Il nuovo che avanza ?!

luglio 12, 2011 alle 4:17 pm | Pubblicato su - TV vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai ... un pò ci sei, TV | 2 commenti
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Nel video l’intervento di Renzo Bossi – soprannominato cordialmente da papà Umberto “il Trota” – al convegno “Vecchia TV vs Nuova TV” organizzato dal Co.Re.Com Lazio il 6 Luglio scorso, presso la Casa del Cinema di Villa Borghese.

Domanda numero 1: perchè hanno invitato Renzo Bossi a parlare a questo convegno ?

Risposta: perchè Renzo Bossi, a quanto pare, è il Responsabile della Comunicazione per la Lega Nord … se così non fosse, se avessi preso un abbaglio, per favore qualcuno mi corregga, mi tirereste su e non poco il morale …

Domanda numero 2: perchè ho scritto questo post ? 

Risposta: perchè dopo essermi sorbito tutto il video sono stato preso da un senso di sconforto assoluto e voglio provare a trasferirvelo, come dire mal comune … mal comune

Domanda numero 3: perchè questo sconforto ?

Risposta: al di là dei passaggi più esilarantemente tristi, come quelli, tra i tanti, al minuto 0,17 “io stesso uso facebook e twitter quotidianamente … sempre improntandoli a quello che è l’ambito lavorativo”, al minuto 3,27 “certo è che è un momento difficile”, al minuto 1,40 “il volano per ritornare a quell’iperlocale eeee il we pu due punto zero così considerato questi social network sono quel tramite tra la gente e queste notizie …”, al minuto 4 “pu plu … plu …pluralismo” … Dicevo, al di là di questi e altri passaggi profondamente tristi nella loro spassosità, ciò che più mi perplime è che il tizio ha poco più di 20 anni e ci si aspetterebbe quindi un minimo di vivacità di pensiero in più … che purtoppo invece non si coglie, o almeno io non colgo, e voi ?

Confalonieri, le muffe e le giraffe … occhio sono anche fatti nostri !

aprile 21, 2011 alle 7:26 pm | Pubblicato su - TV vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai ... un pò ci sei, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TV | 4 commenti
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Incollo di seguito due agenzie relative a dichiarazioni del Presidente Confalonieri a margine dell’assemblea Mediaset di ieri:

(ANSA) – COLOGNO MONZESE (MILANO), 20 APR – “Siamo di fronte a una incomprensibile politica di favore verso il mondo delle telecomunicazioni e a scapito del mondo di noi televisivi”. Così il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, commenta la gara per la banda da 800 megahertz per nuove frequenze in banda televisiva “che l’Europa prescrive di assegnare agli operatori di telefonia mobile”. Aprendo l’assemblea del gruppo televisivo, Confalonieri conferma che Mediaset parteciperà all’assegnazione in ‘beauty contest’ di sei multiplex nazionali. Nel rapporto tra internet e televisione, secondo il presidente Mediaset, “da una parte regna la totale assenza di regole e controlli, dall’altra invece vi è una pesante ingerenza degli organi di regolamentazione.

Che dire ? Il pranzo all’assemblea di Mediaset deve essere stato molto pesante e probabilmente indigesto …

COLOGNO MONZESE: (MF-DJ)–“Il nostro conflitto con Google – nel quale siamo alleati con gli altri editori, in Italia e all’estero – vuole difendere gli investimenti contro ogni utilizzo parassitario e ogni pirateria”.

Lo ha detto il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, nel discorso che ha aperto i lavori dell’assemblea dei soci del Biscione, in corso a Cologno Monzese presso gli studi televisivi del gruppo.

Non stiamo parlando del “passato della Tv contro il futuro di Internet”, ha detto ancora Confalonieri, aggiungendo che “e’ in ballo il modello di business basato sul pilastro dell’esclusiva e della remunerazione dei diritti. Se le major e i broadcaster perderanno la loro battaglia, ci sara’ una progressiva e inesorabile desertificazione dello show business, della creativita’, della produzione di contenuti di qualita’”.

eh sì … ieri Confalonieri ha digerito male evidentemente, ha sparato sulle telco, su Google, sul regolatore, quasi quasi persino sul Ministro Romani !

