Confalonieri, le muffe e le giraffe … occhio sono anche fatti nostri !

aprile 21, 2011 alle 7:26 pm | Pubblicato su - TV vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai ... un pò ci sei, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TV | 4 commenti
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Incollo di seguito due agenzie relative a dichiarazioni del Presidente Confalonieri a margine dell’assemblea Mediaset di ieri:

(ANSA) – COLOGNO MONZESE (MILANO), 20 APR – “Siamo di fronte a una incomprensibile politica di favore verso il mondo delle telecomunicazioni e a scapito del mondo di noi televisivi”. Così il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, commenta la gara per la banda da 800 megahertz per nuove frequenze in banda televisiva “che l’Europa prescrive di assegnare agli operatori di telefonia mobile”. Aprendo l’assemblea del gruppo televisivo, Confalonieri conferma che Mediaset parteciperà all’assegnazione in ‘beauty contest’ di sei multiplex nazionali. Nel rapporto tra internet e televisione, secondo il presidente Mediaset, “da una parte regna la totale assenza di regole e controlli, dall’altra invece vi è una pesante ingerenza degli organi di regolamentazione.

Che dire ? Il pranzo all’assemblea di Mediaset deve essere stato molto pesante e probabilmente indigesto …

COLOGNO MONZESE: (MF-DJ)–“Il nostro conflitto con Google – nel quale siamo alleati con gli altri editori, in Italia e all’estero – vuole difendere gli investimenti contro ogni utilizzo parassitario e ogni pirateria”.

Lo ha detto il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, nel discorso che ha aperto i lavori dell’assemblea dei soci del Biscione, in corso a Cologno Monzese presso gli studi televisivi del gruppo.

Non stiamo parlando del “passato della Tv contro il futuro di Internet”, ha detto ancora Confalonieri, aggiungendo che “e’ in ballo il modello di business basato sul pilastro dell’esclusiva e della remunerazione dei diritti. Se le major e i broadcaster perderanno la loro battaglia, ci sara’ una progressiva e inesorabile desertificazione dello show business, della creativita’, della produzione di contenuti di qualita’”.

eh sì … ieri Confalonieri ha digerito male evidentemente, ha sparato sulle telco, su Google, sul regolatore, quasi quasi persino sul Ministro Romani !

L’altro giorno, studiando con mio figlio, mi sono imbattuto sull’importanza cruciale dei batteri e delle muffe nell’ecosistema, in quanto decompositori. Muffe e batteri, infatti, demoliscono le sostanze organiche contenute nelle spoglie degli organismi morti mineralizzandole, trasformandole cioè in sostanze inorganiche più facilmente riutilizzabili da parte dei produttori per costruire nuova sostanza organica. E’ importante studiare con i propri figli si riscoprono cose importantissime che non avevamo colto fino in fondo quando eravamo a scuola. La settimana precedente eravamo ad esempio sulle giraffe ed ho riscoperto che il loro collo si è allungato col passare dei secoli, probabilmente, infatti, le prime giraffe erano molto più basse, poi sono “cresciute”, un po’ alla volta, e questo ha permesso a questi animali di mangiare prelibatezze che nessun altro riusciva a raggiungere. Questi animali si sono evoluti nel corso del tempo in base alle loro esigenze, trasformandosi anche fisicamente per poter sopravvivere …

Tornando a Confalonieri … le persone invecchiano ma le aziende possono/debbono rinnovarsi, i business models vanno adattati ai tempi e alle tecnologie a disposizione, il mercati della tv, delle tlc e di Internet diventano a tendere uno solo o, comunque, sono sensibilmente integrati, per il resto potrei limitarmi a dire vinca il migliore! e, da parte mia, spero che vinca chi trasferisce più valore agli utenti .

La strategia di Mediaset appare perdente, la scelta di arroccarsi può dare vantaggi nel breve grazie ad eventuali contesti pecuiliari a livello nazionale dove può trovare protezione ma nel medio periodo non può rendere … potremmo dire beh, peccato, dispiace per l’azienda Mediaset e chiuderla lì, ma il problema è che, con l’influenza che ha, rischia di fare rimanere arretrato l’ecosistema digitale del Paese e quindi ne facciamo le spese tutti in termini di minore innovazione e concorrenza, carenza di possibilità di scelta e anche pluralismo deficitario.

