Wifi libero non significa wifi gratis ma forse può contribuire a calmierare tariffe esose e ad abbattere posizioni di rendita

dicembre 30, 2010 alle 11:08 pm | Pubblicato su - Libero WiFi, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 1 commento
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Dunque il Milleproroghe è in Gazzetta Ufficiale e, per quanto concerne la liberalizzazione del Wifi, il testo conferma quanto anticipato:

19. All’articolo 7 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: «fino al 31 dicembre 2010, chiunque» sono sostituite dalle seguenti: «fino al 31 dicembre 2011, chiunque, quale attività principale,»;
b) i commi 4 e 5 sono abrogati.

Bene ! Altroconsumo approfitta dell’ufficializzazione di questa auspicata liberalizzazione per svolgere una considerazione insieme a una botta di conti sulle attuali tariffe wifi dei maggiori operatori: 

In Italia fino ad ora internet senza fili e gratis per tutti è stato solo un miraggio. Si è fatto un gran parlare di wifi libero e c’è dunque da sperare che questa liberalizzazione a lungo attesa e fortemente sollecitata da Altroconsumo possa consentire di sbloccare la posizione di rendita sulla quale si sono posizionate con prezzi molto elevati le compagnie operanti nel settore. Beninteso, il wifi libero non significa necessariamente wifi gratis ma certo lo sviluppo di reti wireless municipali potrebbe avere un effetto calmieratore realizzando, almeno in parte, il sogno di rendere più democratico l’accesso ad internet. Per il momento, infatti, complice la burocrazia finora imposta dal Decreto Pisanu, rimangono pochi gli esempi pubblici di reti wifi se si fa eccezione per quella avviata dalla Provinicia di Roma e poche altre. Anche per quanto concerne le attivazioni di reti wifi a disposizione dei clienti di bar, pub, fast food e ristoranti, a seguito della liberalizzazione, si potrebbe assistere finalmente ad un vero e proprio boom con effetti benefici per i cittadini e l’innovazione. Trenitalia, solo a fini promozionali, ha da qualche giorno reso disponibile l’accesso a internet gratuito sui treni Frecciarossa della tratta Torino-Milano-Roma-Napoli, ma non ha ancora fatto sapere quanto costerà il servizio alla fine della promozione e, a dire il vero, già sono molte le segnalazioni di disservizio e malfunzionamento. Per il resto, collegarsi a internet senza fili può trasformarsi in un salasso, perché le tariffe dei principali operatori sul mercato dei wifi sono carissime, soprattutto se si utilizza la rete degli hotspot (area in cui un provider consente la navigazione web senza fili), quelli che si trovano in genere in aeroporti, fiere, alberghi, impianti sportivi e simili. Segue qui

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Liberalizzato il Wifi: bravo Maroni ! e complimenti e Auguri a tutti noi

dicembre 24, 2010 alle 11:26 am | Pubblicato su - Libero WiFi, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 3 commenti
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Si tratta di un bel regalo di Natale per il nostro Paese: il Wifi sarà in sostanza liberalizzato nel 2011, lo stabilisce il Milleproroghe che manda quasi completamente in pensione l’art. 7 del Decreto Pisanu, vengono abrogati infatti i comma 4 e 5 ed è invece prorogato ancora per un anno l’obbligo di richiesta di licenza per gli “internet point”, ma solo per quei soggetti che esercitano in modo prevalente tale attività di messa a disposizione del pubblico di risorse di connettività.

Non ci sarà dunque più bisogno di previa identificazione per chi si connette ad un hot spot pubblico nè di presentare un documento d’identità o di autenticarsi via sms quando si accede ad un’area wi-fi messa a disposizione del pubblico.

Onore al Merito al Ministro Maroni, che alla fine ha mantenuto fede alle promesse fatte, ma anche un ringraziamento a tutti coloro che in Rete e fuori hanno contribuito a fare pressione perchè si prendesse coscienza anche da parte dei politici e delle Istituzioni del fatto che fosse giusto, utile, ed opportuno eliminare finalmente dal nostro Ordinamento una normativa assurda ed obsoleta come l’art 7 del Decreto Pisanu.

