Per chi non vuole un’Agenda Digitale di rame …
maggio 20, 2012 alle 5:21 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | Lascia un commentoEtichette: Agenda Digitale, Banda larga, Commissaria Kroes, Conferenza ECTA, Fibra, Keynote Speech della Commissaria Kroes, Neelie Kroes, Telecom Italia
Domani sarò a Bruxelles per questa Conferenza ell’ECTA ULTRA-FAST BROADBAND – POLICY AND PRACTICE. Sono stato invitato a parlare nel seguente Panel:
SESSION 2: ENABLING FIBRE ROLL-OUT: FINANCING AND DEMAND Equity investors have reacted strongly to proposals by the Commission to incentivise fibre roll-out through a proposed Recommendation on cost methodologies. Are their fears well-founded? Can the interests of shareholders and “the public” be reconciled?
Chair: Anna Krzyżanowska, Head of Unit, Evaluation & Monitoring, DG Infso Unit C3, European Commission
Stephen Howard, Head of Global Telecoms, Media & Technology Research, HSBC Bank Plc
Stuart Gordon, Senior Analyst Telecoms, Berenberg Bank
Bridget P. Cosgrave, Founder & President, EveryEuropeanDigital
Marco Pierani, Head of Public Affairs, Altroconsumo and member of BEUC
Dr. Karl-Heinz Neumann, General Manager and Director, WIK Consult
Complice la giornata a dir poco autunnale nonchè il fatto che ho temporaneamente “parcheggiato” i miei due pargoli ad una festa di compleanno, sto ristudiacchiando la materia che, pur nella sua complessità, mi sembra abbia questa chiave di lettura: il mantenere elevato il prezzo del rame non è solo contrario agli interessi dei consumatori ma, soprattutto, in contrasto con l’interesse generale allo sviluppo della banda larga in quanto rischia di disincentivare l’investimento in fibra. Immagino che, al contrario, alcuni degli altri relatori della mia sessione sosterranno l’esatto contrario. E vabbè il confronto sarà utile anche per apprendere e approfondire i punti di vista altrui. Subito dopo è previsto un Keynote Speech della Commissaria Kroes, che, peraltro, qualche tempo fa si era già espressa sulla questione in termini non molto lontani dal mio punto di vista, vediamo un pò che dice domani, in ogni caso cercherà di twittarlo in seduta stante.
Personalmente comprendo bene che gli incumbent (e chi mette a loro disposizione i danari necessari) vogliano avere una certa dose di sicurezza sul ritorno dei loro investimenti in fibra ma, d’altra parte, la loro pretesa che sia mantenuto artificialmente elevato il prezzo del rame in modo che col margine garantito si possa investire in fibra mi sembra una cosa che non sta proprio in piedi, insomma chi ci garantisce che poi quel margine lo utilizzeranno per investire davvero in fibra? Più ci penso più rimango fermo sul mio punto di vista: Aumenti unbundling – domanda: se ti sovraremunerano la rete in rame perchè mai dovresti mettere giù la fibra ?
Come se ne esce allora? In primis bisogna capire che il problema non è dato da Telecom Italia o dagli altri incumbent in giro per l’Europa, perchè anch’io mettendomi nei loro panni e avendo a disposizione una rete in rame, anzi l’unica rete che c’è, completamente ammortizzata sulla quale non devo più investire ma solo manutenere non andrei certo ad imbarcarmi in un complesso investimento per creare una nuova rete in fibra, con il rischio che questo comporterebbe in termini di ritorno nell’investimento ed una serie di altre dinamiche nelle relazioni con i competitors tutte da costruire da nuovo.
Il problema non è allora dato da Telecom Italia o dagli altri incumbents ma da coloro che dovrebbero trovare la forza e il coraggio – prima ancora che le modalità tecniche - per imporre nell’interesse generale scelte di politica industriale rilevantissime per il nostro futuro in Italia e in Europa.