 
Ammappete perdiamo tutti, non sono solo cazzi suoi !

La Comunicazione UE sulla Net Neutrality e i commenti del BEUC (update)

aprile 19, 2011 alle 2:41 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 1 commento
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La Commissione europea ha pubblicato oggi l’attesa Comunicazione sulla Neutralità della Rete, leggibile qui, qui invece il comunicato stampa della Commissione.

Il BEREC – l’Organismo dei Regolatori europei delle comunicazioni elettroniche – procederà nel prossimi mesi ad un più approfondito accertamento dei comportamenti degli operatori, dopodichè la Commissione potrebbe adottare ulteriori linee guida prima della fine del 2011.    

La Comunicazione fornisce ulteriori dettagli per quanto riguarda le diverse tipologie di traffic management da considerarsi illegittime e di quelle che possono invece ritenersi accettabili. Una cosa positiva è che la Commissione non affronta più solo il problema della trasparenza ma anche quello delle barriere allo switching.

Nel complesso imho la Commissione ha adottato un approccio alquanto attendista, la  Comunicazione in tal senso appare deludente, il dibattito sulla Neutralità della Rete rimane comunque apertissimo, a presto per maggiori dettagli.

Update: Sulla stessa linea il comunicato stampa a commento del BEUC:

Commission still not up to speed on Net Neutrality

Europe’s 350 million internet users were today disappointed by a second chance lost to secure the neutral nature and quality of service of the internet, in today’s European Commission communication on Net Neutrality.

The Net Neutrality principle asserts all internet data must be treated equally – irrespective of source, destination and type. It protects users against unfair ‘traffic management’ techniques by network providers, such as blocking, degradation or prioritisation of popular high-bandwidth online services e.g. voice calling1 and P2P file-sharing.

BEUC today regrets that the Commission has for now passed up the opportunity to adopt specific rules on Net Neutrality for the benefit of internet users. The fact finding exercise just announced will confirm the obvious: net neutrality is endangered and significant time has already been lost. The European Consumers’ Organisation is among many stakeholders calling for regulation at EU-level.

Different approaches by National Regulatory Authorities in EU countries, the increasing frequency of restrictions by operators, all combined with a lack of effective competition in the telecoms market, show the clear need for urgent EU action to ensure Net Neutrality in Europe.

Commenting, Monique Goyens, Director General of The European Consumers’ Organisation said:

“It’s an issue of huge importance for all Europe’s internet users. Transparency alone is a level of protection so thin as to be see-through. Web users need more than that to ensure the access and quality they pay for and should be getting are not discriminated against.

“The internet after all is about openness, choice and participation. If ISPs misuse their control of internet traffic, then these essential qualities are lost. This race of technological advances is high-speed and, to remain fair, requires a referee. The EU needs take on this role while giving national regulatory authorities the means to do the same.”

AGCOM e diritto d’autore in Rete: una procedura sproporzionata e carente di analisi di impatto economico (puntata n. 2)

aprile 19, 2011 alle 11:57 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 12 commenti
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Ho finalmente letto le rilevantissime Conclusioni dell’Avvocato Generale presso la Corte di Giustizia UE, M. Pedro Cruz Villalòn nella causa Scarlet vs Sabam, ci ho messo un pò anche perchè il testo è ancora reperibile solo in francese e si trova qui, per chi – come me – il francese lo mastica un pò a difficoltà qui si trova comunque una buona sintesi in italiano nel relativo comunicato stampa

Va precisato, per correttezza, in via preliminare che le conclusioni dell’avvocato generale non vincolano la Corte di giustizia. Il compito dell’avvocato generale consiste nel proporre alla Corte, in piena indipendenza, una soluzione giuridica nella causa per la quale è stato designato. I giudici della Corte cominciano adesso a deliberare in questa causa. La sentenza sarà pronunciata in una data successiva. Ciò detto, le Conclusioni di Villalòn hanno a mio avviso una portata straordinaria e, in tal senso sono già state commentate da Stefano Quintarelli e, più ampiamente, da Guido Scorza:

Sono destinate a far discutere le conclusioni che l’Avvocato Generale della Corte di Giustizia UE ha formulato nella causa che vede contrapposte la Scarlet – ex Tiscali Belgium – e la Sabem, cugina belga della SIAE.
L’Avvocato Generale ha, infatti, suggerito alla Corte di Giustizia di dichiarare incompatibile con l’Ordinamento europeo provvedimenti quali quelli adottati dal Tribunale di Bruxelles volti ad imporre ad un provider di servizi di accesso un obbligo generale di filtraggio dei contenuti protetti da diritto d’autore scambiati dai propri utenti.
All’origine del giudizio dinanzi alla Corte di Giustizia, la Sentenza con la quale, nel novembre del 2004, la SABEM aveva chiesto ed ottenuto che il Tribunale di Bruxelles ordinasse alla SCARLET di bloccare tutti i files contenenti opere appartenenti al proprio repertorio scambiate tra gli utenti, a proprie spese e sotto pena di una salata sanzione per l’ipotesi di inadempimento.
(segue qui su Wired.it)

Mi sembrano altrettanto rilevanti nella loro sintesi i commenti espressi sul sito Eurolegal.it:

L’Avvocato Generale presso la Corte di Giustizia si è espresso, sulla domanda di pronuncia pregiudiziale formulata dalla Corte d’appello di Bruxelles, nel procedimento C‑70/10: ha sottolineato che la predisposizione di un sistema di filtraggio e di blocco (come quello sancito dalla legge belga) si risolve in una limitazione dei diritti previsti dagli artt. 7 (privacy), 8 (protezione dati personali) e 11 (libertà di espressione) della Carta di Nizza; ha ricordato che l’art.52 della Carta di Nizza consente che possano esserci limitazioni all’esercizio dei diritti e delle libertà fondamentali in essa sanciti, tuttavia tali limitazioni devono essere previsti da una legge, rispettare il contenuto essenziale dei diritti e delle libertà fondamentali ed il principio di proporzionalità, rispettare l’interesse generale e, nel bilanciamento degli opposti interessi personali in gioco, non ledere – ove possibile – diritti e libertà altrui.
Su tali basi ha concluso che sia in contrasto con il diritto comunitario un provvedimento che ordini ad un fornitore di accesso ad Internet di predisporre, nei confronti della sua intera clientela,  in abstracto e a titolo preventivo, esclusivamente a spese di tale fornitore e senza limitazioni nel tempo, un sistema di filtraggio di tutte le comunicazioni elettroniche che transitano per i suoi servizi (in particolare mediante l’impiego di software peer-to-peer) per individuare, nella sua rete, la circolazione dei file elettronici contenenti un’opera musicale, cinematografica o audiovisiva sulla quale un terzo affermi di vantare diritti, e in seguito di bloccare il loro trasferimento, a livello della richiesta o in occasione dell’invio.

Ora, ribadite le premesse circa il fatto che le Conculsioni dell’Avvocato Generale in quanto tali non vincolano necessariamente la Corte di Giustizia ma anche rilevato che hanno una portata molto importante nell’orientarne le decisioni, non possiamo evitare di constate come l’approfondita analisi di Villalòn ponga alcune rilevanti perplessità mutatis mutandis anche sulla procedura sommaria di enforcement del diritto d’autore proposta dall’AGCOM confortando in questo la bontà di alcuni degli appunti mossi da Adiconsum, AltroconsumoAgorà Digitale, AssonetAssoprovider e Studio Legale Sarzana. Dedico, pertanto, questa seconda puntata dei dieci post con i quali intendo meglio spiegare i motivi per cui, se approvata nella forma in cui è stata messa in consultazione, la delibera AGCOM rischierà di divenire molto pericolosa per la libertà d’espressione in Rete ai seguenti due aspetti:

