Altroconsumo, Adiconsum, Agorà Digitale, Assonet e Assoprovider chiedono una moratoria alle nuove regole sul diritto d’autore In Rete proposte da AGCOM

gennaio 31, 2011 alle 3:05 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 2 commenti
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Chi ama Internet si mobilità e questo è un bene, quella odierna è infatti una giornata densa di iniziative. Per quanto concerne l’Appello per dare all’Italia una strategia digitale, che supporto con convinzione, ho già detto qui  , c’è però un’altra campagna, non meno importante, lanciata oggi stesso – e devo ringraziare in particolare il suo animatore Fulvio Sarzana – con la quale Altroconsumo, Adiconsum, Agorà Digitale, Assonet e Assoprovider chiedono una moratoria alle nuove regole sul diritto d’autore In Rete proposte da AGCOM

Questo secondo appello – al quale vi invito ad aderire nel sito di riferimento – a mio modo di vedere non si contrappone affatto, ma anzi rafforza il primo. Perchè i consumatori possano, infatti, beneficiare dello sviluppo delle nuove tecnologie i loro diritti debbono essere tutelati e garantiti anche in Internet e nell’ambiente digitale. Se, dunque, il diritto d’autore non sarà regolamentato in modo da garantire che anche nella sfera digitale ci sia il giusto equilibrio tra i diversi interessi presenti nella società, da strumento di emancipazione dei produttori di contenuti, esso diverrà inevitabilmente un sistema di controllo e censura pervasivo.

Per questo motivo Altroconsumo e gli altri promotori chiedono una moratoria alle nuove regole per la Rete proposte dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni con la Delibera 668/2010 che rischierà, se approvata, di introdurre meccanismi che consentiranno all’Autorità di inibire l’accessibilità ai siti posti fuori dal territorio italiano e di rimuovere contenuti sospettati di violare il diritto d’autore in modo automatico e prescindendo da qualsiasi requisito di colpevolezza accertato dell’Autorità giudiziaria.

Riteniamo pericoloso che l’AGCOM si possa spingere a regolamentare direttamente ambiti che la Costituzione affida al potere legislativo e al potere giudiziario e che negli altri Paesi dell’Unione europea sono stati oggetto di lunghe discussioni parlamentari. Nel rispetto del principio di separazione dei poteri dello Stato, il Parlamento deve tornare ad essere la sede di un dibattito che coinvolga tutti gli attori della Rete, la società civile, ma anche e soprattutto i consumatori.

Per firmare la petizione che incollo anche di seguito bisogna andare su questo sito: http://sitononraggiungibile.e-policy.it/

Ai Parlamentari della Repubblica Italiana e all’AGCOM

Per una moratoria alle nuove regole per la Rete, finché il Parlamento non  deciderà  in maniera esplicita  sull’equilibrio tra diritto d’autore, accesso alla conoscenza e pericolo di nuove censure.

Immaginate che un giorno intere sezioni della vostra biblioteca vengano rese inaccessibili. Non vi verrà mai detto quali specifici libri, e per quale ragione sono stati rimossi, ma troverete solo un cartello che vi informa che qualcuno, da qualche parte, per qualche ragione, ha segnalato che i libri di quella sezione violano i diritti di qualcun’altro. Immaginate che anche dagli scaffali accessibili della biblioteca qualcuno rimuova costantemente libri senza che voi o gli altri altri utenti della biblioteca, possiate sapere quali volumi sono stati rimossi, e senza che vi sia data la possibilità di valutare se la rimozione di tali libri viola alcuni dei vostri diritti fondamentali.

Credete che questo non possa accadere in una democrazia?

Se il diritto d’autore non sarà regolamentato in modo da garantire che anche nella sfera digitale ci sia il giusto equilibrio tra i diversi interessi presenti nella società, da strumento di emancipazione dei produttori di contenuti, esso diverrà inevitabilmente un sistema di controllo e censura pervasivo.

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni con la Delibera 668/2010 del dicembre 2010 ha posto in consultazione un testo che mira ad introdurre un meccanismo che le consentirà di inibire completamente l’accessibilità ai siti posti fuori dal territorio italiano e di rimuovere contenuti sospettati di violare il diritto d’autore in modo automatico e prescindendo da qualsiasi requisito di colpevolezza accertato dell’Autorità giudiziaria.