Prendiamo atto che qualche battaglia si può vincere anche nel dominio di Internet e dell’innovazione soprattutto se è nell’interesse generale di tutti. Insomma, Buon Natale !

Il WIFI potrebbe essere stato liberato, il Milleproroghe rimane invece ancora in ostaggio (update)

dicembre 23, 2010 alle 10:03 am | Pubblicato su - Libero WiFi, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 2 commenti
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Update ore 18,40 del 23.12: riferisce Guido Scorza che sarebbero stati abrogati i comma 4 e 5 dell’art. 7, prorogato il comma 1, limitatamente agli internet point. Se questo fosse effettivamente il testo approvato le conseguenze pratiche secondo Stefano Quintarelli sarebbero quelle descritte qui Il punto della situazione sulla abolizione della Pisanu/Stanca

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A seguito delle dichiarazioni di ieri del Ministro Meloni: “Sarà un piccola grande rivoluzione la liberalizzazione del wi-fi, conseguenza della decisione di non prorogare la validità del decreto Pisanu” si è scatenata una ridda di ipotesi molto diverse tra loro, tra i molti segnalo: Zambardino  Gilioli Sarzana Annunziata Nicotra … su come potrà il decreto milleproroghe dare concreta attuazione a quanto annunciato in maniera così roboante dal Ministro della Gioventù che si accoda in tal modo a Maroni e Brunetta.

Rimangono molti dubbi e perplessità, certo dovrebbe valere la regola secondo la quale tre dichiarazioni, più o meno coincidenti di autorevoli Ministri valgono una conferma ma c’è che ove il materiale estensore della norma prendesse alla lettera l’indicazione politica del Ministro Meloni “di non prorogare la validità del decreto Pisanu” avremmo quale risultato che il Wifi rimarrebbe purtroppo blindato.

Come si affanna, infatti, ormai da parecchio tempo, a cercare di ricordare a tutti noi in primis Marco Scialdone   il comma sulle identificazioni a mezzo carta di identità dell’art 7 del Decreto Pisanu non ha una scadenza da prorogare, è legge dello stato per sempre a meno che non venga abrogato.

Non ci resta dunque che attendere di poter leggere il testo del milleproroghe, per ora introvabile anche e soprattutto perchè probailmente non è stato ancora scritto o se è stato scritto nel modo auspicato dal Ministro Meloni sarà meglio che provvedano a correggerlo. Stiamo a vedere se i tecnici riescono a rendere percorribili giuridicamente le dichiarazioni dei politici … la via è stretta eh, ma se i tecnici sono bravi e le intenzioni dei politici sono vere non dovrebbero esserci problemi di sorta, il testo auspicabile in tal senso dovrebbe essere il medesimo di quello inserito all’art 3 nel disegno di legge governativo che commentavo qualche giorno fa:

 1. L’articolo 7 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005; n, 155, e successive modificazioni, e` abrogato.

Ciò detto, una volta liberato il Wifi andrebbe fatta una seria riflessione su come liberare una volta per tutte il nostro Paese da una tecnica legislativa assurda, antidemocratica, oscura, antiestetica, deprimente che trova il suo apice nel decreto milleproroghe che ci sorbiamo ogni fine anno … o sono troppo pretenzioso e rompipalle? 😉

Maroni libera il wifi ? mah, sperem ! e comunque non certo entro breve

dicembre 21, 2010 alle 1:41 am | Pubblicato su - Libero WiFi, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 5 commenti
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Ne parlano sia Guido Decreto Pisanu: meglio tardi che mai. che Stefano Bye bye Pisanu 

… Ora, non vorrei fare la parte del menagramo ma si tratta di un disegno di legge, sebbene governativo, e visti i prevedibili chiari di luna della maggioranza considerati i nuovi equilibri parlamentari, aspetterei un attimo a cantare vittoria.
Certo, rimane che Maroni ha tenuto – in parte – fede a quanto aveva dichiarato all’inizio di novembre – vedi video sopra – ma pare abbastanza certo che, a differenza di quanto diceva allora, il 1 gennaio 2011 le restrizioni al wifi saranno ancora in vigore. E questo anche se l’opposizione ha proposto iniziative legislative analoghe, bene ! ma nello scenario politico attuale, tutto ciò IMHO non garantisce l’approvazione e, comunque, non certo entro così breve tempo

Per la cronaca, ad ogni modo, il disegno di legge si trova qui e l’articolo 3 recita come segue:

Art. 3. (Accesso ad internet attraverso tecnologia senza fili)

 1. L’articolo 7 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005; n, 155, e successive modificazioni, e` abrogato.

