L’ultimo volo del Calabrone ?

maggio 1, 2012 alle 9:39 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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Domani alle 11.30, in Senato (Palazzo della Minerva – Sala Capitolare) il Presidente dell’AGCOM, Corrado Calabrò, presenterà il bilancio di fine mandato.

Darei quindi ormai per scontato che il tanto discusso e discutibilissimo regolamento in materia di diritto d’autore non vedrà la luce sotto questo Consiglio, anche se, a dire il vero, c’è ancora chi teme una approvazione in extremis

“E verosimile pensare che sarei l’ultimo a saperlo – ironizza il commissario Agcom Nicola D’Angelo – viste le mie note posizioni contrarie al regolamento così come lo immagina l’Autorità, ma al momento l’approvazione del testo non risulta calendarizzato né giovedì 3 maggio, né lunedì 7 maggio, ultime due sedute prima dello scioglimento”.
Come spiega D’Angelo però “la possibilità che venga inserito all’ordine del giorno all’ultimo momento è più che verosimile, ma probabilmente avremo maggiori notizie a riguardo nel fine settimana”.

Luca Nicotra, segretario di Agorà Digitale, commenta con preoccupazione la notizia: “Mancano 2 riunioni all’Agcom il 3 e il 7 maggio e fino all’ultimo non sapremo se e quale sistema di censura verrà introdotto nel nome del diritto d’autore”.

Sarebbe veramente una pessima caduta di stile, stanti peraltro le grandi perplessità sulla legittimità del regolamento mosse non solo da noi soliti pirati ma anche dalla Commissione europea, se Calabrò si avventurasse ad approvarlo dopo aver celebrato con messa cantata la fine del suo settennato.

No, non penso proprio che si arriverà a tanto, c’è invece un’altra cosa, o forse due, che sarebbe legittimo attendersi da Calabrò nel discorso con il quale domani traccerà il quadro delle attività svolte dall’AGCOM nel corso del settennato 2005-2012 ripercorrendo i principali provvedimenti adottati dall’Autorità sotto la sua Presidenza (in questo sforzo di analisi – per inciso – a quanto pare coadiuvato dalla Fondazione Bordoni al costo di  10.427,67 più IVA – ma giusto per inciso! )

Da una parte, per quanto concerne il punto specifico del diritto d’autore, se fosse obiettivo e, pur lasciando una pesante eredità al prossimo Consiglio, volesse anche fornire una chiave di lettura e una possibile via d’uscita, dovrebbe a mio avviso consigliare al nuovo Presidente e ai nuovi Commissari di ascoltare le varie parti, i differenti stakeholders come si suol dire, ma alla fine di applicare la legge interpretandola nell’interesse generale del Paese. Non commetterebbero essi insomma in tal modo il suo stesso errore consistente nell’individuaree taluni interessi “particulari” – per dirla alla Guicciardi – come prevalenti, cosa alquanto iniqua considerato che questi non si sposano con l’interesse generale. E’ infatti di tutta evidenza come nel dibattito sul copyright in Rete le pretese della lobby dei right owners, benchè legittime, non solo non coincidono con l’interesse generale in quanto assecondarle significherebbe dover calpestare altri diritti pariordinati o meglio sovraordinati, come la libertà d’espressione, il giusto processo etc etc ma, nel medio termine si riveleranno anche controproducenti rispetto agli interessi stessi dei loro rappresentati.

L’altra cosa che parrebbe lecito attendersi da Calabrò nel suo discorso di domani è una riflessione sulle caratteristiche che dovrebbe avere chi gli succederà per governare al meglio le sfide che attendono l’Agcom nel prossimo futuro in tema di pluralismo, libertà d’espressione, sviluppo equo e sostenibile dell’economia digitale nel nostro Paese. Secondo Calabrò basterà essere un riconosciuto ed esperto giurista nonchè sapersi muovere a proprio agio tra le insidiose sponde della complessa macchina amministrativa dello Stato per poter aspirare a quella ambita posizione? O forse non sarà il caso di trovare invece qualcheduno che possa vantare anche una approfondita conoscenza tecnologica, dei mercati del digitale, delle evoluzioni in corso nella Rete e nelle reti di comunicazione elettronica, del significato e dell’importanza del principio di neutralità, del significato e dell’importanza di una tutela dei consumatori nel dominio digitale non più tanto o solo intesa nel senso statico di tutela del soggetto inesorabilmente debole ma, in una chiave più moderna e dinamica, che guardi al riconoscimento dei suoi diritti come leva di promozione di un mercato più efficiente, innovativo e sostenibile ?

