Preservare la Neutralità della Rete: la Commissione europea lancia una nuova consultazione

luglio 23, 2012 alle 3:06 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, TELECOMUNICAZIONI | 4 commenti
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 Queste le parole con le quali il Commissario Neelie Kroes ha accompagnato oggi il lancio della nuova consultazione volta a preservare la Neutralità della Rete:

Today there is a lack of effective consumer choice when it comes to internet offers. I will use this consultation to help prepare recommendations that will generate more real choices and end the net neutrality waiting game in Europe. Input from this consultation will help turn BEREC’s findings into practical recommendations.

Con la nuova consultazione, che fa seguito per l’appunto alle preoccupanti risultanze dell’analisi del BEREC, la Commissione intende raccogliere da tutte le parti interessate, non solo providers e telco ma anche consumatori, input relativi a:
– la gestione del traffico Internet, compresa la gestione della congestione, e questioni di privacy;
– la trasparenza, in particolare per quanto riguarda le prestazioni effettive di Internet (velocità e qualità) e le restrizioni all’accesso a Internet;
– la possibilità per i consumatori di cambiare operatore;
-I problemi relativi alla interconnessione Internet tra gli operatori di rete.

Il documento di consultazione si trova qui , da notare che, giusto una settimana fa, il BEUC – l’Organizzazione europea dei  Consumatori  – aveva scritto alla Commissaria Kroes esortandola a proporre una regolamentazione specifica per sancire il principio della Net Neutrality nel diritto comunitario come questione di priorità dimostrando seria preoccupazione per la situazione rappresentata dai risultati dell’inchiesta svolta dal BEREC.

Nella lettera del BEUC si legge:

We were all waiting for the facts and now we have them. To provide only but a few examples, it is alarming to see that one in every two Europeans may not have the option to use Voice-Over-IP services on their mobile broadband service, that two in three Europeans may be subject to illegitimate discriminations on their Internet connection due to their Internet Service Provider’s (ISP) commercial decision to focus resources on specialized services, or that many ISPs are prioritizing specific content as a general practice and especially during peak times.

E ancora:

BEREC admits that the findings only provide a partial view of the practices across Europe, therefore the abuses of net neutrality may be far worse than announced. BEREC’s findings provide clear evidence that urgent legislative action is necessary in order to ensure that all ISPs are offering open, neutral broadband services to access the Internet to all European consumers.

E, infine:

In fact, BEREC findings prove that a very significant percentage of European consumers are already in the situation where their choice for a neutral access is rather limited, if not inexistent. There is a considerable risk that the situation will worsen and violations of the net neutrality principle will become even more common practice than they are today.

Speriamo che questa nuova consultazione non risulti essere un modo per prendere ancora tempo, non dimentichiamo che la Neutralità della Rete è uno dei principi fondamentali di Internet che ha permesso di migliorare in modo significativo la partecipazione dei cittadini nella società, l’accesso alla conoscenza e alla diversità, promuovendo l’innovazione, la crescita economica e la partecipazione democratica.

La Comunicazione UE sulla Net Neutrality e i commenti del BEUC (update)

aprile 19, 2011 alle 2:41 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 1 commento
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La Commissione europea ha pubblicato oggi l’attesa Comunicazione sulla Neutralità della Rete, leggibile qui, qui invece il comunicato stampa della Commissione.

Il BEREC – l’Organismo dei Regolatori europei delle comunicazioni elettroniche – procederà nel prossimi mesi ad un più approfondito accertamento dei comportamenti degli operatori, dopodichè la Commissione potrebbe adottare ulteriori linee guida prima della fine del 2011.    

La Comunicazione fornisce ulteriori dettagli per quanto riguarda le diverse tipologie di traffic management da considerarsi illegittime e di quelle che possono invece ritenersi accettabili. Una cosa positiva è che la Commissione non affronta più solo il problema della trasparenza ma anche quello delle barriere allo switching.

Nel complesso imho la Commissione ha adottato un approccio alquanto attendista, la  Comunicazione in tal senso appare deludente, il dibattito sulla Neutralità della Rete rimane comunque apertissimo, a presto per maggiori dettagli.

Update: Sulla stessa linea il comunicato stampa a commento del BEUC:

Commission still not up to speed on Net Neutrality

Europe’s 350 million internet users were today disappointed by a second chance lost to secure the neutral nature and quality of service of the internet, in today’s European Commission communication on Net Neutrality.

