Carta Vacanze TIM: avevamo ragione la pubblicità era ingannevole

luglio 26, 2012 alle 7:29 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | Lascia un commento
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A vevamo colto nel segno con il nostro ricorso all’Antitrust per l’ingannevolezza dello spot pubblicitario di TIM
 
Tim è corsa ai ripari e – prima di una possibile condanna – ha sospeso lo spot ingannevole che avevamo segnalato all’Autorità Garante della concorrenza. La società telefonica ha deciso, infatti, di interrompere la diffusione della pubblicità di Carta Vacanze Tim (quella che ha come protagonista “Marco Polo”, per intenderci), piuttosto che – eventualmente – vedersi sanzionata e costretta a ritirare lo spot stesso … prosegui a leggere qui su Altroconsumo

Spot tv iPhone4 / AirPlay – A noi pare ingannevole e a voi ?

settembre 9, 2011 alle 5:27 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO | 3 commenti
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Secondo l’articolo 22 del Codice del Consumo: E’ considerata ingannevole una pratica commerciale che nella fattispecie concreta, tenuto conto di tutte le caratteristiche e circostanze del caso, nonche’ dei limiti del mezzo di comunicazione impiegato, omette informazioni rilevanti di cui il consumatore medio ha bisogno in tale contesto per prendere una decisione consapevole di natura commerciale e induce o e’ idonea ad indurre in tal modo il consumatore medio ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso.

E’ su questa base giuridica che Altroconsumo ritiene lo spot che vedete qui sopra della Apple ingannevole.

Come si legge nel ricorso inviato dall’associazione all’Antitrust appare infatti evidente che l’omissione consistente nella mancata esplicitazione della sussitenza di una limitazione essenziale (ovvero il fatto di non poter utilizzare la funzione AirPlay – ampiamente utilizzata nello spot per pubblicizzare l’acquisto dell’iPhone4 – su tv o stereo non Apple) è idonea a falsare il comportamento economico del consumatore inducendolo a prendere una decisione che non avrebbe altrimenti preso.

Mangostano, un succo piramidale !

settembre 10, 2010 alle 6:42 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO | 10 commenti
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Adoro il mio lavoro anche e soprattutto perchè mi capita spesso di imbattermi in cose di questo genere … chiudiamo la settimana con il Mangostano ! Comunicato di Altroconsumo: Succo di mangostano: come spremere soldini (a chi ci casca)

E’ presentato come il toccasana per prevenire e curare patologie cardiache, diabete, cancro, malattie della pelle, morbo di Parkinson e Alzheimer: è il succo di mangostano, un frutto tropicale. Decine di consumatori hanno segnalato l’offerta della presunta panacea ai giuristi ed esperti alimentari di Altroconsumo: il succo si acquista in bottiglie da 750 ml in blocco di quattro, come minimo, per un totale di 115 euro o in bustine monodose (spesa minima 137 euro). Sul prodotto oggi è in corso a Perugia una convention con ospiti internazionali. L’associazione di consumatori ha presentato all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato una denuncia per pubblicità ingannevole del messaggio e pratica commerciale scorretta, poiché la modalità di offerta del prodotto è assimilabile a tecniche di vendita piramidale. Nel kit inviato a casa sono elencati ben 75 motivi per bere il succo tutti i giorni e le dosi consigliate; nulla di tutto ciò è scientificamente provato. La società distributrice XANGO, che vende il succo di mangostano da anni anche negli Stati Uniti, è già stata ammonita nel 2006 dalla Food and Drug Administration, poiché distribuisce e pubblicizza il prodotto come fosse un farmaco, contravvenendo al Federal Food, Drug and Cosmetic Act, la norma in vigore negli Stati Uniti. Il Italia il prodotto è pubblicizzato dal sito ufficiale www.xango.it , che cautamente parla dei componenti in modo generico (“gli xantoni sono una categoria unica di componenti biologicamente attivi, con numerose capacità bioattive”). Altri siti, come www.mangostano.com , approfondiscono gli effetti vantati e indicano i distributori della propria zona per poter così avviare le pratiche di acquisto del prodotto, attraverso una “vendita diretta”. Aprendo le pagine relative ai distributori, il legame con Xango è evidente. Si trovano poi in rete una molteplicità di piccoli rivenditori che sono anche consumatori. I meccanismi di vendita sono particolari: il cliente è invitato a registrarsi sul sito del mediatore; registrandosi diventa a sua volta venditore; deve così pagare una quota per l’adesione e per un kit d’ingresso. Tecniche di vendita ideate per spremere a fondo le tasche e la credulità del consumatore.

Nuova sanzione Antitrust per servizi a valore aggiunto su segnalazione di Altroconsumo

giugno 2, 2010 alle 1:30 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 2 commenti
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Pubblicità ingannevoli per servizi a valore aggiunto sui siti www.dindo.it e www.giocagratis.net, sanzioni per un totale di 275.000 euro, 85.000 euro a Neomobile, 65.000 a Telecom, 55.000 a Vodafone, 40.000 a Wind e 30.000 a Tre.

Maggiori info su Altroconsumo:

Siti per ragazzi infarciti di sottoscrizioni a pagamento camuffate da concorsi a premi accattivanti o improbabili vincite fortunate. Si tratta di messaggi pubblicitari ingannevoli, aggravati dal fatto che compaiono proprio su quei siti destinati ai minori. A dirlo è finalmente anche l’Autorità Garante che, sulla base delle nostre segnalazioni, ha comminato sanzioni per circa 275.000 euro.

Hai vinto: anzi no
Ne avevamo parlato sul numero di novembre di Hi_Test, al quale era seguita una raffica di nostre segnalazioni al Garante della concorrenza e del mercato. Analizzando alcuni tra i siti di giochi e svago destinati a bambini e ragazzi, ci eravamo imbattuti in numerosissimi banner e messaggi dalla dubbia natura promozionale: in apparenza concorsi e vincite fortunate, nella realtà messaggi con il solo scopo di raccogliere adesioni per servizi a sovrapprezzo (come abbonamenti a suonerie per cellulari). Anche l’Autorità ha ora riconosciuto questi messaggi pubblicitari come fuorvianti e ingannevoli, tanto più perché destinati ad attrarre gli adolescenti, particolarmente sensibili a tale tipologia di promozioni.

Multe per quasi 300.000 euro
Oltre al divieto di ulteriore diffusione dei messaggi, l’Antitrust ha comminato sanzioni amministrative per un totale di circa 275.000 euro. Tra i multati, i gestori dei siti http://www.dindo.it e http://www.giocagratis.net, ma soprattutto quasi tutti gli operatori di telefonia mobile in qualità di corresponsabili della pratica commerciale scorretta. Nello specifico 85.000 euro a Neomobile, 65.000 a Telecom, 55.000 a Vodafone, 40.000 a Wind e 30.000 a Tre; da notare però che tutti hanno avuto 10.000 euro in più di sanzione perché considerati dal Garante recidivi: l’Agcm, infatti, li aveva già sanzionati in passato per queste stesse cose (anche allora grazie a una nostra segnalazione).

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