Tra censura e tafazziani esempi di tutela del diritto d’autore: ridere per non piangere?

settembre 18, 2013 alle 12:14 pm | Pubblicato su DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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acta-quadrature-censure-mgmGuardatevi questo video parodia de La Quadrature du Net, ebbene a quanto riferiscono i suoi autori, alcuni titolari dei diritti (MGM) del film Robocop ne hanno chiesto e ottenuto la rimozione da Youtube.

 Non so se faccia più ridere o piangere il fatto che un video, che denunciava l’eccesso della protezione del diritto d’autore e il collegato rischio per la libertà d’espressione, sia stato esso stesso censurato proprio per una supposta violazione del diritto d’autore!!!

Secondo me, bene che vada, è un classico esempio di tafazzismo da right owner, ma fatevi voi meglio la vostra opinione leggendo l’intera storia qui: La Quadrature du Net censurée par le Robocop YouTube

AGCOM e diritto d’autore in Rete: su, svegliati e reagisci Italia altrimenti il 6 luglio cala la censura ! (puntata n. 9)

giugno 25, 2011 alle 7:31 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 12 commenti
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Ieri con Fulvio Sarzana, Luca Nicotra, Marco Scialdone e Giovanbattista Frontera abbiamo incontrato il Presidente dell’AGCOM Corrado Calabrò. Lo stato d’animo con il quale ci siamo recati all’incontro è stato ben descritto qui da Luca Nicotra

 … tra poche ore incontreremo Corrado Calabrò, Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, in un incontro congiunto delle associazioni promotrici dell’iniziativa sitononraggiungibile.it. … Con quale prospettive andiamo a questo incontro con Calabrò? È bene essere chiari. Abbiamo ormai la certezza che c’è la ferma volontà del consiglio dell’Autorità di portare fino in fondo il procedimento e che addirittura esiste il concreto rischio che il testo definitivo veda inasprirsi il meccanismo di censura previsto. Un incubo insomma …

Ed è andata proprio così, come riporta qui Fulvio Sarzana:

Nessuna concessione.  Nessun ripensamento. E’ questa la strada che l’AGCOM ha intrapreso nell’approvazione della Delibera sul diritto d’autore nella rete internet. La posizione dell’Autorità è stata spiegata oggi 24 giugno dal Presidente Corrado Calabrò in un incontro con  i rappresentanti della cd Società Civile che da subito  avevano assunto una posizione critica sugli aspetti della Delibera AGCOM ritenuti più  sensibili alla violazione di diritti costituzionali dei cittadini in rete.

La Delibera AGCOM, nella parte in cui prevede l’inibizione e la rimozione dei contenuti  è stata fortemente  stigmatizzata dalle  Organizzazioni di Consumatori, delle imprese dei diritti dei cittadini “digitali”  e che hanno intrapreso l’iniziativa  informativa e di mobilitazione www.sitononraggiungibile.it e che hanno provato ad esporre le ragioni dei cittadini on line  … Il Presidente Calabrò ha ritenuto di chiarire che la regolamentazione proposta dall’AGCOM, nelle forme conosciute è diventata improcrastinabile e che nei prossimi giorni ne verrà rilasciata ( ed approvata) la versione definitiva.

Prepariamoci dunque ad avere una Regolamentazione Amministrativa “di frontiera” come l’ha chiamata il Presidente Calabrò laddove la parola “frontiera” significherà per la prima volta in Europa la possibilità di inibire a cittadini italiani l’accesso a risorse web collocate fuori dal nostro Paese nonché la rimozione selettiva dei contenuti dei siti web anche privati presenti in Italia.

L’Italia avrà così il primato europeo della censura.

Marco Scialdone aggiunge giustamente:

Come prevedibile l’incontro si è rivelato totalmente inutile nel merito, ma assai utile per rafforzare il convincimento di aver intrapreso una battaglia giusta in punto di fatto e di diritto. Calabrò ha ammesso che l’Autorità si sta muovendo su un terrreno di frontiera, che non esistono equivalenti in ambito internazionale (l’Hadopi francese, ad esempio, ha un diverso impianto normativo alle spalle) e che l’Autorità non ha idea di quale sarà l’impatto quantitativo di questa delibera rispetto alla propria attività.

Tutte ragioni sufficienti per aderire alla richiesta di moratoria da noi avanzata tempo fa. Invece, come se nulla fosse, l’Autorità andrà avanti e, come chiarito da Calabrò, entro breve (probabilmente nelle prossime due o tre settimane) adotterà il provvedimento definitivo.

