Calabrò in preda ad eurovisioni (o eurotimori?) sull’unbundling …

settembre 21, 2010 alle 9:37 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 7 commenti
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Pare che il Presidente dell’AGCOM ieri si sia epresso in questi termini sull’aumento delle tariffe di unbundling: “Di che stiamo parlando? Dopo sei anni un aumento di 30 centesimi è molto meno dell’aumento del costo della vita”.  Dal convegno a margine del quale parlava potrebbe darsi che Corrado Calabrò abbia parlato in preda ad Eurovisioni o forse … come vedremo meglio di seguito, ad Eurotimori ?!

Se è vero che, infatti, rispetto all’anno corrente l’aumento deliberato da AGCOM è di soli 21 centesimi, da 8,49 si va a 8,70, il che già non è poca cosa considerato l’effetto retroattivo a maggio di quest’anno, quello che Calabrò dimentica di precisare è che le misure adottate nel loro complesso porterano le tariffe di unbundling da 8,49 a ben 9,67 Euro in due anni.

Dunque, in matematica non sono mai stato una cima, ma mi sembra di poter dire che l’aumento complessivo sia del 24% in 2 anni, altro che meno del tasso di inflazione. Come dicevo, tra le altre cose, qualche giorno fa si tratta peraltro di una decisione in netta controtendenza con l’andamento Europeo (la media UE è scesa da 12,18 a 8,48 in cinque anni).

Ma vi è di più, se la matematica potrebbe non essere il mio forte la memoria invece non mi difetta e ricordo bene l’aumento di 85 centesimi che, approvato tra fine 2008 e inizio 2009 da AGCOM nonostante la netta contrarietà dei consumatori oltre che ovviamente degli operatori concorrenti a Telecom, aveva portato le tariffe di unbundling da 7,64 a 8,49.

Insomma, altro che un aumento di 30 centesimi dopo sei anni, alla Totò verrebbe da dire: Presidente Calabrò, ma mi faccia il piacere …

Qualche numero in più, innanzitutto il trend: fino al 2008 le tariffe di unbundling diminuivano (di poco) ogni anno, dal 2008 in poi hanno cominciato ad aumentare. Quindi 7,64 nel 2008 è stato il punto più basso. Nel 2009, come detto, c’è stata la botta da 85 centesimi e si pensava che potessero almeno fermarsi lì … invece nel 2012 arriveremo a 9,67.

Gli anni della diminuzione                  2004    2005    2006    2007    2008   
Canone mensile Full Unbundling            8,30    8,30    8,04    7,81    7,64   
                                               
Gli anni degli aumenti                        2008    2009    2010    2011    2012   
Canone mensile Full Unbundling            7,64    8,49    8,70    9,26    9,67  

Insomma, fino al 2008 i prezzi all’ingrosso diminuivano, e diminuivano anche i prezzi al dettaglio. Dal 2009 i prezzi all’ingrosso aumentano. Secondo voi che fine faranno i prezzi al dettaglio?

Infine L’ho già detto ma mi sembra proprio il caso di ripeterlo: la cosa più grave è che sovraremunerare la rete in rame, come si sta facendo con l’approvazione delle nuove tariffe di unbundling risulta senz’altro controproducente per l’auspicato passaggio alla rete di nuova generazione. Se ti sovraremunerano la rete in rame, infatti, perchè mai dovresti mettere giù la fibra ?!  Ora, a leggere la conclusione del bel post di Innocenzo Genna sul blog del Quinta si direbbe che non sono l’unico a vederla in questo modo:

Va però sottolineato che la chiave di volta per lo sviluppo delle reti NGA – questo discorso riguarda particolarmente l’Italia – sarà la regolazione ed il pricing delle reti tradizionali. Sembra paradossale, ma è così. Finché un incumbent continuerà a generare sovraprofitti dalla rete tradizionale, la migrazione verso le reti NGA non avverrà mai, oppure verrà effettuata solo in maniera sporadica  e solo per “contrastare”  le iniziative NGA dei concorrenti più agguerriti, con il risultato di peggiorare il digital divide.

Non resta che sperare che la Commissione europea – che lo ricordo deve esprimere ora un parere sull’aumento delle tariffe di unbundling approvato da AGCOM – e, soprattutto, la Commissaria Kroes, che sembra voler fare sul serio con l’Agenda Digitale, diano un chiaro stop a questa assurda manovra, glie ne saremmo veramente riconoscenti. E … forse è proprio per l’evidente insicurezza nell’attesa del vaglio europeo che Calabrò ha insolitamente traballato nelle sue ultime esternazioni rispetto all’unbundling … più che di Eurovisioni si tratta di Eurotimori ?!

Aumenti unbundling – domanda: se ti sovraremunerano la rete in rame perchè mai dovresti mettere giù la fibra ?

settembre 10, 2010 alle 7:12 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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Come ho già detto ieri a qualche giornalista che chiedeva commenti a caldo, ovviamente la preoccupazione dei consumatori rispetto all’aumento delle tariffe di unbundling approvate da AGCOM è che esse si ripercuoteranno inevitabilmente sul prezzo retail per il consumatore. Quindi non possiamo vedere di buon occhio questi aumenti, ora sottoposti al vaglio della Commissione europea.

Se da una parte è vero che gli aumenti tariffari sono stati limitati rispetto a quelli indicati precedentemente nel documento di consultazione da Agcom, vanno fatte almeno tre precisazioni:

– rischia di essere travisante affermare, come fa AGCOM, che “per il canone di unbundling resta confermato nel 2010 il valore di 8,70 euro/mese”. In realtà il prezzo attuale è 8,49. Quello di 8,70 era l’aumento indicato nel documento di consultazione, quindi anche per l’anno corrente e con effetto retroattivo avremo un aumento.

– anche sul fatto che gli aumenti collocherebbero comunque l’Italia al di sotto della media UE sorgono alcuni dubbi circa l’attualità del benchmarking utilizzato, questo in considerazione del fatto che nel 2010 in alcuni paesi europei – a differenza di quanto stiamo facendo noi – le tariffe di unbundling sono state sensibilmente ridotte, come ad esempio in Belgio, Olanda e Austria di oltre il 15%.

– Infine, va rilevato che in realtà, in base al nuovo modello adottato da AGCOM per calcolare l’unbundling, si dovrebbe avere una riduzione della tariffa e non un aumento, se non che incidono sensibilmente nel calcolo i costi di manutenzione della rete in rame computati ipotizzando un “tasso di guastabilità annuo” elevatissimo del 22,5% che appare o irrealistico o, per altro, verso francamente molto preoccupante circa lo stato della rete in rame di telecom italia ! 

Ma la cosa più grave è che sovraremunerare la rete in rame, come si sta facendo con l’approvazione delle nuove tariffe di unbundling, oltre ad essere un’operazione – come già detto – in netta controtendenza con quello che sta succedendo in altri Paesi europei, risulta senz’altro controproducente per l’auspicato passaggio alla rete di nuova generazione. Se ti sovraremunerano la rete in rame, infatti, perchè mai dovresti mettere giù la fibra ?! Voi cosa ne pensate ?

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