Grandi Pirati ;))

luglio 30, 2011 alle 11:32 am | Pubblicato su INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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Via Quinta:

… Nonostante qualche problema con qualche grande pirata che mettedisposizione (violando le proprie regole), con regolarità i nostri contenuti, senza autorizzazione. (elenco non esaustivo)

Anche se qualcuno forse sta ravvedendosi. Mo’ pero’ arrivano le norme che ci consentono un takedown veloce.. chissà se ce la faranno in cinque giorni dal momento della notifica al responsabile 😉

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AGCOM e diritto d’autore in Rete – ribadisco: è tutto un gioco, tutto uno scherzo, una burla, un divertissement …

luglio 28, 2011 alle 8:42 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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C’è chi, come l’ottimo Guido Scorza, trova ancora la forza di indignarsi nell’apprendere da alcune agenzie quanto avrebbe dichiarato il Presidente Calabrò oggi in audizione presso le Commissioni VII e VIII del Senato:

…Sottolineando che l’Autorita’ “auspica un intervento del Parlamento per raccordare in maniera piu’ efficace le norme esistenti ed, eventualmente, colmare il vuoto relativo all’intervento sui siti esteri” …

LOL, adesso è Lui a chiedere un intervento del Parlamento, questa è buona Presidente, aahhahha mi scompiscio!!! come diceva Totò, sono mesi che gli diciamo che l’Autorità non ha le prerogative sufficienti per intervenire con un regolamento che possa significare qualcosa di utile, concreto, sostenibile, in questo ambito … mi scompiscio ehhh ora Lui chiede l’intervento del Parlamento ma, questo non è ancora niente, sentite quest’altra:

L’atteggiamento dell’Autorità è quanto più aperto alle sollecitazioni, con una nuova “consultazione pubblica aperta fino al 15 settembre”. Inoltre, racconta, “il consiglio ha deciso venerdì di notificare il nostro schema alla Commissione Europea, che ha 90 giorni dalla notifica per farci pervenire le sue osservazioni. Vogliamo che il testo non sia nemmeno un centimetro oltre l’orizzonte comunitario. Non riteniamo che lo sia, ma vogliamo il vaglio della Commissione”

Super LOL ! prima l’AGCOM mette il Regolamento in consultazione in piena estate con l’effetto di lasciare alle parti interessate a commentare un tempo risicatissimo e ora Lui dice che però venerdì si sono di nuovo riuniti e hanno deciso di notificare il regolamento alla Commissione europea che avrà 90 giorni per fare le proprie osservazioni … Mi scompiscio ahhh, questa è anche meglio Presidente, Lei mi emoziona, a noi termine per le osservazioni entro il 15 settembre, ma ora s’è ricordato che la Commissione ha 90 giorni per le proprie osservazioni ahh ahha 😉

Guido, anche tu … non te la prendere, non hai capito ? è tutto un gioco, tutto uno scherzo, una burla, un divertissement …

Grazie Presidente Calabrò ci stiamo divertendo un mondo, è adesso andiamo in ferie più tranquilli.

Ah dimenticavo un’ultima cosa: un uccellino da Bruxelles mi dice che non è ancora arrivata alcuna notifica: ahhh ahhh mi scompiscio Presidente …

AGCOM e diritto d’autore in Rete – come abbiamo fatto a non capire? è tutto un gioco, tutto uno scherzo, una burla, un divertissement …

luglio 27, 2011 alle 1:45 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Domani il Presidente Calabrò tornerà a riferire alle Commissioni VII e VIII del Senato in seduta congiunta circa l’ormai famigerata proposta AGCOM in materia di diritto d’autore in Rete. Su come sia andata la settimana scorsa ho già avuto modo di riferire qui e qui.

