Online targeting e behavioural advertising: domani se ne discute al BEUC Forum “Consumer Privacy and Online Marketing”

novembre 11, 2009 alle 7:10 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 2 commenti
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BEUC forumDomani sarò al BEUC Forum su Consumer Privacy e Online Marketing dove si discuterà, tra i diversi stakeholders, di una delle più rilevanti quanto controverse questioni nel panorama in constante evoluzione del mercato e della comunicazione digitale: l’esplosione del volume di dati personali raccolti attraverso nuove pratiche commerciali e modelli di business costruiti sulla capacità di profilare i consumatori e i loro comportamenti online e utilizzare il loro profilo per targetizzare le proposte commerciali.

Insomma l’Online Targeting & behavioural advertising di cui si discute ancora poco in Italia sebbene tecniche di profilazione e targeting siano sempre più utilizzate al fine di analizzare il comportamento dei consumatori, misurare e selezionare l’audience e i mercati di riferimento e personalizzare le offerte, anche influenzando le scelte dei consumatori stessi.

Da una parte queste nuove tecniche di marketing possono comportare opportunità e benefici anche ai consumatori, dall’altra appare evidente che sollevano legittime preoccupazioni circa la tutela della loro privacy.

Personalmente mi troverò a moderare questo panel sugli Alternative business models e cercherò, nel mio piccolo, di favorire un dibattito meno dogmatico possibile rivolto a trovare soluzioni efficaci e condivise che rafforzino la fiducia dei consumatori nel mercato digitale.

Ancora su Google e Antitrust: chi mi leva quello strano retrogusto?

agosto 31, 2009 alle 4:52 pm | Pubblicato su - Quello strano retrogusto, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 19 commenti
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gTorno sulla questione Google News e istruttoria Antitrust perchè, dai commenti ricevuti, mi sono accorto di aver dato per scontato alcuni passaggi: che Google abbia portato incredibile innovazione in Internet e trasferito valore agli utenti è fuori di dubbio, che gli editori tradizionali (rappresentati in questo caso dalla FIEG), così come, mutatis mutandis, le major dell’audiovisivo, le collective societies e le reti televisive scontino invece carenza di innovazione e che stiano combattendo in varie forme una lotta di retroguardia a tutela protezionistica di modelli di business ormai obsoleti e di una catena del valore da rivedere completamente è altrettanto evidente a tutti.

Quanto riporta oggi in un interessante post Luca De Biase circa l’intervento in quel di Vedrò di Gian Arturo Ferrari, Direttore Generale della divisione libri della Mondadori è una conferma e va letto in questa stessa linea. Quando, anche nel settore librario, gli editori invece di cercare di trovare nuove forme per continuare a trasferire valore al pubblico nel nuovo contesto tecnologico parlano, infatti, di “variabile impazzita di internet. Un’ideologia dell’uguaglianza, del peer-to-peer, inconsapevole che non tiene conto dell’economia che sta dietro i libri e che tende semplicemente a diffondere libri senza pagamento”, i commenti vanno da sè.

D’altra parte, quello che stiamo vivendo è un momento di passaggio epocale per quanto concerne l’intero mercato dei mass media in primis perchè il meccanismo di sostenibilità economica del sistema basato sulla pubblicità “tradizionale” da segni evidenti di crisi e i nuovi modelli di pubblicità online non sono ancora in grado di fornire la stessa affidabilità dal punto di vista dei ritorni economici.

I nuovi strumenti si stanno tuttavia affinando e allora IMHO è proprio in questo preciso momento che chi ha a cuore la salvaguardia degli interessi generali dovrebbe cercare di guardare anche un pò oltre le diatribe dell’oggi tra dinosauri in via di estinsione e nuove specie che sembrano invece coincidere in toto con la loro azione, la loro innovazione e la loro rispondenza agli interessi e alle esigenze degli utenti per focalizzare invece la propria attenzione sugli scenari in divenire (e già in parte attuali) che vanno a delinearsi.

Perchè, è vero che, come spiegano, sotto diversi punti di vista, Stefano e Guido l’istruttoria Antitrust contro Google probabilmente non porterà a nulla ma a me rimane ancora quello strano retrogusto per il quale non sento di trovarmi completamente a mio agio in uno scenario dove, una volta passata la nottata, ci troveremo ad avere un soggetto già ampiamente dominante sul mercato dei motori di ricerca che, oltre a non dover rendere conto a nessuno sui propri algoritmi, maneggerà, al di fuori di ogni controllo, gli strumenti intrusivi del targeting advertising.

Insomma, magari mi sbaglio, ma c’è qualcuno che mi leva questo retrogusto? Stiamo pur sempre parlando di un presupposto fondamentale della libertà di informazione diamine, e cioè di come ci sarà presentato il mondo attraverso occhi che non sono i nostri, in un regime di concorrenza precario e quindi senza grande possibilità di scelta nè di controllo pubblico o diffuso, vogliamo parlarne ?

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