Rimodulazioni telefonia mobile: Altroconsumo ottiene da Vodafone soluzioni alternative, Wind segnalata all’Antitrust

marzo 13, 2014 alle 6:39 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | Lascia un commento
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avvocatoPer gli aumenti delle opzioni “per 5 anni” e “per sempre”, Altroconsumo segnala Wind all’Antitrust. Abbiamo invece ottenuto da Vodafone controproposte vantaggiose. Se sei cliente Vodafone con quelle offerte, compila il questionario per vedere quali soluzioni alternative abbiamo ottenuto per te.

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Penali mascherate: Altroconsumo denuncia all’AGCOM i 6 maggiori operatori di telefonia fissa e Internet

gennaio 15, 2013 alle 2:30 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | Lascia un commento
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Come diceva Totò: “e io pago …”  Di più di seguito e sul sito di Altroconsumo

Dai 35 ai 107 euro, sottratti dagli operatori della telefonia fissa quando il consumatore decide di cambiare compagnia. Sono circa 20mila gli utenti che hanno segnalato la voce in bolletta quest’anno appena trascorso. Una penale bella e buona, abolita con le lenzuolate di liberalizzazioni del 2007 proprio per agevolare il cambio di fornitore di servizio e stimolare la concorrenza nel mercato.

Un balzello eliminato, risorto sotto nomi diversi, quali contributi di disattivazione. Una beffa che lede i singoli utenti e affossa le dinamiche concorrenziali.

Altroconsumo ha denunciato oggi all’AGCOM la pratica commerciale scorretta di sei compagnie di telefonia fissa che forniscono anche connessione internet (via fibra ottica o adsl): Fastweb, Infostrada, Telecom, Teletù, Tiscali e Vodafone.
L’associazione di consumatori denuncia all’Autorità per le garanzie delle  telecomunicazioni la pratica e l’entità dei costi, né congrui né giustificati dal contesto tecnologico. 

Altroconsumo chiama a raccolta gli utenti chiedendo di segnalare la propria vicenda.
Sul sito web il dettaglio delle denominazioni di spesa con cui le compagnie mascherano la voce addebitata in bolletta.
Questa la lista da verificare in fattura:
·         Fastweb: importo per dismissione
·         Infostrada: costo per attività di migrazione
·         Telecom: costo disattivazione linea
·         Teletù: contributo disattivazione
·         Tiscali: contributo di disattivazione
·         Vodafone: corrispettivo recesso anticipato/ disattivazioni anticipate.
 

 

 

Piattaforma unica di pagamento da mobile con credito telefonico

maggio 10, 2011 alle 10:44 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 5 commenti
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Leggo, ripresa da repubblica.it e corriere.it, la notizia relativa al lancio imminente, entro giugno, da parte di Tim, Vodafone, Wind, 3, Fastweb, Postemobile di una piattaforma congiunta di pagamento via mobile:

CONTENUTI DIGITALI: TIM, VODAFONE, WIND, 3 ITALIA, POSTEMOBILE E FASTWEB LANCIANO UNA PIATTAFORMA UNICA DI PAGAMENTO DISPONIBILE PER I CLIENTI DI TUTTI GLI OPERATORI
 
PRIMA INIZIATIVA DI SISTEMA PER IL PAGAMENTO TRAMITE CREDITO TELEFONICO
 
Milano, 9 maggio 2011 – TIM, Vodafone, Wind, 3 Italia, PosteMobile e Fastweb lanciano una piattaforma unica condivisa, disponibile per i clienti di tutti gli operatori, per pagare contenuti e servizi digitali con un semplice click utilizzando il credito  telefonico.
 
Con questa iniziativa, gli operatori di telecomunicazioni confermano il proprio impegno ad investire in innovazione e mettono a disposizione dei produttori di contenuti  e servizi digitali e dei propri clienti, un servizio semplice, veloce e sicuro per l’acquisto su qualsiasi device (cellulare, smartphone, tablet e PC). Uno standard unico, che trasforma il numero di cellulare nella chiave di autenticazione dei clienti e che rende il telefonino lo strumento di pagamento di  contenuti e servizi digitali online. Il lancio di tale iniziativa, a livello di sistema, apre la strada all’m-commerce di massa. Un sistema sicuro e aperto e che si basa su uno strumento straordinariamente diffuso.
 
