Per uno sviluppo adeguato dell’industria digitale dei contenuti oltre l’alibi della pirateria

marzo 22, 2013 alle 7:34 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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pirati digitaliIl Joint Research Centre della Commissione europea ha pubblicato uno studio che esamina l’impatto della pirateria sulle vendite legali di musica digitale concludendo che la pirateria digitale non dovrebbe essere più considerata come una seria preoccupazione per i right owners. La relazione respinge infatti nettamente l’assunto ormai consolidato e promosso dall’industria musicale secondo il quale ciò che viene consumato illegalmente sarebbe stato acquistato sul mercato legale se i canali “illegali” non fossero stati disponibili. Secondo il Joint Research Centre uno degli effetti del consumo di musica “illegale” potrebbe al contrario anche essere addirittura quello di stimolare il consumo legale di musica.
In realtà non si tratta del primo studio in questo settore ad arrivare a tali conclusioni ma è in effetti la prima volta che sia un’Agenzia dell’Unione europea ad argomentare che la pirateria digitale non è necessariamente un male per l’industria musicale.

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Aumentare il prezzo del rame non corrisponde all’interesse generale

gennaio 14, 2013 alle 4:18 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | Lascia un commento
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kroesSono tornato sulla bozza di Raccomandazione circa gli obblighi di non discriminazione e le modalità di calcolo in materia di accesso alle reti di comunicazione elettronica, inviata in dicembre dalla Commissione al BEREC.

Se fossimo semplicemente di fronte ad una precisa scelta della Commissione che, nel dover trovare la migliore forma di incentivo per perseguire l’obiettivo di sviluppare investimenti in fibra, nell’interesse generale avesse optato di favorire gli incumbent a discapito di operatori alternativi e consumatori finali, potremmo concludere, certo non senza stupore, che fino ad ora politiche regolamentari di siffatta natura sono più spesso scaturite dai decisori nazionali spesso catturati mentre la Commissione ha sempre rappresentato per converso il baluardo a difesa della concorrenza e dell’interesse dei consumatori. Nel segnalare come la Commissione stia quindi rischiando di adottare un approccio diamentralmente opposto per quanto concerne la fibra e la sovraremunerazione del rame rispetto a quello che ha adottato per converso recentemente con riguardo alle tariffe di terminazione mobile, la nosra storia potrebbe finire qui.

In realtà il punto maggiormente rilevante è un altro: Aumentare il prezzo del rame non corrisponde all’interesse generale Continua a leggere l’articolo su Consumatori, Diritti e Mercato, la nuova rivista di Consumer Policy online di Altroconsumo

Pratiche commerciali scorrette: dagli “utonti” ai consumatori

aprile 16, 2012 alle 10:57 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, POLITICA | Lascia un commento
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La disciplina delle pratiche commerciali scorrette, ancora molto giovane, ha già dimostrato di poter dare ottimi risultati sia per quanto riguarda un più pieno enforcement dei diritti dei consumatori sia per quanto riguarda la riduzione di vere e proprie distorsioni di mercato da tempo inveterate nei settori tradizionali di consumo e ora tracimanti anche in quelli emergenti.

L’Antitrust ha, in tal senso, saputo valorizzare con coraggio e determinazione sin dalla sua prima implementazione in Italia gli aspetti innovativi insiti in questa normativa che, vale la pena ricordarlo (come la maggior parte delle norme a tutela del consumatore e del mercato) anche in questo caso deriva da una direttiva comunitaria.

Dall’analisi delle decisioni Antitrust in materia di pratiche commerciali scorrette pare, infatti, potersi leggere una chiara volontà di interpretare la protezione dei consumatori non più tanto o solo nel senso statico di tutela del soggetto inesorabilmente debole ma, in una chiave più moderna e dinamica, che guarda al riconoscimento dei suoi diritti come leva di promozione di un mercato più efficiente, innovativo e sostenibile. Insomma, se mi è concessa una piccola licenza, con il beneficio del dolus bonus, possiamo finalmente salutare il passaggio dalla tutela degli “utonti” al pieno riconoscimento dei diritti dei consumatori quali soggetti attivi e determinanti del mercato.

De iure condendo, per non disperdere questo valore, occorrerebbe affiancare al public enforcement un altrettanto efficiente private enforcement, eliminando le molte aporie presenti nella disciplina delle class action.