A ben vedere, infatti, se è vero – come è vero – che l’aumento della penetrazione della banda larga e la posa della fibra possono abilitare, da una parte, una democrazia più partecipata e moderna e, dall’altra, quello sviluppo economico e quindi quella crescita considerevole del PIL tali da assumere una funzione anticiclica in questo momento di crisi, pare indubbio che l’interesse generale dovrebbe prevalere su quello legittimo ma a breve termine e tutto rivolto su se stessi di investitori e incumbent.
E allora, chi deve imporre queste scelte di politica industriale? La Commissione europea e i Governi nazionali in primis, altrimenti che ci stanno a fare? Le Autorità regolamentari, come l’AGCOM in Italia, dovranno poi invece occuparsi di implementarle, non di sostituirsi loro.
Va chiarito allora al più presto IMHO che l’accesso a Internet a banda larga, oltre a essere considerato un servizio universale, deve essere inteso anche come bene comune, al mantenimento e allo sviluppo tecnologico del quale tutti gli operatori (non solo in senso stretto quelli delle tlc, ma anche quelli che ci vendono i servizi sopra) dovranno contribuire.
Mah … vediamo che dice domani la Kroes, io intanto continuo a studiare, se voi avete qualche suggerimento, anche se la pensate in maniera diametralmente opposta da me, lasciate un commento, grazie!
Sconfitta anche al TAR ora Apple si tolga definitivamente quel vizietto sulla garanzia
maggio 17, 2012 alle 4:28 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO | 2 commentiEtichette: Altroconsumo vs Apple, Garanzia Apple, garanzia legale di conformità, Il TAR ci da ragione su Apple, Il vizietto di Apple, pratiche commerciali scorrette
Con queste tre sentenze TAR Rg. 1512 (Apple Retail Italia) , Sentenza TAR Rg. 1515 (Apple Italia) , Sentenza TAR Rg. 1514 (Apple Sales International) il Tar Lazio ha definitivamente rigettato i ricorsi promossi dalla multinazionale della Mela accogliendo in pieno le richieste di Altroconsumo e dell’Antitrust.
Come precisa Altroconsumo:
solo per quanto riguarda Apple Sales International è stata accolta parzialmente la richiesta limitatamente all’ordine di modifica delle confezioni nella garanzia commerciale Apple Protection Plan, in parte rettificato. Confermata quindi la sanzione complessiva ad Apple di 900.000 euro per pratiche commerciali scorrette legata alla garanzia.
Si tratta di una grande vittoria per Altroconsumo e per l’Antitrust che avrà ripercussioni positive per tutti i consumatori anche fuori dai nostri confini nazionali.
E’ ancora pendente la nostra diffida preliminare a inibitoria, se Apple non si adeguerà subito alla decisione dell’Antitrust come confermata ora dalle sentenze del TAR procederemo con un’inibitoria davanti al Tribunale Civile. Anche per questo continuate intanto a raccontarci la vostra esperienza con la garanzia Apple attraverso l’apposito modulo sul nostro sito.
Uno bravo per l’AGCOM: Stefano Quintarelli
maggio 13, 2012 alle 9:10 am | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, PROPRIET INTELLETTUALE, TELECOMUNICAZIONI | 11 commentiEtichette: Nomine AGCOM, nuovo presidente Agcom, Stefano Quintarelli, vogliamo trasparenza
Di solito c’è sempre bisogno di un folle che, nei momenti più disperati, tiri fuori quella verità che è già lì sotto gli occhi di tutti, ma in molti non la notano per noncuranza o trasandatezza e in tanti altri non la vogliono proprio vedere.
Quel pazzo oggi voglio provare ad essere io e me ne assumo, come qualsiasi soggetto incapace di intendere e di volere, tutte le responsabilità.
Il Governo di fatto non sta fornendo alcuna risposta concreta alla campagna vogliamotrasparenza con la quale non intendevamo fare la rivoluzione ma solo chiedere che, come in ogni Paese civile, ci fosse un confronto serio e alla luce del sole sulle persone che per merito, competenza e una forte visione sul futuro dovrebbero andare a servire lo Stato sedendo ai vertici dell’Agcom, quell’Autorità che avrà nei prossimi anni un ruolo fondamentale per mantenere il nostro Paese in carreggiata per quanto concerne uno sviluppo economico equilibrato e sostenibile grazie alla formidabile leva del digitale così come per garantire la pluralità dell’informazione nel nuovo contesto tecnologico e democratico.