L’acquisto avviene in maniera immediata e sicura con un semplice click, in caso di accesso dal proprio telefonino o, nel caso di accesso da altri dispositivi (PC e tablet), tramite l’inserimento del proprio numero di cellulare e di una password. Gli acquisti sono garantiti dai più avanzati standard di sicurezza che gestiscono i dati in modo criptato.  Un sistema sicuro e di utilizzo immediato che ha l’ambizione di accompagnare il mercato dei servizi digitali in questa fase di transizione verso nuove modalità di accesso ai contenuti a pagamento. Transizione che sarà facilitata dalla semplicità delle interfacce sviluppate dai partner tecnologici Engineering e Reply.

Bene, potrebbe essere una svolta, mi sembra una notizia molto interessante, mancano allo stato molti dettagli ma ne sapremo probabilmente di più entro breve visto che il lancio operativo pare imminente. Alcune primissime considerazioni sulla base di quanto è dato sapere:

– Spero che il tutto sia fatto strabene e non lasci spazi a inghippi di sorta, dispiacerebbe che andasse sprecata l’occasione di innovazione con comportamenti aggressivi o negligenti, voglio dire sappiamo tutti cosa è successo con loghi e suonerie no ? Qui lo strumento è molto più potente, l’attenzione ai delicati aspetti di tipo consumerista sarà dunque importante anche in chiave di possibili limiti allo sviluppo del business, se non presi seriamente in considerazione dall’inizio, potrebbero ingenerare sfiducia nel nuovo sistema di pagamento.

– C’è poi da vedere quanto tratterranno in percentuale le telco sulle transazioni, è auspicabile ovviamente che vadano al di sotto del 30% che si prende Apple e similia, certo questo sistema condiviso avrebbe il grande pregio rispetto ad altri esistenti – se ho capito bene – di non indurre verticalizzazioni di sorta, anche e soprattutto per questo lo vedo bene in chiave di salvaguardia della neutralità della Rete.  

– Inoltre c’è l’aspetto concorrenza, la piattaforma unica è un plus da una parte, ma commissioni uguali per tutti potrebbero interessare l’Antitrust, le banche hanno accettato e subiranno questa cosa passivamente ?

– Infine, non vedo un grosso problema per il c.d. free Internet, se la piattaforma sarà ideata e gestita nel rispetto del consumatore a quest’ultimo starà la scelta se pagare o meno per un contenuto/servizio etc etc Insomma la competizione di modelli di business a pagamento con altri basati sui dati e sulla pubblicità non mi sembra negativa, anzi … sempre che il tutto sia trasparente e non ingannevole.

E voi cosa ne pensate ?

Iniziativa Vodafone: un comune al giorno leva il digital divide di torno ? sperem …

ottobre 7, 2010 alle 10:57 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 3 commenti
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Vodafone ha annunciato ieri il progetto “1000 Comuni”, 1 miliardo di investimento per coprire con alta velocità mobile un comune al giorno a partire dal gennaio 2011 fino a un totale di 100o comuni, privilegiando quelli totalmente privi di accesso in banda larga. Agli utenti sarebbero garantiti almeno 2Mbps. Sul sito dedicato all’iniziativa si possono leggere ulteriori dettagli e segnalare i comuni in Digital Divide chiedendo che rientrino nel progetto di Vodafone, mah ! non hanno già un piano preciso ?!

In ogni caso, in attesa che si sblocchi finalmente qualcosa sulla rete fissa in fibra, mi sembra che l’iniziativa sia da salutare favorevolmente. C’è da precisare che non sono flat e, beninteso, non è che sia un’iniziativa sociale di Vodafone, ma questo, d’altra parte, può essere visto positivamente e aprire la concorrenza, smuovendo finalmente l’ex monopolista anche nelle zone considerate – impropriamente a mio avviso – “a fallimento di mercato” …

Il Quinta sul suo blog commenta così: Sull’annuncio di Vodafone di oggi

Dunque…, sotto trovate la trascrizione del mio livetwitting di oggi (da leggere in ordine inverso).

