Antitrust: nuova sanzione a Telecom per pratiche commerciali scorrette per miseri 230 mila euro, chi risarcisce gli utenti ?

agosto 31, 2009 alle 6:03 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | Lascia un commento
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class actionL’Autorità Antitrust ha sanzionato Telecom Italia per pratiche commerciali scorrette in merito al servizio “400” che consente agli utenti di conoscere l’ultima chiamata ricevuta su un’utenza di telefonia fissa. Il servizio veniva presentato infatti come gratuito mentre in realtà costava 1o centesimi. Il provvedimento per esteso si trova nel bollettino n. 32 dell’Antitrust

Il mio punto di vista è sempre lo stesso, lo trovate qui , in sintesi: le sanzioni sono troppo basse e vengono tranquillamente messe a budget da imprese di questa portata ma soprattutto, chi risarcisce il consumatore ? Oltre al public enforcement ci vuole un private enforcement veramente percorribile nella forma della class action.

Ancora su Google e Antitrust: chi mi leva quello strano retrogusto?

agosto 31, 2009 alle 4:52 pm | Pubblicato su - Quello strano retrogusto, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 19 commenti
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gTorno sulla questione Google News e istruttoria Antitrust perchè, dai commenti ricevuti, mi sono accorto di aver dato per scontato alcuni passaggi: che Google abbia portato incredibile innovazione in Internet e trasferito valore agli utenti è fuori di dubbio, che gli editori tradizionali (rappresentati in questo caso dalla FIEG), così come, mutatis mutandis, le major dell’audiovisivo, le collective societies e le reti televisive scontino invece carenza di innovazione e che stiano combattendo in varie forme una lotta di retroguardia a tutela protezionistica di modelli di business ormai obsoleti e di una catena del valore da rivedere completamente è altrettanto evidente a tutti.

Quanto riporta oggi in un interessante post Luca De Biase circa l’intervento in quel di Vedrò di Gian Arturo Ferrari, Direttore Generale della divisione libri della Mondadori è una conferma e va letto in questa stessa linea. Quando, anche nel settore librario, gli editori invece di cercare di trovare nuove forme per continuare a trasferire valore al pubblico nel nuovo contesto tecnologico parlano, infatti, di “variabile impazzita di internet. Un’ideologia dell’uguaglianza, del peer-to-peer, inconsapevole che non tiene conto dell’economia che sta dietro i libri e che tende semplicemente a diffondere libri senza pagamento”, i commenti vanno da sè.

D’altra parte, quello che stiamo vivendo è un momento di passaggio epocale per quanto concerne l’intero mercato dei mass media in primis perchè il meccanismo di sostenibilità economica del sistema basato sulla pubblicità “tradizionale” da segni evidenti di crisi e i nuovi modelli di pubblicità online non sono ancora in grado di fornire la stessa affidabilità dal punto di vista dei ritorni economici.

I nuovi strumenti si stanno tuttavia affinando e allora IMHO è proprio in questo preciso momento che chi ha a cuore la salvaguardia degli interessi generali dovrebbe cercare di guardare anche un pò oltre le diatribe dell’oggi tra dinosauri in via di estinsione e nuove specie che sembrano invece coincidere in toto con la loro azione, la loro innovazione e la loro rispondenza agli interessi e alle esigenze degli utenti per focalizzare invece la propria attenzione sugli scenari in divenire (e già in parte attuali) che vanno a delinearsi.

Perchè, è vero che, come spiegano, sotto diversi punti di vista, Stefano e Guido l’istruttoria Antitrust contro Google probabilmente non porterà a nulla ma a me rimane ancora quello strano retrogusto per il quale non sento di trovarmi completamente a mio agio in uno scenario dove, una volta passata la nottata, ci troveremo ad avere un soggetto già ampiamente dominante sul mercato dei motori di ricerca che, oltre a non dover rendere conto a nessuno sui propri algoritmi, maneggerà, al di fuori di ogni controllo, gli strumenti intrusivi del targeting advertising.

Insomma, magari mi sbaglio, ma c’è qualcuno che mi leva questo retrogusto? Stiamo pur sempre parlando di un presupposto fondamentale della libertà di informazione diamine, e cioè di come ci sarà presentato il mondo attraverso occhi che non sono i nostri, in un regime di concorrenza precario e quindi senza grande possibilità di scelta nè di controllo pubblico o diffuso, vogliamo parlarne ?

