SIAE e Tivù – Altroconsumo chiede l’intervento della Commissione europea su due bubboni italiani

febbraio 9, 2010 alle 2:52 pm | Pubblicato su - Equo Compenso, - Rai/Sky Tivù Sat, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE, TV | 1 commento
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Dopo alcuni giorni di silenzio torno a bomba su due questioni ampiamente dibattute in questo blog: circa la prima, Rai, Mediaset, Tivù, in una sola parola: Raiset  era da un pò che non ne parlavamo, sulla seconda, il decreto SIAE/Bondi e l’iniquo compenso  ci eravamo, invece, lasciati recentemente su questo punto fermo: il Decreto Bondi è attaccabile sia a Bruxelles sia a Roma  

Ebbene, oggi Altroconsumo ha presentato due corposi ricorsi alla DG Concorrenza della Commissione europea su entrambi i bubboni, tutti italiani, vi rinvio al comunicato dell’associazione che trovate anche di seguito, avremo sicuramente modo di approfondire._

Aiuti di stato nell’operazione tivù e nel decreto Bondi sull’equo compenso. Altroconsumo ricorre alla Commissione europea

Si insedia la nuova Commissione UE, la Barroso II, e Altroconsumo augura buon lavoro al nuovo titolare della DG Concorrenza, Joaquin Almunia, presentando due ricorsi, tutti italiani: contro Tivù per concentrazione e aiuti di Stato e contro il decreto Bondi sull’equo compenso, sempre per aiuti di Stato e abuso di posizione dominante.

Il contesto in cui sono avvenute le due operazioni, distinte ma con effetti simili, è lo stesso, caratterizzato da dinamiche di accordi per privilegiare gli interessi di alcuni a danno dello sviluppo del mercato tecnologico, dei contenuti e di programmi di qualità, con consolidamento di posizioni già esistenti.

Con la creazione della joint venture Tivù, Telecom Italia media, RTI e RAI hanno realizzato una concentrazione di dimensione comunitaria, che tuttavia non è stata notificata alla Commissione europea. Le conseguenze saranno ingessare ulteriormente il mercato pubblicitario televisivo già oggi caratterizzato da un’elevata concentrazione. Dinamiche collusive, a tutto vantaggio del potere di mercato delle imprese coinvolte, contro eventuali competitor. Tutto ciò a discapito di incentivi verso lo studio e la realizzazione di programmi di qualità, innovativi, aperti al confronto e alla sperimentazione.

Criptando i programmi con un protocollo di codifica incompatibile con quello del decoder Sky, Rai e RTI hanno in pratica reso inaccessibile la propria programmazione generalista sulla piattaforma Sky in lesione delle regole della concorrenza (Articolo 101 del Trattato). Risultato: circa 5 millioni di utenti Sky non potranno ricevere programmi free-to-air e di servizio pubblico. Ma la RAI, proprio per assolvere al ruolo di servizio pubblico, beneficia del canone di abbonamento, un aiuto di Stato giudicato dalla Commissione compatibile con la natura del servizio erogato. Sino alla creazione di Tivù.

Con il decreto Bondi sull’equo compenso è stato esteso il prelievo da parte della SIAE di una quota di prezzo destinato a remunerare gli autori per la copia privata (prima previsto solo su CD, DVD vergini e masterizzatori) a tutti i dispositivi dotati di memoria, come telefoni cellulari, decoder, console di videogiochi. Secondo Altroconsumo si tratta di una tassa iniqua, in concreto aiuti di Stato alla SIAE e all’industria dell’audiovisivo, con abuso di posizione dominante. E un’interferenza illegittima con il funzionamento del mercato interno UE.

Commissario Almunia, buon lavoro.

Altroconsumo porta RAI in Tribunale: inibitoria contro gli oscuramenti sul satellite

novembre 2, 2009 alle 2:34 pm | Pubblicato su - Rai/Sky Tivù Sat, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 3 commenti
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raiAltroconsumo si è occupato con serietà sin da subito degli oscuramenti sul satellite da parte di RAI, degli aspetti discutibili della creazione di Tivù Sat e della evidente violazione dell’art. 26 del Contratto di servizio. Lo ha fatto anche questo blog sin dai suoi primissimi post.

La questione è seria e coinvolge tematiche centrali per il nostro Paese quali una effettiva concorrenza e una vera libertà di informazione nel settore televisivo e la sussistenza in vita di un vero Servizio Pubblico, considerato anche che continuiamo a pagare il canone.