Il Governo e i Partiti rimangono inerti rispetto a questa nostra semplice, civile, quanto cruciale richiesta; allora, prima che sia troppo tardi, possiamo provare a fare delle proposte dal basso.
I prossimi 7 anni cambieranno l’Italia più dei passati 10 e sarà un cambiamento plasmato da Internet. Non dalla telefonia, non dalla televisione e non dalla radio. Da Internet.
Le sfide sono enormi. Come scrive il Corriere delle Comunicazioni citando Calabrò:
In appena sette anni “Internet ha cambiato la faccia e la mentalità del mondo dei media”, e si configura come “un cambio di paradigma” nella produzione di beni, servizi, cultura e del vivere civile. “Se lo si considera ‘solo’ come nuova tecnologia se ne perde la portata deflagrante e rivoluzionaria”.
Non ci sono solo le frequenze, ma la fusione di Internet negli schermi delle TV domestiche. Non ci sono solo le tariffe di terminazione, ma la migrazione del traffico e dei ricavi da voce a dati. Non c’è solo la par condicio, ci sono i social media che diventano determinanti nella politica. Non c’è solo la tutela del copyright, ma nuove forme di libertà di espressione. Non ci sono solo gli operatori locali, ma lo sviluppo di piattaforme multinazionali integrate verticalmente. Non c’è solo la banda larga wireless, ma la rete di nuova generazione.
Internet è il nuovo backbone dell’industria, del commercio e dei media, su questo backbone c’è un mondo completamente nuovo da costruire e con le persone sbagliate l’Italia rischia di restare ancora più indietro.
Per questo sarebbe un danno se venissero presi in considerazione fedelissimi di partito che vengono premiati per la loro fedeltà o appartenenza; per questo non bastano attempati giuristi che abbiano una vaga idea del passato (di un passato che non c’è più) o macroeconomisti che fanno gli osservatori, e per di più da distanze siderali.
Servono persone che, oltre a dare garanzia di rispondere in primis all’interesse generale, conoscano Internet ed il mondo digitale, abbiano competenze e capacità dimostrate e, soprattutto, abbiano una visione del futuro tra mercato, tecnologia e società.
Secondo me servono persone come Stefano Quintarelli.
Le nomine AGCOM e la bocciofila Italia
maggio 9, 2012 alle 6:15 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA | Lascia un commentoEtichette: Agcom, Bocciofila Italia, Nomine AGCOM, vogliamo trasparenza
Come ho cercato di spiegare nel corso della conferenza stampa di Open Media Coalition alla Camera la scorsa settimana, con la campagna vogliamotrasparenza non intendevamo fare la rivoluzione ma solamente chiedere che, come in ogni Paese civile, ci fosse un confronto serio e alla luce del sole sulle persone che per merito, competenza e una forte visione sul futuro dovrebbero andare a servire lo Stato sedendo ai vertici dell’AGCOM, quell’Autorità che avrà nei prossimi anni un ruolo fondamentale per mantenere il nostro Paese in carreggiata per quanto concerne uno sviluppo economico equilibrato e sostenibile grazie alla formidabile leva del digitale così come per garantire la pluralità dell’nformazione nel nuovo contesto tecnologico e democratico.
Ebbene, vi devo invitare ora purtroppo a leggere questo articolo di Guido Scorza e, se non credete ai vostri occhi, a leggere e rileggere di nuovo la scarna lettera di risposta che trovate qui sopra con la quale il Governo, tramite il Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, quella trasparenza di fatto ce la nega. Ci scrivono infatti che, perlomeno in data 2 maggio, non era ancora stato avviato alcun procedimento per la nomina del nuovo Presidente AGCOM (in scadenza l’8 maggio) quindi non poteva esserci concesso alcun accesso agli atti.
