Canone RAI, bufale che non aiutano ad elevare il rispetto dei diritti degli utenti

gennaio 9, 2014 alle 7:05 pm | Pubblicato su - Class Action vs RAI, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | Lascia un commento
Tag: , ,

Rai

Sta girando in rete, anche su testatate giornalistiche, una vera e propria bufala relativa ad una supposta sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo che avrebbe come effetto di rendere illegittimo il canone Rai.

Al di là del sussulto circa la assoluta assenza di capacità di fact checking rispetto a chi continua a far circolare questa notizia, posto che la sentenza non è stata semplicemente travisata ma purtroppo non esiste affatto, avendo combattuto una battaglia seria contro RAI quando ha violato palesemente i diritti degli utenti, lasciatemi dire che queste cose non aiutano.

Piuttosto, visto che questa tassa c’è, e finchè non sarà abolita, occorrerebbe pretendere subito e al più presto che il Parlamento modifichi il Contratto di Servizio per consentire ai cittadini che pagano il canone di poter far valere i loro diritti, mi sembra il minimo.

Vi consiglio la lettura del seguente articolo di Altroconsumo:

Come ogni gennaio che si rispetti, anche quest’anno impazza (complice la rete) il tormentone sul canone Rai. Chi ne chiede l’abolizione, chi vorrebbe caricarne l’importo sulla bolletta della luce, in modo da farlo pagare a tutti gli italiani, e chi, senza troppe remore, semplicemente non lo paga. Ma, al di là delle discussioni, una cosa è certa: se possiedi un apparecchio televisivo devi sborsare il denaro che serve a sostenere i canali della televisione pubblica nazionale. In pratica, perché scatti l’obbligo del pagamento è sufficiente possedere un qualsiasi dispositivo potenzialmente in grado di ricevere il segnale dall’antenna tv.

Quelle notizie prive di fondamento

A sostegno della causa per boicottare il canone, in rete si moltiplicano notizie del tutto infondate su provvedimenti volti a legittimare l’evasione. Secondo alcune di queste, esisterebbe una sentenza della Corte europea dei diritti umani che si sarebbe espressa sull’illegittimità della tassa. Mettiamoci l’anima in pace perché, come ha precisato l’Agenzia delle entrate, si tratta di una notizia falsa e priva di qualsiasi fondamento. Al contrario, con una decisione del 2009, la Corte ha affermato la piena legittimità della sua riscossione. Quindi, se possiedi un apparecchio adattabile o in grado di ricevere programmi radiotelevisivi, sei tenuto al pagamento del Canone entro il 31 gennaio 2014.

Quando è possibile non pagarlo

Se in casa non hai la tv, ma solo la radio, il canone Rai non è dovuto. Stessa cosa se possiedi un pc, un tablet o uno smartphone: paradossalmente, anche se vengono utilizzati per vedere i canali Rai tramite internet non sono soggetti alla tassa. Nel caso di seconda casa, il canone non raddoppia: l’abbonamento per l’abitazione principale consente di possedere anche altri apparecchi, senza sovrapprezzi. È possibile chiedere l’annullamento del canone se, per esempio, ti trasferisci in una casa di riposo: basta indicare, nella comunicazione, i dati della casa di riposo e la data di inizio della degenza. L’esenzione spetta a chi possiede questi tre requisiti: chi ha compiuto i 75 anni entro il termine di pagamento del canone (31 gennaio 2014, in questo caso), convive solamente con il coniuge e, conteggiando anche il reddito del coniuge, ha un reddito annuo lordo non superiore a 6.713,98 euro.