 La Relazione illustrativa, per quanto qui ci interessa, dice invece quanto segue:

L’articolo 3, al fine di superare le restrizioni al libero accesso alla rete Wi.Fi, abroga l’articolo 7 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155 (cosiddetto «decreto Pisanu»). La disposizione sottopone – sino al 31 dicembre 2010 – ad autorizzazione di polizia l’apertura di Internet point, servizi pubblici e circoli privati che mettono a disposizione del pubblico apparecchi terminali utilizzabili per le comunicazioni, anche telematiche e richiede l’identificazione, previa acquisizione dei dati anagrafici, dei soggetti che utilizzano postazioni pubbliche non vigilate per comunicazioni telematiche, ovvero punti di accesso a Internet attraverso tecnologia senza fili. Gli appesantimenti burocratici dovuti a fotocopiature e archiviazioni dei documenti degli utenti sono stati indicati come fattori fortemente penalizzanti per lo sviluppo delle nuove tecnologie e degli strumenti del web. E ` stato, inoltre, evidenziato che in nessun paese occidentale e` prevista una normativa tanto rigorosa sull’accesso alle reti Internet, e soprattutto al Wi.Fi. In questi anni c’e` stata una straordinaria evoluzione tecnologica che puo` consentire soluzioni diverse dalle restrizioni del citato «decreto Pisanu» che permettono, comunque, l’attivita` investigativa. Nel dibattito parlamentare – sono stati presentati sia alla Camera sia al Senato alcuni disegni di legge sulla materia – potranno essere esaminati e approfonditi tutti quegli aspetti necessari al superamento del «decreto Pisanu» nella prospettiva di pervenire ad un giusto equilibrio tra la liberta` di comunicazione, lo sviluppo della new economy e idonei standard di sicurezza.

 

Wifi libero: il Consiglio dei Ministri ha deciso, sì ma che cosa ? Chi ci capisce è bravo !

novembre 6, 2010 alle 2:52 am | Pubblicato su - Libero WiFi, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | Lascia un commento
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A differenza di quindici giorni fa, questa volta il Consiglio dei Ministri ha veramente discusso del tema del wifi libero, non solo ma ha anche preso importanti decisioni …

Sì ma quali ? boh, chi ci capisce è bravo !… provate a farvi un’idea voi sulla base delle dichiarazioni del Ministro Maroni nella confrenza stampa dopo il CdM (vedi video qui sopra) e di queste due righe dal comunicato stampa

– in materia di accesso alla rete Wi.Fi: prevede il superamento delle restrizioni al libero accesso alla rete contenute nel cosiddetto “decreto Pisanu”, mantenendo tuttavia adeguati standard di sicurezza.

Ho letto con attenzione interpretazioni varie sui blog di Guido, Marco, FulvioLuca, Daniele, Stefano e di Attivissimo, personalmente prima di stappare la bottiglia di spumante attendo di leggere il testo del provvedimento, se ce n’è uno …

WiFi: Il ministro Maroni si è detto disponibile e penso che dal prossimo Cdm si potrà liberare la Rete – parola di Brunetta …

ottobre 19, 2010 alle 12:43 am | Pubblicato su - Libero WiFi, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 1 commento
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Ne Parlano anche Dario e StefanoANSA) – VENEZIA, 18 OTT

Il prossimo Consiglio dei ministri dovrebbe esaminare l’abrogazione dell’art. 7 della legge Pisanu sull’obbligatorieta’ del deposito dei dati anagrafici sulle reti wi-fi. Lo ha detto il ministro Renato Brunetta a Venezia a margine di un convegno sull’innovazione. ”Il ministro Maroni – ha spiegato Brunetta – si e’ detto disponibile e penso che dal prossimo Cdm si potra’ liberare la rete”.

Che dire … fusse che fusse la volta bbona ?!

