Tariffe di terminazione mobile: mia intervista per Radio24

ottobre 29, 2011 alle 10:41 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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Qui una anticipazione dell’intervista che andrà in onda oggi pomeriggio alle 15,30 nella trasmissione 2024 di Enrico Pagliarini su Radio24. Buon ascolto !

Nel frattempo la petizione su www.abbassalatariffa.it vola verso le 10.000 adesioni: firmate, firmate firmate, diffondete diffondete diffondete 😉

Class Action: Secondo il Tribunale di Roma la RAI non deve in alcun modo rispondere ad abbonati e cittadini: Altroconsumo ricorre in appello

ottobre 26, 2011 alle 1:50 pm | Pubblicato su - Class Action vs RAI, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 2 commenti
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La RAI non deve in alcun modo rispondere ai propri abbonati nè, tantomeno, ai cittadini degli obblighi previsti dal contratto di servizio, poco importa se ci siano stati o meno indampimenti, gli unici soggetti ai quali potrebbe rispondere la Rai sono il Ministero dello Sviluppo Economico e la Commissione di Vigilanza – che aihmè non hanno mai a loro volta fatto valere i NOSTRI diritti – questa, in estrema sintesi, la base giuridica dell’ordinanza con la quale il Tribunale di Roma ha rigettato l’ammissibilità della class action di Altroconsumo contro RAI.

Noi certo non ci fermiamo qui come dice molto chiaramente il comunicato odierno di Altroconsumo:

Class action contro Rai. Per il giudice la Rai non deve rispondere agli utenti. Altroconsumo ricorre in appello

La RAI interrompe il servizio pubblico, ma non deve risponderne.
Altroconsumo presenterà reclamo alla Corte d’Appello contro l’ordinanza del Tribunale di Roma che ha sancito ieri con un’ordinanza che la class action promossa dall’associazione di consumatori contro RAI, a cui hanno preaderito oltre 54.000 utenti, non debba essere portata avanti.

Nel corso del 2010 la RAI aveva arbitrariamente interrotto trasmissioni di informazione pubblica, sospendendone la messa in onda; Altroconsumo aveva contestato all’azienda di aver disatteso gli impegni assunti verso gli utenti che pagano il canone RAI con la firma del contratto di servizio, e chiedeva il risarcimento del danno stimato in 500 euro a testa.

Commenta Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo: “Ricorreremo immediatamente, lo dobbiamo agli oltre 54.000 consumatori che ci chiedono di farlo. E’ grave che il giudice abbia deciso che la RAI, azienda che ha firmato un contratto in cui si impegna a fornire agli utenti un’informazione obiettiva, imparziale e equilibrata, non debba rispondere ai consumatori in caso di violazione del contratto di servizio.
Contratto che è carta straccia: il ministero dello Sviluppo economico e la RAI hanno sottoscritto un impegno che non impegna. Gli utenti non possono assistere passivamente al lento, sistematico e crescente degrado del servizio pubblico televisivo in Italia” – ha concluso Martinello.

No, appunto, noi non ci fermiamo certo qui, il grande supporto che abbiamo ricevuto rafforza, ove ve ne fosse stato bisogno, l’alta valenza civica della nostra azione, non ci meritiamo una tv di servizio pubblico finanziata con il canone che non rispetti i diritti primari dei cittadini ad un’informazione libera, plurale ed indipendente, è una questione di civiltà giuridica che va al di là e sta al di sopra del dibattito politico, la nostra, la vostra battaglia continua !

Eliminare la gabella delle tariffe di terminazione mobile

ottobre 24, 2011 alle 11:22 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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Come al solito nel Bel Paese siamo tutti favorevoli alla concorrenza e alla eliminazione delle posizioni di rendita, con una piccola e non irrilevante postilla però: solo quando si tratta di abbattere posizioni di rendita altrui e purché rendere più efficiente il mercato non significhi intaccare privilegi di cui beneficiamo.