Come dare la disdetta

Sei un abbonato Rai e hai deciso di voler sfuggire legalmente al pagamento del canone? La disdetta non è un’operazione semplice ed è prevista solo in questi tre casi:

  • Comunichi all’Agenzia delle entrate (Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio territoriale di Torino 1 Sportello S.A.T. Casella postale 22 – 10121 Torino), tramite raccomandata a.r., il mancato possesso di apparecchi televisivi (in seguito a furto, rottamazione, incendio…),
  • Segnali la cessione degli apparecchi in grado di ricevere il segnale televisivo, indicando le generalità del nuovo proprietario,
  • Richiedi all’Agenzia delle entrate (Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio territoriale di Torino 1 Sportello S.A.T. Casella postale 22 – 10121 Torino) il suggellamento (chiusura tramite appositi involucri) degli apprecchi, in modo da risultare inutilizzabili. Questa operazione costa 5,16 euro per ogni apparecchio da suggellare.

Gli abbonati devono poter far valere i propri diritti

Nel corso del 2010, la Rai aveva arbitrariamente sospeso le trasmissioni di informazione pubblica. Noi abbiamo promosso una class action in difesa degli abbonati Rai, che si sono visti – di fatto – negare il diritto all’informazione. Dopo un travaglio burocratico di circa 3 anni, la nostra class action è stata respinta perché, sebbene sussistessero evidenti violazioni del contratto di servizio, secondo il Tribunale e la Corte d’Appello di Roma, gli abbonati non hanno alcun titolo per agire. Altroconsumo chiede a Governo e Parlamento di sanare questo assurdo giuridico modificando il contratto di servizio Rai, in modo che gli abbonati possano finalmente far valere i propri diritti in caso di inadempienze.

Vergogna RAI: non mandare in diretta la conferenza stampa del governo ‘sta sera su almeno una delle reti ammiraglie è stato gravissimo, cosa lo paghiamo a fare il canone ?

dicembre 4, 2011 alle 11:18 pm | Pubblicato su - Class Action vs RAI, CONSUMATORI, DIRITTO, POLITICA, TV | 2 commenti
Tag: , ,

Lo so, lo so, è andata in onda su Rainews, ma non basta.

Vista la grave situazione del Paese e l’importanza della manovra del Governo, la RAI doveva mandare in onda in diretta la conferenza stampa su RAI1 o, almeno su Ra2 o Rai3

Non è questa la TV di servizio pubblico che vogliamo, cosa lo paghiamo a fare il canone ?Vergogna !

PS: comunque si giudichi nel merito la manovra, ‘sta sera il governo Monti ha dimostrato competenza e senso dello Stato, anche per questo la TV di servizio pubblico non è stata all’altezza.

Class Action: Secondo il Tribunale di Roma la RAI non deve in alcun modo rispondere ad abbonati e cittadini: Altroconsumo ricorre in appello

ottobre 26, 2011 alle 1:50 pm | Pubblicato su - Class Action vs RAI, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 2 commenti
Tag: , , ,

La RAI non deve in alcun modo rispondere ai propri abbonati nè, tantomeno, ai cittadini degli obblighi previsti dal contratto di servizio, poco importa se ci siano stati o meno indampimenti, gli unici soggetti ai quali potrebbe rispondere la Rai sono il Ministero dello Sviluppo Economico e la Commissione di Vigilanza – che aihmè non hanno mai a loro volta fatto valere i NOSTRI diritti – questa, in estrema sintesi, la base giuridica dell’ordinanza con la quale il Tribunale di Roma ha rigettato l’ammissibilità della class action di Altroconsumo contro RAI.

Noi certo non ci fermiamo qui come dice molto chiaramente il comunicato odierno di Altroconsumo:

Class action contro Rai. Per il giudice la Rai non deve rispondere agli utenti. Altroconsumo ricorre in appello

La RAI interrompe il servizio pubblico, ma non deve risponderne.
Altroconsumo presenterà reclamo alla Corte d’Appello contro l’ordinanza del Tribunale di Roma che ha sancito ieri con un’ordinanza che la class action promossa dall’associazione di consumatori contro RAI, a cui hanno preaderito oltre 54.000 utenti, non debba essere portata avanti.

