Garanzia Apple: l’Antitrust chiude il procedimento di inottemperanza con 200 mila euro di sanzione

dicembre 21, 2012 alle 3:18 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | Lascia un commento
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Chi decide di acquistare un prodotto Apple sul sito italiano o in uno degli Apple store in italia potrà ora finalmente usufruire dei due anni di garanzia legale di conformità in capo al venditore come prescrive la legge. L’azienda di Cupertino ha modificato le informazioni ingannevoli presenti sul suo sito italiano. Per il ritardo, l’Antitrust chiude il procedimento con una sanzione di 200 mila euro. Qui il provvedimento dell’Antitrust qui maggiori info sul sito di Altroconsumo.

Per chi – come quello strano tipo nel video qui sotto – aveva ingaggiato con una certa tenacia questa battaglia è proprio una bella soddisfazione, non certo per i 200 mila euro di sanzione, che sono perlatro come bruscolini, ma per aver contribuito – nel suo piccolo – a fare in modo che Apple modificasse comportamenti lesivi e irrispettosi della legge e degli interessi dei consumatori 😉

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Anche la Commissaria Reding a palle incatenate contro il vizietto di Apple sulla garanzia

ottobre 2, 2012 alle 1:00 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 2 commenti
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Mentre in Italia siamo in attesa della decisione dell’Antitrust sul secondo procedimento avviato contro Apple per inottemperanza e pende sulla società della Mela la diffida preliminare ad inibitoria di Altroconsumo, la Commissaria Reding fa sapere che anche a lei il vizietto di Apple sulla garanzia non piace proprio, di più in questa agenzia:

(ANSA) – BRUXELLES, 1 OTT – Bruxelles sollecita i governi europei a vigilare affinche’ Apple rispetti l’obbligo Ue di offrire una garanzia di due anni sui suoi prodotti e la smetta di fuorviare i clienti offrendo il secondo anno a pagamento. La vicepresidente e responsabile per la Giustizia, Viviane Reding, ha inviato ai 27 ministri responsabili della protezione consumatori una lettera denunciando che in 11 paesi, tra cui l’ Italia, la Apple ha fatto ricorso a ”inaccettabili pratiche di marketing” e chiedendo di segnalare i possibili abusi. Punto di partenza della lettera, la multa da 900.000 euro inflitta dall’ Antitrust italiano nel dicembre scorso (e confermata a maggio) alla Apple che offriva l’estensione della garanzia tacendo il fatto che per le norme europee la copertura e’ obbligatoria per due anni. ”Da questo caso – osserva Reding nella lettera ai ministri – appare che i rivenditori, per far sembrare piu’ attraenti le garanzie offerte, evitano di fornire ai consumatori chiare, vere e compelete informazioni sulla garanzia legale di cui beneficerebbero senza spese in base alla legge europea”.

Reding chiede che le vengano segnalati casi analoghi ”per far si’ che i consumatori abbiamo fiducia che i loro diritti sono garantiti allo stesso modo in tutta la Ue” ed annuncia che a breve il primo rapporto sulla messa in atto della Direttiva sulle pratiche commerciali sleali. (ANSA).

Bene bene … nei link di seguito maggiori info sulle puntate precedenti:

Quel vizietto di Apple sulla garanzia duro a morire: l’Antitrust insiste e fa bene!

Sconfitta anche al TAR ora Apple si tolga definitivamente quel vizietto sulla garanzia

Garanzia legale di conformità: Altroconsumo vs Apple: 1 – 0

Altroconsumo, il BEUC e mezza Europa contro il vizietto di Apple sulla garanzia di conformità biennale

Quel vizietto di Apple sulla garanzia di conformità biennale: L’Antitrust ci da ragione !

Quel vizietto di Apple sulla garanzia di conformità biennale

 

La licenza d’uso non è una vendita: iTunes ingannevole

settembre 13, 2012 alle 3:28 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 2 commenti
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Qui potete leggere il ricorso di Altroconsumo all’Antitrust per pratica commerciale scorretta contro iTunes.

Apple pubblicizza la vendita dei suoi contenuti, invitando i consumatori ad acquistarli, senza però dirla tutta fino in fondo. In realtà, infatti, quando si decide di acquistare musica o, più in generale, contenuti su iTunes, Apple fornisce una licenza d’uso. Questo significa ad esempio che i contenuti non potranno mai essere lasciati in eredità e che è possibile farne solo un uso personale e su un numero limitato di apparecchi. Insomma Apple non ci vende nulla ma ci concede alcuni utilizzi sui contenuti e ne limita altri, per sapere cosa ci può fare il consumatore deve leggere le condizioni generali, che possono peraltro variare.