Google News e istuttoria antitrust … mumble mumble

agosto 28, 2009 alle 2:18 am | Pubblicato su - Quello strano retrogusto, DIRITTO, INTERNET | 9 commenti
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gHo letto finalmente le 12 stringate pagine del provvedimento di avviso dell’istruttoria da parte dell’Antitrust contro Google Italy, a seguito della segnalazione di FIEG (Federazione italiana editori di giornali), per possibile abuso di posizione dominante attraverso Google News che creerebbe effetti distorsivi nei mercati della raccolta ed intermediazione pubblicitaria on-line.

Di primo acchito stavo per essere, come spesso mi capita, completamente d’accordo con Guido però poi un certo retrogusto mi ha spinto a rileggere il provvedimento e direi che tutti noi una qualche riflessioncina in più dovremmo farla su questo passaggio illuminante: “FIEG denuncia che Google News aggrega i contenuti giornalistici di una molteplicità di editori secondo criteri non pubblici regolati da un algoritmo coperto da segreto industriale. Le pratiche tecnologiche con cui Google forma i propri indici (ranking) dei contenuti riportati su Google News Italia e i propri indici di risposta alle queries degli utenti non sono trasparenti. In particolare, Google determina la presenza ed il posizionamento degli articoli riportati sul portale Google News Italia determinando unilateralmente la visibilità degli annunci e il livello di preminenza dato ad alcuni rispetto ad altri, potendo favorire un soggetto a scapito di un altro …”  

Ora, la mancanza di trasparenza, secondo FIEG, procura danni agli editori che competono con Google nel mercato della raccolta pubblicitaria on-line, ok, ma quello che mi inquieta invece molto di più è che un soggetto ampiamente dominante sul mercato dei motori di ricerca si possa permettere tale carenza di trasparenza considerato che le sue scelte e le tecnologie che adotta hanno una diretta influenza sulla libertà di informazione e sulla vita di ognuno di noi.

Inoltre: quando cominceremo a parlare seriamente anche in Italia di targeting advertising e delle inerenti questioni legate alla privacy ?

The pirate bay subito di nuovo online

agosto 26, 2009 alle 3:57 pm | Pubblicato su - The Pirate Bay, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Come riporta qui sul sito del Sole Umberto Rapetto, The Pirate Bay è tornata subito di nuovo online.  In effthe_pirate_bay_logoetti c’era stato già chi, come F.P Micozzi mi aveva fatto notare che il precedente post di questo blog era ampiamente superato dagli eventi. Sorry ! mi avevano segnalato la cosa e l’ho messa online ma essendo in ferie sono ancora ampiamente disconnesso !

Paolo Brini giustamente mi ricorda su FB che il blocco è stato imposto a Black Internet, che è il fornitore di banda del fornitore di hosting di TPB, NON è il fornitore diretto di TPB. E commenta così: “le motivazioni dell’ordinanza sono sotto analisi ora, pare si voglia introdurre il reato di favoreggiamento di favoreggiamento di favoreggiamento alla violazione di copyright” !!!

Attenderei la sentenza prima di azzardarmi in commenti di sorta sugli aspetti giuridici della vicenda, l’impressione è comunque che questo caso farà ancora molto parlare di sè. Mi limito solo a dire questo per ora, finchè si dibatterà così ampiamente su TPB significherà che non si sarà ancora trovata una modalità condivisa e legale per distribuire e condividere contenuti in Rete … una sconfitta per tutti a mio avviso, ecco perchè, sebbene contesti anche aspramente da tempo la politica delle major e le normative europee e nazionali che hanno negli ultimi anni rafforzato smisuratamente l’enforcement della proprietà intellettuale fino a comprimere diritti pari o sovraordinati, al contempo non riesco proprio ad appassionarmi più di tanto sulla sorte dei “pirati” svedesi …

The Pirate Bay messa offline dai giudici svedesi

agosto 26, 2009 alle 9:04 am | Pubblicato su - The Pirate Bay, DIRITTO, INTERNET | 1 commento
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the_pirate_bay_logoSi tratta di un blocco imposto all’operatore di hosting, quindi TPB potrà eventualmente migrare su un altro ISP. Ma se quest’ultimo dovesse trovarsi in Svezia, probabilmente un ulteriore blocco seguirebbe.
The Swedish ISP “Black Internet” has been ordered by the district court of Stockholm to, under threat of a 500.000 SEK fine, execute an interim suspension of access to TPB, which is a customer of Black Internet. 
 