The Net Neutrality principle asserts all internet data must be treated equally – irrespective of source, destination and type. It protects users against unfair ‘traffic management’ techniques by network providers, such as blocking, degradation or prioritisation of popular high-bandwidth online services e.g. voice calling1 and P2P file-sharing.

BEUC today regrets that the Commission has for now passed up the opportunity to adopt specific rules on Net Neutrality for the benefit of internet users. The fact finding exercise just announced will confirm the obvious: net neutrality is endangered and significant time has already been lost. The European Consumers’ Organisation is among many stakeholders calling for regulation at EU-level.

Different approaches by National Regulatory Authorities in EU countries, the increasing frequency of restrictions by operators, all combined with a lack of effective competition in the telecoms market, show the clear need for urgent EU action to ensure Net Neutrality in Europe.

Commenting, Monique Goyens, Director General of The European Consumers’ Organisation said:

“It’s an issue of huge importance for all Europe’s internet users. Transparency alone is a level of protection so thin as to be see-through. Web users need more than that to ensure the access and quality they pay for and should be getting are not discriminated against.

“The internet after all is about openness, choice and participation. If ISPs misuse their control of internet traffic, then these essential qualities are lost. This race of technological advances is high-speed and, to remain fair, requires a referee. The EU needs take on this role while giving national regulatory authorities the means to do the same.”

Supporto il claim di Telecom Italia e quindi non le sue nuove clausole: Internet – deve rimanere – senza limiti

marzo 28, 2011 alle 12:09 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | Lascia un commento
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L’avevo detto che questa cosa non mi convinceva per nulla e siamo stati di parola: insieme ad Acu, Codici e Casa del Consumatore, Altroconsumo ha infatti inviato oggi una formale diffida preliminare ad inibitoria a Telecom Italia in merito alla clausola con la quale quest’ultima si riserva la facoltà di introdurre per tutte le offerte ADSL meccanismi di limitazione di banda … Qui, e di seguito, il nostro comunicato:

Nei contratti di servizi adsl Telecom Italia afferma di riservarsi il diritto a limitare la connessione e l’utilizzo della Rete in momenti imprecisati della giornata. E’ una clasuola vessatoria nei confronti dell’utente internet, che si trova a pagare un prezzo fisso di fronte alla variabilità, in quantità e qualità, a completa discrezione del fornitore del servizio

Per questo motivo Acu, Altroconsumo, Codici e La Casa del Consumatore hanno inviato una diffida a Telecom Italia perché non sia applicata la clausola e siano riprisitinati i contratti che non la prevedevano.

Oltre allo squilibrio contrattuale tra le parti, di per sé illegittimo, gli utenti saranno in condizione di non sapere in anticipo quando l’operatore applicherà le limitazioni di servizio e probabilmente nemmeno dopo averle subite, rendendo così impossibile l’eventualità di vedere riconosciuti i propri diritti.

La limitazione delle risorse di Rete è discriminatoria e non può essere imposta unilateralmente. Il dibattito sulla neutralità della Rete è ampio sia a livello nazionale, l’AGCOM ha lanciato una consultazione pubblica sul tema, sia a livello europeo: il Commissario Neelie Kroes sta monitorando le eventuali interferenze sulla Net neutrality procurate dagli operatori per poi intervenire con una Comunicazione ad aprile, come previsto dal Telecom Package.

Telecom Italia vuole fare cattiva scuola.

In più razzolando male e predicando benissimo, visto che sul proprio sito telecomitalia.it il servizio è presentato come “Internet senza limiti”. Che ironia.

Colgo l’occasione per dire che di Net Neutrality e di altre attualissime questioni inerenti la Rete si parlerà a Roma giovedì 31 alla tavola rotonda di chiusura di EXPO COMM ITALIA 2011  Sviluppo di Internet e tutela dell’utente: un obiettivo comune da condividere tra istituzioni, operatori e clienti_ moderata tra l’altro dal buon Alessandro Longo. Ci vediamo lì ?