Ora, dal punto di vista legale la risposta non fa una grinza e si sentirà anche un pò un figo il burocrate che l’ha scritta pensando di farci in sostanza marameo. Ma, a ben vedere, quanto si asserisce nella lettera ufficiale del Governo nella sostanza non sta in piedi, a che gioco giochiamo ? Di per sè sarebbe infatti già una vergogna che 6 giorni prima della scadenza del mandato di una così importante Autorità, alla Presidenza del Consiglio non abbiano ancora affrontato - e di conseguenza non ci sia un fascicolo accessibile – la questione della nomina del nuovo presidente. Ma anche ammesso e non concesso che stiano veramente così le cose non potevano allora attendere qualche altro giorno a risponderci? Ci potevano rispondere oggi, ad esempio, considerato che il mandato di Corrado Calabrò è terminato ieri, oggi il procedimento per la nomina del suo successore non può non essere stato avviato e quindi ci avrebbero dovuto dare accesso agli atti.
Il burocrate che ha firmato la lettera ci ha fatto dunque marameo e si sentirà molto molto intelligente e furbo ma, fosse solo per questo non varrebbe neanche la pena di scriverci su un post, il fatto più grave è che qui lo Stato se ne sta fregando dei cittadini e di rendere loro conto. Come dicevo nella conferenza stampa dell’altro giorno soprattutto nei passaggi storici, come quelli che stiamo vivendo, contraddistinti da una grave crisi economica, il rischio è che si mettano da parte e si dimentichino le basilari regole democratiche che dovrebbero condurre a prendere scelte importanti per il Paese, la crisi politica, la crisi della democrazia viene prima della crisi economica e forse siamo in una situazione di crisi economica anche e soprattutto a causa della crisi politica.
Insomma neanche nell’ambito di una bocciofila sarebbe permesso eleggere i propri vertici attraverso accordi che avvengono in segrete stanze e di cui si sapranno i risultati e i nomi dei prescelti solo a giochi fatti. Se fossimo soci della bocciofila protesteremmo certamente pretendendo maggiore trasparenza, di poter conoscere in precedenza i nomi dei candidati e di poter dire quindi la nostra sulle loro capacità, competenze e attaccamento ai colori sociali. Allo stesso modo non possiamo accettare che i vertici di una Autorità come AGCOM il cui ruolo è e sarà sempre più cruciale per la tenuta democratica del nostro Paese così come per l’auspicabile sviluppo economico nel settore delle comunicazioni elettoniche siano nominati con modalità così volgarmente carenti della benchè minima trasparenza.
Non stiamo chiedendo la luna, stiamo chiedendo cose basilari, non intendiamo sostituirci alle Istituzioni e alle forze politiche che debbono prendere determinate scelte, stiamo semplicemente cercando di ricordare loro di fare bene il loro mestiere, sveglia Cittadini, riprendiamoci i nostri Diritti, se non li esercitiamo non ce li riconosceranno più e un giorno, forse non lontano, non sapremo neanche più di esserne titolari.
Quando, come sempre più spesso, si parla, e anche molto a sproposito di antipolitica bisogna ricordarsi che l’antipolitica nasce in realtà dalla cattiva politica, noi vorremmo semplicemente una politica che faccia il proprio mestiere e si prenda le proprie responsabilità, allora se si debbono nominare i nuovi vertici Agcom, vengono fuori i nomi da quelli che poi saranno tenuti a decidere e ci si confronti apertamente, noi chiediamo semplicemente che siano persone competenti e chiediamo che rispondano in primis all’interesse generale. Chiediamo forse troppo ?!
#INTERNETWINS oggi su Radio Radicale ore 15,30
maggio 4, 2012 alle 1:18 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commentoEtichette: #Internetwins, Agcom e diritto d'autore, calabrò, Copyright, Radio Radicale
Quale piccolo personale contributo all’happening di oggi pomeriggio con i protagonisti della battaglia vinta contro Agcom, ore 15.30 su Radio Radicale di seguito incollo i dieci post che avevo dedicato alla discussa e discutibilissima proposta dell’Autorità in materia di diritto d’autore che fortunatamente, per ora, non vedrà la luce:
AGCOM e diritto d’autore in Rete: un notice and take down all’amatriciana (puntata n. 1)
AGCOM e diritto d’autore in Rete: L’Autorità non può sostituirsi al Giudice Penale (puntata n. 3)
AGCOM e diritto d’autore in Rete: appuntamento alla Camera il 14 giugno (puntata n. 7)
AGCOM e diritto d’autore in Rete: uno sguardo alle proposte del TACD sarebbe gradito (puntata n. 8)
L’ultimo volo del Calabrone ?