Ecco allora che, anche in un mercato competitivo come quello delle tlc, quando si avvicina il momento cruciale perchè vengano finalmente eliminate asimmetrie ormai obsolete e insostenibili, riducendo sensibilmente le c.d. tariffe di terminazione mobile, come ci chiede ormai da tempo la Commissione europea, le lobby interessate – da un certo punto di vista legittimamente – a tutelare il loro interesse particulare cercano di innalzare una cortina fumogena dinanzi agli occhi del’opinione pubblica nell’impresa improba di dimostrare che i loro interessi corrispondono con quelli nostri, con il risultato, a dire il vero un pò grottesco, di arrivare a mettere in bocca a più o meno ignari parlamentari di vari schieramenti politici la tesi secondo la quale mantenere elevate le tariffe di terminazione sarebbe addirittura nell’interesse del consumatore !!!

Facciamo dunque un passo indietro e cerchiamo di comprendere meglio come stanno le cose. Continua a leggere qui su Leggi Oggi

Tariffe di terminazione mobile: aderisci e sostieni la petizione di Altroconsumo www.abbassalatariffa.it

ottobre 20, 2011 alle 12:24 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 2 commenti
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I lettori di questo blog conoscono bene la mia posizione e quella di Altroconsumo sulla questione delle terminazioni mobili. Per un ripassino qui.

Altroconsumo sostiene da tempo la necessità di un taglio netto e rapido delle tariffe di terminazione mobile, in linea con quanto raccomandato e ribadito dalla Commissione europea all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

Bene, avvicinandosi il momento della decisione definitiva da parte di AGCOM su questo dossier, abbiamo ritenuto utile ed opportuno lanciare nell’interesse dei consumatori una petizione sul sito www.abbassalatariffa.it di seguito quanto riporta la home page del sito:

Quando chiami un amico al cellulare sulla rete di un operatore diverso dal tuo, o chiami un cellulare dal tuo telefono di casa, l’operatore di chi riceve la chiamata fa pagare al tuo un pedaggio per consegnare la chiamata. E questo balzello alla fine lo paghi tu.

Questo pedaggio viene chiamato “tariffa di terminazione mobile” e il suo prezzo attuale è di 5,3 centesimi di euro per ogni minuto di chiamata. E’ un prezzo del 50% superiore rispetto alla media europea, un regalo che facciamo con ogni telefonata agli operatori mobili, i cui costi sono molto inferiori al prezzo che addebitano. E’un sovracosto che ricade su noi consumatori ed è il motivo per cui i prezzi delle chiamate ai telefoni mobili da rete fissa sono così alti in Italia.

Pensiamo che queste tariffe di terminazione siano eccessive e falsino la concorrenza. Chiediamo ad Agcom, l’Autorità garante per le comunicazioni, di abbassare le tariffe in modo che riflettano i costi effettivi sostenuti dagli operatori, così come ha chiesto la Commissione europea e come sta avvenendo in Francia, in Inghilterra, in Germania. Agcom, a maggio, ha proposto un percorso di riduzione delle tariffe di terminazione mobile che è stato giudicato dalla Commissione Europea ritardato e inadeguato e che porterebbe l’Italia nel 2013 ad avere tariffe di terminazione tre volte più care di quelle, per esempio, della Francia. Nei prossimi mesi Agcom dovrà prendere la decisione definitiva: vogliamo informarvi su quanto costa realmente alle tasche degli italiani la terminazione mobile e darvi la possibilità di dir la vostra, firmando la petizione qui a fianco.

E allora che aspettate? firmate firmate firmate, diffondete diffondete diffondete: www.abbassalatariffa.it

 

Bravo Quinta!: una buona lezione pratica anche per AGCOM sul necessario passaggio dal modello in cui “chi copia ruba” a quello in cui “chi copia ci aiuta a diffonderci”

ottobre 13, 2011 alle 7:06 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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Via Quinta:

Per piacere copiateci…

Sole social menu

Spiega bene Alessio.

