IVA sulla TIA ora basta: Altroconsumo lancia 8 class actions

ottobre 23, 2012 alle 11:08 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, POLITICA | Lascia un commento
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20121023-115122.jpgSe in una situazione di crisi economica lo Stato comincia a calpestare la certezza del diritto non rispettando esso stesso consapevolmente e per scelta le leggi a discapito degli interessi di coloro che – come i consumatori presi singolarmente – non possono essere in grado di farsi valere, significa che stiamo cominciando a scendere una china pericolosa.

Pagare le tasse, per quanto stiano diventando sempre più gravose, è doveroso. Ma, sia chiaro, solo quelle dovute. E’ invece assolutamente inaccettabile che venti milioni di cittadini siano stati costretti a pagare loro malgrado una tassa sulla tassa e che lo Stato continui a non voler restituire tutti i soldi indebitamente incassati per anni.

E’ per questo motivo che Altroconsumo mette in campo un’azione in primis a tutela dello Stato di diritto che, per la sua portata – almeno in Italia – non ha precedenti.

Due miliardi di euro: è la somma che deve essere rimborsata ai cittadini che hanno pagato l’Iva sulla Tariffa d’igiene ambientale, poiché l’imposta non era dovuta, come scritto dalla Corte Costituzionale nella sentenza del 2009.
La cifra non è un’ipotesi ma arriva direttamente dalla fonte più accreditata a fare i conti in tasca al Fisco: la direzione generale delle Finanze del ministero dell’Economia. Fonte che si affretta ad aggiungere, in un incontro coi rappresentanti di Altroconsumo: i soldi non li restituiremo, l’interesse generale sul rispetto del vincolo di bilancio deve prevalere sul seguire la legge.

Per l’associazione di consumatori la misura è colma, come testimoniato anche dalle 35.000 adesioni di cittadini alla petizione online promossa da Altroconsumo stessa. Continua a leggere qui il comunicato di Altroconsumo

Queste le otto società municipalizzate target delle class actions di Altroconsumo:

Municipalizzata Sede della società Bacino di riferimento
AMA Roma Roma Roma
HERA Spa Bologna Emilia Romagna
QUADRIFOGLIO Spa Firenze Toscana
IREN Spa Reggio Emilia Emilia
AAMPS Spa Livorno Livorno
TRENTA Spa Trento Trento/Rovereto
VERITAS Spa Venezia Veneto
CONTARINA Spa Treviso Veneto
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Il Governo italiano dica chiaramente NO alla proposta di ETNO in sede ONU

ottobre 19, 2012 alle 9:41 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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Di seguito la risposta di Altroconsumo alla consultazione lanciata dal governo italiano sul Trattato Internazionale delle Telecomunicazioni:

 

 

 

Il Governo italiano dica chiaramente No alla proposta di ETNO in sede ONU

Risposta di Altroconsumo alla consultazione pubblica

sul Trattato Internazionale delle Telecomunicazioni

 19.10.2012

 Il Dipartimento per le Comunicazioni, in collaborazione con l’Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione, ha avviato una consultazione aperta a tutti i soggetti interessati sulle proposte di revisione normativa del trattato internazionale delle telecomunicazioni, firmato a Melbourne nel 1988 da tutti i paesi del mondo nell’ambito dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni.

Altroconsumo, nel ringraziare per l’opportunità che ci viene concessa di esprimere le nostre valutazioni nell’interesse dei consumatori, si astiene dal presentare proposte di revisione all’attuale testo del Trattato e preferisce invece cogliere l’occasione per chiedere con fermezza al Governo italiano di rigettare le proposte di modifica inerenti alle regole di Internet presentate da ETNO, l’associazione europea degli operatori ex monopolisti delle telecomunicazioni, sulla quale attualmente si è concentrato il dibattito in vista della conferenza mondiale delle telecomunicazioni, che si svolgerà a dicembre a Dubai.

A nostro parere gli ex monopolisti intendono legittimamente proteggere i loro interessi nel nuovo scenario tecnologico, il fatto è che i loro interessi e quelli dei loro azionisti, anche se legittimi, confliggono inesorabilmente con l’interesse generale, che dovrebbe essere considerato prevalente e al di sopra di essi.

Costringere ad esempio gli Over the Top (OTT) quali Google, Facebook etc. a pagare agli operatori di telecomunicazione, i cui clienti usano i servizi Internet dei primi, somme supplementari rispetto a quelle che gli OTT stessi pagano per l’accesso ed il transito nell’ambito dei sistemi attuali di peering avrà ripercussioni anche a valle e significherà un aumento dei costi per noi consumatori.