È ingannevole parlare di vendita
Proprio in un un passaggio delle condizioni generali, si legge anche che la musica si può masterizzare e che il cd si può poi usare come se si trattasse di un cd acquistato da un rivenditore (quindi anche rivendendolo e regalandolo). Questo, però, è vero solo in teoria: successivamente, infatti, viene precisato che il cd può essere utilizzato solo come backup. Abbiamo perciò segnalato la pubblicità e la comunicazione di Apple come ingannevole, perché paragona quanto acquistato a un cd o un dvd, mentre in realtà questo non è vero. È ingannevole parlare di vendita e di acquisto per un’operazione che, a tutti gli effetti, assume piuttosto i connotati di un noleggio

Ulteriori info in questo articolo di Alessandro Longo: Altroconsumo denuncia iTunes “Inganna, la musica è solo noleggiata”

Quel vizietto di Apple sulla garanzia duro a morire: l’Antitrust insiste e fa bene!

luglio 1, 2012 alle 11:48 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 3 commenti
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Nonostante la sanzione Antitrust sia stata confermata dal TAR Apple a quanto pare non riesce proprio a togliersi quel vizietto sulla garanzia legale di conformità e continua a non rispettare il Codice del Consumo.

Adkronos ha diramato ieri questa notizia, ripresa poi da varie testate:

Roma – (Adnkronos) – L’Authority vuole imporre alla società di Cupertino il rispetto delle norme sulla garanzia biennale previste dal Codice del consumo. Nelle scorse settimane, a quanto apprende l’Adnkronos, l’Antitrust ha avviato un procedimento per inottemperanza, dopo che il Tar ha respinto il ricorso dell’azienda contro le multe per pratiche commerciali scorrette. L’impero fondato da Jobs rischia una sanzione fino a 300mila euro continua a leggere qui

Altroconsumo, dopo il rigetto da parte del TAR della sospensiva richiesta da Apple e prima ancora della vittoria definitiva nel merito sancita dal Giudice Amministrativo, aveva inviato un nuovo ricorso ad AGCM per l’inottemperanza e la reiterata pratica commerciale scorretta di Apple,  se dunque quanto riporta l’agenzia di stampa corrisponde al vero non rimane che felicitarci con AGCM per questo secondo più che opportuno intervento.

Per la precisione, in caso di inottemperanza ad un precedente provvedimento Antitrust in materia di pratiche commerciali scorrette l’art 27 comma 12 del Codice del Consumo recita come segue:

12. In caso di inottemperanza ai provvedimenti d’urgenza e a quelli inibitori o di rimozione degli effetti di cui ai commi 3, 8 e 10 ed in caso di mancato rispetto degli impegni assunti ai sensi del comma 7, l’Autorita’ applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 150.000 euro. Nei casi di reiterata inottemperanza l’Autorita’ puo’ disporre la sospensione dell’attivita’ d’impresa per un periodo non superiore a trenta giorni

Garanzia legale di conformità: Altroconsumo vs Apple: 1 – 0

marzo 23, 2012 alle 1:18 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO | 1 commento
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Faccio seguito al precedente post su questa battaglia  per aggiornarvi sul fatto che il TAR Lazio ha accolto ieri le richieste dell’Antitrust e di Altroconsumo, rigettando invece quelle avanzate da Apple Italia e Apple Retail Italia che chiedevano la sospensione del provvedimento Antitrust. E’ stata quindi confermata la sanzione ad Apple di 900.000 Euro complessivi comminata a dicembre dello scorso anno dall’Antitrust per pratiche commerciali scorrette legate alla garanzia.

Per quanto concerne invece la terza società del gruppo Apple con sede in Irlanda, Apple Sales International, anch’essa sanzionata dall’Antitrust, il TAR ha accolto la richiesta di sospensiva limitatamente alla modifica della confezione della garanzia Apple Care, decisa dall’Antitrust.

La prossima udienza sul merito davanti al TAR Lazio si terrà il 9 maggio. Qui le tre Ordinanze di ieri:

Apple Italia

Apple Retail Italia

Apple Sales International

Una sintesi in termini calcistici della vicenda potrebbe essere quindi, per il momento: Altroconsumo vs Apple 1 – 0 (se volete essere più precisi accetto anche un 2 -1), in termini sostanziali però per me è più di un 2 – 0. Sono anche consapevole certo che la battaglia è ancora solo ai suoi inizi, ma merita di essere comunque combattuta fino in fondo perchè sia finalmente rispettato un diritto primario del consumatore come quello alla garanzia biennale di conformità.