Abrogazione art. 7 Decreto Pisanu: fusse che fusse la volta bbona ?!

ottobre 7, 2010 alle 3:54 pm | Pubblicato su - Libero WiFi, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 7 commenti
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Mi ha chiamato una giornalista di Help Consumatori per chiedere cosa ne pensassi dell’eventuale abrogazione dell’art. 7 del Decreto Pisanu … e che volete che ne pensi:

Help Consumatori ha approfondito la questione con Marco Pierani, responsabile Relazioni Istituzionali di Altroconsumo. Pierani è stato uno dei firmatari della Carta dei Cento per il libero WiFi, sottoscritta l’anno scorso prima della scadenza al 31 dicembre 2009 del Decreto da cento persone di diversa provenienza, da esponenti del mondo giornalistico e politico a imprenditori della rete. La Carta chiedeva già al Governo di abrogare l’articolo 7 del Decreto Pisanu.

“Il Decreto Pisanu – ha detto Pierani – nell’obbligo dell’identificazione dei soggetti che si connettono ad una connessione Wi-Fi cosiddetta libera, scade ogni anno. Ad oggi non c’è nessuno che dice che questa misura sia utile a contrapporre qualcosa al terrorismo. Purtroppo, però, ogni anno alla scadenza questa norma viene rinnovata. Quello che sta succedendo quest’anno credo sia in qualche modo più rilevante visto che ieri è stato presentato un disegno di legge bipartisan, a firma di Gentiloni, Lanzillotta e Barbareschi, che è il Presidente della Commissione Trasporti e Comunicazione. Si sta quindi muovendo qualcosa di più”.

“Purtroppo – ha aggiunto Pierani – sulla questione non si è ancora espresso il Ministro dell’Interno. Addirittura l’anno scorso l’autore della norma, cioè Pisanu stesso, ha detto che la norma non serve più a nulla. Essendo passati 5 anni dovremmo avere l’evidenza che questa misura abbia consentito un’identificazione di possibili terroristi che utilizzano il Wi-Fi. Neanche nel Patriot Act degli Stati Uniti, che contiene misure forti contro il terrorismo, c’è una norma del genere. Questa norma non è soltanto limitante nei confronti della libertà di accesso alla rete, ma limita anche lo sviluppo di Internet nel nostro Paese. Ricordo che anche il Ministro Brambilla aveva detto che questa norma danneggia il settore del turismo, nel momento in cui un turista straniero arriva in Italia e si aspetta di avere accesso libero alla rete e invece scopre di dover fare tutte queste identificazioni. Ci sono quindi una serie di argomentazioni a favore dell’eliminazione della norma”.

“L’anno scorso – ribadisce Pierani – accogliendo l’appello dei Cento per il libero Wi-Fi, l’onorevole Roberto Cassinelli (Pdl), aveva presentato un disegno di legge che non eliminava completamente l’articolo 7, ma permetteva l’identificazione tramite Sms e non tramite documento d’identità. Se anche questa volta questo Decreto viene prorogato, nonostante non ci sia più nessuno che lo sostiene, dobbiamo concludere che il nostro Parlamento, anche su queste questioni, non è in grado di produrre leggi utili. Essendo una norma prorogata di default c’è bisogno di un’altra norma e il nostro Parlamento è diventato ormai incapace di fare qualsiasi cosa. E questo è un problema strutturale. Ma il problema più pesante è che continua ad esserci un movimento trasversale, più o meno nascosto, che non è molto favorevole allo sviluppo di Internet. Anche Brunetta si è espresso a favore dell’abrogazione di questa norma. Manca solo la Lega”.

Una precisazione: Luca Barbareschi è Vicepresidente della Commissione Trasporti e Telecomunicazioni, Presidente è Mario Valducci. Anche Valducci tuttavia ha fatto sapere come la pensa, infatti è anche Presidente del Club delle Libertà 

Il WIFI rimane blindato anche nel 2010 …

gennaio 1, 2010 alle 10:28 am | Pubblicato su - Libero WiFi, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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Come segnala Guido è stato di nuovo prorogato anche per il 2010 il decreto Pisanu con buona pace dei Cento che avevano sottoscritto la Carta per il libero WIFI e dei tanti altri cittadini italiani, la stragrande maggioranza, senza distinzioni politiche, che considerano tale norma assurda e obsoleta, a questo punto speriamo almeno nell’approvazione della proposta Cassinelli

Buon Anno !