Net Neutrality – dalla consultazione della Commissione emerge l’importanza di preservare l’apertura della Rete

novembre 9, 2010 alle 6:29 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 2 commenti
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 Agenda digitale: la consultazione rivela un accordo quasi unanime sull’importanza di preservare l’apertura della rete

Dalla consultazione pubblica lanciata il 30 giugno dalla Commissione europea sull’apertura e la neutralità di internet è emerso un accordo quasi unanime sull’importanza di preservare l’apertura di internet (IP/10/860).

La Rete è un bene comune, non vogliamo navigare in corsia d’emergenza

settembre 3, 2010 alle 11:08 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 6 commenti
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Stimolato da interessanti commenti ricevuti in privato che pongono alcune critiche sulla tenuta del paragone con le strade che facevo citando Juan Carlos De Martin, torno sulla questione della Neutralità della Rete. Va da sè che di cazzate ne possiamo sempre e comunque sparare tutti e personalmente sono, peraltro, di solito anche tra i più bravi in questo 😉 ma, allo stesso tempo, rimango convinto che il confronto e la discussione argomentata possano aiutare a chiarire le idee e ad abbattere inutili preconcetti, ecco allora, più precisamente, come la vedo:

E’ verissimo che il traffico, anche sulle strade, non è di fatto completamente neutrale ma il traffic management è regolamentato in funzione di interessi generali preordinati, questo è vero sia, ad esempio, per la presenza delle corsie di emergenza in autostrada, imposte per garantire la sicurezza sia, allo stesso modo, per quanto concerne le strade statali, dove non possono circolare mezzi pesanti, ancora una volta per garantire la sicurezza, o sulle vie pedonali, dove si può circolare solo a piedi o in bici. Certo, rimane ad ogni modo che vogliamo senza dubbio che tutti i viaggiatori con i loro diversi mezzi di trasporto abbiano indistintamente gli stessi diritti/doveri su tutte le strade, questa deve essere la regola di base, insomma non vogliamo essere relegati alla corsia d’emergenza ma non siamo così dogmaticamente miopi ed integralisti da pretendere che non si possano porre eccezioni, purchè tali eccezioni siano stabilite dalla regolamentazione e non imposte unilaterlamente dai gestori pro tempore delle strade e, soprattutto, sempre che tali regole non siano messe lì per privilegiare alcuni viaggiatori/mezzi di trasporto e scriminarne altri, ma, al contrario per migliorare l’efficienza del sistema nell’interesse generale, d’altra parte, come dice in questi giorni De Biase ! siamo tutti legati, siamo tutti una Rete.

Giusto per non creare ulteriori incomprensioni, non è che voglio intendere che la Rete deve diventare pubblica come lo sono prevalentemente le strade, di proprietà dello Stato o degli Enti locali, dico solo che, come le strade, anche la Rete è un bene comune e quindi necessita una regolamentazione adeguata, arrivo anche a considerare che, così come esistono strade private, dove può essere interdetto o limitato l’accesso a tutti indistamente, anche in Rete vi possano essere delle aree chiuse o ristrette, sempre che il sistema alla base e nel suo complesso rimanga aperto e neutro.

Uscendo dunque dalla metafora delle strade per tornare alla Rete, anche lì vogliamo che tutti i navigatori e tutte le diverse tipologie di traffico abbiano lo stesso livello di priorità, questa è e deve rimanere la regola generale, ma ci possono/ci debbono essere e ci sono già oggi eccezioni. Se, infatti, è vero che tutti i bit sono uguali i servizi ne fanno un uso – quantitativo – assai diverso. Pensiamo alla quantità di bit messa in gioco da un video online rispetto a una mail. Allora se condividiamo lo stesso tubo – stretto – e un utente x guarda due film in streaming mentre l’utente y invia due mail, si potrebbe porre il caso in cui l’utente x intasi il tubo e l’utente y per inviare le sue due mail ci metta un’infinità. Ecco che pratiche di network management possono essere consentite e, anzi, debbono essere garantite dagli Internet Service Providers per una varietà di ragioni in casi specifici al fine di permettere il corretto ed efficiente funzionamento della Rete. Ad esempio il controllo e la prioritarizzazione del traffico utilizzati per alleviare, in casi straordinari, la congestione temporanea della Rete per assicurarne la continuità o, ove necessario, quando la sicurezza della Rete è minacciata.

