Lavitola ζῷον πολιτικόν ?!

settembre 29, 2012 alle 3:10 pm | Pubblicato su POLITICA | Lascia un commento
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20120929-150437.jpgPiccolo stralcio della famigerata lettera di Lavitola a Berlusconi.

Come ci ha insegnato Aristotele: Φύσει μέν ἐστιν ἄνθρωπος ζῷον πολιτικόν l’uomo e’ per natura un animale politico … In Lavitola per vero traspariva più la parte ζῷον che non quella πολιτικόν, ora sappiamo qual’era l’intima natura delle sue passioni.
Ne prendiamo atto constatando che, d’altra parte, ve ne sono purtroppo ancora tanti a piede libero con le medesime aspirazioni “politiche” 😦

Domani alla Social Media Week di Torino

settembre 25, 2012 alle 10:45 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | Lascia un commento
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Domani sarò a Torino alla Social Media Week a parlare di “Social network, imprese e consumatori: opportunità, limiti, valore aggiunto” Per la più parte intendo stare ad ascoltare con interesse la relazione di Giovanni Battista Gallus, Presidente del prestigiosissimo Circolo dei Giuristi Telematici qualcosa però dovrò poi pure raccontare e penso allora di ripartire da queste mie considerazioni di oltre dieci anni fa, quindi del plestocene stante l’evoluzione tecnologica intercorsa:

… se infattti l’ambiente virtuale è un terreno molto fertile per l’avvio di attività imprenditoriali, consono a facili e veloci guadagni – non sempre lecitissimi – e, di conseguenza, anche un “luogo” denso di conflitti e controversie, spesso di carattere seriale, tuttavia è anche vero che in esso si stanno sviluppando sempre più potenti strumenti per la comunicazione, lo stoccaggio e il processamento di informazioni, è per questo che, a ben vedere, l’ambiente virtuale può e deve tramutarsi anche in uno spazio di risoluzione e prevenzione delle controversie insorgenti online, ma non solo.

Oggi le tecnologie a disposizione sono in effetti N volte più potenti e i tempi forse più maturi per pensare anche ad una loro applicazione concreta in termini di Online Dispute Resolution che, in particolare nelle forme della Peer Pressure, grazie al fenomenale elemento aggregativo dei social network, potrebbero rivelarsi utili a ricondurre fiducia ai consumatori in un mercato più corretto ma anche consentire alle imprese di garantirsi una elevata reputation, moneta sonante in Rete.

Bella risposta di Bertoluzzo a Bernabe’ su domanda e offerta ultrabroadband

settembre 20, 2012 alle 8:48 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 2 commenti
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Dall’intervista di Massimo Sideri al Ceo di Vodafone Italia Paolo Bertoluzzo sul Corriere di oggi: Bella risposta di Bertoluzzo a Bernabè (Telecom) su domanda e offerta ultrabroadband, concorrenza e ricadute sulla modernizzazione del Paese, bravo!

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Impegni imposti dall’Antitrust a Trenitalia dopo ricorso di Altroconsumo

settembre 19, 2012 alle 7:47 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO | 1 commento
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Ricordate il ricorso di Altroconsumo all’Antitrust circa l’offerta “Viaggia in Italia a 9 euro!” ?
Bene, l’Autorità ha ora approvato gli impegni di Trenitalia, che evita così la sanzione. Trenitalia ritirerà dunque tutta la cartellonistica ancora presente nelle stazioni ma, soprattutto, aumenterà in modo sostanziale il numero dei biglietti a prezzi scontati.

Significativo aumento del numero di biglietti a prezzi particolarmente scontati (oltre quelli a 9 euro, anche quelli a 19 euro, 29 euro, ecc.) e riorganizzazione e revisione dei contenuti i presenti sul sito dell’azienda per rendere più accessibili ai clienti le informazioni sulle modalità di fruizione dei servizi offerti. Sono questi i principali risultati del provvedimento preso dall’Autorità garante per la concorrenza e il mercato (Agcm) che ha accettato, rendendoli vincolanti, gli impegni assunti da Trenitalia dopo la nostra segnalazione per pubblicità ingannevole dell’offerta “Viaggia in Italia a 9 euro!” continua a leggere qui

Trattato ITU: Qual’è la posizione del governo italiano sul “Gambardellum” di ETNO?

settembre 19, 2012 alle 4:25 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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Torno sulla questione toccata in questo mio post di ieri perchè, dopo due illuminanti letture: A Very Modest Proposal e Internet e ITU: l’insostenibile ambiguità delle proposte ETNO sono ancora più allarmato circa la proposta di ETNO sulla revisione del trattato ITU.

