Per uno sviluppo adeguato dell’industria digitale dei contenuti oltre l’alibi della pirateria

marzo 22, 2013 alle 7:34 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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pirati digitaliIl Joint Research Centre della Commissione europea ha pubblicato uno studio che esamina l’impatto della pirateria sulle vendite legali di musica digitale concludendo che la pirateria digitale non dovrebbe essere più considerata come una seria preoccupazione per i right owners. La relazione respinge infatti nettamente l’assunto ormai consolidato e promosso dall’industria musicale secondo il quale ciò che viene consumato illegalmente sarebbe stato acquistato sul mercato legale se i canali “illegali” non fossero stati disponibili. Secondo il Joint Research Centre uno degli effetti del consumo di musica “illegale” potrebbe al contrario anche essere addirittura quello di stimolare il consumo legale di musica.
In realtà non si tratta del primo studio in questo settore ad arrivare a tali conclusioni ma è in effetti la prima volta che sia un’Agenzia dell’Unione europea ad argomentare che la pirateria digitale non è necessariamente un male per l’industria musicale.

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Per un vero mercato unico digitale europeo occorre riconoscere e garantire i diritti dei consumatori

dicembre 17, 2012 alle 5:00 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | Lascia un commento
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europa digitale

Con questo piccolo contributo faccio i miei migliori auguri ad Agorà Digitale, associazione che stimo, di ripartire alla grande, a Luca, Marco, Ernesto e a tutto il team un grosso in bocca al lupo! 

L’acquisto online di contenuti digitali è una fonte di opportunità sia per le imprese che per i consumatori nonchè un elemento importante di quello che dovrebbe essere il mercato unico digitale europeo.

Tuttavia sussistono ancora molti problemi  da superare, secondo un’indagine condotta lo scorso anno per la Commissione europea il rischio che i consumatori subiscano danni in relazione all’acquisto di contenuti digitali è attualmente molto, troppo elevato.

Si stima che tali danni possano ammontare addirittura a circa 64 miliardi l’anno nella UE. Un valore immenso legato in misura significativa al fatto che la legislazione europea in materia di tutela dei consumatori non è sempre applicabile a queste tipologie di acquisto e che la legislazione nazionale non è stata adattata a tale tipo di prodotti e servizi. Ciò comporta incertezza del diritto, carenza di fiducia dei consumatori e una inaccettabile frammentazione del mercato interno proprio in un settore che non dovrebbe conoscere barriere di sorta.

L’incertezza del diritto e l’assenza di norme europee si fanno sentire in particolare per quanto riguarda tutte le questioni che circondano i diritti dei consumatori con riguardo ai prodotti digitali difettosi: sussiste, ad esempio, per il consumatore il diritto ad una sostituzione o ad un rimborso? In teoria sì, in pratica risulta molto difficile ottenerli. Prosegui qui a leggere sul nuovo sito di Agorà Digitale 

Piattaforma unica di pagamento da mobile con credito telefonico

maggio 10, 2011 alle 10:44 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 5 commenti
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Leggo, ripresa da repubblica.it e corriere.it, la notizia relativa al lancio imminente, entro giugno, da parte di Tim, Vodafone, Wind, 3, Fastweb, Postemobile di una piattaforma congiunta di pagamento via mobile:

CONTENUTI DIGITALI: TIM, VODAFONE, WIND, 3 ITALIA, POSTEMOBILE E FASTWEB LANCIANO UNA PIATTAFORMA UNICA DI PAGAMENTO DISPONIBILE PER I CLIENTI DI TUTTI GLI OPERATORI
 
PRIMA INIZIATIVA DI SISTEMA PER IL PAGAMENTO TRAMITE CREDITO TELEFONICO
 
Milano, 9 maggio 2011 – TIM, Vodafone, Wind, 3 Italia, PosteMobile e Fastweb lanciano una piattaforma unica condivisa, disponibile per i clienti di tutti gli operatori, per pagare contenuti e servizi digitali con un semplice click utilizzando il credito  telefonico.
 
Con questa iniziativa, gli operatori di telecomunicazioni confermano il proprio impegno ad investire in innovazione e mettono a disposizione dei produttori di contenuti  e servizi digitali e dei propri clienti, un servizio semplice, veloce e sicuro per l’acquisto su qualsiasi device (cellulare, smartphone, tablet e PC). Uno standard unico, che trasforma il numero di cellulare nella chiave di autenticazione dei clienti e che rende il telefonino lo strumento di pagamento di  contenuti e servizi digitali online. Il lancio di tale iniziativa, a livello di sistema, apre la strada all’m-commerce di massa. Un sistema sicuro e aperto e che si basa su uno strumento straordinariamente diffuso.
 