Mah … vedremo se e quanto sarà alto domani l’ultimo volo di Calabrò, a lui onori e oneri, io non riuscirò ad essere a Roma in mattinata, chi c’è twitta please ?

Quanto mi ispira il Presidente Calabrò !

marzo 22, 2012 alle 4:09 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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Leggendo l’intervento del Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabrò ieri in audizione in Senato ho avuto due ispirazioni musicali. La prima la vedete nel video qui sopra Mistero di Enrico Ruggeri, mandate a palla il volume insieme a me dai:

Cosa ci prende, cosa si fa quando si ama davvero?
Mistero!

Quando si chiede, quanto si da?
Quando si ama davvero?
Mistero!

Ma che voleva dire ieri Calabrò? E’ tornato a parlare del regolamento sul diritto d’autore online fortemente avversato non solo da esponenti della società civile ma anche contestato per vari aspetti dalla Commissione europea.

Ma che vuole fare, lo vuole approvare davvero? Mistero !

In realtà l’Agcom non è stata in grado di contemperare finora nella sua proposta i diritti primari e costituzionalmente garantiti di cittadini e utenti della Rete con quelli dei detentori dei diritti d’autore, appiattendosi sulle posizioni oltranziste ed obsolete di questi ultimi. Pare quindi assurdo che, a poco più di un mese dal termine del loro mandato, il Presidente Calabrò e i Commissari AGCOM tornino ad insistere sull’approvazione del regolamento sul diritto d’autore.

Pare assurdo sì, ma che vuole fare lo vuole approvare davvero? Mistero !

Sarai sincera? Dimmelo, dimmelo.
Sarai sincero?
Mistero!
Quando si chiede, quando si dà?
Quando si ama davvero?
Mistero!
Mistero!

Così hanno commentato le associazioni aderenti a SITONONRAGGIUNGIBILE (Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo, Assonet-Confesercenti, Assoprovider-Confommercio e Studio legale Sarzana) organizzatori della “NOTTE DELLA RETE” ed il movimento “La Rete dell’Innovazione”, l’associazione NetLeft, l’associazione “Rifondazione Italia per la Legalità”:

“Condividiamo la considerazione che la sede competente per l’argomento diritto d’autore sia il nostro Parlamento, eventualmente quello Europeo, come evidenziato anche da Calabrò in audizione, e chiediamo che Calabro e i vecchi Commissari, in evidente assenza di legittimazione, si facciano dunque  da parte senza tentare alcun colpo di coda e si apra subito un dibattito serio e trasparente nel Paese sulla nomina dei prossimi vertici AGCOM perché si possano finalmente mettere persone adeguate competenti e rispondenti all’interesse generale in queste cariche importantissime per lo sviluppo digitale e per la tutela della democrazia del nostro Paese”.

L’altra ispirazione musicale? ah dimenticavo, non pùo essere che un altro grande classico: Fatti più in là de Le Sorelle Bandiera

Fatti in là fatti in là
fatti in là fatti in là
fatti più in là a a a a a a
amor

Tariffe di terminazione: in 20.000 chiedono ad AGCOM di tagliarle, domani la decisione

novembre 16, 2011 alle 6:58 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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In vista della decisione dell’AGCOM che molto probabilmente sarà presa nella riunione del Consiglio di domani, Altroconsumo ribadisce con una lettera a Corrado Calabrò che è necessaria una riduzione delle tariffe di terminazione mobile ben più netta e rapida di quella proposta precedentemente dalla stessa Authority. Questa volta le richieste di Altroconsumo trovano però rinnovato vigore sulla base delle oltre 20.000 adesioni già raccolte con la petizione lanciata meno di un mese fa sul sito www.abbassalatariffa.it

Le rivendicazioni di Altroconsumo sono in linea con quanto prescrive la Raccomandazione europea del maggio 2009 che ha chiesto ai Paesi membri di ridurre le tariffe di terminazione ad un livello di costo efficiente, identificato con 1 centesimo di euro al minuto, entro il 2012, come ribadito successivamente in una lettera del 23 luglio 2011, con la quale la Commissione Ue ha giudicato timide le proposte presentate dall’AGCOM, in quanto non in linea con la Raccomandazione.