Ma non solo, se gli operatori di telecomunicazione otterranno la possibilità di fare discriminazioni della banda Internet su mere considerazioni commerciali, cosa che non ha niente a che fare con l’esigenza di assicurare la qualità del servizio, e quindi di poter trattare, ad esempio, in un modo il servizio Internet “amico” X, che continuerà ad essere disponibile gratis ai clienti dell’operatore tlc come accade oggi, e in un modo diametralmente opposto il servizio Internet “non amico” Y, che diverrà soggetto ad una tassa che gli utenti dovranno pagare all’operatore tlc, si verificherà una lesione inaccettabile alla neutralità della Rete che ha garantito lo sviluppo di Internet come lo consociamo oggi.

Ove ETNO riuscisse in questa operazione gli ex monopolisti delle telecomunicazioni  avranno di fatto la possibilità di selezionare i servizi e i contenuti fruibili dagli utenti, proprio come le TV, cosa per noi inaccettabile. Si tratta del modello che già oggi alcuni operatori mobili tentano di tanto in tanto di applicare a Skype, Whatsapp ed in generale a tutti i services providers antipatici (ma amati dagli utenti) e che ETNO, compresa Telecom Italia, vorrebbe che diventi la regola. I servizi sgraditi, magari perchè in concorrenza, verrebbero quindi tassati, rendendoli quindi pressochè inaccessibili.

Impedire infine all’Unione Europea ed ai Paesi membri di legiferare autonomamente in materia, inchinandosi alle ambigue norme ITU sollecitate da ETNO appare francamente inaccettabile.

Per tutte queste ragioni Altroconsumo chiede al Governo italiano di rigettare con fermezza nell’interesse generale dei consumatori la proposta di ETNO in sede ONU. 

A proposito di Agenda Digitale: domani convegno a Milano CRS e servizi pubblici online

ottobre 4, 2012 alle 5:59 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA | Lascia un commento
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In attesa di capire cosa c’è veramente dentro il Decreto sull’Agenda Digitale approvato oggi dal  Consiglio dei Ministri, segnalo domani qui a Milano questo convegno “CRS e servizi pubblici on line: la digitalizzazione della pubblica amministrazione”.

L’evento, aperto al pubblico, si svolgerà dalle ore 10:30 nella Sala n. 5 – Entrata n. 1 – Palazzo Regione Lombardia.

L’iniziativa è promossa da Altroconsumo con ACU, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codici e con il contributo della Regione Lombardia nell’ambito del progetto “CRS e servizi pubblici on line”.

Questo il Programma:

10.30 Presentazione dell’Indagine sui servizi on line forniti dai Capoluoghi di provincia in Lombardia – a cura di Altroconsumo

11.30 Presentazione dell’indagine Linee Guida per le informazioni ed i servizi del TPL sul web – a cura di Assoutenti

12.30 Dibattito pubblico con:

Prof. Francesco Sacco – Università Bocconi Milano

Ing. Fulvio Barbarito – Lombardia Informatica

Dott. Roberto Lambicchi – DG Semplificazione Regione Lombardia

Dott.ssa Luisa Crisigiovanni – Direttore di Altroconsumo

Se siete nei paraggi fate un salto

Ecco la lettera della Commissaria Reding circa il vizietto di Apple sulla garanzia

ottobre 3, 2012 alle 3:41 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 1 commento
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Come dicevo ieri la Commissaria Viviane Reding si è schierata dalla nostra parte nella battaglia che abbiamo intrapreso contro Apple per l’effettivo rispetto della garanzia biennale di conformità.

Altroconsumo è in grado di pubblicare in esclusiva la lettera inviata dalla Commissaria ai 27 ministri di tutti i Paesi membri dell’Unione europea responsabili per la tutela dei consumatori, tra i quali il nostro Ministro Corrado Passera. Incollo il testo di seguito:

Dear Minister,

I would like to draw your attention to an important case concerning the enforcement of the EU’s consumer protection rules.

I am referring to the 900.000 € fine imposed against Apple in December 2011 by the Italian administrative enforcement authorities and confirmed by the Italian courts last May, as well as to the related actions launched since last March by 11 EU consumer organisations against Apple for breach of the requirements of Directive 2005/29/EC on unfair commercial practices in business to consumer transactions and of Directive 1999/44/EC on the sale of consumer goods and associated guarantees. It appeared from this case that, in order to make their own commercial warranties look more attractive, Apple retailers failed to provide consumers with clear, truthful and complete information on the legal guarantee from which they freely benefit under EU law. Similarly misleading information was given on their internet site.