Una procedura carente di analisi di impatto economico – fermo restando il fatto che, a fronte dei Teradati sparati in libertà sui danni provocati dalla pirateria all’industria culturale  esistono anche in controtendenza una serie di studi indipendenti(non commissionati dalle major nè da associazioni anti-anti-pirateria) che smentiscono questi dati e mostrerebbero che i condivisori (i “pirati”) sarebbero di gran lunga i migliori clienti e che la “pirateria” priva di scopo di lucro sarebbe addirittura benefica economicamente per gli artisti e per il mercato e che su tutto questo non c’è la benchè minima traccia nella proposta AGCOM, quello che appare più sconfortante, ora anche alla luce delle Conclusioni dell’Avvocato Generale nel caso Scarlet vs Sabam, è la assoluta mancanza di ogni possibile accenno ad un analisi di impatto economico della procedura di enforcement del diritto d’autore proposta dall’Autorità. Quanto costerà all’AGCOM la sua gestione, e di conseguenza all’amministrazione dello Stato e, in ultima analisi a tutti noi ??? quanto costerà ai provider e, soprattutto, è legittimo porre a loro carico i costi per la creazione di sistemi – ivi compreso il filtraggio ed il blocco dell’accesso ad alcuni siti – finalizzati a combattere la pirateria? e, in ultima analisi, quanto ci metteranno i provider a ribaltare sugli utenti finali tali costi?

Una procedura sproporzionata – Su questo aspetto mi sono soffermato molto spesso anche in questo blog, se è vero che, infatti, il diritto d’autore e, più in generale, i diritti di proprietà intellettuale costituiscono un cardine importante del sistema culturale ed il loro rispetto rappresenta un’esigenza cruciale per garantire un adeguato sviluppo del patrimonio culturale, le misure di enforcement di tali diritti devono, tuttavia, sempre essere contemperate con il necessario ed irrinunciabile rispetto di altri diritti fondamentali dei cittadini prima ancora che dei consumatori ed utenti. Questo con riferimento, in particolare, alla libertà di manifestazione del pensiero (anche attraverso strumenti telematici), ad un processo celebrato dinanzi ad un’Autorità giurisdizionale nel rispetto del principio del contraddittorio nonché al diritto alla privacy, come ricordavo nel precedente post è stato recentemente ribadito in forma prescrittiva dal legislatore europeo a norma dell’articolo 1 pragrafo 3 bis della Direttiva 2009/140/CE del 25 novembre 2009. Ora anche un Avvocato Generale a Lussemburgo fa sentire chiara la sua voce in questa direzione. Bene, avanti così 😉

A presto, per la prossima puntata !

AGCOM e diritto d’autore in Rete: un notice and take down all’amatriciana (puntata n. 1)

aprile 15, 2011 alle 1:18 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 14 commenti
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Come noto, con gli amici di Adiconsum, Agorà Digitale, AssonetAssoprovider e Studio Legale Sarzana, oltra a lanciare l’iniziativa sitononraggiungibile abbiamo depositato un corposo documento con il quale contestiamo, sulla base di vari punti di diritto, il procedimento sommario proposto da Agcom in materia di diritto d’autore in Rete.

Ora, dopo le consultazioni con tutti gli stakeholders, l’Autorità dovrà tirare le sue conclusioni e siccome ritengo che la proposta AGCOM tocchi questioni cruciali non solo per il futuro dell’industria dei contenuti audiovisivi ma anche e soprattutto, sotto il profilo dell’interesse generale, per un equilibrato sviluppo economico, sociale, tecnologico e culturale del nostro Paese, ho deciso di dedicare dieci post per spiegare meglio i motivi per i quali, se approvata nella forma in cui è stata messa in consultazione, la delibera rischierà di divenire molto pericolosa per la libertà d’espressione in Rete

Questa prima puntata è intesa, in particolar modo, a sfatare la vulgata secondo la quale il procedimento proposto da Agcom sarebbe da apprezzare perchè, a differenza che ad esempio la HADOPI in Francia, qui si va contro i provider, non contro i consumatori! Questo hanno dichiarato alcuni Commissari AGCOM e sulla stessa linea si è espresso il Sottosegretario Giro nel fornire risposta scritta all’interpellanza presentata dall’On. Cassinelli: “Un procedimento che, peraltro, avviene senza il minimo coinvolgimento dell’utente privato”. Questo è un errore concettuale gravissimo, come ho già provato a spiegare al Senatore Napoli, Commissario AGCOM, vediamo perchè:

E’ proprio vero ! il procedimento sommario delineato dall’Autorità al paragrafo 3.5 della delibera 668/10/CONS avviene senza il minimo coinvolgimento dell’utente privato che pretermette completamente, sebbene esso sia necessariamente parte in causa soprattutto per quanto concerne le ipotesi di lesione nelle piattaforme di user generated contents. Si consideri, infatti, che la proposta avanzata dall’Autorità prevede, come indicato a pag. 15 del documento di consultazione, che i titolari dei diritti possano inviare un avviso di violazione del copyright al fornitore del servizio di media audiovisivo o al gestore del sito e che quest’ultimo “se la richiesta appare fondata, deve rimuovere il contenuto entro il termine di 48 ore dalla ricezione della richiesta, eventualmente – e non obbligatoriamente – contattando il soggetto che ha caricato il video”.