maggio 1, 2012 alle 9:39 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commentoEtichette: Agcom, Agcom e diritto d'autore, bilancio di fine mandato, Corrado Calabrò, Nomine AGCOM, nuovo presidente Agcom, settennato Agcom
Domani alle 11.30, in Senato (Palazzo della Minerva – Sala Capitolare) il Presidente dell’AGCOM, Corrado Calabrò, presenterà il bilancio di fine mandato.
Darei quindi ormai per scontato che il tanto discusso e discutibilissimo regolamento in materia di diritto d’autore non vedrà la luce sotto questo Consiglio, anche se, a dire il vero, c’è ancora chi teme una approvazione in extremis
“E verosimile pensare che sarei l’ultimo a saperlo – ironizza il commissario Agcom Nicola D’Angelo – viste le mie note posizioni contrarie al regolamento così come lo immagina l’Autorità, ma al momento l’approvazione del testo non risulta calendarizzato né giovedì 3 maggio, né lunedì 7 maggio, ultime due sedute prima dello scioglimento”.
Come spiega D’Angelo però “la possibilità che venga inserito all’ordine del giorno all’ultimo momento è più che verosimile, ma probabilmente avremo maggiori notizie a riguardo nel fine settimana”.Luca Nicotra, segretario di Agorà Digitale, commenta con preoccupazione la notizia: “Mancano 2 riunioni all’Agcom il 3 e il 7 maggio e fino all’ultimo non sapremo se e quale sistema di censura verrà introdotto nel nome del diritto d’autore”.
Sarebbe veramente una pessima caduta di stile, stanti peraltro le grandi perplessità sulla legittimità del regolamento mosse non solo da noi soliti pirati ma anche dalla Commissione europea, se Calabrò si avventurasse ad approvarlo dopo aver celebrato con messa cantata la fine del suo settennato.
No, non penso proprio che si arriverà a tanto, c’è invece un’altra cosa, o forse due, che sarebbe legittimo attendersi da Calabrò nel discorso con il quale domani traccerà il quadro delle attività svolte dall’AGCOM nel corso del settennato 2005-2012 ripercorrendo i principali provvedimenti adottati dall’Autorità sotto la sua Presidenza (in questo sforzo di analisi - per inciso – a quanto pare coadiuvato dalla Fondazione Bordoni al costo di 10.427,67 più IVA - ma giusto per inciso! )
Da una parte, per quanto concerne il punto specifico del diritto d’autore, se fosse obiettivo e, pur lasciando una pesante eredità al prossimo Consiglio, volesse anche fornire una chiave di lettura e una possibile via d’uscita, dovrebbe a mio avviso consigliare al nuovo Presidente e ai nuovi Commissari di ascoltare le varie parti, i differenti stakeholders come si suol dire, ma alla fine di applicare la legge interpretandola nell’interesse generale del Paese. Non commetterebbero essi insomma in tal modo il suo stesso errore consistente nell’individuaree taluni interessi “particulari” – per dirla alla Guicciardi – come prevalenti, cosa alquanto iniqua considerato che questi non si sposano con l’interesse generale. E’ infatti di tutta evidenza come nel dibattito sul copyright in Rete le pretese della lobby dei right owners, benchè legittime, non solo non coincidono con l’interesse generale in quanto assecondarle significherebbe dover calpestare altri diritti pariordinati o meglio sovraordinati, come la libertà d’espressione, il giusto processo etc etc ma, nel medio termine si riveleranno anche controproducenti rispetto agli interessi stessi dei loro rappresentati.