Pur sapendo che sarà un’impresa ardua superare il poliedrico Presidente che, in quanto ad ispirazione artistica, è notoriamente ben dotato (vedi video sopra), questa volta vorremmo omaggiarlo con un’opera  “La Rete, una Sinfonia”, composta di due parti:

•            I nostri “cinguettii” per la libertà della Rete Internet

•            Concerto per domande e risposte

Trovate maggiori informazioni sull’iniziativa, come aderire e supportarla sul sito di Agorà Digitale

Il fatto è che fino ad ora non avevamo compreso che è tutto un gioco, tutto uno scherzo, una burla, un divertissement … e avevamo quindi risposto alla prima consultazione con un pesante documento di trenta pagine infarcito di considerazioni giuridiche, economiche, persino sociologiche. Successivamente, ritenendo di non avere ancora approfondito a sufficienza le questioni aperte dalla proposta AGCOM, avevamo addirittura pubblicato un Libro bianco su diritto d’autore e diritti fondamentali nella rete Internet_ e, infine, in fretta e furia, in occasione dell’audizione della scorsa settimana, pur riservandoci di svolgere tutte le osservazioni più opportune e puntuali sulla proposta emendata di Agcom nei termini della nuova consultazione, avevamo colto l’occasione per esternare con questa lettera  le nostre preoccupazioni circa un articolato che rimane purtroppo gravemente lesivo delle prerogative del Parlamento.

Che errore ragazzi, come abbiamo fatto ad essere così stupidi, a non capire … fortunatamente ci ha pensato Lui ad aprirci gli occhi inserendo, ad arte, nell’ambito della sua performance al Senato della scorsa settimana questo messaggio in codice:

L’adozione del regolamento Agcom è stata preceduta da una vigilia carica come non mai di tensione, cui la rete ha dato voce amplificandola, in un fiume di commenti, cinguettii, grida di allarme, iniziative. Più megafono che piattaforma di discussione, se vogliamo essere obiettivi.

Ma sì, come avevamo fatto a con capirlo prima: è tutto un gioco, tutto uno scherzo, una burla, un divertissement … il Presidente Calabrò vuole giocare con noi, come potrebbe spiegarsi altrimenti che, come rilevato da Guido Scorza, nella  modulistica allegata allo schema di regolamento messo in consultazione da Agcom si prevede che le ragioni a supporto dell’illegittimità della pubblicazione di un contenuto così come le controdeduzioni a supporto della sua legittimità debbono essere fornite dagli interessati in “50 caratteri MAX”, meno di mezzo tweet ?!

 

Ma sì, è un altro messaggio in codice che ci ha lanciato Calabrò mentre noi, giù testoni ad argomentare in punta di diritto, sull’illegittimità e l’incostituzionalità del regolamento, sulla sua contrarietà a norme e principi comunitari … come facevamo a non averlo capito ? è tutto un gioco, tutto uno scherzo, una burla, un divertissement …

E allora dai, amici, divertiamoci, partecipate anche voi a costruire questa gioiosa Opera “La Rete, una Sinfonia” il Presidente ne sarà ben felice, adora l’Arte, inviate anche voi i vostri “cinguettii” per la libertà della Rete Internet

Comincio a proporne un paio anch’io:

è tutto un gioco, tutto uno scherzo, una burla, un divertissement

Ooops, no, peccato, troppo lungo secondo i parametri AGCOM …

Questo notice and take down all’amatriciana è una porcata!

Eccolo, perfetto! 50 caratteri, se AGCOM concederà il beneficio di non computare gli spazi questo mezzo tweet potrebbe anche essere utilizzato come frase standard nei counter notice …

Terminazioni mobili: dopo la Kroes anche Catricalà bacchetta Calabrò

luglio 25, 2011 alle 4:45 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 4 commenti
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Leggo con estremo interesse questa nota di MF Dow Jones:

in una lettera inviata nei giorni scorsi al collega dell’Authority per le Comunicazioni Corrado Calabro’, scrive Milano Finanza, il presidente dell’Antitrust ha spiegato che a suo parere i prezzi proposti per le nuove tariffe di terminazione dei gestori di telefonia mobile sono ancora troppo alti. Catricala’ insomma si e’ detto d’accordo con i dubbi espressi solo qualche settimana fa dalla Commissione Ue che, sempre in una missiva indirizzata a Calabro’, aveva giudicato troppo timido il taglio delle tariffe ipotizzato dal responsabile dell’Agcom. Che adesso rischia di trovarsi in una posizione scomoda, stretto tra le richieste di Bruxelles e di Catricala’ da un lato e le pressioni degli operatori mobili e del governo dall’altro. Le tariffe di terminazione, infatti, sono una voce ancora importante nei conti economici di Tim, Vodafone, Wind e 3. Si tratta in pratica del pedaggio che un operatore paga a un concorrente quando la chiamata che parte dalla sua rete finisce su quella del competitor. Dal 1* luglio scorso i tre operatori maggiori (Tim, Vodafone e Wind) incassano 5,3 centesimi al minuto dai concorrenti ogni volta che una chiamata finisce sulle loro reti.