Pende ancora la diffida preliminare ad inibitoria di Altroconsumo nei confronti di Apple, insistiamo, confortati dalle decisioni del TAR, perchè la società della Mela modifichi al più presto i propri comportamenti illegittimi.

Altroconsumo, il BEUC e mezza Europa contro il vizietto di Apple sulla garanzia di conformità biennale

marzo 19, 2012 alle 11:04 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO | 6 commenti
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  Della questione ho già parlato qui nel blog. Ora, visto che Apple, nonostante la sanzione da parte dell’Antitrust, non pare avere alcuna intenzione a modificare il proprio comportamento scorretto e lesivo dei diritti dei consumatori alla garanzia di conformità biennale, Altroconsumo le ha inviato oggi una diffida preliminare ad inibitoria e così, allo stesso modo, anche 11 associazioni di tutta Europa, maggiori info qui sul sito di Altroconsumo:

La garanzia del venditore dura 24 mesi dalla data di acquisto del prodotto; Apple non esplicita nei punti vendita o nel sito in modo evidente l’applicazione della garanzia legale di conformità e propone invece il pacchetto Applecare protection plan, venduto come attivabile dopo un anno dall’acquisto del prodotto.

Le associazioni di consumatori in tutta Europa oggi inviano una diffida alla società affinché sospenda immeditamente il comportamento e si adegui alla norma europea.

 In Italia l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato il 21 dicembre 2011 ha sanzionato la Apple per pratica commerciale scorretta, comminando una multa di 900mila euro per non rispetto dell’art.130 del Codice del Consumo. Apple ha fatto ricorso contro il provvedimento ma nel frattempo ha proseguito nel non informare in modo esplicito i consumatori della copertura di due anni, norma valida in tutta Europa.

Altroconsumo ha raccolto in un dossier e in un video il comportamento scorretto dei venditori, visibile su http://www.altroconsumo.it/applegaranzia, chiamando a raccolta le associazioni dall’Olanda al Portogallo, dalla Spagna al Lussemburgo, dal Belgio alla Germania, grazie al BEUC, Bureau européen des association des consommateurs.

Commenta Paolo Martinello, presidente del BEUC e di Altroconsumo: “I leader di mercato sono credibili quando rispettano le norme e le leggi di tutela del consumatore, come la garanzia legale del prodotto. Apple non può sottrarsi alla norma europea presente nei diversi stati, ignorare le regole del gioco è miope e offusca la reputazione di un marchio”.

Spot tv iPhone4 / AirPlay – A noi pare ingannevole e a voi ?

settembre 9, 2011 alle 5:27 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO | 3 commenti
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Secondo l’articolo 22 del Codice del Consumo: E’ considerata ingannevole una pratica commerciale che nella fattispecie concreta, tenuto conto di tutte le caratteristiche e circostanze del caso, nonche’ dei limiti del mezzo di comunicazione impiegato, omette informazioni rilevanti di cui il consumatore medio ha bisogno in tale contesto per prendere una decisione consapevole di natura commerciale e induce o e’ idonea ad indurre in tal modo il consumatore medio ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso.

E’ su questa base giuridica che Altroconsumo ritiene lo spot che vedete qui sopra della Apple ingannevole.

Come si legge nel ricorso inviato dall’associazione all’Antitrust appare infatti evidente che l’omissione consistente nella mancata esplicitazione della sussitenza di una limitazione essenziale (ovvero il fatto di non poter utilizzare la funzione AirPlay – ampiamente utilizzata nello spot per pubblicizzare l’acquisto dell’iPhone4 – su tv o stereo non Apple) è idonea a falsare il comportamento economico del consumatore inducendolo a prendere una decisione che non avrebbe altrimenti preso.

Apple, Google, gli editori, la concorrenza, il digitale e i consumatori …

gennaio 21, 2011 alle 9:58 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 2 commenti
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In questi anni di manovalanza nell’interesse dei consumatori una delle cose che ho imparato circa le questioni antitrust è – parafrasando un motto mooolto politically uncorrect – che risulta sempre molto, e forse troppo, facile fare gli amanti della concorrenza con il … “mercato” degli altri !

C’è allora che la stretta in prospettiva inevitabile dei finanziamenti pubblici all’editoria, l’inesorabile passaggio degli investimenti pubblicitari dal cartaceo al mondo online, così come la vendita stessa dei prodotti editoriali che dovrà necessariamente guardare sempre più a Internet e al digitale hanno fatto sì che gli editori tradizionali si siano riscoperti recentemente molto amanti delle regole della concorrenza, bene dunque un evoluzione utile e necessaria !

Le azioni di FIEG vs Google davanti all’Antitrust italiano e quella, di cui scrive ora Stefano, degli editori belgi vs Apple davanti all’Antitrust belga possono essere accomunate da questo trend e vedersi dunque entrambe sotto questa prospettiva.

