Per il futuro di AGCOM: guardare oltre i nostalgici del notice and take down all’amatriciana

febbraio 24, 2012 alle 5:05 pm | Pubblicato su Uncategorized | 2 commenti
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Leggo, non senza stupore, questa dichiarazione del Commissario AGCOM Martusciello:

“L’Agcom, come è noto – ha proseguito il commissario Agcom – si sta interessando attivamente del problema attraverso un pacchetto di iniziative in materia di diritto d’autore, basato sulla pratica del ‘notice and take down’ senza alcuna forma di controllo degli utenti o di censura del web. Nessuna demonizzazione di Internet e nessun intervento punitivo contro gli utenti della rete, ma giuste ed efficaci misure che contrastino non gli usi ma gli abusi realizzati attraverso essa”.

Ora, per carità, il Commissario Martusciello ci ha già deliziato con precedenti esternazioni degne di nota, ricordo ad esempio questa, ma anche questa. Adesso però secondo me si è superato, è infatti arcinoto a tutti coloro che hanno seguito il deprimente evolversi del procedimento AGCOM finalizzato ad emanare un regolamento in materia di diritto d’autore, fortunatamente mai nato, che esso è stato infine clamorosamente bocciato anche dalla Commissione europea, mica solo da noi cattivi pirati …

La realtà vera è che questo Consiglio AGCOM sta, grazie a Dio, andando a terminare il suo mandato e, ad eccezione di pochissimi tra loro, uno per tutti il Consigliere Nicola D’Angelo, non avremo certo modo di rimpiangerli, allora per favore non perdiamo troppo tempo a seguire le ultime incomprensibili esternazioni di alcuni quasi ex Commissari, il tema vero che vorrei cominciare a trattare sin da ora è evidentemente un altro: come fare ad evitare che personaggi inadeguati possano andare di nuovo a ricoprire quelle importanti cariche in AGCOM nel prossimo mandato rischiando di continuare a deprimere peraltro le diffuse competenze di molti dei funzionari che lavorano presso l’Autorità? Cari miei, si tratta di un tema di fondamentale importanza per chi ci tiene al pluralismo, alla libertà d’espressione, allo sviluppo equo e sostenibile dell’economia digitale e all’interese generale. Attendo, dunque, i vostri contributi!

Direi di più già che ci siamo, qualche tempo fa, a conclusione di una giornata che per me rimarrà memorabile, avevo lanciato con questo post   l’idea di poter avere un giorno un Commissario AGCOM espresso dagli utenti della Rete, dai cittadini digitali, da voi insomma … a mio avviso vi è più di una persona che ha le competenze, la professionalità e le caratteristiche adeguate, vorrei riprendere al più presto questo discorso

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ACTA, ma è legale ? No, assolutamente NO

febbraio 23, 2012 alle 2:12 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Sono felice, ma trovo, per altro verso, oltremodo peculiare che la Commissione europea chieda ora alla Corte di Giustizia se il Trattato ACTA è in contrasto con le norme comunitarie che tutelano i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini europei.

Nello strano lavoro che faccio mi capita spesso che a un certo punto mi chiedano secco: Ma è legale ? Io provo ad argomentare che il discorso deve essere più ampio, bisogna anche valutare se è opportuno, economicamente utile e sostenibile etc etc … ma l’interlocutore non ascolta e alla fine ritorna lì: sì sì ok, ma, comunque, è legale ?

Nel caso di specie è un pò la stessa cosa, anche la Commissione chiede in sostanza alla Corte di Giustizia: ma ACTA è legale ?! Ovviamente anche una risposta positiva non basterebbe a provare che il Trattato è giusto, buono, economicamente sostenibile, opportuno etc etc. L’aggravante nella domanda tardiva della Commissione è che essa stessa ha negoziato e poi firmato il Trattato senza prima consultare i cittadini, senza informare adeguatamente il Parlamento, e vabbè direte voi quisquillie, però che ora si svegli e chieda quasi ingenuamente alla Corte: ma è legale ? mi lascia un pochino di stucco.