I lettori di questo blog sanno che ci siamo occupati attivamente della questione. Ora, c’è da dire che l’intervento della Kroes non era affatto scontato e lo abbiamo molto apprezzato ma quello di Catricalà giunge ancora più ben venuto, in quanto inaspettato.

Che farà a questo punto il povero Presidente Calabrò sollecitato dalla Commissione e dal Collega dell’Antitrust Catricalà da una parte ma – come giustamente sottolinea MF – dagli operatori mobili e dal Governo dall’altra? Difficile a dirsi, di certo questa volta non riuscirà a cavarsela con una poesia! Se può essergli d’aiuto, al fine di toglierlo dagli indugi, ribadiamo – anche se era in effetti già chiaro – che i consumatori stanno con la Commissaria Kroes e il Presidente Catricalà e chiedono che le tariffe di terminazione mobile siano ridotte prima e più in fretta.

AGCOM e diritto d’autore: la confessione di Calabrò in versi

luglio 21, 2011 alle 6:43 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 4 commenti
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Scusate se torno di nuovo sul tema ma, nel frattempo, mi sono letto ed ascoltato con attenzione l’intera relazione odierna di Corrado Calabrò al Senato, vi sono in effetti dei passaggi salienti, virtuosismi fino al limite dell’equilibrismo che solo un personaggio poliedrico come il Presidente dell’AGCOM, dotato – tra le altre cose – di una finissima sensibilità poetica, avrebbe potuto reggere senza scadere di tono e di credibilità.

Si tratta veramente di un’opera d’arte, chapeau !

Consiglio anche a voi, se avete un attimo di tempo, e soprattutto se apprezzate l’arte, di leggere e ascoltare, poi, per favore, fatemi sapere cosa ne pensate, ci tengo  …

Solo giunti a pagina 14 della relazione troverete però la summa del Calabrò pensiero:

Combattere una battaglia con armi inadeguate conduce ad una sconfitta sicura, per di più con dispiego di energie, e, al contempo, avvalora il mantenimento di posizioni di retroguardia chiuse alla comprensione del fenomeno da contrastare. Sono sempre stato convinto che non si possa usare una mentalità ottocentesca, che andava bene per il cartaceo, per regolare, con giudizi di valore tipo vintage, un fenomeno, quale quello della pirateria digitale, in vertiginosa evoluzione tecnologica. Ma questo non può costituire una giustificazione per non fare.

Ecco che, con un vero colpo di genio, il Presidente Calabrò riesce a risolvere il suo dissidio interiore, quale giurista e alto funzionario di Stato, affidando al Calabrò poeta il compito di confessare in versi la cruda realtà.

Segue l’allegoria del Far web:

Che il principio della rete libera si risolva in un Far web, non è un esito degno di un Paese che creda nel diritto anziché nella sopraffazione del più svelto e del più spregiudicato.

Ma di questo ho già avuto modo di dire. Il seguito a giovedì prossimo, anche i Seantori sono stati infatti colpiti dal genio poetico del Presidente Agcom e lo vogliono riascoltare il 28 luglio …

Sommessamente ci permettiamo di suggerire loro, al termine della performance e dopo un lungo e caloroso applauso per l’Artista, di rispondere all’unisono: MORATORIA !