Gli attuali valori della terminazione mobile in Italia sono del 50% superiori a quelli della media europea e con il percorso di riduzione proposto da Agcom il divario salirebbe ad oltre il 90%, cosa per noi francamente inaccettabile. Il successo straordinario della petizione su www.abbassalatariffa.it dimostra la bontà della nostra iniziativa ed il vivo interesse dei consumatori a supportarla.

Appaiono deboli le tesi di alcuni operatori di telefonia mobile, che hanno da poco acquistato nuove frequenze nella gara per l’LTE e che hanno fatto notare che non sarebbe certo questo il momento per ridurre loro gli introiti da terminazione mobile. Risulta difficile, infatti, arrivare a sostenere seriamente che non è opportuno eliminare una ormai annosa distorsione di mercato che produce sovvenzioni indirette a favore degli operatori mobili per il fatto contingente che gli stessi operatori hanno di recente deciso meritoriamente, ma comunque liberamente, di investire nelle nuove frequenze.

Appare altresì peculiare che gli ottimi risutati della pur legittima attività lobbistica che ha garantito agli operatori mobili un rallentamento dell’implementazione della Raccomandazione in Italia vengano interpretati come qualcosa sul quale si sia potuto o si possa ora fare un legittimo affidamento. In realtà doveva essere ben chiaro agli operatori, ancor prima della Raccomandazione, che le tariffe di terminazione sarebbero state ridotte sensibilmente. 

Infine, vi è l’argomento secondo il quale ridurre le tariffe di terminazione mobile non produrrà necessariamente vantaggi per i consumatori, ma avrà più semplicemente l’effetto di trasferire risorse dagli operatori mobili ad alcuni operatori del fisso. Questo è un punto cruciale, le elevate tariffe di terminazione mobile vengono ribaltate infatti dagli operatori sulla bolletta dei consumatori e pesano in particolar modo sulle elevatissime tariffe del fisso-mobile. L’iniziativa di Altroconsumo con la petizione è stata promossa ovviamente nell’interesse economico dei consumatori ad avere tariffe più basse e ove, quale effetto della decisione che auspichiamo, si spostasse invece la posizione di rendita dagli opertaori mobili a quelli fissi sarebbe per noi ovviamente una sconfitta.

Vi sono però tre considerazioni da fare:

1)    Innanzitutto se non si cominciano ad abbattere le tariffe di terminazione mobile non ci sarà mai alcun beneficio da trasferire al consumatore e, quindi, la battaglia sulla quale ci siamo impegnati risulta un passaggio necessario;

2)    In secondo luogo, l’asimmetria introdotta numerosi anni fa per mezzo delle tariffe di terminazione mobile a discapito degli operatori di telefonia fissa, con il ben noto obiettivo di aprire la concorrenza sul mobile e mettere a disposizione risorse per costruire le relative reti ha origine essenzialmente regolamentare, ed ora sempre a livello regolamentare si provvede giustamente all’eliminazione di questo beneficio che è diventato improprio ed obsoleto;

3) Quale conseguenza ritenere che gli operatori di telefonia fissa, una volta ridotte le terminazioni mobili, non trasferiranno i benefici ai loro clienti denota una visione molto pessimistica rispetto al livello di efficienza e competizione del mercato delle telecomunicazioni. Una volta riportate le tariffe di terminazione ai costi effettivi, come ci chiede l’Europa, la palla ritorna al mercato e se tutti gli operatori del fisso decidessero a quel punto di non ridurre le tariffe del fisso-mobile saremmo di fronte ad un’ipotesi di pratiche concordate lesive della concorrenza e degli interessi dei consumatori di cui dovrebbe seriamente occuparsi l’Autorità Antitrust.

Altroconsumo è sempre abbastanza contraria ad interventi dirigistici e quindi vogliamo sperare che l’auspicata riduzione delle tariffe di terminazione si traduca in un beneficio per i consumatori senza alcuna necessità di imposizioni calate dall’alto ma se questo non avverrà naturalmente e grazie al libero gioco della concorrenza oltra all’intervento dell’Antitrust dovremmo chiederne anche uno dell’AGCOM volto ad imporre la traslazione dei benefici sui prezzi al dettaglio del fisso-mobile.

La lettera inviata oggi da Altroconsumo ad AGCOM è leggibile per esteso qui

Tariffe di terminazione mobile: i senza vergogna bipartisan

ottobre 12, 2011 alle 7:09 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 3 commenti
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Nel clima da fine impero che stiamo vivendo capita di leggerne ogni giorno di tutti i colori. Ma questa cari miei è proprio grossa eh.

