Online non è proteggendo che si compete ma gareggiando nel trasferire valore agli utenti

dicembre 10, 2009 alle 1:16 am | Pubblicato su - Quello strano retrogusto, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE, TELECOMUNICAZIONI | 2 commenti
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Il dibattito tra Google ed editori su un futuro economicamente sostenibile dell’informazione online va avanti, trovo le questioni toccate e i vari argomenti di grande interesse, in fondo si sta discutendo di come ci sarà dato/concesso di “vedere” il mondo nel prossimo futuro.

Ora, qualche giorno fa commentando un articolo di Mucchetti proprio su Google avevo scritto nel titolo stesso del post che non è proteggendo che si compete ma gareggiando nel trasferire valore agli utenti, mi sembra che più o meno sulla stessa linea, ovviamente dicendolo molto meglio di me, si muova  De Biase: quello che si dimentica è proprio il punto di vista del cittadino/lettore.

Una conferma di ciò, viene purtroppo dalla lettura di un recente articolo sul Sole di De Benedetti IMHO giustamente bastonato da Mantellini che, tra l’altro, ricorda come l’editore in una sua precedente uscita chiedeva, in estrema sintesi, una sorta di levy (una tassa) sull’adsl in favore dei giornali, mentre ora, concentrandosi su Google, finisce per chiedere una cosa mutatis mutandis molto simile, ovvero la condivisione con i giornali di una minima quota dei profitti giganteschi di big G a titolo di diritti di proprietà intellettuale.

Quello che c’è di male, sempre a mio avviso, in tale visione è la staticità oltre che il protezionismo e la mancanza di prospettiva nella creazione di valore.

Come dicevo nel precedente post la prospettiva del vecchio offline contro uno solo online è una di quelle rispetto alle quali francamente non vorrei essere mai chiamato a scegliere … certo che se questa sarà la linea degli editori penso proprio che ci troveremo di fronte a tale dilemma. Sperimentazioni interessanti come quella di Living Stories (vedi anche video sopra) sono quelle che invece ci fanno ancora sperare.

Non posso che chiudere però – anche perchè non lo avevo ancora citato ! – riprendendo un geniale post di Stefano intitolato Confusione di ruoli che a sua volta cita Salgari:

« A voi [editori] che vi siete arricchiti con la mia pelle, mantenendo me e la mia famiglia in una continua semi-miseria od anche di più, chiedo solo che per compenso dei guadagni che vi ho dati pensiate ai miei funerali. Vi saluto spezzando la penna. »

E buona notte !

2 commenti »

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  1. […] Angela Merkel, sogno o son desto?, Tassa sul web Avevo appena finito ieri sera di scrivere questo post in materia e, lo ammetto, ho dormito poco, solo tre ore e mezzo, potrei quindi avere le traveggole, leggere […]

  2. […] Resta invece che il c.d. “equo compenso” al quale puntavano e puntano gli editori rimane assolutamente esogeno rispetto all’applicazione delle regole della concorrenza. Due cose, a mio avviso, dovrebbero tenere a mente gli editori in questa loro apprezzabile conversione, in età matura, che li porta ad essere diventati amanti della concorrenza: se cercheranno nel mondo digitale nuove forme e nuovi modi per ottenere quelle posizioni di rendita che stanno perdendo nel mercato pre-digitale avranno i consumatori contro e, soprattutto, come scrivevo più ampiamente qui Online non è proteggendo che si compete ma gareggiando nel trasferire valore agli utenti […]


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