Frequenze TV: capisco (anche se non condivido) Mediaset, chi mi spiega invece la posizione del PDL?

aprile 18, 2012 alle 2:43 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, TV | Lascia un commento
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Sulla vicenda beauty contest mi sono più volte espresso e quindi non avrei da aggiungere nulla di nuovo nel merito. Allo stesso modo, sulla notizia del ricorso da parte di Mediaset c’è veramente poco da dire, mi sembra più che legittimo che un’azienda che ritenga di essere stata lesa nei suoi interessi da un atto della Pubblica Amministrazione lo impugni, sta anche nella sua libertà ricorrere in giudizio anche solo semplicemente per  evidenziare la propria contrarietà nei confronti di una scelta – GIUSTISSIMA A MIO AVVISO – del Governo.

D’altra parte, leggendo le dichiarazioni di Confalonieri mi spingerei anche a ritenere che possano essere assolutamente in buona fede. E’ infatti più che mai comprensibile l’umano risentimento da parte dei vertici di un’azienda che ha visto fiorire il proprio business in lunghi periodi di complicità con il governo, fino al punto di ottenere – con la legge Gasparri – addirittura la cristallizzazione del duopolio televisivo anche con il passaggio al digitale a discapito della netta contrarietà della Commissione europea e la evidente lesione del mercato e dei diritti e interessi dei consumatori. Pare a me insomma assolutamente normale che Confalonieri ritenga ora la decisione del nuovo Governo di mettere all’asta l’assegnazione delle frequenze tv come “mosso da qualcosa di punitivo” nei confronti di Mediaset. Succede anche ai bambini – e si sa che gli anziani regrediscono a comportamenti simili – se gli togli il lecca lecca piangono e sbraitano, ma un pò di lecca lecca tocca lasciarlo anche agli altri e poi, troppo lecca lecca in prospettiva fa male anche a loro stessi no ? Sul mercato tocca imparare a starci con le proprie forze, no ?

Non è però in primis per questo motivo che ho scritto questo post, è in realtà tutt’altro il problema che mi assilla e che non riesco a comprendere, ho veramente bisogno del vostro aiuto. C’è qualcuno tra i miei tre o quattro lettori che – in grado di interpretare il sentito profondo del PDL – possa spiegarmi, in termini di interesse generale, le fortissime contrarietà espresse da questo partito all’emendamento governativo sul beauty contest ? E’ una domanda seria e, fino ad ora, non ho sentito – magari me la sono persa – la benchè minima argomentazione da parte degli esponenti del PDL che si sono espressi pubblicamente sul tema. Perchè sono contrari ? Perchè regalare a Mediaset (e Rai) le frequenze sarebbe preferibile ? Perchè questo è nell’interesse del Paese o, perlomeno, perchè dovrebbe essere nell’interesse di chi li ha votati e di chi forse in futuro vorrà ancora farlo ?

Attendo risposte, aiutatemi, grazie !

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Annullamento Beauty Contest: bene così !

aprile 10, 2012 alle 10:09 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, TV | 2 commenti
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Altroconsumo insieme a FEMI avevano diffidato il Ministro Passera chiedendo l’annullamento del beauty contest. Ora, dopo aver sospeso la gara che avrebbe regalato le nuove frequenze tv del digitale al duopolio Rai-Mediaset, il Governo annuncia di voler azzerare il beauty contest, si tratta di un passo che va nella giusta direzione. Oltre 10.000 persone hanno firmato la nostra petizione, Grazie !

Sì del governo all’odg sull’asta per le frequenze tv: che ci abbiano ascoltato ?

dicembre 16, 2011 alle 6:57 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, TV | 2 commenti
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Da repubblica.it:

Gli ordini del giorno presentati da Idv e Lega: l’asta sarà “a titolo oneroso”. L’assenso dell’esecutivo è venuta dopo che il ministro Giarda aveva chiesto l’accantonamento della richiesta

Il governo ha accolto nell’aula della Camera due ordini del giorno analoghi, di Idv e Lega, che lo impegna ad annullare l’assegnazione gratuita delle frequenze Tv, e a indire una successiva asta “a titolo oneroso”. Il documento, essendo stato accolto, non è stato posto ai voti. Lo ha comunicato il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, che ha corretto una sua precedente indicazione in cui ne chiedeva l’accantonamento.

Altroconsumo e FEMI scrivono a Passera per annullare il beauty contest sulle frequenze tv: firma la petizione

dicembre 13, 2011 alle 5:20 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, TV | 8 commenti
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Come anticipato nel mio precedente post e da Guido Scorza a  ServizioPubblico (vedi video sopra) Altroconsumo insieme a FEMI (Federazione Media Digitali Indipendenti) hanno inviato al Ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera, una formale istanza perché il Governo si ravveda completamente sulla procedura del beauty contest, annullandola e avviando al suo posto un’asta pubblica come si è fatto con le frequenze per la banda larga di internet mobile. 

Altroconsumo da tempo paventa il rischio di un rafforzamento delle posizioni di dominio di Rai e Mediaset, da decenni protagonisti del duopolio televisivo italiano, anche nel nuovo contesto digitale. In tal senso, l’Associazione già nel 2005, con un esposto inviato alla Commissione europea aveva chiesto l’apertura di una procedura di infrazione contro l’Italia in seguito all’introduzione della legge Gasparri che ha disciplinato il passaggio dal sistema televisivo analogico a quello digitale cristallizzando il duopolio televisivo arrecando limitazioni ai diritti e agli interessi dei consumatori, in contrasto con il diritto comunitario. Procedura di infrazione poi puntualmente avviata dalla Commissione nel 2006 e ancora non ritirata definitivamente.

Basta con i regali ai soliti noti: l’asta avrebbe anche il pregio di far pagare il dovuto per la concessione delle frequenze digitali a Rai, Mediaset e ogni altro operatore che vorrà aggiudicarsele, portando qualche miliardo nelle casse dello Stato.

Leggi di più qui e firma la petizione a supporto dell’iniziativa congiunta di FEMI e Altroconsumo.

Caro Ministro Passera, blocchi il beauty contest: qualche miliardo nelle casse dello Stato non darebbero certo fastidio

dicembre 9, 2011 alle 1:50 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 7 commenti
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Come ha sottolineato giustamente oggi Luca De Biase:

Dice il proprietario di Mediaset, parlando da uomo politico, che se le frequenze televisive dovessero assegnate a pagamento invece che gratuitamente, l’asta andrebbe probabilmente deserta. (Reuters).

Significa che nelle sue previsioni non si troverebbero stranieri disposti a comprare frequenze in Italia, che le attuali televisioni dominanti non hanno bisogno di pagare quello che in passato hanno avuto gratis, che non c’è business televisivo in Italia visto che il duopolio un poco disturbato da Sky e la7 continua a mangiarsi la gran parte della torta. E visto che la crescita è sul web non sulla televisione.

Oppure significa che l’uomo politico, parlando da proprietario di Mediaset si augura che non sia a pagamento perché in quel caso si scatenerebbe forse una competizione alla quale dovrebbe partecipare per non vedersi erodere la posizione dominante: quindi dovrebbe pagare per quello che spera di avere gratis.

Propenderei per la seconda ipotesi ma poco importa, ciò che invece in ogni caso più rileva è che occorre fermare al più presto il beauty contest e riassegnare le frequenze digitali attraverso un regolare bando di gara.

Se, infatti, il beauty contest non fosse annullato le nuove frequenze digitali terrestri verrebbero assegnate gratuitamente ai due incumbent RAI e Mediaset, rafforzando peraltro la loro posizione di dominio anche nel nuovo contesto digitale come Altroconsumo va dicendo in Italia e in Europa sin dal 2006, quando il nostro esposto aveva dato luogo alla procedura di infrazione.

Nel corso della conferenza stampa di presentanzione della manovra economica un giornalista aveva posto questo tema chiedendo all’Esecutivo se volesse o meno intervenire, il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera aveva risposto che ancora non si era occupato della questione.

Beh. è giunta l’ora che lo faccia. Come annunciato questa sera da Guido Scorza a ServizioPubblico (vedi video sopra) Altroconsumo intende presentare istanza formale al Ministro perchè, in sostanza, il governo si ravveda completamente sulla procedura del beauty contest bloccandola e avvii al suo posto un’asta pubblica come si è fatto con le frequenze per la banda larga mobile.  In questo modo si eviterebbe di rafforzare ulteriormente il duopolio nel contesto digitale ma, soprattutto, considerata la situazione economica del Paese e il fatto che si stanno chiedendo sacrifici a tutti i cittadini, parrebbe assurdo non chiedere a RAI e Mediaset, o alle altre aziende che vorranno partecipare all’asta, il dovuto: qualche miliardo nelle casse dello Stato non darebbe certo fastidio …

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