Di tal che i provider, visti anche i tempi ristrettissimi a disposizione, si guarderanno bene dal comunicare la contestazione all’utente, al contrario, molto più facilmente introdurranno clausole blindate nei contratti con gli utenti che consentiranno loro, anche in forza della Delibera, di esonerarsi da responsabilità e risolvere il contratto con gli utenti che abbiano ipoteticamente leso il diritto d’autore altrui.

Quale risultato, il consumatore non potrà fare valere i suoi diritti nell’ambito del successivo sommario contraddittorio che si svolegerà presso l’Autorità e avrà termine in 5 giorni.

Tale lacuna, oltre a discostare notevolmente la procedura ipotizzata dal notice and takedown statunitense al quale l’Autorità dichiara di ispirarsi, risulta ledere gravemente il fondamentale diritto di difesa e contraddittorio dell’utente ponendola in evidente conflitto con l’art 1 pragrafo 3 bis della Direttiva 2009/140/CE del 25 novembre 2009 che recita come segue:

“I provvedimenti adottati dagli Stati membri riguardanti l’accesso o l’uso di servizi e applicazioni attraverso reti di comunicazione elettronica, da parte degli utenti finali, devono rispettare i diritti e le libertà fondamentali delle persone fisiche, garantiti dalla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dai principi generali del diritto comunitario. Qualunque provvedimento di questo tipo riguardante l’accesso o l’uso di servizi e applicazioni attraverso reti di comunicazione elettronica, da parte degli utenti finali, che ostacolasse tali diritti o libertà fondamentali può essere imposto soltanto se appropriato, proporzionato e necessario nel contesto di una società democratica e la sua attuazione dev’essere oggetto di adeguate garanzie procedurali conformemente alla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e ai principi generali del diritto comunitario, inclusi un’efficace tutela giurisdizionale e un giusto processo. Tali provvedimenti possono di conseguenza essere adottati soltanto nel rispetto del principio della presunzione d’innocenza e del diritto alla privacy. Dev’essere garantita una procedura preliminare equa ed imparziale, compresi il diritto della persona o delle persone interessate di essere ascoltate, fatta salva la necessità di presupposti e regimi procedurali appropriati in casi di urgenza debitamente accertata conformemente alla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Dev’essere garantito il diritto ad un controllo giurisdizionale efficace e tempestivo.”

Mi sembra utile rammentare– per inciso – in conclusione che alla succitata Direttiva, che fa parte del c.d. Telecoms Package, l’Italia dovrà dare attuazione entro il 25 maggio 2011, ecco dunque un altro rilevante motivo – a meno che non si voglia ancora una volta rischiare di fare approdare l’esito della nostra convulsa quanto contraddittoria attività di produzione normativa in sede comunitaria al vaglio di un probabile procedimento di infrazione -per il quale la sede naturale di ogni decisione in questa materia deve tornare necessariamente ad essere il Parlamento. Ma su questo tornerò più approfonditamente alla prossima puntata, a presto !

Vista finalmente la puntata di Report di ieri sera, corro a consultare i consigli della Nasa per meglio capire come comportarmi in Rete …

aprile 12, 2011 alle 2:43 am | Pubblicato su - TV vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai ... un pò ci sei, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 2 commenti
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 Rispetto alla Rete dovremmo un pò tutti cercare di comprendere come funziona e come muta in continuazione e fluidità uno strumento e, ormai direi definitivamente un luogo, dove trascorriamo buona parte della giornata, dove viviamo emozioni, creiamo opportunità per noi e per altri, condividiamo idee, creiamo movimenti, dove aziende hanno fatto una grande fortuna in tempi rapidissimi traferendo molto valore agli utenti, dove succede anche che queste aziende o singoli individui possano assumere comportamenti scorretti e/o lesivi, come nel mondo reale, anche perchè Internet è e sarà sempre di più il mondo reale!