Nel corso del 2010 la RAI aveva arbitrariamente interrotto trasmissioni di informazione pubblica, sospendendone la messa in onda; Altroconsumo aveva contestato all’azienda di aver disatteso gli impegni assunti verso gli utenti che pagano il canone RAI con la firma del contratto di servizio, e chiedeva il risarcimento del danno stimato in 500 euro a testa.

Commenta Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo: “Ricorreremo immediatamente, lo dobbiamo agli oltre 54.000 consumatori che ci chiedono di farlo. E’ grave che il giudice abbia deciso che la RAI, azienda che ha firmato un contratto in cui si impegna a fornire agli utenti un’informazione obiettiva, imparziale e equilibrata, non debba rispondere ai consumatori in caso di violazione del contratto di servizio.
Contratto che è carta straccia: il ministero dello Sviluppo economico e la RAI hanno sottoscritto un impegno che non impegna. Gli utenti non possono assistere passivamente al lento, sistematico e crescente degrado del servizio pubblico televisivo in Italia” – ha concluso Martinello.

No, appunto, noi non ci fermiamo certo qui, il grande supporto che abbiamo ricevuto rafforza, ove ve ne fosse stato bisogno, l’alta valenza civica della nostra azione, non ci meritiamo una tv di servizio pubblico finanziata con il canone che non rispetti i diritti primari dei cittadini ad un’informazione libera, plurale ed indipendente, è una questione di civiltà giuridica che va al di là e sta al di sopra del dibattito politico, la nostra, la vostra battaglia continua !

Class Action: in 50.000 contro la RAI, entro breve il Tribunale di Roma dovrà decidere sull’ammissibilità dell’azione

luglio 15, 2011 alle 6:26 pm | Pubblicato su - Class Action vs RAI, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | Lascia un commento
Tag: , , , ,


Sì, siamo ora oltre 50.000 !!! Il grande supporto che abbiamo ricevuto rafforza la nostra azione collettiva e conferma la sua alta valenza civica, non ci meritiamo una tv di servizio pubblico finanziata con il canone che non rispetti i diritti primari dei cittadini ad un’informazione libera, plurale ed indipendente, è una questione di civiltà giuridica che va al di là e sta al di sopra del dibattito politico, è la nostra, la vostra battaglia!

Maggiori info per la preadesione qui sul sito di Altroconsumo.

Il 22 giugno scorso si è tenuta di fronte al Tribunale di Roma la prima udienza. Contestualmente la Rai ha depositato un ricorso cautelare contro Altroconsumo chiedendo al Giudice che ci venga sostanzialmente impedito in questa fase di promuovere l’azione e di darne adeguata informazione ai cittadini abbonati Rai, cosa che francamente ci sembra assurda. Alla successiva udienza dell’8 luglio si è finalmente tenuta la discussione davanti al Collegio e si attende ora la decisione sull’ammissibilità.

Colgo l’occasione per ribadire che solo quando il Giudice – come auspichiamo – dichiarerà l’azione ammissibile, Altroconsumo contatterà tutti coloro che hanno manifestato l’intenzione di aderire per raccogliere la documentazione necessaria a confermare formalmente la loro adesione alla Class Action.

Class Action RAI: prossima udienza 8 luglio, e siamo già oltre 42.000 !

giugno 23, 2011 alle 12:49 pm | Pubblicato su - Class Action vs RAI, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | Lascia un commento
Tag: , , ,


Nel video qui sopra trovate gli aggiornamenti sulla class action Rai all’esito dell’udienza di ieri.

Il grande supporto che abbiamo ricevuto, siamo gia oltre 42.000 ! rafforza la nostra azione collettiva e conferma la sua alta valenza civica, non ci meritiamo una tv di servizio pubblico finanziata con il canone che non rispetti i diritti primari dei cittadini ad un’informazione libera, plurale ed indipendente, è una questione di civiltà giuridica che va al di là e sta al di sopra del dibattito politico, è la nostra, la vostra battaglia!