L’acquisto avviene in maniera immediata e sicura con un semplice click, in caso di accesso dal proprio telefonino o, nel caso di accesso da altri dispositivi (PC e tablet), tramite l’inserimento del proprio numero di cellulare e di una password. Gli acquisti sono garantiti dai più avanzati standard di sicurezza che gestiscono i dati in modo criptato.  Un sistema sicuro e di utilizzo immediato che ha l’ambizione di accompagnare il mercato dei servizi digitali in questa fase di transizione verso nuove modalità di accesso ai contenuti a pagamento. Transizione che sarà facilitata dalla semplicità delle interfacce sviluppate dai partner tecnologici Engineering e Reply.

Bene, potrebbe essere una svolta, mi sembra una notizia molto interessante, mancano allo stato molti dettagli ma ne sapremo probabilmente di più entro breve visto che il lancio operativo pare imminente. Alcune primissime considerazioni sulla base di quanto è dato sapere:

– Spero che il tutto sia fatto strabene e non lasci spazi a inghippi di sorta, dispiacerebbe che andasse sprecata l’occasione di innovazione con comportamenti aggressivi o negligenti, voglio dire sappiamo tutti cosa è successo con loghi e suonerie no ? Qui lo strumento è molto più potente, l’attenzione ai delicati aspetti di tipo consumerista sarà dunque importante anche in chiave di possibili limiti allo sviluppo del business, se non presi seriamente in considerazione dall’inizio, potrebbero ingenerare sfiducia nel nuovo sistema di pagamento.

– C’è poi da vedere quanto tratterranno in percentuale le telco sulle transazioni, è auspicabile ovviamente che vadano al di sotto del 30% che si prende Apple e similia, certo questo sistema condiviso avrebbe il grande pregio rispetto ad altri esistenti – se ho capito bene – di non indurre verticalizzazioni di sorta, anche e soprattutto per questo lo vedo bene in chiave di salvaguardia della neutralità della Rete.  

– Inoltre c’è l’aspetto concorrenza, la piattaforma unica è un plus da una parte, ma commissioni uguali per tutti potrebbero interessare l’Antitrust, le banche hanno accettato e subiranno questa cosa passivamente ?

– Infine, non vedo un grosso problema per il c.d. free Internet, se la piattaforma sarà ideata e gestita nel rispetto del consumatore a quest’ultimo starà la scelta se pagare o meno per un contenuto/servizio etc etc Insomma la competizione di modelli di business a pagamento con altri basati sui dati e sulla pubblicità non mi sembra negativa, anzi … sempre che il tutto sia trasparente e non ingannevole.

E voi cosa ne pensate ?

ll Paese dei pirati e i Tera Consulenti lobbisti … ma vogliamo affrontare finalmente con serietà un problema di mercato ?

gennaio 26, 2011 alle 11:50 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 3 commenti
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Prendo a prestito un post di Stefano Quintarelli a commento dei dati relativi ai supposti danni provocati all’industria culturale dalla cd. pirateria riportati oggi da un articolo apparso su repubblica.it:

Serious fact checking: il paese dei pirati (aka, a volte ritornano)

Il Bel Paese dei pirati siamo un popolo di hacker – Repubblica.it.

Per il 2011 si prevedono 19 miliardi di perdite per le industrie per le industrie creative europee e che a causa della pirateria andranno in fumo 250 mila posti di lavoro.

l’anno scorso dicevano 10 miliardi in europa e 1,4 in italia
quest’anno dicono 19 miliardi in europa e 1,4 in italia

dato che non risulta che il mercato europeo sia cresciuto del 100%, ne consegue che in Italia, rispetto all’europa, siamo un paese di virtuosi. (a fronte di raddoppio in europa, da noi e’ costante)

(BTW, 1,4 miliardi sono a 10 volte il mercato discografico italiano)

esagerare dando numeri alla cavolo non aiuta ad affrontare l’argomento in modo serio

Forse una chiave di lettura è nel nome della società di consulenza fonte di questi dati: Tera Consultants, ova Tera, come ci dice Wikipedia, è un prefisso che sta per:

Tera è un prefisso SI che esprime il fattore 1012, ovvero 10004, ovvero 1 000 000 000 000, ovvero mille miliardi.