Comunque, a scanso di equivoci, la risposta è chiaramente NO, no che non è legale e, in tal senso, molto più che le dichiarazioni del Commissario al Commercio Karel De Gucht, mi sono piaciute quella della Commissaria Viviane Reding:

(ANSA) – BRUXELLES, 22 FEB – ”La tutela del copyright non puo’ mai essere una giustificazione per eliminare la liberta’ di espressione o la liberta’ di informazione. Per questo motivo, l’opzione di bloccare internet non e’ mai da prendere in considerazione”. Lo ha indicato il Commissario Ue per la giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza, Viviane Reding, commentando la decisione della Commissione europea di adire la Corte di giustizia sull’accordo commerciale contro la contraffazione Acta. ”L’Acta non deve cambiare assolutamente l’attuale accordo raggiunto col pacchetto europeo Telecom nel 2009 – ha segnalato Reding – in cui e’ stata esclusa la ‘three strikes law”’ – che e’ la disposizione legislativa contenuta nella legge francese Hadopi per la tutela del copyright e porta fino alla disconnessione forzata dell’utente da Internet per chi scarica materiale tutelato da copyright. ”La proprieta’ intellettuale – ha detto Reding – e’ un diritto fondamentale riconosciuto nella carta europea dei diritti fondamentali, protegge gli autori di creazioni artistiche, ma questo non e’ un diritto fondamentale assoluto. L’Ue e’ a favore della liberta’ d’accesso a Internet, per la liberta’ d’espressione, per la liberta’ di informazione”. (ANSA).

Dunque il Trattato ACTA è evidentemente illegale, perchè in contrasto in vari punti con l’acquis comunitario, ma è anche inopportuno, antieconomico, assurdo, oscurantista, illiberale e per questo va rigettato con forza, se a tale scopo serve l’intervento della Corte di Giustizia ben venga.

In onore di Luca Nicotra: in un Paese che tra gerontocrazia e idiosincrasia verso Internet sta perdendo il proprio futuro

febbraio 16, 2012 alle 5:10 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA | 1 commento
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E’ in onore di Luca Nicotra che sta giustamente spopolando in questi giorni, dopo la copertina dell’International Herald Tribune, e lo fa magnificamente riempiendo di sacrosanti contenuti questa sua meritata popolarità, che ripubblico di seguito un mio post del giugno 2010. Sembra ieri ma, purtroppo, si tratta di oltre un anno e mezzo fa.

Stiamo seriamente rischiando di perdere il nostro futuro … 

Penetrazione Internet negli over 55 e gerontocrazia istituzionale: due macigni per la crescita del Paese

giugno 1, 2010 alle 5:26 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 8 commenti Modificare questo articolo
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Si discute molto ovviamente in questi giorni della manovra che metterà a posto auspicabilmente i nostri conti pubblici, non si discute altrettanto, invece, di strategie per la crescita del Paese.

Martedì scorso allo IAB Forum a Roma, ho ascoltato un Viceministro Romani molto ispirato, tanto da iniziare il suo speech citando Obama e accomunando il piano di sviluppo statunitense per la banda larga ”Connecting America” al nostro progetto “Italia Digitale” !

Hanno fatto seguito altre dichiarazioni  importanti e assolutamente condivisibili, come il ribadire con convinzione che l’investimento nella banda larga e nel digitale è un investimento anticiclico (e che quindi andrebbe messo in campo subito in un momento di crisi) e che le cosiddette aree di fallimento di mercato (così definite dall’ex monopolista) sono in realtà, nella pratica, tutte da verificare.

Come ho avuto modo di dire in quella sede nell’ambito della successiva tavola rotonda Comunicazione digitale come motore per la crescita del Sistema Paese (per chi ama il genere il video è visibile qui) l’ottimismo del Viceministro farebbe ben sperare, se non che l’unico dato di fatto concreto ed evidente sotto gli occhi di tutti è che fino ad ora abbiamo semplicemente perso del grosso tempo.