Maggiori info qui sul sito di Altroconsumo.

Colgo l’occasione per ribadire che solo quando il Giudice – come auspichiamo – dichiarerà l’azione ammissibile, Altroconsumo contatterà tutti coloro che hanno manifestato l’intenzione di aderire per raccogliere la documentazione necessaria a confermare formalmente la loro adesione alla Class Action.

Mentre la Rai continua con il vizietto della lesione della par condicio si avvicina la prima udienza della Class Action promossa da Altroconsumo: 1 giugno davanti al Tribunale di Roma

maggio 24, 2011 alle 3:32 pm | Pubblicato su - Class Action vs RAI, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 4 commenti
Tag: , , , , ,

Ieri AGCOM ha di nuovo sanzionato la RAI per violazione della par condicio da parte di TG1 e Tg2, qui e di seguito i commenti di Altroconsumo:

Agcom multa TG1 e TG2. Class action contro RAI per violazione contratto servizio pubblico. 1 giugno prima udienza

TG1 e TG2 sanzionati da Agcom per lesione della par condicio, con gli interventi del Presidente del Consiglio venerdì scorso 20 maggio in prime time, dimostrano l’attualità e l’emergenza di intervenire affinché la RAI riprenda l’attività di servizio pubblico nel rispetto dei diritti costituzionali di tutti gli utenti a un’informazione obiettiva, imparziale ed equilibrata e degli impegni presi sottoscrivendo il contratto, appunto, di Servizio pubblico, per il quale si paga il canone.

Gli utenti ne sono consapevoli: oltre 27.500 cittadini hanno manifestato ad Altroconsumo la volontà di aderire alla class action attraverso il numero verde 800.131.889 o su www.altroconsumo.it/rai.

Il 1 giugno si terrà la prima udienza davanti al Tribunale di Roma. Con l’azione collettiva risarcitoria Altroconsumo chiede il risarcimento del danno, stimato sui 500 euro a testa, subito dagli utenti che pur pagando il canone non hanno potuto fruire di un’informazione obiettiva, imparziale e equilibrata.

La conferma formale all’adesione sarà necessaria successivamente alla verifica dell’ammissibilità dell’azione da parte del Tribunale.

La multa esemplare di 258.230 euro al TG1 è la misura massima prevista dalla legge, in quanto recidiva – il TG1 era infatti già stato sanzionato una decina di giorni fa per 100.000 euro, e fa il paio con la multa di 100.000 euro al TG2, entrambe per lesione dei regolamenti elettorali emanati dalla Commissione parlamentare di Vigilanza e dall’Agcom. Per lo stesso motivo sono stati sanzionate anche TG5, TG4 e Studio Aperto.

Vale la pena ribadirlo, si tratta di una azione intesa a tutelare un interesse generale, una questione di civiltà giuridica che va al di là e sta al di sopra del dibattito politico, non è questa la tv di servizio pubblico che ci meritiamo e ciò a prescindere dalla parte politica che ognuno di noi supporta, vota o promuove.

La RAI deve tornare a rispettare le sue obbligazioni nei confronti di tutti i cittadini. Più siamo più contiamo, continuate ad aderire alla Class Action di Altroconsumo

La sanzione di 100.000 euro alla RAI la paghiamo noi, rivendichiamo i nostri diritti: aderisci alla class action

maggio 12, 2011 alle 1:36 am | Pubblicato su - Class Action vs RAI, CONSUMATORI, DIRITTO | 3 commenti
Tag: , , , , ,

Come già avvenuto lo scorso anno la RAI è stata di nuovo sanzionata da AGCOM, a ridosso delle elezioni amministrative, con una multa esemplare di 100.000 euro per la violazione della par condicio a causa della perdurante sproporzione di tempo dedicata dal Tg1 ai partiti politici di maggioranza rispetto a quelli di opposizione, nel caso di questi giorni l’esplicito riferimento va alla sovraesposizione del Presidente del Consiglio.