Tera Consultants peraltro è una società di consulenza che si occupa legittimamente – e ci mancherebbe altro – di lobbying in favore degli interessi dei suoi clienti. A questo link sono leggibili, invece – grazie a Paolo Brini per la segnalazione – una serie di studi indipendenti (non commissionati dalle major nè da associazioni anti-anti-pirateria) che smentiscono i dati BASCAP/Tera e mostrano che i condivisori (i “pirati”) sarebbero di gran lunga i migliori clienti e che la “pirateria” priva di scopo di lucro è benefica economicamente per gli artisti e per il mercato.

….detto questo passiamo alle cose serie, vogliamo provare ad affrontare veramente un problema ormai annoso che affligge alcune aziende così come i consumatori ed è essenzialmente determinato dal passaggio da un mercato “materiale” a un mercato immateriale? Se la risposta è sì, allora si pone inevitabilmente l’esigenza di modificare i business model finora utilizzati dai produttori/distributori di opere dell’ingegno e, conseguentemente, la necessità di studiare modi alternativi di gestione dei diritti di proprietà intellettuale

Anche di questo, spero, si parlerà domani in un convegno a Milano al Palazzo Affari e Giureconsulti dalle 14,30 alle 17,30 

A me è stato chiesto di sviluppare un intervento su questo tema: AGCOM e diritto d’autore in Rete: quale bilanciamento tra la promozione dell’offerta legale di contenuti digitali e la predisposizione di misure di enforcement? … mumble mumble … sapete come la penso, sto comunque mettendo insieme le idee, se avete spunti o stimoli fatemi sapere nei commenti al post e, se domani siete nei paraggi, fate un salto al convegno 😉

Intanto uno stimolo interessante, oltre a quello che ho già citato di Stefano Quintarelli che, peraltro, sarà tra i relatori, mi sembra quello di Valentino Spataro che riprende così un passaggio  del Messaggio di Benedetto XVI Verità, annuncio e autenticità di vita nell’era digitale:

Ho letto finalmente una definizione, complessa, che pero’ chiarisce cosa e’ protetto da copyright e cosa e’ comunicazione, in un momento in cui l’Agcom si erge a difensore di ogni diritto d’autore su internet.

“Nel mondo digitale, trasmettere informazioni significa sempre più spesso immetterle in una rete sociale, dove la conoscenza viene condivisa nell’ambito di scambi personali.

“La chiara distinzione tra il produttore e il consumatore dell’informazione viene relativizzata e la comunicazione vorrebbe essere non solo uno scambio di dati, ma sempre più anche condivisione.

“Questa dinamica ha contribuito ad una rinnovata valutazione del comunicare, considerato anzitutto come dialogo, scambio, solidarietà e creazione di relazioni positive.”

Attenzione: l’opera protetta dal diritto d’autore non solo “diventa” conoscenza e quindi comunicazione, ma dialogo, scambio e solidarieta’. Persino creazione di relazioni.

Quali sono i problemi e le barriere che incontra il consumatore nella fruizione dei contenuti digitali ? your help needed !

novembre 3, 2010 alle 9:37 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 3 commenti
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Domani parteciperò ad un workshop per portare l’esperienza dei consumatori italiani circa i problemi e le barriere che ancora purtroppo incontrano nella fruizione di contenuti digitali. I risultati di questa indagine serviranno poi alla Commissione europea per introdurre strumenti correttivi per via legislativa e/o in altro modo.

Ora, occupandomi del tema da qualche anno, ovviamente ho idee ben precise e consolidate circa i problemi esistenti in questo settore di mercato ma mi piacerebbe raccogliere le vostre esperienze concrete quali consumatori digitali, vediamo se il blog può servire anche a questo, a voi la parola, Grazie !

Sbloccare il potenziale dell’industria creativa e culturale grazie al digitale – ok ! ma rispettando i diritti dei consumatori

agosto 20, 2010 alle 12:22 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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Allego qui la risposta del BEUC al Libro Verde  ’Unlocking the Potential of the Cultural and Creative Industries” con il quale la Comissione europea ha aperto una consultazione circa le azioni necessarie a favorire lo sfruttamento dei vantaggi posti dalla tecnologia digitale da parte dell’industria creativa e culturale.

