SIAE: dieci domande inutili volte a nascondere un problema serio ancora inevaso da affrontare al più presto

luglio 14, 2011 alle 2:03 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 7 commenti
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In molti si sono cimentati nel fornire risposte alle dieci domande di SIAE, lo ha fatto magistralmente Stefano Quintarelli nel suo blog, altrettanto interessanti ed esaustive le risposte di Massimo Piscopo su Facebook , segnalo anche quelle di Lavos a commento del mio precedente post,  tanti altri immagino abbiano risposto e altri ancora lo faranno.

Da parte mia, a dispetto di quanto promesso a botta calda questa mattina non intendo fornire risposte puntuali alle dieci domande di SIAE. Come, infatti,  evidenzia correttamente Marco Scialdone.

La SIAE pone delle domande, alcune evidentemente a se stessa (“6. Perché Internet, che per molte imprese rappresenta una opportunità di lavoro, per gli autori e gli editori deve rappresentare un pericolo?”), altre che hanno come unica finalità quella di radicalizzare lo scontro tra le parti in gioco (“1. Perché il diritto d’autore, che fuori dalla rete è riconosciuto, in rete non deve essere remunerato? 2. Perché coloro che criticano il provvedimento AGCOM non criticano anzitutto il furto della proprietà intellettuale? Perché impedire la messa in rete di proprietà intellettuale acquisita illegalmente dovrebbe essere considerata una forma di censura? 3. Perché dovrebbe risultare ingiusto colpire chi illegalmente sfrutta il lavoro degli altri? 4. Perché si ritiene giusto pagare la connessione della rete, che non è mai gratis, ed ingiusto pagare i contenuti? E perché non ci si chiede cosa sarebbe la rete senza i contenuti?”).

Anch’io, come Marco, ritengo che non sia utile a nessuno questo modo di ragionare e che, certamente non è e non sarà mai il modo di ragionare di chi, come noi, si è impegnato nella campagna sitononraggiungibile. Tuttavia una cosa, una sola cosa, in risposta alle dieci inutili e provocatorie domande di SIAE e – come ricorda correttamente Fulvio Sarzana anche di Confindustria Cultura Italia – vorrei sommessamente dirla: considerato che i costi di gestione della SIAE hanno ormai raggiunto dimensioni sproporzionate rispetto alle attività effettivamente necessarie per l’intermediazione dei diritti (vedi sopra video con dati inchiesta Altroconsumo del 2009) e che nell’era digitale le tecnologie dovrebbero rendere possibili forme di distribuzione di contenuti protetti da diritto d’autore su un mercato territorialmente privo di confini e senza l’ausilio di costose e farraginose procedure, il perpetuarsi di un monopolio nazionale dell’intermediazione dei diritti d’autore anche in relazione ai contenuti distribuiti in Rete non è forse da ritenersi ormai anacronistico ed in controtendenza rispetto alla progressiva liberalizzazione dei mercati e alle regole del Mercato Unico all’interno dell’Unione europea ?

Questa domanda se la sono posta in SIAE ? Penso proprio di sì, e allora perchè non aggiungerla all’elenco, magari al numero 11 ? E, inoltre – sempre per essere costruttivi eh – se si sono posti seriamente questa domanda, allora quale ruolo intende svolgere la SIAE per favorire – e non al contrario rendere più difficile – lo sviluppo del mercato legale dei contenuti digitali, che auspica la stessa AGCOM ?

Se non risponde la SIAE prima o poi dovrà farlo la politica anche perchè, considerati i chiari di luna che sta attraversando il Paese pare insostenibile mantenere in vita, così com’è, un grosso carrozzone statale la cui minore efficienza rispetto  ad altre collecting societies europee oltra a costare agli autori, ai discografici e, in definitiva, ai consumatori 13,5 milioni di Euro l’anno – come rileva uno studio dello scorso anno dell’Istituto Bruno Leoni – contribuisce, insieme ad altri fattori, a limitare lo sviluppo in senso efficiente di un mercato promettente come quello dei contenuti digitali.

7 commenti »

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  1. […] che, appena mi riprendo, cercherò di fornire adeguate e puntuali risposte (Leggile ora qui). Frattanto vi ripropongo questi due […]

  2. […] Fulvio Sarzana La replica alla SIAE dell’avv. Marco Scialdone La replica alla SIAE di Marco Pierani (AltroConsumo) Le risposte alla SIAE del compositore e tastierista Massimo Piscopo Le risposte alla SIAE della […]

  3. Non posso che associarmi alle critiche a un “appello” che nulla aggiunge e anzi… cerca di confondere le acque, come ho tentato di evidenziare qui: http://www.spinozziecalanna.it/home/la-siae-e-il-provvedimento-agcom-o-dellarte-di-cambiare-discorso.html

  4. […] suo blog La replica alla SIAE dell’avv. Marco Scialdone sul suo blog La replica alla SIAE di Marco Pierani (AltroConsumo) sul suo blog Le risposte alla SIAE del compositore e tastierista Massimo Piscopo su Facebook Le […]

  5. […] risposto Massimo Piscopo, Daniele Alessandra, Guido Scorza, Caino Mediatico, Alessandro Bottoni, Marco Pierani, Carlo Infante, Gianfranco Giardina, Paolo Holtz, Stefano Quintarelli, Tiziano Barocco, Massimo […]

  6. […] risposto Massimo Piscopo, Daniele Alessandra, Guido Scorza, Caino Mediatico, Alessandro Bottoni, Marco Pierani, Carlo Infante, Gianfranco Giardina, Paolo Holtz, Stefano Quintarelli, Tiziano Barocco, Massimo […]

  7. […] deve allargare anche alla SIAE come sollecita giustamente Agorà Digitale e come, nel mio piccolo, chiedevo da tempo. Quello che mi preoccupa di più è in realtà il Commissario Barnier, per maggiori info si legga qui […]


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