Ora, provocatoriamente Beppe Giulietti si chiede Chi pagherà la multa di Minzolini? la domanda è legittima ma coglie a mio avviso solo parzialmente nel segno, la problematica è infatti ben più ampia, si tratta di una questione di civiltà giuridica che va al di là e sta al di sopra del dibattito politico, non è questa la tv di servizio pubblico che ci meritiamo e ciò a prescindere dalla parte politica che ognuno di noi supporta, vota o promuove.

Il nuovo provvedimento dell’AGCOM accerta, infatti, senza ombra di dubbio la lesività del comportamento di RAI ma acclara purtroppo anche la mancanza di volontà da parte degli organi preposti, il Ministero dello Sviluppo Economico – quale controparte contrattuale – e il Consiglio di Amministrazione della RAI  – cui la legge demanda la verifica della conformità dell’attività dell’azienda agli standard di servizio – ad attivarsi per porre rimedio.

I cittadini subiscono così doppiamente il comportamento illegittimo della tv di Stato, da una parte continuano a dover pagare il canone, dall’altra non ricevono in cambio un servizio pubblico pluralista corretto ed obiettivo. Si tratta inequivocabilmente di comportamenti che oltre a rappresentare gravi inadempimenti agli obblighi che fanno capo alla RAI quale concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo hanno prodotto gravi e reiterate lesioni di diritti costituzionalmente garantiti. Anche per questi motivi Altroconsumo ha promosso lo scorso anno una class action contro RAI chiedendo un risarcimento di almeno 500 euro in favore degli abbonati RAI, la prima udienza si terrà finalmente di fronte al Tribunale di Roma il prossimo 1 giugno.

Altroconsumo ritiene ancora utile che nel nostro Paese continui a sussistere una tv di servizio pubblico, purché essa svolga adeguatamente tale importante mandato adempiendo correttamente alle obbligazioni prescritte dal contratto di servizio nonché dal contratto di abbonamento sottoscritto con ciascuno degli abbonati RAI.

La RAI deve tornare a rispettare le sue obbligazioni nei confronti di tutti i cittadini, questo è l’obiettivo primario della nostra class action. Più siamo più contiamo, continuate ad aderire

Class Action Altroconsumo vs RAI: aderisci, più siamo, più contiamo !

maggio 3, 2011 alle 11:17 am | Pubblicato su - Class Action vs RAI, CONSUMATORI, DIRITTO | 2 commenti
Tag: , , , , ,

Nel corso del 2010, la RAI si è resa ripetutamente inadempiente rispetto agli obblighi prescritti dal Contratto di Servizio Pubblico di fornire un’informazione libera, obiettiva e corretta in favore di tutti coloro che hanno sottoscritto l’abbonamento RAI.

 Altroconsumo ha promosso una Azione Colletiva Risarcitoria (Class Action).

Class Action contro la Rai: violazione del contratto di servizio pubblico

Chi ha pagato il canone per il 2010 ha diritto a un risarcimento di 500 euro per il danno causato dai comportamenti della Rai. Per questo abbiamo promosso un’Azione Collettiva Risarcitoria contro la tv di Stato. Il 1 giugno si terrà la prima udienza .
Aderisci anche tu alla nostra Class Action

La Class Action di Altroconsumo contro Rai, oltra ad essere caratterizzata dall’elevato numero di possibili aderenti – potenzialmente tutti gli abbonati RAI – ha l’obiettivo di salvaguardare un diritto civile primario dal rango costituzionale quale è quello a un’informazione libera, plurale ed obiettiva. Interessi di parte, o meglio di una pluralità di soggetti offesi, come è normale che sia in tutte le azioni collettive, coincidono in questo particolare caso anche con l’interesse generale se, come ritiene Altroconsumo, appare ancora utile che nel nostro Paese continui a sussistere una tv di servizio pubblico, purché essa svolga adeguatamente tale importante mandato adempiendo correttamente alle obbligazioni prescritte dal contratto di servizio nonché dal contratto di abbonamento sottoscritto con ciascuno degli abbonati RAI.