Ora, mi scuserà Luigi Gambardella se nel titolo ho giocato con il suo cognome per identificare la proposta che, con ammirevole trasporto ed energia, sta promuovendo in giro per il mondo a nome di ETNO, il mio voleva essere solo un modo amichevole per attirare la sua attenzione e fare sì che venisse a spiegare con maggiore dettaglio – magari anche nei commenti a questo post – perchè mai e in che modo la sua proposta dovrebbe corrispondere anche all’interesse dei consumatori e, soprattutto, a confortarci sul fatto che gli obiettivi degli incumbents non corrispondano davvero a quelli descritti da Innocenzo Genna, grazie alle sue notorie capacità telepatiche e divinatorie, come segue:

– costringere gli OTT (Google, Facebook ecc) a pagare alle telco, i cui clienti usano i servizi Internet dei primi, delle somme supplementari rispetto a quelle che gli OTT stessi pagano per l’accesso ed il transito nell’ambito dei sistemi attuali di peering; sì, ma chi, quanto e come? Non lo sappiamo. L’unica cosa sicura, però, è che per fare pagare gli OTT occorre regolamentare ex novo tutta la materia, perchè finora le negoziazioni commerciali non hanno prodotto alcunchè;

– avere la possibilità di fare discriminazioni della banda Internet basate su mere considerazioni commerciali (si badi: niente a che fare con l’esigenza di assicurare qualità!): ad esempio, il servizio Internet/amico X sarà disponibile gratis ai clienti della telco (come accade normalmente), mentre il servizio Internet/non amico Y sarò soggetto ad una tassa (che gli utenti dovranno pagare alla telco, non al service provider). Si tratta del modello che già oggi alcuni operatori mobili tentano di tanto in tanto di applicare a Skype, Whatsapp ed in generale a tutti i services providers antipatici (ma amati dagli utenti): al momento si tratta di un sistema non consolidato, ma i membri di ETNO, compresa Telecom Italia, vorrebbero che diventi la regola. I servizi sgraditi, magari perchè in concorrenza, verrebbero tassati, rendendoli quindi inaccessibili. Ma così facendo le telco avranno di fatto la possibilità di selezionare i servizi e i contenuti fruibili dagli utenti. Proprio come la TV, questa sì che è vera innovazione!

– impedire all’Unione Europea ed ai paesi membri di legiferare autonomamente in materia, inchinandosi alle ambigue norme ITU. Il pensiero va alla legge olandese sulla net neutrality, che tanto ha fatto infuriare ETNO (tale legge proibisce appunto le discriminazioni di banda basate su mere considerazioni commerciali).

Non mi stanco mai di ribadire che gli incumbent e i loro lobbisti fanno legittimamente il loro mestiere – e lo fanno anche bene – il fatto è che gli interessi degli ex monopolisti e dei loro azionisti, anche se legittimi, confliggono inesorabilmente con l’interesse generale che dovrebbe essere considerato prevalente e al di sopra di essi. Se quindi, come giustamente scrive Innocenzo “ETNO avesse la bontà di discutere pubblicamente quanto sopra, sarebbe già un bel passo in avanti, perchè si avrebbe finalmente un dibattito aperto – benchè con posizioni antitetiche a confronto – sul se e come adattare Internet alle nuove sfide tecnologiche, alla necessità di investire, di favorire l’innovazione ecc. Invece, tale discussione è preclusa, perchè ETNO non esce allo scoperto”.