L’altra cosa che parrebbe lecito attendersi da Calabrò nel suo discorso di domani è una riflessione sulle caratteristiche che dovrebbe avere chi gli succederà per governare al meglio le sfide che attendono l’Agcom nel prossimo futuro in tema di pluralismo, libertà d’espressione, sviluppo equo e sostenibile dell’economia digitale nel nostro Paese. Secondo Calabrò basterà essere un riconosciuto ed esperto giurista nonchè sapersi muovere a proprio agio tra le insidiose sponde della complessa macchina amministrativa dello Stato per poter aspirare a quella ambita posizione? O forse non sarà il caso di trovare invece qualcheduno che possa vantare anche una approfondita conoscenza tecnologica, dei mercati del digitale, delle evoluzioni in corso nella Rete e nelle reti di comunicazione elettronica, del significato e dell’importanza del principio di neutralità, del significato e dell’importanza di una tutela dei consumatori nel dominio digitale non più tanto o solo intesa nel senso statico di tutela del soggetto inesorabilmente debole ma, in una chiave più moderna e dinamica, che guardi al riconoscimento dei suoi diritti come leva di promozione di un mercato più efficiente, innovativo e sostenibile ?
Mah … vedremo se e quanto sarà alto domani l’ultimo volo di Calabrò, a lui onori e oneri, io non riuscirò ad essere a Roma in mattinata, chi c’è twitta please ?
Risoluzione PD per la trasparenza delle nomine AGCOM e altre Autorità
aprile 26, 2012 alle 11:04 am | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA | 1 commentoEtichette: Nomine AGCOM, Paolo Gentiloni, Risoluzione Gruppo PD, vogliamo trasparenza
Ne parlavo giusto nel post di questa notte … ora il Gruppo PD nella Commissione Trasporti e Telecomunicazioni alla Camera con una Risoluzione sulle nomine delle Autorità intende impegnare il Governo
a promuovere un confronto pubblico e trasparente con il Parlamento che preveda la presentazione dei curricula dei candidati alle Autorità di regolazione e controllo, delle specifiche audizioni atte a delineare la competenza e l’autonomia di ciascun candidato, al fine di effettuare una scelta propedeutica per la crescita dell’economia del Paese e per garantire la tutela dei diritti del consumatore; a favorire la scelta di personalità molto competenti in tutti i settori di intervento delle medesime Autorità, e non soltanto in campo giuridico-amministrativo, garantendone l’effettiva indipendenza, con rigorose incompatibilità sia in relazione alla politica ma anche alle grandi forze economiche del settore, evitando, quindi, situazioni di conflitto di interesse legati a incarichi ricoperti nella magistratura amministrativa – competente a giudicare sui ricorsi contro le decisioni delle Autorità – o nelle imprese – ora regolate e vigilate – e in politica. LOVELLI, META, GENTILONI, BOFFA, BONAVITACOLA, CARDINALE, GASBARRA, GINEFRA, LARATTA, MARTINO, MERLO, TULLO, VELO, ZAMPA .
Bene, bravi Gentiloni & C ! mi sembra tutto molto in linea con le richieste della campagna Vogliamo Trasparenza
Nomine AGCOM: la maggioranza prende tutto il cucuzzaro? sì ma quale maggioranza? e con quale trasparenza?
aprile 26, 2012 alle 12:56 am | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA | 1 commentoEtichette: Marco Orofino, Nomine AGCOM, vogliamo trasparenza
Da piccole modifiche possono scaturire grandi cambiamenti per l’AGCOM: il Governo lo aveva previsto? bella quanto difficile domanda!
Altrettanto bello e stimolante è l’articolo con il quale Marco Orofino ci spiega perchè il Decreto Salva Italia, nel dimezzare da 8 a 4 il numero dei Commissari AGCOM, oltre ad incidere direttamente sulla composizione dell’Autorità ha anche indirettamente determinato una modifica sostanziale sia sul sistema di nomina dei Commissari sia sui processi decisionali dell’Autorità.
Ora, mettendo per un attimo da parte il secondo peraltro non irrilevante aspetto, viste le imminenti nomine dei nuovi vertici AGCOM è il primo punto che più preoccupa perchè, in sintesi, quale effetto incrociato del dimezzamento del numero dei Commissari e del contestuale mantenimento del meccanismo di nomina che prevede che ogni deputato e ogni senatore dovrà esprimere il proprio voto indicando due nominativi, si perderà quella sorta di ripartizione degli eletti tra maggioranza e opposizione e potrebbe darsi quale risultato finale che una maggioranza parlamentare possa eleggere tutti i commissari. Tutto il Cucuzzaro, insomma !
