Purtroppo non è solo Bunga Bunga …

gennaio 27, 2011 alle 7:52 pm | Pubblicato su - Rai/Sky Tivù Sat, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 1 commento
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In pratica da una parte il governo rallenta l’avvio della gara sulle nuove frequenze DTT e prende così tempo perchè dall’altra Mediaset ha presentato ricorso al Tribunale UE contro la Commissione europea che ha deciso di ammettere Sky nel DTT … maggiori info nel comunicato di Altroconsumo:
Altroconsumo ribadisce alla Commissione Europea: l’ingessatura del sistema-paese passa anche attraverso il duopolio tv
 
Altroconsumo ha ribadito formalmente alla Commissione europea il parere positivo sul fatto che Sky possa trasmettere in chiaro contenuti televisivi sul digitale terrestre, attraverso l’assegnazione di frequenze DTT. Ogni iniziativa diretta ad ampliare agli utenti l’offerta di contenuti televisivi in chiaro deve essere sostenuta e stimolata. Ancora oggi, come già denunciato da Altroconsumo nel 2006 alla Commissione Europea, si ripropone nel passaggio al digitale il duopolio che in Italia ha caratterizzato la diffusione di contenuti televisivi, Mediaset e RAI, assetto anticoncorrenziale su cui pende una procedura d’infrazione CE nei confronti del Governo italiano.
RTI è ricorsa al Tribunale dell’Unione europea, chiedendo l’annullamento della decisione della Commissione europea che permette a Sky di entrare nel digitale terrestre. Ma l’ingessatura del mercato delle frequenze tv continua anche nei palazzi della Capitale. Il Governo, tramite il ministro Romani, chiedendo un ulteriore parare al Consiglio di Stato, sta rallentando l’avvio della gara per l’assegnazione delle nuove frequenze del DTT, gara che vedrebbe partecipare anche Sky.
Diversi attori isituzionali in gioco, come l’AGCOM, a cui è stato chiesto il parere dal Consiglio di Stato, hanno dato risposte positive all’ingresso di Sky in quanto nuovo concorrente nell’offerta in chiaro. Che a decidere le sorti del mercato tv in Italia, dopo che anche l’Europa si è detta favorevole all’ingresso di nuovi soggetti televisivi, sia l’unica azienda privata interessata a mantenere il proprio status di monopolista insieme alla tv di Stato è indice di sistema malato dove sono saltate tutte le regole del gioco.

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  1. […] Paolo ! della cosa mi ero già occupato in questo post, leggete tutto l’articolo su L’Espresso, ne vale la […]


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