Un paio di premesse:

– I lettori di questo blog sanno bene perchè è giusto, opportuno e nell’interesse dei consumatori che l’AGCOM si determini al più presto a ridurre drasticamente le tariffe di terminazione mobile che sono in Italia molto più elevate della media europea e che contribuiscono sensibilmnte a mantenere alto il costo delle chiamate da fisso a mobile. Per un ripassino si leggano questi precedenti post.

– I lettori di questo blog sanno anche bene che all’AGCOM è stato espressamente chiesto di tagliare tali tariffe da parte della Commissaria Kroes e del Presidente dell’Antitrust Catricalà e che, da ultimo, anche uno dei Commissari AGCOM, Nicola D’Angelo ha dichiarato che “Occorre andare ad una riduzione marcata proprio nell’interesse dei consumatori e delle famiglie”

Bene, la scorsa settimana, come riporta il Corriere delle Comunicazioni, un drappello di parlamentari del Pdl capitanati da Giorgio Stracquadanio hanno inviato una lettera al Presidente dell’AGCOM Corrado Calabrò per chiedergli al contrario di non tagliare le tariffe di terminazione. Questi i nomi degli Onorevoli: Giorgio Stracquadanio, Giorgio Lainati, Isabella Bertolini, Amato Berardi, Gabriella Giammanco e da Michele Traversa.

Sempre il Corriere delle Comunicazioni riporta oggi che un altro drappello di parlamentari, questa volta però del PD, ha successivamente scritto a Calabrò chiedendo la stessa cosa dei colleghi della maggioranza: non tagliare le tariffe di terminazione. Questi i nomi dei parlamentari: Francesco Boccia, Paola De Micheli , Stefano Graziano, Andrea Lulli , Fabrizio Morri, Francesco Sanna , Marco Stradiotto, Guglielmo Vaccaro e Luigi Vimercati.

I fatti parlano da soli, ho sempre ritenuto legittimo che le aziende tutelino i loro interessi di parte e, se del caso, anche le loro posizioni di rendita. Più difficile capire le motivazioni che abbiano spinto invece i parlamentari, che dovrebbero rispondere in primis ai cittadini, a prendere questa posizione: make your educated guess !

Una cosa però da un pò fastidio cari Onorevoli, siete certamente liberi di chiedere all’AGCOM di mantenere elevate e sensibilmente al di sopra della media europea le tariffe di terminazione, avrete sicuramente le vostre buone ragioni e risponderete ovviamenete di queste posizioni un giorno davanti all’elettorato, ma quello che di certo non potete fare è esprimere questa richiesta a nome e nell’interesse dei consumatori!

Questo no,

Grazie.

Un Far Far Calabrò …

ottobre 6, 2011 alle 12:48 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Via Quinta:

AGCOM: Portate una calcolatrice!

In Italia ci sono più di 23milioni di occupati e il PIL è 2.000 miliardi di dollari

Calabrò: “Da anni serve la legge sul diritto d’autore” | Prima Comunicazione.

Calabro’ fa notare che “tra il 3,8% e il 6% e’ l’impatto sul Pil italiano dell’industria creativa (moda esclusa)” dovuto alla pirateria e “analogo e’ quello sull’occupazione”

il 3,8% sarebbe 874.000 dipendenti e 76 miliardi di dollari. (57Bn Euro)

874.000 dipendenti e 76 miliardi di dollari. l’impatto su occupazione e PIL della pirateria ???????

Ma se tutto il mercato di media e telecomunicazioni, incluso sms e novella 2000 valgono circa 23 miliardi ?????? (fonte AGCOM)

A giudicare anche da quanto riporta in questo altro post Alessandro Gilioli, deve essere stata una giornata mooolto far per il Presidente dell’AGCOM

Far web ??? L’impressione è che siano purtroppo Calabrò e l’AGCOM ad essere molto lontani dal comprendere le dinamiche evolutive di Internet

luglio 21, 2011 alle 1:04 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 3 commenti
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A quanto pare nel corso dell’audizione odierna al Senato, tra le altre cose, il Presidente Calabrò avrebbe dichiarato che Internet deve essere una rete libera ma questo principio non puo’ risolversi ”in un Far web” che ”non e’ degno di un paese che crede nel diritto anziche’ nella sopraffazione del piu’ svelto e del piu’ spregiudicato”.