WiFi gratuito: qualcosa si muove a Roma, Genova e Firenze

dicembre 15, 2009 alle 6:31 pm | Pubblicato su - Libero WiFi, CONSUMATORI, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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Ricevo e pubblico con piacere:

NICOLA ZINGARETTI COLPISCE ANCORA CONTRO IL DIGITAL DIVIDE

 Reti low cost e aiuti dai privati così le ciftà diventano wireless. A Roma, Genova e Firenze il WiFi gratuito che batte la crisi.

Internet gratis a tutti i cittadini, per diffondere la cultura e sostenere il turismo. E’ il sogno delle pubbliche amministrazioni locali, e alcune lo stanno realizzando con progetti low cost. A Roma, Firenze, Genova e in altre città, infatti, sono state create ampie reti wi-fi, cioè senza fili, in luoghi pubblici o all’aperto, facendo economie perché i bilanci non consentono grandi investimenti. Si fa di necessità virtù: i fondi disponibili sono pochi e quindi si rimedia con la collaborazione tra soggetti differenti, pubblici e privati insieme. E pazienza se gli enti locali si ritrovano soli, in questa missione, poiché dallo Stato la diffusione delle re ti wireless è ostacolata da leggi e balzelli che non hanno analoghi esempi nel resto d’Europa. Un caso è quello di Provincia Wi-fi, il progetto più esteso in Italia, che a oggi ha attivato 200 punti di accesso a Roma e in una sessantina di comuni limitrofi. Finora sono stati spesi 350mila euro. Si è riusciti a contenere le spese con l’idea di una rete arlecchino, formata da hot spot non solo del Comune, ma anche di altri enti pubblici, come ospedali e università, e soggetti privati (bar, ristoranti, associazioni, circoli sportivi). L’utente naviga ovunque nella provincia con la stessa password, che si deve procurare una volta sola. La pubblica amninistrazione, in questo caso, ha avuto il molo di catalizzare diverse risorse, coordinareil progetto e creare un sistema unico per identificare l’utente. Il problema è che la normativa italiana (con il decreto Pisanu contro il terrorismo, del 2005) impone al fornitori di internet regole molto rigide, assenti negli altri Paesi europei. Innanzitutto devono denunciare l’hot spot alla Questura, registrare il traffico dell’utente, identificano in modo certo. Molti dei soggetti che compongono la rete di Provincia Wi-Fi da soli non avrebbero le forze o le capacità tecniche per adeguarsi. Di qui la soluzione: ci pensala Provincia a sbrigare tutte le pratiche amministrative.

«Crediamo così dicontribuire alla modernizzazione del Paese e diffondere l’uso di internet», dice Nicola Zingaetti, presidente della Provincia di Roma. Il progetto per ora conta 11 mila utenti e avrà altri 300 hot spot nel 2010. Simile il funzionamento, e la filosofia, del progetto Genova Città Digitale: il Comune coordina una rete formata da hot spot di vari soggetti, pubblici e privati, in 16 aree, che dovrebbero triplicare nel 2010. «ll Comune ha pochi fondi per queste cose e di suo ha messo solo 10mila euro. Il resto arrivada altri soggetti, come i Comitati di via», dice Francesco Bollorino, consulente del Comune per questo progetto. «Lo scopo è sostenere il turismo e soddisfare le richieste dei giovani, che ci chiedono internet nei luoghi pubblici», aggiunge. Idem a Firenze, che ha appena aperto ilWifigratisindodiciaree del comune capoluogo. «Siamo riusciti a contenere l’investimento, spendendo solo 80mila euro, perché abbiamo riutilizzato infrastrutture già presenti, realizzate in passato per portare labandalarganelle case non raggiunte dall’Adsl», spiega Jorge Assfalg, responsabile servizi informativi nella Provincia di Firenze. A Pescara il Comune ha coperto due piazze con 20 nii la euro di spesa, grazie all’aiuto dell’operatore Fastweb. Per fare di pi servirebbe un aiuto anche dal governo: in questi giorni, da pi parti (esperti e politici di entrambi gli schieramenti) si preme per cambiare le norme contenute nel decreto PIsanu, i cui limiti pesano sui progetti. Prevedono costiextraperle pubbliche amministrazioni che fanno le reti e l’identificazione via cellulare non funziona se l’utente ha una sim non italiana. Quindi gli stranieri sono penalizzati. Così, addio sostegno al turismo.