Ma una netta distinzione deve essere posta a livello regolamentare tra quelle pratiche che costituiscono un legittimo e ragionevole management e altre che pongono o possono porre in essere azioni discriminatorie finalizzate a comportamenti anticoncorrenziali o dettate da ragioni meramente commerciali. In tal senso gli Internet Service Provider dovrebbero sostenere l’onere della prova circa l’esistenza di una effettiva e inconfutabile congestione o che vi è la necessità imperativa di intervenire per il funzionamento della Rete. Queste condizioni dovrebbero poter essere esaminate con cura da parte delle Autorità in linea con i principi di trasparenza, proporzionalità e non discriminazione. Per comprendersi meglio:

– Trasparenza: le pratiche di traffic management dovrebbero essere rese note ai consumatori in modo adeguato;

– Proporzionalità: le misure adottae dovrebbero avere il minimo impatto possibile sul funzionamento della Rete ed essere proporzionati al problema riscontrato;
– Non discriminazione: flussi con analoghe caratteristiche tecniche dovrebbero essere trattati in modo equivalente e fornitori di accesso non devono discriminare tra i fornitori dello stesso contenuto o servizio.

E, infine, appare anche opportuno porre una netta distinzione tra un ragionevole network management della Rete e gli eventuali adempimenti necessari per rispettare obblighi di origine legale come ordini di Tribunali o similia, questi ultimi devono mantenere un razionale diverso da quello dettato dalle logiche di network management e, soprattutto, gli sforzi volontari contro i trasferimenti illegali di contenuti non debbono servire come pretesto per discriminazioni o promuovere effetti discriminatori. In realtà sarebbe poi auspicabile che gli operatori concentrassero più attenzioni e risorse da investire nella banda larga e in reti di nuova generazione piuttosto che investire nel controllo dei dati trasferiti attraverso i loro tubi …

La Rete è un bene comune, vogliamo poter dire la nostra sul suo e sul nostro futuro

settembre 1, 2010 alle 1:34 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 4 commenti
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Da leggere questo post sul blog di Marco Scialdone: Net neutrality: è tempo di accordi

Ora, io non ho nulla da eccepire se multinazionali statunitensi svolgono legittimamente le loro attività di lobbying, il tema della net neutrality tocca interessi per molte di loro commercialmente assai rilevanti, il fatto peraltro che sembra stiano cercando di trovare un consenso, una sorta di mediazione, su questioni che le hanno viste fino ad ora, in funzione dei loro diversi modelli di business, contrapposte potrebbe essere, in un certo senso, anche visto  positivamente …

Epperò, epperò, epperò … come ho già avuto modo di scrivere qui a proposito dell’accordo Google/Verizon, il dibattito sulla neutralità della Rete non è solo cosa loro, non lo può/non lo deve essere perchè non tocca solo questioni di business ma, e maledettamente, anche interessi collettivi (a mio avviso preordinati) di tutti noi, anche europei, sia come cittadini sia come utenti della Rete.

La net neutrality è un principio cardine di Internet che ha finora consentito: una partecipazione civica mai sperimentata precedentemente, accesso all’informazione/alla cultura e diversità/pluralità. Allo stesso tempo la net neutrality ha promosso l’innovazione e lo sviluppo economico. Ora questo sistema è messo a rischio da comportamenti di operatori che perseguendo il loro utile (peraltro legittimamente essendo società a scopo di lucro) hanno cominciato ad incrinare in vari modi la neutralità e vogliono adesso modificare le regole e i principi su cui si è costruita la Rete. Tutto questo lo ha scritto, tra gli altri, e molto meglio di me in un bell’editoriale di ieri su La Stampa Juan Carlos De Martin Le sfide per la neutralità di Internet , qui un passaggio cruciale:

Ma cosa è la «neutralità della rete» e perché è un argomento scottante? Una delle regole fondamentali di Internet è che gli utenti pagano esplicitamente solo per accedere alla rete, ovvero, per diventare – con il loro computer, smart phone o tavoletta – un nodo della rete stessa. L’accesso naturalmente costerà di più o di meno a seconda della dimensione del «tubo» dati e di altri aspetti del servizio. Ma una volta diventati nodi della rete, tutti gli utenti, che siano blogger o governi, possono raggiungere, sia in trasmissione sia in ricezione, qualsiasi altro nodo, senza più incontrare, ai guadi e ai valichi, gabellieri di sorta. L’importanza – e anche la naturalezza – di questo principio può essere illustrata da un’analogia automobilistica. Sarebbe concepibile che un operatore autostradale – oltre a far pagare a tutti, come è normale, l’accesso alla sua infrastruttura – stringesse anche accordi con marche automobilistiche, per esempio Renault e Toyota, e riservasse alle vetture di tali marche una o più corsie preferenziali, costringendo tutte le altre automobili ad affollarsi nelle corsie rimanenti? Oppure, sarebbe concepibile che ai caselli si ispezionassero i bagagliai, facendo accedere alla corsia preferenziale solo chi trasportasse, per esempio, libri Adelphi o banane Chiquita? Gli esempi fanno probabilmente sorridere tanto sono improbabili. Eppure, nonostante le naturali differenze del caso, è di qualcosa di simile che si sta parlando quando si discute di «neutralità della rete» e dei relativi punti della proposta Google-Verizon.

E ha fatto bene Juan Carlos, non sono d’accordo (e Dario lo sa!) con chi sostiene che non dobbiamo sempre banalizzare questi concetti che restano tecnici e che come tali devono essere trattati. Anche perchè il raffronto tra Internet e Autostrade non regge piu’ e va superato anche in termini di regolamentazione. Al contrario, cercare di fare prendere coscienza a tutti dei loro diritti e del fatto che in questo momento storico è il caso di pretenderne collettivamente il rispetto mi sembra meritorio e, circa il paragone con le autostrade, il fatto che già oggi non regga più costituisce proprio il problema attuale e lo evidenzia vieppiù. Su una cosa sono tuttavia d’accordo con Dario Denni: regolamentazione, è proprio questo che serve e al più presto.

Dunque, se di regolamentazione si deve parlare in primis dobbiamo capire chi farà le regole, tutto il baillame in corso negli States in materia di net neutrality è ovviamente rivolto, come target, alla FCC e in Europa che facciamo ? attendiamo che la FCC decida anche sui nostri diritti e sotto la pressione incrociata dei colossi di Internet ? In realtà occorre ricordare che l’Unione europea ha già perso una chance non cogliendo l’opportunità di salvaguardare la net neutrality quale principio regolamentare fondamentale nell’ambito della revisione del Telecom Package. Attraverso il riconoscimento della possibilità per i providers di operare il traffic management come regola di default la UE ha aperto la porta al controllo possibilmente discriminatorio, scorretto e anticoncorrenziale di Internet. La trasparenza e la disclosure non sono rimedi sufficienti, in particolar modo in un mercato che non ha raggiunto sufficienti livelli di concorrenza.

Per questo noi cittadini dobbiamo ora chiedere e pretendere dalla UE regole coerenti, efficaci ed implementabili sulla net neutrality. Non perdiamo un’altra chance, questo andrebbe a discapito della libertà di scelta dei consumatori ma anche, in prospettiva, dello sviluppo di un mercato concorrenziale. Come fare ? semplice, ricordavo qui che, in preda ad una sorta di pentimento, dopo l’approvazione del Telecom Package la Commissione europea ha lanciato una consultazione sulla neutralità della rete, le risposte vanno trasmesse entro il 30 settembre, una relazione della Commissione che dovrebbe poi essere presentata entro la fine dell’anno si baserà sugli esiti di questa consultazione, allora che aspettiamo? facciamo sentire alla Commissione anche la voce dei cittadini e degli utenti della Rete.

La Rete è un bene comune, vogliamo poter dire la nostra sul suo e sul nostro futuro … Il concetto di commons IMHO si applica infatti a Internet per molti versi, questo non toglie che anche i legittimi interessi commerciali e privati debbano trovare una loro tutela, la regolamentazione dovrebbe tenere insieme tutto. Attenzione, se perdiamo la neutralità non vengono calpestati solo i nostri diritti di cittadini digitali, perdiamo anche quel level playing field che consente competizione e innovazione, non possono essere Google e Verizon a determinare il nuovo scenario sulla base di un compromesso raggiunto, o da raggiungere tra i loro confliggenti interessi, non basta, ma non basterebbe neanche se fossero Google, Verizon, Microsoft, AT&T e pochi altri. Se non ci sono regole non c’è più mercato … penso che lo Stato, o meglio gli Stati, UE e US in primis debbano porre queste regole, le Autorità farle rispettare e gli operatori farsi concorrenza.