Ora, dopo aver ottenuto l’apertura dell’inchiesta da parte di AGCOM, considerato che purtroppo l’Autorità non è ancora intervenuta d’urgenza, Altroconsumo porta la questione davanti al Tribunale di Roma, con una inibitoria attraverso la quale chiede a RAI di porre immediatamente termine agli oscuramenti. Qui e di seguito il comunicato odierno dell’Associazione:

Ricorso Altroconsumo al Tribunale di Roma per oscuramento servizio pubblico Rai

L’oscuramento delle trasmissioni del servizio pubblico radiotelevisivo RAI è una pratica commerciale scorretta, lesiva dei diritti e degli interessi collettivi dei consumatori utenti. A causa di quest’attività per oltre 1 milione e mezzo di famiglie che non saranno mai raggiunte dal digitale terrestre sarà impossibile accedere ai contenuti del servizio pubblico RAI attraverso il canale satellitare. Per evitare che la pratica degli oscuramenti continui Altroconsumo ha depositato il ricorso d’urgenza contro RAI presso il Tribunale di Roma.

Privare gli utenti della visione di telegiornali, programmi di attualità e approfondimento politico, persino le previsioni meteo, significa aver violato il Testo Unico sulla radiodiffusione, il contratto di servizio e la delibera 481/06/ CONS dell’Autorità garante per le comunicazioni. Queste norme impongono al servizio pubblico di trasmettere su tutte le piattaforme esistenti.

Secondo i calcoli di Altroconsumo dal 4 agosto al 4 ottobre 2009 è stato impossibile vedere sul satellite Raiuno per 87 ore 58 minuti e 54 secondi Raidue per 220 ore 26 minuti 23 secondi, Raitre per 104 ore 53 minuti 31 secondi.

Oscurare il contenuto del servizio pubblico RAI per gli utenti non è solo una violazione di diritti. Ci sono conseguenze economiche ben tangibili, poiché il pagamento del canone non è più condizione sufficiente per accedere ai programmi.

Gli utenti dovranno mettere mano al portafogli, dovendo acquistare il nuovo decoder satellitare Tivùsat, anche se già in possesso di un decoder satellitare generalista o Sky, pagando un canone di 6 euro per l’utilizzo del software di gestione della smartcard per accedere alla programmazione Tivùsat, e richiedere l’assistenza di un antennista, dovendo adeguare gli impianti satellitari domestici alla coesistenza dei due decoder.

L’associazione indipendente di consumatori chiede al giudice del Tribunale di inibire il prima possibile la pratica illecita degli oscuramenti.

Istruttoria AGCOM su RAI e limiti per Tivù Sat: bene! bene? dipende se si fa sul serio

settembre 15, 2009 alle 3:08 pm | Pubblicato su - Rai/Sky Tivù Sat, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 7 commenti
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calabròFinalmente AGCOM apre ufficialmente un’istruttoria sugli oscuramennti sul satellite per verificare il rispetto da parte della Rai degli obblighi di servizio pubblico.

Come ricorderete, in un precedente post Questione RAI/SKY: AGCOM, se ci sei batti un colpo prima che sia troppo tardi  mi chiedevo cosa stesse ancora attendendo l’Authority considerato che l’esposto di Altroconsumo sugli illegittimi oscuramenti da parte di RAI porta la data del 10 luglio.

Bene ! Bene ? Mica tanto … si avvicna lo switch off in alcune importanti regioni e quindi a questo punto era lecito aspettarsi un provvedimento d’urgenza. Come già paventavo qui rimane infatti il dubbio che l’AGCOM stia  facendo semplicemente melina in attesa della modifica di cui si vocifera dell’art 26 del Contratto di Servizio che leverebbe le castagne dal fuoco all’Autorità.

Il Consiglio dell’Agcom ha inoltre deciso – su questo a maggioranza – che:

allo stato degli atti, non esistono i presupposti per l’avvio di un’istruttoria relativa alla costituzione della società Tivù-Sat ai sensi dell’art.43 del Testo Unico della radiotelevisione a condizione che le smart card Tivù-Sat non siano utilizzate per la fruizione di programmi a pagamento e che la piattaforma offra i propri servizi a tutti i soggetti che ne fanno richiesta a condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie. Qualunque modifica agli accordi notificati all’Autorità comporterà il riesame della decisione.