La Carta dei cento per il libero Wi-fi

novembre 27, 2009 alle 1:15 am | Pubblicato su - Libero WiFi, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 3 commenti
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Ho sottoscritto e promuovo la Carta dei cento per il libero Wi-fi, ci credo:

LA CARTA DEI CENTO PER IL LIBERO WI-FI

Il 31 dicembre 2009 sono in scadenza alcune disposizioni del cosiddetto Decreto Pisanu (”Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”) che assoggettano la concessione dell’accesso a Internet nei pubblici esercizi a una serie di obblighi quali la richiesta di una speciale licenza al questore.

Lo stesso Decreto, inoltre, obbliga i gestori di tutti gli esercizi pubblici che offrono accesso a Internet all’identificazione degli utenti tramite documento d’identità .

Queste norme furono introdotte per decreto pochi giorni dopo gli attentati terroristici di Londra del luglio 2005, senza alcuna analisi d’impatto economico-sociale e senza discussione pubblica. Doveva essere provvisoria, ed è infatti già scaduta due volte (fine 2007 e fine 2008) ma è stata due volte prorogata.

Si tratta di norme che non hanno alcun corrispettivo in nessun Paese democratico; nemmeno il Patriot Act USA, approvato dopo l’11 settembre 2001, prevede l’identificazione di chi si connette a Internet da una postazione pubblica.

Tra gli effetti di queste norme, ce n’è uno in particolare: il freno alla diffusione di Internet via Wi-Fi, cioè senza fili. Gli oneri causati dall’obbligo di identificare i fruitori del servizio sono infatti un gigantesco disincentivo a creare reti wireless aperte.

Non a caso l’Italia ha 4,806 accessi WiFi mentre in Francia ce ne sono cinque volte di più.

Questa legge ha assestato un colpo durissimo alle potenzialità di crescita tecnologica e culturale di un paese già in ritardo su tutti gli indici internazionali della connettività a Internet.

Nel mondo la Rete si apre sempre di più, grazie alle tecnologie wireless e ai tanti punti di accesso condivisi liberamente da privati, da istituzioni e da locali pubblici: in Italia invece abbiamo imposto lucchetti e procedure artificiali, contrarie alla sua immediatezza ed efficacia e onerose anche da un punto di vista economico.

Questa politica rappresenta una limitazione nei fatti al diritto dei cittadini all’accesso alla Rete e un ostacolo per la crescita civile, democratica, scientifica ed economica del nostro Paese.

Per questo, in vista della nuova scadenza del 31 dicembre, chiediamo al governo e al parlamento di non prorogare l’efficacia delle disposizioni del Decreto Pisanu in scadenza e di abrogare la previsione relativa all’obbligo di identificazione degli utenti contribuendo così a promuovere la diffusione della Rete senza fili per tutti.