Ma c’è purtroppo di più e di molto più grave e preoccupante, si legge infatti in questo articolo Internet Governance: si allarga il consenso sulla proposta di revisione degli ITRs presentata da ETNO che alla recente riunione del CEPT a Copenaghen in sostanza alcuni Paesi avrebbero proposto di bloccare la proposta ETNO ma altri, tra i quali l’Italia, si sarebbero invece opposti, ottenendo il risultato di fare andare avanti la cosa. Ora, visto che non c’è motivo di dubitare della corretta ricostruzione degli avvenimenti da parte di questa testata che pare essere particolarmente informata sulla vicenda, risulta urgente sapere a questo punto dal Governo italiano chi era presente per l’Italia in quella riunione e che mandato aveva, infatti parrebbe naturale da parte di un Governo che NON ha già una sua posizione sull’argomento l’astensione e NON invece un voto determinante in un senso o nell’altro.

E urge un immediato chiarimento da parte del Governo, nello specifico dal Ministro Passera, anche alla luce del fatto che sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico il Dipartimento per le Comunicazioni, in collaborazione con l’Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione, ha appena avviato una consultazione aperta a tutti i soggetti interessati sulle proposte di revisione normativa del trattato internazionale delle telecomunicazioni.

Insomma, il Governo italiano con il suo voto favorevole alla revisione del Trattato ITU promossa da ETNO si schiera e contribuisce in tal modo ad affossare il tentativo dei Paesi che volevano invece rigettare la proposta di ETNO e poi, SOLO DOPO, con fare neutrale, chiede a TUTTI gli stakeholders contributi in merito al Trattato ?!?

A che gioco giochiamo? se il Governo italiano ha una posizione sul “Gambardellum” lo dica pubblicamente, altrimenti smentisca la ricostruzione di quanto avvenuto alla riunione del CEPT a Copenaghen, tertium non datur.

Anche i ricchi piangono …

settembre 18, 2012 alle 11:14 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 3 commenti
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Da leggere questo post di Quintarelli:

Workshop ETNO (operatori ex monopolisti legali) organizzato dal Financial Times (continua a leggere…)

Il link e’ qui: FT ETNO Summit 2012.Non c’è che dire, ETNO ci sta mettendo un sacco di soldi in questa oeprazione di lobby. FT e’ decisamente molto costoso quando organizza questi eventi.

Sorprende (o forse no) il pensiero unico delle varie sessioni. L’argomento è “Meeting the investment and growth challenges ahead” e “Towards a new and sustainable Internet ecosystem.

“Nel panel dei partecipanti, ci sono i grandi capi di 11 telco europee (ex monopolisti legali, oggi (quasi tutti) “solo” operatori notificati dalle varie Antitrust come aventi significativo potere di mercato) che variamente chiedono modifiche delle regole.

11 CEO che nell’anno appena trascorso (se non ho fatto male i conti) hanno distribuito dividendi per 20,19 miliardi di euro.

Ora, per carità, gli incumbent e i loro lobbisti fanno – come ho già avuto modo di ribadire più volte – legittimamente il loro mestiere, il fatto è che gli interessi degli ex monopolisti e dei loro azionisti, anche se legittimi, confliggono inesorabilmente con l’interesse generale che dovrebbe essere considerato prevalente e al di sopra di essi.

Il rischio di una rimonopolizzazione su base nazionale nel momento del passaggio (peraltro auspicabilissimo) alle Reti NGN se la politica non troverà la forza di tutelare i nostri interessi di consumatori e l’Europa quella di rilanciare un vero mercato interno delle tlc è un tema dannatamente serio.

La licenza d’uso non è una vendita: iTunes ingannevole

settembre 13, 2012 alle 3:28 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 2 commenti
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Qui potete leggere il ricorso di Altroconsumo all’Antitrust per pratica commerciale scorretta contro iTunes.

Apple pubblicizza la vendita dei suoi contenuti, invitando i consumatori ad acquistarli, senza però dirla tutta fino in fondo. In realtà, infatti, quando si decide di acquistare musica o, più in generale, contenuti su iTunes, Apple fornisce una licenza d’uso. Questo significa ad esempio che i contenuti non potranno mai essere lasciati in eredità e che è possibile farne solo un uso personale e su un numero limitato di apparecchi. Insomma Apple non ci vende nulla ma ci concede alcuni utilizzi sui contenuti e ne limita altri, per sapere cosa ci può fare il consumatore deve leggere le condizioni generali, che possono peraltro variare.