Per maggiore intelleggibilità su questo aspetto ricordo che l’art. 43 del Testo Unico è quello relativo alle “Posizioni dominanti nel sistema integrato delle comunicazioni” e che Rai, Mediaset e Telecom hanno assicurato che non ci sarà coordinamento né editoriale, né commerciale su Tivù Sat … mah !

Altro punto sul quale AGCOM ha deciso di volerci vedere chiaro è quello sulle tipologie dei decoder attualmente sul mercato, la loro conformità degli accordi di cessione delle licenze alla normativa di settore nonchè tutte le iniziative utili all’adozione di un decoder unico.

mmm … noto che anche ad altri colleghi rimangono parecchi dubbi, staremo a vedere, nel frattempo voglio ribadire molto sinteticamente questo concetto: l’articolo 26 del Contratto di Servizio è in vigore, parla chiaro ed impegna la RAI nei confronti di tutti i cittadini

Art 26 Neutralità tecnologica 1. La Rai si impegna a realizzare la cessione gratuita, e senza costi aggiuntivi per l’utente, della propria programmazione di servizio pubblico sulle diverse piattaforme distributive, compatibilmente con i diritti dei terzi e fatti salvi gli specifici accordi commerciali.

L’emittente pubblica smetta quindi di oscurare abusivamente trasmissioni pagate da tutti noi con il canone !

Questione RAI/SKY: AGCOM, se ci sei, batti un colpo prima che sia troppo tardi

settembre 1, 2009 alle 12:24 am | Pubblicato su - Rai/Sky Tivù Sat, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 1 commento
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calabròOggi è il primo settembre e le ferie agostane anche per l’AGCOM dovrebbero essere terminate. L’esposto di Altroconsumo sugli illegittimi oscuramenti da parte di RAI porta la data del 10 luglio, non c’è più tempo da perdere.

Altroconsumo, il 5 agosto scorso, faceva qui il punto della situazione sulla complessa vicenda che vede contrapposte Rai (partner di Mediaset nel lancio della nuova piattaforma Tivù Sat) da una parte e Sky dall’altra. Nel frattempo gli oscuramenti sul satellite dei canali generalisti RAI sono diventati sempre più numerosi e frequenti e, a complicare le cose, c’è l’avvicinarsi della data dello switch off per quanto riguarda il digitale terrestre nel Lazio.

Nel corso delle prossime settimane avremo modo di verificare se, come già paventavo in questo precedente post , l’AGCOM non stia  facendo semplicemente melina in attesa della modifica di cui si vocifera dell’art 26 del Contratto di Servizio che leverebbe le castagne dal fuoco all’Autorità.

Ma il Contratto di Servizio è in vigore e impegna la RAI nei confronti di tutti i cittadini almeno fino alla fine dell’anno, se così fosse dunque significherebbe che l’AGCOM si sottrae all’esercizio delle sue stesse prerogative e si dovrebbero dunque necessariamente percorrere altre strade per tutelare i legittimi interessi degli utenti.

Disinformatia sulla questione Rai/Sky, Tivù Sat, Raiset …

agosto 22, 2009 alle 3:19 pm | Pubblicato su - Rai/Sky Tivù Sat, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | Lascia un commento
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Trovo questo articolo del Giornale di oggi altamente disinformativo.

Sul tema mi sono espresso più volte su questo blog, tra le altre qui, qui e qui, e non ho nulla da aggiungere se non che il silenzio delle Autorità competenti, in primis Agcom,Raiset si fa sempre più assordante anche alla luce dei dati molto significativi snocciolati sempre oggi da Fontanarosa

RAI, must offer or not ?!

agosto 13, 2009 alle 9:44 am | Pubblicato su - Rai/Sky Tivù Sat, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 7 commenti
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romaniRitorno sulla questione Rai/Sky dopo aver letto l’editoriale di Aldo Grasso sul Corriere e la risposta del Viceministro Romani.

Ora, considerata la scelta di Romani di intervenire direttamente nel dibattito, sarebbe stata più che auspicabile una sua risposta su questo punto sollevato da Grasso: “Il fat­to che la Rai sia entrata in conflitto con Sky, con il ri­schio di negarsi a quasi cinque milioni di fami­glie, costituisce un uni­cum in Europa. In nessun altro Paese le politiche dei public service broadca­sting hanno condotto alla ritirata da una piattafor­ma distributiva. Talmente un unicum che il governo italiano ha già pronta una legge che servirà a giustifi­care il divorzio”.