Le sezioni della “biblioteca” Internet a cui non potrete più accedere includeranno portali informativi esteri sospettati di violare il diritto d’autore senza che ciò sia in qualche modo accertato, gran parte dei sistemi comunemente utilizzati per avere accesso alle informazioni necessarie  per lo scambio di software libero e per conoscere   le opere disponibili nel pubblico dominio e distribuite con licenze aperte.

I singoli “libri” rimossi includeranno articoli pubblicati da giornali,  banche dati di pubbliche amministrazioni e di privati, documenti riservati finiti in rete ed utili per conoscere fatti che l’opinione pubblica potrebbe non conoscere diversamente,  video amatoriali e fotografie con sottofondo musicale  caricate dagli utenti nelle piattaforme di condivisione, singole pagine di blog amatoriali contenenti anche un solo file in violazione del diritto d’autore.

Per scongiurare che tutto ciò avvenga in modo silenzioso, ci appelliamo all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni affinché effettui una moratoria sulla nuova regolamentazione sul diritto d’autore.

Nessuna nuova regolamentazione dovrà essere adottata finché il Parlamento non riuscirà ad essere sede di un grande dibattito pubblico alla ricerca di nuovi equilibri tra diritto d’autore e il pericolo di nuove censure e che porti ad introdurre misure che consentano la tutela del diritto alla conoscenza che la stessa Autorità Garante auspica.

Chiediamo questa moratoria perché sappiamo bene quanto regolamentazioni introdotte senza una corretta valutazione del loro impatto possano avere effetti molto diversi da quelli ipotizzati.

Chiediamo questa moratoria perché temiamo che i compiti che la regolamentazione affiderebbe all’Autorità Garante assumeranno dimensioni difficilmente gestibili dalla stessa Autorità e porteranno presto ad una congestione a cui seguirà probabilmente approssimazione o mera discrezionalità.

Riteniamo inoltre pericoloso che l’Autorità Garante si spinga a regolamentare direttamente ambiti che la Costituzione affida al potere legislativo e al potere giudiziario e che negli altri paesi sono stati oggetto di lunghe discussioni parlamentari o, come spesso è accaduto per la rete, di un’autoregolamentazione all’interno dei perimetri che le leggi tradizionali consentivano.

Ci appelliamo ai Parlamentari di tutti gli schieramenti affinché il Parlamento possa essere sede di un dibattito che coinvolga tutti gli attori della Rete e i maggiori esperti internazionali del settore.

In questo modo si otterrà il risultato di ridare al Parlamento il ruolo di interlocutore ineliminabile  con la società civile, e di rispettare il principio di separazione dei poteri dello Stato. 

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Anch’io la voglio, voglio anch’io una Strategia Digitale per il Paese…

gennaio 30, 2011 alle 7:41 pm | Pubblicato su INTERNET | 3 commenti
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 … questo a fianco è l’appello pubblicato oggi sul Corriere della Sera, mi hanno chiesto di essere tra i primi 100 sottoscrittori e ho aderito molto volentieri.

Spero che l’iniziativa abbia il successo che merita, per aderire, partecipare e saperne di più: http://www.agendadigitale.org/ oppure su Facebook qui

Purtroppo non è solo Bunga Bunga …

gennaio 27, 2011 alle 7:52 pm | Pubblicato su - Rai/Sky Tivù Sat, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 1 commento
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In pratica da una parte il governo rallenta l’avvio della gara sulle nuove frequenze DTT e prende così tempo perchè dall’altra Mediaset ha presentato ricorso al Tribunale UE contro la Commissione europea che ha deciso di ammettere Sky nel DTT … maggiori info nel comunicato di Altroconsumo:
Altroconsumo ribadisce alla Commissione Europea: l’ingessatura del sistema-paese passa anche attraverso il duopolio tv
 