IL BEUC, in sintesi, ritiene che lo sviluppo dell’economia digitale offra importanti opportunità al settore creativo per sperimentare e sviluppare nuovi modelli di business rispondenti alla crescente domanda di contenuti digitali da parte dei consumatori e auspica, di conseguenza, che l’Unione europea adotti un quadro normativo adeguato per fornire da una parte incentivi agli investimenti e, dall’altra, salvaguardie per gli interessi e i diritti dei consumatori.

Per ottenerte questo occorre:
• ristabilire un giusto equilibrio dei diritti, attualmente il concetto di diritti degli utenti è infatti compeltamente assente nella normativa europea sul copyright;
• lo sviluppo e la promozione di nuovi modelli di business innovativi e consumer-friendly;
• La promozione e l’agevolazione della disponibilità di contenuti online al di là delle barriere territoriali, stabilire insomma veramente le condizioni per un Digital Single Market.

Ma, soprattutto, occorre sgombrare il campo da presupposti fuorvianti e scorretti:

•La promozione della cultura e della creatività non deve essere vista come un diritto esclusivo dell’industria;
• L’enforcement dei diritti di proprietà intellettuale dovrebbe essere basata su prove credibili, indipendenti e su dati trasparenti ed obiettivi, con analisi peer-reviewed.

Liquidi Veloci Mobili … mica tanto (reloaded)

ottobre 16, 2009 alle 3:30 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE, TELECOMUNICAZIONI, TV | Lascia un commento
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liquidi veloci

 

Ritorno sul convegno del 6 ottobre Liquidi, veloci, mobili: contenuti digitali e risorse per la conoscenza del quale avevo pubblicato i miei appunti sparsi.

Ora potete vedere qui il video del mio intervento e qui trovate quelli di tutti gli altri relatori.

Nell’occasione Altroconsumo ha anche realizzato due interviste a Luca Barbareschi e Corrado Calabrò che trovate qui sotto, buona visione !

Liquidi Veloci Mobili … mica tanto

ottobre 6, 2009 alle 11:07 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE, TELECOMUNICAZIONI, TV | 3 commenti
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liquidi velociOggi non sono riuscito, come ieri a Pisa ,  a postare in diretta su FB quanto avveniva al convegno al Cinema Adriano a Roma dove si teneva l’evento Liquidi Veloci Mobili: Contenuti Digitali e Risorse della Conoscenza organizzato dalla Fondazione Luca Barbareschi, non c’era connessione Wifi e anche le chiavette non prendevano, ciononostante siamo stati allietati dalla visione di filmati in 3 D che hanno inframmezzato il corso del convegno. Di seguito i miei  appunti sparsi.

Liquidi, veloci, mobili … beh … a dare inizio ai lavori è il Ministro Bondi parla con orgoglio del reintegro dei fondi del FUS (Fondo Unico per lo spettacolo), 60 milioni. Bisogna non solo rivendicare ulteriori risorse ma fare anche quelle riforme lungamente attese nel Paese che danno la forza in più pre rivendicarle. Porterà al Consiglio dei Ministri nelle prossime settimane la riforma delle fondazioni lirico sinfoniche. Al Senato c’è intanto la riforma del Cinema, alla Camera la riforma dello spettacolo … – lo sapevo è fuori tema, non mi stupisce, d’altra parte il Governo non ha una vera politica su Internet, i contenuti digitali, la Rete …

…. Che cosa dobbiamo ancora vedere prima di capire che la tv dovrebbe essere capace di informare e formare il cittadino, questo deve fare – sembra avviato su una polemica tutta politica ma Barbareschi lo stoppa: ma non possiamo tirarci fuori, sulla governance della RAI c’è la responsabilità della poltica (apprezzabile)

Prende la parola Barbareschiil padrone di casa – vuole che da questo convegno vengano fuori proposte concrete, l’unica che non c’è sta mattina è la Rai, qual’è la visione della RAI sui contenuti digitali ? è strano che non siano qui, non possiamo pensare a un futuro dei contenuti multimediali senza capire che ruolo giocherà la Rai …

Barbareschi è appena tornato dagli Emirati Arabi … saranno gli aggregatori come Google, come Facebook a raccogliere la pubblicità  e allora se noi non ci muoviamo e facciamo una vera rivoluzione copernicana rischiamo grosso, voglio uscire da qui non con le chiacchiere ma con proposte concrete (e due), Dada è un esempio. Il governo ci deve dare leggi in modo che noi possiamo operare. Facebook pericolosissimo …

