Mentre la Kroes chiede all’Italia di allinearsi sull’Agenda Digitale da Romani si firma il MoU per la Società della rete, o quasi

novembre 10, 2010 alle 8:14 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 1 commento
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Riprendo dal Quinta due news di estremo interesse, per il momento sulla seconda esprimo moderato ottimismo, ma moderato eh … si tratta di un passettino avanti, certo il tutto in uno scenario politico incerto che sembra portarci dritto dritto a nuove elezioni

Italia svaglia!

Banda larga e dividendo digitale: Neelie Kroes alle Camere, ‘L’Italia si metta al passo con l’Europa’.

“…abbiamo molti esempi che dimostrano come le Regioni che investono maggiormente in telematica sono quelle che crescono di più”, ha detto la Kroes, esortando a coinvolgere maggiormente le Piccole e medie imprese ed esprimendo preoccupazione per il fatto che “milioni di nostre imprese stanno concedendo vantaggi ad altri Paesi che hanno connessioni internet molto più veloci, come per esempio la Corea e questo è uno dei problemi che l’agenda digitale vuole affrontare”.

Tlc: Romani, firmato Mou con operatori, Cdp partecipera’

Un passo avanti la formalizzazione dell’accordo sulla condivisione delle infrastrutture passive, vedremo i successivi.

Insisto che secondo me i giochi li vedremo in lombardia. Aspettiamoci novità

Tlc: Romani, firmato Mou con operatori, Cdp partecipera’ – Adnkronos CyberNews.

Roma, 10 nov. – (Adnkronos) – E’ costruito sulla base di una partnership pubblico-privata il memorandum of understanding firmato oggi al ministero dello Sviluppo economico per promuovere la realizzazione delle infrastrutture passive necessarie per le reti di nuova generazione, quelle in grado di portare la fibra ottica nelle case. Sette le societa’ che hanno siglato il Mou che prevede la costituzione di un comitato esecutivo presieduto dal ministero e che sviluppera’ il business plan: Telecom Italia, Vodafone, Wind, Fastweb, H3G, Tiscali, BT. Il principio alla base dell’intesa e’ quello della sussidiarieta’ ovvero la societa’ che verra’ creata interverra’ laddove le aziende non vorranno o potranno fare investimenti. Nel Mou il comitato esecutivo si e’ dato un tempo di tre mesi per entrare nei particolari del progetto e indicare la governance della societa’. La Cassa Deposititi e Prestiti, ha spiegato il ministro Romani incontrando i giornalisti dopo la firma del documento, “potra’ partecipare al progetto sia in equity che in conto finanziario a patto che il business plan sia remunerativo”

RAI, must offer or not ?!

agosto 13, 2009 alle 9:44 am | Pubblicato su - Rai/Sky Tivù Sat, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 7 commenti
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romaniRitorno sulla questione Rai/Sky dopo aver letto l’editoriale di Aldo Grasso sul Corriere e la risposta del Viceministro Romani.

Ora, considerata la scelta di Romani di intervenire direttamente nel dibattito, sarebbe stata più che auspicabile una sua risposta su questo punto sollevato da Grasso: “Il fat­to che la Rai sia entrata in conflitto con Sky, con il ri­schio di negarsi a quasi cinque milioni di fami­glie, costituisce un uni­cum in Europa. In nessun altro Paese le politiche dei public service broadca­sting hanno condotto alla ritirata da una piattafor­ma distributiva. Talmente un unicum che il governo italiano ha già pronta una legge che servirà a giustifi­care il divorzio”.

Insomma è verò o non è vero che il governo ha già pronta una bozza di legge in tal senso ? Purtroppo Romani non risponde su questo punto ma forse fornisce qualche indizio quando dice “Sono stato già chiamato in causa più volte sull’argomento TivùSat, una sola legittimamente, quando mi è stata richiesta un’interpretazione dell’art. 26, che ribadisco: la Rai è tenuta a trasmettere su tutte le piattaforme tecnologiche, non è tenuta a essere presente all’interno dì tutte le offerte commerciali presenti sulle diverse piattaforme”.

Dico che qui c’è qualche indizio perchè forse il Viceministro Romani nel rispondere pensava più a quello che nelle intenzioni del governo dovrebbe essere il nuovo quadro giuridico di riferimento, perchè l’art. 26 del Contratto di Servizio RAI vigente recita invece quanto segue:

Art 26 Neutralità tecnologica 1. La Rai si impegna a realizzare la cessione gratuita, e senza costi aggiuntivi per l’utente, della propria programmazione di servizio pubblico sulle diverse piattaforme distributive, compatibilmente con i diritti dei terzi e fatti salvi gli specifici accordi commerciali.

D’altra parte lo stesso Calabrò aveva detto che RAI must offer, senza purtroppo ancora portare alle estreme conseguenze le sue dichiarazioni. Insomma RAI must offer or not?  secondo Calabrò sembrerebbe di sì, secondo Romani no, ma non è che entrambi stanno lavorando al nuovo Contratto di Servizio per risolvere il problema ?

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