Dimisioni Berlusconi sottoposte a condizione meramente potestativa = negozio giuridico nullo – updated

novembre 9, 2011 alle 1:07 am | Pubblicato su DIRITTO, POLITICA | 1 commento
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Premetto che – come ho già confessato ‘sta sera cercando conforto su Facebook – alla luce degli eventi degli ultimi mesi sento l’urgente necessità di trovare un codice interpretativo che mi consenta di decifrare l’oggi su una qualche base giuridica  in quanto, anche alla luce di un rapido ma approfondito ripasso di diritto costituzionale e di diritto comunitario e senza aver ovviamente tralasciato una rilettura attenta dei regolamenti parlamentari, rimango ancora confuso e infelice.

Ad esempio non rinvengo nei Trattati europei su quale base giuridica si possa fondare la famosa lettera della BCE al governo italiano, tantomeno pare lecito che una sorta di direttorato franco-tedesco possa permettersi di dettare legge ad uno Stato membro, siamo fuori dalle regole e si rischia di mettere in seria discussione la sovranità quale elemento costitutivo del nostro Stato, ma non è (solo) su questo che vorrei concentrarmi ora.

Sempre in premessa sento anche la necessità di riaffermare che ho personalmente un grande rispetto per il Capo dello Stato e gli porto immensa riconoscenza per il difficile ruolo che sta cercando di svolgere nell’interesse generale in questi frangenti di grave crisi della nostra economia ma anche, e soprattutto, della nostra Democrazia.

Ciò detto, nonostante tutti i media parlino di dimissioni del Presidente del Consiglio, non posso esimermi da esprimere forti dubbi sull’esito del confronto tra il presidente Berlusconi e il Presidente della Repubblica Napolitano avvenuto a seguito del voto odierno alla Camera sul rendiconto e riassunto in questa nota del Quirinale

Il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato una volta compiuto l’adempimento dell’approvazione della Legge di Stabilità

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa sera in Quirinale il Presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi, accompagnato dal Sottosegretario dott. Gianni Letta. All’incontro ha partecipato il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Consigliere Donato Marra.

Il Presidente del Consiglio ha manifestato al Capo dello Stato la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto odierno alla Camera ; egli ha nello stesso tempo espresso viva preoccupazione per l’urgente necessità di dare puntuali risposte alle attese dei partner europei con l’approvazione della Legge di Stabilità, opportunamente emendata alla luce del più recente contributo di osservazioni e proposte della Commissione europea.

Una volta compiuto tale adempimento, il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato al Capo dello Stato, che procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione.

Ora, senza volermi qui addentrare in valutazioni politiche, a me sembra che ci sia qualcosa che non va in queste dimissioni prima ancora da un punto di vista prettamente giuridico. Inizialmente avevo pensato, infatti, a dimissioni sottoposte a termine di efficacia, una cosa già alquanto peculiare, ma in realtà vi è di più. Con il termine, infatti, siamo di fronte ad una certezza del verificarsi dell’avvenimento futuro e se è vero che nel caso di termine indeterminato non si sa precisamente il quando non sussite tuttavia alcun dubbio circa il suo avverarsi. Qui, invece, a ben vedere siamo di fronte a una condizione perchè allo stato l’approvazione della legge di stabilità è un avvenimento non solo futuro ma inevitabilmnete anche incerto. Nessuno ci può garantire oggi insomma che tale legge verrà infatti effettivamente approvata. 

Ma la cosa più grave è che la condizione posta da Silvio Berlusconi alle sue dimissioni è una condizione meramente potestativa in quanto consiste in un comportamento che lo stesso Berlusconi – in quanto presidente del Consiglio rappresentante dell’attuale governo – potrà tenere o meno a suo arbitrio. Va, infine, anche detto che se la condizione meramente potestativa fa dipendere l’assunzione di un obbligo, come nel caso di specie la rimessione del mandato nelle mani del Capo dello Stato, dalla mera volontà del proponente, non solo vizia la clausola contenente la condizione ma rende nullo l’intero negozio in quanto, come pare evidente, non si può prendere sul serio un vincolo che dipende dal capriccio dell’obbligato.