Flavia Barca – Fondazione Rosselli, proietta slides 5 fattori: informatizzazione e digital divide – domanda strutturalmente bassa – disponibilità a pagare ? – mercato pubblicitario ancora telecentrico – il prodotto italiano fa difficoltà a varcare i confini. Internet da minaccia a opportunità, come raggiungere l’utente finale ? Quale modello di business ? – molte domande, ma mi sembra, poche risposte

Paolo Ferrari ANICA, Il problema è la pirateria, per quanto riguarda la qualità non siamo secondi a nessuno – eccoci ci risiamo ! – Lamenta che il governo non ha fatto un granchè, il prezzo dei contenuti cala continuamente, le tv non riconocono più il valore ai contenuti, pagano poco e gli unici che riconoscono i nostri contenuti sono i pirati – mah ROTFL ! – lamenta di nuovo che il governo non ha fatto nulla sulla pirateria, interviene Barbareschi: però basta chiedere aiuti al governo ssenza pensare a nuovi modelli di business, continuaimao a difendere prodotti audiovisi che poi non rientrano negli investiumenti, non è il caso si pensare che i cinema stanno chiudendo ? continuaimao ad arroccarci su filere distributive obsolete .. – bravo !

Davide Rossi – UNIVIDEO scoprire l’amercia non basta a fare il rinascimento, tutti i rivoluzionari sono rivoluzionari finchè non entrano nella stanza dei bottoni – il riferimento penso sia a Google, avendolo sentito anche ieri a Pisa – non esiste quel popolo della Rete così compatto come si vuole descrivere, il popolo della Rete non esiste affatto, metà degli italiani ritiene che Internet non gli serve, ok all’ebanking ai servizi di e-health etc etc ma non a contenuti gratis, il nostro settore ha fatto evoluzioni dalla cassetta al dvd – sic !!!!! – adesso abbiamo il blu ray, tra l’altro anche un operatore online adesso può essere nostro socio ! La gente percepisce Internet come strumento low cost o no cost non c’è nulla da fare …

Barbareschi ribatte con la storia degli acquaioli e gli acquedotti, la creazione degli acquedotti mette fuori gioco gli acquaioli, non servono più – come dire, ora che ci sono le “autostrade digitali” bisognerebbe immettere lì contenuti – Davide Rossi ribatte con la floridità dell’industria delle acque minerali, finchè ci saranno bottigliette di Ferrarelle in giro, che ha tuttora un mercato e fa grande pubblicità, anche i dvd  …

Beretta – Eutelsat risponde a Rossi che aveva detto che bisogna preoccuparsi di quelle aziende che fanno molto fatturato con pochissimi dipendenti, lui allora deve preoccuparsi, fa un sacco di fatturato e non ha molti dipendenti: 610

Il satellite può essere un complemento di quella rete terrestre che può andare a svilupparsi

Giubitosi bisogna distinguere tra fisso e mobile, il mobile ok. L’unico progresso sulla banda larga è la convegnistica, non c’è un piano del governo!. Ritorna sugli acquaioli e acquedotti esprimendo posizione forti e rivolte al futuro.

Stella – Telecom Italia – occorre avvicinare la gente alle tecnologie, a Internet attraverso la tv, questo abbassa le barriere e fa avvicinare a Internet tutta quella popolazione che ora è lontana dalla Rete

Novari Tutti con Internet hanno parlato di rivoluzione, ma la vera rivoluzione è arrivata con il web 2.0 Il problema non è tanto il downlink ma down e up perchè oggi chi costruisce contenuti sono gli utilizzatori, si tratta di una nuova economia molto più “democratica” che trasferisce più valore agli utenti. Lui è nato lepre, provoca e poi scappa ! ecco le provocazioni:

1 chi pensa di bloccare il p2p attraverso meccanismi di blocco è un pazzo

2 dobbiamo affrontare il problema dell’ideologia della gratuità

3 Griffin: gli Internet provider come sostituti di imposta – idea della tassa sull’adsl

4 il problema grosso di questo Paese è disarmare le lobby

5 il problema di Internet è che non c’è un sistema di billing embedded per pagare su Internet ci sono modalità assurde, si potrebbe andare avanti ma la lobby delle banche s’è messa di mezzo

