso di eccellenza nel panorama europeo.

Con osservanza,

Simone Aliprandi, avvocato e Ph.D., responsabile Copyleft-Italia.it

Dino Bortolotto, Presidente Assoprovider-ConfCommercio

Bruno Conte, Fondatore “Manager Non Profit”

Marco A. Calamari, Consigliere HERMES – Centro Studi Trasparenza e Diritti Umani Digitali

Marco Calvo, Liber Liber

Stefano Corradino, Direttore Associazione Articolo21

Luisa Crisigiovanni, Direttore Altroconsumo

Giulio De Petra, Presidente Fondazione Ahref

Arturo di Corinto, Free Hardware Coalition

Matteo Fici, Vicepresidente Assoprovider

Giovanbattista Frontera, Vicepresidente Vicario Assoprovider

Carmelo Giurdanella, Avvocato

Giovanni Battista Gallus, Presidente Circolo dei Giuristi Telematici

Giuseppe Iacono, Vicepresidente Stati Generali dell’Innovazione

Antonio Longo, Presidente nazionale Movimento Difesa del Cittadino

Francesco Luongo, Vicepresidente nazionale Movimento Difesa del Cittadino

Massimo Mantellini, Blogger e Giornalista

Flavia Marzano, Presidente Stati Generali dell’Innovazione

Paolo Nuti, Vicepresidente AIIP- Confindustria Digitale

Marco Perduca, già Senatore Radicale

Carlo Piana, Avvocato attivista per le libertà digitali

Maria Chiara Pievatolo, Professore Associato di Filosofia Politica presso l’Univerità di Pisa

Marco Pierani, Responsabile Relazioni Istituzionali Altroconsumo

Giovanni Prignano, Presidente Nazionale Assonet-Confesercenti

Renzo Provedel, Imprenditore, Consigliere SGI

Morena Ragone, Giurista

Carlo Sarzana, Presidente Aggiunto Onorario della Corte di Cassazione     

Fulvio Sarzana, Avvocato

Roberto Scano, Presidente International  Webmaster Association (IWA)

Marco Scialdone, Avvocato

Guido Scorza, Coordinatore Open Media Coalition

Diritto d’autore online: ora Agcom si fermi

ottobre 2, 2013 alle 6:30 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 2 commenti
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20131002-193042.jpg Di seguito quanto emerso imho oggi al convegno sul diritto d’autore online:
AGCOM non ha alcuna legittimazione ad emanare il regolamento in materia di diritto d’autore online né in base al decreto Romani né tanto meno in attuazione del dlgs 70 del 2003, un decreto di 10 or sono che non richiede in alcun modo di essere attuato.
Nel merito del testo proposto da Agcom si rilevano peraltro crassi profili di incostituzionalità, incompatibilità con la legislazione comunitaria e, soprattutto, l’assoluto squilibrio tra la parte relativa all’enforcement, che instaura una procedura sommaria, sproporzionata e gravemente invasiva della libertà d’espressione in rete e quella relativa alla promozione del mercato legale dei contenuti, assolutamente inconsistente e quasi ridicola nella sua carenza di concretezza.
L’importante novità é che il Parlamento ha dato segno oggi di volersi finalmente occupare della materia, sono stati infatti presentati due disegni di legge armonici innovativi e molto interessanti anche sotto il profilo della tutela del consumatore in questo settore da parte dell’on.le Mirella Liuzzi M5S Camera e del Senatore Francesco Palermo, Autonomie, Senato, altri ne seguiranno. Anche Stefano Quintarelli ha dichiarato che presenterà un suo ddl.
Cardani ne prenda atto e blocchi l’approvazione del regolamento AGCOM in attesa dello sviluppo del dibattito parlamentare come aveva promesso.

Qui sul sito di Radio Radicale é possibile riascoltare tutto il convegno

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