Il web è morto ? mah … IMHO è la neutralità della Rete che non se la passa tanto bene

agosto 18, 2010 alle 4:46 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 11 commenti
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Torno al lavoro e (anche) in Rete dopo un breve periodo di salutare disconnessione totale, per una sorta di par condicio ho, allo stesso tempo, evitato di leggere giornali e guardare la tv, disintossicazione totale dunque, mentre mi sono letto due bei libri: La tv che non c’è: come e perché riformare la Rai di Gilberto Squizzato, e Fahrenheit 451 di Ray Bradbury.

Il primo fornisce un ottimo, e un pò (tanto) deprimente, spaccato – da insider – sul mondo tutto italiota di Mamma Rai, non che sia d’accordo con tutto quello che propone l’autore ma lo consiglio sicuramente come lettura estiva per chi, ancora in ferie (ack … invidia !) sia interessato al tema di come resuscitare il servizio pubblico radiotelevisivo; il secondo è un classico, ebbene sì confesso, non lo avevo mai letto e mi ha affascinato. Tanto che sono rimasto un pò interdetto nell’apprendere oggi che l’autore, che festeggerà a breve 90 anni, avrebbe dichiarato We have too many cellphones. We’ve got too many Internets. We have got to get rid of those machines. Soprattutto il fatto che avremmo troppa Internet e che dovremmo sbarazzarcene non mi sembra in linea con l’avvincente quanto visionario e ancora attualissimo portato di Fahrenheit 451 in termini di riflessione sui rischi di degenerazione della società moderna di fronte ai continui sviluppi tecnologici che, se non dominati e piegati al bene comune, possono condurre ad una gigantesca implosione ed essere origine di valori che contraddicono i fondamenti della civiltà umana. Certo, bisognerebbe capire di che Internet stiamo parlando…

Di che Internet stiamo parlando? … che Internet vogliamo nel nostro futuro ? questo è, appunto, un tema cruciale da approfondire in quanto inciderà (anche) sullo sviluppo della nostra società, delle nostre democrazie e che, proprio nel mese di agosto, durante la mia disconnessione 😉 mi sembra diventato di estrema attualità alla luce di due “avvenimenti”: l’articolo di copertina di Wired, edizione US a firma di Chris Anderson secondo il quale il web è morto , in estrema sintesi, sopraffatto dalle apps e l’annuncio da parte di Google e Verizon della loro joint legislative framework proposal 

Ora, su entrambe le cose si è già scritto tanto e, nel riservarmi ancora di approfondire, (sono appena tornato … e vado ancora a tre cilindri 😉 segnalo circa l’articolo di Wired la stroncatura su BoingBoing  ripresa sia da Mantellini che da De Biase, i dati del grafico (che vedete anche qui sopra) sul quale si basa l’articolo di Anderson in realtà sembrerebbero infatti travisare il fatto che in numeri assoluti il web sta ancora crescendo alla grande. (Mi piace molto anche il commento di Marco Camisani Calzolari). 

Ma, al di là delle diatribe sulle quote di traffico Internet su web e su apps, il problema più rilevante è, quanto e come apps o non apps si vada verso sistemi chiusi o meno, il problema, ed è una questione che non tocca solo aspetti di business ma coinvolge interessi collettivi di tutti noi, in quanto la Rete è un bene comune, è se e come si stiano attualmente rimettendo in discussione le regole ed i meccanismi dell’ambiente Internet, stiamo parlando della salvaguardia della neutralità della Rete ovviamente e questo ci porta inevitabilmente a ragionare su quanto emerge dall’accordo Google/Verizon  in merito al quale segnalo i post molto critici di Stefano Quintarelli e quelli di Vittorio Zambardino

Mi piace immaginare che posta in questio termini la questione rispetto al futuro di Internet anche Ray Bradbury si schierebbe per la difesa della neutralità della Rete. Mi fermo qui per ora, fatemi sapere, se volete, cosa ne pensate e ci torniamo su nei prossimi giorni.

Neutralità della Rete: la Commissione UE avvia una consultazione

giugno 30, 2010 alle 6:08 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 2 commenti
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La consultazione è stata lanciata oggi, le risposte vanno trasmesse entro il 30 settembre, maggiori info qui. Va da sè che è molto importante fare sentire la voce dei consumatori.