Ciò detto, forse le opposizioni per fare cadere l’attuale governo dovrebbero determinarsi a presentare una mozione di sfiducia ma qui entriamo nel campo politico e mi fermo.

Update: prima con un opportuno comunicato chiarificatore  e poi con la nomina a senatore a vita di Mario Monti      l’ottimo Presidente Napolitano oggi ha fatto capire, ove ve ne fosse bisogno, che non ci sta proprio a farsi fregare ed ha assestato un doppio colpo finale al governo Berlusconi. Volendo proseguire nella metafora contrattualistica l’accordo intercorso ieri non può più dirsi ora viziato da una condizione meramente potestativa ma, semmai caratterizzato da un termine sospensivo determinato e brevissimo 😉 … e ci voleva visto dove era arrivato lo spread.

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Il Cerottone mediatico

marzo 10, 2011 alle 11:51 am | Pubblicato su - TV vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai ... un pò ci sei, INTERNET | Lascia un commento
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Narra la leggenda che al risveglio dall’intervento, un lungo intervento chirurgico in anestesia generale eseguito in un ambulatorio privato, Silvio esclamò: “Ma come, non si vede niente? Mettetemi almeno un bel cerottone bianco!”. (Via Mantellini)

Toh ! anche a me sono venuti dei dubbi, chissà com’è ? Difficile distinguere tra verità e fiction e anche quando c’è un fondo di verità la fiction serve sempre e comunque a rafforzare il messaggio mediatico, fortuna che sul web si può parlare davanti al tv si è muti e spesso si spengono anche i cervelli …

L’altro giorno mio figlio giocando a basket si è provocato una lieve distorsione al pollice della mano destra, l’allenatore aveva consigliato un pò di ghiaccio e via pedalare, ma quando è arrivata mia moglie quel lobbista di mio figlio l’ha convinta a portarlo al Pronto Soccorso, ieri sera torno a casa e mio figlio insolitamente mi viene ad accogliere sull’uscio mettendomi subito sotto il naso l’enorme fasciatura rigida che gli arrivava quasi al gomito, il suo sguardo tenero e mansueto mi ha ricordato ora molto quello qui sopra del Premier …  cocco di mamma 😉

La casa al centro delle politiche del governo … in attesa delle rivelazioni di Fini c’è da chiedersi se non sia il governo a dover andare a casa

settembre 25, 2010 alle 2:18 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO | 1 commento
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la questione casa è indubbiamente al centro delle politiche del nostro governo, la casa loro …

In attesa delle annunciate rivelazioni di Gianfranco Fini circa la casa di Montecarlo, ricordo – per memoria di tutti – che i chiarimenti su un’altra famosa e famigerata casa “governativa” hanno provocato le dimissioni del Ministro Scajola e da allora, sono ormai quasi 5 mesi, non abbiamo più un Ministro dello Sviluppo … tanto, come ha giustamente celiato Crozza, che ce ne facciamo in Italia di un Ministro dello Sviluppo, se lo sviluppo non c’è …

Ridiamo per non piangere … c’è da chiedersi se le rivelazioni di oggi pomeriggio da parte del Presidente della Camera provocheranno altre dimissioni e di chi … parlo molto di politica delle tlc, dell’innovazione e dei consumatori in questo blog, non parlo mai invece – per scelta – di politica, nel senso deleterio che questo termine nobile ha ormai assunto nel nostro strano Paese, ma a tutto c’è un limite, come dice la Marcegaglia le imprese stanno perdendo la pazienza, anche i cittadini … Se questo governo non è in grado di occuparsi seriamente dei problemi del Paese nell’interesse generale, forse dovrebbe molto semplicemente levarsi di torno