The decision is pending the final decision in the larger TPB trial and is “only” temporal. The ISP have decided not to overrule the judgment (small ISP against the combined forces of Hollywood and the music industry). The decision has been met with some surprise, and questions have been raised against its lack of proportionality (efficiency, freedom of speech-implications, processing against an “innocent” third-party and not the actual infringers).   
 
 

Disinformatia sulla questione Rai/Sky, Tivù Sat, Raiset …

agosto 22, 2009 alle 3:19 pm | Pubblicato su - Rai/Sky Tivù Sat, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | Lascia un commento
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Trovo questo articolo del Giornale di oggi altamente disinformativo.

Sul tema mi sono espresso più volte su questo blog, tra le altre qui, qui e qui, e non ho nulla da aggiungere se non che il silenzio delle Autorità competenti, in primis Agcom,Raiset si fa sempre più assordante anche alla luce dei dati molto significativi snocciolati sempre oggi da Fontanarosa

Sul caro sms, due domandine a Parisi … anzi tre

agosto 21, 2009 alle 5:42 pm | Pubblicato su - Caro sms, - Portabilità, CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 3 commenti
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Stefano ParisiFrancamente trovo un pò debole la difesa di Parisi a nome di Asstel che fa seguito alle esternazioni di Mister Prezzi sul caro sms

Una prima domanda sorge spontanea ed è secca: visto che Parisi dichiara che il prezzo medio degli sms in Italia è di 3 centesimi e, considerato che tale valore appare abbastanza diciamo bassino ! ci fa sapere come ci è arrivato ? Insomma quale botta di conti ha fatto, se li ha fatti, sarebbe molto molto interessante capire …

Altra cosa, Parisi dichiara anche “A differenza di altri mercati quello della telefonia è regolato due volte: ex ante tramite l’Agcom che fissa le regole di comportamento ed ex post con l’Antitrust, che interviene qualora ci siano comportamenti che non rispettano quelle regole, come i cartelli». Ora, a parte che in realtà l’AGCOM avrebbe anche poteri sanzionatori oltre che regolamentari e il fatto che a Parisi sfugga è tutto dire sulla prassi effettiva di questa Autorità ma, quello che è forse più importante ricordare è che, come ben noto agli addetti ai lavori, l’AGCOM per lungo tempo si è ben guardata dallo sviluppare una indagine ad hoc sul mercato degli sms proprio forte del fatto che la Raccomandazione UE 11/02/03 sui mercati rilevanti non individua tra i mercati del settore delle comunicazioni per i quali è ammissibile una regolazione ex ante quello degli sms. In realtà questo non precludeva un’attivazione dell’Agcom se sussiteva un sospetto di lesione delle regole della concorrenza e, infatti, dopo lunghi anni ci siamo arrivati, con l’aiutino dell’Antitrust, perchè l’indagine è congiunta delle due Autorità, altrimenti, campa cavallo …

Già dal 2003 Altroconsumo aveva segnalato all’Antitrust la possibile sussitenza di un cartello tra gli operatori, o almeno una pratica concordata a non offrire il servizio di sms sotto un certo livello di prezzo, anche perché la scelta della tariffa telefonica da parte del consumatore non si basa su quanto pagherà per gli sms, in quanto il loro costo è percepito come irrisorio. Purtroppo, come è ben noto, per aprire un fascicolo per cartello è necessario avere l’evidenza dell’accordo, ovvero prove schiaccianti e quindi non si è mai arrivati a nulla. Tuttavia, il fatto che l’Antitrust si sia fatta parte attiva con Agcom per produrre la suddetta indagine congiunta la dice lunga sul fatto che in questo settore di mercato i comportamenti degli operatori fossero perlomeno sospetti.

Altro passaggio dell’intervista di Parisi che assolutamente non condivido è questa « Il Garante non può intervenire sulle politiche commerciali affermando che le offerte danneggiano chi non vi aderisce. Allora bisognerebbe criticare anche i “3X2” nei supermercati. Non si può pensare di tornare ai prezzi amministrati” Ma gli operatori sono liberissimi di fare le offerte che vogliono, questo però è inerente alla loro attività promozionale, cioè io posso anche regalare 100, 1000 o anche 10000 sms da inviare entro un mese, una settimana, un giorno ma poi non posso pretendere che questi valori vengano computati nel prezzo medio degli sms (alcuni dei quali peraltro non saranno probabilmente mai inviati), altrimenti si sfalza tutto. Non apriamo poi la discussione sull’on net / off net altrimenti facciamo notte, e notte buia poi.