Appare, allora, a tutti evidente che qui non siamo più ad un livello tecnico-giuridico, ma squisitamente politico. Quando un’Autorità indipendente va avanti a prescindere e ben oltre quanto gli avrebbe imposto l’articolo 32 bis del D.lgs 177/2005 introdotto dal c.d. Decreto Romani, recuperando finanche una norma di 10 anni prima, l’articolo 182 bis lda (norma che, per inciso, nessuno ha mai interpretato come oggi l’autorità pretenderebbe di fare), per giustificare una propria traballante competenza in materia, quando succede tutto questo viene da chiedersi in chi o in che cosa in questo Paese si possa ormai confidare

Ora, la Delibera verrà approvata molto probabilmente  il 6 luglio, questi sono i loro piani, per parte nostra abbiamo sviluppato tutte le argomentazioni possibili sul piano giuridico, economico e sociale per contrastarla o, perlomeno, per cercare di attutirne gli aspetti più deleteri, tutto questo non è servito a nulla ? Forse … in realtà, e questo ci è apparso chiaro solo all’esito dell’incontro di ieri, non c’è alcuna argomentazione che avrebbe potuto scalfire questo must imposto all’Autorità e dal quale l’Autorità non si è voluta sottrarre, si trattava di un film già scritto altrove e il cui esito non è certo a lieto fine per l’interesse generale di questo povero Paese che perde a passo sempre più accelerato la sua credibilità in termini democratici. Leggete questo ultimo lungo post di Luca Nicotra, concordo … non avevamo capito bene che partita stavamo giocando e quali interessi stavamo cercando di contrastare …

Detto questo, abbiamo ancora 10 giorni, potremo dire di aver fatto la nostra parte solo se lotteremo fino all’ultimo, occorre una grossa mobilitazione, allora supportate l’iniziativa di Agorà Digitale  nel mio piccolo, per cercare di allargare la discussione ho appena aperto questo gruppo su Facebook  Svegliati e reagisci Italia altrimenti il 6 luglio cala la censura !  ogni altra idea è molto ben accetta …

Dopo il 6 luglio certo non ci daremo per vinti, andremo al TAR e chiederemo una procedura di infrazione alla Commissione europea ma possiamo ancora impedire che tutto questo avvenga: Svegliati Italia !

 Di seguito il link agli altri 8 post dedicati a spiegare meglio i motivi per i quali, se approvata nella forma in cui è stata messa in consultazione, la Delibera dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che prevede un procedimento sommario rischierà di divenire molto pericolosa per la libertà d’espressione in Rete:

d’autore in Rete:

AGCOM e diritto d’autore in Rete: un notice and take down all’amatriciana (puntata n. 1) 

AGCOM e diritto d’autore in Rete: una procedura sproporzionata e carente di analisi di impatto economico (puntata n. 2) 

AGCOM e diritto d’autore in Rete: L’Autorità non può sostituirsi al Giudice Penale (puntata n. 3)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: in attesa di oscurare i siti l’Autorità comincia a tacitare i Commissari non allineati? (puntata n. 4)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: i “presunti” poteri sanzionatori dell’Autorità in materia di copyright (puntata n. 5)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: Palese incostituzionalità del procedimento di inibizione (puntata n. 6)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: appuntamento alla Camera il 14 giugno (puntata n. 7)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: uno sguardo alle proposte del TACD sarebbe gradito (puntata n. 8)

Il ddl intercettazioni è deleterio anche per la difesa dei consumatori, parola di Altroconsumo

giugno 11, 2010 alle 6:15 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | Lascia un commento
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Riprendo di seguito l’articolo appena pubblicato da Altroconsumo in home page. Sono molto orgoglioso che la mia associazione, dopo aver atteso, senza voler contribuire ad alzare i toni in un clima già esacerbato ed estremamente politicizzato, che il ddl Alfano potesse essere adeguatamente modificato in sede parlamentare,  abbia ora preso questa posizione, considerato che il testo approvato ieri dal Senato, sebbene emendato, mantiene tuttavia una serie di elementi critici che rischieranno di limitare seriamente la libertà di informazione:

Ddl intercettazioni: conseguenze sull’informazione ai consumatori
11-06-2010

Il ddl intercettazioni approvato dal Senato avrà un impatto anche sull’informazione che facciamo a difesa dei consumatori.