Altroconsumo ha ribadito formalmente alla Commissione europea il parere positivo sul fatto che Sky possa trasmettere in chiaro contenuti televisivi sul digitale terrestre, attraverso l’assegnazione di frequenze DTT. Ogni iniziativa diretta ad ampliare agli utenti l’offerta di contenuti televisivi in chiaro deve essere sostenuta e stimolata. Ancora oggi, come già denunciato da Altroconsumo nel 2006 alla Commissione Europea, si ripropone nel passaggio al digitale il duopolio che in Italia ha caratterizzato la diffusione di contenuti televisivi, Mediaset e RAI, assetto anticoncorrenziale su cui pende una procedura d’infrazione CE nei confronti del Governo italiano.
RTI è ricorsa al Tribunale dell’Unione europea, chiedendo l’annullamento della decisione della Commissione europea che permette a Sky di entrare nel digitale terrestre. Ma l’ingessatura del mercato delle frequenze tv continua anche nei palazzi della Capitale. Il Governo, tramite il ministro Romani, chiedendo un ulteriore parare al Consiglio di Stato, sta rallentando l’avvio della gara per l’assegnazione delle nuove frequenze del DTT, gara che vedrebbe partecipare anche Sky.
Diversi attori isituzionali in gioco, come l’AGCOM, a cui è stato chiesto il parere dal Consiglio di Stato, hanno dato risposte positive all’ingresso di Sky in quanto nuovo concorrente nell’offerta in chiaro. Che a decidere le sorti del mercato tv in Italia, dopo che anche l’Europa si è detta favorevole all’ingresso di nuovi soggetti televisivi, sia l’unica azienda privata interessata a mantenere il proprio status di monopolista insieme alla tv di Stato è indice di sistema malato dove sono saltate tutte le regole del gioco.

ll Paese dei pirati e i Tera Consulenti lobbisti … ma vogliamo affrontare finalmente con serietà un problema di mercato ?

gennaio 26, 2011 alle 11:50 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 3 commenti
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Prendo a prestito un post di Stefano Quintarelli a commento dei dati relativi ai supposti danni provocati all’industria culturale dalla cd. pirateria riportati oggi da un articolo apparso su repubblica.it:

Serious fact checking: il paese dei pirati (aka, a volte ritornano)

Il Bel Paese dei pirati siamo un popolo di hacker – Repubblica.it.

Per il 2011 si prevedono 19 miliardi di perdite per le industrie per le industrie creative europee e che a causa della pirateria andranno in fumo 250 mila posti di lavoro.

l’anno scorso dicevano 10 miliardi in europa e 1,4 in italia
quest’anno dicono 19 miliardi in europa e 1,4 in italia

dato che non risulta che il mercato europeo sia cresciuto del 100%, ne consegue che in Italia, rispetto all’europa, siamo un paese di virtuosi. (a fronte di raddoppio in europa, da noi e’ costante)

(BTW, 1,4 miliardi sono a 10 volte il mercato discografico italiano)

esagerare dando numeri alla cavolo non aiuta ad affrontare l’argomento in modo serio

Forse una chiave di lettura è nel nome della società di consulenza fonte di questi dati: Tera Consultants, ova Tera, come ci dice Wikipedia, è un prefisso che sta per:

Tera è un prefisso SI che esprime il fattore 1012, ovvero 10004, ovvero 1 000 000 000 000, ovvero mille miliardi.

Tera Consultants peraltro è una società di consulenza che si occupa legittimamente – e ci mancherebbe altro – di lobbying in favore degli interessi dei suoi clienti. A questo link sono leggibili, invece – grazie a Paolo Brini per la segnalazione – una serie di studi indipendenti (non commissionati dalle major nè da associazioni anti-anti-pirateria) che smentiscono i dati BASCAP/Tera e mostrano che i condivisori (i “pirati”) sarebbero di gran lunga i migliori clienti e che la “pirateria” priva di scopo di lucro è benefica economicamente per gli artisti e per il mercato.

….detto questo passiamo alle cose serie, vogliamo provare ad affrontare veramente un problema ormai annoso che affligge alcune aziende così come i consumatori ed è essenzialmente determinato dal passaggio da un mercato “materiale” a un mercato immateriale? Se la risposta è sì, allora si pone inevitabilmente l’esigenza di modificare i business model finora utilizzati dai produttori/distributori di opere dell’ingegno e, conseguentemente, la necessità di studiare modi alternativi di gestione dei diritti di proprietà intellettuale

Anche di questo, spero, si parlerà domani in un convegno a Milano al Palazzo Affari e Giureconsulti dalle 14,30 alle 17,30 

