Il Governo italiano dica chiaramente NO alla proposta di ETNO in sede ONU

ottobre 19, 2012 alle 9:41 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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Di seguito la risposta di Altroconsumo alla consultazione lanciata dal governo italiano sul Trattato Internazionale delle Telecomunicazioni:

 

 

 

Il Governo italiano dica chiaramente No alla proposta di ETNO in sede ONU

Risposta di Altroconsumo alla consultazione pubblica

sul Trattato Internazionale delle Telecomunicazioni

 19.10.2012

 Il Dipartimento per le Comunicazioni, in collaborazione con l’Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione, ha avviato una consultazione aperta a tutti i soggetti interessati sulle proposte di revisione normativa del trattato internazionale delle telecomunicazioni, firmato a Melbourne nel 1988 da tutti i paesi del mondo nell’ambito dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni.

Altroconsumo, nel ringraziare per l’opportunità che ci viene concessa di esprimere le nostre valutazioni nell’interesse dei consumatori, si astiene dal presentare proposte di revisione all’attuale testo del Trattato e preferisce invece cogliere l’occasione per chiedere con fermezza al Governo italiano di rigettare le proposte di modifica inerenti alle regole di Internet presentate da ETNO, l’associazione europea degli operatori ex monopolisti delle telecomunicazioni, sulla quale attualmente si è concentrato il dibattito in vista della conferenza mondiale delle telecomunicazioni, che si svolgerà a dicembre a Dubai.

A nostro parere gli ex monopolisti intendono legittimamente proteggere i loro interessi nel nuovo scenario tecnologico, il fatto è che i loro interessi e quelli dei loro azionisti, anche se legittimi, confliggono inesorabilmente con l’interesse generale, che dovrebbe essere considerato prevalente e al di sopra di essi.

Costringere ad esempio gli Over the Top (OTT) quali Google, Facebook etc. a pagare agli operatori di telecomunicazione, i cui clienti usano i servizi Internet dei primi, somme supplementari rispetto a quelle che gli OTT stessi pagano per l’accesso ed il transito nell’ambito dei sistemi attuali di peering avrà ripercussioni anche a valle e significherà un aumento dei costi per noi consumatori.

Ma non solo, se gli operatori di telecomunicazione otterranno la possibilità di fare discriminazioni della banda Internet su mere considerazioni commerciali, cosa che non ha niente a che fare con l’esigenza di assicurare la qualità del servizio, e quindi di poter trattare, ad esempio, in un modo il servizio Internet “amico” X, che continuerà ad essere disponibile gratis ai clienti dell’operatore tlc come accade oggi, e in un modo diametralmente opposto il servizio Internet “non amico” Y, che diverrà soggetto ad una tassa che gli utenti dovranno pagare all’operatore tlc, si verificherà una lesione inaccettabile alla neutralità della Rete che ha garantito lo sviluppo di Internet come lo consociamo oggi.

Ove ETNO riuscisse in questa operazione gli ex monopolisti delle telecomunicazioni  avranno di fatto la possibilità di selezionare i servizi e i contenuti fruibili dagli utenti, proprio come le TV, cosa per noi inaccettabile. Si tratta del modello che già oggi alcuni operatori mobili tentano di tanto in tanto di applicare a Skype, Whatsapp ed in generale a tutti i services providers antipatici (ma amati dagli utenti) e che ETNO, compresa Telecom Italia, vorrebbe che diventi la regola. I servizi sgraditi, magari perchè in concorrenza, verrebbero quindi tassati, rendendoli quindi pressochè inaccessibili.

Impedire infine all’Unione Europea ed ai Paesi membri di legiferare autonomamente in materia, inchinandosi alle ambigue norme ITU sollecitate da ETNO appare francamente inaccettabile.

Per tutte queste ragioni Altroconsumo chiede al Governo italiano di rigettare con fermezza nell’interesse generale dei consumatori la proposta di ETNO in sede ONU. 

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