Una cosa che chiarisce quanto queste offerte non debbano essere considerate in una corretta analisi di mercato è data da una interpretazione, che pure contesto, degli stessi operatori: come è noto questi ultimi finalmente si dicono pronti a rispettare le regole per quanto concerne il trasferimento del credito residuo nella portabilità mobile, ora quello che però non trasferiscono al momento del passaggio da un operatore all’altro sono proprio i crediti che gli utenti hanno incamerato sulla base di promozioni e bonus, quelli non pagati insomma. Allora delle due l’una o promozioni, offerte etc etc sono da considerarsi esclusivamente nel rapporto bilaterale operatore cliente ma non hanno alcuna rilevanza nei confronti degli altri operatori e del mercato oppure valgono e sono rilevanti anche in tale ambito, però decidetevi eh !

Infine, dopo che, con la nuova regolamentazione europea, gli sms in roaming tra un Paese e l’altro dell’UE non possono costare più di 13 centesimi, sarebbe bastato almeno a salvare la faccia agli operatori italiani decidere di allinearsi almeno a questo tetto massimo, e invece in Italia ci sono ancora sms a 15 centesimi a piede libero. In una cosa concordo tuttavia con Parisi, sono anch’io assolutamente contrario ai prezzi amministrati tanto che considero il tetto imposto agli sms in roaming dalla Reding come una misura straordinaria imposta da un fallimento di mercato.

Ribadisco sono contrario a prezzi amministrati, sono infatti talmente a favore del mercato che voglio che questo funzioni correttamente !

Pratiche commerciali scorrette: oltre al public enforcement serve una vera class action

agosto 18, 2009 alle 4:18 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 2 commenti
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class actionStefano commenta oggi un a serie di sanzioni per pratiche commerciali scorrette comminate dall’Antitrust a operatori di tlc e leggibili per esteso nel bollettino n. 30 , in particolare quella che riguarda Tele2 – 50.000 euro – per omessa informazione sull’utilizzo di sistemi di filtraggio su linee  ADSL che limitano l’accesso ad alcuni siti internet ed a programmi peer to peer, quella che riguarda Telecom – 320.000 euro – per comportamenti ostruzionistici allo switching verso altri operatori nella telefonia fissa, sempre Telecom – 280.000 euro – per offerte di retention poco trasparenti e ingannevoli nei confronti di utenti che avevano espresso la loro intenzione di passare ad altro operatore mobile e, infine, Sky -195.000 euro – per l’ingannevolezza di un  suo spot televisivo

Condivido in pieno i due spunti generali di commento del Quinta: 1 – l’AGCOM che pur avrebbe competenze specifiche di vigilanza e controllo in questo settore spesso “si fa bagnare il naso dall’Antitrust”; 2 – anche le sanzioni Antitrust sono comunque irrisorie rispetto alla portata economica dei comportamenti lesivi: “Sanzioni esemplari che per il nostro ipotetico amico che guadagnasse 30.000 euro l’anno rappresenterebbero rispettivamente circa 2,7 euro, 30 centesimi, 25 centesimi e 5,8 euro” !!!

Vorrei aggiungere una cosa, anzi due … la disciplina delle pratiche commerciali scorrette, ancora giovanissima, ha dimostrato di poter dare ottimi risultati sia per quanto riguarda la tutela del consumatore sia per quanto concerne vere e proprie distrosioni di mercato esistenti da tempo nel nostro Paese e non solo nel settore tlc. L’Antitrust ha dato una applicazione esemplare a questa nuova normativa sin dalla sua implementazione in Italia (vale la pena infatti ricordare che, come la maggior parte delle norme a tutela del consumatore e del mercato anche questa deriva da una direttiva comunitaria), tuttavia, il solo public enforcement da parte dell’Antitrust non può bastare.

Non può bastare certo così, con sanzioni che al massimo possono raggiungere 500.000 euro, e che, quindi, possono tranquillamente essere messe a budget da imprese che guadagneranno ampiamente di più dal comportamento lesivo sebbene sanzionato. Ma non basterebbe anche con sanzioni più elevate. In realtà, infatti, a mio avviso, la disciplina delle pratiche commerciali scorrette attentamente applicata, come è stato fino ad ora, dall’Autorità Antitrust potrebbe dare ottimi risultati in termini di tutela dei consumatori e del mercato solo se a fianco del public enforcement si affiancasse un solido strumento di private enforcement.