Far web ??? L’impressione è che siano purtroppo Calabrò e l’AGCOM ad essere molto lontani dal comprendere le dinamiche evolutive di Internet

luglio 21, 2011 alle 1:04 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 3 commenti
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A quanto pare nel corso dell’audizione odierna al Senato, tra le altre cose, il Presidente Calabrò avrebbe dichiarato che Internet deve essere una rete libera ma questo principio non puo’ risolversi ”in un Far web” che ”non e’ degno di un paese che crede nel diritto anziche’ nella sopraffazione del piu’ svelto e del piu’ spregiudicato”.

Dispiace dirlo ma l’impressione – ormai purtroppo consolidata – è che siano al contrario il Presidente Calabrò e l’AGCOM ad essere molto lontani dal comprendere le dinamiche evolutive di Internet. E’ di tutta evidenza, infatti, come la tematica del diritto d’autore si intersechi con quella dei nuovi linguaggi abilitati dalle tecnologie informatiche e, quindi, in ultima istanza con la libertà di espressione delle nuove generazioni.

Con la lettera inviata al Senato ieri le associazioni promotrici dell’iniziativa www.sitononraggiungibile.it riservandosi di svolgere tutte le osservazioni più opportune e puntuali sulla proposta emendata di Agcom nei termini della nuova consultazione, hanno colto l’occasione  per esternare le loro preoccupazioni circa un articolato che rimane purtroppo gravemente lesivo delle prerogative del Parlamento.

Per quanto concerne poi il credere o meno nel diritto, è proprio da questa ferma convinzione e dalla necessità di tutelare la più ampia possibilità di libera espressione democratica, grazie anche alle nuove tecnologie, che ha preso le mosse l’iniziativa www.sitononraggiungibile.it continueremo su questa linea ad impegnarci per aiutare l’AGCOM a fare bene il proprio mestiere.

Segue – Continua a leggere qui: AGCOM e diritto d’autore: la confessione di Calabrò in versi

Le Commissioni VII e VIII del Senato invitino domani il Presidente Calabrò a fare un passo indietro e a rispettare le prerogative del Parlamento

luglio 20, 2011 alle 4:52 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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In vista dell’audizione di domani del Presidente dell’Agcom Corrado Calabrò alle Commissioni VII e VIII del Senato in seduta congiunta, Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo, Assonet, Assoprovider e Studio Legale Sarzana inviano ai Senatori questa lettera 

Nel provvedimento posto in consultazione Agcom attribuisce a se stessa una competenza generalizzata in materia di diritto d’autore tanto sotto il profilo oggettivo che sotto quello soggettivo, andando ben al di là di quanto è stato alla stessa demandato dal c.d. Decreto Romani.

Se già il Decreto Romani si era spinto oltre quanto la direttiva comunitaria che era chiamato a recepire imponesse, vi è da dire che appare pericoloso che un’Autorità amministrativa decida di spostare ancora più avanti la propria linea di azione senza una chiara copertura normativa.

Appare dunque auspicabile che l’Agcom voglia sospendere il procedimento di adozione del provvedimento in materia di diritto d’autore, lasciando che sia più opportunamente il Legislatore ad adeguare tale disciplina al nuovo contesto tecnologico digitale allo scopo di favorire il mercato legale dei contenuti, di abbattere quelle barriere obsolete che ne impediscono lo sviluppo come, ad esempio, il monopolio SIAE di cui all’art. 180 l.d.a., e di rendere più facilmente esercitabili da parte dei consumatori le eccezioni al diritto d’autore nell’ottica del fair use.

Il nostro auspicio – scrivono le associazioni – è, dunque, che le Commissioni VII e VIII del Senato possano fare loro il prossimo 21 luglio la nostra richiesta di moratoria nei confronti di Agcom ringraziando il Presidente Calabrò per l’utile istruttoria svolta sinora ma significandogli altresì altrettanto chiaramente che, intendendo il Parlamento onorare le proprie prerogative democratiche nel disegnare i nuovi scenari del diritto d’autore in Rete, risulta inevitabile per l’Agcom il dover fare un passo indietro e desistere dal portare a termine la propria iniziativa regolamentare.

