ll Paese dei pirati e i Tera Consulenti lobbisti … ma vogliamo affrontare finalmente con serietà un problema di mercato ?

gennaio 26, 2011 alle 11:50 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 3 commenti
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Prendo a prestito un post di Stefano Quintarelli a commento dei dati relativi ai supposti danni provocati all’industria culturale dalla cd. pirateria riportati oggi da un articolo apparso su repubblica.it:

Serious fact checking: il paese dei pirati (aka, a volte ritornano)

Il Bel Paese dei pirati siamo un popolo di hacker – Repubblica.it.

Per il 2011 si prevedono 19 miliardi di perdite per le industrie per le industrie creative europee e che a causa della pirateria andranno in fumo 250 mila posti di lavoro.

l’anno scorso dicevano 10 miliardi in europa e 1,4 in italia
quest’anno dicono 19 miliardi in europa e 1,4 in italia

dato che non risulta che il mercato europeo sia cresciuto del 100%, ne consegue che in Italia, rispetto all’europa, siamo un paese di virtuosi. (a fronte di raddoppio in europa, da noi e’ costante)

(BTW, 1,4 miliardi sono a 10 volte il mercato discografico italiano)

esagerare dando numeri alla cavolo non aiuta ad affrontare l’argomento in modo serio

Forse una chiave di lettura è nel nome della società di consulenza fonte di questi dati: Tera Consultants, ova Tera, come ci dice Wikipedia, è un prefisso che sta per:

Tera è un prefisso SI che esprime il fattore 1012, ovvero 10004, ovvero 1 000 000 000 000, ovvero mille miliardi.

Tera Consultants peraltro è una società di consulenza che si occupa legittimamente – e ci mancherebbe altro – di lobbying in favore degli interessi dei suoi clienti. A questo link sono leggibili, invece – grazie a Paolo Brini per la segnalazione – una serie di studi indipendenti (non commissionati dalle major nè da associazioni anti-anti-pirateria) che smentiscono i dati BASCAP/Tera e mostrano che i condivisori (i “pirati”) sarebbero di gran lunga i migliori clienti e che la “pirateria” priva di scopo di lucro è benefica economicamente per gli artisti e per il mercato.

….detto questo passiamo alle cose serie, vogliamo provare ad affrontare veramente un problema ormai annoso che affligge alcune aziende così come i consumatori ed è essenzialmente determinato dal passaggio da un mercato “materiale” a un mercato immateriale? Se la risposta è sì, allora si pone inevitabilmente l’esigenza di modificare i business model finora utilizzati dai produttori/distributori di opere dell’ingegno e, conseguentemente, la necessità di studiare modi alternativi di gestione dei diritti di proprietà intellettuale

Anche di questo, spero, si parlerà domani in un convegno a Milano al Palazzo Affari e Giureconsulti dalle 14,30 alle 17,30 

A me è stato chiesto di sviluppare un intervento su questo tema: AGCOM e diritto d’autore in Rete: quale bilanciamento tra la promozione dell’offerta legale di contenuti digitali e la predisposizione di misure di enforcement? … mumble mumble … sapete come la penso, sto comunque mettendo insieme le idee, se avete spunti o stimoli fatemi sapere nei commenti al post e, se domani siete nei paraggi, fate un salto al convegno😉

Intanto uno stimolo interessante, oltre a quello che ho già citato di Stefano Quintarelli che, peraltro, sarà tra i relatori, mi sembra quello di Valentino Spataro che riprende così un passaggio  del Messaggio di Benedetto XVI Verità, annuncio e autenticità di vita nell’era digitale:

Ho letto finalmente una definizione, complessa, che pero’ chiarisce cosa e’ protetto da copyright e cosa e’ comunicazione, in un momento in cui l’Agcom si erge a difensore di ogni diritto d’autore su internet.

“Nel mondo digitale, trasmettere informazioni significa sempre più spesso immetterle in una rete sociale, dove la conoscenza viene condivisa nell’ambito di scambi personali.

“La chiara distinzione tra il produttore e il consumatore dell’informazione viene relativizzata e la comunicazione vorrebbe essere non solo uno scambio di dati, ma sempre più anche condivisione.

“Questa dinamica ha contribuito ad una rinnovata valutazione del comunicare, considerato anzitutto come dialogo, scambio, solidarietà e creazione di relazioni positive.”

Attenzione: l’opera protetta dal diritto d’autore non solo “diventa” conoscenza e quindi comunicazione, ma dialogo, scambio e solidarieta’. Persino creazione di relazioni.

3 commenti »

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  1. […] a 19 miliardi di euro puntando il dito contro l’Italia e le perdite di 1,4 miliardi di euro.Marco Pierani (Altro Consumo) fa notare le incongruenze di Tera consultants tra i dati rilasciato l’anno […]

  2. […] trovo difficilmente conciliabili tali dichiarazioni di Benedetto XVI – che avevo avuto modo di apprezzare – con quanto sembra evincersi sulla nuova legge vaticana in materia di copyright […]

  3. […] procedura carente di analisi di impatto economico – fermo restando il fatto che, a fronte dei Teradati sparati in libertà sui danni provocati dalla pirateria all’industria culturale  esistono anche in controtendenza una serie di studi indipendenti(non commissionati dalle major […]


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