1000 comuni in poco piu’ di 3 anni, uno al giorno, coperto in 3,5G. (1Bn mi sembra tanto, ma avranno fatto i loro conti) come business on top alla normale attivita’

Commenti: Bene la riduzione del DD, tanta gente sara’ grata. Il business case sicuramente non è favorevole come quello del business as usual. Una conseguenza diretta e’ che adesso non ci sono piu’ aree a fallimento di mercato e quindi non ci possono essere piu’ interventi pubblici da stato o regioni di sostegno alle imprese per la eliminazione del digital divide. Tremonti ringrazia..

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Esempi pratici di NON neutralità della Rete

settembre 6, 2010 alle 6:47 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 5 commenti
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Allora … siccome i pistolotti sulla neutralità della Rete rischiano di sembrare noiosi ai più e, per qualcuno, anche generici e superati, passiamo a cose più pratiche. Capita proprio a fagiuolo in questo senso Dario Bonacina con il suo ultimo post:  3 Italia, banda larga più elastica

A voi sembra accettabile una clausola, come quella di 3 Italia linkata da Dario secondo la quale l’operatore:  ” … si riserva di limitare temporaneamente la velocità di connessione ai clienti che presentino modalità di utilizzo tali da pregiudicare le prestazioni della rete stessa. Ciò può accadere durante l’utilizzo di servizi che impiegano in maniera intensa le risorse di rete e/o in zone con un numero particolarmente elevato di connessioni.”  ?

Non vi pare – come dire – una clausola un pò troppo generica ? Magari mi sbaglio eh … ma a leggerla così parrebbe, in sostanza, che l’opertaore si riservi di fare ciò che vuole unilateralmente e senza dover rendere conto a nessuno, nè agli utenti nè, tanto meno alle Autorità. A me sembra francamente una deriva preoccupante, siamo ben al di là di quanto aveva fatto Vodafone qualche tempo e che aveva fatto discutere non poco … tra gli altri ricordo il Quinta e Scorza.

Ora però, siccome magari a Voi sta bene, fatemi sapere se sono io che esagero, se, invece, siete d’accordo aiutatemi ad essere imparziale e segnalatemi please nei commenti clausole analoghe di altri operatori. Thanks in advance !

Nuova sanzione Antitrust per servizi a valore aggiunto su segnalazione di Altroconsumo

giugno 2, 2010 alle 1:30 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 2 commenti
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Pubblicità ingannevoli per servizi a valore aggiunto sui siti www.dindo.it e www.giocagratis.net, sanzioni per un totale di 275.000 euro, 85.000 euro a Neomobile, 65.000 a Telecom, 55.000 a Vodafone, 40.000 a Wind e 30.000 a Tre.

Maggiori info su Altroconsumo:

Siti per ragazzi infarciti di sottoscrizioni a pagamento camuffate da concorsi a premi accattivanti o improbabili vincite fortunate. Si tratta di messaggi pubblicitari ingannevoli, aggravati dal fatto che compaiono proprio su quei siti destinati ai minori. A dirlo è finalmente anche l’Autorità Garante che, sulla base delle nostre segnalazioni, ha comminato sanzioni per circa 275.000 euro.

Hai vinto: anzi no
Ne avevamo parlato sul numero di novembre di Hi_Test, al quale era seguita una raffica di nostre segnalazioni al Garante della concorrenza e del mercato. Analizzando alcuni tra i siti di giochi e svago destinati a bambini e ragazzi, ci eravamo imbattuti in numerosissimi banner e messaggi dalla dubbia natura promozionale: in apparenza concorsi e vincite fortunate, nella realtà messaggi con il solo scopo di raccogliere adesioni per servizi a sovrapprezzo (come abbonamenti a suonerie per cellulari). Anche l’Autorità ha ora riconosciuto questi messaggi pubblicitari come fuorvianti e ingannevoli, tanto più perché destinati ad attrarre gli adolescenti, particolarmente sensibili a tale tipologia di promozioni.