È ingannevole parlare di vendita
Proprio in un un passaggio delle condizioni generali, si legge anche che la musica si può masterizzare e che il cd si può poi usare come se si trattasse di un cd acquistato da un rivenditore (quindi anche rivendendolo e regalandolo). Questo, però, è vero solo in teoria: successivamente, infatti, viene precisato che il cd può essere utilizzato solo come backup. Abbiamo perciò segnalato la pubblicità e la comunicazione di Apple come ingannevole, perché paragona quanto acquistato a un cd o un dvd, mentre in realtà questo non è vero. È ingannevole parlare di vendita e di acquisto per un’operazione che, a tutti gli effetti, assume piuttosto i connotati di un noleggio

Ulteriori info in questo articolo di Alessandro Longo: Altroconsumo denuncia iTunes “Inganna, la musica è solo noleggiata”

Trenord Lombardia Express

settembre 12, 2012 alle 5:54 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO | 5 commenti
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Segnalo questa novità di Trenord già criticata dai pendolari, si tratta di un treno espresso che a partire dal 17 settembre viaggerà sulle tratte Bergamo-Milano e Varese-Milano con una andata la mattina e un ritorno la sera.
In pratica ci mette quasi meta’ del tempo dei treni attuali, ti danno giornale, wifi, forse anche la colazione! ed e’ stato pubblicizzato come treno per vip e professionisti, alla modica !!! Somma di 200 euro al mese o 12 euro corsa singola.
Per un pendolare e’ inquietante, stante lo stato fatiscente delle attuali carrozze, che Trenord investa in una cosa del genere, una delle cose che fa più ridere, per non piangere, e’ che oltre a Conveniente ! Veloce, Comodo, Ecologico e’ definito da Trenord come Sicuro: “il Lombardia express non teme il traffico e le condizioni climatiche avverse … ” !!!!
Invece il Treno che prendono tutti i giorni i pendolari le teme si’ perché d’estate si soffoca dal caldo e d’inverno ci piove dentro, non e’ ancora inverno ma oggi qui dentro piove, come si può vedere nella foto sopra.
E’ peraltro sconfortante per un pendolare constatare che tra Bg a Mi si può effettivamente arrivare in mezz’ora – come sarebbe normale in un Paese Occidentale – mentre adesso occorre quasi un’ora, ma sarà possibile solo prendendo il treno dei vip a 200 euro!
A me sembra una porcheria che Trenord con i soldi nostri invece di migliorare il servizio base scadentissimo lanci nuovi treni superlusso e lasci come al solito i pendolari al loro destino.
A quanto si legge qui Trenord ha triiplicato l’utile e la leva rilevante e’ data dalle entrate del contratto di servizio con Regione Lombardia che, peraltro, insieme a Trenitalia e’ socio di Trenord! Nel corso dell’ultimo anno i biglietti per i pendolari sono aumentati di oltre il 20 % e questo ha contribuito sensibilmente al miglioramento del bilancio di Trenord, noi paghiamo Trenord come utenti ma anche, grazie al sussidio statale e regionale come contribuenti, se anche il Lombardia Express e’ un servizio commerciale che, come dicono, si pagherà totalmente con le revenues dei biglietti il costo iniziale di investimento c’è stato, non potevano usare quei soldi per evitare che nei treni – non express – ci piova ancora dentro ?
Voi cosa ne pensate ?

Occhio a Super Internet per iPad di Tre

settembre 11, 2012 alle 4:46 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | Lascia un commento
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Altroconsumo ha sottoposto la questione dell’ingannevolezza dell’offerta di Tre all’Antitrust ai sensi della normativa sulle pratiche commerciali scorrette, leggi qui il ricorso

In seguito alle segnalazioni di diversi soci, abbiamo verificato l’opzione Super internet per iPad proposta dalla “3”. L’offerta prevede un traffico di 3 GB al mese a un costo di 5 euro e, fin qui, l’offerta è piuttosto vantaggiosa. Una volta effettuata la ricarica, però, si riceve sull’iPad un messaggio dalla Tre di corretta ricezione e, a questo punto, l’utente inizia a navigare credendo di usufruire dei 3 GB mensili previsti dal piano. Peccato che, invece, l’opzione si attiva solo dalla mezzanotte successiva alla disponibilità del credito. Continua a leggere qui sul sito di Altroconsumo

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