Il vizietto di Tata Lucia: di nuovo ingannevole, questa volta con il Napisan

giugno 28, 2013 alle 4:03 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO | Lascia un commento

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Altroconsumo segnala all’Antitrust lo spot pubblicitario Napisan con testimonial Tata Lucia

Tata Lucia, la celebre educatrice del programma di La 7 “SOS Tata”, ci riprova. Questa volta presta il suo volto per raccomandare a due neo genitori il Napisan liquido per eliminare i germi dai vestiti dei figli. Gli aspetti dello spot che ledono gli interessi dei consumatori sono diversi: ecco perché lo abbiamo segnalato. Continua a leggere qui sul sito di Altroconsumo

Il ricorso all’Antitrust per pubblicità ingannevole è leggibile qui

Lo spot lo potete vedere qui su Facebook

 

Come Davide e Golia

giugno 27, 2013 alle 3:06 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, POLITICA | 2 commenti
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unitisivinceBell’articolo di Veronica Manfredi per la nostra rivista di consumer policy online Consumatori Diritti e Mercato sulla sua esperienza quale Head of the Consumer and Marketing Law Unit presso la DG Justice della Coomissione Europea, sull’Agenda europea dei Consumatori, sul caso Apple e su quanto c’è ancora da fare in tema di enforcement dei diritti dei consumatori.

L’articolo si conclude così:

La crisi economica che attraversa l’Europa colpisce duramente cittadini e imprese. Ha portato e porta molti a sentimenti di sfiducia e di forte preoccupazione per il futuro. E’ più che mai in momenti come questi che è importante riscoprire il proprio ruolo, individuale e collettivo, nell’essere società civile organizzata, consapevole, capace di fare sistema contro ogni forma di abuso.

E’ importante che tanto i cittadini quanto le imprese sappiano in che modo il diritto dell’Unione, cosi’ come trasposto da ciascuno Stato membro, li tutela da operatori di mercato scorretti. E quali sono i canali giusti cui rivolgersi in caso di necessità.

E’ importante che soprattutto i più giovani e gli anziani riscoprano il valore inestimabile del loro contributo, carico di freschezza o di esperienza, nel denunciare cio’ che non va. E che lo facciano in maniera sempre più coordinata. I diritti sulla carta servono a poco, se non sono attuati in pratica. Da qui, il ruolo cruciale della conoscenza dei propri diritti –per aumentare la quale stiamo preparando una campagna di informazione mirata da lanciare entro fine di quest’anno -, e la necessità di rafforzare e rendere più efficaci le organizzazioni di tutela e controllo. Perché se tanti Davide si uniscono nel combattere intelligentemente i Golia, gli abusi dei Golia non potranno perdurare a lungo. Leggi tutto l’articolo su Consumatori, Diritti e Mercato

Grazie Veronica e buon lavoro!

Segnalo sempre su Consumatori Diritti e Mercato sullo stesso tema anche

Is Chinese law enforcement a model for Europe? – NO! di Hans Micklitz e

The Apple Conundrum: Consumer and Competition Enforcement in 21st Century Europe di Phil Evans

 

Il vizietto dei produttori di auto: il consumo dichiarato non corrisponde mai a quello reale

giugno 25, 2013 alle 4:26 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO | Lascia un commento
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 Insieme alle associazioni di consumatori belga Test Achats, francese UFC-Que Choisir, spagnola OCU, portoghese DECO e olandese Consumentenbond denunciamo il vizietto dei consumi di benzina (e delle emissioni di CO2)dichiarati dai produttori che sono sempre notevolmente inferiori ai consumi reali e a quanto da noi misurato, come spiega nel video qui sopra Stefanie Heinzle del BEUC.

Negli anni consumi di carburante ed emissioni delle automobili sono diminuiti, ma quello che emerge dalle nostre prove è che i produttori forniscono dati lontani dal vero. Le differenze fra i consumi dichiarati (e pubblicizzati) e quelli reali vanno da un minimo del 16% a un massimo del 45%. In soldoni, un automobilista può arrivare a spendere in più fino a circa 300 euro l’anno. Cifra che chiaramente varia a seconda del modello di auto.