Nella slide qui sopra, presentata sempre allo IAB Forum dal Presidente Roberto Binaghi, è evidenziato uno spaccato europeo della penetrazione di Internet tra gli over 55, con l’Olanda al top al 67%, la media dell’Europa (a 15 Paesi) al 36 % e l’Italia al 16 % … vicino a Cipro. Se incrociamo questi dati con un’altra caratterictica tipicamente italiana, ovvero la gerontocrazia istituzionale ma, per altri versi, anche delle aziende  probabilmente troviamo una spiegazione strutturale all’inerzia taliana ad investire nella banda larga e a dotare finalmente il Paese di una nuova rete in fibra ottica. Sono, infatti, sicuramente gli over 55 che prendono decisioni istituzionali e aziendali strategiche nel nostro Paese e sono persone che non avendo dimestichezza con lo strumento Internet e con il mondo digitale fanno più difficoltà a puntare su questo, nonostante le evidenze economiche:

Banda Larga Italia: investi 13 e ottieni 438 miliardi – IctBusiness.it. Considerando un’ipotesi intermedia, ovvero un investimento di 13,3 miliardi di euro per una rete FTTH / P2P con copertura del 50% della popolazione, l’effetto diretto sul PIL viene stimato in circa 17,4 miliardi di euro in 10 anni, con un impatto sull’occupazione stimato in 248.121 unità lavorative ed effetti indiretti sull’economia compresi in una forchetta che va da circa 50 a 420 miliardi di euro

 Una cosa è certa, il nostro Paese è destinato, per motivi demografici, ad essere sempre più vecchio, se non riusciremo a vincere questa battaglia, che è soprattutto di coinvolgimento culturale, nei confronti delle nostre leadership, oltre che più vecchi saremo tutti inevitabilmente anche più poveri ._

Rafforzare la disciplina della class action: se non ora quando ?

febbraio 16, 2012 alle 8:08 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, POLITICA | Lascia un commento
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Come è noto il decreto liberalizzazioni, attualmente in discussione presso la X Commissione del Senato per la conversione in legge, è stato oggetto di un vero e proprio assalto alla diligenza a colpi di migliaia di proposte di emendamento alcune delle quali inutili, altre incomprensibili ma soprattutto dannose, in quanto per massima parte sollecitate dalle lobbies nell’ottica di limitare la portata innovativa – per vero già molto automoderata – dell’iniziativa governativa in termini di apertura del mercato alla concorrenza.

In questo scenario caotico e per certi versi inquietante, dati i modi e le forme con le quali il Parlamento, in uno scenario economico ancora molto preoccupante, si appresta a legiferare su materie di primaria importanza per il futuro del nostro Paese, pare opportuno segnalare invece in senso positivo gli emendamenti all’art. 6 del decreto presentati dal senatore Belisario e dai senatori Perduca e Poretti che, ove approvati, avrebbero il pregio di ripulire l’istituto della class action, ancora molto giovane nel nostro Paese, da una serie di aporie che ne hanno finora limitato l’efficacia quale strumento di tutela dei consumatori e dell’efficienza del mercato in chiave di private enforcement.

Va detto subito che l’articolo 6 del decreto liberalizzazioni, nel testo approvato dal Governo sotto l’epigrafe “norme per rendere efficace l’azione di classe”, interviene già in maniera apprezzabile su un aspetto importante della disciplina della class action di cui all’art. 140 bis del Codice del Consumo, apportando modifiche al comma 2, lettera a) e coerentemente anche alle successive lettere b) e c) ivi sostituendo il limitante requisito dell’identità del diritto, che inficia sensibilmente la possibile formazione di una ampia classe di aderenti ad una class action, con il più adeguato concetto di omogeneità dei diritti che si vogliono fare valere collettivamente in giudizio.