Multe per quasi 300.000 euro
Oltre al divieto di ulteriore diffusione dei messaggi, l’Antitrust ha comminato sanzioni amministrative per un totale di circa 275.000 euro. Tra i multati, i gestori dei siti http://www.dindo.it e http://www.giocagratis.net, ma soprattutto quasi tutti gli operatori di telefonia mobile in qualità di corresponsabili della pratica commerciale scorretta. Nello specifico 85.000 euro a Neomobile, 65.000 a Telecom, 55.000 a Vodafone, 40.000 a Wind e 30.000 a Tre; da notare però che tutti hanno avuto 10.000 euro in più di sanzione perché considerati dal Garante recidivi: l’Agcm, infatti, li aveva già sanzionati in passato per queste stesse cose (anche allora grazie a una nostra segnalazione).

Prove di One Network, speriamo ! – che intende fare Telecom? che dice il Governo?

maggio 7, 2010 alle 7:12 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | Lascia un commento
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Ricevo e pubblico di seguito con piacere il comunicato stampa odierno di Fastweb, Vodafone e Wind.

Si tratta IMHO di una cosa molto importante per il futuro del Paese

Mi limito, al momento, a dire che ci deve essere UNA Rete in fibra One Network … non più di una, e non c’è più tempo da perdere.

Ora bisogna capire come intendono muoversi Telecom e il governo. Stiamo parlando dei nostri interessi dell’interesse generale, del nostro futuro, non (solo) del loro … Sul blog di Stefano c’è un Livetwitting della conferenza stampa Fastweb-Vodafone-Wind

2010: FIBRA PER L’ITALIA

FASTWEB, VODAFONE E WIND

PRONTI PER UN PROGETTO PER L’ITALIA

Una unica infrastruttura di rete in fibra  per il Paese con la partecipazione degli operatori e delle Istituzioni  

Al via a Roma la prima sperimentazione di rete in fibra ad alte prestazioni, efficiente e condivisa

Milano, 7 maggio 2010 – I tre amministratori delegati di Fastweb, Carsten Schloter, di Vodafone, Paolo Bertoluzzo, e di Wind Luigi Gubitosi, hanno presentato oggi un progetto per dotare l’Italia di una unica infrastruttura di rete in fibra che riporti il Paese tra i leader nei servizi a Banda Larga. Gli operatori chiedono al Governo di avviare il processo per la creazione della società della fibra chiamando al tavolo tutti gli operatori e le Istituzioni.

Bertoluzzo, Gubitosi e Schloter hanno inoltre lanciato la prima sperimentazione di una rete in fibra aperta a tutti, efficiente ed ad alte prestazioni, in un quartiere di Roma.

Il progetto prevede la realizzazione di una unica rete “Fiber To The Home”, in modalità punto-punto, che raggiungerà direttamente le case e le imprese e consentirà connessioni sempre più veloci con prestazioni ed affidabilità superiori all’attuale rete in rame con l’ulteriore vantaggio derivante dai minori costi di manutenzione tipici della fibra.

Il piano si basa – ad oggi – sulla copertura delle 15 maggiori città italiane (10 milioni di persone), entro 5 anni, con un investimento di circa 2,5 miliardi di euro ripartito tra tutti gli operatori e le istituzioni coinvolte. In una seconda fase il piano potrà essere esteso fino a coprire le città con più di 20.000 abitanti, raggiungendo così il 50% circa della popolazione italiana con un investimento totale di 8,5 miliardi di euro.

Il progetto nazionale è aperto a tutti i soggetti pubblici e privati, Telecom Italia inclusa, che vogliano farne parte e l’investimento sarà funzione di tale partecipazione.

Il mercato italiano è in grado di ripagare una sola rete di nuova generazione e la dimensione finanziaria dell’iniziativa richiede necessariamente la concreta disponibilità ad un progetto di condivisione degli investimenti.  

L’utilizzo della rete sarà disponibile a tutti gli operatori che ne facciano richiesta, a condizioni eque e non discriminatorie, mentre la commercializzazione dei servizi ai clienti erogabili attraverso il ricorso alla rete in fibra sarà gestita in modo autonomo e indipendente dagli operatori.

Fastweb, Vodafone e Wind si impegnano a partecipare economicamente al capitale della futura società e a migrare tutti i propri clienti sulla nuova rete.

L’iniziativa prevede come prima fase l’avvio immediato di un progetto pilota nell’area della Collina Fleming a Roma, e porterà alla realizzazione di collegamenti interamente in fibra ottica dalla centrale a circa 7.000 abitazioni entro luglio  2010.