Aderite, aderite, aderite, più siamo, più contiamo !

Una conferma formale all’adesione sarà necessaria successivamente alla verifica dell’ammissibilità dell’azione da parte del Tribunale.

Nel giorno dello sciopero RAI: class action di Altroconsumo a favore di un vero servizio pubblico

dicembre 10, 2010 alle 7:33 pm | Pubblicato su - Class Action vs RAI, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | Lascia un commento
Tag: , , ,

Oggi è in corso lo sciopero dei dipendenti RAI

Il comunicato dell’Usigrai
I Telegiornali ed i Giornali Radio della Rai andranno in onda oggi in forma ridotta e senza servizi in voce per l’astensione audio video dei giornalisti indetta dall’Usigrai in concomitanza e in adesione allo sciopero generale degli operai, impiegati e quadri proclamato da Slc Cgil, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater, Libersind Confsal in risposta al Piano Industriale che esternalizza il lavoro, cede settori strategici della Rai, espelle lavoratori riducendo la capacità produttiva, ideativa e informativa del servizio pubblico radio televisivo, mettendo di fatto a rischio il futuro della più grande azienda culturale del Paese, che deve essere garanzia di pluralismo e democrazia. In una giornata di protesta di tutti coloro che lavorano per la Rai, anche i dirigenti devolveranno una somma a Telethon in segno di solidarietà e partecipazione.
L’Azienda risponde così:
Il comunicato dell’Azienda
Il diritto di sciopero va sempre rispettato e garantito, ma i radioascoltatori devono sapere che – in questo caso – si tratta di uno sciopero contro una Rai impegnata a risanare per la prima volta, in maniera seria e responsabile, il proprio bilancio e pertanto a difendere i posti di lavoro; contro una Rai in grado di vincere – e quest’anno con un distacco record – la competizione degli ascolti; contro una Rai capace, in pochi mesi, di moltiplicare la propria offerta passando dagli storici 3 canali analogici ai 14 digitali tutti a titolo gratuito con un grande vantaggio per i telespettatori. Rai continua a ritenere che vadano rigettate tutte le provocazioni e le strumentalizzazioni politiche e che invece la ripresa del confronto con tutte le componenti sindacali sia la maniera per poter ricercare soluzioni strutturali e governare i processi di cambiamento in atto.
Ora, devo dire che, come cittadino mi sento molto vicino alle ragioni che hanno mosso i dipendenti RAI a scioperare, d’altra parte anche la class action di Altroconsumo contro la RAI, o meglio contro questa dissennata gestione della RAI, è intesa a difendere il diritto dei cittadini a un reale servizio pubblico nel rispetto del contratto di abbonamento. Come scrivevo qualche giorno fa su Key4biz quella che si discuterà ben presto di fronte al Tribunale di Roma è una class action caratterizzata dall’elevato numero di possibili aderenti, potenzialmente tutti gli abbonati RAI, ma anche dall’obiettivo di salvaguardare un diritto civile primario dal rango costituzionale quale è quello a un’informazione libera, plurale ed obiettiva.
Interessi di parte, o meglio di una pluralità di soggetti offesi, come è normale che sia in tutte le azioni collettive, coincidono dunque in questo particolare caso anche con l’interesse generale se, come appare opportuno, si vuole ritenere ancora utile che nel nostro Paese continui a sussistere una tv di servizio pubblico, purché essa svolga adeguatamente tale importante mandato adempiendo correttamente alle obbligazioni prescritte dal contratto di servizio nonché dal contratto di abbonamento sottoscritto con ciascuno degli abbonati RAI.
A proposito, unisciti alla nostra battaglia compilando l’apposito form sul sito di Altroconsumo, siamo già oltre 8500, arriviamo a 10.000 entro la prossima settimana, più siamo meglio stiamo !