EU law requires traders not to mislead consumers on their right to a free guarantee vis-àvis the seller for any lack of conformity which exists at the time the goods were delivered, and which becomes apparent within two years as from the delivery of the goods.

Apple prominently advertised that its products come with a one year manufacturer warranty, but failed to clearly indicate the consumers’ automatic and free-of-cost entitlement to a minimum 2-year guarantee under EU-law.

In its recent Consumer Agenda , the European Commission underlined its intention to ensure an effective enforcement of EU consumer law. Experience has shown a need for much better coordinated enforcement where a recurring problem arises in different Member States.

That is why I am raising this case with you. In this case, Apple retailers have clearly been offering the same commercial guarantees and using the same, misleading marketing techniques in other Member States as well.

These are unacceptable marketing practices and I would encourage your authorities to pay particular attention to this issue when enforcing consumer legislation. My services have already drawn the attention of your representatives in the Consumer Protection Cooperation Network to this important case. In order to ensure that consumers can have confidence that their rights are similarly upheld across the EU, I would ask you to let me know whether your authorities have found evidence of this problem within their jurisdiction, and the actions taken as a result. I am also interested to learn whether you have been concerned by similar marketing practices employed by other companies.

I would also like to take this opportunity to inform you that I will shortly present the first implementation report on the Unfair Commercial Practices Directive, which will highlight problems with cross-border enforcement. I suggest we use this occasion to make the cooperation of EU’s enforcement authorities in the area of consumer protection more effective, coherent, and thus better responding to our consumers’ needs.

The consumer acquis that the EU has put in place over the last 50 years is a solid one, which ensures a high level of consumer protection and a level playing field for market participants. But only if these rights are properly enforced, also across borders, can consumers and fair traders alike have full confidence in the internal market.

For your information, I am sending the same letter to all twenty-seven Ministers responsible for enforcement of EU consumer protection legislation.

Yours sincerely,

 

Anche la Commissaria Reding a palle incatenate contro il vizietto di Apple sulla garanzia

ottobre 2, 2012 alle 1:00 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 2 commenti
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Mentre in Italia siamo in attesa della decisione dell’Antitrust sul secondo procedimento avviato contro Apple per inottemperanza e pende sulla società della Mela la diffida preliminare ad inibitoria di Altroconsumo, la Commissaria Reding fa sapere che anche a lei il vizietto di Apple sulla garanzia non piace proprio, di più in questa agenzia:

(ANSA) – BRUXELLES, 1 OTT – Bruxelles sollecita i governi europei a vigilare affinche’ Apple rispetti l’obbligo Ue di offrire una garanzia di due anni sui suoi prodotti e la smetta di fuorviare i clienti offrendo il secondo anno a pagamento. La vicepresidente e responsabile per la Giustizia, Viviane Reding, ha inviato ai 27 ministri responsabili della protezione consumatori una lettera denunciando che in 11 paesi, tra cui l’ Italia, la Apple ha fatto ricorso a ”inaccettabili pratiche di marketing” e chiedendo di segnalare i possibili abusi. Punto di partenza della lettera, la multa da 900.000 euro inflitta dall’ Antitrust italiano nel dicembre scorso (e confermata a maggio) alla Apple che offriva l’estensione della garanzia tacendo il fatto che per le norme europee la copertura e’ obbligatoria per due anni. ”Da questo caso – osserva Reding nella lettera ai ministri – appare che i rivenditori, per far sembrare piu’ attraenti le garanzie offerte, evitano di fornire ai consumatori chiare, vere e compelete informazioni sulla garanzia legale di cui beneficerebbero senza spese in base alla legge europea”.

Reding chiede che le vengano segnalati casi analoghi ”per far si’ che i consumatori abbiamo fiducia che i loro diritti sono garantiti allo stesso modo in tutta la Ue” ed annuncia che a breve il primo rapporto sulla messa in atto della Direttiva sulle pratiche commerciali sleali. (ANSA).

Bene bene … nei link di seguito maggiori info sulle puntate precedenti:

Quel vizietto di Apple sulla garanzia duro a morire: l’Antitrust insiste e fa bene!

Sconfitta anche al TAR ora Apple si tolga definitivamente quel vizietto sulla garanzia

Garanzia legale di conformità: Altroconsumo vs Apple: 1 – 0

Altroconsumo, il BEUC e mezza Europa contro il vizietto di Apple sulla garanzia di conformità biennale

Quel vizietto di Apple sulla garanzia di conformità biennale: L’Antitrust ci da ragione !

Quel vizietto di Apple sulla garanzia di conformità biennale

 

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