Informare per difendere i consumatori
Questo disegno di legge avrà anche l’effetto di limitare l’azione che svolge giornalmente un’associazione di consumatori, come la nostra, che fra i suoi obiettivi ha sempre avuto, da oltre 35 anni, quello di colmare ogni tipo di lacuna informativa, nell’interesse generale dei cittadini. Pensiamo agli scandali finanziari, a quelli inerenti la malasanità o la sicurezza alimentare, che nostro malgrado si sono ripetuti negli ultimi anni. Tutte situazioni che, oltre ad avere rilevanza penale, possono essere estremamente lesive di diritti primari dei consumatori.
Limitare oltre misura lo strumento delle intercettazioni rischierebbe di inficiare l’attività dei pubblici ministeri. Impedire che le informazioni rilevanti scaturite dalle indagini preliminari siano rese di pubblico dominio ostacolerebbe l’attivazione in tempo utile di azioni collettive nei confronti di soggetti e società responsabili.

Le nostre inchieste a rischio
Sulla base del testo del disegno di legge, verrebbero intaccate anche le nostre inchieste sul campo, di cui beneficiano in primo luogo i nostri soci, ma anche più in generale l’efficienza e la correttezza del mercato di servizi e prodotti. Le persone che mandiamo sul campo non potrebbero più effettuare riprese e registrazioni, essendo tali attività consentite ai soli giornalisti professionisti iscritti nell’albo. A nostro avviso dovrebbero, invece, essere consentite tutte le volte che sono finalizzate ad indagini di tipo giornalistico a scopo di informazione, indipendentemente da chi le fa.

Censura alla rete
Il ddl introduce anche alcune modifiche che limitano le nostre possibilità di replica ai produttori che replicano ai nostri articoli. Il nuovo testo prevede che in caso di rettifica non ci sia più la facoltà di replicare per far valere le proprie ragioni. Queste condizioni vengono anche estese blog o e siti internet.

Ogni singolo deputato, al di là della sua appartenenza politica, dovrebbe riflettere con attenzione prima di approvare definitivamente questo disegno di legge nell’imminente passaggio alla Camera.

Il TAR Lazio elimina la mordacchia ai talk show per le emittenti private. Chiediamo un immediato ripristino della libertà di informazione anche per la RAI

marzo 12, 2010 alle 12:47 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 1 commento
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Importante novità nella intricata, assurda e tutta italiota questione relativa alla sospensione dei talk show nel periodo preelettorale per la quale – come vedete nel video sopra – ieri sono andato a manifestare, munito di megafono, il dissenso di Altroconsumo nella conferenza stampa “di strada” organizzata da Articolo 21 davanti alla RAI.

Dunque, ora il TAR Lazio sblocca giustamente la mordacchia alle emittenti private, rimane invece la censura per Porta a Porta, Annozero, L’ultima parola e Ballarò. E’ caduto, infatti, l’art 6 comma 2 della delibera Agcom per le Regionali 2010, ma rimane in piedi il Regolamento della Commissione di Vigilanza e, soprattutto la Delibera di auto-oscuramento del CdA Rai del 1 marzo che definire molto più realista del Re e autolesionista è forse eufemistico.

Siamo evidentemente al paradosso, ma forse, e speriamo al più presto, la decisione in via cautelare sul ricorso presentato da Altroconsumo iniseme a Cittadinanzattiva da parte del Tar Lazio metterà definitivamente a posto le cose. Di seguito il comunicato odierno di Altroconsumo 

Tar Lazio, stop alla sospensione dei programmi informativi per Mediaset, Sky e La7. Altroconsumo: ripristino informazione anche sul servizio pubblico
12-03-2010

I programmi informativi possono ora andare in onda su altre emittenti, come Mediaset, Sky e La7, ma non sul servizio pubblico, per il quale gli utenti pagano il canone.
Siamo al paradosso.

Il ricorso Altroconsumo contro la delibera RAI di sospensione dei programmi d’informazione in periodo prelettorale è ancora in piedi e sarà affrontato quanto prima al Tar Lazio in via cautelare.

Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo: “Gli utenti devono veder ripristinate le regole-base per poter essere informati in modo completo, obiettivo, imparziale e corretto dal servizio pubblico radiotelevisivo. La pluralità e diversità di fornitori di contenuti informativi, in concorrenza tra loro, sono alla base di uno stato civile”.

Continua la raccolta di firme per la petizione su www.altroconsumo.it a sostegno della richiesta di Altroconsumo di ripristino dei programmi d’informazione e in difesa dell’articolo 21 della Costituzione.

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