L’altro giorno, studiando con mio figlio, mi sono imbattuto sull’importanza cruciale dei batteri e delle muffe nell’ecosistema, in quanto decompositori. Muffe e batteri, infatti, demoliscono le sostanze organiche contenute nelle spoglie degli organismi morti mineralizzandole, trasformandole cioè in sostanze inorganiche più facilmente riutilizzabili da parte dei produttori per costruire nuova sostanza organica. E’ importante studiare con i propri figli si riscoprono cose importantissime che non avevamo colto fino in fondo quando eravamo a scuola. La settimana precedente eravamo ad esempio sulle giraffe ed ho riscoperto che il loro collo si è allungato col passare dei secoli, probabilmente, infatti, le prime giraffe erano molto più basse, poi sono “cresciute”, un po’ alla volta, e questo ha permesso a questi animali di mangiare prelibatezze che nessun altro riusciva a raggiungere. Questi animali si sono evoluti nel corso del tempo in base alle loro esigenze, trasformandosi anche fisicamente per poter sopravvivere …

Tornando a Confalonieri … le persone invecchiano ma le aziende possono/debbono rinnovarsi, i business models vanno adattati ai tempi e alle tecnologie a disposizione, il mercati della tv, delle tlc e di Internet diventano a tendere uno solo o, comunque, sono sensibilmente integrati, per il resto potrei limitarmi a dire vinca il migliore! e, da parte mia, spero che vinca chi trasferisce più valore agli utenti .

La strategia di Mediaset appare perdente, la scelta di arroccarsi può dare vantaggi nel breve grazie ad eventuali contesti pecuiliari a livello nazionale dove può trovare protezione ma nel medio periodo non può rendere … potremmo dire beh, peccato, dispiace per l’azienda Mediaset e chiuderla lì, ma il problema è che, con l’influenza che ha, rischia di fare rimanere arretrato l’ecosistema digitale del Paese e quindi ne facciamo le spese tutti in termini di minore innovazione e concorrenza, carenza di possibilità di scelta e anche pluralismo deficitario.

 
Ammappete perdiamo tutti, non sono solo cazzi suoi !

Vista finalmente la puntata di Report di ieri sera, corro a consultare i consigli della Nasa per meglio capire come comportarmi in Rete …

aprile 12, 2011 alle 2:43 am | Pubblicato su - TV vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai ... un pò ci sei, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 2 commenti
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 Rispetto alla Rete dovremmo un pò tutti cercare di comprendere come funziona e come muta in continuazione e fluidità uno strumento e, ormai direi definitivamente un luogo, dove trascorriamo buona parte della giornata, dove viviamo emozioni, creiamo opportunità per noi e per altri, condividiamo idee, creiamo movimenti, dove aziende hanno fatto una grande fortuna in tempi rapidissimi traferendo molto valore agli utenti, dove succede anche che queste aziende o singoli individui possano assumere comportamenti scorretti e/o lesivi, come nel mondo reale, anche perchè Internet è e sarà sempre di più il mondo reale!

Si tratta di un fantastico percorso di conoscenza che va intrapreso con umiltà e grande curiosità senza la pretesa di possedere verità assolute o sparare sentenze, tantomeno bisognerebbe travisare le sentenze, peraltro discutibilissime, che hanno giudicato le cose della Rete, di certo quello che non si può fare è liquidare con grande superficialità l’analisi di uno strumento che sta comunque cambiando, e molto in meglio, il mondo.

Ho appena finito di vedere la puntata di Report dell’altra sera e mi è rimasto veramente l’amaro in bocca. Per carità capita sempre più spesso, soprattutto in alcuni talk show, di ascoltare in tv beceri luoghi comuni con sottofondo di tecnofobia dirompente relativi ai social network, in particolare Facebook, ma anche a Google, volti in realtà a demonizzare Internet nel suo tutto, ma da Report non me l’aspettavo.

I grandi giornalisti ma, soprattutto, le persone corrette quando sbagliano trovano il modo di rimediare, chissà che non capiti anche in questo caso … in Italia ci sarebbe un gran bisogno di parlare bene della Rete e a Report questo dovrebbero ben comprenderlo

E buona notte

Il Cerottone mediatico

marzo 10, 2011 alle 11:51 am | Pubblicato su - TV vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai ... un pò ci sei, INTERNET | Lascia un commento
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Narra la leggenda che al risveglio dall’intervento, un lungo intervento chirurgico in anestesia generale eseguito in un ambulatorio privato, Silvio esclamò: “Ma come, non si vede niente? Mettetemi almeno un bel cerottone bianco!”. (Via Mantellini)

Toh ! anche a me sono venuti dei dubbi, chissà com’è ? Difficile distinguere tra verità e fiction e anche quando c’è un fondo di verità la fiction serve sempre e comunque a rafforzare il messaggio mediatico, fortuna che sul web si può parlare davanti al tv si è muti e spesso si spengono anche i cervelli …

L’altro giorno mio figlio giocando a basket si è provocato una lieve distorsione al pollice della mano destra, l’allenatore aveva consigliato un pò di ghiaccio e via pedalare, ma quando è arrivata mia moglie quel lobbista di mio figlio l’ha convinta a portarlo al Pronto Soccorso, ieri sera torno a casa e mio figlio insolitamente mi viene ad accogliere sull’uscio mettendomi subito sotto il naso l’enorme fasciatura rigida che gli arrivava quasi al gomito, il suo sguardo tenero e mansueto mi ha ricordato ora molto quello qui sopra del Premier …  cocco di mamma 😉

Tv, pc, iPad altri tools poco importa … l’importante è che vinca la libertà e l’apertura della Rete

dicembre 15, 2010 alle 7:04 pm | Pubblicato su - TV vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai ... un pò ci sei, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TV | 1 commento
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Interessante e stimolante lo scenario che dipenge oggi Assante in questo bell’articolo su repubblica.it Il televisore mangia tutto
Computer, internet e console – Proprio mentre il grande pubblico sottrae tempo ai programmi televisivi per dedicarsi all’intrattenimento digitale, l’elettrodomestico che troneggia nel salotto incorpora tutti gli altri dispositivi

La tendenza in questo senso da parte dei produttori di televisori è ben comprensibile e dettata dall’esigenza di stare dietro alla richiesta degli utenti di oggi e, soprattutto, di domani, si tratta probabilmente anche di una buona cosa in termini di interesse generale che potrebbe contribuire a sbloccare il mondo ancora molto chiuso del broadcasting televisivo. Ciò detto, questa è solo una delle tendenze e non è detto e scontato che vincera il tv sugli altri tools.

Per il momento personalmente rispetto allo scenario descritto da Assante mi sento comunque molto obsoleto, quello che mi capita infatti spesso la sera è di stare davanti al pc a cazzeggiare/lavorare/scambiare opinioni/leggere/guardare video etc etc il tutto più o meno contemporaneamente e  lasciando acceso sullo sfondo il tv, con audio basso altrimenti mi disturba … quelle lucine che si muovono laggiù sono come quelle dell’albero di natale e danno allegria e nostalgia … quelle persone che si dimenano nelle trasmissioni serali viste così da distante – a volume necessariamente basso o nullo – sono come tanti animaletti in gabbia e danno un senso di malinconia e tristezza …

Non so se il televisore vincerà sul pc o sull’ipad o se verranno fuori nuovi tools che per ora neanche immaginiamo, francamente poco importa, l’importante è che sia la libertà – per ora ravvisabile in Internet – a vincere sulla chiusura – per ora ravvisabile in tv – e che non accada invece il contrario, ovvero che nel processo di convergenza che stiamo vivendo siano l’apertura e la libertà che abbiamo sperimentato in questi anni grazie alla Rete a venire meno.

Mi sembra che dicevo qualcosa di simile nel video che riappiccico qui sopra, buona visione 😉

Della serie tv e libertà di espressione oggi in Italia: stasera niente Infedele su La7

marzo 1, 2010 alle 5:28 pm | Pubblicato su - TV vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai ... un pò ci sei, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI, TV | 1 commento
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Ho ricevuto qualche commento critico in merito agli ultimi post che ho dedicato alla sentenza Vividown vs Google , alcuni mi rimproverano che dire la Rete non deve diventare una televisione implicherebbe un giudizio ingiustificatamente troppo severo sul livello di libertà di espressione consentito in tv oggi in Italia, altri mi ricordano che Google non è e non deve essere sinonimo tout court o comunque modello unico della libertà d’espressione in Rete, in quanto ne avrebbe una convenienza economica.

Ora, sul secondo punto, non mi sembra di aver mai scambiato erroneamente Google per la Rete e se ho potuto dare questa impressione non era nelle mie intenzioni, il fatto che Google svolga attività a fini di lucro mi sembra sia noto a tutti ma questo che c’azzecca ? Peraltro, nel confermare il mio punto di vista sulla sentenza Vividown in attesa di poter leggere le motivazioni per esprimere un giudizio conclusivo, ribadisco che pur riconoscendo a Google di aver portato incredibile innovazione in Internet e trasferito valore agli utenti non ho, per altri versi, mai nascosto di provare “uno strano retrogusto”.

Ma era sul primo punto che volevo concentrarmi, ovvero il livello di libertà d’espressione in tv in Italia oggi: stasera La7 (Gruppo Telecom Italia) non manderà in onda la puntata de L’Infedele dedicata agli scandali relativi al riciclaggio di circa due miliardi di euro che ha coinvolto le società Fastweb e Telecom Sparkle, sul blog di Gad Lerner si può leggere questo botta e risposta tra l’editore e il giornalista:

Ho ricevuto dall’amministratore delegato di Telecom Italia Media la lettera seguente:

Caro Gad,
come da accordi telefonici del 27 febbraio u.s., Ti rappresento che ragioni di opportunità –anche al fine di non turbare in alcun modo le delicate indagini giudiziarie in corso e le eventuali misure cautelari al vaglio delle competenti Autorità Giudiziarie in relazione alla vicenda della società Telecom Italia Sparkle S.p.A.- mi consigliano di soprassedere, per ora, alla decisione presa da Te congiuntamente con il Direttore, da me approvata, di dedicare la puntata dell’Infedele del 1° marzo 2010 al tema del “riciclaggio per il tramite di società telefoniche”.
Cordiali saluti,
Giovanni Stella

E questa è la mia risposta:
Caro Gianni,
mantengo il dissenso che ti ho già manifestato. Ritengo che la trasmissione dell’Infedele da noi concordata secondo le procedure aziendali, e già pubblicizzata, non avrebbe turbato nè le indagini nè le decisioni che competono alla magistratura. Avrebbe informato e approfondito, come da otto anni usa L’Infedele anche su vicende riguardanti Telecom Italia e come spero torni a fare dopo lo spiacevole salto di una puntata. Ti ringrazio per la correttezza con cui riconosci la coerenza del mio operato al contratto e alla fiducia reciproca che ci legano.
Cordiali saluti,
Gad Lerner

C’è forse qualcosa da aggiungere ?

P.S.: sopra riprendo, sempre dal blog di Gad Lerner, la copertina de “L’Espresso” che nel 2007 dava notizia dell’inchiesta di cui si parla, e che compariva nel promo televisivo andato in onda su La7 per pubblicizzare la trasmissione che aihmè stasera non adrà in onda

Vividown vs Google – ribadisco: la Rete non deve diventare una televisione

febbraio 25, 2010 alle 1:28 am | Pubblicato su - TV vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai ... un pò ci sei, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 8 commenti
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Torno sulla sentenza di cui ieri si è discusso molto e non solo in Rete, tra gli altri ho letto i commenti di De Biase  Mantellini Stefano con più post  e Guido .

Nel mio precedente post avevo scritto che 

Bisognerà leggere le motivazioni certo, ma l’impressione è che stia crollando di fatto la tenuta della direttiva 200/31/CE sul commercio elettronico e si rischia di introdurre per via giudiziaria una sorta di responsabilità oggettiva degli intermediari della Rete.

Ora, se è pur vero che, come ormai appare accertato, la condanna verte sull’illecito trattamento di dati personali e non direttamente sulla responsabilità dell’intermediario alla fine il primo aspetto si riverbera sul secondo e quindi penso sia opportuno ribadire che la Rete non deve diventare una televisione.

Escludendo, infatti – come voglio ben sperare – che tutto si riduca al fatto che nelle condizioni generali di Google non c’era o era carente l’informativa all’utente circa la necessità di acquisire il consenso del terzo ripreso prima di caricare il video – considerato che vi erano dati sensibili – perchè se così fosse saremmo di fronte ad uno di quegli inutili formalismi che invece di elevare la tutela della privacy ne fanno scadere ogni sostanziale percezione tra i comuni mortali (non avvocati), rimane l’ipotesi che la responsabilità di Google derivi dalla omessa richiesta di autorizzazione al Garante.

Questo non può dunque che riportarci direttamente all’ipotesi che il tribunale di Milano abbia di fatto interpretato l’assenza di obbligo di vigilanza in capo agli intermediari prevista dalla normativa sul commercio elettronico in modo peculiare, in quanto è di fatto impossibile per un ugc provider valutare l’eventuale sussitenza di dati sensibili nei video caricati dagli utenti.

In realtà rimane un’ultima possibilità, e cioè che il Tribunale abbia accertato che Google non ha effettuato il take down in tempi adeguati, se è su questo che si basa la condanna non avrei nulla da accepire, per questo attendiamo le motivazioni ._

PS: non ho mai scritto finora che considero assolutamente deprecabile l’episodio di bullismo di cui è stato vittima il ragazzo disabile, lo davo per scontato ma è bene non farlo così come è bene focalizzarci sui comportamenti responsabili che tutti noi dovremmo tenere anche in Rete se vogliamo che continui ad essere libera e democratica.

Caso Vividown: condannati tre dirigenti di Google !!! – La Rete non deve diventare una televisione, parliamone please…

febbraio 24, 2010 alle 10:50 am | Pubblicato su - TV vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai ... un pò ci sei, DIRITTO, INTERNET | 10 commenti
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leggo sul Corriere.it :

Il tribunale di Milano ha condannato tre dirigenti di Google accusati di diffamazione e violazione della privacy per non avere impedito nel 2006 la pubblicazione sul motore di ricerca di un video che mostrava un minore affetto da sindrome di Down insultato e picchiato da quattro studenti di un istituto tecnico di Torino. A tre imputati sono state inflitti sei mesi di reclusione. Un quarto dirigente che era imputato è stato assolto.

Questo uno dei primi commenti del procuratore aggiunto Alfredo Robledo:

«Finalmente -aggiunge il magistrato- si è detta una parola chiara. Al centro di questo procedimento era la tutela della persona attraverso, appunto, la tutela della privacy. Il resto è un fatto fenomenico. Sono certo che questa sentenza uscirá dall’aula del tribunale di Milano e farà finalmente discutere su un tema che è fondamentale».

E certo che questa sentenza farà discutere, non so se ne siamo tutti coscienti ma siamo a un punto di svolta per il futuro di Internet nel nostro Paese. Bisognerà leggere le motivazioni certo, ma l’impressione è che stia crollando di fatto la tenuta della direttiva 200/31/CE sul commercio elettronico e si rischia di introdurre per via giudiziaria una sorta di responsabilità oggettiva degli intermediari della Rete.

La Rete diventerà come la tv ? questo è quello che molti vorrebbero … a mio avviso ci perderemmo tutti, Internet non può, non deve diventare una televisione per le ragioni che avevo espresso nel video che potete vedere qui qualche tempo fa http://www.youtube.com/watch?v=qdOjKQkJV8k

un piccolo approfondimento qui sopra

Internet non può, non deve diventare una televisione

gennaio 14, 2010 alle 1:24 am | Pubblicato su - TV vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai ... un pò ci sei, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TV | 3 commenti
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Tutto da legge questo lungo post di Guido, ve lo consiglio: Una legge per trasformare la Rete in una grande TV….

Internet non può, non deve diventare una televisione per le ragioni che avevo espresso nel video qui sopra qualche tempo fa.

Tv vs Internet: ci fai o ci sei? un pò ci fai … un pò ci sei – Sgarbi fa causa a YouTube …

gennaio 11, 2010 alle 6:34 pm | Pubblicato su - TV vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai ... un pò ci sei, DIRITTO, INTERNET, TV | 4 commenti
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Vittorio Sgrabi diffida Youtube e minaccia richieste di ingenti risarcimenti per i numerosi video presenti nella repository di Google che riprendono suoi celebri interventi iracondi in salotti televisivi (uno visibile qui sopra a Porta a Porta). Questa la inserisco a pieno titolo nel filone Tv vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai … un pò ci sei

Il caso è, infatti, a dir poco esemplare, il campione di quegli stessi salotti televisivi dai quali più volte sono scaturite becere e volgari, quanto raffazzonate, demonizzazioni di Internet quale mondo pieno di insidie, pericoli e violenza, il polemista che ha fatto degli iracondi attacchi personali, delle ingiurie e delle diffamazioni perpetrati nei medesimi salotti contro altri ospiti inermi e impreparati a tali tenzoni o nei confronti di spalle compiacenti, un vero e proprio modello di business, lancia ora la sua sfida a Youtube – non per primo certo – ma dopo che altri ne hanno ben tracciato il solco, con una motivazione tuttavia nuova, questo bisogna riconoscerglielo: tali video ledono la sua immagine !!!     

Dal punto di vista tecnico mi sono chiesto in un primo momento, ma se si tratta di immagini riprese da apparizioni di Vittorio Sgarbi in trasmissioni televisive su queste i diritti dovrebbero averle le emittenti no? Rai, Mediaset o altri avranno sicuramente fatto firmare a Sgarbi una liberatoria per cui eventualmente dovrebbero essere loro a far causa a Youtube.  Poi, quanto ho letto qui  mi ha chiarito un pò di più le cose: “La diffida riguarda solo le trasmissioni della Rai, a cui non ho ceduto i diritti di immagine, cosa che ho fatto con Mediaset”

Ma il punto non è tanto questo, anche se Sgarbi fosse andato a parare su una lesione particolare consistente nel fatto che Youtube non avrebbe riportato fedelmente quanto da lui detto o fatto in tv, magari perchè i video non riportano completamente i suoi interventi ma solo spezzoni di essi rimarrebbe a dir poco ardito IMHO sostenere che tale pretesa non integralità abbia leso la sua immagine.

No, il fatto è probabilmente un altro, non meno discutibile, anzi, e si può dedurre da questa dichiarazione del polemista: “Mi indigna la mancanza di etica, da parte di chi mi ruba quello che mi appartiene, senza contropartita. Con questo furto di immagini divento il motore di qualcosa che non mi riguarda”,  insomma, quello che contestano i legali di Sgarbi a Youtube è molto probabilmente qualcosa di diverso, ovvero la violazione dei diritti di utilizzazione e sfruttamento economico della sua immagine. Non ho tutti gli elementi ma da quello che è possibile comprendere dalle brevi dichiarazioni la pretesa sembrerebbe essere in sostanza quella di mantenere e preservare il dominio, e con esso lo sfruttamento economico in tutte le piattaforme, delle sue litigate nei salotti RAI probabilmente già adeguatamente pagate alla fonte e con i soldi del canone: da noi telespettatori insomma o almeno da coloro che continuano a pagare il canone RAI nonostante il livello ormai raso terra delle trasmissioni del servizio pubblico.  

“Sono consapevole dei miei comportamenti” aggiunge Sgarbi “Ma sono io che sul piccolo schermo gestisco i miei scatti d’ira. Su internet no. Finisce lì, la mia immagine, inamovibile ci può stare un’eternità, prescindendo dalla mia volontà. Ho fatto questa scelta e me la ripiglio”.

Mah, mi sembra si stia veramente esagerando …
Ecco allora che mi sorge spontaneo un suggerimento a Google/Youtube e ai suoi legali, vista la sensibilità del polemista e il suo attaccamento alle sue scenette, o meglio scenate, considerate opere dell’ingeno ovviamente perchè, tra le altre cose, viene anche contestata la loro abusiva riproduzione e quindi il copyright su di esse, perchè non scegliere la strada di adempiere immediatamente e senza riserve a quanto chiede Sgarbi e quindi eliminare tutti i video che lo rappresentano? Anzi perchè non impegnarsi ulteriormente, quale misura precauzionale, per evitare di poter ledere la sua sensibilità in futuro, a non riprodurre mai più su Youtube sue apparizioni televisive o spezzoni di esse? Ovviamente la cosa risulterebbe difficile da implementare perchè i video li caricano gli utenti ma con lo sforzo di tutti oltre che di Google forse ci si potrebbe riuscire.

Penso che molti potrebbero riconoscere in tale scelta anche un valore sociale e una corrispondenza nell’interesse generale a non rivedere più, almeno in Rete, tali pantomime. Purtroppo, infatti, chi per mandato dovrebbe occuparsi della qualità del servizio pubblico televisivo non svolge appieno tale compito e allora lasciamo che, finchè gli sarà permesso, Sgarbi possa mantenere il controllo – anche dello sfruttamento economico – dei suoi scatti d’ira ma confinatamente al “molto piccolo” schermo televisivo. Insomma, se Google desse seguito immediatamente alle richieste di Sgarbi probabilmente farebbe cosa buona per tutti …

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