Class Action Altroconsumo contro RAI

dicembre 1, 2010 alle 5:04 pm | Pubblicato su - Class Action vs RAI, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | Lascia un commento
Tag: , , , ,

E’ una bella e coraggiosa battaglia quella che Altroconsumo ha mosso contro la RAI, o meglio contro questa gestione dissennata della Rai, a presto la prima udienza, di seguito il comunicato stampa diramato oggi dall’associazione:

CLASS ACTION CONTRO RAI: MANCATO RISPETTO DEL CONTRATTO DI SERVIZIO PUBBLICO E PAGAMENTO PIATTAFORMA TIVUSAT RICHIESTO IMPROPRIAMENTE

Nel corso del 2010 la RAI è stata inadempiente agli obblighi di realizzare un’informazione obiettiva, corretta ed equilibrata, obblighi assunti attraverso il Contratto di servizio pubblico e imposti dalla disciplina sulla par condicio.

 Di fronte alla violazione da parte della RAI dei diritti e delle prerogative dei propri abbonati, Altroconsumo ha proposto dinanzi al Tribunale di Roma una class action per consentire a tutti gli abbonati che vi aderiranno di ottenere un risarcimento per la lesione del diritto, costituzionalmente garantito, a una informazione libera, plurale e obiettiva. Le adesioni sono raccolte attraverso il sito www.altroconsumo.it

 I fatti: durante la campagna elettorale che ha preceduto il voto amministrativo del 28 e 29 marzo scorso la RAI ha cancellato dal proprio palinsesto televisivo i principali programmi di informazione ed approfondimento politico, come Ballarò, Porta a Porta, Anno Zero, Ultima Parola. Questo è accaduto nonostante non vi fosse alcun obbligo di legge in tal senso e nonostante le critiche e perplessità manifestate dal mondo della politica, da quello del giornalismo, oltre che dall’opinione pubblica.

Nello stesso periodo la RAI, tradendo la propria funzione quale concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, con l’obiettivo prioritario di realizzare un’informazione imparziale ed equilibrata, ha riconosciuto ad alcuni partiti spazi enormemente superiori rispetto a quelli accordati alle altre formazioni politiche che pure hanno preso parte alla consultazione elettorale. Comportamento già accertato e sanzionato ripetutamente dall’AGCOM.

Tutti gli abbonati RAI hanno subìto la cancellazione del proprio diritto, costituzionalmente garantito, a una informazione libera e plurale in un momento particolarmente delicato della vita politica del Paese, momento nel quale il servizio pubblico radiotelevisivo costituisce – o meglio, dovrebbe costituire – il principale strumento per la formazione consapevole da parte di ciascun cittadino della propria volontà politica.

Non è tutto: negli ultimi mesi la RAI ha iniziato a distribuire la propria programmazione su una nuova piattaforma satellitare denominata TIVUSAT, mettendo a disposizione dei propri abbonati delle smart card a pagamento con costi che variano dai 12 a 21, 60 euro.

Anche in questo caso la RAI ha violato i diritti dei propri abbonati i quali, in base al Contratto di servizio, devono poter usufruire della programmazione RAI su qualsivoglia piattaforma tecnologica – satellitare, digitale terrestre, via cavo – senza alcun costo aggiuntivo rispetto a quello rappresentato dal cosiddetto canone RAI.

Altroconsumo ha chiesto che il Tribunale riconosca a ciascun abbonato che ne faccia richiesta tramite l’associazione l’importo minimo di € 500,00 a titolo di risarcimento Inoltre, per gli abbonati che hanno acquistato le cosiddette smart card TIVUSAT, Altroconsumo ha chiesto che la RAI venga condannata a restituire il prezzo indebitamente pagato dagli utenti per un servizio che quest’ultima ha l’obbligo di fornire senza addebitare agli abbonati ulteriori costi rispetto al canone.

Pagina successiva »

Blog su WordPress.com.
Entries e commenti feeds.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: