Mangostano, un succo ingannevole e piramidale: condannata la Xango

maggio 18, 2011 alle 7:47 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO | 2 commenti
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  Vi ho tenuto aggiornati su tutti i passaggi del procedimento avviato dall’Antitrust nei confronti di Xango Italy a seguito della segnalazione di Altroconsumo del settembre scorso, in questi precedenti post potete leggere con maggiore dettaglio tutto il pregresso, ivi compresi i commenti, a volte accesi, di tutti coloro che liberamente non la pensavano (e forse ancora non la pensano) come me.

Mi scuso quindi se vi segnalo solo ora, con due giorni di ritardo, che l’Antitrust ha posto la parola fine su questa vicenda comminando una sanzione di 250.000 euro alla Xango Italy per pratiche commerciali scorrette, il provvedimento è leggibile qui nel bollettino n.17/2011 del 16/05/2011 da pag. 48 a pag. 70, incollo di seguito le conclusioni ma vi invito, se avete qualche minuto in più, a leggerlo tutto:

…. RITENUTO, pertanto, in conformità al parere dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, sulla base delle considerazioni suesposte, che la pratica commerciale in esame risulta scorretta in quanto, da un lato, idonea a generare confusione sulla reale natura, composizione e proprietà della bevanda pubblicizzata, della quale vengono vantate inesistenti proprietà salutistiche, e, dall’altro, il complesso sistema di commercializzazione e vendita del succo XanGo risulta connotarsi per il suo carattere piramidale in violazione degli articoli 20, 21, lettere b) e c), 23, lettere p) e s ), del Codice del Consumo;

DELIBERA

a) che la pratica commerciale descritta al punto II del presente provvedimento, posta in essere dalla società Xango Italy S.r.l., costituisce, per le ragioni e nei limiti esposti in motivazione, una pratica commerciale scorretta ai sensi degli artt. 20, 21, lettere b) e c), 23, lettere p) e s ), del Codice del Consumo, e ne vieta la diffusione o continuazione;

b) di irrogare alla società Xango Italy S.r.l. una sanzione amministrativa pecuniaria di 250.000 € (duecentocinquantamila euro);

c) che il professionista comunichi all’Autorità, entro il termine di sessanta giorni dalla notifica del presente provvedimento, le iniziative assunte in ottemperanza alla diffida di cui al punto a).

Insomma il succo è che il Mangostano, così come commercializzato dalla Xango, è ingannevole e piramidale …

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  1. Come mai una sanzione così bassa, visto che si parla di un tema delicato, la salute, e visto che con la salute non si scherza?

    • la sanzione massima è 500.000, il ragionamento dell’AGCM sull’entità della sanzione è stato il seguente:

      VI. QUANTIFICAZIONE DELLA SANZIONE
      79. Ai sensi dell’art. 27, comma 9, del Codice del Consumo, con il provvedimento che vieta la
      pratica commerciale scorretta, l’Autorità dispone l’applicazione di una sanzione amministrativa
      pecuniaria da 5.000 a 500.000 euro, tenuto conto della gravità e della durata della violazione.
      80. In ordine alla quantificazione della sanzione deve tenersi conto, in quanto applicabili, dei
      criteri individuati dall’art. 11 della legge n. 689/81, in virtù del richiamo previsto all’art. 27,
      comma 13, del Codice del Consumo: in particolare, della gravità della violazione, dell’opera svolta
      dall’impresa per eliminare o attenuare l’infrazione, della personalità dell’agente, nonché delle
      condizioni economiche dell’impresa stessa.
      81. Con riguardo alla gravità della pratica, si deve tener conto dell’importanza e della dimensione
      economica del professionista, rappresentato, nel caso in esame, da una società di rilevanti
      dimensioni e ben conosciuta nello specifico settore di attività in quanto operante in vari paesi
      comunitari e negli Stati Uniti d’America dove ha sede legale la casa madre Xango LLC.
      82. La gravità si apprezza, inoltre, in ragione dell’ampiezza della pratica che ha coinvolto un
      numero elevatissimo di consumatori, pari a circa [omissis]67, nonché in ragione della pluralità di
      profili di scorrettezza e della particolare natura delle violazioni riscontrate, relative all’adozione di
      uno schema distributivo di carattere piramidale e all’ingannevolezza di alcuni messaggi
      promozionali che prospettano l’efficacia del succo XanGo nel curare e prevenire gravi patologie.
      83. Per quanto riguarda la durata della violazione, dagli elementi disponibili in atti risulta che la
      pratica commerciale è stata posta in essere dal mese di ottobre 2009. Si dà atto che Xango ha
      ottemperato al provvedimento cautelare dell’Autorità del 15 dicembre 2010, volto a limitare – nelle
      more del procedimento e secondo un principio di proporzionalità – l’espansione del sistema di
      commercializzazione di Xango e la diffusione dei messaggi aventi ad oggetto le caratteristiche
      salutistiche del prodotto; nondimeno, per quanto esposto in motivazione, il predetto sistema di
      commercializzazione – e specificamente l’applicazione del piano di compensazione sopra
      analizzato – non può dirsi cessato alla data di adozione del presente provvedimento.
      84. In considerazione di tali elementi, si ritiene congruo determinare l’importo della sanzione
      amministrativa pecuniaria applicabile alla società Xango Italy S.r.l. nella misura di 250.000 €
      (duecentocinquantamila euro).


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