In materia, vi ricordo l’articolo di Innocenzo Genna pubblicato su “Consumatori Diritti e Mercato” :

Internet e neutralità della rete

Innocenzo Genna – giurista, esperto di regolamentazione nel settore delle comunicazioni elettroniche

Il tema della Net Neutrality sconta miti ed incomprensioni sul funzionamento della rete Internet e, in particolare, la scarsa conoscenza delle pratiche di network management, le relative finalità ed effetti. Una più attenta analisi di tali pratiche può indirizzare il dibattito verso una dimensione costruttiva ed aiutare a distinguere i comportamenti delle telco utili o necessari per il miglior funzionamento della rete Internet da quelli che possono presentare profili di illiceità per gli utenti o effetti escludenti verso altri operatori.

Net Neutrality: ecco le “regole” della FCC per preservare una Rete Internet libera e aperta

settembre 21, 2009 alle 6:52 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | Lascia un commento
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jgCome preannunciato, Julius Genachowski, il Presidente della Federal Communications Commission FCC ha illustrato le nuove “regole” per salvaguardare la Net Neutrality.
Trovate qui l’intero discorso pronunciato oggi presso il Brookings Institution di Washington.
Questo blog si è già occupato della Neutralità della Rete a seguito del molto discusso annuncio di Vodafone e, poi, presentando la lettera condivisa da Altroconsumo e molte altre associazioni ai parlamentari europei.
Sapete dunque come la penso, ritengo le questioni che si stanno affrontando oggi molto importanti per il futuro della Rete e non solo, quanto annunciato e dichiarato dalla FCC andrà quindi soppesato e valutato con attenzione anche perchè avrà indubbiamente un’influenza notevole sul Telecom Package in discussione in Europa e, di conseguenza, anche in Italia.
Spero che anche nel nostro Paese si possa ora finalmente aprire un dibattito serio, maturo e costruttivo, stiamo parlando del nostro futuro e, soprattutto, di quello dei nostri figli.

Altroconsumo for Net Neutrality in Europe

settembre 17, 2009 alle 10:27 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 6 commenti
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AllBitsAreCreatedEqual_01Ritorno sulla Neutralità della Rete perchè Altroconsumo insieme a molte altre associazioni di tutta Europa hanno condiviso nella lettera che trovate qui sotto le loro preoccupazioni chiedendo ai parlamentari europei di impegnarsi a garantire una Rete libera, aperta e innovativa e salvaguardare le libertà fondamentali dei cittadini europei.

Sul sito di La Quadrature du Net c’è un form attraverso il quale ogni organizzazione può aggiungere la sua sigla a quella dei primi firmatari a supporto dell’iniziativa, vista l’imminente discussione sul Telecom Package direi che ne vale proprio la pena

We Must Protect Net Neutrality in Europe!
Open letter to the European Parliament
Net neutrality has been an indispensable catalyst of competition, innovation, and fundamental freedoms in the digital environment. A neutral Internet ensures that users face no conditions limiting access to applications and services. Likewise, it rules out any discrimination against the source, destination or actual content of the information transmitted over the network.

Thanks to this principle, our society collectively built the Internet as we know it today. Except in some authoritarian regimes, everyone around the globe has access to the same Internet, and even the smallest entrepreneurs are on equal footing with the leading global enterprises. Moreover, Net neutrality stimulates the virtuous circle of a development model based on the growth of a common communication network that enables new uses and tools, as opposed to one relying on investments in filtering and controlling. Only under such conditions is Internet continuously improving our societies, enhancing freedom — including the freedom of expression and communication — and allowing for more efficient and creative markets.

However, Net neutrality is now under the threat of telecom operators and content industries that see business opportunities in discriminating, filtering or prioritizing information flowing through the network. All around Europe, these kind of discriminatory practices, detrimental to both consumers and innovation, are emerging. No court or regulator seems to have adequate tools to counter these behaviors and preserve the general interest. Some provisions introduced in the Telecoms Package could even encourage such practices.

We who have signed this open letter urge the European Parliament to protect the freedom to receive and distribute content, and to use services and applications without interference from private actors. We call on the Members of the Parliament to take decisive action during the ongoing negotiation of the Telecoms Package in order to guarantee a free, open and innovative Internet, and to safeguard the fundamental freedoms of European citizens.

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