Caro Ministro Passera, blocchi il beauty contest: qualche miliardo nelle casse dello Stato non darebbero certo fastidio

dicembre 9, 2011 alle 1:50 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 7 commenti
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Come ha sottolineato giustamente oggi Luca De Biase:

Dice il proprietario di Mediaset, parlando da uomo politico, che se le frequenze televisive dovessero assegnate a pagamento invece che gratuitamente, l’asta andrebbe probabilmente deserta. (Reuters).

Significa che nelle sue previsioni non si troverebbero stranieri disposti a comprare frequenze in Italia, che le attuali televisioni dominanti non hanno bisogno di pagare quello che in passato hanno avuto gratis, che non c’è business televisivo in Italia visto che il duopolio un poco disturbato da Sky e la7 continua a mangiarsi la gran parte della torta. E visto che la crescita è sul web non sulla televisione.

Oppure significa che l’uomo politico, parlando da proprietario di Mediaset si augura che non sia a pagamento perché in quel caso si scatenerebbe forse una competizione alla quale dovrebbe partecipare per non vedersi erodere la posizione dominante: quindi dovrebbe pagare per quello che spera di avere gratis.

Propenderei per la seconda ipotesi ma poco importa, ciò che invece in ogni caso più rileva è che occorre fermare al più presto il beauty contest e riassegnare le frequenze digitali attraverso un regolare bando di gara.

Se, infatti, il beauty contest non fosse annullato le nuove frequenze digitali terrestri verrebbero assegnate gratuitamente ai due incumbent RAI e Mediaset, rafforzando peraltro la loro posizione di dominio anche nel nuovo contesto digitale come Altroconsumo va dicendo in Italia e in Europa sin dal 2006, quando il nostro esposto aveva dato luogo alla procedura di infrazione.

Nel corso della conferenza stampa di presentanzione della manovra economica un giornalista aveva posto questo tema chiedendo all’Esecutivo se volesse o meno intervenire, il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera aveva risposto che ancora non si era occupato della questione.

Beh. è giunta l’ora che lo faccia. Come annunciato questa sera da Guido Scorza a ServizioPubblico (vedi video sopra) Altroconsumo intende presentare istanza formale al Ministro perchè, in sostanza, il governo si ravveda completamente sulla procedura del beauty contest bloccandola e avvii al suo posto un’asta pubblica come si è fatto con le frequenze per la banda larga mobile.  In questo modo si eviterebbe di rafforzare ulteriormente il duopolio nel contesto digitale ma, soprattutto, considerata la situazione economica del Paese e il fatto che si stanno chiedendo sacrifici a tutti i cittadini, parrebbe assurdo non chiedere a RAI e Mediaset, o alle altre aziende che vorranno partecipare all’asta, il dovuto: qualche miliardo nelle casse dello Stato non darebbe certo fastidio …

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  2. Pubblicate e diffondete la petizione !!!

    http://www.avaaz.org/it/no_tv_gratis/?fp

  3. Certo, ovviamente, bisogna vendere l’etere pubblico a caro prezzo a dei privati per far entrare nelle casse dello Stato il bottino una tantum molto comodo a chi sta al governo in quel momento… così certamente Monti lo investirà nel wellfare invece che versarlo direttamente nelle casse della Bce, di certo rinuncerà al plauso dei colleghi banchieri per ottenere quello dei suoi fieri connazionali Italiani. Ma io dico, sono queste le manovre che Altroconsumo ritiene intelligenti? Evidentemente ciò che è già avvenuto per le frequenze di telefonia mobile e poi anche per il wimax in Italia non è stato sufficiente a comprendere che le aste le vincono solo i più forti, e una volta che l’oligopolio ha saturato il mercato, nè gestisce bello e cattivo tempo indisturbatamente a tutto svantaggio del principio di concorrenza e del consumatore. Non si possono avere dubbi che gli imprenditori cercheranno in ogni modo di riversare le spese d’asta sul consumatore e solo adesso mi verrebbero in mente mille e uno modi per portare le persone ad abituarsi a pagare per trasmissioni stupide e meno stupide. Una volta fatta la frittata poi dovremo pure discutere la possibilità di ritornare all’analogico? E mai possibile che Altroconsumo invece di farsi portabandiera di proposte più insulse di quelle di Berlusconi, non pensi di suggerire una semplice concessione delle frequenze a medio termine e non gratuita, normate da una sana legislazione e sorvegliate da un organo di garanzia possibilmente non politico? Possibile che questo genere di soluzioni debbano essere contemplate solo da altri Paesi, o peggio, che siano d’ispirazione da noi solo quando aiutano i privati a sottrarre, ad esempio, le spiagge pubbliche ai cittadini? E’un classico dell’Italia adottare i rimedio giusto al posto sbagliato, ci mancava solo Altroconsumo.

    • Ma noi, per ora, ci limitiamo a dire che il bando deve essere annullato un istante dopo il MSE può fare quello che vuole, ivi incluso darle ad esempio in concessione per qualche anno a consorzi di piccoli e medi imprenditori e aiutarli a creare modelli di business capaci di renderli concorrenti di rai e rti…

  4. […] anticipato nel mio precedente post e da Guido Scorza a  ServizioPubblico (vedi video sopra) Altroconsumo insieme a FEMI (Federazione […]

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  6. […] vicenda beauty contest mi sono più volte espresso e quindi non avrei da aggiungere nulla di nuovo nel merito. Allo stesso modo, sulla notizia del […]


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