Sulla questione si interrogano non senza preoccupazione anche Stefano Quintarelli e il Commissario AGCOM Nicola D’Angelo che ricorda di aver segnalato questo problema da tempo e, nel sollecitare una urgente modifica legislativa, auspica quanto segue:
Potrebbe intanto essere previsto un meccanismo di nomina dei commissari che preveda il voto favorevole dei due terzi delle commissioni sui candidati. Questi ultimi prima di essere votati dovrebbero essere sentiti ed interrogati in audizioni pubbliche presso le stesse commissioni (come capita in USA da parte del Congresso per le nomine alla FCC, la loro autorità per le comunicazioni).
Proposta assolutamente condivisibile e perorarata con forza dalla nostra campagna Vogliamo Trasparenza
In realtà, per dirla tutta, non è che di per se la ripartizione degli eletti tra maggioranza e opposizione abbia fino a d ora garantito l’indipendenza dell’Autorità – che poi, come al solito, nel delineare il concetto di indipendenza si deve anche capire da chi e da che cosa - e in questo senso mi sembra si ponga anche Orofino. Con una buona dose di pragmaticità Stefano Quintarelli conclude il suo post dicendo che:
C’e’ un altro modo per garantire il pluralismo, quello di mettersi d’accordo tutti prima su tutto e ratificare in parlamento
Certo, sempre che si riesca a trovare il consenso e sempre che si conceda almeno precedentemente quel pizzico di trasparenza indicato nelle audizioni pubbliche dei candidati (mi sembra il minimo e non servirebbe neanche una legge …). Quello che mi sembra non rilevino invece nè Orofino, nè Stefano nè D’Angelo è che, stante l’attuale situazione politica, non è così scontanto che in Parlamento sulle nomine AGCOM si confermi la stessa maggioranza che sostiene l’attuale Governo, perchè se è vero che il nuovo Presidente AGCOM, stante la legislazione vigente, lo nominerà in sostanza Monti nulla toglie che, per quanto concerne invece gli altri quattro Commissari, si possa formare in Parlamento una maggioranza non necessariamente omogenea a quella di governo.
mumble mumble
25 Aprile: libertà anche di tenere aperti i negozi e di fare la spesa …
aprile 24, 2012 alle 1:50 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, POLITICA | Lascia un commentoEtichette: 25 aprile, aperture negozi, boicottaggio sindacati, liberalizzazione commercio, liberocommercio, Paolo Martinello
Sono certo che in questo modo mi attirerò qualche critica ma, tant’è … voglio in ogni caso esprimere la mia ferma convinzione che l’idea lanciata dai sindacati di boicottare i negozi aperti domani in occasione del 25 Aprile, oltre ad essere una grandissima baggianata, fa un pessimo servizio alla memoria del 25 Aprile e all’idea stessa di Libertà.
Dimenticavo … la pensa così anche il mio Presidente, vedi di seguito, dal Corriere di oggi, bravo Paolo !
Consumers International: Legislatori lavorate CON e non CONTRO i consumatori in materia di copyright
aprile 23, 2012 alle 9:25 am | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commentoEtichette: ACTA, Consumers International, IP Watchlist, SOPA, when copyright goes bad
Consumers International (CI) invita i copyright holders, i titolari di proprietà intellettuale e SOPRATTUTTO i Legislatori a lavorare CON i consumatori, non CONTRO di loro, per evitare future proteste di massa sul diritto di accesso a Internet senza interferenze.
The call comes as CI publishes its fourth annual IP Watchlist; an international review and rating scorecard of IP legislation around the world. For the fourth year running the IP Watchlist reveals an entrenched anti-consumer bias among IP laws, which continues to serve the narrow interests of multi-national copyright holders from the music, film and publishing industries.
Our assessment shows that an entrenched anti-consumer bias continues to pervade IP legislation. Unchecked, this could lead to further public protests.
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