Insomma è verò o non è vero che il governo ha già pronta una bozza di legge in tal senso ? Purtroppo Romani non risponde su questo punto ma forse fornisce qualche indizio quando dice “Sono stato già chiamato in causa più volte sull’argomento TivùSat, una sola legittimamente, quando mi è stata richiesta un’interpretazione dell’art. 26, che ribadisco: la Rai è tenuta a trasmettere su tutte le piattaforme tecnologiche, non è tenuta a essere presente all’interno dì tutte le offerte commerciali presenti sulle diverse piattaforme”.

Dico che qui c’è qualche indizio perchè forse il Viceministro Romani nel rispondere pensava più a quello che nelle intenzioni del governo dovrebbe essere il nuovo quadro giuridico di riferimento, perchè l’art. 26 del Contratto di Servizio RAI vigente recita invece quanto segue:

Art 26 Neutralità tecnologica 1. La Rai si impegna a realizzare la cessione gratuita, e senza costi aggiuntivi per l’utente, della propria programmazione di servizio pubblico sulle diverse piattaforme distributive, compatibilmente con i diritti dei terzi e fatti salvi gli specifici accordi commerciali.

D’altra parte lo stesso Calabrò aveva detto che RAI must offer, senza purtroppo ancora portare alle estreme conseguenze le sue dichiarazioni. Insomma RAI must offer or not?  secondo Calabrò sembrerebbe di sì, secondo Romani no, ma non è che entrambi stanno lavorando al nuovo Contratto di Servizio per risolvere il problema ?

Ma dove sono questi decoder Tivù Sat ?

agosto 6, 2009 alle 6:16 pm | Pubblicato su - Rai/Sky Tivù Sat, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 6 commenti
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mauro%20masiMauro Masi, Direttore Generale RAI ha dichiarato oggi ”Sulla piattaforma satellitare a pagamento (Sky) saranno per ora visibili almeno Raiuno, Raidue e Raitre salvo il criptaggio che si rende necessario per quei programmi di cui Rai non detiene i diritti internazionali’”.

In realtà, come evidenziato nell’esposto di Altroconsumo del 10 luglio scorso molti dei programmi criptati sono prodotti da RAI (abbiamo documentato anche oscuramenti di telegiornali!) e non possono essere quindi interessati da limitazioni territoriali dei diritti di trasmissione tali da giustificarne il criptaggio per impedirne la visione al di fuori del territorio nazionale.

In realtà, come ci spiega con la sua consueta genuina verve romanesca Giorgio la Rai sta portando avanti una chiara politica di progressivo spegnimento del segnale dalla piattaforma Sky. Giorgio aggiunge un altro elemento importante: “sti decoder Tivù Sat nun se trovano proprio”.  

Concordo in pieno con la sua conclusione: “La Rai quindi se ne va da Sky senza aver prima consentito al consumatore – abbonato – utente cittadino, di dotarsi del necessario per continuare la visione dei suoi canali. Risultato? Chi non ha la possibilità di ricevere il segnale in Dtt, semplicemente non vedrà le trasmissioni Rai criptate via Nagra. Senza alternative”.

Ora, passiamo da Roma un pò più a nord: Falcade, provincia di Belluno, ridente cittadina di monatagna. Ricevo dal Sindaco una delibera del Consiglio Comunale del 26 luglio 2009 che applellandosi a governo, parlamento etc etc chiede “che vengano abrogate le norme che impongono il pagamento del canone Rai e se questo non è possibile che si esenti dal pagamento chi, causa deficit strutturale, non riceva adeguatamente il segnale radio televisivo”.

Nelle premesse della Delibera si legge tra le altre cose che “il Comune di Falcade finanzia ogni anno, con i soldi del cittadino, la garanzia del segnale radio televisivo per tutto il territorio comunale e che senza questa garanzia il cittadino avrebbe inutilmente acquistato il televisore, di fatto rendendo il cittadino di Falcade non eguale ad altri che possono ricevere il segnale grazie ad interventi dell’azienda produttrice del servizio”.

Come dare torto ai cittadini di Falcade ?

Dichiara sempre oggi Masi a proposito della chiusura delle trattative con Sky: ”Il risultato finale del mancato rinnovo e’ comunque a vantaggio degli utenti. Tutti i canali Rai saranno visibili integralmente e gratuitamente tramite il digitale terrestre ed il satellitare Tivusat: si tratta di Raiuno, Raidue, Raitre, Rai4, RaiNews24, Rai Sport+, RaiStoria, RaiGulp, RaiSatYoYO, RaiSat Extra, RaiSat Cinema, RaiSat Premium. Si tratta della piu’ ampia e completa offerta gratuita in Europa da parte di una azienda di servizio pubblico”.