FIRMATARI

Alberto Abruzzese, docente universitario

Paolo Ainio, ceo Banzai

Paolo Basilico, ceo Kairos

Paolo Barberis, presidente Dada

Elvira Berlingieri, giurista

Giovanni Boccia Artieri, docente universitario

Raffaele Bianco, consigliere comunale e blogger

Antonio Boccuzzi, parlamentare

Stefano Bonaga, docente universitario

Roberto Bonzio, giornalista e blogger

Dino Bortolotto, Assoprovider

Mercedes Bresso, presidente Regione Piemonte

Giulia Caira, artista

Giovanni Calia, docente universitario, Supervisor New Media

Alessandro Campi, docente universitario

Luisa Capelli, editrice

Marco Cappato, presidente Agorà Digitale

Roberto Casati, filosofo e docente CNRS Parigi

Marco Cavina, docente universitario

Giuseppe Civati, consigliere regionale e blogger

Gianluca Comin, presidente Federazione Relazioni Pubbliche italiana

Luca Conti, consulente e giornalista

Davide Corritore, vicepresidente Consiglio Comunale di Milano

Carlo Felice Dalla Pasqua, giornalista e blogger

Mafe De Baggis, consulente Web

Derrick De Kerkhove, docente universitario

Juan Carlos De Martin, docente universitario

Gianluca Dettori, imprenditore Web

Lorenzo Diana, Fondazione Caponnetto

Arturo Di Corinto, saggista e ricercatore

Alberto D’Ottavi, docente e blogger

Stefano Esposito, parlamentare

Alberto Fedel, ceo Newton Management Innovation

Mario Fezzi, avvocato

Franco Fileni, docente universitario

Ricky Filosa, direttore Italiachiamaitalia.net

Paolo Gentiloni, parlamentare

Marco Ghezzi, editore

Alessandro Gilioli, giornalista e blogger

Giorgio Gori, imprenditore

Giuseppe Granieri, saggista

Matteo Ulrico Hoepli, editore

Alessio Jacona, giornalista e blogger

Giorgio Jannis, progettista sociale e blogger

Manuela Kron, manager Nestlè

Daniela Lepore, urbanista, docente e blogger

Gad Lerner, giornalista

Alessandro Longo, giornalista e blogger

Francesco Loriga, Responsabile provincia WiFi – Provincia di Roma

Riccardo Luna, direttore Wired Italia

Sergio Maistrello, giornalista e blogger

Fabio Malagnino, giornalista e blogger

Massimo Mantellini, blogger

Alberto Marinelli, docente universitario

Ignazio Marino, parlamentare

Giacomo Marramao, filosofo, saggista e docente universitario

Carlo Massarini, conduttore radiotelevisivo

Marco Massarotto, consulente di comunicazione

Maria Grazia Mattei, MGM Digital Communication.

Giampiero Meani, St Microelectronics

Fabio Mini, generale ed ex vicecomandante Nato

Antonio Misiani, parlamentare e blogger

Marco Montemagno, imprenditore Web e conduttore Sky

Andrea Nativi, giornalista esperto di questioni militari

Riccardo Neri, produttore cinematografico

Luca Nicotra, Segretario Agorà Digitale

Gloria Origgi, docente CNRS Parigi

Marco Pancini, Google Italia

Lorenza Parisi, ricercatrice universitaria e blogger

Vittorio Pasteris, Giornalista

Piergiorgio Paterlini, scrittore

Matteo Penzo, cofounder Frontiers of Interaction

Gian Paolo Piazza, presidente Sunrise Advertising, responsabile settore informazione Legacoop Piemonte

Marco Pierani, Altroconsumo

Roberto Placido, vicepresidente del consiglio regionale del piemonte e blogger

Marco Revelli, storico e politologo

Stefano Rocco, Wired.it

Stefano Rodotà, giurista

Andrea Romano, direttore Fondazione Italia Futura

Gino Roncaglia, docente universitario

Massimo Russo, direttore di Kataweb

Claudio Sabelli Fioretti, giornalista e blogger

Francesco Sacco, docente universitario

Marcello Saponaro, consigliere regionale e blogger

Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Pd e blogger

Sergio Scalpelli, dirigente d’azienda

Tiziano Scarpa, scrittore

Guido Scorza, docente universitario, presidente Istituto politiche dell’innovazione

Antonio Sofi, giornalista e blogger

Luca Sofri, giornalista e blogger

Elena Stancanelli, scrittrice

Tommaso Tessarolo, direttore Current tv

Eva Teruzzi, direttore innovazione Fiera Milano

Irene Tinagli, docente universitaria

Antonio Tombolini, imprenditore

Andrea Toso, newmedia project manager

Antonio Tursi, saggista e docente universitario

Paolo Valdemarin, imprenditore

Gianni Vattimo, docente universitario

Andrea Verde, collaboratore fondazione Farefuturo

Giancarlo Vergori, manager

Michele Vianello, direttore del Parco Scientifico e Tecnologico di Venezia

Luigi Vimercati, parlamentare

Vincenzo Vita, parlamentare

Vittorio Zambardino, giornalista e blogger

Giovanni Zanolin, assessore Pordenone

Marcella Zappaterra, presidente della Provincia di Ferrara

Giovanna Zucconi, giornalista e autrice

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