Si tratta di un fantastico percorso di conoscenza che va intrapreso con umiltà e grande curiosità senza la pretesa di possedere verità assolute o sparare sentenze, tantomeno bisognerebbe travisare le sentenze, peraltro discutibilissime, che hanno giudicato le cose della Rete, di certo quello che non si può fare è liquidare con grande superficialità l’analisi di uno strumento che sta comunque cambiando, e molto in meglio, il mondo.

Ho appena finito di vedere la puntata di Report dell’altra sera e mi è rimasto veramente l’amaro in bocca. Per carità capita sempre più spesso, soprattutto in alcuni talk show, di ascoltare in tv beceri luoghi comuni con sottofondo di tecnofobia dirompente relativi ai social network, in particolare Facebook, ma anche a Google, volti in realtà a demonizzare Internet nel suo tutto, ma da Report non me l’aspettavo.

I grandi giornalisti ma, soprattutto, le persone corrette quando sbagliano trovano il modo di rimediare, chissà che non capiti anche in questo caso … in Italia ci sarebbe un gran bisogno di parlare bene della Rete e a Report questo dovrebbero ben comprenderlo

E buona notte

Dopo gli editori le telco: cercare di mungere Google è diventata l’ideona del Bel Paese, competere e innovare no eh …

aprile 8, 2011 alle 1:31 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 9 commenti
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Per il momento non ho parole ma sono sicuro che guarirò presto:

GOOGLE E ALTRI FANNO SOLDI, NON PAGANO TASSE E NON CREANO LAVORO

(ANSA) – ROMA, 7 APR – I cosiddetti ‘ over the top’, vale a dire i big di Internet come Google e Facebook, dovrebbero contribuire agli investimenti per le reti di tlc: attualmente, infatti, non solo fanno ” ricavi importantissimi”, ma ” non lasciano occupazione e risorse fiscali in capo ai paesi in cui vengono realizzati”. Lo ha ribadito l’ ad di Telecom Italia, Franco Bernabe’, nel corso di un’ audizione alla Commissione Lavori Pubblici del Senato.” Si stima – ha spiegato Bernabe’ – che nei prossimi quattro anni gli operatori europei dovranno investire circa 20 miliardi di euro per preservare le attuali prestazioni delle reti mobili.Considerando anche gli aumenti di capacita’ necessari sulle reti fisse, gli investimenti complessivi superano 30 miliardi di euro, pari a circa il 10% del fatturato annuo dell’ industria”.
Per vincere la sfida, ha proseguito, sara’ necessario innovare ” l’ attuale modello di business che ha consentito agli over the top di raggiungere, a livello mondiale, ricavi totali analoghi a quelli conseguiti dagli operatori di rete per l’ accesso a Internet (circa 130 miliardi nel 2010), pur non essendo gravati dagli elevati investimenti infrastrutturali di questi ultimi”.
Insomma, ha concluso, non volendo aumentare i prezzi al dettaglio, la sostenibilita’ di Internet nel futuro potra’
essere garantita solo ” attraverso meccanismi che aumentino la contribuzione degli over the top”. E’ evidente, ha poi puntualizzato, che si tratta di ” situazioni che vanno affrontate sul piano politico con grandissima attenzione”. (ANSA).

Stop al cyberbullismo … ma anche alla tecnofobia e alla demonizzazione della Rete

aprile 6, 2011 alle 11:51 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | Lascia un commento
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Venerdì mi hanno invitato a parlare a Parma a questo convegno sul tema del cyberbullismo e sto cercando di approfondire un pò di più la questione. Le nuove tecnologie e, in particolare, Internet costituiscono strumenti formidabili per lo sviluppo della persona e della società, purtroppo però la loro grande potenza e pervasività possono consentire a comportamenti aggressivi e devianti, come nel caso del bullismo, di divenire ancor più preoccupanti e pericolosi.