La sperimentazione è aperta a tutti e mira a dimostrare l’efficienza di una infrastruttura di accesso in fibra con un’architettura all’avanguardia, efficiente, “future proof” e che consente la  condivisione  tra diversi operatori, favorendo il mantenimento di un contesto concorrenziale con evidenti benefici per i consumatori finali.

L’impegno che Fastweb, Vodafone e Wind intendono assumersi per dotare l’Italia di una nuova rete fissa richiede la realizzazione di specifiche condizioni quali la stabilizzazione degli attuali prezzi per l’utilizzo della rete in rame di Telecom Italia e la conseguente inversione del trend di aumenti che si è registrato negli ultimi due anni, la previsione di misure per agevolare la migrazione dal rame alla fibra della clientela e l’adozione di adeguati strumenti di controllo della replicabilità delle offerte da parte dell’operatore dominante.

Fastweb, Vodafone e Wind chiedono al Governo di avviare il processo per la creazione della Società per la Fibra chiamando al tavolo tutti gli operatori e le Istituzioni. 

I tre operatori confidano nel ruolo attivo e propulsivo che avranno le Autorità nell’assumere in tempi rapidi decisioni coerenti per favorire efficienti meccanismi di transizione da rame a fibra e nell’assicurare il nuovo assetto concorrenziale.

Il recente annuncio di Vodafone ci deve fare riflettere su quanto sia fondamentale salvaguardare la Neutralità della Rete

settembre 15, 2009 alle 5:45 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 12 commenti
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AllBitsAreCreatedEqual_01Sono state giornate particolarmente intense, e non sono riuscito a rispondere prima d’ora a Guido che qui mi chiamava direttamente in causa sulle questioni giustamente sollevate in primis da Stefano e di cui si è poi già ampiamente dibattuto in Rete circa questo annuncio di Vodafone

Uso Equo del Servizio Internet in mobilità

A partire dal 20 Novembre 2009, allo scopo di salvaguardare la qualità del servizio Internet a vantaggio di tutti i Clienti, la velocità massima di connessione alle applicazioni peer-to-peer o file sharing potrà essere limitata fra le ore 7:00 e le ore 22:00. 

Inoltre nelle offerte Dati in Mobilità con computer e cellulare (iPhone, BlackBerry, etc…) saranno introdotte alcune limitazioni e nuove condizioni per il traffico effettuato con applicazioni VoIP.

Verifica di seguito i piani che ti  permettono di effettuare traffico tramite le applicazioni VoIP.

Altroconsumo dice la sua qui , non ho molto da aggiungere sul caso di specie, se non ribadire che, prendendo spunto dall’annuncio di Vodafone, chiederemo ad AGCOM e AGCM di aprire un’indagine su tali pratiche di limitazioni di traffico che riteniamo siano già adottate anche da altri operatori.

Vorrei, invece, in via più generale, cogliere l’occasione di spiegare perchè ritengo la neutralità fondamentale per la salvaguardia di una Rete libera e competitiva:

Internet ha dimostrato di essere il più grande motore di crescita economica e di comunicazione democratica nella memoria moderna. La rivoluzione portata da Internet non è avvenuta per caso ma grazie al fatto che tutti possono contribuire a sviluppare programmi o servizi e renderli disponibili.

Insomma, tutto questo è avvenuto grazie alla neutralità della Rete che è ora in serio pericolo. Internet Service Providers, operatori di telecomunicazione e fornitori di contenuti collaborano sempre di più tra loro e sono tecnicamente in grado di limitare o di prioritarizzare l’accesso ai contenuti, ai servizi o alle applicazioni, decidendo in tal modo a quali contenuti, servizi, applicazioni gli utenti possono accedere. Vi è un rischio crescente che i consumatori abbiano minori possibilità di scelta e questo limiterebbe anche la concorrenza e la spinta all’innovazione. Siamo contrari ai walled garden (giardini recintati) integrati verticalmente.

Molti consumatori non sono consapevoli del fatto che gli Internet Service Provider sono ad esempio in grado di bloccare il loro accesso a certi siti web. Solo una percantuale ridotta di consumatori hanno ricevuto informazioni su come il loro Internet Service Provider gestisce l’accesso ai contenuti, applicazioni e servizi.  Se i consumatori non sono in grado di accedere a un sito Internet, il più delle volte danno la colpa al sito stesso, e non al provider di servizi Internet.  