A me è stato chiesto di sviluppare un intervento su questo tema: AGCOM e diritto d’autore in Rete: quale bilanciamento tra la promozione dell’offerta legale di contenuti digitali e la predisposizione di misure di enforcement? … mumble mumble … sapete come la penso, sto comunque mettendo insieme le idee, se avete spunti o stimoli fatemi sapere nei commenti al post e, se domani siete nei paraggi, fate un salto al convegno 😉

Intanto uno stimolo interessante, oltre a quello che ho già citato di Stefano Quintarelli che, peraltro, sarà tra i relatori, mi sembra quello di Valentino Spataro che riprende così un passaggio  del Messaggio di Benedetto XVI Verità, annuncio e autenticità di vita nell’era digitale:

Ho letto finalmente una definizione, complessa, che pero’ chiarisce cosa e’ protetto da copyright e cosa e’ comunicazione, in un momento in cui l’Agcom si erge a difensore di ogni diritto d’autore su internet.

“Nel mondo digitale, trasmettere informazioni significa sempre più spesso immetterle in una rete sociale, dove la conoscenza viene condivisa nell’ambito di scambi personali.

“La chiara distinzione tra il produttore e il consumatore dell’informazione viene relativizzata e la comunicazione vorrebbe essere non solo uno scambio di dati, ma sempre più anche condivisione.

“Questa dinamica ha contribuito ad una rinnovata valutazione del comunicare, considerato anzitutto come dialogo, scambio, solidarietà e creazione di relazioni positive.”

Attenzione: l’opera protetta dal diritto d’autore non solo “diventa” conoscenza e quindi comunicazione, ma dialogo, scambio e solidarieta’. Persino creazione di relazioni.

La Rete non è affatto virtuale ma parte integrante della vita umana, e se lo dice il Papa …

gennaio 24, 2011 alle 7:07 pm | Pubblicato su INTERNET | 2 commenti
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Da Leggere il Messaggio di Benedetto XVI Verità, annuncio e autenticità di vita nell’era digitale segnalo in particolare questo passaggio:

Vorrei invitare, comunque, i cristiani ad unirsi con fiducia e con consapevole e responsabile creatività nella rete di rapporti che l’era digitale ha reso possibile. Non semplicemente per soddisfare il desiderio di essere presenti, ma perché questa rete è parte integrante della vita umana. II web sta contribuendo allo sviluppo di nuove e più complesse forme di coscienza intellettuale e spirituale, di consapevolezza condivisa.

Internet e i social network non sono affatto mondi virtuali ma tra le manifestazioni più reali e concrete della nostra attuale esistenza, di qui l’attenzione del Papa che dice IMHO cose sagge e per nulla scontate, in questo caso …

Quante anime ha l’AGCOM ?

gennaio 24, 2011 alle 8:54 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Fulvio Sarzana di Sant’Ippolito rileva sul suo blog che:

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha annunciato con grande clamore mediatico la presentazione di un libro bianco sui contenuti digitali  che avverrà il 26 gennaio 2011 nella sua sede Romana.

Il libro bianco, già disponibile sul sito dell’Autorità   dedica ben 16 pagine  al tema del diritto d’autore nelle reti digitali.

Il  paragrafo dedicato al diritto d’Autore riserva delle vere e proprie sorprese.

La prima sorpresa.

Nonostante sia stata approvata dal Consiglio dell’Autorità il 17 dicembre scorso una delibera contenente i lineamenti delle competenze in tema di diritto d’autore sulle comunicazioni elettroniche e sia tuttora  in corso una consultazione in tema di diritto d’autore avviata  dall’Autorità che, come è noto introduce meccanismi molto “invasivi” di cancellazione dei contenuti ritenuti in grado di violare il diritto d’autore, e nonostante  il Libro Bianco  affronti espressamente anche la situazione italiana non vi è nemmeno una riga sulla delibera  della stessa AGCOM, a quasi un mese e mezzo dal lancio della consultazione.

Nulla di nulla. Perché questo? Per dimenticanza?

Bella domanda Fulvio! qualcuno sa rispondere ? …. Ma non è tutto

Seconda sorpresa.