In sintesi: cerchiamo di passare da un modello in cui “chi copia ruba” ad un modello in cui “chi copia ci aiuta a diffonderci” (e quindi a sostenerci).

Ci sono un quadro regolamentare e dei vincoli contrattuali cui dobbiamo attenerci e, nell’alveo del possibile, cerchiamo di andare nella direzione di considerare amici e non avversari i nostri più affezionati lettori. ( ci piacciono meno quelli che ci prendono interi articoli per metterli in propri servizi o per farsi promozione…)

Il come è spiegato nella voce “Info e feedback” del menu che appare selezionando il testo di un articolo

Tariffe di terminazione mobile: i senza vergogna bipartisan

ottobre 12, 2011 alle 7:09 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 3 commenti
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Nel clima da fine impero che stiamo vivendo capita di leggerne ogni giorno di tutti i colori. Ma questa cari miei è proprio grossa eh.

Un paio di premesse:

– I lettori di questo blog sanno bene perchè è giusto, opportuno e nell’interesse dei consumatori che l’AGCOM si determini al più presto a ridurre drasticamente le tariffe di terminazione mobile che sono in Italia molto più elevate della media europea e che contribuiscono sensibilmnte a mantenere alto il costo delle chiamate da fisso a mobile. Per un ripassino si leggano questi precedenti post.

– I lettori di questo blog sanno anche bene che all’AGCOM è stato espressamente chiesto di tagliare tali tariffe da parte della Commissaria Kroes e del Presidente dell’Antitrust Catricalà e che, da ultimo, anche uno dei Commissari AGCOM, Nicola D’Angelo ha dichiarato che “Occorre andare ad una riduzione marcata proprio nell’interesse dei consumatori e delle famiglie”

Bene, la scorsa settimana, come riporta il Corriere delle Comunicazioni, un drappello di parlamentari del Pdl capitanati da Giorgio Stracquadanio hanno inviato una lettera al Presidente dell’AGCOM Corrado Calabrò per chiedergli al contrario di non tagliare le tariffe di terminazione. Questi i nomi degli Onorevoli: Giorgio Stracquadanio, Giorgio Lainati, Isabella Bertolini, Amato Berardi, Gabriella Giammanco e da Michele Traversa.

Sempre il Corriere delle Comunicazioni riporta oggi che un altro drappello di parlamentari, questa volta però del PD, ha successivamente scritto a Calabrò chiedendo la stessa cosa dei colleghi della maggioranza: non tagliare le tariffe di terminazione. Questi i nomi dei parlamentari: Francesco Boccia, Paola De Micheli , Stefano Graziano, Andrea Lulli , Fabrizio Morri, Francesco Sanna , Marco Stradiotto, Guglielmo Vaccaro e Luigi Vimercati.

I fatti parlano da soli, ho sempre ritenuto legittimo che le aziende tutelino i loro interessi di parte e, se del caso, anche le loro posizioni di rendita. Più difficile capire le motivazioni che abbiano spinto invece i parlamentari, che dovrebbero rispondere in primis ai cittadini, a prendere questa posizione: make your educated guess !

Una cosa però da un pò fastidio cari Onorevoli, siete certamente liberi di chiedere all’AGCOM di mantenere elevate e sensibilmente al di sopra della media europea le tariffe di terminazione, avrete sicuramente le vostre buone ragioni e risponderete ovviamenete di queste posizioni un giorno davanti all’elettorato, ma quello che di certo non potete fare è esprimere questa richiesta a nome e nell’interesse dei consumatori!

Questo no,

Grazie.