Il dibattito sulla Neutralità della Rete non è solo un dibattito economico, ma su come la conoscenza è diffusa, utilizzata e prodotta di nuovo, sono in gioco la libertà di espressione e di partecipazione democratica.
I principi della concorrenza da soli non saranno in grado di regolare il mercato, il controllo di Internet e la Neutralità della Rete sono questioni troppo importanti sulle quali non vogliamo correre rischi

Questi i principi che rivendichiamo, in vista del dibattito che si terrà a breve in terza lettura al Parlamento europeo sul cosiddetto Telecom Package, a salvaguardia della neutralità della Rete:
– I consumatori debbono essere messi nella condizione di poter collegare tutti i dispositivi a loro scelta;
– I consumatori debbono essere messi in grado di accedere o fornire contenuti, servizi e applicazioni;
– I consumatori debbono avere il loro accesso libero da discriminazioni in base alla fonte, la destinazione, il contenuto o il tipo di applicazione.
Ciò implica che gli Internet Service Provider, gli operatori di tlc e le Reti di comunicazione non possono e non debbono:
– ingiustamente bloccare l’accesso a contenuti, applicazioni, servizi o dispositivi;
– ingiustificatamente degradare l’accesso a contenuti, applicazioni, servizi o dispositivi;  
– dare priorità all’accesso e alla fornitura in base alla fonte o alla destinazione;
– operare discriminazioni nei confronti di alcuni fornitori di contenuti, applicazioni, servizi o dispositivi.

Portabilità in tre giorni: vittoria di consumatori e AGCOM

settembre 14, 2009 alle 5:13 pm | Pubblicato su - Portabilità, CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | Lascia un commento
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vittoriaNon capita spesso di poter assistere a vittorie così nette per i consumatori, ce ne ha regalata una oggi il Consiglio di Stato, la decisione è solo sulla sospensiva ma è talmente netta che la sentenza sul merito non dovrebbe presentare sorprese, è quindi più che giusto gioirne e portare a casa un rsultato che, peraltro, ci rimette al passo con l’Europa, dove si sta per decidere che per la portabilità da un operatore all’altro non dovrà passare più di un giorno.

Come ricordavo qui Altroconsumo è intervenuto al Consiglio di Stato ad adiuvandum dell’AGCOM quindi per me i motivi per festeggiare raddoppiano.

Ora, però, quello che ci sta a cuore è un mercato della telefonia mobile trasparente e competitivo, quello che rischia di accadere, invece, nei prossimi giorni è che gli operatori si daranno al far west completo, le associazioni dei consumatori si lamenteranno perchè, nonostante la vittoria al Consiglio di Stato, Vodafone, Telecom & C faranno ciò che vogliono e Agcom non sarà in grado di sanzionarli, visti gli strumenti farragionosi di cui l’Authority dispone. Ecco allora che Altroconsumo vuole mettere subito in campo una proposta concreta, quella di regolamentare le offerte di retention:

Offerte “rilancio” per iscritto
Ora si regolamentino le offerte di retention, vale a dire i tentativi che fanno gli operatori per trattenere i consumatori che manifestano l’intenzione di cambiare gestore. Le offerte di retention non sono il male assoluto ma vanno regolamentate. Ora che il Consiglio di Stato ha messo la parola fine a questa vicenda prescrivendo che la portabilità debbe essere portata a termine in tre giorni, non siamo contrari al fatto che in questi termini gli operatori possano rilanciare presentando nuove offerte. Purché esse siano trasparenti e regolamentate. Chiediamo che l’AGCOM apra subito un tavolo in tal senso, un punto di partenza imprescindibile è che le offerte siano inviate per iscritto, eventualmente anche via email.

 

Altroconsumo affianca l’AGCOM al Consiglio di Stato per avere una portabilità nella telefonia mobile dai tempi umani

settembre 10, 2009 alle 5:03 pm | Pubblicato su - Portabilità, CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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calabròScusate la sintesi ma sono di corsa, trovate tutto qui, magari poi ci torniamo sopra per un pò di analisi. Mi limito a dire che 33 giorni ci portano sicuramente fuori dall’Europa

L’udienza è domani !

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