Dispiace dirlo ma l’impressione – ormai purtroppo consolidata – è che siano al contrario il Presidente Calabrò e l’AGCOM ad essere molto lontani dal comprendere le dinamiche evolutive di Internet. E’ di tutta evidenza, infatti, come la tematica del diritto d’autore si intersechi con quella dei nuovi linguaggi abilitati dalle tecnologie informatiche e, quindi, in ultima istanza con la libertà di espressione delle nuove generazioni.

Con la lettera inviata al Senato ieri le associazioni promotrici dell’iniziativa www.sitononraggiungibile.it riservandosi di svolgere tutte le osservazioni più opportune e puntuali sulla proposta emendata di Agcom nei termini della nuova consultazione, hanno colto l’occasione  per esternare le loro preoccupazioni circa un articolato che rimane purtroppo gravemente lesivo delle prerogative del Parlamento.

Per quanto concerne poi il credere o meno nel diritto, è proprio da questa ferma convinzione e dalla necessità di tutelare la più ampia possibilità di libera espressione democratica, grazie anche alle nuove tecnologie, che ha preso le mosse l’iniziativa www.sitononraggiungibile.it continueremo su questa linea ad impegnarci per aiutare l’AGCOM a fare bene il proprio mestiere.

Segue – Continua a leggere qui: AGCOM e diritto d’autore: la confessione di Calabrò in versi

La rete in rame è costipata, serve la fibra, ma attenti ad opere tombali in attesa di resurrezione

febbraio 23, 2010 alle 2:38 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | Lascia un commento
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Oggi sono stato alla presentazione della Relazione Annuale dell’Organo di Vigilanza per la parità d’accesso sulla rete fissa, il board istituito a seguito degli impegni presi da Telecom italia con Open Access e presieduto da Giulio Napolitano.

Napolitano junior (sì è il figlio del Presidente della repubblica) ha detto che non vi sono state palesi violazioni degli impegni da parte di Telecom Italia anche se in molti casi si è ritenuto opportuno suggerire all’ex monopolista di introdurre miglioramenti nelle procedure nell’interesse di un mercato competitivo e dei consumatori. Il 2010 sarà cruciale per verificare se, al di là del loro formale rispetto, gli impegni presi da Telecom avranno una concreta efficacia sul sistema italiano delle tlc, questo anche e soprattutto in chiave dell’atteso sviluppo delle reti di nuova generazione.

E’ proprio sulle reti di nuova generazione in fibra che si è poi focalizzato il dibattito, con l’amministratore delegato di Telecom Italia Bernabè che, dopo aver mostrato, senza mezzi termini, risentimento per le accuse circa la scarsa qualità e performance della rete di accesso provenienti da operatori alternativi che per lungo tempo hanno beneficiato e continuano a beneficiare di essa senza avervi investito nulla (ma, mi chiedo, comunque glie la pagano no ?)  si è detto disponibile e aperto a collaborare per le reti di nuova generazione con altri soggetti operanti nelle tlc italiane che, appartenendo a gruppi multinazionali hanno capacità di investimento almeno pari a quelle di Telecom Italia (quello che fa la differenza è forse il loro meno rilevante debito).

Su una cosa Bernabè però non transige, le scelte di investimento di Telecom Italia non debbono essere influenzate da soggetti che non partecipano agli investimenti.

Mi è sembrato rilevante quanto ha poi detto Bianca Maria Martinelli (Vodafone), gli impegni di Telecom Italia devono funzionare, è importante che la parità di accesso sia garantita sulla rete in rame ma la priorità oggi deve essere quella di accelerare sulla rete di nuova generazione, il modello per una ngn competitiva e aperta è quello della società della rete, la vera soluzione per implementare una rete in fibra al servizio di tutti.

Ha concluso il presidente di AGCOM Calabrò confermando che urge pensare all’implementazione della fibra, almeno in alcune aree del Paese, già oggi nelle zone ad alta densità di traffico, infatti, la rete in rame non regge, è “costipata” ! Mi è sembrato implicito, comunque, il suo riferimento alla necessità di un piano nazionale perchè nel commentare alcune esperienze di posa di fibra da parte di amministrazioni locali ha detto chi si tratta di iniziative tanto meritorie quanto probabilmente inutili nel caso in cui non si coinvolgano adeguatamente gli operatori, la fibra in questi casi rimane lì morta, quindi, testuale, si tratta di “opere tombali o quanto meno in attesa di risurrezione” !

Dibattito interessante ma aihmè non c’era nessun rappresentante del governo e i conti senza l’oste  … non tornano mai

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