Politica debole = banda stretta

ottobre 10, 2011 alle 10:21 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 1 commento
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Quando la politica è debole riprendono vigore gli interessi particolari, per andare a parare dove non si sa, ma intanto si difende l’orticello e l’interesse generale alla crescita e allo sviluppo del Paese va a farsi benedire …:

Banda larga, affondo di Metroweb “La rete ultraveloce la facciamo noi” – Repubblica.it.
La F2i ha in pancia un gioiellino: si chiama Metroweb ed è la società proprietaria di una rete di cavi lunga 7.000 chilometri tra Milano e la Lombardia. Cavi tutti in fibra ottica di quelli che assicurano alle famiglie connessioni Internet degne di un Paese civile. Dice Gamberale: “Possiamo replicare in tutta Italia quello che abbiamo già fatto, e bene, a Milano e in Lombardia

Ecco proprio quello che auspicavo qualche giorno fa:

Fatte tutte queste premesse, precisazioni ed integrazioni al tavolo NGN presso il Ministero in realtà si potrebbe – anzi a mio avviso si dovrebbe – parlare di switch off dal rame alla fibra. Ove, infatti, interessi diversi ma convergenti puntassero contestualmente su un obiettivo di sviluppo concreto e sostenibile per il Paese tutte le ritrosie e le, per un certo verso legittime, pretese dell’incumbent, a mantenere determinate posizioni di rendita si scioglierebebro come neve al sole. Voglio ricordare in conclusione che ieri, non io, ma sempre la Commissaria Kroes ha anche detto molto chiaramente che la remunerazione del rame deve scendere per favorire il passaggio alla fibra   il percorso è già delineato e allora cosa stiamo aspettando signori miei, di arrivare buoni ultimi anche questa volta ?

Decontestualizzandola un pochino ma neanche tanto, concludo prendendo a prestito, una recente dichiarazione del Presidente Napolitano che mi è piaciuta molto: “O questo Paese cresce insieme o non cresce”

Illuminante come al solito il buon Quintarelli:

Ma de che stamo a parla’ ? il mio amico Alberto lo chiamerebbe smokeware

I numeri sono importanti… Telecom Italia, in Italia, ha

  • 112 milioni di chilometri di cavi in rame e
  • 4,3 milioni di chilometri di cavi in fibra.

ovvero una rete in rame che è 16000 volte piu’ estesa di quella di metroweb e una rete in fibra che è 614 volte quella di Metroweb

oddio, magari qualche scavo e qualche annuncio lo faranno e avremo argomenti da parlarne nei convegni stile “il processo alla fibra” del 2012; ma è un po’ come dire che DR Motor è un gioiellino che può rilanciare i fasti della Fiat…

il fatto è che non ci sono i quattrini …Condono, suggestione del premier – LASTAMPA.it.

la decisione del premier di promuovere sul campo Romani (titolare dello Sviluppo) a collettore delle misure sulla crescita che verranno inglobate nell’apposito decreto. Il ruolo di coordinamento risarcisce Romani dallo «scippo» di Tremonti, che ha dirottato su Carabinieri e Polizia, quanto ricavato dalla vendita delle frequenze tivù.

Con buona pace degli obiettivi dettati dall’Agenda Digitale della Commissaria Kroes: accesso a banda larga per ciascun cittadino dell’Unione europea entro il 2013 e 30 Mega per tutti (con il 50% a 100 Mega) entro il 2020 … sì buonanotte

Ciao Steve

ottobre 6, 2011 alle 5:34 am | Pubblicato su INTERNET | 1 commento
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Un Far Far Calabrò …

ottobre 6, 2011 alle 12:48 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Via Quinta:

AGCOM: Portate una calcolatrice!

In Italia ci sono più di 23milioni di occupati e il PIL è 2.000 miliardi di dollari

Calabrò: “Da anni serve la legge sul diritto d’autore” | Prima Comunicazione.

Calabro’ fa notare che “tra il 3,8% e il 6% e’ l’impatto sul Pil italiano dell’industria creativa (moda esclusa)” dovuto alla pirateria e “analogo e’ quello sull’occupazione”

il 3,8% sarebbe 874.000 dipendenti e 76 miliardi di dollari. (57Bn Euro)

874.000 dipendenti e 76 miliardi di dollari. l’impatto su occupazione e PIL della pirateria ???????