Per chi ne vuole sapere di più, qui l’articolo per esteso Pratiche commerciali scorrette: dagli “utonti” ai consumatori

Condivido la scelta del governo di dire NO alle Olimpiadi a Roma

febbraio 15, 2012 alle 12:09 am | Pubblicato su CONSUMATORI, POLITICA | 1 commento
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Qualche hanno fa pubblicammo su Consumatori Diritti e Mercato questo articolo Le Olimpiadi: un successo per tutti o solo per alcuni (a scapito di altri?) a firma Francesco Ramella, che concludeva come segue:

A differenza di quanto sostenuto dagli organizzatori, da politici e da particolari gruppi d’interesse, non è affatto certo che le Olimpiadi si rivelino sempre, perlomeno sotto il profilo economico, un successo. Le risorse investite per organizzare l’evento, prevalentemente di origine pubblica, potrebbero essere, infatti, destinate a impieghi alternativi caratterizzati da una più elevata redditività. A beneficiare degli investimenti necessari, inoltre, è spesso una ristretta comunità locale, mentre i costi gravano sulla collettività nazionale. Si pone dunque un problema di efficienza e di equità nell’uso di risorse scarse. Sembrerebbe quindi opportuno che: 1) la decisione di ospitare o meno un evento olimpico venga presa solo al termine di un’attenta analisi dei costi e dei benefici; 2) l’onere del finanziamento gravi prevalentemente sulla comunità locale che ne trarrà i maggiori benefici e che quest’ultima possa esprimere,
per esempio tramite referendum, un “consenso informato”.

In presenza di finanziamento coercitivo tramite tassazione vi sono comunque soggetti per i quali l’evento olimpico costituisce una perdita e non un successo. La strada migliore sembra dunque essere quella, già adottata per le Olimpiadi di Los Angeles del 1984, di lasciare all’iniziativa privata oneri e onori dell’organizzazione dei giochi. I contribuenti italiani sarebbero verosimilmente lieti se questa fosse l’opzione prescelta da Roma e Milano che, sull’onda del “successo” delle Olimpiadi di Torino, sembrano fortemente intenzionate a ospitare una futura edizione dei giochi estivi.

Il Cloud Computing e i consumatori

marzo 25, 2011 alle 2:22 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | Lascia un commento
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Riporto di seguito la mia introduzione agli Atti del convegno organizzato da Consumer Federation of America lo scorso 20-22 giugno alla New York University School of Law con l’obiettivo di delineare best practices per i servzi di cloud computing business to consumers, che pubblichiamo su Consumatori, Diritti e Mercato

Non ne siamo ancora completamente consapevoli, ma molte delle nuove applicazioni tecnologiche di cui usufruiamo quotidianamente si stanno spostando su una “nuvola”, in inglese “cloud”, per l’appunto.

Pensiamo alle webmail (come Gmail o Hotmail), ai servizi di archiviazione e condivisione di foto (come Flickr), ma anche ai social network (e qui il riferimento va ovviamente in primis a Facebook). Queste sono solo alcune delle applicazioni più note, ma in realtà ce ne sono già altre e ve ne saranno molte di più.

Ora, considerati gli indubbi vantaggi per il consumatore in termini di maggiore efficienza e comodità di utilizzo, ma anche, per certi versi, maggiore sicurezza, lo sviluppo del cloud computing può essere salutato favorevolmente ma, d’altro canto, questa evoluzione porta con sé anche una serie di complicazioni sulla tutela della privacy e, più in generale, sui diritti dei consumatori.

Moltissime informazioni e dati personali vengono, infatti, a essere gestiti, eventualmente con server in altre giurisdizioni, da diversi soggetti, alcuni dei quali possono anche non avere alcun rapporto diretto con il consumatore. A conferma di tali criticità vanno lette le recenti esternazioni del Commissario per l’Agenda Digitale Neelie Kroes e il fatto che in Italia il Garante per la protezione dei dati personali ha annunciato che il settore del cloud computing è uno tra quelli più delicati sui quali si concentrerà la sua attività di accertamento nei primi sei mesi del 2011.

È proprio su questi aspetti che si è focalizzato il workshop organizzato da Consumer Federation of America, al quale sono stati chiamati a contribuire esperti europei e statunitensi provenienti da organizzazioni di consumatori, università, istituzioni e aziende che operano nel settore, con l’obiettivo di delineare best practices per i servzi di cloud computing business to consumers al fine di ridurre le aree di incertezza in questo settore, nella consapevolezza che ogni questione irrisolta di natura  giuridica rischierà di inficiarne una più ampia diffusione e che, addirittura, in certi casi, potrebbe provocare reazioni restrittive da parte di autorità locali.

I risultati del workshop, leggibili nel report a cura di Chris Hoofnagle che pubblichiamo di seguito, possono essere sintetizzati nelle seguenti raccomandazioni:

–  Accesso ai dati personali dell’utente in operazioni di enforcement da parte di autorità. Quando non sia espressamente vietato dalle leggi, gli utenti devono ricevere una notifica della richiesta dell’autorità nell’ambito di procedimenti penali o civili.

Utilizzi secondari da parte del fornitore di servizi di cloud computing o di terzi. Tali utilizzi secondari dei dati degli utenti devono essere rivelati a questi ultimi e sono giustificati solo se motivati da “giustificazioni tecniche” o “giustificazioni derivanti dal modello di business”.

Portabilità e interoperabilità. La portabilità è cruciale per garantire la concorrenza tra servizi di cloud computing, gli operatori di servizi di cloud computing non devono interferire con l’interoperabilità.

Sicurezza dei dati. I fornitori di servizi di cloud computing devono dimostrare l’esistenza di salvaguardie operative e meccanismi di sicurezza attraverso controlli da parte di esperti e certificazioni.

Servizi “gratuiti”. I servizi c.d. “gratuiti” devono garantire i medesimi standard di protezione dei consumatori di quelli a pagamento.

Cancellazione dei dati. Ai consumatori deve essere permesso di cancellare le informazioni che hanno caricato sul cloud.

Trasparenza. Devono essere garantite informazioni basilari come il livello minimo del servizio fornito, il modello di business del fornitore del servizio di cloud computing, quali tutele legali si applicano alla protezione dei dati e chi contattare se sorgono problemi.

L’invito è ovviamente a leggere più in esteso il report, ma con un caveat esplicito da parte di chi, come il sottoscritto, ha partecipato ai lavori preparatori: le raccomandazioni sono da prendere quali rilevanti punti di partenza piuttosto che come conclusioni definitive in una materia, che rimane ancora molto dinamica e complessa e in merito alla quale i diversi approcci giuridici al di qua e al di là dell’Atlantico contribuiscono non poco a complicare le cose.

Si pensi, solo a titolo di esempio, come negli Stati Uniti il Quarto Emendamento alla Costituzione protegga senza dubbio i dati sui pc o i devices in possesso dell’utente, ma che quando, come nel cloud computing, i dati personali sono trasferiti a terzi la loro tutela diventa molto più labile e controversa.

Il consumatore e la crisi – Convegno di Altroconsumo

dicembre 9, 2010 alle 3:51 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO | Lascia un commento
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Segnalo questo convegno http://www.altroconsumo.it/il-consumatore-e-la-crisi-s295043.htmIl consumatore e la crisi” che organizziamo venerdì 17 dicembre dalle 9.30 alle 13.00 presso la Sala Convegni di Palazzo Mezzanotte (Piazza degli Affari – Milano).

Altroconsumo organizza un momento di dibattito per capire insieme l’impatto che ha avuto la crisi sui consumatori, come questi hanno reagito, quali conseguenze ne hanno tratto per le loro scelte di vita e d’investimento, quali risposte hanno dato le istituzioni e le autorità di vigilanza.

Lo so, è un pò OT rispetto ai temi di cui si parla in questo blog, ma se siete nei paraggi e passate ci facciamo anche gli Auguri di Natale !

L’accesso è libero ma conviene confermare la partecipazione all’indirizzo pr@altroconsumo.it entro il 15/12.

Consumatori Diritti e Mercato: focus su Internet

aprile 9, 2010 alle 11:40 am | Pubblicato su - Equo Compenso, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE, TELECOMUNICAZIONI | Lascia un commento
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Segnalo il n. 1/2010 del quadrimestrale di Altroconsumo “Consumatori Diritti e Mercato” con un bel focus su Internet che ospita articoli su net neutrality, online privacy, online behavioural advertising etc etc. 

Preciso che quanto espresso in ogni singolo pezzo non coincide necessariamente con il punto di vista di Altroconsumo, la rivista serve infatti proprio a promuovere il dibattito e la conoscenza delle problematiche che interessano i cittadini consumatori anche presentando punti di vista differenti._

Di seguito, clickando sui link, trovate le sintesi degli articoli del Focus, per alcuni in pdf c’è anche la versione integrale, buona lettura !

Editoriale

Francesco Silva – Università degli Studi di Milano Bicocca

I grandi motori della recente trasformazione, che investe i modi di lavorare, di consumare e di comunicare sono la tecnologia digitale, Internet e, infine, Google, che hanno già modificato la percezione e l’uso di categorie fondamentali su cui fino a oggi si sono basati i comportamenti delle persone e le società: il tempo, lo spazio e lo scambio (di informazioni, oggetti ed emozioni).
In questo numero di CDM, come in quelli successivi, parleremo dei mutamenti in atto nei modelli di consumo e nei comportamenti dei consumatori.

 Internet e neutralità della rete

Innocenzo Genna – giurista, esperto di regolamentazione nel settore delle comunicazioni elettroniche

Il tema della Net Neutrality sconta miti ed incomprensioni sul funzionamento della rete Internet e, in particolare, la scarsa conoscenza delle pratiche di network management, le relative finalità ed effetti. Una più attenta analisi di tali pratiche può indirizzare il dibattito verso una dimensione costruttiva ed aiutare a distinguere i comportamenti delle telco utili o necessari per il miglior funzionamento della rete Internet da quelli che possono presentare profili di illiceità per gli utenti o effetti escludenti verso altri operatori.

 Internet e social network: alcune psicopatologie

Viviana Di Giovinazzo – Università degli Studi di Milano-Bicocca

I nuovi strumenti di comunicazione rappresentano un indubbio progresso. Fonte e veicolo di informazioni, essi ampliano l’accesso a elementi utili alla scelta dei prodotti, anche se non sempre la agevolano. Nel caso di Internet, a un aumento dell’offerta non segue necessariamente un aumento, bensì una diminuzione dell’utilità del consumatore, intesa come livello di benessere percepito.

 Google: i sistemi “aperti” sono vincenti

Jonathan Rosenberg – Google

Noi di Google crediamo che i sistemi aperti siano vincenti. Offrono maggiore innovazione, valore e libertà di scelta ai consumatori e permettono di creare un ecosistema dinamico, redditizio e competitivo per le aziende.

 Privacy: un concetto superato?

Emilie Barrau – Beuc
Sintesi a cura di Luisa Crisigiovanni

Sono in molti a pensare che il concetto di privacy su Internet sia da ritenersi superato. Studi recenti dimostrano al contrario che i consumatori europei – inclusi i giovani – prestano molta attenzione alla propria privacy sulla rete: l’82% dei giovani è particolarmente preoccupato del fatto che i propri dati vengano utilizzati senza che loro ne siano a conoscenza, il 75% che la propria identità sia ricostruita utilizzando informazioni prese da differenti fonti e il 69% che i propri comportamenti siano distorti.

 Online advertising winning and empowering consumers

Kimon Zorbas – IAB Europe
Sintesi a cura di Marco Pierani

In questo articolo si ospita il punto di vista dell’industria dell’Internet advertising estremamente favorevole allo sviluppo delle nuove tecniche di Online Behavioural Advertising. La pubblicità su internet permette al consumatore di accedere a informazioni relative a prodotti e servizi globali fornendo la possibilità di scelte più ampie rispetto a quanto successo in passato.

 Continuavano a chiamarlo “equo compenso”

Marco Pierani – Altroconsumo
Marco Bulfon – Altroconsumo

L’allargamento a tutti i dispositivi dotati di memoria del prelievo da parte della Siae – precedentemente applicabile ai soli cd, dvd vergini e masterizzatori – coniuga gli aspetti tipici della vessazione del consumatore e dell’intralcio allo sviluppo delle tecnologie e del mercato dei contenuti digitali. Nell’articolo si spiega perché quella introdotta da un decreto che guarda al futuro con gli occhi del passato è una nuova tassa iniqua e un aiuto di Stato.

 Internet, il mercato, i consumatori e le regole

Guido Scorza – Avvocato, Università degli Studi di Bologna, Università Luiss

Le attuali regole del diritto d’autore, dell’editoria e, più in generale, dell’informazione mostrano una sostanziale inadeguatezza rispetto al mutato contesto tecnologico, ma anche sociale ed economico determinato dalla rivoluzione digitale. Vi è, tuttavia, una forte resistenza al ripensamento di tali discipline giuridiche, vissute come l’ultimo baluardo per continuare a imporre vecchi modelli di business.

Banda larga: su tecnologia e innovazione si gioca il futuro del Paese

Antonello Busetto – Confindustria

Consumatori in cifre è una rubrica che propone un’analisi dei dati relativi a diversi mercati complessi, fornendone un’interpretazione utile a informare correttamente i consumatori.

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