Continua a leggere l’articolo qui su Leggi Oggi

Condivido la scelta del governo di dire NO alle Olimpiadi a Roma

febbraio 15, 2012 alle 12:09 am | Pubblicato su CONSUMATORI, POLITICA | 1 commento
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Qualche hanno fa pubblicammo su Consumatori Diritti e Mercato questo articolo Le Olimpiadi: un successo per tutti o solo per alcuni (a scapito di altri?) a firma Francesco Ramella, che concludeva come segue:

A differenza di quanto sostenuto dagli organizzatori, da politici e da particolari gruppi d’interesse, non è affatto certo che le Olimpiadi si rivelino sempre, perlomeno sotto il profilo economico, un successo. Le risorse investite per organizzare l’evento, prevalentemente di origine pubblica, potrebbero essere, infatti, destinate a impieghi alternativi caratterizzati da una più elevata redditività. A beneficiare degli investimenti necessari, inoltre, è spesso una ristretta comunità locale, mentre i costi gravano sulla collettività nazionale. Si pone dunque un problema di efficienza e di equità nell’uso di risorse scarse. Sembrerebbe quindi opportuno che: 1) la decisione di ospitare o meno un evento olimpico venga presa solo al termine di un’attenta analisi dei costi e dei benefici; 2) l’onere del finanziamento gravi prevalentemente sulla comunità locale che ne trarrà i maggiori benefici e che quest’ultima possa esprimere,
per esempio tramite referendum, un “consenso informato”.

In presenza di finanziamento coercitivo tramite tassazione vi sono comunque soggetti per i quali l’evento olimpico costituisce una perdita e non un successo. La strada migliore sembra dunque essere quella, già adottata per le Olimpiadi di Los Angeles del 1984, di lasciare all’iniziativa privata oneri e onori dell’organizzazione dei giochi. I contribuenti italiani sarebbero verosimilmente lieti se questa fosse l’opzione prescelta da Roma e Milano che, sull’onda del “successo” delle Olimpiadi di Torino, sembrano fortemente intenzionate a ospitare una futura edizione dei giochi estivi.

DL liberalizzazioni: presentati emendamenti su potenziamento class action e abolizione monopolio SIAE

febbraio 12, 2012 alle 5:43 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, POLITICA | 1 commento
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Ringrazio i Senatori Belisario, Perduca e Poretti che hanno fatto proprie le nostre proposte, e presentato gli emendamenti per potenziare la class action e abolire il monopolio SIAE agli artt 6 e 39 del DL liberalizzazioni.

Ora bisogna farli approvare e il governo esprima parere favorevole !

PS: Tutti gli emedamenti sono leggibili qui sul sito del Seanto alcuni sono buoni altri proprio no …

A tutela del monopolio degli Enti pirati !

febbraio 11, 2012 alle 3:29 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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Ecco quello che ho capito leggendo questo bel post di Marco Scialdone IMAIE: non si può liberalizzare, c’è troppa pirateria:

IMAIE vuole mantenere il monopolio della pirateria sui diritti connessi come SIAE mantiene quello sul diritto d’autore … da un punto di vista dell’analisi economica, sebbene non condivisibile, il concetto mi sembra abbastanza chiaro: siccome c’è molta pirateria è meglio ridurla al campo ristretto di un monopolio, liberalizzando si avrebbe il rischio di moltiplicare gli Enti pirati !!!

Agenda Digitale di rame …

febbraio 10, 2012 alle 3:32 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 3 commenti
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Chissà com’è io la vedo in senso diametralmente opposto:

TLC: RIDUZIONE PREZZO RAME BLOCCA AGENDA DIGITALE UE

ANALISTA, RASSICURARE INVESTITORI CON CERTEZZA NORMATIVA

(ANSA) – BRUXELLES, 9 FEB – ”La riduzione dei prezzi del rame
ostacolerebbe il raggiungimento degli obiettivi della Digital Agenda europea
e minerebbe la concorrenza tra piattaforme e la scelta dei consumatori”:
lo ha spiegato a Bruxelles l’ analista Brian Williamson della societa’ Plum
Consulting durante il workshop sul futuro dell’ Agenda Digitale organizzato
da Etno (European Telecommunications Network Operators Association)
con il patrocinio della London School of Economics.
La riduzione dei prezzi del rame, uno degli obiettivi della Commissaria
Ue all’ Agenda digitale Neelie Kroes, avrebbe un impatto sulle aspettative
degli investitori sui rendimenti a lungo termine per le reti in fibra,
spiega l’ analista.
”In questo difficile contesto economico – ha indicato il presidente
dell’ executive board di Etno, Luigi Gambardella – c’ e’ bisogno di
rassicurare gli investitori e di rafforzare i principi della neutralita’
tecnologica, della competizione fra infrastrutture e anche della certezza
normativa. C’ e’ bisogno di un alto livello di prevedibilita”’. (ANSA).

In realtà, come scriveva Altroconsumo al governo Monti appena insediato:

 

La Commissione europea ed esperti del settore hanno dimostrato che in Italia sarebbe poco economico (e addirittura inutile) costruire più di una rete in fibra sul territorio. L’idea è perciò che i vari operatori si consorzino per costruire un’unica Società della Rete, dando libero accesso a tutti sulla base dei costi reali e lasciando spazio alla concorrenza sui servizi, la qualità dell’assistenza e il prezzo. Riteniamo quindi indispensabile che siano destinate risorse adeguate allo sviluppo del progetto NGN, a condizione però che:

– il progetto NGN abbia un chiaro ed evidente ancoraggio di interesse generale attraverso una ridefinizione del servizio universale che ricomprenda l’accesso ad Internet a banda larga. In questo senso l’accesso alla Rete dovrà essere inteso come bene comune al mantenimento e allo sviluppo tecnologico del quale tutti gli operatori dovranno contribuire;

– vi sia un effettiva intesa tra gli operatori sul progetto NGN, il relativo piano industriale sia sostenuto anche da fondi della Cassa Depositi e Prestiti e da eventuali agevolazioni, come ad esempio l’esonero delle tasse per la posa della fibra ottica;

– ai consumatori sia detto chiaramente quanto di questo investimento alla fine andrà a pesare sulle loro tasche (sia come contribuenti, sia come utenti). In una operazione di questa importanza le regole devono infatti essere chiare sin dall’inizio, non solo per operatori e investitori pubblici e privati ma anche per gli utenti;

– i rappresentanti dei consumatori siano finalmente chiamati a sedere al Tavolo NGN presso il Ministero dello sviluppo Economico al più presto: non si capisce perché mai il Ministro non li abbia ancora invitati, considerato che per molti versi avrebbero potuto remare dalla sua stessa parte, per lo sviluppo di un Paese più moderno e competitivo e di servizi migliori per gli utenti.

Una volta verificate tali condizioni, l’Italia potrebbe lanciare un grande e ambizioso progetto di switch off dal rame alla fibra. Ove, infatti, interessi diversi ma convergenti puntassero contestualmente su un obiettivo di sviluppo concreto e sostenibile per il Paese tutte le ritrosie e le pretese dell’ex monopolista a mantenere determinate posizioni di rendita si scioglierebbero come neve al sole. D’altra parte la Commissione europea ha anche detto molto chiaramente che la remunerazione della rete in rame deve scendere per favorire il passaggio alla fibra, il percorso è quindi già delineato e non vorremmo che l’Italia arrivi buona ultima anche questa volta.

Il governo è cambiato ma, purtroppo, su questo tema non sembra avvicinarsi alcun tipo di disgelo e, anzi, come è possibile notare il Bel Paese rimane coperto da una spessa coltre di neve … peccato perchè senza affrontare seriamente il problema delle infrastrutture il resto dei discorsi sull’Agenda Digitale rischia di sapere molto di fuffa !

Su, riempiamo di contenuti l’Agenda Digitale Italiana

febbraio 9, 2012 alle 5:48 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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Bella mattinata ieri in Senato. Ecco cosa ne è scaturito:

Dieci tra le maggiori associazioni del settore digitale e telecomunicazioni e che rappresentano imprese, consumatori e diritti dei cittadini hanno inviato alla Cabina di Regia sui temi dell’Agenda Digitale, che si instaura oggi, una serie di richieste di riforme da approvare subito all’interno del decreto liberalizzazioni.