Mah … la RAI smetta di oscurare abusivamente trasmissioni pagate da noi cittadini con il canone, garantisca tramite i suoi partners commerciali che siano almeno adegutamente distribuiti nei punti vendita i decoder tivù sat, così vediamo anche di che roba si tratta, ma prima cosa: porti una vagonata di decoder ai cittadini di Falcade aggratis, tanto per parlare un linguaggio più direttamente comprensibile in Viale Mazzini …

Raiset vs Sky: il silenzio dell’Agcom è ormai assordante

agosto 5, 2009 alle 4:59 pm | Pubblicato su - Rai/Sky Tivù Sat, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 4 commenti
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agcom Altroconsumo fa qui il punto della situazione sulla vicenda che vede contrapposte Rai (partner di Mediaset nel lancio della nuova piattaforma Tivù Sat) da una parte e Sky dall’altra.

La questione è complicata ma in ballo ci sono interessi primari quali la pluralità dell’informazione, ieri non avevo quindi esitato a mostrare il mio apprezzamento per la mossa del Presidente della Repubblica che si era fatto parte attiva, apprendo ora che anche il Presidente della Commissione di Vigilanza Sergio Zavoli ha chiesto alle parti di riaprire la trattativa.

A questo punto però il silenzio dell’AGCOM sta diventando assordante. In ambito ministeriale per risolvere la questione si starebbe addirittura valutando di modificare il Contratto di Servizio Rai, in particolare quell’articolo  26 che prevede che i canali del servizio pubblico debbano essere presenti su tutte le piattaforme distributive. Noi ci opponiamo strenuamente a quest’ipotesi che rischierebbe di significare il definitivo smantellamento del servizio pubblico.

Una cosa è certa, rebus sic stantibus il Contratto di Servizio è in vigore e impegna la RAI nei confronti di tutti i cittadini fino alla fine dell’anno, l’AGCOM deve quindi rispondere a seguito del nostro esposto circa i comportmanenti lesivi messi in atto da Rai con gli oscuramenti continui sul satellite, al contrario ove consentise un procrastinarsi della palese violazione dei nostri diritti verrebbe a porsi in discussione l’efficacia dell’esercizio delle prerogative stesse dell’Autorità.

PS: dimenticavo, ci sarebbe un’altra quisquilia sulla quale attendiamo che l’AGCOM dia segni di vita, ovvero lo sforamento del limite del 20% del SIC da parte di R.T.I. (Mediaset) imposto dalla legge per quanto riguarda il numero complessivo di programmi nazionali editi e diffusi su frequenze terrestri (in tecnica analogica e/o digitale) da ogni singolo operatore tv. Per chi ne volesse sapere di più qui il nostro esposto, l’Autorità si era impegnata a chiudere il procedimento improrogabilmente entro il 16 luglio, i tempi sono ampiamente scaduti: Calabrò se ci sei batti un colpo !

Rottura Rai/Sky e nuova piattaforma Tivù Sat: forse il Santo che cercavamo è sul Colle più alto

agosto 4, 2009 alle 2:07 am | Pubblicato su - Rai/Sky Tivù Sat, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TV | 6 commenti
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napolitano%20telefonaQualche giorno fa commentavo così su Facebook – eh, il blog ancora non lo avevo ! – un bell’articolo di Aldo Grasso: ci sarà molto da fare per tutelare gli interessi dei cittadini, a che santo rivolgerci ? eppure lo sviluppo tecnologico e la concorrenza dovrebbero portare benefici generali ove non siano piegati ad interessi ultronei. Il concetto è tutto nel lapsus calami di Grasso: “ddt” anzichè “dtt” !!!

Ora apprendo che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si sarebbe fatto vivo con il Presidente RAI Galimberti mostrando tutto il suo disappunto per una trattiva che in realtà RAI, tramite il Direttore Generale Mauro Masi, sembra non aver mai seriamente aperto con Sky.

Sono cosciente che possa apparire giustamente criticabile il continuo appellarsi alla Presidenza della Repubblica, d’altra parte questo è il sintomo evidente di una democrazia sempre più in affanno e, in ogni caso, qui ci sono in ballo la pluralità dell’informazione e il tentativo di salvaguardare gli ultimi brandelli del servizio pubblico televisivo, se ce ne sono ancora … quindi forza San Giorgio !

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