Banda Larga, il governo ci ripensa ? a sentire Scajola sì

novembre 15, 2009 alle 11:18 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 2 commenti
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Torno sul tema degli 800 milioni bloccati per la banda larga  perchè a vedere il video qui sopra sembrerebbe che il governo ci stia ripensando.  Speriamo …

Sbloccare subito gli 800 milioni per la banda larga: lo chiedono al Governo imprese e consumatori

novembre 9, 2009 alle 7:15 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 2 commenti
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Un fronte tanto compatto quanto eterogeneo, rappresentativo sia delle aziende attive nell’ICT sia delle associazioni di consumatori, chiede al Governo di sbloccare gli 800 milioni per la banda larga.

Di seguito il testo dell’appello:

Illustre Presidente del Consiglio, On. Silvio Berlusconi, Illustre Ministro dello Sviluppo Economico, On. Claudio Scajola Illustre Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, dott. Luca Zaia Illustre Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, On. Renato Brunetta Illustre Ministro della Gioventù, On. Giorgia Meloni Illustre Vice Ministro dello Sviluppo Economico, On. Paolo Romani Illustre Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, dott. Gianni Letta

A nome delle Associazioni che riuniscono le principali aziende attive nell’Information and Communication Technology, pubblicità e comunicazione, editoria operanti sul mercato italiano e di alcune tra le più importanti Associazioni consumatori si rappresenta l’esigenza di considerare l’importanza di una rapida approvazione da parte del Comitato interministeriale per la programmazione economica delle risorse previste dalla Legge 18 giugno 2009, n. 69, pari a 800 milioni di euro per gli investimenti finalizzati allo sviluppo della banda larga nel nostro Paese.

Da notizie pubblicate sulla stampa, infatti, sembrerebbe che, in relazione alla contingenza economica, il Governo non abbia ancora definito la tempistica per portare all’approvazione del CIPE i predetti fondi fino a che, anche a seguito degli interventi “straordinari” previsti per la superare la crisi, non si possa procedere con maggiore tranquillità attraverso politiche di sviluppo.

Si è concluso proprio l’altro giorno lo IAB Forum, la più importante manifestazione italiana relativa alla comunicazione interattiva, nel quale – di fronte a circa 8.000 persone – il mondo dell’industria e dell’economia, insieme alla comunità scientifica ed alla rappresentanza dei consumatori, hanno ribadito con forza come anche il nostro Paese debba puntare sull’innovazione tecnologica delle imprese, delle pubbliche amministrazioni e delle famiglie per uscire dalla situazione attuale ed avviare un rapido rilancio della nostra economia e dell’occupazione, accelerando l’uscita dalla crisi.

Il Governo ha sempre ribadito l’importanza del superamento del digital divide – tramite investimenti in nuove tecnologie e sviluppo della banda larga – come volano per il rilancio della competitività per le PMI italiane, l’avvicinamento della Pubblica Amministrazione ai cittadini e la creazione di posti e opportunità di lavoro. La banda larga oggi non è un’opzione facoltativa ma un’infrastruttura necessaria per lo sviluppo economico, sociale e culturale del Paese. E’ indispensabile che l’Italia non perda altro tempo e prenda decisioni, come stanno facendo altri Paesi europei, con prospettive di medio-lungo termine affinché possa restare uno dei player principali delle economie avanzate.

Milano, 9 novembre 2009

Presidente Layla Pavone – IAB Italia, Presidente Stefano Pileri – Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, Presidente Carlo Poss – Fcp-Assointernet, Presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi – Upa Presidente Diego Masi – Assocomunicazione, Presidente Furio Garbagnati – Assorel, Presidente Elserino Piol – Fedoweb, Segretario Generale Thalita Malagò – AESVI, Presidente Paolo Martinello – Altroconsumo, Segretario Generale Paolo Landi – Adiconsum, Segretario Generale Teresa Petrangolini – Cittadinanzattiva, Presidente Nazionale Giovanni Ferrari – La Casa del Consumatore

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