Vi è tuttavia un’altra regola per me dirimente quando prendo in considerazione le questioni di concorrenza: valutare dove stia l’interesse dei consumatori finali. D’altra parte non è solo una mia deformazione professionale se è vero che, a partire da quando Mario Monti era Commissario alla Concorrenza, il trend di cercare di rendere sempre più vicine e comunicanti competition e consumers protection policy è stata una linea battuta con continuità in Europa ma anche in Italia. Ecco allora che, su questa base, giudico in maniera molto differente le azioni degli editori contro Google e Apple, nel secondo caso infatti l’interesse dell’utente e quello degli editori mi sembrano assolutamente coincidere, ci vedo una lesione della concorrenza e della net neutrality con detrimento per l’utente finale in termini di discriminazione sul prezzo e minore possibilità di scelta, Apple con iPad è dominante sul mercato dei tablet e sta abusando del suo dominio su un mercato a valle. Nel caso FIEG vs Google francamente non vedo invece questa comunanza di interessi tra editori e consumatori.

Per inciso, sulla conclusione dell’istruttoria su Google, avviata a seguito della segnalazione della FIEG, con la quale l’Antitrust ha accettato e reso obbligatori gli impegni presentati da Big G è stato già detto e scritto molto anche nei blog di chi segue queste materie … arrivando da buon ultimo non sto di nuovo a descrivere per esteso il provvedimento, per chi volesse farsi un’idea neutra gli impegni si trovano qui e il comunicato stampa dell’Autorità li descrive in sintesi adeguatamente, l’invito per chi avesse un pò più di tempo a disposizione è quello di leggersi comunque tutto il provvedimento, mi sembra utile ed istruttivo.

Io l’ho fatto e vi anticipo che il paragrafo cruciale, e che assolutamente, condivido è IMHO il 107:  

107. Inoltre, ai fini della valutazione dell’idoneità degli impegni a rimuovere le preoccupazioni concorrenziali delineate nel provvedimento di avvio dell’istruttoria, non risulta pertinente l’osservazione degli intervenienti concernente il presunto sfruttamento da parte di Google dei contenuti editoriali di terzi attraverso il proprio motore di ricerca generale Google Web Search, senza il riconoscimento di un “equo compenso” agli editori nella forma di una compartecipazione ai ricavi pubblicitari derivanti dalle inserzioni su Google Web Search. Tale osservazione, infatti, si riferisce ad una condotta di Google diversa da quella che costituisce l’oggetto del presente procedimento. Quanto al fenomeno del deep linking, si rileva che, come evidenziato da Google, fornire collegamenti diretti a specifici contenuti online costituisce un’essenziale modalità di funzionamento dei motori di ricerca e dei servizi di aggregazione di news, in quanto garantisce agli utenti l’accesso diretto alle notizie di loro interesse individuate attraverso i suddetti servizi.

Certo è giusto ed opportuno che un soggetto come Google, ampiamente dominante in alcuni mercati, sia sottoposto a un controllo e ad una verifica minuziosa da parte dell’Antitrust dei suoi comportamenti, sarà sempre e più così nel futuro e ha fatto bene dunque Big G a collaborare prendendo i suddetti impegni, quelli circa Google News non mi sembrano particolarmente rilevanti o innovativi e d’altra parte ci vedevo veramente poco rispetto a possibili lesioni, mentre quelli relativi ad AdSense che introducono maggiore trasparenza sono assoltamente doverosi nei confronti degli Editori.

Resta invece che il c.d. “equo compenso” al quale puntavano e puntano gli editori rimane assolutamente esogeno rispetto all’applicazione delle regole della concorrenza. Due cose, a mio avviso, dovrebbero tenere a mente gli editori in questa loro apprezzabile conversione, in età matura, che li porta ad essere diventati amanti della concorrenza: se cercheranno nel mondo digitale nuove forme e nuovi modi per ottenere quelle posizioni di rendita che stanno perdendo nel mercato pre-digitale avranno i consumatori contro e, soprattutto, come scrivevo più ampiamente qui Online non è proteggendo che si compete ma gareggiando nel trasferire valore agli utenti

PS: circa il contentino della segnalazione al Parlamento ottenuta dagli editori presso l’Antitrust a margine del procedimento FIEG vs Google, mi limito a dire per ora solo una cosa: è vero che si deve ragionare sull’adeguamento del diritto d’autore per quanto concerne il mondo Internet, occorre infatti che siano riconosciute più ampiamente le libere utilizzazioni e i diritti degli utenti… ma ci torneremo su

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