Il sistema di misurazione deve essere cambiato

Il problema è il sistema (stabilito per legge) usato per misurare le emissioni. Quello attuale, il NEDC (New European Driving Cycle), non è infatti adeguato per misurare i reali valori di consumo di carburante di un autoveicolo. La procedura di omologazione in uso consente purtroppo una sempre maggiore flessibilità, i produttori si sono infatti presi via via troppe e inaccettabili libertà: per ottenere risultati di consumo minori e basse emissioni montano sulle auto testate pneumatici speciali che fanno minore attrito, gonfiati all’eccesso per limitarne la resistenza, e usano nastro adesivo sulle rientranze dei veicoli per rendere le auto più aerodinamiche Continua a leggere sul sito di Altroconsumo

Qui la lettera congiunta delle sei associazioni alle Istituzioni europee, qui la lettera di Altroconsumo ai Ministri dei Trasporti e Ambiente

Relazione molto equilibrata di Cardani in Senato in materia di diritto d’autore online

giugno 19, 2013 alle 5:14 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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Ho trovato molto equilibrata la relazione di oggi alle Commissioni 7a e 8a del Senato del Presidente Agcom Angelo Marcello Cardani in materia di diritto d’autore online

Le notizie sono due:
– AGCOM metterá in consultazione il testo della nuova proposta di regolamento
– Cardani sollecita ancora una volta un intervento del Parlamento

Molto bene !

L’enigma di Apple: quale enforcement per i diritti dei consumatori e della concorrenza nel 21esimo Secolo in Europa?

giugno 12, 2013 alle 5:32 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 2 commenti
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appleBell’articolo dell’amico Phil Evans per la nostra rivista di consumer policy online Consumatori, Diritti e Mercato circa quello che, prenendo in considerazione le diverse modalità con le quali sono stati gestiti in Europa il caso Apple relativo ad iTunes in materia di concorrenza e quello ben noto ad Altroconsumo e ai lettori di questo blog sulla garanzia biennale di conformità in materia di diritto dei consumatori, l’Autore definisce l’enigma di Apple. 

Condivido come sia in effetti necessario che l’enforcement dei diritti dei consumatori possa seguire nel prossimo futuro lo stesso modello di quello della concorrenza con una competenza centralizzata a livello europeo che si coordini con i livelli nazionali. Buona lettura:

Those of us who live and work in the world of competition law and policy are well used to a world that operates at multiple levels for enforcement, case review and policy discussions. Those rules have emerged over time as the EU has developed its competence in the area of competition law and it would be difficult to argue that Europe is a worse place for having multi-layered enforcement. We have well established procedures that tell us when a case should be looked at in Brussels and when it should be dealt with at a national level. We have also developed networks of competition agencies, in the form of the European Competition Network that meet regularly to discuss cases and issues and have processes that allow national authorities to claw back cases that they think are better looked at nationally but that the European Commission have already claimed as their own.

The reasons that competition law enforcement work so well at the national and regional level are many and varied. Firstly, the nature of competition regulation encompasses activities that can easily cross borders. One would hope that in a Single Market context cross border trade and activities are more common than under a more atomised European economy. Secondly, the firms engaged in mergers or indeed subject to antitrust scrutiny favour a ‘one-stop-shop’ approach to enforcement. Any cross border merger in Europe will affect each country in different ways and having a single authority able to review the proposed merger and make a single decision is enormously attractive. The alternative is 27 competing reviews that may throw up a whole mess of decisions. Thirdly, cost is an important factor – having to file a merger in 27 jurisdictions is a lot more expensive (in fees and legal costs) than doing one. Fourth, the outcomes from a single review are applicable in all member states – essentially everyone knows where they are.

