Equo compenso: la SIAE recita abusivamente tre parti in commedia, gli adeguamenti devono essere al ribasso

marzo 9, 2014 alle 3:48 pm | Pubblicato su - Equo Compenso, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Il dibattito sull’equo compenso è stato condotto sulla base di false rappresentazioni: la SIAE infatti recita abusivamente tre parti in commedia, quella di legislatore – ha scritto la bozza di decreto –, quella di beneficiaria – tratterrà fino a 10 milioni dei 200 di preteso aumento e, non paga, vorrebbe anche ergersi a interprete super partes spiegandoci che l’equo compenso non è una tassa e che non lo pagano i consumatori. Niente di più falso, speriamo che il Ministro Franceschini tenga invece in considerazione le legittime aspettative degli oltre 14.000 firmatari della petizione di Altroconsumo nel nuovo scenario tecnologico le copie private sono diminuite, non aumentate, pertanto l’aggiornamento dell’equo compenso deve essere al ribasso.

Ieri ho risposto così ad una intervista per Lastampa.it, il resto dell’articolo lo potete leggere qui

Iniquo Compenso: bene il Ministro Bray e anche Enzo Mazza – una proposta radicale: e se lo abolissimo? #nocopiaprivata

gennaio 13, 2014 alle 9:00 am | Pubblicato su - Equo Compenso, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Come riferisce qui Guido Scorza nella riunione di venerdì scorso il Ministro Bray ha annunciato che, prima di emanare il decreto di adeguamento dei prelievi su smartphone, tablet, computer, memorie etc etc per la odiosa tassa SIAE, il Ministero dei Beni e le Attività Culturali intende sviluppare un’indagine ad hoc sulle abitudini dei consumatori per verificare se le c.d. copie private di opere musicali e cinematografiche siano davvero cresciute negli ultimi tre anni tanto da legittimare addirittura un aumento del c.d. equo compenso del 500 % come pretenderebbe SIAE.

Si tratta di un’ottima notizia e di un primo risultato della petizione di Altroconsumo che ha già raccolto oltre 11.000 adesioni e che sollecito a continuare a firmare.

Ma le buone notizie non finiscono qui, nel corso della trasmissione Presi per il Web andata in onda domenica su Radio Radicale, il Presidente di FIMI, quindi certo non un acerrimo nemico dell’equo compenso considerate le ingenti revenues che il settore industriale che rappresenta ottiene attraverso questa tassa, ha dichiarato che:

a) – I 5,20 Euro per smatphones proposti da SIAE sono sicuramente troppi

b) – l’istituto dell’equo compenso é residuale e va sicuramente a ridursi nel prossimo futuro con la crescita del digitale

Si tratta di dichiarazioni tanto inattese quanto apprezzabili. Quello che continua a differenziare la mia posizione da quella di Enzo Mazza è che io penso che il futuro debba essere oggi, altrimenti non lo avremo più …. e che continuare a mantenersi sulla base di una tassa tarata su un contesto analogico, oltre ad essere ingiusto ed iniquo e a produrre una evidente doppia tassazione dei contenuti a danno dei consumatori, non fa bene neanche allo sviluppo dell’industria culturale che dovrebbe imparare a reggersi sulle propie gambe nel digitale.

A conclusione della trasmissione – per chi la vuole riascoltare qui la prima parte e qui la seconda dove intervengo anche io – i conduttori Marco Scialdone e Fulvio Sarzana hanno lanciato una proposta/provocazione a tutti i gruppi politici presenti in Parlamento chiedendo loro di liberarci dall’equo compenso, dichiarandosi disposti in cambio a rinunciare alla copia privata che, tanto, non esiste più per come definita nella legge sul diritto d’autore.

Per supportarla e farla circolare su twitter #nocopiaprivata

No al regalo di Natale alla SIAE con i nostri soldi. Firma l’appello di Altroconsumo al Ministro Bray contro l’iniquo compenso

dicembre 16, 2013 alle 5:15 pm | Pubblicato su - Equo Compenso, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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Cambiano i governi ma siamo ancora fermi alle gabelle medioevali che, oltre a pesare ingiustamente sulle tasche dei cittadini, deprimono lo sviluppo tecnologico di questo Paese sempre più povero e sempre meno illuminato.

Dopo il Ministro Bondi ora è la volta del Ministro Bray, il leitmotiv della iniqua Tassa SIAE quanto mai ingiustificata nel nuovo scenario digitale, che va sotto il nome grottesco di “equo compenso”, è però sempre lo stesso: “chi siete? quanti siete? cosa portate? Un Fiorino!!!”

No al regalo di Natale alla SIAE. Firma l’appello di Altroconsumo al Ministro Bray

Un balzello di 3 e 4 euro sul prezzo di smartphone, tablet e computer (che si aggiunge a quello già esistente): in gran segreto sta per passare l’innalzamento della tassa sui dispositivi tecnologici destinato a ingrossare le casse della Siae. Firma la petizione per fermare questo balzello – continua a leggere qui sul sito di Altroconsumo

Decreto Liberalizzazioni: il governo tiri dritto e non ceda in alcun modo alle pressioni delle lobby

gennaio 19, 2012 alle 5:47 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, POLITICA | Lascia un commento
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Questo l’invito di Altroconsumo al Governo Monti con la petizione che si può firmare sul sito dell’associazione:

Nel corso dell’attuale legislatura le politiche di liberalizzazione hanno conosciuto purtroppo una battuta d’arresto. Abbiamo addirittura assistito, in molti settori, ad accenni di controriforme. Occorre invece abbattere le rendite di posizione, creare più concorrenza, fare rispettare adeguate regolamentazioni nel caso di presenza di monopoli naturali o di posizioni dominanti, tenere alto il profilo del cambiamento in settori chiave come libere professioni, carburanti, banche e assicurazioni, farmaci, commercio e grande distribuzione, trasporti… Per risollevarsi dall’attuale situazione di crisi, il nostro sistema Paese deve diventare più competitivo a livello internazionale e la via principale per ottenere ciò è quella di eliminare le barriere anticoncorrenziali interne, sviluppare finalmente una seria politica dei consumatori e realizzare una società più moderna ed equilibrata. Ritenendo, pertanto, che il decreto liberalizzazioni predisposto dal Governo Monti vada nella giusta direzione e ponga di nuovo il cittadino/consumatore al centro delle scelte politiche, Altroconsumo e i firmatari della presente petizione invitiamo il governo a tirare dritto senza cedere in alcun modo alle pressioni delle lobby. Vogliamo un Paese innovativo, competitivo ed europeo, anziché, come troppo spesso è avvenuto, conservatore e corporativo.

Sempre sul sito di Altroconsumo si trova un’analisi dellle misure contenute nella bozza di decreto.

Mediaset Premium e pratiche commerciali scorrette: digli di smettere !

settembre 7, 2010 alle 4:40 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 1 commento
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Ho già scritto sul blog di recente del comportamento scorretto di Mediaset Premium circa le partite di andata e di ritorno di Napoli e Palermo nella fase preliminare dell’Europa League.

Ieri, poi, per altri versi, è arrivata puntuale la sanzione da parte dell’Antitrust (leggi il provvedimento qui per esteso a pag 125 del Bolletino Antitrust n. 32 del 6 settembre) a Mediaset Premium circa i due/quattro euro in più che Mediaset si era autoattribuita ad inzio 2010 sui pacchetti Cinema: 130 mila Euro di multa ! cosa che tuttavia non riporterà purtroppo automaticamente il maltolto nelle leggittime mani dei consumatori.

Altroconsumo mette dunque a disposizione degli utenti che hanno sottoscritto i pacchetti  Premium Cinema Gallery e Gallery Light lettere tipo per chiedere il rimborso e lancia una petizione online rivolta alle Autorità comnpetenti: Mediaset Premium e pratiche commerciali scorrette: digli di smettere ! Di seguito riporto il testo, aderite aderite aderite !

Mediaset Premium e pratiche commerciali scorrette digli di smettere !

Alla c.a.

Paolo Romani
Vice Ministro allo Sviluppo Economico

Antonio Catricalà
Presidente Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Corrado Calabrò
Presidente Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni

RTI (Mediaset) continua da tempo a comportarsi in maniera scorretta nei confronti degli utenti abbonati al servizio di pay tv Mediaset Premium, tanto che proprio per questo è già stata sanzionata dall’Antitrust più di una volta.

A fine agosto, in occasione della fase preliminare di Europa League, è stata inspiegabilmente preclusa ai moltissimi consumatori che hanno regolarmente acquistato il pacchetto Calcio da Mediaset Premium la possibilità di accedere alla visione delle partite Palermo-Maribor e Napoli-Elfsborg, che pur rientravano nel suddetto pacchetto. Per vedere tali partite sono stati chiesti agli abbonati di Mediaset Premium Calcio altri 10 Euro … la chiamano pay per view!

Noncurante della proteste di utenti e tifosi e della diffida di Altroconsumo, Mediaset Premium ha mantenuto lo stesso comportamento scorretto anche in occasione delle partite di ritorno Maribor-Palermo e Elfsborg-Napoli: altri 10 Euro ! L’Antitrust, sollecitata da Altroconsumo, ha aperto un fascicolo su questa vicenda ed è auspicabile che entro qualche mese sia comminata una nuova sanzione all’operatore tv. Questo tuttavia non riporterà nelle tasche dei consumatori i 20 euro ingiustamente pretesi.

Allo stesso modo, più di recente, la sanzione di 130.000 Euro comminata dall’Antitrust a RTI per la pratica commerciale scorretta consistente nell’aver aumentato di due/quattro Euro il prezzo del pacchetto Mediaset Premium Cinema con il meccanismo del silenzio assenso senza mai acquisire il consenso degli utenti, senza comunicare loro correttamente tale aumento tariffario né consentendo il relativo diritto di recesso, non riporterà automaticamente nelle tasche dei consumatori quanto ingiustamente sborsato.

L’Autorità ha fatto, anche in questo caso, correttamente il suo lavoro, ma c’è da chiedersi quale efficacia possano avere sanzioni di questo tipo, stabilite a mesi di distanza dal fatto e per un importo che non appare particolarmente gravoso, considerato il vasto numero di utenti coinvolti: c’è il concreto rischio che l’operatore metta letteralmente a budget l’eventualità di una sanzione.
Il problema è di tutta evidenza un altro, non pare più accettabile che uno dei principali operatori del mercato nel settore dei servizi televisivi a pagamento contiunui a comportarsi in maniera così scorretta nei confronti dei propri utenti.
I sottoscrittori di questa petizione chiedono pertanto, con Altroconsumo, alle Autorità competenti di intervenire con urgenza per mettere fine a questa prassi. Deve infatti ritenersi ragionevole che da un operatore quale RTI (Mediaset), attivo da lungo tempo nel settore, il consumatore possa attendersi, in conformità ai generali principi di diligenza e buona fede, un grado di correttezza, competenza e attenzione almeno sufficienti a garantire la chiarezza e la completezza delle informazioni fornite agli utenti, una adeguata assistenza e, soprattutto, uno stop definitivo alle pratiche commerciali scorrette.

Mediaset Premium e pratiche commerciali scorrette digli di smettere !

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