Il dibattito sul cyberbullismo ha recentemente conquistato le prime pagine dei giornali grazie all’appello video lanciato dal Presidente Obama e dalla First Lady Michelle che vedete qui sopra: “Per lungo tempo il bullismo è stato considerato parte inevitabile della crescita ma sempre più vediamo quanto possa essere nocivo per i nostri ragazzi specialmente se continua anche al di fuori dalla scuola, con il telefono e il computer. E’ qualcosa a cui teniamo non solo come Presidente e First Lady ma come genitori. E’ duro essere ragazzi oggi. I nostri figli meritano di imparare e di crescere senza essere criticati, senza essere fatti oggetto di scherno o ancora peggio …”

Come ha evidenziato correttamente la coppia presidenziale statunitense il cyberbullismo costituisce dunque l’evoluzione tecnologica di un fenomeno già ben noto, e, partendo proprio da tale constatazione, l’approccio del manuale “Stop al Cyberbullismo” di cui si parlerà a Parma il prossimo 8 aprile nell’ambito della tavola rotonda “Fenomeni di bullismo e tecnologie digitali” mi sembra essere particolarmente apprezzabile in quanto rifugge alla facile tentazione di demonizzare Internet e le nuove tecnologie.

Capita infatti sempre più spesso, soprattutto in alcuni dibattiti televisivi, di ascoltare beceri luoghi comuni con sottofondo di tecnofobia dirompente relativi ai social network, in particolare Facebook e Twitter, volti in realtà a demonizzare Internet nel suo tutto senza fare alcuna distinzione tra il mezzo e i contenuti, senza neanche provare minimamente ad interrogarsi sulle potenzialità (e anche sui pericoli – per carità – le nuove tecnologie hanno anche i loro lati negativi) di uno strumento che sta comunque cambiando il mondo.

Anche per quanto concerne il cyberbullismo, l’approccio più corretto e probabilmente premiante per combatterlo con successo parte dalla consocenza necessaria di questi nuovi strumenti, e si parte in salita perchè quasi sempre gli adulti, sia nella veste di genitori sia di insegnanti, hanno meno dimestichezza con Internet, social network, chat etc. dei loro figli o alunni. Dobbiamo allora evitare di vietare ai nostri ragazzi di utilizzare le nuove tecnologie, dobbiamo invece cercare di scoprirle con loro. D’altra parte, educare alla libertà significa anche fare consocere loro l’altra faccia della medaglia: la responsabilità dei nostri comportamenti, anche e soprattutto in Rete, vista la potenzialità moltiplicativa degli effetti insita nella pervasività del nuovo medium.

Senza responsabilità non può esserci neanche libertà, se non passa questo concetto, se le nuove generazioni, al di là della dei precetti giuridici, non lo fanno intimamente proprio, uno dei rischi è che si introduca un pericoloso approccio, quello di rendere responsabili gli intermediari (vedi in tal senso la sentenza Google Vividown) che significherebbe lo snaturamento di Internet con il risultato di perderne anche gli aspetti più apprezzabili in termini di sviluppo delle libertà e della società.

In Italia puntate sullo Squalo, per salvare il vostro pluralismo ?!

aprile 5, 2011 alle 12:14 am | Pubblicato su - Rai/Sky Tivù Sat, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | Lascia un commento
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Da L’Espresso:

La scena risale a pochi giorni fa. Cornice internazionale: Bruxelles. Protagonisti il presidente dell’associazione Altroconsumo, Paolo Martinello, e un giornalista inglese che lo sta intervistando. Il cronista vuole risposte sul sistema televisivo italiano, e in particolare sul passaggio in corso dall’universo analogico a quello digitale. Martinello, quindi, inizia il suo ragionamento. Mettendo le cose in chiaro: “In Italia”, dice, “è essenziale che Sky partecipi alla gara per le frequenze del digitale terrestre”. Di più: “Rupert Murdoch”, spiega, “è un garante del pluralismo, un tassello imprescindibile nell’evoluzione democratica dei nostri media”. Al che il giornalista sgrana gli occhi. Smette di prendere appunti, e dopo un flash di stupore chiede: “Murdoch? Il magnate australiano? Puntate sullo Squalo, per salvare il vostro pluralismo?”. “Io stesso”, confida Martinello, “coglievo il paradosso delle mie parole. Ma non cambio idea: anche uno schiacciasassi alla Murdoch, da noi, è il benvenuto. Comunque sia, può limitare lo strapotere di Rai e Mediaset. E già questo è un successo, parlando di digitale…”.

Bella Paolo ! della cosa mi ero già occupato in questo post, leggete tutto l’articolo su L’Espresso, ne vale la pena

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