Nell’analizzare le esperienze degli altri Paesi l’AGCOM menziona espressamente tutte le iniziative estere in tema di diritto d’autore nel contesto digitale , e, segnatamente le iniziative normative già adottate negli Stati Uniti con il Digital Millenium Copyright Act, quelle in divenire della Gran Bretagna con il Digital Economy Act, la presentazione del disegno di legge “economia sostenibile” in discussione in Spagna, l’istituzione dell’Autorità HADOPI in Francia, avvenuta con legge dello Stato, il disegno di legge brasiliano in tema di riforma del diritto d’autore.

Ebbene tutte le norme dei paesi citati, alcune delle quali in effetti ipotizzano scenari di risoluzione delle controversie sui contenuti nelle reti digitali anche innovative sono, come è evidente ed agevole analizzare  leggi dello Stato, adottate o da adottare nel contesto di un dibattito Parlamentare, dopo aver ponderato attentamente le istanze di tutti gli attori del processo e dopo aver valutato con attenzione l’introduzione di meccanismi di cancellazione o di inibizione che possono incidere sui diritti fondamentali di accesso ad internet di tutti i cittadini italiani.

Tutte tranne una.

La norma Italiana, che non esiste e che  non è mai stata presentata in Parlamento e che è sostituita allo stato attuale da una Delibera di un’Autorità Amministrativa, seppur qualificata, che si è dimenticata di averla approvata  un mese e mezzo dopo,  prima e al di là di qualsiasi controllo da parte  del Parlamento.

Aggiungo sommessamente io che nelle prime pagine del Libro Bianco, nella Nota del Curatore, si legge inter alia:

Infine, ed è questa la domanda che fa da sfondo a tutto il lavoro: in questo grande universo in trasformazione, in cui persino la dimensione geografica nazionale appare inadeguata, c’è sempre bisogno di un level playing field? C’è conseguentemente un ruolo per la regolamentazione? La risposta è certamente affermativa, ma il dubbio in questi casi è che le soluzioni da adottare con gli strumenti attuali possano essere inadeguate o arrivare in ritardo rispetto a dei cambiamenti così rapidi e sconvolgenti. A questo scopo, l’Agcom ha aperto mesi fa, mostrando grande sensibilità e lungimiranza, una indagine conoscitiva su questi temi allo scopo di realizzare un Libro Bianco. Il risultato è una ricognizione sistemica e a 360° su un universo dai contorni incerti e in continua rapida evoluzione. In questa prospettiva, va peraltro sottolineato come il Libro Bianco non abbia la pretesa di fornire delle soluzioni definitive, ma rappresenta solo il primo passo necessario per affrontare, con rigore e piena consapevolezza di ruoli e compiti, la più grande sfida che attende il Regolatore di settore nei prossimi anni.

Bene bene ! leggerò con estremo interesse il Libro Bianco AGCOM e penso proprio che troverò in esso molti spunti interessanti per rispondere alla Consultazione pubblica su lineamenti di provvedimento concernente l’esercizio delle competenze dell’autorità nell’attività di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica. dell’AGCOM stessa 😉

Apple, Google, gli editori, la concorrenza, il digitale e i consumatori …

gennaio 21, 2011 alle 9:58 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 2 commenti
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In questi anni di manovalanza nell’interesse dei consumatori una delle cose che ho imparato circa le questioni antitrust è – parafrasando un motto mooolto politically uncorrect – che risulta sempre molto, e forse troppo, facile fare gli amanti della concorrenza con il … “mercato” degli altri !

C’è allora che la stretta in prospettiva inevitabile dei finanziamenti pubblici all’editoria, l’inesorabile passaggio degli investimenti pubblicitari dal cartaceo al mondo online, così come la vendita stessa dei prodotti editoriali che dovrà necessariamente guardare sempre più a Internet e al digitale hanno fatto sì che gli editori tradizionali si siano riscoperti recentemente molto amanti delle regole della concorrenza, bene dunque un evoluzione utile e necessaria !

Le azioni di FIEG vs Google davanti all’Antitrust italiano e quella, di cui scrive ora Stefano, degli editori belgi vs Apple davanti all’Antitrust belga possono essere accomunate da questo trend e vedersi dunque entrambe sotto questa prospettiva.