6 elimiare le finsetre

Lesina – AT &T – 3 screen strategy: tv – high speed internet – wireless. L’idea di tassare i consumatori no, i consumatori debbono pagare quello che vedono. L’operatore di tlc deve poter gestire la sua rete – e non a caso AT&T è stata tra i le più tenaci a favore lobby a Bruxelles per evitare regole rigide sulla net neutrality

Calabrò mai come oggi i contenuti sono elemento chiave nel sistema delle omunicazioni, content is king. La Rai è in posizione di stallo. Rischio di un ritorno di pubblici passivi nell’era del digitale e dell’interattività ! Quale tutela per il diritto d’autore online ? dilemma digitale: trovare giusto bilanciamento tra diffusione e tutela della proprietà intellettuale. Non si riesce a trovare strumenti tecnici. Cita discussione sul telecom Package e HADOPI, e che c’è un partito pirata al parlamento europeo, aggregatori Internet. Il potenziale dell’archivio Rai è immenso ..

Ultrabanda è stato precursore come Giovanni Battista, ora viene invocata anche da altri però bisogna metterci anche i soldi, non vuole passare il cerino al suo successore – mancano ancora oltre due anni – senza avere portato in porto la cosa, che poi finisce sulla croce come il successore di Giovanni Battista. Vuole una Rete di nuova generazione in fibra. Web 3.0 !!

Realtà reale e virtuale sono sempre più intersecate, l’Agcom guarda a questa evoluzione con grande attenzione e da una prospettiva privilegiata – c’è da chiedersi se si tratti di realtà virtuale 😉 -. L’immaginazione è più importante della conoscenza, nel lungo periodo è la cultura che definisce il futuro di un Paese.

Gina Neri sistema che sta andando in deriva a causa degli aggregtori Internet, un minimo di riflessione su dove vogliamo andare va fatto. Ci sono modelli di business che depredano. Ce l’ha con Google e cita anche il fatto che loro (Mediaset) hanno mosso una causa a Youtube

Pelliccioli distingue tra pirateria e modello di business. Il modello di business corrente ha distrutto la profittabilità delle case discografiche. Bisogna abbassare i prezzi. Non è distruzione di valore ma trasferimento di valore dal business ai consumatori, per l’azienda è una opportunità, va colta

Caterina Caselli dice di essetre timida … stanno pagando un prezzo esagerato all’affermazione della società dell’informazione, chiunque usufruisce di contenuti protetti deve pagare il giusto non troppo, non poco, il giusto. Hadopi, copia privata non è un diritto ma una concessione , Pirate Bay

Sparata incredibile sulla pirateria …

Pierluigi Celli  Per produrre le idee servono contesti liberi, se non nascono le idee non andiamo da nessuna parte. Bisogna puntare sulle idee sul pensiero e sulla creatività, al resto ci sarà qualcun altro che ci pensa, le tecnologie le reti etc etc noi ci poniamo questi problemi ma i nostri figli non lo faranno più

Ambrogetti rapporto tra tv e Internet

Cosa ho detto io ? ho parlato di disruptive technology. La tecnologia abilita e rende di fatto obsoleti una serie di modelli di business ma apre incredibili nuove opportunità. Questo grazie a Internet ma soprattutto al web 2.0 – ha ragione Novari – Attenzione, non è disinternediazione ma reintermediazione. Cosa può fare l’industria? difendere le proprie posizioni di rendita o aprirsi al futuro. Cosa può fare la politica? Accompagnare e stimolare l’industria verso il futuro o proteggerla nel business del passato. La chiusura iniziale può essere comprensibile, ma insistere ancora oggi diventa preoccupante. Certo se ci si apre al futuro non sono rose e fiori per tutti e quindi bisogna mettere in campo risorse per l’impatto sociale del cambiamento. Purtroppo invece continuiamo a menarcela sulla pirateria … Rispetto a quanto si è detto oggi quindi: Liquidi veloci, mobili, contenuti digitali … mica tanto !

Con Novari non sono invece d’accordo sull’equo compenso sulle adsl. Ho toccato altri punti nel poco tempo a disposizione, comunque Raffaele Barberio che ringrazio ha detto che metterà a disposizione i video di tutti gli interventi. Ho chiuso dicendo che stiamo mettendo a rischio anche un’altra cosa, il principio di effettività del diritto, questo promuovendo leggi che non corrispondono più al sentire di gran parte dei cittadini … Segnalo che Enzo Mazza alla fine mi ha dato due volte ragione, non so se è un titolo di merito 😉

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