Ma se tutto il mercato di media e telecomunicazioni, incluso sms e novella 2000 valgono circa 23 miliardi ?????? (fonte AGCOM)

A giudicare anche da quanto riporta in questo altro post Alessandro Gilioli, deve essere stata una giornata mooolto far per il Presidente dell’AGCOM

Tariffe di terminazione: anche il Commissario AGCOM D’Angelo a favore di un taglio netto

ottobre 5, 2011 alle 6:24 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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Mentre si avvicina il momento cruciale della decisione definitiva da parte di AGCOM sulla questione delle tariffe di terminazione mobile – vale a dire il pedaggio che un operatore di telecomunicazioni paga per instradare una comunicazione telefonica presso una rete mobile, al fine di permettere ai propri abbonati di chiamare un numero cellulare – sempre più voci autorevoli si allineano alle richieste di Altroconsumo in favore di una loro netta riduzione.

Oltre al Presidente dell’Antitrust Catricalà di cui avevo già detto ora è la volta del Commissario AGCOM Nicola D’Angelo che, come è possibile vedere nel video qui sopra – se ne trovo uno di qualità migliore lo cambio – in un servizio andato in onda l’altro ieri al Tg2 non usa mezzi termini: “Occorre andare ad una riduzione marcata proprio nell’interesse dei consumatori e delle famiglie”.

Bene ! Nelle prossime settimane penso proprio che occorrerà impegnarsi ancora di più su questa partita per fare comprendere all’opinione pubblica e alle Istituzioni quanto sia importante ottenere una decisione adeguata da parte dell’Autorità sulle tariffe di terminazione mobile, il cui meccanismo di funzionamento rimane ancora purtroppo difficile da comprendere per molti.

Come riferivo in questo precedente post:

Altroconsumo ha chiesto alla Commissione europea di intervenire per fare in modo che l’AGCOM riveda la propria proposta e, in particolare, adotti un percorso di riduzione di tali tariffe molto più rigoroso e in linea con le migliori pratiche europee, senza attendere il gennaio 2012 per introdurre i primi tagli. Qui la lettera di Altroconsumo.

Successivamente, la Commissione ci ha dato in sostanza ragione su tutta la linea e ha bacchettato sonoramente l’AGCOM, segnalando in particolare:

– Il ritardo nell’implementazione del valore LRIC richiamando l’Autorità al fatto che il glide path dovrebbe finire entro il 31/12/2012 e non il luglio 2015 come proposto da AGCOM;

– il fatto che i valori proposti per l’intero glide path sono troppo elevati ed al di fuori dell’orientamento al costo e media europea.

– Richiesta ad AGCOM di fissare un nuovo glide path entro il 31/12/2012 e limitando il numero di step.

– Richiesta di abolizione di asimmetria H3G.

La lettera della Commissione all’AGCOM si può leggere qui. Ora la palla passa all’AGCOM che speriamo tenga in adeguata considerazione i seri appunti mossile dalla Commissione. Per quanto si tratti di un costo pagato da operatore a operatore le tariffe di terminazione mobile hanno, infatti, un rilevante impatto anche per i consumatori finali, perché vengono normalmente ribaltate dagli operatori sulle tariffe al consumo. Non deve pertanto sorprendere che le tariffe di terminazione siano la principale causa dell’elevato costo delle telefonate da fisso a mobile.

PS: Colgo l’occasione per segnalare che l’ottimo Commissario Nicola D’Angelo, che chi segue questo blog sa quanto coraggiosamente si sia speso in favore delle posizioni dei consumatori e della libertà d’espressione sul dossier ancora pendente presso l’Autorità sul diritto d’autore in Rete, ha da poco aperto un suo blog personale, io l’ho aggiunto al mio blogrol qui di fianco e lo seguirò con piacere: Bravo Commissario !

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