Telecom Package: il Parlamento europeo regge (per ora) sull’emendamento 138, il governo italiano vuole il graduated response alla francese

ottobre 13, 2009 alle 7:22 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE, TELECOMUNICAZIONI | 5 commenti
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BlackoutTPTorno sulla questione di cui avevo già parlato qui qualche post fa, per salutare favorevolmente il fatto che nella riunione di questa mattina il testo del Consiglio UE che intende emendare al ribasso l’originario emendamento 138 due volte approvato a larghissima maggioranza dal Parlamento europeo è stato giudicato negativamente.

Un bel segnale: il Parlamento UE regge nonostante pressioni con fuochi d’artificio vari, non ultimo il parere legale uscito fuori dal cilindro ieri di cui parla più ampiamente Scambio Etico e quindi il negoziato in seno al Comitato di conciliazione può andare avanti.

Ora, non sto qui a rifare tutta la storia, vi do solo un ulteriore spunto di riflessione, oggi abbiamo chiamato i due Membri italiani del Parlamento europeo che siedono nel Comitato di conciliazione, Patrizia Toia e Gianni Pittella per fare sentire loro il nostro supporto e per metterci a disposizione. Abbiamo parlato con i loro staff e li abbiamo trovati sul pezzo e abbastanza determinati.

Poi abbiamo chiamato anche la Rappresentanza Permanente del Governo Italiano a Bruxelles per capire, una volta per tutte, quale fosse la “nostra” posizione in merito alla procedura di conciliazione in corso sull’emendamento 138. Mi aspettavo risposte più interlocutorie e diplomatiche invece la posizione è netta e chiara: per il governo italiano l’emedamento 138 va modificato.

Questo introduce, a mio avviso, un elemento di riflessione sui tanti dibattiti, convegni etc etc che si tengono a livello nazionale su queste tematiche, dai quali sembrerebbe emergere una politica ondivaga del governo e della sua maggioranza. Ebbene, cari miei, non è così, la politica del governo almeno su un tema specifico è chiara e precisa, ed è favorevole ad introdurre forme di sanzione che prevedano la disconnessione da Internet per i navigatori sospettati di aver scaricato file protetti da diritto d’autore, senza l’intervento di un giudice. Tanto che l’Italia, insieme a Francia, Regno Unito e altri costituiscono quello zoccolo duro in seno al Consiglio UE che sta determinando questo pericoloso braccio di ferro con il Parlamento europeo.

A tutti coloro che hanno a cuore la Rete il consiglio è di rivolgere la propria attenzione nelle prossime settimane a Bruxelles e non alle diatribe inconcludenti di casa nostra perchè quello che si deciderà lì avrà ripercussioni dirette in Italia, facciamo dunque sentire il nostro supporto ai parlamentari europei in questa vicenda e chiediamo loro di mantenere il punto.

Infine, con la stessa schiettezza con la quale ci è stato chiesto di smettercela di strumentalizzare il Popolo della Rete, chiedo ai parlamentari italiani di maggioranza che seguono le questioni di Internet di riconoscere, per onestà intellettuale, che il Governo è in effetti a favore del graduated response giochiamo a carte scoperte please !

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