Vi è tuttavia un’altra regola per me dirimente quando prendo in considerazione le questioni di concorrenza: valutare dove stia l’interesse dei consumatori finali. D’altra parte non è solo una mia deformazione professionale se è vero che, a partire da quando Mario Monti era Commissario alla Concorrenza, il trend di cercare di rendere sempre più vicine e comunicanti competition e consumers protection policy è stata una linea battuta con continuità in Europa ma anche in Italia. Ecco allora che, su questa base, giudico in maniera molto differente le azioni degli editori contro Google e Apple, nel secondo caso infatti l’interesse dell’utente e quello degli editori mi sembrano assolutamente coincidere, ci vedo una lesione della concorrenza e della net neutrality con detrimento per l’utente finale in termini di discriminazione sul prezzo e minore possibilità di scelta, Apple con iPad è dominante sul mercato dei tablet e sta abusando del suo dominio su un mercato a valle. Nel caso FIEG vs Google francamente non vedo invece questa comunanza di interessi tra editori e consumatori.

Per inciso, sulla conclusione dell’istruttoria su Google, avviata a seguito della segnalazione della FIEG, con la quale l’Antitrust ha accettato e reso obbligatori gli impegni presentati da Big G è stato già detto e scritto molto anche nei blog di chi segue queste materie … arrivando da buon ultimo non sto di nuovo a descrivere per esteso il provvedimento, per chi volesse farsi un’idea neutra gli impegni si trovano qui e il comunicato stampa dell’Autorità li descrive in sintesi adeguatamente, l’invito per chi avesse un pò più di tempo a disposizione è quello di leggersi comunque tutto il provvedimento, mi sembra utile ed istruttivo.

Io l’ho fatto e vi anticipo che il paragrafo cruciale, e che assolutamente, condivido è IMHO il 107:  

107. Inoltre, ai fini della valutazione dell’idoneità degli impegni a rimuovere le preoccupazioni concorrenziali delineate nel provvedimento di avvio dell’istruttoria, non risulta pertinente l’osservazione degli intervenienti concernente il presunto sfruttamento da parte di Google dei contenuti editoriali di terzi attraverso il proprio motore di ricerca generale Google Web Search, senza il riconoscimento di un “equo compenso” agli editori nella forma di una compartecipazione ai ricavi pubblicitari derivanti dalle inserzioni su Google Web Search. Tale osservazione, infatti, si riferisce ad una condotta di Google diversa da quella che costituisce l’oggetto del presente procedimento. Quanto al fenomeno del deep linking, si rileva che, come evidenziato da Google, fornire collegamenti diretti a specifici contenuti online costituisce un’essenziale modalità di funzionamento dei motori di ricerca e dei servizi di aggregazione di news, in quanto garantisce agli utenti l’accesso diretto alle notizie di loro interesse individuate attraverso i suddetti servizi.

Certo è giusto ed opportuno che un soggetto come Google, ampiamente dominante in alcuni mercati, sia sottoposto a un controllo e ad una verifica minuziosa da parte dell’Antitrust dei suoi comportamenti, sarà sempre e più così nel futuro e ha fatto bene dunque Big G a collaborare prendendo i suddetti impegni, quelli circa Google News non mi sembrano particolarmente rilevanti o innovativi e d’altra parte ci vedevo veramente poco rispetto a possibili lesioni, mentre quelli relativi ad AdSense che introducono maggiore trasparenza sono assoltamente doverosi nei confronti degli Editori.

Resta invece che il c.d. “equo compenso” al quale puntavano e puntano gli editori rimane assolutamente esogeno rispetto all’applicazione delle regole della concorrenza. Due cose, a mio avviso, dovrebbero tenere a mente gli editori in questa loro apprezzabile conversione, in età matura, che li porta ad essere diventati amanti della concorrenza: se cercheranno nel mondo digitale nuove forme e nuovi modi per ottenere quelle posizioni di rendita che stanno perdendo nel mercato pre-digitale avranno i consumatori contro e, soprattutto, come scrivevo più ampiamente qui Online non è proteggendo che si compete ma gareggiando nel trasferire valore agli utenti

PS: circa il contentino della segnalazione al Parlamento ottenuta dagli editori presso l’Antitrust a margine del procedimento FIEG vs Google, mi limito a dire per ora solo una cosa: è vero che si deve ragionare sull’adeguamento del diritto d’autore per quanto concerne il mondo Internet, occorre infatti che siano riconosciute più ampiamente le libere utilizzazioni e i diritti degli utenti… ma ci torneremo su

ACTA: c’è chi dice no … sono Prof e sono in tanti !

gennaio 20, 2011 alle 7:57 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Come noto sono molto critico su ACTA anche se la versione finale è stata edulcorata nelle sue parti più inaccettabili, ora vedo e rilancio questa iniziativa:

A group of prominent European academics has released today an opinion on the Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA). The opinion identifies the most critical aspects of ACTA and invites European and national institutions to carefully consider the opinion before ratifying the Agreement or withholding consent.