Peccato che l’entrata in vigore della disciplina sulle class action sia stata rinviata prima dell’estate per la terza volta di altri 6 mesi e che quand’anche entrasse in vigore a gennaio 2010 si rivelerà uno strumento svuotato, tra le altre cose anche perchè, prima di poter presentare una class action in materia oggetto di decisione antitrust occorrerà attendere la decisione del TAR e del Consiglio di Stato a seguito del ricorso dei soggetti sanzionati …

Molto spesso mi sento dire ok, a seguito del vostro ricorso all’antitrust per pratiche commerciali scorrette l’operatore x o y è stato sanzionato, bravi ! ma il consumatore cosa ci guadagna in concreto ? qualcuno gli da i soldi in dietro ? Ebbene no, perchè questo governo e questa maggioranza non hanno voluto che sia così … non ci guadagna nè il consumatore nè il mercato

RAI, must offer or not ?!

agosto 13, 2009 alle 9:44 am | Pubblicato su - Rai/Sky Tivù Sat, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 7 commenti
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romaniRitorno sulla questione Rai/Sky dopo aver letto l’editoriale di Aldo Grasso sul Corriere e la risposta del Viceministro Romani.

Ora, considerata la scelta di Romani di intervenire direttamente nel dibattito, sarebbe stata più che auspicabile una sua risposta su questo punto sollevato da Grasso: “Il fat­to che la Rai sia entrata in conflitto con Sky, con il ri­schio di negarsi a quasi cinque milioni di fami­glie, costituisce un uni­cum in Europa. In nessun altro Paese le politiche dei public service broadca­sting hanno condotto alla ritirata da una piattafor­ma distributiva. Talmente un unicum che il governo italiano ha già pronta una legge che servirà a giustifi­care il divorzio”.

Insomma è verò o non è vero che il governo ha già pronta una bozza di legge in tal senso ? Purtroppo Romani non risponde su questo punto ma forse fornisce qualche indizio quando dice “Sono stato già chiamato in causa più volte sull’argomento TivùSat, una sola legittimamente, quando mi è stata richiesta un’interpretazione dell’art. 26, che ribadisco: la Rai è tenuta a trasmettere su tutte le piattaforme tecnologiche, non è tenuta a essere presente all’interno dì tutte le offerte commerciali presenti sulle diverse piattaforme”.

Dico che qui c’è qualche indizio perchè forse il Viceministro Romani nel rispondere pensava più a quello che nelle intenzioni del governo dovrebbe essere il nuovo quadro giuridico di riferimento, perchè l’art. 26 del Contratto di Servizio RAI vigente recita invece quanto segue:

Art 26 Neutralità tecnologica 1. La Rai si impegna a realizzare la cessione gratuita, e senza costi aggiuntivi per l’utente, della propria programmazione di servizio pubblico sulle diverse piattaforme distributive, compatibilmente con i diritti dei terzi e fatti salvi gli specifici accordi commerciali.

D’altra parte lo stesso Calabrò aveva detto che RAI must offer, senza purtroppo ancora portare alle estreme conseguenze le sue dichiarazioni. Insomma RAI must offer or not?  secondo Calabrò sembrerebbe di sì, secondo Romani no, ma non è che entrambi stanno lavorando al nuovo Contratto di Servizio per risolvere il problema ?

FERIE !

agosto 7, 2009 alle 5:44 pm | Pubblicato su Uncategorized | Lascia un commento
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marcelliParto … vado finalmente in vacanza e il blog, sebbene neonato, andrà un pò in vacanza anche lui.

Magari tra un bagno, una gita in barca a vela e qualche bella pepata di cozze, da noi si chiamano moscioli (e ricordo, a chi sa, che mi ha promesso una bella scorpacciata) tornerò a vedere cosa succede in Rete e, siccome il giochino ha cominciato ad intrigarmi, sicuramente qualche post ci scappa.

Ci si “rivede” comunque a settembre, belli carichi e ritemprati per continuare le vecchie e nuove battaglie. Chissà, voglio essere ottimista, magari nel frattempo l’AGCOM avrà risolto tutti i problemi sulla questione RAI/SKY e il Ministro Brambilla avrà deciso di rispondere alle nostre 10 domande. Se non sarà così, ci faremo ancora sentire … come sempre.

A presto e buone vacanze a tutti !

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