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Scorporo rete Telecom Italia, una grande opportunità per il Paese: prevalga l’interesse generale

giugno 5, 2013 alle 8:07 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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Telecom ItaliaSullo scorporo della rete occorre vederci chiaro, se è solo un’operazione finanziaria possono anche andarsi a fare benedire se, come spero, c’è dietro – o perlomeno ci potrebbe essere – un progetto industriale serio che abbia benefici per l’interesse generale del Paese, allora è cosa diversa e pare giusto ed opportuno che sia AGCOM sia AGCM vogliano sapere di più.

Da questo discende l’uno-due di ieri di Cardani

Nella riunione odierna il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha ascoltato una relazione degli uffici sull’informativa fornita da Telecom Italia lo scorso 30 maggio in merito al progetto di separazione societaria della rete d’accesso.

A conclusione della discussione, il Consiglio ha incaricato gli uffici di avviare l’analisi dei possibili riflessi dell’operazione sulle condizioni di mercato e concorrenziali, nonché sulla regolamentazione dei mercati dell’accesso.

 A tal fine, il Consiglio dell’Autorità ha sottolineato la necessità di dar corso ad un’interlocuzione tecnica con Telecom Italia per acquisire ulteriori elementi informativi, in aggiunta e ad integrazione di quelli ricevuti nella nota del 30 maggio scorso.

 In particolare, il confronto sarà volto ad approfondire gli aspetti relativi all’esatta definizione del perimetro della rete oggetto della separazione, alla governance della nuova società oltre che le modalità e i tempi per realizzare il sistema di equivalence of input.

 Gli uffici riferiranno periodicamente al Consiglio gli esiti degli approfondimenti e delle verifiche effettuate.

e di Pitruzzella:

Perche’ l’eventuale separazione della rete di Telecom Italia “sia idonea a conformare positivamente le dinamiche concorrenziali esistenti appare indispensabile che essa sia accompagnata dalla definizione di un quadro certo di regole che garantiscano un accesso alla rete a parita’ di condizioni a tutti gli operatori”. Lo afferma il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, nel corso di un’audizione in commissione Attivita’ produttive alla Camera.

Ieri l’altro alla Conferenza Going Local sull’Agenda Digitale a Roma ho avuto il privilegio di parlare dopo i Presidenti Angelo Cardani e Franco Bassanini e prima dell’AD di Telecom Italia Marco Patuano, ho apprezzato molto l’intervento del primo che ha parlato di un Paese molto arretrato che non ha voluto scegliere la via dello sviluppo nel settore ICT anche in quanto questo avrebbe significato da una parte maggiore trasparenza, dall’altra obbligo di coordinamento. Con il digitale occorre ridisegnare peraltro i flussi e, di conseguenza, anche le mappe del potere, cosa che non può fare piacere a molti. Di quanto ha detto Bassanini mi è rimasto particolarmente impresso e condivido molto questo: l’unico aspetto positivo oggi è che abbiamo l’acqua alla gola, quindi non possiamo permetterci di commettere gli errori del passato.

L’AD Patuano ha replicato a quanto avevo sostenuto con una certa veemenza – e cioè che bisogna finirsela di dire che il problema è la domanda in quanto in Italia c’è invece un potenziale enorme che un serio progetto di sviluppo della banda larga potrebbe abilitare alla grande, il problema non è imho la domanda digitale ma, al contrario, saper dare una risposta – lui ha rintuzzato dicendo che in realtà la domanda che vede è quella fatta da una peculiare rincorsa ad avere prezzi sempre più bassi … e vabbè da ora in poi per rendere felici le Telco faremo in modo che i consumatori cerchino di pagare di più anzichè di meno …. Ma quello che in realtà più mi sembra significativo di quanto detto da Patuano è che lo scorporo annunciato da Telecom Italia non è una operazione finanziaria ma un’operazione industriale che, per realizzarsi, ha però bisogno del verificarsi di condizioni che accompagnino questa scelta.