The opinion is open for signatures until February 7, 2011. It will then be submitted to the European Parliament and other relevant European and national institutions.

The text of the Opinion can be found here.

Aumenti sul fisso e adsl: come previsto il regalo dell’AGCOM a Telecom sull’unbundling alla fine lo paga pantalone …

gennaio 14, 2011 alle 6:43 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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Ieri mi chiama il buon Alessandro Longo  per avere un mio commento sull’aumento di circa 2 euro quasi generalizzato da parte di tutti gli operatori sul fisso e l’adsl in unbundling:

“Si avvera quanto abbiamo previsto e temuto, purtroppo. Un rincaro generalizzato della linea fissa, a causa dell’aumento delle tariffe di unbundling approvato dall’Agcom”, dice Marco Pierani, responsabile dei rapporti istituzionali di Altroconsumo.

Al lordo di qualche improperio certamente non rivolto a lui 😉 Ale ha riportato correttamente il mio pensiero, il resto del suo articolo lo potete leggere qui su repubblica.it Se volete poi rinfrescarvi la memoria sul pregresso della magistrale operazione condotta dall’incumbent e su quanto gli aumenti delle tariffe wholesale fossero ingiustificate questi miei post possono essere d’aiuto.

Con la nostra azione e l’interessamento della Commissaria Kroes che ha provocato una piccola limatura da parte di AGCOM siamo riusciti solo limitare in parte i prevedibili aumenti ribaltati sugli utenti. Che altro aggiungere ?! ah sì un’ultimissima cosa: a quanto pare con questa operazione Telecom Italia non ha neanche tralasciato di avvantaggiarsi dal punto di vista competitivo, introducendo un aumento minore rispetto a quello dei suoi concorrenti … che si tratti di squeeze ?

L’albero virtuale e le palle della speranza di Nonna Silvana !

gennaio 6, 2011 alle 11:51 pm | Pubblicato su LE POESIE DI NONNA SILVANA | 5 commenti
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Di ritorno da Ancona (foto) condivido con tutti voi – anche se un pò in ritardo – i consueti Auguri  in vernacolo anconetano  di “Nonna Silvana”, quest’anno un pò più malinconici del soilto …

BON NATALE 2010 E FELICE 2011 

De solito a Natale

fago j auguri ai amici

con qualche ironico cumento

st’anu proprio nun me ne va

perchè el gruvijo de la matassa

è tanto ingarbujato

che c’è pogo da scherzà ….

Però pe’ festegià

sta ricurenza speciale

ò alestito ‘n albero virtuale …

per ogni sentimento del core

ò meso ‘na palina

de diverzo culore !

– Quela culore de l’arancia

richiama la speranza …

speranza d’amore

per un mondo mijore !

– El culore lillà

fa sugnà la libertà …

libertà d’esprime

i propri sentimenti

senza cundizionamenti !

– El verde

culore dei prati e de la natura

fa sperà la pace …

pace per tuta l’umanità

senza più guere

rancori e rivalità !

– ‘Na grossa pala gialo limò

ispira el zentimento de pruteziò

pruteziò per i più debuli e soli

senza distinziò

s’èné vechi o fjoli !

– Quela tuta d’oro

chiede p’j giovani el lavoro …

lavoro onesto e ancora duro

ma che jé cunsenta

de prugramà el futuro !

– In mezo a tute c’è ‘na pala blù

me ricorda ‘n amore

che nun c’è più !

E po’ … la stela cumeta

in cima a l’albero virtuale

lassù proprio lassù

me fa sperà

a un bocò de Paradiso

ancora per nò quaggiù !!!

Silvana Tittarelli Pierani

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