Class Action: in 50.000 contro la RAI, entro breve il Tribunale di Roma dovrà decidere sull’ammissibilità dell’azione

luglio 15, 2011 alle 6:26 pm | Pubblicato su - Class Action vs RAI, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | Lascia un commento
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Sì, siamo ora oltre 50.000 !!! Il grande supporto che abbiamo ricevuto rafforza la nostra azione collettiva e conferma la sua alta valenza civica, non ci meritiamo una tv di servizio pubblico finanziata con il canone che non rispetti i diritti primari dei cittadini ad un’informazione libera, plurale ed indipendente, è una questione di civiltà giuridica che va al di là e sta al di sopra del dibattito politico, è la nostra, la vostra battaglia!

Maggiori info per la preadesione qui sul sito di Altroconsumo.

Il 22 giugno scorso si è tenuta di fronte al Tribunale di Roma la prima udienza. Contestualmente la Rai ha depositato un ricorso cautelare contro Altroconsumo chiedendo al Giudice che ci venga sostanzialmente impedito in questa fase di promuovere l’azione e di darne adeguata informazione ai cittadini abbonati Rai, cosa che francamente ci sembra assurda. Alla successiva udienza dell’8 luglio si è finalmente tenuta la discussione davanti al Collegio e si attende ora la decisione sull’ammissibilità.

Colgo l’occasione per ribadire che solo quando il Giudice – come auspichiamo – dichiarerà l’azione ammissibile, Altroconsumo contatterà tutti coloro che hanno manifestato l’intenzione di aderire per raccogliere la documentazione necessaria a confermare formalmente la loro adesione alla Class Action.

SIAE: dieci domande inutili volte a nascondere un problema serio ancora inevaso da affrontare al più presto

luglio 14, 2011 alle 2:03 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 7 commenti
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In molti si sono cimentati nel fornire risposte alle dieci domande di SIAE, lo ha fatto magistralmente Stefano Quintarelli nel suo blog, altrettanto interessanti ed esaustive le risposte di Massimo Piscopo su Facebook , segnalo anche quelle di Lavos a commento del mio precedente post,  tanti altri immagino abbiano risposto e altri ancora lo faranno.

Da parte mia, a dispetto di quanto promesso a botta calda questa mattina non intendo fornire risposte puntuali alle dieci domande di SIAE. Come, infatti,  evidenzia correttamente Marco Scialdone.

La SIAE pone delle domande, alcune evidentemente a se stessa (“6. Perché Internet, che per molte imprese rappresenta una opportunità di lavoro, per gli autori e gli editori deve rappresentare un pericolo?”), altre che hanno come unica finalità quella di radicalizzare lo scontro tra le parti in gioco (“1. Perché il diritto d’autore, che fuori dalla rete è riconosciuto, in rete non deve essere remunerato? 2. Perché coloro che criticano il provvedimento AGCOM non criticano anzitutto il furto della proprietà intellettuale? Perché impedire la messa in rete di proprietà intellettuale acquisita illegalmente dovrebbe essere considerata una forma di censura? 3. Perché dovrebbe risultare ingiusto colpire chi illegalmente sfrutta il lavoro degli altri? 4. Perché si ritiene giusto pagare la connessione della rete, che non è mai gratis, ed ingiusto pagare i contenuti? E perché non ci si chiede cosa sarebbe la rete senza i contenuti?”).

Anch’io, come Marco, ritengo che non sia utile a nessuno questo modo di ragionare e che, certamente non è e non sarà mai il modo di ragionare di chi, come noi, si è impegnato nella campagna sitononraggiungibile. Tuttavia una cosa, una sola cosa, in risposta alle dieci inutili e provocatorie domande di SIAE e – come ricorda correttamente Fulvio Sarzana anche di Confindustria Cultura Italia – vorrei sommessamente dirla: considerato che i costi di gestione della SIAE hanno ormai raggiunto dimensioni sproporzionate rispetto alle attività effettivamente necessarie per l’intermediazione dei diritti (vedi sopra video con dati inchiesta Altroconsumo del 2009) e che nell’era digitale le tecnologie dovrebbero rendere possibili forme di distribuzione di contenuti protetti da diritto d’autore su un mercato territorialmente privo di confini e senza l’ausilio di costose e farraginose procedure, il perpetuarsi di un monopolio nazionale dell’intermediazione dei diritti d’autore anche in relazione ai contenuti distribuiti in Rete non è forse da ritenersi ormai anacronistico ed in controtendenza rispetto alla progressiva liberalizzazione dei mercati e alle regole del Mercato Unico all’interno dell’Unione europea ?