Personalmente voglio continuare a sperare che l’annuncio di TI di voler scorporare la rete in una società separata sia notizia da accogliere favorevolmente. Ciò potrebbe finalmente sbloccare quel collo di bottiglia che ha creato non pochi problemi a concorrenti e consumatori – come certificato dall’Antitrust recentemente con la multa da 103 milioni di euro per i cd “ko tecnici” sperimantati sulla loro pelle da un gran numero di italiani negli ultimi anni  – la società della rete potrebbe inoltre creare le condizioni per lo sviluppo tecnologico del Paese e di crescita anche in termini di PIL. L’aumento della penetrazione della banda larga peraltro potrebbe abilitare una Democrazia più partecipata e moderna.

Voglio sottolineare che, sebbene come Altroconsumo abbiamo da tempo indicato nella società unica della rete  – One Network come la chiamano i migliori esperti mai avevamo sollecitato un atto di imperio contro l’autonomia dell’impresa Telecom Italia – semmai l’errore fu fatto al momento delle privatizzazioni, ma è inutile rinvangare sul passato – questa scelta autonoma e indipendente di TI ora va quindi salutata favorevolmente, ma è solo il primo passo.

Occorre adesso grossa attenzione da parte del Regolatore AGCOM – l’asimmetria regolatoria ad esempio non può venire certamente meno fino a che la società della rete rimarrà in mano a Telecom Italia con una partecipazione di controllo, importante sarà anche ragionare sulla governance della nuova società – altrettanto importante sarà l’attenzione che presterà il governo a questo dossier, non mi sto certo riferendo al tema della tutela dell’interesse nazionale in termini di salvaguardia dell’italianità del gestore della rete – cosa che imho ha proprio poco senso – ma molto più concretamente all’interesse generale del Paese di cui qualcuno – io penso in primis il governo – deve farsi carico in questo passaggio cruciale.

Lo scorporo della rete può insomma diventare una grossa opportunità ma, se male gestita, può diventare l’ennesima esperienza negativa per i cittadini, non voglio neanche immaginare che in questo frangente – abbiamo l’acqua alla gola come ricorda Bassanini – si possa trattare semplicemente di una operazione finanziaria con la quale il pubblico, attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, si accolli il debito di Telecom Italia, non voglio immaginare che non si voglia cogliere veramente l’occasione per fare della società della rete un volano per la modernizzazione del Paese attraverso il passaggio ad una rete in fibra accogliendo investimenti privati oltre che pubblici.

Ovviamente c’è un interesse particolare legittimo che l’incumbent vorrà massimizzare, ci sono gli interessi dei competitors anche essi legittimi, ma sopra di tutti ci sta l’interesse generale – che identifico in via certamente approssimativa – ma non penso di sbagliarmi di molto – con la sommatoria degli interessi dei consumatori, che vogliono servizi di qualità ad un prezzo adeguato, e dei contribuenti, che non vogliono che risorse pubbliche siano in questo particolare frangente economico spese per finalità di interesse solo particolare.

Insomma Telecom ha fatto la prima mossa bene grazie era ora! Adesso il Governo e l’Autorità prestino particolare attenzione, trovino forza e coraggio per facilitare scelte di politica industriale che coincidano con l’interesse generale, facciano in modo che venga fuori a) concorrenza più aperta ed efficace nel settore del fisso b) sviluppo tecnologico c) un investimento anticiclico quanto mai benefico ora per il Paese  d) rispetto per i consumatori che debbono pagare il giusto ed essere rispetatti nei loro diritti

Il passaggio è critico ma se tutto questo non avverrà sapremo che qualcuno avrà sbagliato o non avrà lavorato nella giusta direzione. Noi vogliamo sperare che non sia così perchè peraltro ci sono esperienze del passato che ci dicono quali errori non si debbono fare di nuovo. Infine chiediamo trasparenza e, in un momento in cui si stanno facendo scelte importanti per il nostro futuro e quello dei nostri figli, vogliamo dire la nostra.

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