“L’Italia ha bisogno di uno shock digitale per far ripartire l’economia ed innovare” – si legge nella lettera – “Il contributo al PIL del settore Internet in Italia è il 2%, in Inghilterra il 7%. Anni di annunci da parte dei precedenti governi hanno esasperato un settore che ha bisogno di segnali forti dal governo. È giusto che l’Italia si doti una cabina di Regia che sappia dare una visione generale e un piano industriale e infrastrutturale al mercato digitale e delle telecomunicazioni nel nostro paese. Ma allo stesso tempo non c’e’ alcun motivo per non approvare subito alcune puntuali ma decisive riforme per sbloccare il mercato digitale e l’innovazione”. 

Tra le proposte di riforma, che sono state sottoscritte in queste ore da uno schieramento trasversale di parlamentari, vi sono una delega al governo per la riforma del diritto d’autore nel rispetto dei diritti degli utenti, l’abolizione del monopolio e del bollino SIAE, l’obbligo di apertura dei dati pubblici anche per uso commerciale per favorire imprese innovative, l’abbattimento delle tasse ai piccoli imprenditori del settore della banda larga, l’apertura degli archivi digitali delle biblioteche e la liberalizzazione degli sconti sui libri e l’abbattimento dell’IVA sugli ebook. Incluse nel pacchetto anche una proposta per la nuova asta delle frequenze, un piano di distribuzione delle frequenze in grado di sostenere l’imprenditoria giovanile e femminile eliminando il cd digital divide, una riforma dell’istituto della class action, norme che vietano finestre di distribuzione e accordi sulla diffusione dei contenuti troppo vincolanti, il libero utilizzo delle frequenze su suolo privato e la preferenza del Software Libero nella pubblica amministrazione.

Il pacchetto di proposte è stato elaborato da Agorà Digitale, Articolo 21, Associazione Italiana Internet Provider, Associazione Italiana per l’Open Government, Assoprovider, Altroconsumo, Istituto per le Politiche dell’Innovazione, Libertiamo, Stati Generali dell’Innovazione e lo Studio Legale Sarzana.

Il pacchetto di emendamenti al DL liberalizzazioni è leggibile qui

Mentre qui di seguito potete ascoltare grazie a Radio Radicale il mio intervento in conferenza stampa incentrato ovviamente su abolizione della SIAE e potenziamento class action

 http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/345317/2632708

#liberalizziamoilfuturo domani al Senato

febbraio 8, 2012 alle 12:45 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, PROPRIET INTELLETTUALE, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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Condizioni climatiche permettendo, domani sarò con Luca, Marco, Guido, Fulvio e tanti altri in Senato a questa conferenza stampa organizzata da Agora Digitale:

Liberalizzazioni: domani “internet accelera”, conferenza stampa per Agenda digitale subito con sostegno trasversale

Roma, 7 febbraio 2012

Si terrà domani, mercoledì 8 febbraio, alle ore 11.00 a Roma presso la sala Nassirya del Senato della Repubblica, una conferenza stampa di presentazione di pacchetto di emendamenti al decreto legge liberalizzazioni volti a realizzare subito una Agenda Digitale per fare di Internet un volano di sviluppo, innovazione e apertura del mercato.  La conferenza stampa “#liberalizziamoilfuturo” è organizzata dalle associazioni Agorà Digitale, Articolo 21, Associazione Italiana Internet Provider, Associazione Italiana per l’Open Government, Assoprovider, Altroconsumo, Istituto per le Politiche dell’Innovazione, Libertiamo, Stati Generali dell’Innovazione e lo Studio Legale Sarzana. Tra i parlamentari hanno già aderito Donatella Poretti (Radicali), Felice Belisario (IDV), Giuseppe Giulietti (Misto), Lucio Malan (PDL), Flavia Perina (FLI), Vincenzo Vita (PD)

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