Questa domanda se la sono posta in SIAE ? Penso proprio di sì, e allora perchè non aggiungerla all’elenco, magari al numero 11 ? E, inoltre – sempre per essere costruttivi eh – se si sono posti seriamente questa domanda, allora quale ruolo intende svolgere la SIAE per favorire – e non al contrario rendere più difficile – lo sviluppo del mercato legale dei contenuti digitali, che auspica la stessa AGCOM ?

Se non risponde la SIAE prima o poi dovrà farlo la politica anche perchè, considerati i chiari di luna che sta attraversando il Paese pare insostenibile mantenere in vita, così com’è, un grosso carrozzone statale la cui minore efficienza rispetto  ad altre collecting societies europee oltra a costare agli autori, ai discografici e, in definitiva, ai consumatori 13,5 milioni di Euro l’anno – come rileva uno studio dello scorso anno dell’Istituto Bruno Leoni – contribuisce, insieme ad altri fattori, a limitare lo sviluppo in senso efficiente di un mercato promettente come quello dei contenuti digitali.

Le 10 domande della SIAE !

luglio 13, 2011 alle 10:32 am | Pubblicato su - Equo Compenso, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 9 commenti
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A pag. 28 del Corriere di oggi appare questo nuovo avviso a pagamento della SIAE e di Confindustria Cultura Italia: 

Pari dignità
10 domande e un invito

1. Perché il diritto d’autore, che fuori dalla rete è riconosciuto, in rete non deve essere remunerato?
2. Perché coloro che criticano il provvedimento AGCOM non criticano anzitutto il furto della proprietà intellettuale? Perché impedire la messa in rete di proprietà intellettuale acquisita illegalmente dovrebbe essere considerata una forma di censura?
3. Perché dovrebbe risultare ingiusto colpire chi illegalmente sfrutta il lavoro degli altri?
4. Perché si ritiene giusto pagare la connessione della rete, che non è mai gratis, ed ingiusto pagare i contenuti? E perché non ci si chiede cosa sarebbe la rete senza i contenuti?
5. Perché il diritto all’equo compenso viene strumentalmente, da alcuni, chiamato tassa? Perché non sono chiamate tasse i compensi di medici, ingegneri, avvocati, meccanici, idraulici, ecc.?
6. Perché Internet, che per molte imprese rappresenta una opportunità di lavoro, per gli autori e gli editori deve rappresentare un pericolo?
7. Perché nessuno si chiede a tutela di quali interessi si vuole creare questa contrapposizione (che semplicemente non esiste) tra autori e produttori di contenuti e utenti?
8. Perché dovremmo essere contro la libertà dei consumatori? Ma quale libertà? Quella di scegliere cosa acquistare ad un prezzo equo o quella di usufruirne gratis (free syndrome) solo perché qualcuno che l’ha “rubata” te la mette a disposizione?
9. Perché nessuno dice che l’industria della cultura occupa in Italia quasi mezzo milione di lavoratori e le società “over the top” al massimo qualche decina? E perché chi accusa l’industria culturale di essere in grave ritardo sulla offerta legale di contenuti, poi vuole sottrarci quelle risorse necessarie per continuare a lavorare e dare lavoro e per investire sulle nuove tecnologie e sul futuro?
10.Perché, secondo alcuni, non abbiamo il diritto di difendere il frutto del nostro lavoro, non possiamo avere pari dignità e dobbiamo continuare a essere “ figli di un Dio minore”?

L’invito
Auspichiamo che il regolamento AGCOM in quella che sarà la sua definitiva formulazione possa essere realmente efficace.
Non vogliamo sottrarci al dibattito e al confronto ma è necessario che le soluzioni vengano individuate, e al più presto.

Prometto che, appena mi riprendo, cercherò di fornire adeguate e puntuali risposte (Leggile ora qui). Frattanto vi ripropongo questi due video:

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